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Famiglia d'origineModifica

Carriera militareModifica

Prestò servizio nella guardia dal 1799 e combatté nel 1806 a capo di una brigata di cavalleria nella battaglia di Jena e Auerstedt. Nel dicembre 1807, si recò a Parigi, per cercare di ridurre i carichi di guerra imposti alla Prussia da Napoleone Bonaparte; riuscì solo ad ottenere una riduzione modesta. Nel 1808, rappresentò la Prussia al Congresso di Erfurt. Alla fine del 1808, accompagnò suo fratello, il re Federico Guglielmo III a San Pietroburgo. Successivamente, ha avuto un ruolo di primo piano nella trasformazione della Prussia e del suo esercito.

Durante la Guerra della sesta coalizione del 1813, era di stanza nel quartier generale di Blücher. Nella battaglia di Lützen, comandò la cavalleria di riserva nell'ala sinistra dell'esercito. In seguito guidò l'ottava brigata del corpo dell'esercito di Yorck sul Reno e si distinse per il coraggio e le abilità militari nelle battaglie di Château-Thierry, Laon e fuori Parigi.

Dopo il Trattato di Parigi (1814), il principe accompagnò il re a Londra e poi partecipò alle trattative del Congresso di Vienna. Nel 1815 durante la Campagna di Waterloo comandò la riserva di cavalleria del IV Corpo di Prussia (di Bülow). Dopo il secondo trattato di Parigi, visse per lo più a Parigi e talvolta nel suo castello di Fischbach a Kowary.

Dal 1824 al 1829 fu governatore della fortezza confederata a Magonza. Dal 1830 al 1831 fu governatore generale della provincia renana e della Vestfalia e inaugurò il 20 settembre 1831 la prima linea ferroviaria in terra tedesca, dal Hinsbeck a Nierenhof, attraverso la valle Deilbach, che prese il nome di principe William Railway Company.

Dopo la morte di sua moglie, Anne Marie il 14 aprile 1846, si ritirò dalla vita pubblica nel suo castello di Fischbach.

MatrimonioModifica

Sposò. il 12 gennaio 1804, la principessa Maria Anna d'Assia-Homburg[1], figlia del langravio Federico V d'Assia-Homburg e di Carolina d'Assia-Darmstadt. Ebbero otto figli[1]:

AscendenzaModifica

Federico Guglielmo Carlo di Prussia Padre:
Federico Guglielmo II di Prussia
Nonno paterno:
Augusto Guglielmo di Prussia
Bisnonno paterno:
Federico Guglielmo I di Prussia
Trisnonno paterno:
Federico I di Prussia
Trisnonna paterna:
Sofia Carlotta di Hannover
Bisnonna paterna:
Sofia Dorotea di Hannover
Trisnonno paterno:
Giorgio I d'Inghilterra
Trisnonna paterna:
Sofia Dorotea di Celle
Nonna paterna:
Luisa Amalia di Brunswick-Lüneburg
Bisnonno paterno:
Ferdinando Alberto II di Brunswick-Lüneburg
Trisnonno paterno:
Ferdinando Alberto I di Brunswick-Lüneburg
Trisnonna paterna:
Cristina d'Assia-Eschewege
Bisnonna paterna:
Antonietta Amalia di Brunswick-Wolfenbüttel
Trisnonno paterno:
Luigi Rodolfo di Brunswick-Lüneburg
Trisnonna paterna:
Cristina Luisa di Oettingen-Oettingen
Madre:
Federica Luisa d'Assia-Darmstadt
Nonno materno:
Luigi IX d'Assia-Darmstadt
Bisnonno materno:
Luigi VIII d'Assia-Darmstadt
Trisnonno materno:
Ernesto Luigi d'Assia-Darmstadt
Trisnonna materna:
Dorotea Carlotta di Brandeburgo-Ansbach
Bisnonna materna:
Carlotta di Hanau-Lichtenberg
Trisnonno materno:
Giovanni Reinardo III di Hanau-Lichtenberg
Trisnonna materna:
Dorotea Federica di Brandeburgo-Ansbach
Nonna materna:
Carolina del Palatinato-Zweibrücken-Birkenfeld
Bisnonno materno:
Cristiano III del Palatinato-Zweibrücken
Trisnonno materno:
Cristiano II del Palatinato-Zweibrücken-Birkenfeld
Trisnonna materna:
Caterina Agata di Rappoltstein
Bisnonna materna:
Carolina di Nassau-Saarbrücken
Trisnonno materno:
Luigi Cratone di Nassau-Saarbrücken
Trisnonna materna:
Filippa Enrichetta di Hohenlohe-Langenburg

OnorificenzeModifica

NoteModifica

  1. ^ a b c d e Darryl Lundy, Genealogia del principe Federico Guglielmo Carlo di Prussia, thePeerage.com, 10 maggio 2003. URL consultato il 26 agosto 2010.
  2. ^ (EN) Federico Guglielmo Carlo di Prussia, in Find a Grave.
  3. ^ Biblioteca nazionale tedesca, Biblioteca di Stato di Berlino, Biblioteca di Stato della Baviera ecc. (GND).

Altri progettiModifica

Collegamenti esterniModifica

Controllo di autoritàVIAF (EN261454761 · ISNI (EN0000 0003 8171 1033 · LCCN (ENno97061835 · GND (DE119259745 · CERL cnp00551376 · WorldCat Identities (ENno97-061835