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Ferrovia Chivasso-Ivrea-Aosta

linea ferroviaria italiana
(Reindirizzamento da Ferrovia Aosta-Chivasso)
Chivasso–Ivrea–Aosta
Mappa ferr Chivasso-Ivrea-Aosta.png
InizioChivasso
FineAosta
Stati attraversatiItalia Italia
Lunghezza100 km
Apertura1858 (Chivasso–Ivrea)
1885-1886 (Ivrea–Aosta)
GestoreRFI
Precedenti gestoriEsercito Italiano (1915-1943; 1949-2001)
Scartamento1 435 mm
Elettrificazione3 000 V CC da Chivasso ad Ivrea
Ferrovie

La ferrovia Chivasso-Ivrea-Aosta è una linea ferroviaria regionale che mette in comunicazione le regioni Piemonte e Valle d'Aosta, collegando la città di Aosta con la rete nazionale italiana, attraverso il nodo ferroviario di Chivasso, nel territorio piemontese.

Indice

StoriaModifica

 
Ponte di ferro sulla Dora Baltea ad Ivrea
Tratta Inaugurazione[1]
ChivassoCaluso 1º maggio 1858
Caluso–Ivrea 5 novembre 1858
Ivrea–Donnas 19 settembre 1885
Donnas–Aosta 5 luglio 1886

Un volumetto dal titolo Aperçu sur l'utilité d'établir un chemin de fer d'Aoste à Ivrée, pubblicato nell'estate del 1855 da una piccola tipografia di Aosta, raccoglie tutte le notizie riguardanti le istanze di varia fonte tendenti ad avvalorare un progetto di collegamento ferroviario del capoluogo valdostano con il resto del regno piemontese sabaudo. Nonostante il fervore dimostrato dalla costituzione di comitati e società, si dovette attendere la legge n° 2279 del 1865, perché la linea Ivrea-Aosta, classificata fra quelle della rete complementare dello Stato, venisse affidata, per la costruzione e l'esercizio, alla SFAI assegnandole un provento lordo del 50%. Così il 5 luglio 1886 arrivò ad Aosta il primo treno proveniente da Ivrea che a sua volta era stata precedentemente collegata a Donnas (allora nota con la grafia 'Donnaz') il 19 settembre del 1885. L'esercizio della ferrovia avveniva con locomotive a vapore.

 
Iscrizione sulla facciata della casa cinquecentesca a Borgo (Montjovet) trasformata in albergo per gli operai della ferrovia.

La strada ferrata giunta in Val d'Aosta nel 1886 sarebbe stata, secondo l'ironico commento di Jean-Baptiste Cerlogne, la meilleure grammaire d'italien pour les Valdôtains (in italiano, «la migliore grammatica della lingua italiana per i valdostani»)[2]; tale affermazione è attribuita, secondo altra fonte, all'abate Amé Gorret[3].

Il 1º gennaio 1915 l'esercizio della Chivasso-Aosta fu affidato ai militari del Genio Ferrovieri, trasferiti in seguito all'elettrificazione della Torino-Pinerolo, della Pinerolo-Torre Pellice e della sua diramazione Bricherasio-Barge, linee di cui avevano assunto la gestione con la convenzione n. 8578 del 7 febbraio 1891[4].

L'importanza strategica della linea, dovuta alla presenza ad Aosta dello stabilimento siderurgico Cogne, aumentò ulteriormente a seguito dell'apertura della Aosta - Pré-Saint-Didier, avvenuta il 28 ottobre 1928, che generò verso di essa un traffico merci proveniente dalle miniere de La Thuile e che perdurò fino alla chiusura delle stesse nel 1961; da allora l'attuale Cogne Acciai Speciali vede ancora saltuari trasporti merci ferroviari[5] grazie a contributi erogati dalla Regione Valle d'Aosta.

L'esercizio militare della Chivasso-Aosta da parte del Genio Ferrovieri rimase operativo fino allo scioglimento del corpo, avvenuto l'8 settembre 1943 con l'Armistizio di Cassibile, ma venne ripreso con la convenzione n. 1055 del 21 marzo 1949 dalla Compagnia Esercizio Linee Ferroviarie (ELF), costituita nello stesso anno con sede a Chivasso come parte del Reggimento Pontieri[4]. La Compagnia ELF tornò poi a far parte del Reggimento Genio Ferrovieri, ricostituito con sede a Castelmaggiore (BO) il 1º ottobre 1957[4].

Un'ulteriore riorganizzazione avvenne il 1º luglio 1965 con l'istituzione a Torino del Secondo Battaglione Genio Ferrovieri (Esercizio), comprendente la Prima Compagnia Addestramento e la Seconda Compagnia Esercizio con sede a Chivasso, alla quale vennero affidati il deposito locomotive, il personale viaggiante e le stazioni ferroviarie da Chivasso, esclusa, ad Aosta[4].

 
La stazione di Aosta nel 1997

Un primo ammodernamento della Chivasso-Aosta avvenne tra il 1969 e il 1977 con l'installazione del Blocco Elettrico Manuale (BEM) tra Chivasso e Rodallo e degli Apparati Centrali Elettrici (ACE) nelle stazioni di Montanaro e Rodallo[6]. Nello stesso periodo, più precisamente nel 1972, la stazione di Aosta venne dotata di un apparato centrale a leve e chiavi e del segnalamento luminoso sul lato Quart[6].

Il rinnovo del resto degli impianti, dotati ancora di sistemi obsoleti, iniziò nel 1985 con l'adozione progressiva degli Apparati Centrali Elettrici a Itinerari (ACEI) e l'estensione del BEM da Rodallo ad Aosta, interventi ultimati fino a Ivrea con l'orario estivo del 1988 ed estesi fino ad Aosta il 10 agosto 1990, con l'eccezione dell'ACEI di quest'ultima stazione, che per la sua complessità fu completato solo nell'autunno 1994[7].

Nel 1986, durante la prima fase di rinnovamento da Rodallo a Ivrea, le stazioni di Quincinetto, Donnaz, Hône-Bard, Chambave e Quart furono trasformate in fermate non presenziate ai fini del servizio commerciale[8], ma vennero dotate di ACEI nella successiva fase riguardante il tratto Ivrea-Aosta[6][9].

Nel 1992 avvenne un terribile incidente all'imbocco sud della galleria tra Caluso e Candia Canavese, con conseguente scontro tra il diretto Torino-Aosta e il regionale Ivrea-Chivasso. Il bilancio fu di 5 persone morte e altrettanti feriti.

Al termine dei lavori venne subito finanziato un nuovo piano di automazione della linea che comportò inizialmente la sostituzione del BEM con il Blocco elettrico Conta Assi (BCA), seguita il 1º marzo 1997 dall'inizio dei lavori per l'introduzione del Controllo del Traffico Centralizzato (CTC) con una versione tecnologicamente più avanzata rispetto alle precedenti realizzazioni sulla rete FS[7]. L'adeguamento delle stazioni, che richiedeva il cambio dell'ACEI, installato solo da pochi anni, con un altro predisposto per il telecomando, avvenne progressivamente da Quart a Caluso, utilizzando durante l'intervento di sostituzione un ACEI alloggiato provvisoriamente in un container spostato di stazione in stazione, che venne poi installato definitivamente nella stazione di Caluso al termine dei lavori[7]. Contemporaneamente venne realizzato il posto centrale nella stazione di Torino Lingotto[7].Nel 1995 venne soppressa la stazione di Saint-Vincent.

Con l'orario estivo del 30 maggio 1999 sono state soppresse le stazioni di Montalto Dora, Settimo Tavagnasco, Quincinetto, Montjovet, Chambave, Saint-Marcel e Quart[6]. Il CTC della Chivasso-Aosta è stato inaugurato il 21 dicembre 1999, escludendo provvisoriamente le stazioni di Montanaro e Rodallo ancora provviste di ACE, mentre la sua attivazione completa è avvenuta il 14 giugno 2000[7].

Con l'introduzione del CTC, solo le stazioni di Ivrea e Aosta hanno mantenuto la presenza del Dirigente Movimento, mentre le altre non sono più presenziate dall'inizio del febbraio 2000[7].

Nell'autunno 2000, a causa dell'alluvione della Dora Baltea, è stato chiuso il tratto fra Strambino e Aosta. Il bilancio è stato catastrofico: ponti, binari e massicciata sono stati spazzati via. La tratta Strambino-Ivrea è stata riaperta l'anno successivo, mentre si è dovuto attendere il dicembre 2002 e il gennaio 2003 per la riapertura dell'intera linea fino ad Aosta e la normalizzazione del traffico.

Il posto centrale di Torino Lingotto, sede del Dirigente Centrale Operativo (DCO) della Chivasso-Aosta, è stato gestito fino al 28 settembre 2001 da un gruppo di marescialli capistazione del Genio Ferrovieri[7].

Il 27 settembre 2001 il Secondo Battaglione Genio Ferrovieri (Esercizio) è stato trasferito a Ozzano Emilia (BO) e la gestione della Chivasso-Aosta è tornata alle Ferrovie dello Stato[4].

Un altro intervento di ammodernamento della Chivasso-Aosta è stata l'elettrificazione della tratta da Chivasso a Ivrea, attivata il 10 luglio 2006[10].

Il 23 maggio 2018, il regionale 10027 Torino - Ivrea si è scontrato con un Tir bloccato a un passaggio a livello tra le stazioni di Caluso e Rodallo, provocando due morti e 24 feriti, a ventisei anni dall'ultima tragedia.

CaratteristicheModifica

Stazioni e fermate
     
linea per Asti
     
linea per Alessandria e per Milano
 
0+000 Chivasso *1856 184 m s.l.m.
     
linea per Torino
     
linea AV Torino-Milano
 
Autostrada A4 - Strada Europea E64
 
5+225 Montanaro 210 m s.l.m.
 
10+592 Rodallo 250 m s.l.m.
 
13+922 Caluso 291 m s.l.m.
 
tunnel Caluso 250 m
 
17+423 Candia Canavese 263 m s.l.m.
 
20+153 Mercenasco 241 m s.l.m.
 
23+383 Strambino 237 m s.l.m.
 
torrente Chiusella
 
Raccordo Ivrea-Santhià - Strada Europea E25
 
32+431 Ivrea termine elettrificazione 248 m s.l.m.
 
fiume Dora Baltea
 
tunnel Ivrea
 
35+942 Montalto Dora † 2009
 
38+684 Borgofranco 259 m s.l.m.
 
tunnel
 
fiume Dora Baltea
 
42+942 Settimo-Tavagnasco † 2009
 
45+610 Quincinetto † 2009
 
fiume Dora Baltea (2 volte)
 
confine Piemonte-Valle d'Aosta
 
48+613 Pont-Saint-Martin 305 m s.l.m.
 
torrente Lys
 
51+204 Donnas 323 m s.l.m.
 
fiume Dora Baltea
 
54+110 Hône-Bard 340 m s.l.m.
 
fiume Dora Baltea
 
58+462 Arnad † 2009
 
Autostrada A5 - Strada Europea E25
 
torrente Torrent De Va
 
60+782 Verrès 361 m s.l.m.
 
torrente Evançon
 
fiume Dora Baltea
 
66+641 Montjovet
 
fiume Dora Baltea
 
Autostrada A5 - Strada Europea E25 (2 volte)
 
71+777 Saint-Vincent † 2009
 
Autostrada A5 - Strada Europea E25
 
74+051 Châtillon-Saint-Vincent 452 m s.l.m.
 
Autostrada A5 - Strada Europea E25
 
79+154 Chambave
 
fiume Dora Baltea
 
Autostrada A5 - Strada Europea E25
 
fiume Dora Baltea (3 volte)
 
Autostrada A5 - Strada Europea E25
 
86+171 Nus 512 m s.l.m.
 
fiume Dora Baltea
 
88+141 Saint-Marcel † 2003[11]
 
fiume Dora Baltea
 
90+748 Quart 551 m s.l.m.
 
torrente Buthier
 
98+619 Aosta 574 m s.l.m.
 
linea per Pré-Saint-Didier (senza traffico)

La linea è una ferrovia a binario semplice elettrificato soltanto nel tratto Chivasso-Ivrea e ordinario lunga complessivamente 100 chilometri. Il gestore RFI la qualifica come "linea complementare"[12].

PercorsoModifica

 
Il ponte sulla Dora Baltea presso il Bourg di Montjovet

L'arteria percorre pressoché in rettilineo, mantenendo una pendenza dell'8 per mille[13] fino a Ivrea, capoluogo della regione geografica del Canavese. Da qui, scavalcata la Dora Baltea sul caratteristico e storico ponte di ferro, si immette nel primo tunnel e inizia la salita verso il confine con la Valle d'Aosta, che viene passato fra Quincinetto e Pont-Saint-Martin.

Fra le opere d'arte degne di nota si segnala il tunnel realizzato sotto l'ammasso roccioso che ospita il Forte di Bard.

TrafficoModifica

Per quanto riguarda il servizio passeggeri, la linea è divisa in due direttrici: Chivasso-Ivrea e Ivrea-Aosta, espletate entrambe da treni regionali di Trenitalia. Nella prima tratta vi sono due relazioni: Torino Porta Nuova - Ivrea (con Interscambio per Aosta e la relazione Novara - Ivrea, che effettua tutte le fermate. Nella seconda direttrice vi sono i proseguimenti da Torino Porta Nuova verso Aosta e diverse coppie di Ivrea - Aosta con fermate aggiuntive a Borgofranco, Donnas e Hône-Bard.

Servizio e possibili sviluppiModifica

I servizi lungo la linea sono svolti, a partire dai primi anni ottanta, con treni ordinari di carrozze per medie distanze trainati da locomotive D.445 e da materiale leggero costituito da automotrici ALn 668 e ALn 663 sostituite dal 2006 da complessi diesel Minuetto.

Come in molte altre ferrovie regionali europee, le corse si susseguono a cadenza pressoché oraria, con qualche rinforzo nelle fasce pendolari e un servizio ridotto durante metà mattino o in tarda serata.

Un problema di esercizio si è manifestato a partire dal 12 dicembre 2010: la circolazione dei convogli a trazione Diesel è stata interdetta lungo il tratto sotterraneo di Torino, rendendo di fatto impossibile l'effettuazione di corse dirette Torino-Aosta se non a prezzo di un cambio trazione; i viaggiatori interessati da tale relazione, dopo l'avvio del Servizio ferroviario metropolitano di Torino e contestuale riorganizzazione degli orari delle relazioni Torino-Aosta e Ivrea-Chivasso-Novara, effettuano interscambio a Ivrea.

Nel maggio 2015 la regione Valle d'Aosta ha ordinato alla Stadler cinque convogli Flirt3 nella versione ibrida bi-modale elettro-diesel (BMU, Bimodal Multiple Unit), la cui livrea sarà rossa con fascia oro e base nera; tali particolari convogli saranno destinati al servizio sulla relazione Aosta-Ivrea-Chivasso-Torino, che potrà così essere svolta con un unico convoglio, senza "rottura di carico" (cioè senza trasbordo passeggeri tra convogli a trazione diesel e convogli a trazione elettrica presso la stazione di Ivrea). Nel giugno 2017 è stato presentato alle autorità valdostane il primo esemplare dei treni bimodali, che saranno immatricolati come BTR 813. L'entrata in servizio è prevista nel corso del 2019[14][15][16][17].

Fra i progetti più volte riproposti negli anni figura la cosiddetta "lunetta" di Chivasso, un raccordo diretto che consentirebbe di bypassare la stazione di Chivasso, la cui esigenza è oggi meno sentita in relazione alla nuova struttura dell'offerta di servizi. Inoltre, la Regione Piemonte vorrebbe raddoppiare il binario da Chivasso a Ivrea permettendo così l'inserimento della linea nel servizio suburbano di Torino

Il 17 luglio 2017 RFI ha stanziato 130 milioni di Euro per la tratta Ivrea-Aosta, che si suppone verranno sfruttati per l'elettrificazione della tratta, arrivando così al completamento dell'elettrificazione della ferrovia.

Nell'aprile 2019 è stato confermato l'avvio della progettazione dell'elettrificazione Aosta-Ivrea[18].

NoteModifica

  1. ^ Prospetto cronologico dei tratti di ferrovia aperti all'esercizio dal 1839 al 31 dicembre 1926
  2. ^ Esprit Valdotain Archiviato il 9 maggio 2015 in Internet Archive. URL consultata nel febbraio 2013
  3. ^ Le web pedagogique Archiviato il 25 agosto 2014 in Internet Archive. URL consultata nel febbraio 2013
  4. ^ a b c d e A. Castellani, S. Garzaro, La ferrovia in Valle d'Aosta, pp. 112-113.
  5. ^ Tutto Treno n. 225, dicembre 2008, p.7
  6. ^ a b c d A. Castellani, S. Garzaro, p. 164
  7. ^ a b c d e f g A. Castellani, S. Garzaro, La ferrovia in Valle d'Aosta, p. 104.
  8. ^ "Notizia flash" su I Treni n. 66 (dicembre 1986), p. 9.
  9. ^ Circolari Compartimentali 71/1989 per Quincinetto, 02/1990 per Donnaz e 03/1990 per Hône-Bard.
  10. ^ "Notizia flash" su I Treni n. 285 (settembre 2006), p. 5.
  11. ^ Impianti FS, in I Treni, anno XXV, nº 257, Salò, Editrice Trasporti su Rotaie, marzo 2004, p. 6, ISSN 0392-4602 (WC · ACNP).
  12. ^ www.rfi.it, La rete oggi in: Piemonte, su rfi.it. URL consultato il 16 aprile 2016.
  13. ^ A. Castellani, S. Garzaro, La ferrovia in Valle d'Aosta, p. 128.
  14. ^ (EN) http://www.railwaygazette.com/news/traction-rolling-stock/single-view/view/first-electro-diesel-flirts-ordered.html
  15. ^ FLIRT Stadler bimodali per la Val d’Aosta http://blog.tuttotreno.it/13972-flirt-stadler-bimodali-per-la-val-daosta/
  16. ^ Innotrans: Stadler presenta alla Regione Val d'Aosta il modello del BMU http://blog.tuttotreno.it/20048-innotrans-stadler-presenta-alla-regione-val-daosta-il-modello-del-bmu/
  17. ^ Ferrovie: Si avvicina l'ora dei FLIRT bimodali per la Val d'Aosta, Venerdì 7 Aprile 2017. URL consultato il 21 aprile 2017.
  18. ^ Ivrea. Treni, via libera all'elettrificazione della linea Chivasso-Ivrea-Aosta

BibliografiaModifica

  • Antonino Bertolotti, Gite nel Canavese, ovvero Guida corografico-storica alle tre ferrovie da Chivasso ad Ivrea, da Settimo Torinese a Rivarolo e da Torino a Ciriè, Bottega d'Erasmo, Torino, 1974 (Pagine 282 e 18 tavole. Riproduzione in facsimile dell'edizione del 1872).
  • AA. VV., Aosta una strada ferrata per l'Europa. La storia della ferrovia in Valle d'Aosta nell'iconografia d'epoca. Aoste un chemin de fer pour l'Europe. L'histoire du chemin de fer en Vallée d'Aoste dans l'iconographie d'époque, Industrie Grafiche Editoriali Musumeci, Aosta, 1986.
  • Laura Agostino, La ferrovia in Valle d'Aosta. Le chemin de fer en Vallée d'Aoste. 1855-1931, Ed. Musumeci, Quart, 1986.
  • Andrè e Lino Zanotto, La Valle d'Aosta e la ferrovia. Cenni storici in occasione delle celebrazioni del centenario della linea Ivrea-Aosta, Ed. Musumeci, 1986.
  • Claudio Castiglion, Chivasso Aosta in Tutto Treno n. 50, Duegi Editrice, Albignasego (PD), Gennaio 1993, pp. 25.
  • Luigi Ballatore, Storia delle ferrovie in Piemonte. Dalle origini alla vigilia della seconda guerra mondiale, Ed. Il Punto, Torino, 1996.
  • Erika Lana, Una ferrovia piemontese del Risorgimento: la Ivrea - Chiasso (1852-1860), Tesi di laurea, Università degli studi di Pavia, 1998.
  • Claudio Castiglion, Binari ai piedi del Monte Bianco, Ed. Tipografia Valdostana, Aosta, 1998.
  • Luigi Ballatore, Storia delle ferrovie in Piemonte, Ed. Il Punto, Torino, 2002. ISBN 88-88552-00-6
  • Arturo Castellani, Angelo Nascimbene, Stefano Garzaro, La linea della Val d'Aosta: Torino – Chivasso – Aosta – Pré Saint Didier, in Nuovo monitore delle strade ferrate, anno 1º, n. 6, dicembre 1975, pp.  4-16.
  • Arturo Castellani, Stefano Garzaro, La ferrovia in Valle d'Aosta. Da Torino ad Aosta e Pré St Didier, 1ª ed., Desenzano del Garda (BS), Editoriale del Garda, 2010, ISBN 978-88-85105-17-1.
  • Rete Ferroviaria Italiana. Fascicolo linea 5

Voci correlateModifica

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