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Gran Torino

film del 2008 diretto da Clint Eastwood
Nota disambigua.svg Disambiguazione – Se stai cercando l'autovettura della Ford, vedi Ford Gran Torino.
Gran Torino
Clint Eastwood - Gran Torino.jpg
Clint Eastwood in una scena del film
Titolo originaleGran Torino
Lingua originaleinglese
Paese di produzioneStati Uniti d'America
Anno2008
Durata116 min
Rapporto2.40 : 1
Generedrammatico, poliziesco, thriller, commedia
RegiaClint Eastwood
SoggettoNick Schenk, Dave Johannson
SceneggiaturaNick Schenk
ProduttoreClint Eastwood, Bill Gerber, Robert Lorenz
Produttore esecutivoJenette Kahn, Tim Moore, Adam Richman
Casa di produzioneDouble Nickel Entertainment, Gerber Pictures, Malpaso Productions, Village Roadshow Pictures, Warner Bros.
Distribuzione in italianoWarner Bros.
FotografiaTom Stern
MontaggioJoel Cox
MusicheClint Eastwood, Kyle Eastwood, Michael Stevens
ScenografiaJames J. Murakami
TruccoKimberly Jones, Tania McComas
Interpreti e personaggi
Doppiatori italiani

Gran Torino è un film del 2008 diretto e interpretato da Clint Eastwood.

Indice

TramaModifica

Walt Kowalski è un reduce con sangue polacco della guerra di Corea, dove prestava servizio nella 1ª Divisione di cavalleria statunitense; da poco divenuto vedovo, dopo cinquant'anni di matrimonio, ha lavorato una vita come operaio alla Ford. La sua vita, semplice e metodica, la trascorre ad Highland Park, un quartiere popolare della periferia di Detroit, una zona diventata ricettiva alle nuove famiglie di migranti dall'Asia e con problemi di bande e delinquenza giovanile. Lui è uno dei pochi americani rimasti e ha un rapporto conflittuale con una vicina famiglia di asiatici. Cova una sorta di disprezzo e razzismo per il diverso, in particolare per gli immigrati asiatici, ciò lo rende particolarmente nervoso e suscettibile. A peggiorare la situazione è anche il pessimo rapporto che ha con i due figli: Mitch, quello che gli è più vicino, sembra in realtà interessarsi più ai suoi beni che alla sua persona. Così come i nipoti che lo vedono, per l'età, come una persona insignificante e che presto o tardi morirà. Non è risaputo se questo distacco da parte dei figli di Walt sia dovuto al poco rapporto che essi hanno avuto in passato con lui. Mitch e suo fatello sostengono che per quanto cerchino di aiutare il loro padre Walt, egli sarà sempre deluso di loro.

Walt è anche un uomo malato, tormentato da un tumore ai polmoni, ma quello per cui soffre di più è un conflitto interiore che solo un religioso sembra intuire e provare a comprendere, il giovane padre Janovich. Il carattere scontroso e pugnace di Walt è però all'origine di un singolare avvicinamento alla famiglia dei suoi vicini di casa, di etnia Hmong, con la quale si è sempre guardato dall'imbastire il benché minimo rapporto.

Una sera, infatti, il giovane Thao subisce l'ennesima prevaricazione da una gang di teppisti, della quale fa parte anche un suo cugino, che vuole coinvolgerlo nelle proprie attività criminose. La sorella Sue, la mamma, e perfino la nonna, cercano con tenacia di trattenerlo. Ne nasce un parapiglia che finisce per sconfinare anche nel giardino di Kowalski il quale ristabilisce l'ordine, M1 Garand alla mano, mettendo in fuga i giovani malviventi. Il suo gesto, originato probabilmente da motivi egoistici (la salvaguardia del "suo terreno"), appare un'azione coraggiosa e di grande valore agli occhi dei vicini e di tutta la comunità Hmong di cui fanno parte, un gesto compiuto in difesa di una famiglia debole alla quale manca una figura adulta maschile e per questo sottoposta a continue vessazioni (gli Hmong sono una popolazione che fu costretta a emigrare in massa negli Stati Uniti proprio per l'appoggio dato agli americani durante la guerra del Vietnam).

Così, il giorno seguente, il burbero anziano si vede recapitare una grande quantità di fiori e di specialità culinarie che lo irritano e imbarazzano, tanto da gettarne via una gran parte. Quando nei giorni seguenti vede la giovane Sue minacciata da tre afroamericani, interviene di nuovo, mettendo in fuga i malintenzionati e salvando la ragazza. Walt entra così definitivamente nelle grazie della famiglia e della comunità che sta imparando a scoprire.

Thao viene mandato a servire Walt per una settimana, come punizione per aver tentato, giorni prima, di rubare l'auto che Walt custodisce gelosamente nel suo garage: si tratta di una Ford Gran Torino, un bolide del 1972, autentico gioiello che il ragazzino aveva goffamente cercato di sottrarre come gesto d'iniziazione alla banda di teppisti, alla quale tuttavia decide alla fine di non unirsi.

Walt non può rifiutarsi di accettare i servizi del ragazzo anche se non ha idea di come impiegarlo. Questa sorta di convivenza forzata gli fa comprendere come i valori più profondi in cui crede si ritrovino più in questo ragazzo e nella sua famiglia, che non nei propri familiari o in altri "americani di oggi". Walt finisce per prendere a cuore le sorti di Thao e gli procura un lavoro. I teppisti non accettano il gesto e aggrediscono il ragazzo. Kowalski, venutone a conoscenza, li raggiunge e, dopo averne pestato uno, li avverte di stare alla larga da quella famiglia. I giovani delinquenti, però, non demordono: quella stessa sera sparano raffiche di colpi contro la casa di Thao, lo feriscono lievemente e ne violentano poi la sorella Sue. La polizia non riesce ad arrestare i colpevoli a causa dell'omertà della comunità asiatica.

Walt fatica a reprimere la propria rabbia. Padre Janovich capisce il pericolo imminente e lo scongiura di non peggiorare la situazione. Il giorno dopo, Thao, per organizzare la vendetta, va a casa dell'anziano amico, ma questi, per non fargli correre rischi, lo chiude a chiave in cantina con l'inganno e, dopo essersi tagliato i capelli, aver comprato un vestito nuovo ed essersi confessato, si reca dai teppisti. Dalla strada, dove nonostante il buio della sera può essere visto da tutti, affronta i sei giovani criminali tutti ben armati e asserragliati in casa. Quando infila la mano sotto la giacca, come a voler prendere un'arma, i teppisti gli sparano e lo uccidono; ma in tasca aveva solo il suo accendino. Gli assassini vengono finalmente arrestati e Thao e la sua famiglia trovano un po' di serenità e la possibilità di guardare con più fiducia al futuro.

In conclusione, alla lettura del testamento, dettato con il linguaggio colorito che gli era proprio in vita, si scopre che Walt Kowalski ha lasciato la propria casa alla Chiesa come avrebbe voluto la moglie, e la splendida Gran Torino a Thao, l'amico più fidato (con gran dispiacere della figlia di Mitch che sperava di riceverla in eredità). Nella scena finale della pellicola Thao è alla guida della Gran Torino accanto a Daisy, la fidata cagnolina di Walt. Thao è sereno, ma triste nel ricordo di Walt e del suo sacrificio e guida veloce procedendo per la strada che costeggia il Lago Erie.

ProduzioneModifica

Il budget della produzione è stato di 33 milioni di dollari.[1]

TitoloModifica

 
Ford Gran Torino

Il titolo Gran Torino è un riferimento all'automobile della Ford Gran Torino, modello coupé molto in voga negli USA durante gli anni settanta; è anche la vettura utilizzata dall'agente David Starsky nella serie televisiva Starsky & Hutch[2]. Il nome "Torino" deriva dal fatto che gli statunitensi consideravano questa città, sede della FIAT e della Lancia, come la Detroit d'Italia.[3]

Il personaggio interpretato da Eastwood nel film è molto legato a questo modello di auto e la cura che gli dedica lo caratterizza in modo quasi maniacale.[4]

SceneggiaturaModifica

La sceneggiatura è stata scritta da Nick Schenk, che ha delineato il protagonista come un irascibile americano razzista, la cui personalità sarà soggetta a profondi cambiamenti durante il corso della storia.

Alcuni blogger della comunità hmong hanno criticato Schenk per il suo modo di rappresentare gli stereotipi anti-hmong, considerando mal riuscito il copione.[5]

RipreseModifica

Le riprese si sono svolte a Detroit (USA) tra luglio e agosto, dopo circa un mese di casting aperto alle comunità hmong di Saint Paul, Fresno e Detroit;[6] altre località sono state Warren, Royal Oak e Grosse Pointe Park.[7]

La scelta di svolgere la lavorazione in Michigan è dovuta ad una legge locale volta a incentivare le produzioni cinematografiche che scelgono il Michigan come ambientazione.[8]

Per ottenere una consulenza dettagliata sugli stereotipi contro i Hmong e sulla loro cultura, Eastwood ha richiesto l'affiancamento di centinaia di immigrati Hmong. Parlando del suo personaggio, Eastwood l'ha così descritto:[4][9]

(EN)

«I'm a weirdo in it. I play a real racist… But it also has redemption. This Hmong family moves in next door, and he has been in the Korean War, in the infantry, and looks down on Asian people and lumps everybody together. But finally they befriend him in his time of need because he has no relationship with his family.»

(IT)

«Interpreto un tipo strano. Un vero razzista... Ma ha anche una redenzione. Questa famiglia asiatica si trasferisce nella casa accanto; lui ha combattuto nella guerra di Corea, nella fanteria, e guarda agli asiatici come a una massa indistinta. Ma loro lo aiutano nel momento del bisogno, perché lui non ha un rapporto con la sua famiglia.»

PromozioneModifica

Il materiale promozionale (locandine e poster) è stato prodotto da "The Cimarron Group", gruppo che già aveva collaborato con Eastwood per la promozione di Changeling.[10]

Prima della nuova uscita americana del film (9 gennaio 2009), è stato lanciato su YouTube il video musicale realizzato per l'ultima traccia della colonna sonora del film, cantata da Jamie Cullum e, nel film, anche dallo stesso Clint Eastwood.

DistribuzioneModifica

Date di uscita nel mondo[11]
Paese Data
  Stati Uniti 12 dicembre 2008, 9 gennaio 2009(*)
  Regno Unito 20 febbraio 2009, 27 febbraio 2009(*)
  Francia 25 febbraio 2009
  Grecia 26 febbraio 2009
  Germania 5 marzo 2009
  Spagna 6 marzo 2009
  Portogallo 12 marzo 2009
  Paesi Bassi 13 marzo 2009
  Italia 13 marzo 2009
  Polonia 27 marzo 2009
  Giappone 25 aprile 2009

In tutti i paesi il film è stato distribuito col titolo originale, in quanto nome di un'automobile.
(*) Negli USA e nel Regno Unito il film è uscito in due diverse occasioni e modalità: la prima volta è stata un'uscita limitata e in poche sale (negli Stati Uniti si è cercato di sfruttare il periodo natalizio), la seconda invece può essere considerata l'uscita ufficiale del film, che così viene distribuito in molti più circuiti cinematografici rispetto alla prima volta (questa doppia release ha comunque giovato al film, che ha incassato benissimo).

AccoglienzaModifica

IncassiModifica

Il film ha debuttato al primo posto del botteghino nordamericano con un incasso di circa 30 milioni di dollari nel suo primo weekend.[1] In totale ha guadagnato 270 milioni in tutto il mondo.[1]

CriticaModifica

RiconoscimentiModifica

NoteModifica

  1. ^ a b c (EN) Gran Torino, su Box Office Mojo. URL consultato il 23 febbraio 2019.  
  2. ^ Graziano Muscas, Gran Torino per Eastwood, Solocine, 21 marzo 2008. URL consultato l'11 ottobre 2008.
  3. ^ (EN) 1970 Ford Torino, www.gatewayclassiccars.com. URL consultato il 30 marzo 2018 (archiviato dall'url originale il 30 marzo 2018).
  4. ^ a b Clint Eastwood razzista in Gran Torino, Bad Taste, 11 ottobre 2008. URL consultato l'11 ottobre 2008.
  5. ^ Eastwood's Gran Torino and Hmong, Hyphen Magazine, 6 ottobre 2008. URL consultato l'11 ottobre 2008.
  6. ^ (EN) Louisa Schen, Eastwood's next film features Hmong American cast, exclusive interviwes from the set of Gran Torino, AsianWeek, 3 ottobre 2008. URL consultato l'11 ottobre 2008 (archiviato dall'url originale il 9 ottobre 2008).
  7. ^ (EN) Christina Hall, The film set next door: Lights... camera... Clint Eastwood!, in Detroit Free Press, 15 luglio 2008.
  8. ^ (EN) Adam Graham, Clint Eastwood attracts giddy gawkers, in The Detroit News, 18 luglio 2008.
  9. ^ (EN) Alex Billington, So Clint Eastwood is a racist (in Gran Torino) After all?, First Showing, 10 ottobre 2008. URL consultato l'11 ottobre 2008.
  10. ^ Elegante poster di Gran Torino, Bad Taste, 6 novembre 2008. URL consultato il 6 novembre 2008.
  11. ^ Date della distribuzione del film nel mondo, da IMDb, su imdb.com. URL consultato il 9 agosto 2010.

Voci correlateModifica

Altri progettiModifica

Collegamenti esterniModifica

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