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Insurrezione talebana

Insurrezione talebana
parte Guerra in Afghanistan del 2001
Data(conflitto in corso)
LuogoAfghanistan Afghanistan
Pakistan Pakistan
CausaCaduta del precedente regime
Schieramenti
Comandanti
Perdite
15 000+ caduti
1 000+ catturati
Coalizione internazionale:
1 583+ caduti
9 130+ feriti
Forze afghane:
6 500+ caduti
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Per insurrezione talebana si intende l'insieme delle operazioni di guerra non convenzionale ed a bassa intensità messe in atto dai talebani in seguito alla caduta del regime di governo afghano in seguito alla guerra del 2001.

I talebani continuano ad attaccare le forze regolari e il governo legittimo dell'Afghanistan, le truppe ed il personale diplomatico e civile degli Stati Uniti e degli altri contingenti ISAF attraverso il metodo di combattimento della guerriglia e degli attentati tramite dispositivi esplosivi improvvisati oppure con l'impiego di attacchi suicidi grazie alla stretta collaborazione con al-Qāʿida.

La guerra si è estesa anche al Pakistan, in particolare nel Waziristan.

Le forze talebane disponendo di forze e mezzi nettamente inferiori a quelle statunitensi e delle forze regolari afghane cercano in ogni modo di evitare il conflitto convenzionale o in campo aperto, portando avanti una strategia di guerra di logoramento, di terrorismo, di guerriglia e guerra non convenzionale, anche grazie all'esperienza maturata dalla precedente invasione sovietica del 1979.

Dopo il conflittoModifica

Dopo aver evitato i combattimenti tutta l'estate del 2002, i talebani hanno cominciato a riconquistare consensi, specie tra l'etnia pashtun promuovendo proprio tra questa parte della popolazione afghana e pakistana un'importante campagna di reclutamento, spesso a mezzo di materiale informativo distribuito in segreto nelle ore notturne, in modo da lanciare un nuovo "jihad" contro il governo afghano e la coalizione guidata dagli Usa, come promesso dal mullā Omar.
Secondo fonti delle Nazioni Unite, diversi campi di addestramento non permanenti o mobili furono realizzati lungo il confine pakistano da al-Qāʿida e talebani con lo scopo di addestrare le nuove reclute in tattiche di guerriglia.

Molte delle nuove reclute furono indottrinate presso le madrase delle aree tribali del Pakistan, aree originarie dei talebani.

Le basi di addestramento più importanti furono attrezzate nell'estate 2003 tra le aree montane del Pakistan e arrivavano a preparare fino a 200 uomini.

Le operazioni di presidio dei confini da parte di paramilitari afghani e le operazioni militari delle forze regolari pakistane si sono rivelate di scarsa utilità.

Supporto finanziarioModifica

Prima della guerra del 2001 il governo talebano contrastò la produzione di oppio, mentre l'attuale insurrezione finanzia l'acquisto di armi, il supporto e la formazione del personale proprio sulla produzione di questa droga.

Nel 2001 la quota mondiale dell'Afghanistan nella produzione oppiacea non superava l'11%, mentre oggi viene prodotto oltre il 93% dell'oppio mondiale, alimentando così più della metà il PIL dell'Afghanistan.

Il 28 luglio Richard Holbrooke, l'inviato speciale degli Stati Uniti per l'Afghanistan e il Pakistan, rapportò l'aumento dei trasferimenti di denaro da Europa occidentale e gli Stati del Golfo, tali da eccedere il commercio della droga, e che si sarebbe organizzata una task force per reprimere tali finanziamenti. La stessa agenzia per lo sviluppo internazionale del governo americano ha sollevato dei dubbi circa possibili finanziamenti illeciti ai talebani provenienti proprio dai fondi provenienti dagli Stati Uniti.

Contesto sociale: povertà e corruzioneModifica

Nel novembre del 2009, una relazione dell'Oxfam basata su un sondaggio ha indicato che il 70% degli afghani non considera le milizie irregolari talebane come la causa della guerra, bensì povertà, disoccupazione e corruzione del governo sono da considerarsi le cause principali.
Dopo un trentennio di guerre l'Afghanistan risulta tra i paesi più poveri e meno sviluppati del mondo e anche uno dei più corrotti. Il tasso di disoccupazione si attesta al 40% e più della metà della popolazione è al di sotto della soglia di povertà. Quasi la metà degli intervistati ha attribuito la colpa della guerra in corso al malgoverno e alla sua corruzione, mentre il 36% ha individuato nei talebani gli artefici del conflitto. Il 25% degli intervistati, inoltre, attribuisce la colpa del protrarsi delle tensioni all'ingerenza straniera, principalmente quella americana.

Voci correlateModifica

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