Michael Mann

regista statunitense
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Michael Kenneth Mann (Chicago, 5 febbraio 1943) è un regista, sceneggiatore e produttore cinematografico statunitense.

Michael Mann al Comic-con 2014

Cineasta eclettico e innovativo, è considerato uno dei maestri del cinema d'azione. È noto per costringere gli attori a duri allenamenti e mesi di prove affinché entrino completamente nel corpo e nella mente del personaggio che interpretano.[1][2]

Ha avuto quattro candidature agli Oscar ed è stato presidente di giuria durante la 69ª edizione della Mostra internazionale d'arte cinematografica di Venezia.

BiografiaModifica

Le origini e gli iniziModifica

Nato e cresciuto a Chicago, nell'Illinois, in una famiglia ebraica[3], figlio dei negozianti Jack ed Esther Mann[4][5], una volta terminato il ciclo di studi regolare si trasferisce in Gran Bretagna per poter frequentare la London's International Film School; diplomatosi poi presso l'istituto londinese, torna negli Stati Uniti, dove inizia a dirigere alcuni documentari e cortometraggi a sfondo sociale, passando poi a lavorare per la televisione, redigendo sceneggiature per gli episodi di serie televisive come Starsky & Hutch, Sulle strade della California e Vega$ oppure, in qualità di produttore esecutivo, curando quelli del celebre Miami Vice o di Crime Story.

Il suo esordio alla regia d'un lungometraggio, La corsa di Jericho (1979), è un dramma social-sportivo ambientato in una prigione, girato inizialmente per il circuito televisivo, che gli vale numerosi riconoscimenti ed ottime critiche; il film vince un Emmy Award e il premio della Director's Guild of America per la miglior regia. L'influenza del "polar"[6] americano e francese (soprattutto quello di John Huston e Jean-Pierre Melville) è determinante nella sua formazione artistica, ed emerge già chiaramente nel successivo Strade violente (1981), con James Caan nel ruolo del ladro stanco e dal destino segnato, sua prima pellicola ad essere girata per circolare nelle sale cinematografiche.

Il grande successoModifica

Nel 1983 gira il suo unico horror, La fortezza, tratto dal romanzo omonimo di F. Paul Wilson, nel quale misteriose forze sovvranaturali agiscono malevolmente in un castello medievale rumeno occupato dai nazisti nel bel mezzo della seconda guerra mondiale. Successivamente è il turno del truce thriller psicologico Manhunter - Frammenti di un omicidio, con protagonista William Petersen, che segnò il debutto cinematografico dello spietato psicologo e serial killer cannibale, nato dalla penna del romanziere Thomas Harris, Hannibal Lecter, qui chiamato però Lecktor ed interpretato da Brian Cox. Il personaggio sarà poi portato al trionfo presso il grande pubblico da Anthony Hopkins alcuni anni dopo in una serie cinematografica successiva, che però non ha visto coinvolgimento alcuno da parte di Mann.

Nel contempo, Mann realizza il film per la televisione Sei solo, agente Vincent (1989), che trasporrà poi sei anni dopo sul grande schermo, con alcune modifiche, nel film di culto Heat - La sfida, un noir metropolitano ambientato a Los Angeles pieno di incroci fra storie e attori come Val Kilmer, Jon Voight, Ashley Judd ed una giovanissima Natalie Portman, oltre a, per la prima volta contemporaneamente sulla scena, Robert De Niro ed Al Pacino. I due si erano già trovati insieme sul set ne Il padrino - Parte II di Francis Ford Coppola, ma non avevano mai girato insieme una ripresa. Il film ottenne un enorme successo di pubblico e critica; infatti risulta ancor oggi non solo il capolavoro del regista di Chicago ma anche una delle pellicole migliori di entrambi gli attori italoamericani.

Abbandonando momentaneamente il genere thriller, Mann ci porta poi nel settecentesco conflitto anglo-francese dell'America del Nord con L'ultimo dei Mohicani del 1992, liberamente tratto dal romanzo omonimo di James Fenimore Cooper, con Daniel Day-Lewis e Madeleine Stowe per protagonisti.

Gli ultimi lavoriModifica

Ancora Al Pacino è tra i protagonisti del suo lavoro successivo, Insider - Dietro la verità (1999), atto d'accusa contro le multinazionali del tabacco che si avvale anche dell'interpretazione di Russell Crowe, candidato all'Oscar come miglior attore protagonista.

Mann si cimenta poi nella biografia di Muhammad Ali, campione mondiale dei pesi massimi dalla carriera tormentata dalle tensioni razziali dell'epoca (epoca di Malcolm X e Martin Luther King) e dal suo rifiuto alla leva nella guerra del Vietnam che lo costrinse a rinunciare al titolo, poi riconquistato nell'epico incontro contro George Foreman. Il film si intitola semplicemente Alì (2001), ed è interpretato da Will Smith.

L'impegno successivo di Mann come regista è Collateral (2004), con la quale ritorna al genere più amato, quello del thriller metropolitano svolto tutto in un'unica notte. Interpretato da Jamie Foxx e Tom Cruise (qui nell'insolito ruolo di "cattivo"), il film, girato per il 70% in digitale, è ambientato in una Los Angeles notturna e, per usare le stesse parole di uno dei protagonisti, "disconnessa", nella quale ci si può trovare a lottare per la sopravvivenza come nella giungla; un sottofondo di musiche miscelate tra pop, jazz e techno accompagnano l'evolversi della trama verso l'inevitabile duello dei suoi interpreti.

Il suo film successivo è la trasposizione sul grande schermo della serie di culto Miami Vice, a cui Mann lavorò personalmente oltre 20 anni prima; il film omonimo, uscito nelle sale statunitensi nell'agosto 2006, vede tra i suoi protagonisti ancora Jamie Foxx, che con Colin Farrell ha avuto il difficile incarico di prendere il posto della coppia originale formata da Don Johnson e Philip Michael Thomas.

Nel 2009 esce Nemico pubblico - Public Enemies, biopic d'azione/noir sulla vita di John Dillinger, famoso rapinatore di banche attivo nella Chicago degli anni '20, in cui collabora per la prima volta con l'attore Johnny Depp. Le riprese sono iniziate il 10 marzo 2008. Il film ha visto la partecipazione anche di Christian Bale e di Marion Cotillard, vincitrice del Premio Oscar 2008 per La vie en rose. Nel 2011 ha diretto il pilot della serie televisiva Luck, di cui è stato anche produttore esecutivo.

Alla 69ª Mostra internazionale d'arte cinematografica di Venezia del 2012 è stato il presidente della giuria del concorso.[7]

Il lavoro più recente del regista è il thriller informatico Blackhat prodotto dalla Legendary Pictures con protagonista Chris Hemsworth. Parte dell'ispirazione per realizzare Blackhat Michael Mann la prende dalle vicende legate a Stuxnet, il worm creato dall'NSA e dall'intelligence israeliana allo scopo di danneggiare il reattore nucleare di Natanz in Iran.[8]

FilmografiaModifica

RegistaModifica

CinemaModifica

TelevisioneModifica

PubblicitàModifica

  • Mercedes 'Lucky Star' (2002) - cortometraggio

SceneggiatoreModifica

CinemaModifica

TelevisioneModifica

ProduttoreModifica

CinemaModifica

TelevisioneModifica

AttoreModifica

Premi e riconoscimentiModifica

Premio OscarModifica

Golden GlobeModifica

PubblicitàModifica

Michael Mann ha diretto nel 2002 lo spot "Lucky Star" per la casa automobilistica Mercedes-Benz, che ha assunto la forma di un trailer cinematografico per un presunto thriller con Benicio del Toro mai realizzato. Nel 2008, sempre nel campo pubblicitario, il regista ha diretto il video promozionale per la Ferrari California.

NoteModifica

  1. ^ Michael Mann | MYmovies
  2. ^ Michael Mann | Monografie | Ondacinema
  3. ^ Xan Brooks, Ali likes the film a lot. He's seen it six times, in The Guardian, London, 13 febbraio 2002. URL consultato il 12 maggio 2010.
  4. ^ Michael Mann Biography (1943-), su filmreference.com.
  5. ^ Michael Mann Biography | TVGuide.com
  6. ^ Genere cinematografico che coniuga le caratteristiche del film noir a quelle del poliziesco.
  7. ^ Festival di Venezia, il Presidente di Giuria sarà Michael Mann, su Best Movie, 1º giugno 2012.
  8. ^ Blackhat. La recensione di Michele Faggi, su indie-eye.it, 13 marzo 2015. URL consultato il 25 marzo 2015.

BibliografiaModifica

  • Alessandro Borri, Michael Mann, Alessandria, Editore Falsopiano, 2002, ISBN 88-87011-28-1.
  • Pier Maria Bocchi, Michael Mann, in Il Castoro Cinema, Milano, Editrice Il Castoro, 2002, ISBN 88-8033-231-7.
  • F. X. Feeney, Michael Mann, a cura di Paul Duncan, Milano, Taschen, 2006, ISBN 3-8228-4264-8.
  • (FR) Jean-Baptiste Thoret, Michael Mann, Parigi, Flammarion, 2021, ISBN 978-2-08-023689-0.

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