Ramzan Kadyrov

politico, militare e dirigente sportivo russo, capo paramilitare della Cecenia
Ramzan Kadyrov
Ramzan Kadyrov (2018-06-15) 02.jpg

Capo della Repubblica Cecena
In carica
Inizio mandato 23 marzo 2011
Capo di Stato Vladimir Putin

Presidente della Repubblica Cecena
Durata mandato 15 febbraio 2007 –
23 marzo 2011
Capo di Stato Dmitrij Medvedev
Predecessore Alu Alkhanov

Dati generali
Partito politico Russia Unita
Titolo di studio Candidate of Economic Sciences e doktor nauk in economia
Firma Firma di Ramzan Kadyrov

Ramzan Achmadovič Kadyrov (in russo: Рамза́н Ахма́тович Кады́ров?; Tsentaroy, 5 ottobre 1976) è un politico, militare e dirigente sportivo russo di etnia cecena, capo paramilitare della Cecenia, attuale presidente della Repubblica Cecena e presidente della squadra di calcio dell'Achmat Groznyj.

Accusato varie volte di omicidi e torture commissionate soprattutto nei confronti degli omosessuali e oppositori politici, il caso più famoso, nonostante smentito dal Cremlino, è l'assassinio di Boris Nemcov, oppositore russo che varie volte criticava e accusava Kadyrov, e il tentato omicidio del dissidente Tumso Abdurachmanov.[1][2] I sostenitori maggiori di questa tesi sono il leader opposizionista Alexei Navalny e la giornalista Ksenia Sobčak.

CarrieraModifica

PoliticaModifica

È figlio del politico Akhmad Kadyrov, già Presidente della Repubblica Cecena. Dopo l'assassinio di suo padre il 9 maggio 2004, Ramzan Kadyrov è stato nominato Vice Primo Ministro della Repubblica Cecena. Nel dicembre 2005, dopo che il Primo Ministro Sergei Abramov è stato coinvolto in un grave incidente stradale a Mosca (incidente che non sarebbe stato provocato da un atto terroristico), Ramzan Kadyrov è divenuto il Primo Ministro ceceno reggente.

Come capo del Servizio di Sicurezza Presidenziale Ceceno, Kadyrov è stato spesso accusato di essere brutale, spietato e antidemocratico; per la stampa, è implicato in numerosi casi di tortura e omicidio. L'associazione tedesca per i diritti umani Associazione per i Popoli Minacciati (GfbV) ha affermato che fino al 70% di tutti gli assassinii, stupri, rapimenti e casi di tortura in Cecenia sono stati commessi dall'esercito privato agli ordini di Kadyrov, la forza di sicurezza interna conosciuta come Kadyrovtsy (Kadyroviti), composta da 3000 uomini. Nel 2004 si diffuse la falsa voce secondo cui Ramzan Kadyrov era deceduto a causa di una ferita d'arma da fuoco il 28 aprile.

È a capo della repubblica cecena dal 15 febbraio 2007, quando venne proposto come presidente da Vladimir Putin. Nel 2010 il titolo di presidente è stato mutato in "capo della repubblica cecena", che Kadyrov ha assunto il 28 febbraio 2011 su proposta di Dmitrij Medvedev. In seguito, la posizione è stata resa elettiva; alle criticate elezioni del 2016 ha ottenuto il 97% dei voti, il dissidente Tumso Abdurakhmanov non è stato ammesso alle elezioni, secondo i sondaggi pre-elettorali godeva di un 2%-3% d'appoggio. Tutti gli altri candidati non superavano l'1%.

Egli gode dell'appoggio del Presidente russo Vladimir Putin. In particolare, dopo la morte di Sulim Yamadayev, avvenuta nel marzo del 2009, non è rimasta alcuna figura autorevole in Cecenia che possa contrastare il potere di Kadyrov. La dichiarazione della fine della seconda guerra cecena, nell'aprile dello stesso anno, ha ridotto la presenza di forze militari federali russe in Cecenia e aumentato ulteriormente la libertà d'azione del presidente ceceno.

Durante la pandemia di COVID-19 del 2019-2020 ha lungamente negato l'esistenza del virus e non ha assunto misure volte a contenere il contagio.[3] In seguito, ha sostenuto che per guarire dal virus era sufficiente una cura a base di limone, miele e aglio.[4] Nel marzo 2020 ha introdotto la quarantena per i soggetti contagiati, sostenendo la pena di morte in caso di violazione dell'isolamento.[4] A maggio si è ammalato di COVID-19 e, quando le sue condizioni fisiche sono peggiorate, è stato trasferito in una clinica specializzata di Mosca.[3]

Diritti LGBTModifica

Ad aprile 2017 la testata indipendente russa Novaja Gazeta, ripresa poi da Amnesty International, ha puntato il dito contro Kadyrov accusandolo di avere aperto, in accordo con il Cremlino, un campo di concentramento nel quale vengono torturati uomini omosessuali, alcuni dei quali erano spariti la settimana precedente in circostanze misteriose[5]. Il presidente ceceno ha negato ed il suo portavoce ha affermato: "Non si possono perseguitare coloro che semplicemente non ci sono in Cecenia"[6]. Nuove accuse di persecuzioni verso persone omosessuali in Cecenia sono state rivolte nel gennaio del 2019 da organizzazioni di attivisti, che hanno denunciato 40 arresti, torture e due omicidi in carcere[7].

CalcioModifica

È anche l'attuale presidente della squadra cecena del Terek Groznyj, allenata in passato da Ruud Gullit. Ha inoltre organizzato delle amichevoli promotrici: celeberrima quella dell'8 marzo 2011 contro una selezione di ex calciatori brasiliani, tra cui Romario, Bebeto, Cafu, Dunga, Denílson de Oliveira Araújo, Zé Maria, André Cruz e Raí (che in seguito si è detto profondamente pentito di aver partecipato ad "un evento di carattere politico e populista"[8]), mentre in squadra con lui giocavano tra gli altri Gullit e Lothar Matthäus.

Il nuovo Terek Stadium, fatto costruite da Kadyrov con una capienza da 30.000 posti, in sostituzione del vecchio Stadio Sultan Bilimkhanov, è stato inaugurato l'11 maggio 2011 con un'amichevole tra una selezione del Caucaso del Nord, capitanata dallo stesso Kadyrov, ed una formazione di ex-stelle del calcio mondiale come Diego Armando Maradona, Jean-Pierre Papin, Alessandro Costacurta, Christian Vieri, Iván Zamorano, Fabien Barthez, Franco Baresi, Luís Figo, Roberto Ayala, Alain Boghossian, Manuel Amoros, Robbie Fowler e Enzo Francescoli[9]. Per la cronaca, la partita è stata vinta per 5-2 dalla formazione del Caucaso del Nord, con il presidente ceceno autore di due assist. Per gli avversari sono andati a segno Maradona e Zamorano[10][11].

OnorificenzeModifica

Onorificenze straniereModifica

  Medaglia per il decimo anniversario di Astana capitale (Kazakistan)

NoteModifica

  1. ^ Ramzan Kadyrov - Crimes and Human Rights Violations, su www.globalsecurity.org. URL consultato il 20 novembre 2020.
  2. ^ Blogger ceceno sfugge a tentato omicidio - Nessun luogo è lontano | Radio 24, su Radio24 | Il Sole 24 ORE. URL consultato il 20 novembre 2020.
  3. ^ a b Il presidente ceceno Kadyrov sarebbe stato ricoverato in ospedale con sintomi da coronavirus, scrivono due agenzie di stampa russe, su Il Post, 22 maggio 2020. URL consultato il 20 novembre 2020.
  4. ^ a b (EN) The Moscow Times, People Who Violate Coronavirus Quarantine Should Be Killed, Chechen Leader Says, su The Moscow Times, 25 marzo 2020. URL consultato il 20 novembre 2020.
  5. ^ Cecenia, la denuncia: "Gay torturati e uccisi in carcere-lager"
  6. ^ "Se in Cecenia ci fossero persone così, le forze dell'ordine non avrebbero nessun problema con loro perché sarebbero i parenti stessi a mandarli a quell'indirizzo dal quale non si ritorna"
  7. ^ Chechnya: two dead and dozens held in LGBT purge, say activists, The Guardian, 14 gennaio 2019
  8. ^ CALCIO: RAI' SI PENTE PER AMICHEVOLE FARSA A GROZNY CON KADYROV,, repubblica.it, 25 marzo 2011.
  9. ^ Russia 2018, anche Figo inaugura lo stadio di Grozny, TMW.com, 12 maggio 2011.
  10. ^ PREMIER CECENO SFIDA MARADONA LO DRIBBLA E FA GOL, AGI.it, 12 maggio 2011 (archiviato dall'url originale il 13 maggio 2011).
  11. ^ Calcio, Cecenia: il presidente Kadyrov batte Maradona 5-2. In campo anche Baresi, Costacurta e Vieri, blitzquotidiano.it, 12 maggio 2011. URL consultato il 12 maggio 2011 (archiviato dall'url originale il 16 maggio 2011).

Voci correlateModifica

Altri progettiModifica

Collegamenti esterniModifica

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