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Cafu
Feirão Morar Bem, Viver Melhor (37184774001) (cropped).jpg
Cafu nel 2017
Nazionalità Brasile Brasile
Altezza 176 cm
Peso 75 kg
Calcio Football pictogram.svg
Ruolo Difensore
Ritirato 18 maggio 2008 - giocatore
Carriera
Giovanili
1977-19?? Nacional-SP
19?? Portuguesa
19?? non conosciuta Itaquaquecetuba
1988-1990 San Paolo
Squadre di club1
1989-1994 San Paolo95 (6)
1994-1995 Real Saragozza 16 (0)
1995-1997 Palmeiras36 (0)
1997-2003 Roma163 (5)
2003-2008 Milan 119 (4)
Nazionale
1991-1992 Brasile Brasile olimpica 8 (2)
1990-2006 Brasile Brasile 142 (5)[1]
Palmarès
Coppa mondiale.svg Mondiali di calcio
Oro Stati Uniti 1994
Argento Francia 1998
Oro Corea del Sud-Giappone 2002
Transparent.png Confederations Cup
Oro Arabia Saudita 1997
Coppa America calcio.svg Copa América
Argento Cile 1991
Oro Bolivia 1997
Oro Paraguay 1999
1 I due numeri indicano le presenze e le reti segnate, per le sole partite di campionato.
Il simbolo → indica un trasferimento in prestito.
Statistiche aggiornate al 18 maggio 2008

Marcos Evangelista de Moraes, meglio noto come Cafu (San Paolo, 7 giugno 1970), è un ex calciatore brasiliano, di ruolo difensore.

Soprannominato Il Pendolino, è considerato uno dei più grandi terzini destri di tutti i tempi.[2][3]

Nel corso della sua carriera, iniziata nel 1989 al San Paolo e successivamente proseguita tra Real Saragozza, Palmeiras, Roma e Milan, ha conquistato numerosi titoli sia a livello nazionale che internazionale, come due Coppe Intercontinentali nel 1992 e nel 1993, una Coppa delle Coppe nel 1995, due Supercoppe UEFA nel 2003 e nel 2007, una Champions League nel 2007 e una Coppa del mondo per club FIFA nel 2007.

È primatista assoluto di presenze con la maglia della nazionale brasiliana, con la quale vanta un quinquennio da capitano (2002-2006), 142 presenze e 2 gol[1], si è laureato per due volte campione del mondo, nel 1994 e nel 2002, per due volte campione d'America nel 1997 e nel 1999 e per una volta vincitore della Confederations Cup nel 1997.

A livello individuale è l'unico giocatore nella storia del calcio ad aver disputato consecutivamente tre finali dei campionati del mondo[4]. Nel 1994 è stato nominato calciatore sudamericano dell'anno. Nel 2004 è stato inserito nella FIFA 100, una lista dei 125 più grandi giocatori viventi, selezionata da Pelé e dalla FIFA in occasione delle celebrazioni del centenario della federazione. Nel 2009 è stato inserito nella "squadra ideale del decennio" dal Sun[5]. Nel 2013 è stato incluso nella formazione più forte della storia da parte della rivista World Soccer[6]. Nel 2014 è stato inserito dal quotidiano inglese The Guardian nella lista dei 30 migliori calciatori che «hanno lasciato un segno» nella storia dei campionati del mondo[7]. Il suo nome figura sia nella Hall of Fame ufficiale della Roma che del Milan[8][9].

Indice

BiografiaModifica

Cresciuto in una famiglia disagiata, nel quartiere di Jardim Irene, intraprende molto presto il cammino verso la carriera calcistica con il soprannome di Cafu, in onore dell'ala brasiliana Cafuringa, idolo di suo padre[10]. Nel 1999 intraprende gli studi in economia, presso la European School of Economics di Roma[11].

Nel 2001 il brasiliano è stato coinvolto nello scandalo passaporti perché trovato in possesso di un falso passaporto[12]. Condannato a 9 mesi sospesi con la condizionale, Cafu viene assolto dal tribunale di Roma nel 2006 insieme all'allora presidente della Roma Franco Sensi e all'ex-compagno di squadra Gustavo Bartelt[13].

Caratteristiche tecnicheModifica

Era un terzino destro di spinta, dotato di grande velocità e abilità nel cross,[14] caratteristiche che lo rendevano estremamente efficace nelle sue incursioni offensive.[15][16][17][18][19] Nella sua lunga carriera ha ricoperto anche ruoli più avanzati,[20] come l'esterno di centrocampo in un 4-4-2[21][22] e l'ala destra in un 3-3-3-1[23][24][25].

CarrieraModifica

ClubModifica

Inizi e San PaoloModifica

Entrò in giuventù nel vivaio del Nacional, per poi passare a quelli della Portuguesa e dell'Itaquaquecetuba[20]. Nei primi anni 1980 venne rifiutato dalle giovanili di varie squadre, come il Corinthians, il Palmeiras e l'Atletico Mineiro, fino a quando, nel 1988, entrò nelle giovanili del San Paolo[26], con cui vinse il torneo giovanile della Coppa San Paolo[27].

Esordì in prima squadra e nella Série A brasiliana per sostituire l'infortunato terzino destro Zé Teodoro[20]. A 19 divenne titolare, grazie a Telê Santana che ne individuò le ottime doti e dunque non esitò a promuoverlo[28]. In quegli anni si formò come terzino destro, ma giocò diverse partite anche da centrocampista e a volte addirittura da attaccante, risultando sempre il migliore, e perfino il capocannoniere della squadra[28]. Dal 1989 al 1993 conquistò il campionato brasiliano nel 1991, due Coppe Libertadores nel 1992 e nel 1993 e infine, nel 1993, la Coppa Intercontinentale contro il Milan[20][27][28]. Nel 1994 fu nominato Calciatore sudamericano dell'anno.

Real Saragozza e PalmeirasModifica

Nel gennaio 1995, fresco Campione del Mondo con il Brasile, si trasferì in Spagna al Real Saragozza, con cui vinse la Coppa delle Coppe. Con il club spagnolo disputò un totale di 19 partite.

Nel maggio 1995 la Parmalat acquistò il cartellino del giocatore per poterlo inserire nella rosa del Palmeiras. Tuttavia, per evitare una possibile ammenda da parte del San Paolo, che al momento della cessione del giocatore aveva inserito una clausola che gli impediva di ritornare subito in Brasile a giocare per un'altra delle maggiori squadre pauliste, la società lo tesserò dalla Juventude, altra squadra che sponsorizzava, con cui Cafu disputò solo due partite[20][29]. Nel successivo mese di giugno si trasferì dalla Juventude al Palmeiras, con cui giocò due anni sotto la guida di Vanderlei Luxemburgo, uno fra i più bravi allenatori brasiliani, vincendo il titolo di campione paulista nel 1996 e continuando a migliorarsi sul piano tattico[28].

RomaModifica

 
Cafu in azione con la maglia della Roma nel 1998

Negli anni 1990 Falcao fu consultato dalla Roma per delle consulenze su Cafu e Zago fornendo in entrambi i casi delle relazioni favorevoli[30]. Nel 1997 il terzino brasiliano fu acquistato dalla società giallorossa per 13 miliardi di lire[31][32][33].

Esordì in Serie A in Empoli-Roma (1-3), prima giornata del campionato 1997-1998. Dal punto di vista tecnico e tattico, dimostrò di essere compatibile con i rigidi schemi dell'allenatore boemo Zdeněk Zeman, fautore di un gioco rapido e molto offensivo improntato sul 4-3-3, mostrandosi disposto al sacrificio e alla corsa[14]. Dopo solo un mese in Serie A era già considerato uno dei migliori stranieri del campionato[3][34] e i tifosi giallorossi cominciarono a soprannominarlo il Pendolino per quel suo infaticabile correre lungo la fascia destra, avanti e indietro[35]. L'11 aprile 1998 realizzò il suo primo gol in Serie A nella sconfitta all'Olimpico contro l'Inter (1-2)[36][37].

Dopo un campionato 1998-1999 altalenante la Roma si affidò al tecnico Fabio Capello che riuscì a trasmettere subito alla squadra la grinta e il carattere vincente[38]. Gli anni con Capello costituirono per Cafu un periodo di sempre maggiore responsabilità nella squadra giallorossa, sia dentro che fuori dal campo[39]. Il 18 gennaio 1998 realizzò la sua prima doppietta in Serie A nella vittoria per 1-3 contro la Fiorentina, sancendo dopo venti mesi la fine dell'imbattibilità viola[38].

Titolare inamovibile della Roma che vinse lo scudetto nel 2001[40], in quella stagione realizzò una delle giocate più famose della sua carriera, i celebri sombreri al biancoceleste e futuro Pallone d'Oro Pavel Nedvěd durante il derby della capitale Lazio-Roma del 17 dicembre 2000[41]. Nella stagione 2001-2002 aggiunse al suo palmarès la Supercoppa italiana[42] e nella stessa stagione esordì in UEFA Champions League contro il Real Madrid nella prima gara della fase a gironi[43]. In quella stagione fu spesso messo in ballottaggio con Panucci per il posto di titolare[44][45]. Il 13 marzo 2002 segnò il suo primo gol in Champions, quello del pareggio ai danni del Galatasaray nella penultima gara della seconda fase a gironi[46].

Alla fine della stagione 2002-2003 la Roma decise di non rinnovargli il contratto, ritenendolo ormai un giocatore finito oltreché tra i responsabili dell'annata negativa della difesa giallorossa, reduce da 41 gol presi tra campionato e coppe[47].

MilanModifica

 
Cafu in azione al Milan nel 2007

Dopo aver rifiutato una sostanziosa offerta da parte del club giapponese dello Yokohama Marinos,[48][49][50] nell'estate del 2003 si accasò a parametro zero al Milan[51]. Andò così a rafforzare la difesa rossonera che già da un anno necessitava di un terzino destro naturale. Infatti, in quella posizione il tecnico Ancelotti fu quasi sempre costretto a impiegare prima Šimić[52] e poi Costacurta[53].

Accolto con iniziale scetticismo dalla tifoseria rossonera per la sua non più giovane età[54], Cafu vinse però subito le diffidenze diventando titolare e sfoggiando ottime prestazioni[55]. Esordì in maglia rossonera il 27 agosto 2003 nella partita di campionato Ancona-Milan (0-2)[56], mentre due giorni dopo conquistò il primo trofeo con i rossoneri: la Supercoppa europea 2003 contro il Porto[57]. Il 21 dicembre realizzò invece il suo primo gol con la nuova maglia nella sconfitta casalinga per 1-2 contro l'Udinese[58]. Il 6 gennaio ritornò a Roma da avversario e fu accolto dai fischi della tifoseria giallorossa: «Mi aspettavo tutto - dichiarò il brasiliano - e nessun problema. Ai fischi non ho neanche fatto caso e non mi hanno affatto ferito. L'importante è aver vinto. Simili accoglienze nel calcio avvengono, fanno parte del gioco, non è facile per i tifosi accettare che un giocatore di spicco cambi maglia». Nella stessa partita, vinta dal Milan per 1-2,[59] uscì anticipatamente dal campo per un problema muscolare[60]. Il 2 maggio 2004 vinse il suo primo scudetto con i rossoneri (e il secondo personale) a due giornate dal termine del campionato grazie alla vittoria per 1-0 contro la Roma[61]. Con 41 presenze tra campionato e coppe risultò tra i giocatori più impiegati da Ancelotti.

L'arrivo di Stam nel mercato estivo del Milan all'inizio della stagione 2004-2005 costrinse Ancelotti a ridisegnare la difesa rossonera[62]. Cafu dichiarò che avrebbe lottato per un posto da titolare e che era disponibile a giocare anche in un ruolo più avanzato[63]. Il 21 agosto 2004, in occasione della Supercoppa italiana vinta contro la Lazio, esordì la nuova difesa rossonera con Cafu e Nesta riconfermati nei loro ruoli originari (terzino destro e difensore centrale), Maldini spostato sulla fascia sinistra e Stam nel ruolo di difensore centrale[64]. Nonostante questa fosse la difesa titolare, in più occasioni Ancelotti preferì lasciare Cafu in panchina e invertire i ruoli di Maldini e Stam da terzino sinistro e difensore centrale a difensore centrale e terzino destro[65] Il 24 novembre 2004 Cafu realizzò un assist per Kaká nella quinta giornata della fase a gironi di Champions League contro lo Šachtar[66] e giocò titolare a sorpresa (per via del forfait di Stam) l'ottavo di finale di andata contro il Manchester Utd, risultando uno dei migliori della sfida vinta dai rossoneri per 0-1[67]. Fu impiegato titolare anche nella storica finale di Champions persa contro il Liverpool ai rigori[68].

«Segnammo tre gol contro una delle squadre più preparate a livello tattico che io abbia mai incontrato e ci rilassammo. Quando subimmo le prime due reti avvertimmo lo schiaffo, poi dopo la terza non potevamo semplicemente credere ai nostri occhi. Una volta arrivati ai rigori, capii che era già persa[69]

Il 25 luglio 2005, durante l'amichevole contro il Chelsea, Cafu si infortunò al ginocchio sinistro[70]. Il 20 novembre 2005, nella sfida di campionato contro la Fiorentina a Firenze, entrò nella ripresa per sostituire Stam e si infortunò nuovamente al medesimo ginocchio[71]. Fuori per più di due mesi ritornò titolare in Palermo-Milan (3-0)[72], dove risultò uno dei migliori nella delusione generale. Cafu raccontò in seguito che questo fu il periodo peggiore della sua avventura rossonera[73]. Gli infortuni calarono il suo rendimento e la malattia del padre non gli permetteva di entrare in campo con la giusta mentalità[74]. Nel mese di febbraio fu sottoposto a intervento in artroscopia in Brasile alla presenza dottor Massimilano Sala, il medico sociale del Milan[74]. Il recupero fu lungo e si concretizzò solo nel mese di aprile[75][76]. Ebbe così l'occasione di giocare, sebbene da subentrante, le due semifinali di andata e ritorno di Champions League contro il Barcellona che sancirono l'eliminazione del Milan dalla coppa[77][78].

Nella stagione 2006-2007 vinse la UEFA Champions League contro il Liverpool, ma non scese in campo nella finale perché Ancelotti gli preferì il neo acquisto Oddo[79]. Le sue confortanti prestazioni di fine campionato convinsero la dirigenza rossonera a puntare ancora su di lui[80]. Nella stagione 2007-2008 visse un lungo ballottaggio con Oddo[81][82]. Il 31 agosto 2007, pur non scendendo in campo, vinse la Supercoppa europea contro il Siviglia[83]. Il 16 dicembre 2007 giocò gli ultimi minuti della finale di Coppa del mondo per club contro il Boca Juniors, finale che i rossoneri vinsero per 2-4[84]. Il 16 maggio 2008, nel corso della trasmissione televisiva Segni Particolari in onda su Milan Channel, Cafu e il connazionale Serginho annunciarono l'addio al Milan[85] e il giorno seguente Cafu scrisse una lettera aperta per salutare i suoi tifosi[86]. Il 18 maggio giocò la sua ultima gara con la maglia rossonera contro l'Udinese, ultima giornata di campionato, realizzando tra l'altro anche il suo ultimo gol tra i professionisti[87].

NazionaleModifica

 
Cafu durante un allenamento della nazionale brasiliana a Weggis (Svizzera), in preparazione al campionato del mondo 2006.

Cafu debuttò con la maglia della nazionale maggiore il 12 settembre 1990, in una gara amichevole contro la Spagna. L'anno dopo fu convocato dal C.T. Falcão per disputare la Copa América 1991. Giocò titolare 4 delle 5 partite disputate dalla Seleçao, che concluse il torneo al secondo posto[88].

Nel 1993 venne convocato dal C.T. Parreira per disputare la Copa América 1993. Nel 1994 realizzò il suo primo gol in nazionale durante l'amichevole vinta 8-2 contro l'Honduras. Nel 1994 venne convocato da Parreira per disputare i Mondiali 1994. Esordì il 4 luglio 1994, entrando nel secondo tempo al posto di Zinho nell'ottavo di finale vinto contro gli Stati Uniti[89]. Sempre da subentrante giocò, seppur per pochi secondi, la semifinale vinta contro i Paesi Bassi[90]. La sua consacrazione come titolare avvenne con l'infortunio di Jorginho, dopo soli 22 minuti della finale vinta ai calci di rigore contro l'Italia. Cafu giocò una partita sufficiente, cercando di ripetere i danni fatti con il San Paolo al Milan nella finale dell'Intercontinentale[91].

Con il C.T. Zagallo divenne titolare del Brasile e disputò da protagonista la Confederations Cup 1997, che i verdeoro si aggiudicarono nella finale vinta per 6-0 contro l'Australia. L'anno successivo fu convocato per i Mondiali 1998. Alla vigilia del torneo, per rincuorare i suoi compagni ed esorcizzare la paura, Cafu dichiarò:

«Il cuore batte tranquillo, siamo il Brasile e dobbiamo fare l'unica cosa che sappiamo. Giocare al pallone[92]

Il 16 giugno 1998, nella seconda gara della fase a gironi contro il Marocco, realizzò l'assist per il momentaneo raddoppio di Rivaldo[93]. Il 3 luglio, nel quarto di finale vinto contro la Danimarca, rimediò una doppia ammonizione che lo costrinse a saltare la semifinale contro l'Olanda[94]. Disputò invece la finale persa per 3-0 contro la Francia padrona di casa[95][96].

Nel 1999 vinse la Copa América 1999 sotto la gestione di Luxemburgo, allenatore che lo aveva già allenato al Palmeiras. Nel 2002 venne convocato dal C.T. Scolari per i Mondiali 2002. A causa dell'infortunio di Emerson ereditò i gradi di capitano della nazionale verdeoro[97]. L'8 giugno 2002, nella seconda partita della fase a gironi contro la Cina, realizzò l'assist a Ronaldo per il definitivo 4-0 in favore del Brasile[98]. Il 26 giugno, nella semifinale contro la Turchia, risultò il migliore dei verdeoro che, imponendosi per 1-0 sugli avversari (gol di Ronaldo), si qualificarono per la finale contro la Germania[99]. Scendendo in campo nella vittoriosa finale contro i tedeschi[100], Cafu diventò il primo giocatore nella storia del calcio a disputare la terza finale mondiale consecutiva[4][101][102].

Nel 2006 venne convocato da C.T. Parreira per i Mondiali 2006, nonostante fosse al rientro da un grave infortunio al ginocchio[20]. Nella partita d'esordio contro la Croazia risultò uno dei migliori in campo e servì l'assist a Kaká per il definitivo 1-0 in favore del Brasile[103][104]. Il 18 giugno, scendendo in campo contro l'Australia, Cafu eguagliò il record detenuto da Dunga e Taffarel: 18 presenze nella Seleção durante la fase finale dei Mondiali[105]. Il 27 giugno, negli ottavi di finale contro il Ghana, realizzò un altro assist, stavolta per Adriano,[106] e diventò il giocatore brasiliano con più presenze in assoluto nei Mondiali. Il 1º luglio 2006 disputò il quarto di finale contro la Francia che sancì l'eliminazione del Brasile dalla competizione[107]. Nonostante la stampa di settore riconobbe la sua prestazione la peggiore dell'intera rosa brasiliana[108], Cafu dichiarò di non avere alcuna intenzione di lasciare la Seleçao: «Penso che per la nazionale brasiliana non sia arrivato il momento di aprire indiscriminatamente ai giovani. Ci vuole una giusta miscela tra vecchi e giovani, esperienza e freschezza, e allora perché dovrei smettere? No, io non mollo. Il mio sogno è arrivare al Mondiale 2010»[109]. Tuttavia, quella con la Francia fu la sua ultima partita con la maglia verdeoro, anche perché Dunga, nuovo C.T. e suo ex-compagno di squadra, non lo convocò mai.

Nella sua lunga carriera con la maglia verdeoro disputò 142 incontri, il che lo rende tuttora il giocatore che vanta il maggior numero di presenze.

StatisticheModifica

Presenze e reti nei clubModifica

Statistiche aggiornate al 18 maggio 2008.

Stagione Squadra Campionato Coppe nazionali Coppe continentali Altre coppe Totale
Comp Pres Reti Comp Pres Reti Comp Pres Reti Comp Pres Reti Pres Reti
1989[110]   San Paolo A 3 0 - - - - - - - - - 3 0
1990[111] CP+A 19+19 2+1 CB 4 0 - - - - - - 42 3
1991[112] CP+A 26+21 3+1 - - - - - - - - - 47 4
1992[113] CP+A 18+21 4+1 - - - CL+SS 14+2 0 CInt 1 0 56 5
1993[114] CP+A 29+18[115] 15+1 - - - CL+SS 8+8 2+2 RSA+CInt 1[115]+1 0 65 20
1994[116] CP+A 15+16 1+3 - - - CL+SS+CC 4+6+0 0 RSA 1 0 42 4
Totale San Paolo 107+98 25+7 4 0 42 4 4 0 255 36
gen.-mag. 1995   Real Saragozza PD 16 0 CR 2 0 CdC 1 0 - - - 19 0
giu.-dic. 1995   Palmeiras A 20 0 - - - CL 2 2 - - - 22 2
1996 A 16 0 CB 7 1 CC ? 0 - - - 23 1
gen.-giu. 1997 A 0 0 CB 4 0 - - - - - - 4 0
Totale Palmeiras 36 0 11 1 ? 2 - - 49 3
1997-1998   Roma A 31 1 CI 5 0 - - - - - - 36 1
1998-1999 A 20 1 CI 0 0 CU 6 0 - - - 26 1
1999-2000 A 28 2 CI 4 0 CU 5 0 - - - 37 2
2000-2001 A 31 1 CI 2 0 CU 7 0 - - - 40 1
2001-2002 A 27 0 CI 1 0 UCL 10 2 SI 0 0 38 2
2002-2003 A 26 0 CI 3 1 UCL 12 0 - - - 41 1
Totale Roma 163 5 15 1 40 2 0 0 218 8
2003-2004   Milan A 28 1 CI 1 0 UCL 9 0 SI+SU+CInt 1+1+1 0 41 1
2004-2005 A 33 1 CI 1 0 UCL 12 0 SI 1 0 46 1
2005-2006 A 19 1 CI 1 0 UCL 5 0 - - - 25 1
2006-2007 A 24 0 CI 3 0 UCL 8 0 - - - 35 0
2007-2008 A 15 1 CI 2 0 UCL 1 0 SU+Cmc 0+1 0 19 1
Totale Milan 119 4 7 0 35 0 5 0 166 4
Totale carriera 539 41 39 2 120 8 9 0 707 51

Cronologia presenze e reti in nazionaleModifica

Cronologia completa delle presenze e delle reti in nazionale ― Brasile
Data Città In casa Risultato Ospiti Competizione Reti Note
12-9-1990 Gijón Spagna   3 – 0   Brasile Amichevole -
17-10-1990 Santiago del Cile Cile   0 – 0   Brasile Amichevole - (Coppa Texeira)
8-11-1990 Belém Brasile   0 – 0   Cile Amichevole - (Coppa Texeira)
27-2-1991 Campo Grande Brasile   1 – 1   Paraguay Amichevole -
23-3-1991 Buenos Aires Argentina   3 – 3   Brasile Amichevole -
27-6-1991 Curitiba Brasile   1 – 1   Argentina Amichevole -
9-7-1991 Viña del Mar Brasile   2 – 1   Bolivia Coppa America 1991 - 1º turno -
11-7-1991 Viña del Mar Brasile   1 – 1   Uruguay Coppa America 1991 - 1º turno -
19-7-1991 Santiago del Cile Brasile   2 – 0   Colombia Coppa America 1991 - Girone finale -
21-7-1991 Santiago del Cile Brasile   2 – 0   Cile Coppa America 1991 - Girone finale - 2º posto
11-9-1991 Cardiff Galles   1 – 0   Brasile Amichevole -
20-10-1991 Varginha Brasile   3 – 1   Jugoslavia Amichevole -
26-2-1992 Fortaleza Brasile   3 – 0   Stati Uniti Amichevole -
2-8-1992 Los Angeles Stati Uniti   0 – 1   Brasile Amichevole - (Coppa dell'Amicizia)
18-2-1993 Buenos Aires Argentina   1 – 1   Brasile Amichevole - (Coppa Centenario AFA)
6-6-1993 New Haven Stati Uniti   0 – 2   Brasile USA Cup -
10-6-1993 Washington Brasile   3 – 3   Germania USA Cup -
13-6-1993 Washington Inghilterra   1 – 1   Brasile USA Cup -
18-6-1993 Cuenca Brasile   0 – 0   Perù Coppa America 1993 - 1º turno -
21-6-1993 Cuenca Cile   3 – 2   Brasile Coppa America 1993 - 1º turno -
24-6-1993 Cuenca Brasile   3 – 0   Paraguay Coppa America 1993 - 1º turno -
27-6-1993 Guayaquil Brasile   1 – 1
(5-6 dcr)
  Argentina Coppa America 1993 - Quarti di finale -
14-7-1993 Rio de Janeiro Brasile   2 – 0   Paraguay Amichevole -
25-7-1993 La Paz Bolivia   2 – 0   Brasile Qual. Mondiali 1994 -
8-8-1993 Maceió Brasile   1 – 1   Messico Amichevole -
22-8-1993 San Paolo Brasile   2 – 0   Ecuador Qual. Mondiali 1994 -
23-3-1994 Recife Brasile   2 – 0   Argentina Amichevole -
4-5-1994 Florianópolis Brasile   3 – 0   Islanda Amichevole -
5-6-1994 Edmonton Canada   1 – 1   Brasile Amichevole -
8-6-1994 San Diego Brasile   8 – 2   Honduras Amichevole 1
4-7-1994 Palo Alto Brasile   1 – 0   Stati Uniti Mondiali 1994 - Ottavi di finale -
9-7-1994 Dallas Paesi Bassi   2 – 3   Brasile Mondiali 1994 - Quarti di finale -
17-7-1994 Los Angeles Brasile   0 – 0
(3-2 dcr)
  Italia Mondiali 1994 - Finale - 4º titolo mondiale
22-2-1995 Fortaleza Brasile   5 – 0   Slovacchia Amichevole -
17-5-1995 Ramat Gan Israele   1 – 2   Brasile Amichevole -
11-10-1995 Salvador Brasile   2 – 0   Uruguay Amichevole -
8-11-1995 Buenos Aires Argentina   0 – 1   Brasile Amichevole -
20-12-1995 Manaus Brasile   3 – 1   Colombia Amichevole -
28-8-1996 Mosca Russia   2 – 2   Brasile Amichevole -
31-8-1996 Amsterdam Paesi Bassi   2 – 2   Brasile Amichevole -
18-12-1996 Manaus Brasile   1 – 0   Bosnia ed Erzegovina Amichevole -
26-2-1997 Goiânia Brasile   4 – 2   Polonia Amichevole -
2-4-1997 Brasilia Brasile   4 – 0   Cile Amichevole -
30-4-1997 Miami Messico   0 – 4   Brasile Amichevole -
30-5-1997 Oslo Norvegia   4 – 2   Brasile Amichevole -
3-6-1997 Lione Francia   1 – 1   Brasile Torneo di Francia -
8-6-1997 Lione Brasile   3 – 3   Italia Torneo di Francia -
10-6-1997 Parigi Inghilterra   0 – 1   Brasile Torneo di Francia -
13-6-1997 Santa Cruz de la Sierra Brasile   5 – 0   Costa Rica Coppa America 1997 - 1º turno -
16-6-1997 Santa Cruz de la Sierra Brasile   3 – 2   Messico Coppa America 1997 - 1º turno -
19-6-1997 Santa Cruz de la Sierra Brasile   2 – 0   Colombia Coppa America 1997 - 1º turno -
26-6-1997 Santa Cruz de la Sierra Perù   0 – 7   Brasile Coppa America 1997 - Semifinale -
29-6-1997 La Paz Bolivia   1 – 3   Brasile Coppa America 1997 - Finale - 5º titolo
10-8-1997 Seul Corea del Sud   1 – 2   Brasile Amichevole -
13-8-1997 Ōsaka Giappone   0 – 3   Brasile Amichevole -
10-9-1997 Salvador Brasile   4 – 2   Ecuador Amichevole -
9-10-1997 Belém Brasile   2 – 0   Marocco Amichevole -
11-11-1997 Brasilia Brasile   3 – 0   Galles Amichevole -
12-12-1997 Riyad Arabia Saudita   0 – 3   Brasile Conf. Cup 1997 - 1º turno -
19-12-1997 Riyad Brasile   2 – 0   Rep. Ceca Conf. Cup 1997 - Semifinale -
21-12-1997 Riyad Brasile   6 – 0   Australia Conf. Cup 1997 - Finale - 1º titolo
25-3-1998 Stoccarda Germania   1 – 2   Brasile Amichevole -
29-4-1998 Rio de Janeiro Brasile   0 – 1   Argentina Amichevole -
3-6-1998 Saint-Ouen Andorra   0 – 3   Brasile Amichevole 1
10-6-1998 Saint-Denis Brasile   2 – 1   Scozia Mondiali 1998 - 1º turno -
16-6-1998 Nantes Brasile   3 – 0   Marocco Mondiali 1998 - 1º turno -
23-6-1998 Marsiglia Brasile   1 – 2   Norvegia Mondiali 1998 - 1º turno -
27-6-1998 Parigi Brasile   4 – 1   Cile Mondiali 1998 - Ottavi di finale -
3-7-1998 Nantes Brasile   3 – 2   Danimarca Mondiali 1998 - Quarti di finale -
12-7-1998 Saint-Denis Brasile   0 – 3   Francia Mondiali 1998 - Finale - 2º posto
23-9-1998 São Luís Brasile   3 – 0   Jugoslavia Amichevole -
14-10-1998 Washington Brasile   5 – 1   Ecuador Amichevole 1
18-11-1998 Fortaleza Brasile   5 – 1   Russia Amichevole -
28-3-1999 Seul Corea del Sud   1 – 0   Brasile Amichevole -
31-3-1999 Tokyo Giappone   0 – 2   Brasile Amichevole -
26-6-1999 Curitiba Brasile   3 – 0   Lettonia Amichevole -
30-6-1999 Ciudad del Este Brasile   7 – 0   Venezuela Coppa America 1999 - 1º turno -
3-7-1999 Ciudad del Este Brasile   2 – 1   Messico Coppa America 1999 - 1º turno -
11-7-1999 Ciudad del Este Brasile   2 – 1   Argentina Coppa America 1999 - Quarti di finale -
14-7-1999 Ciudad del Este Brasile   2 – 0   Messico Coppa America 1999 - Semifinale -
18-7-1999 Asunción Brasile   3 – 0   Uruguay Coppa America 1999 - Finale - 6º titolo
4-9-1999 Buenos Aires Argentina   2 – 0   Brasile Amichevole -
7-9-1999 Porto Alegre Brasile   4 – 2   Argentina Amichevole -
9-10-1999 Amsterdam Paesi Bassi   2 – 2   Brasile Amichevole 1
13-11-1999 Vigo Spagna   0 – 0   Brasile Amichevole -
23-2-2000 Bangkok Thailandia   0 – 7   Brasile Amichevole -
26-4-2000 San Paolo Brasile   3 – 2   Ecuador Qual. Mondiali 2002 -
23-5-2000 Cardiff Galles   0 – 3   Brasile Amichevole 1
27-5-2000 Londra Inghilterra   1 – 1   Brasile Amichevole -
4-6-2000 Lima Perù   0 – 1   Brasile Qual. Mondiali 2002 -
28-6-2000 Rio de Janeiro Brasile   1 – 1   Uruguay Qual. Mondiali 2002 -
18-7-2000 Asunción Paraguay   2 – 1   Brasile Qual. Mondiali 2002 -
3-9-2000 Rio de Janeiro Brasile   5 – 0   Bolivia Qual. Mondiali 2002 -
8-10-2000 Maracaibo Brasile   6 – 0   Venezuela Qual. Mondiali 2002 -
15-11-2000 San Paolo Brasile   1 – 0   Colombia Qual. Mondiali 2002 -
3-3-2001 Pasadena Stati Uniti   1 – 2   Brasile Amichevole -
7-3-2001 Guadalajara Messico   3 – 3   Brasile Amichevole -
1-7-2001 Montevideo Uruguay   1 – 0   Brasile Qual. Mondiali 2002 -
5-9-2001 Buenos Aires Argentina   2 – 1   Brasile Qual. Mondiali 2002 -
7-10-2001 Curitiba Brasile   2 – 0   Cile Qual. Mondiali 2002 -
7-11-2001 La Paz Bolivia   3 – 1   Brasile Qual. Mondiali 2002 -
23-3-2002 Fortaleza Brasile   1 – 0   Jugoslavia Amichevole -
17-4-2002 Lisbona Portogallo   1 – 1   Brasile Amichevole -
25-5-2002 Kuala Lumpur Malaysia   0 – 4   Brasile Amichevole -
3-6-2002 Ulsan Brasile   2 – 1   Turchia Mondiali 2002 - 1º turno -
8-6-2002 Seogwipo Brasile   4 – 0   Cina Mondiali 2002 - 1º turno -
13-6-2002 Suwon Costa Rica   2 – 5   Brasile Mondiali 2002 - 1º turno -
17-6-2002 Kōbe Brasile   2 – 0   Belgio Mondiali 2002 - Ottavi di finale -
21-6-2002 Shizuoka Inghilterra   1 – 2   Brasile Mondiali 2002 - Quarti di finale -
26-6-2002 Saitama Brasile   1 – 0   Turchia Mondiali 2002 - Semifinale -
30-6-2002 Yokohama Brasile   2 – 0   Germania Mondiali 2002 - Finale - 5º titolo mondiale
21-8-2002 Fortaleza Brasile   0 – 1   Paraguay Amichevole -
20-11-2002 Seul Corea del Sud   2 – 3   Brasile Amichevole -
12-2-2003 Canton Cina   0 – 0   Brasile Amichevole -
29-3-2003 Porto Portogallo   2 – 1   Brasile Amichevole -
7-9-2003 Barranquilla Colombia   1 – 2   Brasile Qual. Mondiali 2006 -
10-9-2003 Manaus Brasile   1 – 0   Ecuador Qual. Mondiali 2006 -
12-10-2003 Leicester Giamaica   0 – 1   Brasile Amichevole -
16-11-2003 Lima Perù   1 – 1   Brasile Qual. Mondiali 2006 -
19-11-2003 Curitiba Brasile   3 – 3   Uruguay Qual. Mondiali 2006 -
18-2-2004 Dublino Irlanda   0 – 0   Brasile Amichevole -
31-3-2004 Asunción Paraguay   0 – 0   Brasile Qual. Mondiali 2006 -
28-4-2004 Budapest Ungheria   1 – 4   Brasile Amichevole -
20-5-2004 Saint-Denis Francia   0 – 0   Brasile Amichevole -
2-6-2004 Belo Horizonte Brasile   3 – 1   Argentina Qual. Mondiali 2006 -
6-6-2004 Santiago del Cile Cile   1 – 1   Brasile Qual. Mondiali 2006 -
9-10-2004 Maracaibo Venezuela   2 – 5   Brasile Qual. Mondiali 2006 -
13-10-2004 Maceió Brasile   0 – 0   Colombia Qual. Mondiali 2006 -
17-11-2004 Quito Ecuador   1 – 0   Brasile Qual. Mondiali 2006 -
9-2-2005 Hong Kong Hong Kong   1 – 7   Brasile Amichevole -
27-3-2005 Goiânia Brasile   1 – 0   Perù Qual. Mondiali 2006 -
30-3-2005 Montevideo Uruguay   1 – 1   Brasile Qual. Mondiali 2006 -
8-6-2005 Buenos Aires Argentina   3 – 1   Brasile Qual. Mondiali 2006 -
17-8-2005 Spalato Croazia   1 – 1   Brasile Amichevole -
4-9-2005 Brasilia Brasile   5 – 0   Cile Qual. Mondiali 2006 -
12-10-2005 Belém Brasile   3 – 0   Venezuela Qual. Mondiali 2006 -
12-11-2005 Abu Dhabi Emirati Arabi Uniti   0 – 8   Brasile Amichevole -
4-6-2006 Ginevra Brasile   4 – 0   Nuova Zelanda Amichevole -
13-6-2006 Berlino Brasile   1 – 0   Croazia Mondiali 2006 - 1º turno -
18-6-2006 Monaco di Baviera Brasile   2 – 0   Australia Mondiali 2006 - 1º turno -
27-6-2006 Dortmund Brasile   3 – 0   Ghana Mondiali 2006 - Ottavi di finale -
1-7-2006 Francoforte sul Meno Brasile   0 – 1   Francia Mondiali 2006 - Quarti di finale -
Totale Presenze (1º posto) 142 Reti (84º posto) 5
Cronologia completa delle presenze e delle reti in nazionale (partite non ufficiali) ― Brasile
Data Città In casa Risultato Ospiti Competizione Reti Note
13-10-1990 Milano Brasile   1 – 2 Resto del Mondo -
27-2-1991 Londrina Brasile   1 – 0   Romania B -
20-4-1994 Parigi Sel. mista PSG-Bordeaux   0 – 0   Brasile -
27-4-1995 Valencia Valencia   2 – 4   Brasile -
31-5-1998 Bilbao Athletic Bilbao   1 – 1   Brasile -
18-5-2002 Barcellona Catalogna   1 – 3   Brasile -
6-9-2005 Siviglia Siviglia   1 – 1   Brasile -
30-5-2006 Basilea Brasile   8 – 0   Lucerna XI -
Totale Presenze 8 Reti 0

RecordModifica

Statistiche aggiornate al 1º luglio 2006.

PalmarèsModifica

ClubModifica

Competizioni stataliModifica

San Paolo: 1989, 1991, 1992
Palmeiras: 1996

Competizioni nazionaliModifica

San Paolo: 1991
Roma: 2000-2001
Milan: 2003-2004
Roma: 2001
Milan: 2004

Competizioni internazionaliModifica

San Paolo: 1992, 1993
San Paolo: 1992, 1993
San Paolo: 1993, 1994
San Paolo: 1993
San Paolo: 1994
Real Saragozza: 1994-1995
Milan: 2003, 2007
Milan: 2006-2007
Milan: 2007

OnorificenzeModifica

  Ufficiale dell'Ordine di Rio Branco
«Per i servizi di merito e la virtù civica»
— 4 febbraio 2008

NoteModifica

  1. ^ a b c 150 (5) se si comprendono anche le amichevoli non ufficiali disputate con la nazionale maggiore brasiliana.
  2. ^ Valerio Clari, La top50 dell'Equipe: Pelé meglio di Diego. Cafu 12°!, in gazzetta.it, 4 luglio 2015. URL consultato il 22 novembre 2015.
  3. ^ a b Cafu, stop 20 giorni Zeman ottimista, la Repubblica, 21 novembre 1998. URL consultato il 27 novembre 2015.
  4. ^ a b c Cafù, felice nella storia "Io, per primo in tre finali", La Repubblica, 26 giugno 2002. URL consultato il 22 novembre 2015.
  5. ^ Gli italiani piacciono agli inglesi, in Sport Mediaset, 31 dicembre 2009. URL consultato il 21 novembre 2012.
  6. ^ Maldini nella Top 11 di World Soccer Messi l'unico giocatore in attività, in gazzetta.it, 3 luglio 2013. URL consultato il 22 novembre 2015.
  7. ^ I 30 migliori giocatori della storia dei Mondiali, ilpost.it, 30 maggio 2014. URL consultato il 22 novembre 2015.
  8. ^ Hall of Fame: gli undici eletti della Classe 2012, su asroma.it. URL consultato il 20 settembre 2012.
  9. ^ Hall of Fame Marcos Evangelista de Morais AC Milan, su acmilan.com. URL consultato il 27 novembre 2015.
  10. ^ Cafu: un viaggio sul Pendolino, delinquentidelpallone.it, 27 agosto 2015. URL consultato il 23 novembre 2015.
  11. ^ Flo / Pe, Calcio: il romanista Cafu a scuola di economia, adnkronos, 27 ottobre 1999. URL consultato il 17 agosto 2016.
  12. ^ Passaporti falsi Cragnotti querela Capello, La Repubblica, 3 febbraio 2001. URL consultato il 23 novembre 2015.
  13. ^ Passaporti falsi, assolti Sensi e Cafu, Corriere della Sera, 13 giugno 2006. URL consultato il 23 novembre 2015.
  14. ^ a b Emilio Piervincenzi, LE CERTEZZE DI ZEMAN 'PER ORA CAFU E VAGNER', la Repubblica, 21 luglio 1997. URL consultato il 27 novembre 2015.
  15. ^ Super Cafu per la Roma Nesta e Nedved non bastano, La Repubblica, 17 dicembre 2000. URL consultato il 23 novembre 2015.
  16. ^ Cafu è l'attaccante aggiunto Rui Costa e Tomasson in ombra, La Repubblica, 1º marzo 2004. URL consultato il 23 novembre 2015.
  17. ^ Cafu e Serginho danno la svolta Bene Giannichedda, Dabo ok, La Repubblica, 7 febbraio 2005. URL consultato il 23 novembre 2015.
  18. ^ Cafu irrefrenabile, Lima fa per due, La Repubblica, 11 febbraio 2002. URL consultato il 23 novembre 2015.
  19. ^ Cafu instancabile Kakà concretissimo Yana evanescente, La Repubblica, 3 febbraio 2005. URL consultato il 23 novembre 2015.
  20. ^ a b c d e f História, esporte.uol.com. URL consultato il 23 novembre 2015.
  21. ^ Cafu: «Voglio tutto, altro che Giappone», archiviostorico.corriere.it, 20 luglio 2003. URL consultato il 25 novembre 2015 (archiviato dall'url originale il 25 novembre 2015).
  22. ^ Milan, bene un tempo, ma non segna e Dida, nel finale, lo salva dai francesi, La Repubblica, 26 settembre 2006. URL consultato il 25 novembre 2015.
  23. ^ Sandreani gioca il derby "Deciderà la fantasia", La Repubblica, 15 dicembre 2000. URL consultato il 25 novembre 2015.
  24. ^ Enrico Currò, Shevchenko e Crespo San Siro tra brividi e gioia, La Repubblica, 7 febbraio 2005. URL consultato il 25 novembre 2015.
  25. ^ Nesta sorprendente Taddei in difficoltà, La Repubblica, 18 aprile 2004. URL consultato il 25 novembre 2015.
  26. ^ Filippo Gialloreti, PENDOLINO CAFU: IL CAMPIONE CHE NON PERDEVA MAI…IL SORRISO., icampionidellosport.wordpress.com, 12 giugno 2013. URL consultato il 23 novembre 2015.
  27. ^ a b Redação Terra, Cafu, esportes.terra.com. URL consultato il 23 novembre 2015.
  28. ^ a b c d Cerboni Pino, Cafu alla Roma: " Mi manda Falcao ", archiviostorico.corriere.it, 29 maggio 1997 (archiviato dall'url originale l'8 dicembre 2015).
  29. ^ (PT) "Juventude", Placar numero 1263-A, Especial 500 Times do Brasil, Editora Abril, 2003, p. 68.
  30. ^ Fabio Monti, Falcao e la Roma: separati mai, archiviostorico.corriere.it, 23 novembre 2012. URL consultato il 27 novembre 2015.
  31. ^ Calciatori ‒ La raccolta completa Panini 1961-2012, Vol. 14 (1997-1998), Panini, 6 agosto 2012, p. 10.
  32. ^ Fabio Monti, Roma alla brasiliana, arrivano Cafu e Paulo Sergio, archiviostorico.corriere.it, 19 giugno 1997. URL consultato il 22 novembre 2015 (archiviato dall'url originale il 17 novembre 2015).
  33. ^ Marco Sicari, CAFU, QUASI ACCORDO DUE MILIARDI L'ANNO, la Repubblica, 30 maggio 1997. URL consultato il 27 novembre 2015.
  34. ^ Marco Sicari, LA ROMA RICOMINCIA DA ZEMAN, la Repubblica, 7 luglio 1997. URL consultato il 27 novembre 2015.
  35. ^ Andrea Sorrentino, CAFU: SIAMO PRONTI A VINCERE QUALCOSA, la Repubblica, 3 ottobre 1997. URL consultato il 27 novembre 2015.
  36. ^ Fabio Monti, Ronaldo fa due giri sulla giostra di Zeman, archiviostorico.corriere.it, 12 aprile 1998. URL consultato il 27 novembre 2015 (archiviato dall'url originale l'8 dicembre 2015).
  37. ^ Gianni Mura, Totti che delusione Djorkaeff il più lucido, la Repubblica, 12 aprile 1998. URL consultato il 27 novembre 2015.
  38. ^ a b Fiorentina – Roma 1999: 1-3, Tommasi e doppietta di Cafu. Cade dopo venti mesi l'imbattibilità interna dei viola, vocegiallorossa.it, 25 ottobre 2015. URL consultato il 27 novembre 2015.
  39. ^ Il segreto di Capello, raisport.rai.it, 2 aprile 2001. URL consultato il 27 novembre 2015.
  40. ^ Roma, show all'Olimpico per la festa scudetto, in La Repubblica, 17 giugno 2001.
  41. ^ Cult Movie: il triplo sombrero di Cafù a Nedved, in La Gazzetta dello Sport, 26 agosto 2015.
  42. ^ Ruggiero Palombo, La Roma è tre volte super, in La Gazzetta dello Sport, 20 agosto 2001, p. 15.
  43. ^ La Roma stecca il debutto il Real passa all'Olimpico, la Repubblica, 11 settembre 2001. URL consultato il 25 novembre 2015.
  44. ^ Francesca Ferrazza, Panucci-Cafu, staffetta forzata, la Repubblica, 19 ottobre 2001. URL consultato il 25 novembre 2015.
  45. ^ Francesca Ferrazza, Panucci pendolino al posto di Cafu, la Repubblica, 30 novembre 2001. URL consultato il 25 novembre 2015.
  46. ^ Roma-Galatasaray finisce in pareggio, la Repubblica, 13 marzo 2002. URL consultato il 25 novembre 2015.
  47. ^ Menicucci Ernesto, Samuel in scivolata: «Roma, non so se resto», archiviostorico.corriere.it, 30 aprile 2003. URL consultato il 27 novembre 2015 (archiviato dall'url originale l'8 dicembre 2015).
  48. ^ Calcio, procuratore Cafu: no a Giappone anche per Sars, la Repubblica. URL consultato il 27 novembre 2015.
  49. ^ Calcio, Roma: Cafu dalla prossima stagione in Giappone, la Repubblica. URL consultato il 27 novembre 2015.
  50. ^ Cafu, addio Roma per il difensore offerta dal Giappone, la Repubblica, 24 gennaio 2003. URL consultato il 27 novembre 2015.
  51. ^ Calciomercato, primo colpo Cafu vicinissimo al Milan, la Repubblica, 3 giugno 2003.
  52. ^ Milan - Real Madrid Derby d'Europa, la Repubblica, 26 novembre 2002. URL consultato il 27 novembre 2015.
  53. ^ Coppa Italia, Milan-Chievo pareggio a reti inviolate, la Repubblica, 14 gennaio 2003. URL consultato il 27 novembre 2015.
  54. ^ Meersseman: "Maldini e Cafù erano dati per finiti. Seedorf ha ricostruito la carriera. Ecco i segreti di MilanLab", milannews.it, 18 marzo 2013. URL consultato il 27 novembre 2015.
  55. ^ Pendolino Cafù devasta il Bologna Sheva e Kakà ci mettono i gol, la Repubblica, 19 settembre 2004. URL consultato il 25 novembre 2015.
  56. ^ Doppietta di Shevchenko il Milan raggiunge le grandi, la Repubblica, 27 agosto 2003. URL consultato il 25 novembre 2015.
  57. ^ Supercoppa, il Milan fa il bis in Europa, la Repubblica, 29 agosto 2003.
  58. ^ Udinese, quarta vittoria consecutiva Milan, brutto stop e primo ko, la Repubblica, 21 dicembre 2003.
  59. ^ Sheva scatenato, colpaccio Milan Per la Roma è il primo ko, la Repubblica, 6 gennaio 2004. URL consultato il 27 novembre 2015.
  60. ^ Fischi e ululati per Cafu Me l'aspettavo, pazienza, la Repubblica, 7 gennaio 2004. URL consultato il 27 novembre 2015.
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  62. ^ Gianni Mura, Il problema di Ancelotti sarà trovare posto a Stam, la Repubblica, 18 maggio 2004. URL consultato il 27 novembre 2015.
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  70. ^ Milan prima sconfitta, eurosport.com, 25 luglio 2005. URL consultato il 27 novembre 2015.
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  72. ^ Funziona la cura Papadopulo Palermo a mille, Milan travolto, la Repubblica, 31 gennaio 2006. URL consultato il 25 novembre 2015.
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  75. ^ Il Milan blinda gli infortunati, La Gazzetta dello Sport, 23 aprile 2006. URL consultato il 27 novembre 2015.
  76. ^ Milan, ora è allarme infortuni, tgcom24.mediaset.it, 23 aprile 2006. URL consultato il 25 novembre 2015.
  77. ^ Un Milan sciupone si arrende il primo round va al Barcellona, la Repubblica, 18 aprile 2006. URL consultato il 27 novembre 2015.
  78. ^ Al Milan non riesce l'impresa il Barcellona vola in finale, la Repubblica, 26 aprile 2006. URL consultato il 27 novembre 2015.
  79. ^ Champions, il Milan sul tetto dell'Europa Inzaghi cancella l'incubo di Istanbul, la Repubblica, 23 maggio 2007. URL consultato il 25 novembre 2015.
  80. ^ Cafu: "Posso rinnovare col Milan", tgcom24.mediaset.it, 22 aprile 2007.
  81. ^ Il Milan non sa più vincere Il Catania spaventa San Siro, la Repubblica, 30 settembre 2007. URL consultato il 25 novembre 2015.
  82. ^ Il Parma ferma il Milan al Tardini finisce 0-0, la Repubblica, 16 febbraio 2008. URL consultato il 25 novembre 2015.
  83. ^ Il Milan batte il Siviglia nella partita di Puerta, la Repubblica, 31 agosto 2007. URL consultato il 25 novembre 2015.
  84. ^ Milan, è il quarto trionfo mondiale Boca ko con Inzaghi, Nesta e Kakà[collegamento interrotto], la Repubblica, 16 dicembre 2007. URL consultato il 25 novembre 2015.
  85. ^ Sempre nei nostri cuori, acmilan.com, 17 maggio 2008. URL consultato il 5 giugno 2011.
  86. ^ Cari amici vi scrivo..., acmilan.com, 17 maggio 2008. URL consultato il 5 giugno 2011.
  87. ^ Quattro gol, ma niente quarto posto dopo 6 anni Milan senza Champions, la Repubblica, 18 maggio 2008.
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