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Steven Hill

attore televisivo e cinematografico statunitense
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Steven Hill nella serie televisiva Missione Impossibile (1966-1967)

Steven Hill, nome d'arte di Solomon Krakovsky (Seattle, 24 febbraio 1922Monsey, 23 agosto 2016[1]), è stato un attore statunitense.

Indice

BiografiaModifica

Nacque a Seattle, nello stato di Washington, il 24 febbraio 1922, da una famiglia ebraica ortodossa. Dopo aver servito per quattro anni nella United States Naval Reserve durante la seconda guerra mondiale, fece il suo debutto sui palcoscenici di Broadway nel 1946 con il dramma A Flag Is Born di Ben Hecht, diretto da Luther Adler e con musiche di Kurt Weill, interpretato anche da Paul Muni e dal giovane Marlon Brando. La pièce si schierava politicamente a favore della creazione dello stato di Israele ed esprimeva un'indiretta critica alla politica estera inglese che in quel momento stava bloccando i rifugiati ebrei nel loro viaggio verso la Palestina[2]. La prima avvenne il 5 settembre 1946 all'Alvin Theatre di New York ed ebbe un notevole successo di pubblico e di critica[3]. Subito dopo Hill interpretò il ruolo del marinaio Stefanowski nella commedia Mister Roberts diretta da Joshua Logan.

Nel 1947 Hill fu uno dei cinquanta giovani attori selezionati per frequentare il neonato Actor's Studio, la scuola di recitazione newyorkese, insieme a colleghi quali Marlon Brando, Montgomery Clift e Julie Harris. Nel 1949 iniziò ad apparire sugli schermi televisivi in serie come Theatre of Romance e Suspense, mentre nel 1950 fece il suo debutto cinematografico nel noir L'amante, con Hedy Lamarr e John Hodiak. Arruolato nuovamente in Marina per due anni, nel 1952 Hill riprese la sua carriera e fu protagonista della stagione televisiva delle serie antologiche americane come Lux Video Theatre (1954) e dei drammi in diretta come Sunday Showcase (1960), in cui interpretò il ruolo di Bartolomeo Vanzetti. Sporadiche furono invece le sue apparizioni cinematografiche, tra le quali si ricordano il poliziesco La paura bussa alla porta (1955), e i drammi La divina (1958) e Gli esclusi (1963).

Durante gli anni sessanta Hill continuò la carriera televisiva con apparizioni nelle serie Gli intoccabili (1963), in cui interpretò un ruolo da villain, il gangster Jack Diamond nell'episodio Jack Legs Diamond, e Il fuggitivo (1966), in cui impersonò il sinistro milionario Glenn Madison nell'episodio The White Knight. Sul fronte teatrale ebbe il ruolo di Sigmund Freud nella pièce A Far Country, in scena a Broadway nella primavera del 1961, mentre sul grande schermo apparve nel dramma La vita corre sul filo (1965) di Sydney Pollack, in cui interpretò il ruolo del marito di Anne Bancroft.

La vera notorietà giunse per Hill nella stagione 1966-1967, durante la quale recitò nella neonata serie di spionaggio Missione Impossibile, nel ruolo di Daniel Briggs, il capo della squadra di agenti segreti protagonisti. Tuttavia la partecipazione di Hill fu limitata alla sola prima stagione, durante la quale l'attore ebbe dei contrasti con la produzione in merito alla lavorazione degli episodi e al protrarsi delle riprese dal venerdì al sabato, circostanza che gli impediva di osservare le consuetudini religiose ebreo-ortodosse dello Shabbat, la festa del riposo[4]. Il ruolo dell'attore in Missione impossibile fu progressivamente ridotto e terminò dopo ventotto episodi, senza che nella trama vi fosse una motivata spiegazione dell'uscita di scena del personaggio di Dan Briggs. Nella successiva stagione la star della serie divenne l'attore Peter Graves, subentrato a Hill nel ruolo di James Phelps.

L'uscita dalla serie coincise per Hill con l'interruzione della carriera. Nei successivi dieci anni l'attore non mise più piede su un set né sul palcoscenico, e si ritirò in una comunità ebraica a Rockland County, dove fece lo scrittore e si occupò di attività immobiliari. Solo nel 1977 riprese il suo percorso artistico. La maturità gli permise di ottenere ruoli cinematografici di personaggi autorevoli, come il detective Jacobs di Uno scomodo testimone (1981), di Jules Levi in Ricche e famose (1981) di George Cukor, del rabbino Alter Vishkower di Yentl (1983) con Barbra Streisand, e del boss della malavita Martin Lamanski in Codice Magnum (1986), un thriller d'azione con Arnold Schwarzenegger.

Nel 1990 Hill fu scritturato per il ruolo del procuratore distrettuale Adam Schiff nella serie Law & Order - I due volti della giustizia, prodotta dalla NBC. Il personaggio di Schiff, esperto e autorevole uomo di legge, ricalcato sul longevo procuratore distrettuale di New York Robert M. Morgenthau, diede all'attore una celebrità mondiale e gli fece ottenere una candidatura al premio Emmy nel 1997 quale miglior attore non protagonista in una serie drammatica. Hill interpretò il ruolo per dieci stagioni in 229 episodi fino al 2000, anno in cui abbandonò la serie e si ritirò definitivamente dalle scene.

Vita privataModifica

Nel 1951 Hill sposò l'attrice Selma Stern, dalla quale ebbe quattro figli e da cui divorziò nel 1964.

Dalla seconda moglie Rachel, sposata nel 1967, ebbe altri cinque figli.

FilmografiaModifica

CinemaModifica

TelevisioneModifica

Doppiatori italianiModifica

NoteModifica

  1. ^ Steven Hill, D.A. Adam Schiff on ‘Law & Order,’ Dies at 94
  2. ^ Marlon Brando, La mia vita, Edizioni Frassinelli, 1994, pag. 82
  3. ^ Charles Higham, Brando, una biografia non autorizzata’, Armenia Editore, 1989, pag. 71
  4. ^ Serialmania - Stelle e meteore dei telefilm cult, Vol. I, Sagoma s.r.l., 2010, pag. 77

Altri progettiModifica

Collegamenti esterniModifica

Controllo di autoritàVIAF (EN26247073 · ISNI (EN0000 0000 3300 1211 · LCCN (ENn91103971 · GND (DE1112206329 · BNF (FRcb14040189d (data)