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BiografiaModifica

Era l'ultimogenito del re Cristiano IV di Danimarca e della prima moglie Anna Caterina del Brandeburgo, figlia di Gioacchino III Federico di Brandeburgo.

Fu il quarto figlio maschio del re e, come accadde per altri due fratelli (Federico, morto ad un anno, e Cristiano) non sopravvisse a suo padre. Alla morte di Cristiano IV divenne re il suo terzo figlio maschio, Federico.

Ulrico divenne un ufficiale e prestò il proprio servizio in Svezia, Paesi Bassi e Sassonia. Egli infatti appoggiò e partecipò attivamente alle campagne di conquista nel Nord Europa volute da suo padre e ne influenzò l'andamento.

Durante i combattimenti nel 1632 in Slesia, rubò da un convento a Neisse come bottino di guerra il globo celeste di Tycho Brahe e lo spedì a Copenaghen.

Era amante della musica e della letteratura e scrisse lui stesso poemi in latino. Scrisse inoltre in latino anche un trattato in cui criticava i vizi del suo tempo, come l'abuso di alcool.

Nel 1633, durante una visita al quartier generale dell'imperatore, venne assassinato da un soldato tedesco[1].

Del principe Ulrico ci rimane il ritratto da bambino opera del pittore Jacob van Doort del 1615[1].

Altri suoi ritratti sono opere di Pieter Isaacsz e Adriaen Matham.

NoteModifica

  1. ^ a b http://www.weissgallery.com/Jacob-Van-Doort-Ulrik-Prince-Denmark-1611-1633-Son-Christian-DesktopDefault.aspx?tabid=52&tabindex=51&OBJECTID=32937[collegamento interrotto]

Voci correlateModifica

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