Amedeo VIII di Savoia

nobile e ultimo antipapa con il nome di Felice V
Amedeo VIII
Ritratto di Amedeo VIII - Google Art Project.jpg
Duca di Savoia
Stemma
In carica 1391-1416, come conte –
1416-1440, come duca
Predecessore Amedeo VII
Successore Ludovico
Altri titoli Conte di Savoia (fino al 1416)
Conte d'Aosta
Conte di Ginevra
Conte di Moriana
Principe di Piemonte
Nascita Chambéry, 4 settembre 1383
Morte Castello di Ripaglia, 6 gennaio 1451
Sepoltura Cappella della Sacra Sindone
Casa reale Savoia
Padre Amedeo VII di Savoia
Madre Bona di Berry
Consorte Maria di Borgogna
Figli Margherita di Savoia
Antonio di Savoia (1407)
Antonio di Savoia (1408)
Maria di Savoia
Amedeo di Savoia
Ludovico di Savoia
Bona di Savoia
Filippo di Savoia
Margherita di Savoia
Religione Cattolico
Amedeo di Savoia
cardinale di Santa Romana Chiesa
Antipope Felix V.jpg
C o a Felice V (antipapa).svg
 
Incarichi ricoperti
 
Nato4 settembre 1383 a Chambéry
Creato cardinale23 aprile 1449 da Papa Niccolò V
Deceduto6 gennaio 1451 a Ripaglia
 

Amedeo VIII di Savoia, detto il Pacifico (Chambéry, 4 settembre 1383Ripaille, 6 gennaio 1451), fu dapprima Conte di Savoia e poi il primo ad assumere il titolo di Duca di Savoia; fu anche Principe di Piemonte e di Acaia, Conte d'Aosta, Ginevra, Moriana e Nizza, fino al 6 gennaio 1440. Dal 24 luglio 1440 al 7 aprile 1449 fu l'ultimo antipapa, con il nome di Felice V.

OrigineModifica

Amedeo, secondo lo storico francese, Samuel Guichenon, nel suo Histoire généalogique de la royale maison de Savoie, era l'unico figlio maschio di Amedeo VII, detto il Conte Rosso, Conte di Savoia, d'Aosta e di Moriana, e della moglie, Bona di Berry[1], che, sia secondo i Documens historiques et généalogiques sur les familles et les hommes remarquables du Rouergue, che secondo Pierre de Guibours, detto Père Anselme de Sainte-Marie o più brevemente Père Anselme, era la figlia terzogenita del duca di Berry e d'Alvernia e conte di Poitiers e Montpensier, Giovanni di Francia[2] (13401416) e della prima moglie Giovanna d'Armagnac[3] (24 giugno 1346-1387), che, sempre secondo i Documens historiques et généalogiques sur les familles et les hommes remarquables du Rouergue, che secondo Père Anselme, era la figlia terzogenita del Conte di Rodez, conte d'Armagnac e di Fezensac e visconte di Lomagne e d'Auvillar, Giovanni I (1306 -† 1373) e della contessa di Charolais, Beatrice di Clermont[4][5] (gennaio 1311 - Rodez 25 agosto 1364), principessa di sangue reale, figlia primogenita del conte di Charolais e signore di Saint-Just, Giovanni[6][7] (figlio di Roberto di Francia, figlio del re di Francia, Luigi IX il Santo[8]) e della sua seconda moglie[7], Giovanna di Dargies, signora di Dargies e di Catheux[6].
Amedeo VII di Savoia, detto il Conte Rosso, sempre secondo Samuel Guichenon, era il figlio maschio primogenito di Amedeo VI, detto il Conte Verde, Conte di Savoia, d'Aosta e di Moriana, e della moglie, Bona di Borbone[9], che sempre secondo la Samuel Guichenon era figlia del secondo duca di Borbone, Pietro I di Borbone e di sua moglie, la principessa francese Isabella di Valois[10], che, secondo la Chronique parisienne anonyme du XIVe siècle era figlia del conte di Valois, Conte di Angiò e del Maine, conte d'Alençon e conte di Chartres, Carlo di Valois e di Mahaut di Châtillon[11] ed era sorella del futuro re di Francia (Bona era la nipote) di Filippo di Valois[12].

BiografiaModifica

Gli anni giovaniliModifica

Amedeo rimase orfano di padre all'etò di circa otto anni; suo padre, Amedeo VII, detto il Conte Rosso, morì il 1º novembre 1391, a Ripaglia, lasciando il proprio erede minorenne, Amedeo (Amedeum eius filium), sotto la reggenza della madre e nonna di Amedeo, Bona di Borbone (Dominæ Bonæ de Borbonio comitissæ Sabaudiæ eius carissima genetricis), con Louis III de Cossonay, (?-1394) signore di Cossonay (cum consilio viri nobilis et potentis domini Ludovici domini de Cossonay), destinando anche un lascito a Bona (Bonam de Sabaudia eius filiam) come viene riportato nel suo testamento[13]; nel testamento di Amedeo viene ricordata anche la moglie Bona (Domina Bona de Biturio eius consorte)[13].
Dopo la morte di Amedeo VII la corte dei feudatari si divise in due partiti, uno che appoggiava la nonna di Bona, Bona di Borbone, con corte a Chambery ed un altro che invece si era schierato in favore della madre di Bona e del nuovo conte Amedeo VIII, Bona di Berry, con corte a Montmélian; la guerra civile fu evitata anche per l'intervento del re di Francia, Carlo VI, e si concluse con la conferma della reggenza a Bona di Borbone[14].

Dopo che sua madre, Bona di Berry, era stata esclusa dalla tutela dei figli e dalla reggenza, aveva lasciato la Savoia[15] ed era ritornata in Francia, il 2 dicembre 1393, nel castello di Mehun-sur-Yèvre, venne redatto il contratto matrimoniale che doveva legare Bona a Bernardo VII d'Armagnac[3], e, nel 1394, Bona sposò, in seconde nozze, il Conte di Rodez, conte d'Armagnac e di Fezensac oltre che Visconte di Lomagne e Auvillars, Bernardo VII[2], che, sia secondo i Documens historiques et généalogiques sur les familles et les hommes remarquables du Rouergue, che secondo Père Anselme, era il figlio maschio primogenito del Conte di Rodez, conte d'Armagnac e di Fezensac, conte di Charolais e visconte di Lomagne e d'Auvillar, Giovanni II (1333 -† 1384) e di Giovanna di Périgord[16][17] (1345 circa-dopo il 7 Maggio 1366), figlia di Ruggero Bernardo, Conte di Périgord[16] e della moglie, Eleonora d1 Vendôme[17].

Pur senza prove fondate, era corsa subito voce che suo padre fosse stato avvelenato dal medico, Jean de Granville[18], e dal farmacista, Pierre de Lupinis, che fu messo a morte nel 1392[19], mentre Grandville, messo sotto tortura, lasciò trapelare che Bona di Borbone non era del tutto ignara del crimine (Lupinis, nel 1395, venne riabilitato, mentre Grandson venne dichiarato innocente l'anno dopo)[20]. I duchi di Berry e Borgogna accusarono anche diversi membri del Consiglio del conte di essere complici dell'omicidio e sua nonna, Bona venne sollevata dalla reggenza e dalla tutela di suo nipote, il nuovo conte Amedeo VIII e la sua influenza a corte cessò, il 15 maggio 1395[21].

L'infanzia tormentata di Amedeo VIII venne caratterizzata anche da una grave forma di strabismo e di balbuzie, rivelando presto un carattere introverso e schivo; dopo l'allontanamento della nonna Bona di Borbone, alla quale era molto affezionato, Amedeo si ritrovò circondato dai nobili della corte piemontese; quindi presero il sopravvento gli aderenti al partito borgognone di Filippo II l'Ardito, il quale impose il matrimonio dell'adolescente con la figlia Maria. Dichiarato maggiorenne e quindi adatto a governare, in occasione del matrimonio, Amedeo VIII iniziò ad occuparsi delle faccende dello stato soltanto dopo il 1400.

Politica di Amedeo VIIIModifica

In politica Amedeo dimostrò presto una grande prudenza e flemma che gli valsero il soprannome di Pacifico. Dopo aver sostenuto i cugini d'Acaja-Piemonte contro i marchesi del Monferrato, egli ottenne la titolarità della città di Domodossola, ove gli abitanti scontenti del regime visconteo si erano ribellati apertamente. Riuscì poi ad ottenere dall'imperatore Sigismondo la trasformazione della contea in ducato nel 1416, evento salutato nel paese con grandi feste. Nel 1430 promulgò gli Statuta Sabaudiæ, un corpus che raccoglieva le leggi degli stati da lui retti. Negli Statuta si trovano anche le prime disposizioni contro i giudei nei territori della Savoia.

Eppure, Amedeo era stanco della politica e delle difficoltà che essa comportava: dopo aver portato il ducato ad una grande floridità, decise di abbandonare tutto e si ritirò nel castello di Ripaglia che divenne una sorta di eremo e che ospitò anche un priorato da lui stesso finanziato. Sotto il suo regno fu fondata l'Università di Torino, auspice il principe Ludovico di Savoia-Acaia (1408).

Amedeo VIII antipapaModifica

Nell'autunno del 1434 Amedeo VIII si ritirò nel castello di Ripaille, accompagnato dalla corte e dai più fidati cavalieri scelti fra coloro che, secondo la regola dell'Ordine Mauriziano, si distinsero per meriti onorevoli; tra di loro figurarono Henri de Columbier, Claude de Saix, François de Bussy e Louis de Chevelu.[22]

La carriera di Amedeo VIII sembrava essere destinata a terminare con la sua rinuncia al potere a favore del figlio Ludovico, eppure il suo nome tornò alla ribalta quando i padri conciliari si riunirono a Basilea. Le controversie tra i prelati che tacciavano papa Eugenio IV di simonia ed eresia erano talmente accese da portare alla deposizione del pontefice; il concilio venne quindi diviso: a Ferrara si riunì il pontefice con alcuni cardinali di sua fiducia, mentre a Basilea rimasero molti vescovi e cardinali che dichiararono il papa deposto il 24 maggio 1438, procedendo all'elezione di un nuovo pontefice. La tiara fu offerta proprio ad Amedeo VIII che in quei tempi risiedeva ancora nel castello di Ripaglia, sul Lago Lemano. Il duca non voleva diventare papa, non si considerava un religioso e non s'intendeva di teologia. Tuttavia le proposte dei padri conciliari furono tanto adulatorie e petulanti che Amedeo si vide costretto ad accettare il prestigioso incarico: fu quindi eletto papa il 5 novembre 1439 e assunse il nome di Felice V.

Il popolo, che lo considerava da sempre un saggio, iniziò a deriderlo, burlandosi dei suoi abiti pontificali[senza fonte]. In realtà egli non si recò mai a Roma al soglio pontificio: restò tra la Svizzera e la Savoia concedendo raramente udienze e conducendo una vita ritirata. Quando morì papa Eugenio IV e gli succedette Niccolò V, egli cedette alle richieste del nuovo pontefice romano di abbandonare la tiara e lo scisma terminò il 7 aprile 1449 quando Amedeo si dimise spontaneamente «per favorire l'unità dei cristiani»; il 23 aprile successivo ottenne in cambio il titolo cardinalizio della sede suburbicaria di Sabina e la carica di decano del collegio cardinalizio. Felice V può essere considerato l'ultimo antipapa nella storia della Chiesa cattolica.

La fine di Amedeo VIIIModifica

In seguito all'abdicazione da antipapa, Amedeo VIII continuò ancora, come già faceva in precedenza, a consigliare il figlio Ludovico in politica e morì a Ripaglia in odore di santità il 6 gennaio 1451. Fu sepolto nello stesso territorio dell'abbazia; circa un secolo dopo le sue ceneri furono trasferite a Torino insieme a quelle di Amedeo VII e tumulate nella Cappella della Sindone del duomo.

Cardinali nominati da Felice VModifica

 Lo stesso argomento in dettaglio: Cardinali nominati dall'antipapa Felice V.

L'antipapa Felice V tenne cinque concistori nel corso dei quali nominò 24 cardinali.

Matrimonio e discendenzaModifica

Il 30 ottobre 1401 Amedeo VIII sposò Maria di Borgogna (1380 – 1428), figlia di Filippo l'Ardito, duca di Borgogna e di Margherita III di Fiandra. Dal matrimonio nacquero:

AscendenzaModifica

Contea e Ducato di Savoia
Branca Ducale

Dinastia di Savoia
 
Amedeo V il Conte Grande
Edoardo il Liberale
Figli
Aimone il Pacifico
Amedeo VI il Conte Verde
Amedeo VII il Conte Rosso
Amedeo VIII il Pacifico (antipapa Felice V)
Figli
Ludovico il Generoso
Figli
Amedeo IX il Beato
Carlo I il Guerriero
Figli
Carlo II
Amedeo VIII di Savoia Padre:
Amedeo VII di Savoia
Nonno paterno:
Amedeo VI di Savoia
Bisnonno paterno:
Aimone di Savoia
Trisnonno paterno:
Amedeo V di Savoia
Trisnonna paterna:
Sibilla de Baugé
Bisnonna paterna:
Violante Paleologa
Trisnonno paterno:
Teodoro I del Monferrato
Trisnonna paterna:
Argentina Spinola
Nonna paterna:
Bona di Borbone
Bisnonno paterno:
Pietro I di Borbone
Trisnonno paterno:
Luigi I di Borbone
Trisnonna paterna:
Maria di Avesnes
Bisnonna paterna:
Isabella di Valois
Trisnonno paterno:
Carlo di Valois
Trisnonna paterna:
Mahaut di Châtillon
Madre:
Bona di Berry
Nonno materno:
Giovanni, duca di Berry
Bisnonno materno:
Giovanni II di Francia
Trisnonno paterno:
Filippo VI di Francia
Trisnonna paterna:
Giovanna di Borgogna
Bisnonna materna:
Bona di Lussemburgo
Trisnonno materno:
Giovanni I di Lussemburgo
Trisnonna materna:
Elisabetta di Boemia
Nonna materna:
Jeanne d'Armagnac
Bisnonno materno:
Giovanni I d'Armagnac
Trisnonno materno:
Bernardo VI d'Armagnac
Trisnonna materna:
Cecilia Rodez
Bisnonna materna:
Béatrice di Clermont
Trisnonno materno:
Giovanni di Charolais
Trisnonna materna:
Jeanne d'Argies

OnorificenzeModifica

  Gran Maestro dell'Ordine Supremo della Santissima Annunziata

NoteModifica

  1. ^ (FR) Histoire généalogique de la royale maison de Savoie, pag 439
  2. ^ a b (FR) RDocumens historiques et généalogiques sur les familles et les hommes remarquables du Rouergue, pag. 244
  3. ^ a b (FR) Histoire généalogique et chronologique de la maison royale de France, tomus III, comtes d'Armagnac, XVIII, pagina 421
  4. ^ (FR) RDocumens historiques et généalogiques sur les familles et les hommes remarquables du Rouergue, pag. 238
  5. ^ (FR) Histoire généalogique et chronologique de la maison royale de France, tomus III, comtes d'Armagnac, XIV, pagina 418
  6. ^ a b (FR) Histoire généalogique et chronologique de la maison royale de France, tomus III, comtes d'Armagnac, XIV, pagina 417
  7. ^ a b (FR) RDocumens historiques et généalogiques sur les familles et les hommes remarquables du Rouergue, pag. 237
  8. ^ (FR) RDocumens historiques et généalogiques sur les familles et les hommes remarquables du Rouergue, pag. 237, nota 2
  9. ^ (FR) Histoire généalogique de la royale maison de Savoie, pag 429
  10. ^ (FR) Histoire généalogique de la royale maison de Savoie, pag 428
  11. ^ (FR) Chronique parisienne anonyme du XIVe siècle, par. 91, pag 72, nota 2
  12. ^ Palluel-Guillard,  p. 20.
  13. ^ a b (LA) Histoire généalogique de la royale maison de Savoie: justifiée par titres, di Samuel Guichenon, tome IV, pagg. 232 - 235
  14. ^ (FR) Histoire de Savoie, pagg 381 e 382
  15. ^ (FR) Histoire de Savoie, pag 383
  16. ^ a b (FR) RDocumens historiques et généalogiques sur les familles et les hommes remarquables du Rouergue, pag. 242
  17. ^ a b (FR) Histoire généalogique et chronologique de la maison royale de France, tomus III, comtes d'Armagnac, XVI, pagina 419
  18. ^ (FR) Histoire de Savoie, pag 381
  19. ^ (FR) Histoire de Savoie, pag 383
  20. ^ (FR) Histoire de Savoie, pag 384
  21. ^ (FR) Histoire généalogique de la royale maison de Savoie, pag 446
  22. ^ Oliva, op. cit., pp. 141.

BibliografiaModifica

Fonti primarieModifica

Letteratura storiograficaModifica

  • Maria Josè di Savoia, Amedeo VIII,2 tomi, Mondadori, Milano 2001

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