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Diocesi di Aosta

diocesi della Chiesa cattolica in Italia
Diocesi di Aosta
Dioecesis Augustana
Chiesa latina
Aosta Cattedrale.JPG
Suffraganea dell' arcidiocesi di Torino
Regione ecclesiastica Piemonte
Mappa della diocesi
Provincia ecclesiastica
Provincia ecclesiastica della diocesi
Collocazione geografica
Collocazione geografica della diocesi
Vescovo Franco Lovignana
Vicario generale Fabio Brédy
Vescovi emeriti Giuseppe Anfossi
Sacerdoti 108 di cui 79 secolari e 29 regolari
1.160 battezzati per sacerdote
Religiosi 38 uomini, 111 donne
Diaconi 16 permanenti
Abitanti 128.612
Battezzati 125.336 (97,5% del totale)
Superficie 3.261 km² in Italia
Parrocchie 93
Erezione V secolo
Rito romano
Cattedrale Santa Maria Assunta e San Giovanni Battista
Santi patroni San Grato
Indirizzo Via/Rue Hôtel des États, 15 - 11100 Aosta
Sito web www.diocesiaosta.it
Dati dall'Annuario pontificio 2016 (ch · gc?)
Chiesa cattolica in Italia

La diocesi di Aosta (in latino: Dioecesis Augustana, in francese: Diocèse d'Aoste) è una sede della Chiesa cattolica in Italia suffraganea dell'arcidiocesi di Torino appartenente alla regione ecclesiastica Piemonte. Nel 2015 contava 125.336 battezzati su 128.612 abitanti. È retta dal vescovo Franco Lovignana.

TerritorioModifica

Il territorio della diocesi (3.263 km²) coincide con l'intero territorio della Valle d'Aosta. Diocesi e Valle d'Aosta rappresentano non solo un unicum geografico, ma un continuum di storia, cultura e tradizioni.

Due casi fanno eccezione. La parrocchia di Pont-Saint-Martin, contermine a quella di Carema che appartiene alla diocesi di Ivrea. Il torrente Lys, che scende dalla valle di Gressoney, ne delimita il confine. Tuttavia, posto che il comune di Pont-Saint-Martin si estende da non molti decenni, con nuove abitazioni, ben oltre il Lys verso Carema, le autorità diocesane, per evitare disagi, hanno fatto in modo che gli abitanti residenti a Pont-Saint-Martin facciano riferimento alla parrocchia della diocesi augustana, fatta salva l'integrità territoriale della diocesi di Ivrea e della parrocchia di Carema. La parrocchia di San Nicola di La Thuile comprende anche una porzione minore del comune francese di Séez, dove sorge l'antico ospizio del Piccolo San Bernardo.[1]

Sede vescovile è la città di Aosta, dove si trova la cattedrale dedicata a Santa Maria Assunta e San Giovanni Battista.

La diocesi confina ad ovest con le diocesi francesi di Annecy e di Chambéry, San Giovanni di Moriana e Tarantasia, a nord con la diocesi svizzera di Sion, ad est con la diocesi di Novara e la diocesi di Biella, mentre a sud con la diocesi di Ivrea.

La liturgia si svolge in lingua italiana, con alcuni servizi (soprattutto le letture) in lingua francese. I canti sono spesso in francese. Parrocchie isolate, in particolare quella di Saint-Martin-de-Corléans a Aosta, prevedono la liturgia interamente in lingua francese.

Il territorio è suddiviso in 93 parrocchie raggruppate in 5 zone pastorali (Alta Valle - Courmayeur, Media Valle, Aosta città, Châtillon, Fondo Valle - Pont-Saint-Martin).

 Lo stesso argomento in dettaglio: Parrocchie della diocesi di Aosta.

StoriaModifica

Il primo dei vescovi di Aosta storicamente documentato è Eustasio: in sua vece, il prete Grato, che gli succederà, sottoscrive gli atti del secondo sinodo di Milano (451)[2]; dopo di lui sono noti i vescovi Grato, successivamente divenuto patrono della diocesi (la festa ricorre il 7 settembre), e Giocondo. L'esistenza della diocesi è perciò attestata con certezza fin dal metà del V secolo.

Dopo l'iniziale dipendenza dalla sede metropolitana di Milano, in epoca longobarda fu soggetta all'autorità metropolitica dell'arcivescovo di Vienne; verso la metà del IX secolo entrò a far parte, con Sion nel Vallese e Saint-Jean de Maurienne, della provincia ecclesiastica di Tarantasia in Savoia.

Due grandi santi medievali furono originari della diocesi: sant'Anselmo (1033-1109), abate di Bec-Hellouin e poi arcivescovo di Canterbury; san Bernardo (1008), che fu arcidiacono di Aosta e fondatore del monastero che da lui prende il nome sulla cima del Gran San Bernardo.

Altra figura diocesana di rilievo è stato Antonio di Challant: membro della potente famiglia omonima, arcivescovo di Tarantasia, fu creato cardinale e giocò un ruolo di primo piano nel concilio di Costanza (1414-1418).

Nel 1803 la diocesi fu soppressa, insieme ai monasteri locali, dal governo francese ed unita a quella di Ivrea; fu ricostituita il 17 luglio 1817 con la bolla Beati Petri di papa Pio VII e resa suffraganea dell'arcidiocesi di Chambéry.

Solo nel 1862, dopo la cessione della Savoia alla Francia, la diocesi divenne suffraganea di Torino.

La festa del patrono san Grato si celebra il 7 settembre. Fin da tempi remoti la diocesi era caratterizzata da un rito proprio (Almae Ecclesiae Augustensis ritum), soppresso d'autorità dalla Santa Sede nel 1829. Nelle parrocchie della diocesi l'Angelus non suona a mezzogiorno, ma circa un'ora in anticipo, ora in cui il Consiglio votò l'arresto dell'eresiarca Calvino (arrivato nel 1536) per ordine del balivo Mathieu de Lostan. Calvino fuggì da Aosta in Svizzera. Questo evento segna la mancata conversione della Valle alla religione riformata.

All'ingresso di ogni nuovo vescovo, è tradizione che le Autorità lo accolgano all'ingresso della Valle, a Pont-Saint-Martin, offrendogli un cappello di colore verde.

Fino al 1951 il vescovo di Aosta portava il titolo nobiliare di conte, timbrando lo scudo con la corona corrispondente, in virtù del potere temporale esercitato almeno dal 1200 sul feudo di Cogne, nel quale possedeva anche un castello che si erge tuttora parzialmente trasformato (castello reale) presso la chiesa parrocchiale della rinomata località nel cuore del parco del Gran Paradiso. Era parimenti signore feudale di Issogne, feudo che - munito di un modesto castello - venne ceduto ai conti di Challant nel XV secolo.

Cronotassi dei vescoviModifica

StatisticheModifica

La diocesi nel 2015 su una popolazione di 128.612 persone contava 125.336 battezzati, corrispondenti al 97,5% del totale.

anno popolazione sacerdoti diaconi religiosi parrocchie
battezzati totale % numero secolari regolari battezzati per sacerdote uomini donne
1905 ? 82.000 ? 212 188 24 ? ? ? ? 87
1950 89.700 90.000 99,7 166 148 18 540 20 252 89
1959 100.000 100.276 99,7 171 146 25 584 36 263 90
1970 108.550 108.851 99,7 176 144 32 616 47 233 94
1980 112.754 114.176 98,8 170 132 38 663 1 50 215 94
1990 113.350 115.216 98,4 160 125 35 708 9 47 147 93
1999 118.408 120.700 98,1 144 107 37 822 10 40 142 93
2000 118.400 120.700 98,1 143 104 39 827 11 43 138 93
2001 118.385 120.952 97,9 137 101 36 864 1 39 131 93
2002 118.000 120.870 97,6 136 100 36 867 12 40 128 93
2003 118.000 120.800 97,7 134 101 33 880 12 37 126 93
2004 117.700 121.000 97,3 134 101 33 878 13 36 268 93
2006 119.546 122.589 97,5 124 96 28 964 13 38 135 93
2012 128.943 133.218 96,8 104 80 24 1.239 15 36 123 93
2015 125.336 128.612 97,5 108 79 29 1.160 16 38 111 93

NoteModifica

  1. ^ Dal sito web della diocesi di Aosta.
  2. ^ Savio, op. cit., pp. 70-72.
  3. ^ Prima di Liutfredo, Savio menziona tre altri vescovi di Aosta: Ugo, in epoca incerta e di presenza dubbia; Anselmo, documentato nel novembre 923; Gezone, documentato nel 960 circa.
  4. ^ Secondo Savio, Anselmo è già documentato in un sinodo francese del 990.
  5. ^ Questo Anselmo non è citato da Savio, il quale parla, con beneficio del dubbio, di un Guigo, divenuto vescovo di Aosta nel 1033 o nel 1034.
  6. ^ Secondo Savio (op. cit., p. 101), Rodolphe du Châtelard non acconsentì alla sua elezione sulla sede di Aosta, pur rimanendone amministratore apostolico.
  7. ^ Secondo gli autori di Gallia Christiana morì il 5 febbraio 1266, mentre un codice della cattedrale di Aosta indica la sua morte nel 1263 (o 1264 secondo Savio).
  8. ^ Data in cui è menzionato come vescovo eletto.
  9. ^ Secondo Gams muore nel 1326.
  10. ^ Secondo Gams muore il 4 luglio 1399.
  11. ^ Secondo Gams muore il 27 febbraio.
  12. ^ Secondo Gams muore il 19 dicembre.
  13. ^ Secondo Gams muore il 18 marzo.

BibliografiaModifica

  • (EN) Aosta, in Catholic Encyclopedia, New York, Encyclopedia Press, 1913.
  • Francesco Lanzoni, Le diocesi d'Italia dalle origini al principio del secolo VII (an. 604), vol. II, Faenza 1927, pp. 1052–1056
  • (FR) Louis Duchesne, Fastes épiscopaux de l'ancienne Gaule, vol. I, Parigi 1907, pp. 247–248
  • Fedele Savio, Gli antichi vescovi d'Italia. Il Piemonte, Torino 1898, pp. 69–108
  • (LA) Pius Bonifacius Gams, Series episcoporum Ecclesiae Catholicae, Leipzig 1931, pp. 828–829
  • (LA) Konrad Eubel, Hierarchia Catholica Medii Aevi, vol. 1, p. 117; vol. 2, p. 98; vol. 3, pp. 122–123; vol. 4, p. 100; vol. 5, pp. 104–105; vol. 6, p. 106
  • (LA) Bolla Beati Petri, in Bullarii Romani continuatio, Tomo VII, parte 2º, Prato 1852, pp. 1490–1503
  • (FR) Joseph-Auguste Duc, Histoire de l'Église d'Aoste, 10 volumi, (1901-1915)
  • (FR) Joseph-Marie Henry, Histoire populaire, religieuse et civile de la Vallée d'Aoste, 1929
  • Robert Amiet, Monumenta Liturgica Ecclesiae Augustanae (MLEA), 14 voll., Aoste 1974-1992
  • AA.VV., Recherches sur l'ancienne liturgie d'Aoste et les usages religieux et populaires valdôtains, 6 volumi, Aoste 1969-1976
  • (FR) Pierre-Étienne Duc, Le clergé d'Aoste du XVIIIe siècle, Imprimerie salésienne, 1881
  • Albert-Marie Careggio, Le clergé valdôtain de 1900 à 1984 : notices biographiques Aoste, Imprimerie valdôtaine, 1985
  • Louis Christillin, Le rit particulier et l'autonomie de l'Eglise valdôtaine, a cura di Lin Colliard, Cahiers sur le particularisme valdôtain, VI, Aoste 1973
  • Jean-Baptiste de Tillier, Chronologies du Duché d'Aoste: les dignitaires ecclésiastiques et les autorités civiles du Duché d'Aoste, Ms. 7 Biblioteca del Seminario di Aosta, 1738 (a cura di Lino Colliard), Aosta 1994
  • Aimé-Pierre Frutaz, Le Fonti per la Storia della Valle d'Aosta, Thesaurus Ecclesiarum Italiae I,1, Roma 1966, riedizione con note aggiunte a cura di Lin Colliard, Aosta 1998 (cronotassi e note biografiche dei vescovi da p. 289)
  • Emanuela Lagnier, Corpus Musicae Hymnorum Augustanum, (MLEA XI), Aoste 1991
  • Missale ad Almae Ecclesiae Augustensis Ritum, Augustae Praetoriae 1733
  • Jean-Vincent Tasso, Lettre pastorale sur le sixième centenaire de la mort du Bienheureux Emeric de Quart, évêque d'Aoste : septembre 1313-septembre 1913 ; Aoste, Imprimerie Catholique 1913

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