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Un uomo un'avventura
fumetto
Lingua orig.italiano
PaeseItalia
EditoreEdizioni CEPIM
1ª edizionenovembre 1976 – novembre 1980
Periodicitàirregolare
Albi30 (completa)
Genereavventura

Un uomo un'avventura è stata una collana di volumi a fumetti di genere avventuroso pubblicata dal 1976 al 1980 dalle Edizioni CEPIM.[1] La collana, distribuita in edicola malgrado si trattasse di fumetti d'autore, pubblicava romanzi grafici appositamente realizzati e autoconclusivi, presentando a ogni uscita una storia e un autore differente, scelto tra i maggiori fumettisti italiani e internazionali dell'epoca.[2]

Indice

Storia editorialeModifica

La serie fu molto innovativa per l'epoca, dato che pubblicava romanzi grafici autoconclusivi realizzati appositamente dai maggiori autori;[2] gli albi erano cartonati e di grande formato con una foliazione a 48 tavole a colori stampate su carta patinata ad altra grammatura, caratteristiche fino ad allora riservate alle pubblicazioni d'arte da libreria. Sulla copertina di ogni numero era presente solo il nome del disegnatore e non anche quello dell'autore dei testi: in effetti molte delle storie erano scritte e disegnate dallo stesso autore. Agli autori era lasciata massima libertà creativa, in contesti narrativi molto realistici, differentemente da quanto accadeva nella tradizionale produzione seriale della CEPIM[2] (futura Sergio Bonelli Editore), rivolta ai ragazzi più che agli adulti.[3] Il primo numero fu preceduto da un numero di prova nel settembre 1976 realizzato con una veste grafica leggermente diversa e conteneva L'uomo del Nilo di Sergio Toppi, la storia che poi sarebbe stata ripresentata nel primo volume.[4]

Nel 1978 Magnus propose alla casa editrice un albo intitolato L'uomo di Lugo che avrebbe dovuto svolgersi nella Romagna della metà ottocento incentrata sul brigante Stefano Pelloni; la storia fu sceneggiata, ma non fu mai disegnata a causa dei lunghi tempi di lavorazione previsti.[5]

Nel 1995 l'editrice Hobby & Work ristampò a colori 24 dei 30 albi nella collana I grandi del fumetto escludendo i volumi realizzati da Hugo Pratt, L'uomo delle piramidi di Enric Siò e L'uomo del Giappone di Robert Gigi.[6]

Elenco dei volumiModifica

Nr. Titolo Data pubblicazione Soggetto e sceneggiatura Disegni e copertina Trama
1 L'uomo del Nilo novembre 1976 Decio Canzio Sergio Toppi La storia è ambientata in Sudan negli anni ottanta dell'Ottocento, al tempo della rivolta mahdista che oppone l'esercito sudanese guidato da Muhammad Ahmad, autoproclamatosi Mahdi, e l'esercito anglo-egiziano.

La vicenda prende le mosse dall'assedio di Khartum e da come un giovane reporter di guerra, Bob Wingate, vi sia giunto per poter intervistare il generale Gordon, che tiene con difficoltà la città rimasta ormai isolata. Khartum è ormai prossima alla presa da parte dell'esercito rivoluzionario mahdista e il generale Gordon decide di inviare il giovane Bob oltre le linee nemiche per chiedere aiuto all'amico generale Wolseley, di istanza più a Nord. Oltre al messaggio di aiuto al reporter vengono affidati i diari del Generale, dove emergono le sue idee su una guerra destinata a fallire a causa dell'incapacità dei dirigenti londinesi.

Dopo varie vicissitudini Bob riesce ad arrivare dal generale Wolseley, tuttavia in seguito a un colpo alle testa rimane incosciente per 11 giorni, al risveglio si reca immediatamente dal generale per recapitare il suo messaggio, ma là scoprirà che Khartum è caduta due giorni prima nelle mani dei nemici. Il fumetto si chiude con il ricordo del generale Gordon.

2 L'uomo dello Zululand dicembre 1976 Gino D'Antonio Gino D'Antonio La vicenda è ambientata alla fine dell'Ottocento in Sud Africa, al tempo della guerra anglo-zulu.

Il protagonista è un contrabbandiere tedesco che vende fucili agli Zulu, i quali si preparano a sferrare l'attacco decisivo sulla piccola guarnigione inglese di istanza nei pressi del Buffalo River.

Al tedesco Reich viene intimato dal capo Zulu di scappare il più veloce possibile perché se fosse stato raggiunto, sarebbe stato ucciso come un qualsiasi bianco. Inizia così la corsa di Reich per la salvezza; una corsa a perdifiato che prende corpo nel ritmo veloce della narrazione. Non c'è tregua per il protagonista se non alla fine della narrazione.

La tattica bellica Zulu è quella della tenaglia, Reich è sempre sul limite, rischia continuamente di essere stritolato ma per un soffio riesce a sfuggire. Tutti quelli che incontra vengono schiacciati nella tenaglia zulu: primi un gruppo di avanscoperta boero e poi un commando inglese che forte della sua vantata superiorità bellica e intellettuale rifiuta di indietreggiare. Reich riesce a raggiungere il campo base inglese a Rorke's Drift, composto da 80 uomini, regolari e mercenari. Anche qui non avrà riposo perché viene subito riconosciuto come il contrabbandiere mangiacrauti e verrà imprigionato in attesa della corte marziale. Nel breve tempo di prigionia vengono allestite le difese del campo base, visto che ormai la notizia dell'avanzata inarrestabile Zulu era giunta insieme a Reich e ai feriti del commando inglese.

Gli Zulu arrivano al campo e inizia lo scontro continuo. Reich chiede di poter combattere per "vendere cara la pelle". Arriva così il suo momento della sua riscossa. Combatte eroicamente, ormai la sua trasformazione da contrabbandiere fuggiasco a guerriero coraggioso è completa.

Durante tutta la notte gli Zulu si lanciano all'attacco senza sosta, solo all'alba si ritirano. Il campo base è stato difeso da un contingente di meno di 100 uomini che sono riusciti a sconfiggere più di 4 mila Zulu.

A Reich verrà concesso di continuare a fuggire, ma non ci sarà per lui un riconoscimento ufficiale dell'aiuto offerto a causa del suo passato da contrabbandiere.

3 L'uomo della Legione gennaio 1977 Dino Battaglia Dino Battaglia L'album è ambientato nel deserto algerino. L'anno è il 1921.

In marcia verso Sidi Bel Abbes, un corpo della legione straniera francese guidato dal capitano Desay viene attaccato da un gruppo di predoni del deserto. Il breve scontro a fuoco si risolve a favore dei militari, anche grazie all'eroico intervento del soldato Moreau, che da solo mette in rotta gli assalitori. Giunti in città, Desay vorrebbe complimentarsi con lui, ma l'atteggiamento del soldato è freddo e distaccato. Moreau ricorda infatti di quando, dopo la battaglia di Verdun (negli ultimi anni della Grande Guerra), venne processato assieme ad altri suoi compagni dal tribunale militare, che voleva punire la codardia del battaglione del quale Moreau faceva parte. In realtà se i soldati fuggirono fu solo perché il loro comandante aveva troppa paura di combattere: grazie alla sue amicizie influenti quest'ultimo uscì incensurato dal processo, mentre i suoi uomini vennero condannati al carcere duro. Quel comandante era proprio Desay, il quale, ferito nell'orgoglio, dice a Moreau di essere oggi una persona molto diversa. Il soldato si dimostra dubbioso, sostenendo che gli uomini non cambiano mai per davvero.

L'indomani Moreau si rende protagonista di un atto di violenza nei confronti di un suo compagno che lo stava insultando. Viene chiamato a rapporto da Desay, il quale gli dice che potrebbe fargli evitare la punizione se questi si dimenticasse dei fatti di Verdun. Moreau, indignato, rifiuta, e viene frustato alla schiena.

Qualche giorno dopo una sentinella avvista un corpo di predoni, diretti verso forte Boubot. Desay mette in piedi una squadra di volontari per andare a prestare soccorso: con sua grande sorpresa, Moreau si unisce spontaneamente alla spedizione. Il viaggio dura svariati giorni, durante i quali i soldati incorrono in parecchi incidenti. Al loro arrivo al forte, scoprono che la divisione di stanza è stata completamente massacrata, e che sono stati attirati in trappola. Asserragliati nella fortezza, i legionari cercano di resistere come possono al gran numero di algerini che marciano contro di loro, ma il breve assedio è disastroso. Terrorizzato, Desay esce dal forte con una bandiera bianca, pronto ad arrendersi; ma Moreau, che aveva previsto quell'atto di codardia, gli spara alla testa e lo uccide, poco prima che i predoni penetrino nel complesso.

4 L'uomo dei Caraibi febbraio 1977 Hugo Pratt Hugo Pratt È ambientato nel Mar dei Caraibi. L'epoca non è precisata, ma si può supporre che sia la seconda metà del '900; il termine post quem è il 1959, anno della rivoluzione cubana, già avvenuta quando si svolge la storia.

Il burbero ma accorto capitano di yacht Svend - nativo di St. Lucia - e il suo macchinista Makka stanno trasportando verso Haiti un ricco e misterioso vecchio italoamericano, Barnaba Moretto, e la di lui amante, la giovane indigena Bon Bon. Durante la traversata, l'avvistamento di un'imbarcazione argentina in panne costringe Svend a fermarsi per prestare soccorso - contro la volontà di Barnaba, che non vorrebbe perder tempo. Si tratta di una trappola: gli occupanti della barca sono infatti dei guerriglieri che, con la complicità di Bon Bon (anch'ella in segreto una rivoluzionaria) sequestrano lo yacht di Svend. Il loro obiettivo è Barnaba: costui è infatti un criminale in fuga dopo aver compiuto una rapina, il bottino della quale porta con sé; Bon Bon l'ha sedotto solo per condurlo in trappola e potersi così impadronire del suo denaro, che contribuirà a finanziare la rivoluzione di Pelle Nera, un guerrigliero haitiano. Svend e Barnaba vengono quindi condotti nell'isola che funge da rifugio per Pelle Nera, dove vengono abbandonati da soli, mentre i combattenti e Makka, tenuto in ostaggio, fanno rotta verso Haiti.

Nonostante si piacciano poco l'un l'altro, Svend e Barnaba fanno squadra e riescono a costruire un'imbarcazione di fortuna. Vengono recuperati al largo da una nave della guardia costiera, che li porta a Grand Cayman. Qui vengono a sapere dalle autorità che il tentato colpo di stato di Pelle Nera e compagnia è fallito: sono tutti morti (Makka compreso) grazie alla soffiata di un traditore. Mentre passeggiano per le strade della città, i due notano in mezzo alla folla Zombi, uno dei guerriglieri di Pelle Nera. Incuriositi, lo seguono fino a una villa, dove scoprono che a fare il doppiogioco è stata Bon Bon, in realtà al servizio di un'organizzazione paramilitare americana. Desideroso di vendicarsi, Barnaba fa irruzione nella villa, dove con l'aiuto di Svend uccide Bon Bon e gli altri convenuti. I due scappano, e finalmente al sicuro decidono di separarsi: Svend propone scherzosamente a Barnaba di mettere le sue abilità come rapinatore al servizio dei guerriglieri, ma Barnaba rifiuta, rivendicando orgogliosamente l'apoliticità delle proprie azioni.

Qualche mese dopo Svend ha acquistato un nuovo yacht, e ha ripreso il suo vecchio lavoro: sta trasportando ora una giovane donna bianca assieme al suo amante. Alla radio sente la cronaca dell'ultima di una serie di rapine compiute da un misterioso ed abilissimo uomo, che si dice al servizio del movimento di liberazione haitiano, quando improvvisamente il suo nuovo macchinista lo avverte del fatto che una barca in panne li sta contattando. Per niente desideroso di cacciarsi nuovamente nei guai, Svend vira il timone e si allontana.

5 L'uomo del Deserto marzo 1977 Gino D'Antonio Ferdinando Tacconi La storia si svolge nel 1917, durante la Grande Guerra, fra Egitto (allora un protettorato dell'impero britannico) e Giordania (all'epoca facente parte dell'impero ottomano). A quel tempo la regione era interessata dalla lotta per l'unificazione delle tribù arabe promossa dal tenente colonnello inglese Thomas E. Lawrence (meglio conosciuto con il soprannome di Lawrence d'Arabia), a danno dei turchi.

Il giovane soldato inglese Bertram Prott, di stanza a Porto Said, viene cacciato dal suo istruttore di volo a causa della sua indisciplina, e riassegnato a un altro battaglione. Nel suo ultimo giorno prima della partenza decide di concedersi qualche svago in città, ma l'incontro con un'affascinante donna si rivela fatale: è la baronessa russa Tania Zarova, che sequestra il soldato - dopo che questi, per vantarsi, le ha detto di essere un abile conducente di aeroplano -, e lo obbliga a pilotare per lei un apparecchio (rubato dalla base militare). La baronessa non rivela subito a Bertram la destinazione, ma poco importa visto che la loro fuga termina prematuramente: nei cieli del deserto incrociano infatti l'aereo del comandante tedesco Zimmer, detto l'"Alfiere Nero"; lui e Tania sono personalmente amici, ma dal momento che la livrea dell'aereo di Bertram reca l'insegna inglese, Zimmer non li riconosce e li abbatte.

La caduta è per i due indolore, e una volta a terra Tania fornisce qualche spiegazione a Bertram: gli rivela infatti che lavora al soldo dei turchi, i quali non hanno nessuna intenzione di permettere la riunificazione delle tribù arabe promossa da Lawrence. Dopo un paio di giorni di cammino, riescono ad arrivare a destinazione, presso l'accampamento dello sceicco Nazir: il compito di Tania è di corromperlo con una grande somma di denaro, affinché i suoi uomini combattano contro gli inglesi e le altre tribù arabe. Lo sceicco è tuttavia una persona viscida, e tenta di abusare sessualmente della donna: al che Bertram e Tania lo mettono K.O. e scappano nel deserto con la sua Rolls-Royce blindata. Anche in questo caso la fuga si conclude prima del previsto, dal momento che sulla loro strada vengono intercettati da un plotone di soldati turchi, che distruggono l'automobile e li catturano. Le cose sembrano mettersi per il peggio, se non fosse che Thomas E. Lawrence in persona, di passaggio nella zona con i suoi uomini, sgomina i turchi e libera i due, riconoscendo in Bertram un connazionale.

Il comandante spiega loro che sono diretti a Guweira, ultima roccaforte ottomana prima di Aqaba, porto di fondamentale importanza strategica per la rivolta. Aqaba è pressoché indifesa, ma Guweira è protetta in maniera impeccabile da un sistema di trincee, e Lawrence non sa proprio come potrebbero conquistarla: i pochi uomini a sua disposizione verrebbero falcidiati immediatamente dalle mitragliatrici turche, dal momento che l'unico loro mezzo di locomozione sono dei cammelli, certo non velocissimi; inoltre, nei cieli della città scorrazza anche l'aeroplano dell'Alfiere Nero, che in quanto tedesco è alleato dei turchi. Gli viene in aiuto Bertram: costui è infatti un abile meccanico, e rimette insieme i pezzi dell'autoblindo distrutto, costruendo un mezzo non robustissimo ma molto veloce, su cui monta una mitragliatrice. Egli stesso si mette alla guida e, con Tania (che lavorava per i turchi esclusivamente per denaro, e non esita quindi ora a passare dalla parte degli inglesi) a maneggiare l'arma, spiana la strada per gli uomini di Lawrence, distruggendo le trincee e riuscendo perfino ad abbattere l'aereo di Zimmer. Lawrence riesce a conquistare Guweira, ma nel momento della massima vittoria si accorge che Bertram e Tania sono spariti: nonostante le numerose incomprensioni, fra i due è infatti scoccata la scintilla, e sono pertanto scappati insieme, lontano dalla guerra.

6 L'uomo del Klondike aprile 1977 Alarico Gattia Alarico Gattia L'album è ambientato a fine '800, durante la grande corsa all'oro del Klondike.

Joe Connery è un tranquillo impiegato di San Francisco, che in seguito ad un'infezione polmonare si trasferisce per qualche tempo in Alaska per beneficiare del buon clima della regione. Una volta guarito decide però di stabilirsi in quelle terre solitarie e inospitali, di cui si è innamorato, per dedicarsi alla ricerca dell'oro, all'epoca una delle attività più popolari della zona.

Joe si trasferisce pertanto a Fort Yukon, dove conosce altri cercatori, tra i quali il vecchio Sam. Costui cerca un robusto compagno di spedizione: egli conosce infatti l'ubicazione di un ricchissimo filone d'oro, troppo lontano tuttavia per poterlo raggiungere da solo, alla sua età. I due si mettono d'accordo e assoldano dunque un'esperta guida indiana, Tanaka, con il quale partono alla volta del Klondike, per un viaggio lungo e faticoso. Giunti sul luogo, tuttavia, si accorgono ben presto che la quantità di biondo metallo li ripagherà di tutte le sofferenze patite.

Sam decide a questo punto di tornare a Fort Yukon per fare provviste e registrare la concessione, ma alla locanda del paese si vanta di aver scoperto un giacimento ricchissimo, attirando su di sé le invidie degli altri cercatori. Nel frattempo, Joe e Tanaka, rimasti nei pressi dello scavo, devono affrontare il rigido inverno del Klondike: l'assenza di cibo e di selvaggina li precipita in condizioni terribili e Tanaka, vinto dagli stenti, muore. Passati due mesi Sam è finalmente di ritorno al campo base, ma poco prima di ricongiungersi con Joe viene abbattuto da tre cercatori che in segreto gli stavano alle calcagna. Joe reagisce prontamente: a seguito di una furiosa sparatoria, li uccide a loro volta.

Anni dopo, l'Alaska è stata trasformata dalle compagnie minerarie, e Joe Connery è un ricchissimo proprietario di giacimenti auriferi. E tuttavia, si sente irrimediabilmente triste e amareggiato per aver contribuito in modo determinante a deturpare quel luogo che tanto amava.

7 L'uomo del Messico maggio 1977 Decio Canzio Sergio Toppi Le vicende raccontate si svolgono in Messico, nel corso del 1914, quando nel Paese ancora infuriava la rivoluzione armata portata avanti principalmente dai leader militari Emiliano Zapata e Pancho Villa.

Holly McCallister è un giovane cinereporter americano, al seguito del plotone di Villa per documentarne le leggendarie imprese. Un giorno di maggio il gruppo si imbatte, dopo l'assalto a un treno, in un agente segreto statunitense, Jimmy Nolan. Costui porta con sé una missiva del governo americano, nella quale si afferma che gli Stati Uniti sono disposti a fornire appoggio logistico per la causa dei rivoluzionari. Villa, uomo grossolano e non particolarmente accorto, non si fida, e decide di portare Nolan con sé fino a Cuernavaca, il quartier generale di Zapata, affinché quest'ultimo giudichi se accogliere o meno la proposta degli americani. Durante il breve viaggio Holly e Jimmy hanno modo di conoscersi, e questi rivela al cinereporter che non crede affatto nella rivoluzione messicana: tuttavia, è costretto a obbedire agli ordini dei suoi superiori.

Zapata, uomo intelligente e riservato, stringe in fretta amicizia con Holly, dopo che il giovane risponde a tono a una provocazione di Villa (che Zapata non rispetta particolarmente). Dopo qualche giorno Emiliano decide di accettare le offerte di Nolan: vuole tuttavia mostrare all'americano la causa per la quale il suo Paese gli sta fornendo appoggio, e quindi lo porta ad assistere alla sanguinosa espropriazione di un'hacienda. Quella sera i tre, su proposta di Zapata, decidono di fare una breve passeggiata, e il messicano li porta presso le spettacolari rovine di Teotihuacan, site lì vicino. Ammaliato dalla bellezza del luogo al chiaro di luna, Holly si perde fra le meraviglie dell'antica città; ma quando fa per ricongiungersi con i suoi due compagni, scopre Zapata in procinto di uccidere Nolan: quest'ultimo infatti aveva tentato di assassinare a sua volta, nell'oscurità del luogo, il capo rivoluzionario, dietro ordine dei suoi superiori. Emiliano liquida l'americano e si congeda freddamente da Holly, il quale non la prende bene e poco tempo dopo torna in patria.

Verrà a scoprire cinque anni più tardi, su una spiaggia di New York, della morte di Zapata da un giornale.

8 L'uomo di Pechino giugno 1977 Gino D'Antonio Renato Polese L'uomo di Pechino è ambientato nel 1900, in Cina, nel corso della violenta rivolta dei "Boxer". L'azione si svolge perlopiù nei dintorni di Pechino.

L'ingegnere americano Regan, accompagnato da un distinto capitano militare suo connazionale, sta per raggiungere la capitale: lavorerà infatti a una ferrovia locale, per conto di una ditta statunitense. Regan non nutre grande rispetto per i cinesi, e anzi ritiene che questi dovrebbero ringraziare - e non disprezzare - le numerose imprese straniere impiantate sul suolo cinese, visto che stanno traghettando un Paese arretrato verso la modernità; non di questo parere del capitano, il quale è di idee più concilianti. Il convoglio che li sta portando in città viene fermato dalle prime scintille dell'imminente rivolta portata avanti dai "Boxer", una società segreta di fanatici stanchi delle ingerenze straniere in Cina. Scesi dal treno, Regan e il capitano devono battersi con i rivoltosi per permettere al mezzo di ripartire, rimanendo appiedati e in territorio ostile.

Il capitano viene ferito da alcuni miliziani, ma i due trovano rifugio presso la dimora del ricco principe Ling: costui apprezza la cultura occidentale, ma tuttavia è fermamente convinto della bontà delle azioni dei Boxer, e si scontra verbalmente con Regan, che ritiene che la loro violenza non possa essere giustificata in alcun modo. Quando Ling, segretamente in contatto con i Boxer, rivela loro che questi hanno intenzione di prendere d'assalto le ambasciate internazionali a Pechino, Regan decide di non perdere tempo, e tenta una rocambolesca fuga dalla tenuta con il capitano, dopo aver tramortito il principe.

Nel corso del loro viaggio verso Pechino i due cercano di quietare gli episodi di violenza in cui si imbattono, e salvano anche una fanciulla protestante che stava per essere linciata dalla folla. I tre vengono recuperati da un'imbarcazione giapponese, che li porta in città. Qui Regan ha modo di avvertire le ambasciate, che tentano una disperata difesa contro i Boxer: questi ultimi sono infatti in segreto appoggiati dall'imperatrice Cixi, la quale non fornisce loro apertamente appoggio, ma ha comunque aperto gli arsenali militari, permettendogli così di porre sotto assedio le legazioni.

I giorni successivi vedono Regan e i soldati americani giunti in soccorso delle ambasciate organizzare una resistenza, e occuparsi dei civili, spesso coinvolti loro malgrado negli attacchi dei Boxer. Nel corso di una notte relativamente tranquilla, Regan e un suo compagno cercano di penetrare nelle linee nemiche per mettere fuori gioco un cannone pesante che sta distruggendo gran parte delle abitazioni circostanti, per permettere poi alla retroguardia di penetrare nella zona e reprimere i Boxer. Giunto da solo nei pressi dell'arma, Regan scopre che Ling è passato dalle parole ai fatti, e sta aiutando in prima persona i rivoltosi. Regan fa saltare in aria il cannone, e dopo essersi scontrato con Ling riesce a metterlo K.O. e gettarlo nel fiume.

Nelle lunghe settimane seguenti gli episodi di violenza aumentano sempre di più. Il climax della vicenda si ha quando Regan e il capitano, ormai ristabilitosi, incontrano per caso la giovane protestante che avevano salvato qualche tempo prima, la quale li conduce in casa sua: nella cantina si sentono ormai da giorni rumori sempre più forti, e la ragazza è preoccupata. Regan scopre che i Boxer stanno tentando di costruire una galleria per far saltare in aria l'isolato dal basso, e abbatte l'ormai fragile parete della cantina scoperchiando i rivoltosi che si nascondevano dietro. Fra di essi c'è, di nuovo, Ling: lui e Regan si scontrano, questa volta definitivamente, e si uccidono a vicenda, proprio mentre il capitano giunge con i rinforzi necessari per fermare i Boxer che stanno fuoriuscendo a frotte dalla galleria.

9 L'uomo del Texas settembre 1977 Guido Nolitta Aurelio Galleppini L'azione si svolge in Texas, nel 1887, durante gli ultimi, sanguinosi giorni delle guerre indiane.

Un gruppo di banditi assalta la banca della piccola cittadina di Little Creek. La rapina è un successo, ma durante la fuga questi vengono coinvolti in una breve sparatoria con le autorità locali, a seguito della quale sono costretti a dividersi. Si rincontrano poche ore dopo in un luogo sicuro per spartirsi il frutto della razzia: il denaro sottratto è tuttavia molto inferiore a quanto speravano, e pertanto uno di loro, Frank, uccide gli altri due per evitare di suddividere ulteriormente il già magro bottino, scaricando i loro cadaveri in un fiume.

In realtà uno dei due, Roy, un fuorilegge intelligente e tutto sommato di buon cuore, non è stato ucciso dai proiettili di Frank, e il suo corpo esanime trasportato dalla corrente viene recuperato più a valle da un distaccamento dell'esercito accampato nella zona. Con sua grande sorpresa, una volta risvegliatosi Roy scopre che il comandante del plotone è il suo vecchio amico Jerry. Costui è venuto a sapere che Roy è uno dei responsabili della rapina di Little Creek, e tuttavia in nome della loro amicizia non lo fa imprigionare e, anzi, gli concede di rimettersi, al sicuro nell'accampamento.

La convalescenza dura poco, e in breve Roy torna in forze. Giusto in tempo perché Jerry gli proponga di unirsi temporaneamente alla squadra, che sta dando la caccia alla tribù cheyenne di Falco Nero, uno dei più pericolosi capi indiani della regione, che da anni depreda e mette a ferro e fuoco i villaggi della zona. Roy, che nutre un profondo rispetto per la cultura indiana, accetta, desideroso di vedere in azione uno degli ultimi pellerossa ancora in libertà.

Grande è però la rabbia di Jerry quando scopre che i cheyenne, affamati e stremati dal lungo inverno appena conclusosi, hanno intenzione di recarsi in un forte vicino per consegnarsi alle autorità ed evitare così future persecuzioni: dopo tanto sangue sparso, essi non meritano - sostiene Jerry - il perdono. Decide così, contro ogni buonsenso e umana pietà, di intercettarli e di sterminarli, come da programma. Roy cerca di opporsi a questo folle piano, ma viene messo K.O. dai fedelissimi soldati di Jerry, i quali seguono il loro comandante nella sua impresa. Quando Roy si risveglia, pochi minuti dopo, raggiunge a piedi il luogo dello scontro, e assiste atterrito alla carneficina ancora in atto: sperando di poter fermare l'insensato massacro, cerca nella confusione Jerry e lo uccide con un colpo al cuore. Ma i soldati, dopo essersi accorti dell'assassinio, lo sventrano in preda a furia omicida, e concludono l'opera.

10 L'uomo delle piramidi ottobre 1977 Enric Siò Enric Siò Siamo in Egitto, fra anni Dieci e Venti del '900.

Bobby Crane, giovane egittologo fresco di laurea, è al Cairo per godersi una breve vacanza post-studi. Nel corso dei suoi vagabondaggi per la città si imbatte in Nancy, una bellissima fanciulla maltrattata dal suo amante geloso, un tipo losco di nome Adams: mentre sta assistendo all'ennesimo episodio di violenza fra i due, Bobby si intromette e mette Adams K.O. Scocca fatalmente la scintilla fra lui e la ragazza, la quale abbandona all'istante il vecchio fidanzato e decide di comune accordo di partire con Bobby per una spensierata e un po' folle settimana in giro fra le meraviglie dell'Egitto antico.

Durante il loro ultimo giorno insieme, nel corso di una visita alla Valle dei Re i due fanno una scoperta fortuita e sensazionale: una tomba risalente al Nuovo Regno, inviolata, con il suo inestimabile corredo ancora intatto. Bobby è sul punto di tornare al Cairo per riferire alle autorità del ritrovamento, quando Nancy lo tenta e lo convince a rubare la preziosissima maschera funeraria del faraone ivi seppellito: la rivenderanno nel mercato nero e con il ricavato potranno spassarsela insieme in giro per il mondo.

Nancy torna in città per mettere a punto i preparativi per la partenza, e Bobby, la notte seguente, trafuga il prezioso cimelio: nell'oscurità viene sorpreso da alcuni guardiani, ma il breve inseguimento lo vede uscire vittorioso, e ha così la possibilità di rincontrarsi con Nancy nel luogo stabilito. Una volta arrivato sul posto, tuttavia, ha una sorpresa: la ragazza è infatti accompagnata da Adams, con il quale si è riconciliata. I due tentano di sottrarre la maschera che Bobby porta con sé, ma questi sconfigge, di nuovo, l'uomo in un corpo a corpo, e dice addio definitivamente a Nancy. Poi, ravvedutosi, si presenta alle autorità egiziane per denunciare la scoperta archeologica.

11 L'uomo di Pskov novembre 1977 Guido Crepax Guido Crepax L'album è ambientato nelle campagne che circondano Pskov. È il settembre del 1919: ancora infuria in Russia la guerra civile, che vede fronteggiarsi l'Armata Rossa rivoluzionaria, comandata da Trockij, e l'Armata Bianca controrivoluzionaria, appoggiata dalle potenze europee dell'Intesa e guidata, fra gli altri, dal generale Judenič.

L'avanguardia dell'Armata Bianca sta liberando la strada al generale Judenič, il quale vuole raggiungere ed espugnare Mosca. Non sono molti, in realtà, i rivoluzionari che combattono nella zona di Pskov; e tuttavia il capitano del distaccamento, Laškevič, per non "fare brutta figura" quando Judenič arriverà, fa fucilare sommariamente molti dei contadini indifesi che abitano la zona. Il suo braccio destro, il giovane tenente Orlov, è sempre più perplesso di fronte alla violenza del suo superiore, ma ciononostante obbedisce puntualmente agli ordini che gli vengono impartiti.

A dir la verità alcuni sbandati dell'Armata Rossa sono effettivamente attivi nella zona. Li guida l'esperto Lev, il quale mostra a Laškevič di che pasta sono fatti lui e i suoi uomini quando fanno saltare in aria alcune mitragliatrici pesanti dei Bianchi nascoste nei dintorni, uccidendo anche i soldati di guardia. La reazione del capitano è ovviamente spietata, ma dal momento che gli assalitori sono nascosti, la rappresaglia guidata dall'insofferente Orlov ancora una volta colpisce i contadini più deboli. Gli uomini di Lev hanno trovato rifugio nel ben protetto casolare di due giovani donne simpatizzanti dei Rossi. Uno di loro, Osip, è però in segreto un agente dell'Ochrana, la polizia zarista, e quando avvista due degli uomini di Laškevič si avvicina e mostra loro la posizione del rifugio. Lev scopre il doppio-gioco di Osip e gli spara, ma è troppo tardi.

In un ultimo, disperato tentativo di resistenza lui e i suoi uomini caricano contro i Bianchi, che hanno cinto il casolare d'assedio: ne massacrano molti, ma vengono tutti abbattuti. Dopo la battaglia Laškevič, mentre perquisisce il casolare, scopre le due donne che avevano prestato ai Rossi ospitalità e le fa portare all'aperto, ordinando a Orlov - del quale da tempo dubita la lealtà - di ucciderle sul posto. Per tutta risposta Orlov, con il volto impassibile, spara al suo capitano.

L'album si conclude con la sommaria esecuzione del sergente Aleksei Orlov, privato del rango e fucilato alla schiena da dieci soldati.

12 L'uomo di Chicago dicembre 1977 Alfredo Castelli Giancarlo Alessandrini Le vicende si svolgono a Chicago, nel 1929. Sono gli ultimi anni del proibizionismo, che ha visto un proliferare di attività illegali gestite da potenti gangster come Al Capone e Johnny Torrio. All'inazione delle forze dell'ordine, incapaci di far fronte alla violenza con cui i criminali gestiscono i propri affari, fa seguito la nascita di numerosi gruppi di vigilantes, che cercano di farsi giustizia da soli per proteggere sé stessi e i propri concittadini. Alfredo Castelli prende in esame uno dei più celebri gruppi di giustizieri, i Secret Six, la cui storia è tutt'oggi oscura e permette ampi margini di speculazione.

La cantante Sugar Malone, il sicario Lefty, il divo hollywoodiano Herman, il pugile fallito Branigan e il falsario Henry sono cinque persone con l'armadio pieno di scheletri. Un misterioso individuo, che non hanno mai visto e del quale conoscono solo la voce, è al corrente di tutti i crimini di cui si sono macchiati in passato, e fa leva su questo per ricattarli e per obbligarli ad aiutarlo nella sua crociata contro il crimine organizzato di Chicago. Costui vuole infatti liberare la città dai gangster che la inquinano, e grazie alle indubbie doti dei suoi cinque collaboratori e alle sue notevoli capacità strategiche sta riuscendo a mettere i criminali gli uni contro gli altri, facendo sì che si distruggano a vicenda. I cinque ricattati, che si sono gettati il passato alle spalle e che vorrebbero cambiare vita, lo aiutano controvoglia, e aspettano solo l'occasione buona per sfuggire dalle sue grinfie.

L'ultimo obiettivo che il misterioso uomo propone loro, nel corso di una riunione nella sua villa, è il fosco Mabuse, un viscido ometto che grazie alla sua intelligenza sta scalando velocemente la scala gerarchica degli ambienti criminali. Mabuse non si macchia mai le mani in prima persona, e riesce ad eliminare i suoi obiettivi grazie ad incidenti e a stratagemmi apparentemente casuali. E così fa anche con Lefty ed Herman, una volta che scopre di essere sorvegliato dai Secret Six. Henry, Branigan e Sugar decidono quindi di giocare d'astuzia, e quando Mabuse si presenta nel locale dove la cantante lavora non si fanno trovare impreparati e cercano di accerchiarlo. Mabuse riesce tuttavia ad uccidere Branigan, non prima di essere ferito da Henry con un proiettile. Sugar e il falsario lo inseguono per mezza Chicago, finché non lo scorgono mentre sta entrando nella villa del loro misterioso capo per ucciderlo. Giunti nello studio, scoprono però che era proprio Mabuse a ricattarli. In fin di vita, costui spiega loro che nel corso della sua crociata si stava accorgendo di stare acquisendo troppo potere e di stare trasformandosi proprio in uno di quei criminali che tanto odiava: perciò aveva incaricato i suoi cinque sottoposti di dargli la caccia. E tuttavia, poiché in fin dei conti amava la vita, non aveva intenzione di arrendersi tanto facilmente.

13 L'uomo di Tsushima gennaio 1978 Bonvi Bonvi
14 L'uomo del Sertao marzo 1978 Hugo Pratt Hugo Pratt
15 L'uomo del Sud aprile 1978 Alarico Gattia Alarico Gattia
16 L'uomo di Iwo Jima giugno 1978 Gino D'Antonio Gino D'Antonio
17 L'uomo delle paludi settembre 1978 Sergio Toppi Sergio Toppi
18 L'uomo del Tanganyka ottobre 1978 Attilio Micheluzzi Attilio Micheluzzi
19 L'uomo delle nevi novembre 1978 Alfredo Castelli Milo Manara
20 L'uomo della Somalia febbraio 1979 Hugo Pratt Hugo Pratt
21 L'uomo di Harlem aprile 1979 Guido Crepax Guido Crepax
22 L'uomo del New England giugno 1979 Dino Battaglia Dino Battaglia
23 L'uomo del Bengala settembre 1979 Gino D'Antonio Guido Buzzelli
24 L'uomo di Canudos ottobre 1979 Jo Oliveira Jo Oliveira
25 L'uomo di Cuba novembre 1979 Fernando Fernandez Fernando Fernandez
26 L'uomo del Khyber febbraio 1980 Attilio Micheluzzi Attilio Micheluzzi
27 L'uomo delle Filippine aprile 1980 Giancarlo Berardi Ivo Milazzo
28 L'uomo del Grande Nord giugno 1980 Hugo Pratt Hugo Pratt
29 L'uomo del Giappone ottobre 1980 Robert Gigi Robert Gigi
30 L'uomo di Rangoon novembre 1980 Gino D'Antonio Ferdinando Tacconi

NoteModifica

  1. ^ Un Uomo un’Avventura, su www.guidafumettoitaliano.com. URL consultato il 31 agosto 2017.
  2. ^ a b c Giovanni Marchese, Leggere Hugo Pratt: l'autore di Corto Maltese tra fumetto e letteratura, Tunué, 2006, p. 66, ISBN 978-88-89613-17-7.
  3. ^ Panorama, Mondadori, gennaio 1977, p. 61.
  4. ^ L'audace Bonelli. L'avventura del fumetto italiano, Napoli, FactaManent, 2010, p. 188.
  5. ^ La copertina e alcuni disegni preparatori furono esposti nella mostra Magnus. Pirata dell'immaginario aperta il 14 e il 13 marzo 2007 a Bologna durante la 1ª edizione di Bilbolbul Festival internazionale di fumetto
  6. ^ I Grandi del Fumetto, su www.guidafumettoitaliano.com. URL consultato il 31 agosto 2017.

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