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Vittoria alata di Brescia
4879 - Brescia - S. Giulia - Vittoria di Brescia - Foto Giovanni Dall'Orto, 25 Giu 2011.jpg
Autoremaestro greco
Data250 a.C. circa, poi rielaborata forse dopo il 69 d.C.
Materialebronzo
Altezza195 cm
Ubicazionemuseo di Santa Giulia, Brescia

La Vittoria alata di Brescia è una scultura in bronzo eseguita nel 250 a.C. circa da un maestro greco e poi rielaborata in età romana imperiale probabilmente dopo il 69 d.C., conservata nel Museo di Santa Giulia a Brescia. Scoperta nel 1826 assieme agli altri bronzi romani nei pressi del Capitolium, è oggi uno dei simboli della città di Brescia.

Indice

Storia e descrizioneModifica

Creduta in origine opera romana del I secolo, in base agli studi condotti all'inizio del XIX secolo la statua è stata riconosciuta come un pastiche creato in età romana sulla base di una fusione ellenistica del III secolo a.C.[1]. L'originale fu probabilmente realizzato a Rodi o Alessandria d'Egitto attorno al 250 a.C. e rappresentava una Afrodite che si specchiava nello scudo di Ares, sostenuto da entrambe le mani senza entrare in contatto con la gamba. Il modello di riferimento è da identificare nell'Afrodite Urania del "tipo Cirene", ossia con la dea concepita in quella determinata variazione di atteggiamento che si ritrova nella statua omonima rinvenuta a Cirene. Altri dettagli, quali la torsione del busto e l'andamento delle braccia sono egualmente mutuati da opere greche del V-VI secolo a.C.[2].

La statua fu quindi probabilmente trasportata a Roma per volontà di Augusto dopo la morte di Cleopatra nel 29 a.C. e quindi da lui donata direttamente a Brixia in segno di benevolenza politica, forse in occasione del conferimento alla città del titolo di Colonia Augusta. L'opera, infine, venne forse trasformata in Nike dopo la seconda battaglia di Bedriaco che segnò l'affermazione di Marco Antonio Primo, luogotenente di Vespasiano, su Vitellio. Fu proprio Vespasiano, dopo la battaglia che gli consentì la salita al trono, a volere il monumentale rifacimento del foro romano di Brescia e del tempio capitolino della città, e probabilmente la rielaborazione della statua da Afrodite a Vittoria è da collocare in questa occasione. L'atteggiamento della dea mutò quindi, dalla vanità dello specchiarsi, all'atto di scrivere con uno stilo un'iscrizione dedicatoria sullo scudo di Ares, perduto, mentre sulla schiena le furono montante due grandi ali piumate[3].

Dopo secoli di oblio, l'opera fu rinvenuta la sera del 20 luglio 1826, in parte smontata e accuratamente nascosta nell'intercapedine occidentale del Capitolium tra il tempio e il Cidneo, assieme a moltissimi altri pezzi bronzei tra cui la famosa serie di ritratti, probabilmente per far sì che durante le invasioni delle genti barbariche (Goti e Unni) non venisse fusa al fine di ricavarne delle armi[4]. Questo spiega l'eccezionale stato di conservazione.

DettagliModifica

La Vittoria alata di Brescia nel mondoModifica

 
Riproduzione presso l'escalier Colbert nel Museo del Louvre a Parigi
 
Riproduzione presso Přestanov in Repubblica Ceca
 
Riproduzione ad opera di Umberto Marcellini, presso il Castello Hearst in California

  Italia

  Francia

  Germania

  Regno Unito

  Rep. Ceca

  Russia

  Spagna

  Stati Uniti

  Svizzera

Nella cultura di massaModifica

LetteraturaModifica

Giosuè Carducci la cantò nell'ode alcaica Alla Vittoria, scritta nella prima metà del 1877 e suggerita da una duplice gita che il poeta fece a Brescia, la prima nell'estate 1871 assieme a Carolina Cristofori, la seconda nell'ottobre 1876.

FilateliaModifica

La Vittoria di Brescia fu soggetto d'una serie di francobolli del Regno d'Italia, ad opera di Alberto Repettati, per il terzo anniversario della vittoria nella battaglia di Vittorio Veneto. La serie, stampata dall'Officina carte valori di Torino, fu emessa dalle Poste italiane il 1º novembre 1921 e parimenti, nell'aprile del 1922, nelle colonie italiane di Eritrea e Libia.[31]

Immagine civicaModifica

In occasione del "Primo Circuito Aereo Internazionale"[32][33][34][35], ovverosia la prima manifestazione aviatoria italiana, svoltasi dall'8 al 20 settembre 1909 tra Montichiari e Ghedi, la Vittoria alata di Brescia fu impiegata quale simbolo cittadino nelle produzioni informative e divulgative relative all'evento[36][37][38]. Un esempio analogo fu l'impiego dell'immagine della statua nelle illustrazioni di promozione turistica della città di Brescia[39] ad opera dell'ente nazionale industrie turistiche (ENIT).

NoteModifica

  1. ^ Clara Stella, Brixia. Scoperte e riscoperte, p. 70.
  2. ^ Clara Stella, Brixia. Scoperte e riscoperte, p. 71.
  3. ^ Clara Stella, Brixia. Scoperte e riscoperte, p. 77.
  4. ^ Clara Stella, Brixia. Scoperte e riscoperte, p. 56.
  5. ^ Raffaella Bruti, Il monumento di Bolsena e i suoi caduti (PDF), in Raffaella Bruti (a cura di), Dal solco alla trincea. La Grande Guerra nel territorio del lago di Bolsena attraverso i suoi protagonisti, vol. 1, Acquapendente, Sistema Bibliotecario "Lago di Bolsena", 2017, pp. 10-37, ISBN 978-88-95034-21-8.
  6. ^ Maria Paola Pasini, La Vittoria viaggiatrice. Le trasferte a Roma, Zurigo e nella Bassa, in Corriere della Sera (Brescia), 6 settembre 2014, p. 13.
  7. ^ Maria Paola Pasini, E Brescia ne offrì una copia al presidente Usa, in Corriere della Sera (Brescia), 6 settembre 2014, p. 13.
  8. ^ Antonio Fappani (a cura di), Ferrari Roberto, in Enciclopedia bresciana, vol. 4, Brescia, La Voce del Popolo, 1981, p. 130, ISBN non esistente, OCLC 163181951.
  9. ^ Comunicato stampa: "Riscoprire il Chiostro della Memoria. Un monumento della città per non dimenticare" (PDF), p. 6. URL consultato il 24 aprile 2019. Ospitato su turismobrescia.it.
  10. ^ Angela Dessì, Il Rotary? A Brescia 16 circoli e 796 soci, in Bresciaoggi, 23 maggio 2010. URL consultato il 22 aprile 2019.
  11. ^ Monumento ai caduti della prima guerra mondiale, su catalogo.beniculturali.it, MiBACICCD. URL consultato il 4 maggio 2019.
  12. ^ Lorenzo Bonoldi, Nachleben e vittorie postume della Venus Victrix di Brescia.
  13. ^ Antonio Fappani (a cura di), Isorella 2, in Enciclopedia bresciana, vol. 6, Brescia, La Voce del Popolo, 1985, p. 305, ISBN non esistente, OCLC 163181975.
  14. ^ Timo Bortolotti - Presentazione, su timobortolotti.it. URL consultato il 21 agosto 2018.
  15. ^ Statua bronzea di Vittoria Alata (seconda metà del I sec. d.C), su museociviltaromana.it. URL consultato il 30 aprile 2019.
  16. ^ Palazzo Chigi - Radiomessaggio celebrativo letto dal ministro degli esteri Ciano nell'annuale della stipulazione del patto anticomunista italo-tedesco-nipponico, su senato.archivioluce.it. URL consultato il 22 aprile 2019.
  17. ^ Roma Il ministro Ciano, ripreso nel salone della Vittoria, sfoglia il testo della dichiarazione italo-britannica affiancato da un segretario, su europeana.eu. URL consultato il 22 aprile 2019.
  18. ^ Mussolini riceve a Palazzo Chigi studenti universitari bulgari e ungheresi, su patrimonio.archivioluce.com. URL consultato il 22 aprile 2019.
  19. ^ Palazzo Chigi – Radiomessaggio celebrativo letto dal ministro degli esteri Ciano nell'annuale della stipulazione del patto anticomunista italo-tedesco-nipponico, su fondoluce.archivioluce.com. URL consultato il 22 aprile 2019.
  20. ^ La Vittoria Alata, su turismobrescia.it. URL consultato il 23 aprile 2019.
  21. ^ (FR) Louise Colet, L'Italie des italiens, vol. 1, Parigi, E. Dentu, éditeur, 1862, p. 342.
    «2 Deux copies en plâtre de cette statue de la Victoire ont été offertes par la ville de Brescia à l'empereur des Français et au prince Napoléon. Celle du prince a été placée dans un cadre digne d'elle ; elle décore l'atrium de la belle villa antique de l'avenue Montaigne.».
  22. ^ (DE) Kopf der Victoria von Brescia, su iDAI.objects arachne, Istituto archeologico germanico e Istituto archeologico dell'Università di Colonia. URL consultato il 24 aprile 2019.
  23. ^ (DE) Victoria von Brescia, su iDAI.objects arachne, Istituto archeologico germanico e Istituto archeologico dell'Università di Colonia. URL consultato il 24 aprile 2019.
  24. ^ (FR) Louis Fagan (1845-1903), su Bnf – Bibliothèque nationale de France. URL consultato il 24 aprile 2019.
  25. ^ (CS) Pamětihodnosti – Památník bitvy u Přestanova z roku 1836, su prestanov.cz. URL consultato il 22 aprile 2019.
  26. ^ (CS) Bitva u Chlumce a Přestanova, su prestanov.cz. URL consultato il 22 aprile 2019.
  27. ^ (CS) Pomník bitvy u Přestanova, su vets.cz. URL consultato il 22 aprile 2019.
  28. ^ (ES) Daniel Casado Rigalt, José Ramón Mélida (1856-1833) y la Arqueología española, 1ª ed., Madrid, Real Academia de la Historia, 2006, p. 307, fig. 60, ISBN 978-84-95983-72-5.
  29. ^ (ES) El Museo Nacional de Escultura recupera su nombre e incorpora nuevos fondos, in El Mundo (Madrid), 18 novembre 2011. URL consultato il 23 aprile 2019.
  30. ^ (ES) Roger Salas, La memoria de los escultores, in El País (Madrid), 16 agosto 2014. URL consultato il 23 aprile 2019.
  31. ^ Anniversario Vittoria, Bolaffi. URL consultato il 25 aprile 2019.
  32. ^ Primo Circuito Aereo Italiano, in La Sentinella Bresciana, Anno 51, nº 247, 16 settembre 1909, SBN IT\ICCU\UM1\0015725.
  33. ^ Il primo circuito aereo italiano a Brescia – Una gara di aviazione, in La Tribuna illustrata (Roma), Anno XVII, nº 38, 19 settembre 1909, SBN IT\ICCU\RMR\0014133.
  34. ^ (DE) Franz Kafka, Die Aeroplane in Brescia, in Bohemia (Praga), edizione mattutina, nº 269, Andreas Haase, 29 settembre 1909.
  35. ^ Alessandro Arseni, Il circuito Aereo di Brescia (PDF) (abstract), in The Postal Gazette, Anno IV, vol. 21, nº 2, Melano, marzo 2009, pp. 20-21. URL consultato il 27 aprile 2019.
  36. ^ Luigi Barzini, Luca Beltrami, Augusto Guido Bianchi, Pietro Croci, Arnaldo Fraccaroli, Vittorio Gottardi, Ettore Janni, Edgardo Longoni, Renato Simoni e A. Viatore, Il circuito aereo di Brescia. Guida ufficiale (PDF), illustrazioni di Aldo Mazza, Mario Stroppa e Ugo Valeri, settembre 1909. URL consultato il 27 aprile 2019. Ospitato su avia-it.com.
  37. ^ (EN) Peter Demetz, The air show at Brescia, 1ª ed., New York, Farrar, Straus and Giroux, 2002, ISBN 9780374102593.
  38. ^    Aldo Mazza. Manifesto del Primo Circuito Aereo Brescia. 1909. L'immagine è stata tratta da: I° Circuito Aereo-Brescia, su fondazionecirulli.org. URL consultato il 28 aprile 2019.
  39. ^   Brescia. Ente Nazionale Industrie Turistiche. L'immagine è stata tratta da: La Vittoria alata di Brescia: da Venere a Nike, su italianways.com. URL consultato il 3 maggio 2019.

BibliografiaModifica

Voci correlateModifica

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