Adolphe Menjou

attore statunitense

Adolphe Menjou, all'anagrafe Adolphe Jean Menjou (Pittsburgh, 18 febbraio 1890Beverly Hills, 29 ottobre 1963), è stato un attore statunitense.

Adolphe Menjou

BiografiaModifica

 
Valentino e Menjou ne Lo sceicco (1921)

Menjou nacque a Pittsburgh, in Pennsylvania, nel 1890 da padre francese, Albert Menjou, e da madre irlandese originaria di Galway, Nora Joyce[1][2], ambedue di religione cattolica, seconda la quale venne poi educato. Venne iscritto alla Culver Military Academy e, quindi, si laureò in ingegneria alla Cornell University. Attratto da sempre dal teatro del vaudeville, fece il suo debutto cinematografico nella pellicola The Acid Test (1914). Dopo diverse partecipazioni in ruoli minori o di comparsa, ebbe una parte di rilievo in The Blue Envelope Mystery (1916). Partecipò alla prima guerra mondiale con il grado di capitano nel servizio di ambulanza. Al suo ritorno dal fronte, divenne una star del cinema muto con pellicole come Lo sceicco (1921) accanto a Rodolfo Valentino, e I tre moschettieri (1921). Con il ruolo interpretato nel film La donna di Parigi (1923) costruì il suo personaggio di azzimato ed elegante uomo di mondo.

La sua carriera subì un arresto con l'avvento del sonoro, ma nel 1930 recitò nel film Marocco a fianco di Marlene Dietrich ed ebbe in seguito una candidatura al premio Oscar per la sua partecipazione alla pellicola The Front Page (1931).

In patria era ben conosciuto per le sue idee politiche marcatamente conservatrici e anticomuniste e per la sua fortissima avversione al Partito Democratico, che giudicava alla stregua d'una forza politica socialista, ritenendo che se essa fosse giunta al governo del Paese ne avrebbe potuto causare soltanto la rovina, a detta sua alzando vertiginosamente le tasse - a danno in particolare delle persone abbienti come lui - e demolendo il valore del dollaro (proprio a tal riguardo confidò una volta ad un amico che, semmai un Democratico fosse riuscito ad arrivare alla Casa Bianca, aveva già pronto un piano di trasferimento di tutto il suo patrimonio in lingotti d'oro in diversi magazzini e stabilimenti bancari privati, affermando che non ne avrebbe lasciato prelevare dal governo federale neppure un'oncia[3]).

Nel 1947, agli inizi della seconda ondata della cosiddetta paura rossa, Menjou collaborò attivamente con la Commissione per le attività antiamericane, una commissione investigativa sorta in seno alla Camera dei Rappresentanti per indagare e perseguire in quel periodo esponenti e simpatizzanti comunisti o presunti tali, dichiarando come a Hollywood serpeggiasse da molto il germe del comunismo e che i sovietici cercavano di propagandare subliminalmente la loro ideologia tramite la stessa industria cinematografica[4]. Fu anche un membro di spicco della Motion Picture Alliance for the Preservation of American Ideas, un'associazione conservatrice di addetti ai lavori che si adoperava per contrastare le infiltrazioni filocomuniste nel cinema hollywoodiano (fra gli altri membri del gruppo c'erano John Wayne, Robert Taylor e Barbara Stanwyck, con la quale Menjou aveva diviso lo schermo nei film Proibito di Frank Capra e Passione di Rouben Mamoulian).

Sempre nel 1947 pubblicò la sua autobiografia dal titolo It Took Nine Tailors e terminò la sua carriera con il personaggio di un ufficiale della prima guerra mondiale nella pellicola Orizzonti di gloria (1957) e del burbero Mr. Pendergast ne Il segreto di Pollyanna (1960). Morì il 29 ottobre 1963 di epatite cronica a Beverly Hills in California.

Filmografia parzialeModifica

ProduttoreModifica

Doppiatori italianiModifica

  • Amilcare Pettinelli in Marocco, Non sei mai stata così bella, Palcoscenico, Lo stato dell'Unione, I trafficanti, Il cacciatore del Missouri, Orizzonti di gloria, Salto mortale, Il segreto di Pollyanna, Cento uomini e una ragazza, Condannatemi se vi riesce, Hotel Mocambo, Musica per i tuoi sogni, La figlia dell'ambasciatore, Mia moglie... che donna!, Un turbine di gioia
  • Sandro Ruffini in Stella in cielo
  • Dario Penne in Passione (ridoppiaggio)

BibliografiaModifica

  • (EN) Ray Stuart Immortals of the Screen, Bonanza Books, New York 1965

NoteModifica

  1. ^ Ed Sullivan, Looking at Hollywood with Ed Sullivan, in Chicago Daily Tribune, 11 febbraio 1940. URL consultato il 2 settembre 2009.
  2. ^ Jan Onofrio, Pennsylvania Biographical Dictionary, Somerset Publishers, Inc., 1º gennaio 1999, ISBN 9780403099504. URL consultato il 30 dicembre 2017. Ospitato su Google Books.
  3. ^ Victoria Wilson, A Life of Barbara Stanwyck: Steel-True, 1907–1940, New York City, Simon & Schuster, 2013, p. 266, ISBN 978-0684831688.
  4. ^ Gladwin Hill, Hollywood Is a Main Red Center, Adolphe Menjou Tells House Body. Calls Hollywood A Center Of Reds, in The New York Times, 16 maggio 1947. URL consultato il 17 novembre 2018.

Voci correlateModifica

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