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Alfonso III d'Avalos

condottiero italiano
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Alfonso d'Avalos
Titian (Tiziano Vecellio) (Italian) - Portrait of Alfonso d'Avalos, Marquis of Vasto, in Armor with a Page - Google Art Project.jpg
Ritratto di Alfonso d'Avalos, di Tiziano (1533 circa)
25 maggio 1502 – 31 marzo 1546
SoprannomeMarchese del Vasto
Nato aIschia
Morto aVigevano
Dati militari
Paese servitoImpero spagnolo
GuerreGuerra della Lega di Cognac
Guerra d'Italia del 1542-1546
BattaglieBattaglia di Pavia
Assedio di Napoli (1528)
Battaglia di Ceresole
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Alfonso d'Avalos d'Aquino d'Aragona (Ischia, 25 maggio 1502Vigevano, 31 marzo 1546) è stato un condottiero italiano.

Indice

BiografiaModifica

 
Stemma della famiglia d'Avalos

Combatté a fianco del cugino Fernando Francesco d'Avalos nella Battaglia di Pavia (1525), distinguendosi in due fasi diverse. All'inizio, guidò l'avanguardia imperiale costituita da 3000 uomini, per metà lanzichenecchi tedeschi armati di picca e per metà achibugieri spagnoli, che indossano camicie bianche per riconoscersi nel buio. Dopo aver preso il Castello di Mirabello, fu costretto a ritirarsi per non trovarsi in posizione isolata rispetto al resto dell'esercito imperiale. Più tardi, partecipò a una fase critica della battaglia in cui i tercios spagnoli sconfissero la rinomata fanteria svizzera al servizio della Francia sotto il comando di Robert de la Marck, signore di Fleuranges (odierno Florange). Questo successo fu conseguito anche grazie alla sortita della guarnigione di Pavia comandata da Antonio de Leyva che prese alle spalle l'esercito francese.[1]

Venne fatto prigioniero da Andrea Doria durante l'assedio di Napoli del 1528.

Nella distribuzione a favore dei nobili rimasti fedeli alla Spagna voluta da Carlo V nel 1529 dei beni confiscati alla nobiltà filofrancese del regno di Napoli, Alfonso d'Avalos ricevette diversi feudi. Per mezzo del diploma spedito dalla città di Ratisbona in data 28 luglio 1532, l'imperatore donò al d'Avalos ed ai suoi eredi e successori i seguenti beni: Montesarchio (col titolo di principe), Castelpagano, Cervinara, Rotondi, Airola, Vico di Pantano, Bisaccia, Valle di Vitulano, Procida. A questi si aggiungevano: una casa posta nella piazza di Nilo di Napoli; il dritto di compra spettante alla regia Corte sui castelli di Colle e Circello, devoluti al regio demanio in seguito alla ribellione di Giovan Vincenzo Carafa, Marchese di Montesarchio; la terra di Pescara col titolo di Marchese, similmente ricaduta al fisco a causa del delitto di fellonia commesso dalla città di Chieti; il castello di Baranello posto nella provincia di Molise, in precedenza appartenuto al ribelle Antonio Sanfelice; il dritto che spettava alla regia Corte di ricomprare la città di Lettere ed i casali di Angri, Gragnano, Pimonte, Franchi e Positano, devoluti al regio demanio a causa della ribellione di Carlo de Miroballo; una rendita annua di ducati 3600 sui dritti fiscali delle città e terre precedentemente menzionate.

Comandò l'esercito imperiale in Italia durante la Guerra d'Italia del 1542-1546 e fu sconfitto dai francesi nella battaglia di Ceresole.

Fu governatore di Milano dal 1538 al 1546.

Fu probabilmente responsabile dell'assassinio a Pavia di Cesare Fregoso e di Antonio Rincon, avvenuto il 3 luglio 1541.[2][3]

Pare che fosse su sua iniziativa che fu fondata a Milano nel 1546 l'Accademia dei Trasformati per coltivare "la lingua e la poesia italiana".[4]

Famiglia e titoliModifica

Era figlio di Innico II d'Avalos (fratello di Alfonso II d'Avalos) e Laura Sanseverino.

Egli fu primo Principe di Francavilla, primo Principe di Montesarchio (creazione ex novo), secondo Marchese del Vasto (titolo ereditato dal padre Innico II d'Avalos), sesto Marchese di Pescara (ma quarto della famiglia d'Avalos, in quanto ereditò il titolo dal cugino Fernando Francesco d'Avalos figlio dello zio Alfonso II d'Avalos), Conte di Monteodorisio (titolo ereditato dallo zio Rodrigo d'Avalos), e Grande di Spagna.

Fedele alla casa d'Asburgo, fu nominato signore di Ischia e Procida dopo il passaggio dei Cossa alla causa francese (1529).

Sposò il 26 novembre del 1523 Maria d'Aragona, figlia di Ferdinando d'Aragona, duca di Montalto e di Castellana Folch de Cardona alla quale Giovanni Domenico de Nigris dedicò, chiamandola fere divinam, il suo poema Stella Salutis.

Da Maria d'Aragona ebbe:

Albero genealogicoModifica

Alfonso III d'Avalos Padre:
Innico II d'Avalos, I marchese del Vasto
Nonno paterno:
Innico I d'Avalos, conte di Monteodorisio
Bisnonno paterno:
Ruy López Dávalos, II conte di Ribadeo
Trisnonno paterno:
Diego López Dávalos, I conte di Ribadeo
Trisnonna paterna:
?
Bisnonna paterna:
Costanza de Tovar
Trisnonno paterno:
Sancho de Tovar
Trisnonna paterna:
Teresa de Toledo
Nonna paterna:
Antonella d'Aquino, III marchesa di Pescara
Bisnonno paterno:
Berardo Gaspare d'Aquino, II marchese di Pescara
Trisnonno paterno:
Francesco II d'Aquino, I marchese di Pescara
Trisnonna paterna:
Giovanella del Borgo
Bisnonna paterna:
Beatrice Caetani
Trisnonno paterno:
?
Trisnonna paterna:
?
Madre:
Laura Sanseverino
Nonno materno:
Roberto Sanseverino, III principe di Salerno
Bisnonno materno:
Antonello Sanseverino, II principe di Salerno
Trisnonno materno:
Roberto Sanseverino, I principe di Salerno
Trisnonna materna:
Raimondina Orsini
Bisnonna materna:
Costanza da Montefeltro
Trisnonno materno:
Federico da Montefeltro, duca di Urbino
Trisnonna materna:
Gentile Brancaleoni
Nonna materna:
Maria d'Aragona
Bisnonno materno:
Alfonso d'Aragona y Escobar, I duca di Vilahermosa
Trisnonno materno:
Giovanni II d'Aragona
Trisnonna materna:
Leonor de Sotomayor
Bisnonna materna:
Leonor de Sotomayor
Trisnonno materno:
Juan de Sotomayor
Trisnonna materna:
Isabella del Portogallo

OnorificenzeModifica

NoteModifica

  1. ^ Di Spigna, p. 21 e Casali, passim.
  2. ^ Gualtierotti.
  3. ^ Gaspare De Caro, Alfonso d'Avalos, marchese del Vasto, in Dizionario biografico degli italiani, vol. 4, Roma, Istituto dell'Enciclopedia Italiana, 1962.
  4. ^ Romano Canosa, La vita quotidiana a Milano in età spagnola, Longanesi, Milano 1996, p. 271.
  5. ^ (FR) Knights of the Golden Flee, Books AtoZ, 1997. URL consultato il 14 gennaio 2013.

BibliografiaModifica

  • Luigi Casali, Pavia assediata, Pavia, edizioni Effigie, 2015.
  • Domenico Di Spigna, Ferrante d'Avalos (PDF), in La Rassegna d'Ischia, nº 1, 2009, pp. 17-22.
  • Charles Oman, A History of the Art of War in the Sixteenth Century, London, Methuen & Co., 1937.
  • Piero Gualtierotti, Matteo Bandello alla corte di Luigi Gonzaga, Mantova, 1978.

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Collegamenti esterniModifica

Controllo di autoritàVIAF (EN88943697 · ISNI (EN0000 0001 1767 5758 · SBN IT\ICCU\CUBV\074434 · GND (DE130169676 · ULAN (EN500355305 · CERL cnp01230899