Albanesi in Italia

(Reindirizzamento da Immigrazione albanese in Italia)
Nota disambigua.svg Disambiguazione – Se stai cercando le comunità albanesi storicamente stanziate in Italia meridionale ed insulare, vedi arbëreshë.
Albanesi in Italia
Shqiptarët në Itali
Luogo d'origineAlbania Albania
Popolazione441 027 (2019)
LinguaAlbanese (dialetti: gegë e toskë)
ReligioneCristianesimo (ortodossia e cattolicesimo); Islam (sunnismo e bektashi)
Gruppi correlatialbanesi, albanesi-cossovari, arbëreshë
Distribuzione degli albanesi in Europa

L'immigrazione albanese in Italia (diaspora shqiptare në Itali in albanese) è un fenomeno migratorio che ha interessato l'Italia in modo particolare a partire dalla caduta della Repubblica Popolare Socialista d'Albania nel 1991.

In Italia è presente l'ambasciata albanese a Roma e sono presenti 8 consolati nel resto del Paese.[1]

StatisticaModifica

Secondo i dati Istat[2] la popolazione albanese in Italia al 31 dicembre 2014 è di 490 483 unità (9,8% della popolazione straniera) con un incremento del 55% rispetto al 2005, facendone la seconda comunità straniera in Italia dopo quella rumena e rendendo l'Italia il quinto Stato in Europa con più albanesi.

Gli albanesi presenti in Italia sono per il 56,3% uomini mentre per il 43,7% donne.

Al 31 dicembre 2017 gli albanesi residenti in Italia sono 440 465, leggermente in calo rispetto agli anni precedenti. A questi si aggiungono le naturalizzazioni italiane, che tra il 2006 e il 2017 state circa 189 000.[senza fonte]

DemografiaModifica

Popolazione residente in Italia proveniente dall'Albania al 1º gennaio 2018. Dati ISTAT.

StoriaModifica

Origini della presenza albanese in ItaliaModifica

 Lo stesso argomento in dettaglio: Arbëreshë.
 
Esuli albanesi, Chiesa S. Atanasio il Grande a Santa Sofia d'Epiro (CS)

La presenza albanese in Italia è plurisecolare, caratterizzata dalla storica minoranza albanese d'Italia (arbëreshi i Italisë) ereditaria di quella numerosa popolazione di esuli che a partire dal XV secolo dovettero abbandonare l'Albania, l'Epiro e la Morea e altri territori albanesi dei Balcani a causa dell'avanzata dei turco-ottomani. Da allora, più di cinque secoli e mezzo, essi mantengono te dheu i huaj (in terra straniera) vive lingua albanese, rito bizantino, costumi tradizionali nazionali e usi.

Emigrazione al finale del XX secoloModifica

 
Profughi albanesi della Nave Vlora in banchina a Bari l'8 agosto 1991

Diversi albanesi, in particolar modo studenti, religiosi e intellettuali, erano già residenti in Italia dal dopoguerra. A partire dal 9 febbraio 1991, con la caduta del comunismo in Albania, oltre 10 000 persone, giunte da diverse parti dell'Albania, si ammassarono nel porto di Durazzo per emigrare in Italia in cerca di lavoro[3].

Il 7 marzo, nel giro di poche ore, ben 27 000 albanesi arrivarono a Brindisi, in quello che fu il primo arrivo di massa d'immigrati in Italia[4]. Prima di allora, infatti, l'immigrazione in Italia era ancora un fenomeno marginale. Il secondo grande arrivo di massa avvenne l'8 agosto dello stesso anno, con l'attracco nel porto di Bari di un mercantile partito da Durazzo, il Vlora, con ventimila migranti a bordo.

Fu in quel periodo che i paesi albanesi arbëreshë divennero come naturali punti di riferimento per gli albanesi shqiptarë immigrati in questi anni, convivendo e bene integratosi nel tessuto sociale delle storiche comunità[5]. Gli aiuti delle associazioni e delle due eparchie albanesi d'Italia, in nome di una comune fratellanza, furono costanti e duraturi riguardo l'emergenza umanitaria, anche nel caso più recente degli albanesi del Kosovo colpiti dalla guerra.

Nonostante la comunità albanese sia oggi molto radicata, in seguito alla crescita economica dell'Albania e alla crisi economica in Italia diversi albanesi, soprattutto i più giovani, hanno deciso di ritornare in Albania. Nel 2013 sono stati 2 000, il 23% in più rispetto all'anno precedente, e il numero è in continua crescita.

SocietàModifica

Diverse sono le associazioni culturali albanesi nate ed attive dagli ultimi decenni in Italia.

Storicamente, vicino alla chiesa di San Maurizio a Venezia, fu fondata nel 1442 e costruita nel 1489 la Scuola degli Albanesi (Shkolla Arbërore), edificio che fu sede delle scuole di mestiere e di devozione della città dove si riunivano quanti nazionali albanesi si trovavano di passaggio o erano residenti nella città.

ReligioneModifica

 
Chiesa di San Giovanni della Malva in Trastevere, chiesa nazionale albanese a Roma
 
Icona della Madre del Buon Consiglio, miracolosamente rinvenuta nel '400 a Genazzano durante l'assedio dei Turchi-Ottomani della città di Scutari

A seguito del Concilio di Basilea, Ferrara e Firenze gli albanesi, eliminando di fatto il Grande Scisma cristiano tra Oriente e Occidente, mantennero il rito orientale in comunione con la Santa Sede. Questi albanesi una volta migrati esuli in Italia a causa dell'Impero Ottomano, dopo i lunghi decenni vittoriosi con Giorgio Castriota Scanderbeg, portarono con se questa tradizione conciliare, che perdura tutt'ora: gli italo-albanesi difatti sono cattolici di rito bizantino (in passato fu detto "rito greco"[6]) e, pur conservando struttura, disciplina, tradizioni e liturgia propria, come praticato dalla Chiesa ortodossa, riconoscono il primato papale. Per qualche tempo dopo il loro arrivo gli albanesi furono affidati a vari metropoliti, nominati dall'arcivescovo albanese di Ocrida, con il consenso del Papa.

Presso il Santuario della Madonna del Buon Consiglio a Genazzano, nel Lazio, è custodita la sacra immagine raffigurante la "Madonna ed il Bambino Gesù", meta sin dal XV sec. di numerosi pellegrini poiché, miracolosamente, essa si staccò da un affresco della chiesa di Scutari durante l'assedio dei turchi-ottomani.

Fuori dall'Arbëria esistono storicamente chiese e monasteri legati agli albanesi d'Italia dove si sono recati storicamente religiosi albanesi d'Albania: la Chiesa di Sant'Atanasio detta dei "Greci" a Roma e il contiguo Pontificio collegio greco di Sant'Atanasio, nati proprio per la formazione del clero italo-albanese di rito greco-bizantino del sud Italia, dove ancora oggi si recano i giovani studenti arbëreshë per formarsi come futuri sacerdoti di rito orientale delle proprie eparchie della Chiesa Italo-Albanese (Eparchia di Lungro ed Eparchia di Piana degli Albanesi). L'Abbazia territoriale di Santa Maria di Grottaferrata (RM) nel Lazio è parte della Chiesa greco-cattolica Italo-Albanese, i cui monaci di rito bizantino sono provenienti in gran parte dalle comunità italo-albanesi. Nel Monastero di Grottaferrata, dopo gli studi al Collegio Greco di Roma, si formò il martire e beato della Chiesa greco-cattolica albanese Papa Josif Papamihali (1912 – 1948).

Numerose sono le parrocchie di rito bizantino nelle città italiane dove sono immigrati negli anni gli arbëreshë e dove spesso si aggregano gli shqiptarë cristiani di fede cattolica o ortodossa: a Torino la Chiesa di San Michele, a Bari la Chiesa di San Giovanni Crisostomo, a Lecce la Chiesa di San Niccolò dei Greci, a Cosenza la Chiesa del SS.mo Salvatore, a Palermo la parrocchia di San Nicolò dei Greci alla Martorana; già precedentemente presenti a Milano (Chiesa di San Sepolcro), Livorno (Chiesa della Santissima Annunziata), Napoli (Chiesa dei Santi Pietro e Paolo dei Greci), Messina (Chiesa di Santa Maria del Graffeo e San Nicolò dei Greci), Venezia (Chiesa di San Giorgio dei Greci), Cargèse in Corsica (San Spiridione), La Valletta a Malta (Madonna di Damasco).

Ad ospitare la comunità etnica albanese di nuova immigrazione in Italia è, pertanto, la chiesa di San Giovanni della Malva in Trastevere, situata nel cuore di Roma[7].

Noti albanesi in ItaliaModifica

 
Ernest Koliqi (1903 – 1975)
 
Ibrahim Kodra (1918 – 2006)
 
Anna Oxa (1961)
 
Irma Kurti (1966)
 
Igli Tare (1973)
 
Ermal Meta (1981)

Noti albanesi d'Albania presso gli albanesi d'ItaliaModifica

 Lo stesso argomento in dettaglio: Arbëreshë § Personalità_arbëreshe.

Non poche e significative sono alcune personalità albanesi d'Albania, in special modo religiosi (monaci, sacerdoti e suore), ma anche studiosi e artisti, che si sono inserite - nella fattispecie dal XX secolo - nelle comunità albanesi d'Italia.

NoteModifica

  1. ^ Visafy | Agenzia Visti Consolari a Bari, Milano, Roma, Firenze, su Visafy. URL consultato il 21 settembre 2018.
  2. ^ http://www.istat.it/it/files/2012/12/popolazione_legale.pdf (PDF), su www.istat.it. URL consultato il 4 luglio 2015.
  3. ^ 1991. Lo sbarco della Vlora. L’Italia diventa approdo dei nuovi migranti, su novecento.org. URL consultato il 25 giugno 2019.
  4. ^ Vent'anni fa lo sbarco dei 27.000 Il primo grande esodo dall'Albania - Repubblica.it, su repubblica.it. URL consultato il 4 luglio 2015.
  5. ^ New Albanian immigrants in the old Albanian diaspora: Piana degli Albanesi, su researchgate.net. URL consultato il 25 giugno 2019.
  6. ^ Da qui per secoli gli albanesi furono definiti greci o italo-greci, confondendo erroneamente l'elemento religioso con quello etnico.
  7. ^ Fino ad ora, racconta don Pasquale Ferraro, coordinatore nazionale per la pastorale degli immigrati albanesi in Italia, i suoi connazionali sono stati ospiti delle parrocchie, che hanno concesso l’uso dei locali o della chiesa per la messa e le varie attività pastorali e formative. Dal 1996 il gruppo si è raccolto ogni domenica presso la parrocchia di Ognissanti, in via Appia Nuova, retta dai padri orionini. Dal 1º agosto 2004 un decreto del Vicariato di Roma ha concesso alla comunità cattolica albanese di usufruire della chiesa per la preghiera e le attività pastorali. Nominato rettore della chiesa, don Ferraro ha commentato: "San Giovanni della Malva è sufficientemente grande e accogliente, ed è anche un patrimonio artistico, un luogo dove i pellegrini più disagiati trovavano nel centro di Roma rifugio e aiuto. Possa la giovane comunità albanese che si radunerà in questa chiesa farne la casa di accoglienza di ogni albanese".
  8. ^ Fratello di Madre Teresa di Calcutta, fu ufficiale dell'esercito italiano durante durante il fascismo. Non essendo potuto tornare in Albania con l'avvio del regime comunista, in Italia ha studiato chimica e divenne un farmaceutico. La vita gli permise di scegliere dove vivere e scelse di proposito Palermo (Sicilia) per le comunità italo-albanesi li presenti e la fiorente attività culturale di studi albanesi della Cattedra di Lingua e letteratura albanese dell'Università, condotta da Padre Giuseppe Valentini, Ernest Koliqi, Papàs Matteo Sciambra. La nota sorella Madre Teresa si recava spesso a Palermo per la sua Missione nella città e per il fratello colonnello, appunto, ivi residente. Lazar fu notoriamente legato alla comunità albanese di Sicilia, in particolare a Piana degli Albanesi, dove informalmente portò in visita la sorella. Lazar partecipante onnipresente della festa nazionale del 28 novembre, celebrante l'indipendenza albanese dal dominio turco-ottomano, non ha mai parlato o accennato ai presenti arbëreshë - almeno fino agli ultimi anni di vita - della illustre sorella, per paura del SHISH Servizi Segreti Albanesi, i quali avevano interessi in Sicilia e lo tenevano sotto tiro.
  9. ^ Beato Giuseppe Papamihali Sacerdote e martire, su santiebeati.it. URL consultato il 25 giugno 2017.
  10. ^ At Josif Papamihali, martiri që mbrojti Papën dhe Vatikanin, su observatorikujteses.al. URL consultato il 25 giugno 2017.
  11. ^ Në kujtim të 80 - vjetorit të lindjes së patriotit Padre Sofroni : [Stefan Kozma Prençe], su bksh.al. URL consultato il 25 giugno 2017.
  12. ^ Sofroni Jeromonaco Prençe. Alcuni cenni sull'Albania, su dimarcomezzojuso.it. URL consultato il 25 giugno 2017.
  13. ^ Il “mosaicista di Dio” abita a Lungro [collegamento interrotto], su calabriaonweb.it. URL consultato il 25 giugno 2017.
  14. ^ Josif Droboniku ambasador i artit shqiptar, su index.fieri.com. URL consultato il 25 giugno 2017.
  15. ^ Arbitalia - Hevzi Nuhiu, su arbitalia.it. URL consultato il 25 giugno 2017.
  16. ^ Docenti UNIPA: Gëzim Gurga
  17. ^ Paradhosis - Rassegna di Musica Bizantina della tradizione degli Albanesi di Sicilia [collegamento interrotto], su jemi.it. URL consultato il 25 giugno 2017.
  18. ^ Arbëreshët e Sicilisë e kujtojnë papa Mateun Shambra, su archive.koha.net. URL consultato il 25 giugno 2017.
  19. ^ Congregazione delle Suore Basiliane Figlie di Santa Macrina: una nuova Superiora Generale, su contessioto.blogspot.it. URL consultato il 25 giugno 2017.
  20. ^ Suor Elena Lulashi e il comunismo in Albania, su tv2000.it. URL consultato il 25 giugno 2017.

Voci correlateModifica

Collegamenti esterniModifica