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Le 12 fatiche di Asterix

film di animazione del 1976 diretto da Pierre Watrin
Le 12 fatiche di Asterix
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Titolo originale
Titolo originaleLes douze travaux d'Astérix
Lingua originalefrancese
Paese di produzioneFrancia
Anno1976
Durata82 min
Rapporto1,37:1
Genereanimazione, azione, commedia, fantastico, avventura
RegiaRené Goscinny, Albert Uderzo, Henri Gruel, Pierre Watrin
SceneggiaturaRené Goscinny, Albert Uderzo, Pierre Tchernia
ProduttoreRené Goscinny, Albert Uderzo, Georges Dargaud
Casa di produzioneDargaud Films, Les Productions René Goscinny, Studios Idéfix
Distribuzione in italianoMediaset
MontaggioRené Chaussy, Minouche Gauzins, Isabelle Garcia De Herreros, Michèle Neny
MusicheGérard Calvi
AnimatoriBernard Roso, Robert Maxfield, José Abel, Jean Muller, Jean Gillet, Patrick Cohen, Harold Whitaker, Vivian Miessen, John Perkins, Dave Unwin, Brian Larkin, Borge Ring, Christopher Evans, Georges Grammat, John Halas, Janine Clerfeuille, Jean-Pierre Jacquet, Denis Boutin, Alberto Ruiz, Christiane Clerfeuille, Claude Monfort
SfondiPierre Watrin, Pierre Leroy, Marie-Luce Image, Geneviève Desgagnes, Lucien Murtin, Philippe Wallet
Doppiatori originali
Doppiatori italiani

Le 12 fatiche di Asterix (Les douze travaux d'Astérix) è un film del 1976 diretto da René Goscinny, Albert Uderzo, Henri Gruel e Pierre Watrin. Terzo film d'animazione tratto dalla serie a fumetti Asterix di Goscinny e Uderzo, è il primo a vantare una sceneggiatura originale che non prende ispirazione da alcun albo della serie. Dopo Asterix e Cleopatra, è anche il secondo e ultimo film della serie diretto dai due autori, e l'unico prodotto dallo studio d'animazione Studios Idéfix da loro fondato con Georges Dargaud. Distribuito in Francia il 20 ottobre 1976, il film ebbe un grande successo vendendo in patria 2.202.481 biglietti. È stato distribuito in home video anche col titolo Asterix e le dodici fatiche.

Indice

TramaModifica

Asterix e Obelix vivono in un piccolo villaggio gallico nell'Armorica. Dopo anni e anni di continui assedi vani, a Roma si inizia a credere che si tratti di divinità. Giulio Cesare decide di proporre loro dodici prove (simili a quelle di Ercole, ma rivedute e corrette) affinché venga stabilito una volta per tutte se siano davvero esseri superiori: in tal caso Cesare rinuncerebbe al potere, altrimenti gli ultimi Galli dovranno arrendersi al volere di Roma. Asterix e Obelix, poiché rispettivamente il più astuto e il più forte del villaggio, partecipano alla sfida, seguiti dall'onestissimo arbitro Caius Pupus.

La prima prova riguarda una corsa contro il campione olimpico Merinos da Maratona: è Asterix a competere, riuscendo grazie alla pozione magica ad arrivare primo all'arrivo. In seguito Obelix gareggia con il leggendario Kermés il Persiano, campione di lancio del giavellotto: ma se quello del persiano giunge fino a un villaggio di Pellirossa (dove si vede un altro personaggio inventato da Goscinny, Oumpah-Pah), quello lanciato dal gallico compie un giro intorno alla Terra e insegue lo stesso Kermés. Spostatisi in un piccolo stadio, è il momento di affrontare Cylindric il Germano, un goto di bassa statura che pratica una strana forma di lotta, scoperta - a suo dire - dopo un lunghissimo viaggio lontano (dall'abito è possibile ipotizzare il Jūdō, anche se, a dire di Obelix, "l'abito non fa il druido"): anche se in un primo tempo Obelix tenta di sconfiggere invano l'ometto, probabilmente peccando di superbia, è Asterix a vincere d'astuzia, facendosi rivelare con semplicità dall'avversario stesso le tecniche per vincere il confronto.

Superate le prime tre prove, il Senato di Roma inizia a preoccuparsi, ma Cesare rassicura i senatori con le difficoltà della prova successiva: è infatti ambientata in un piccolo lago, che i due eroi gallici devono attraversare con un battello. Tuttavia al suo centro risiedono le terribili sacerdotesse dell'Isola del Piacere, pronte a soddisfare qualsiasi desiderio umano; ma Obelix, quando si rende conto che sull'isola non si mangia cinghiale ma solo nettare e ambrosia (il cibo degli dei), rinsavisce e porta via il fedele amico. Raggiunto Caius, i tre si recano in un piccolo tempio egizio dove sono tenuti ad affrontare l'insostenibile sguardo dell'ipnotizzatore egizio Iris. Asterix affronta il sacerdote: riuscendo a distrarlo, l'astuto gallico supera la prova e a ritorcergli contro i sui stessi poteri. Quando Obelix fa notare che, essendo passato mezzogiorno, comincia ad aver fame, Caius Pupus svela che la sesta fatica consiste nel consumare tutto il pranzo preparato da Mannekenpix, il cuoco belga dei Giganti; Obelix si offre di superare la prova da solo. Il cuoco serve le seguenti portate: un cinghiale con radici fritte (patatine fritte), otto oche arrosto, sei montoni, omelette dei Titani (con otto dozzine di uova), un vassoio di pesci, un bue, una mucca, due vitelli, caviale a grani grossi con un piccolo toast, un cammello farcito, e infine, "prima di passare al resto", un elefante alle olive. Mannekempix fugge via sconvolto dopo aver completamente esaurito le scorte, mentre Obelix esce dalla taverna insoddisfatto, ancora affamato e definendo tutto quello che ha mangiato finora degli "antipasti". Intanto, al villaggio gallico cominciano i primi festeggiamenti, ma Panoramix avverte i compaesani che probabilmente non sarà facile giungere alla fine.

I tre si spostano nell'Antro della Bestia, dove li attende un essere mostruoso di cui non si sa assolutamente nulla, dato che nessuno è mai uscito vivo dalla caverna. Fra sinistri giochi di luce e rumori inquietanti, la prova si conclude con i due gallici che escono dal pavimento in una città romana. Obelix, rispondendo alla curiosità di Caius sulle sembianze della Bestia, dice: "Beh, non c'è male, era buona!" e ordina un digestivo, lasciando intendere che se lo sia mangiato. Intanto passeggiano per la città alcune persone che si comportano in modo alquanto bizzarro: sono coloro che hanno visitato un palazzo dell'amministrazione pubblica, ed è proprio lì che devono recarsi Asterix e Obelix; la nuova prova consiste nel farsi rilasciare un lasciapassare A38 presso "la casa che rende folli". Fra un'interminabile serie di rimandi e formulari, si ritrovano sull'orlo della crisi di nervi, da cui si salvano solamente grazie a un'intuizione di Asterix, che chiede ad uno sportello il nuovo (inesistente) lasciapassare A39: questa richiesta ha un effetto spiazzante su impiegati e funzionari che vengono in questo modo resi folli dalla loro stessa burocrazia. Quindi Asterix si rivolge direttamente al Prefetto, incontrato casualmente, per ottenere il lasciapassare. La prossima fatica, la nona, impone di passare per un baratro lungo un filo così sottile da essere trasparente: il tranquillo fiumiciattolo che scorre in basso è popolato dai coccodrilli donati da Cleopatra a Cesare. In una vorticosa danza, aiutati dalla pozione magica, i due Galli si lasciano cadere riuscendo a passare sull'altra ripidissima sponda. Il luogo della sfida si sposta su un'altissima montagna, dove li aspetta il venerabile Saggio della Montagna che proporrà loro un enigma: se risponderanno in modo errato verranno gettati negli abissi infernali. Dopo un'ardua scalata fra la neve, il Saggio pone il quesito: "Ecco, o mortali presuntuosi, uno di voi bendato mi dovrà dire qual è la biancheria che è stata lavata con Olimpo, il detersivo degli Dei!"; è Asterix a rispondere correttamente.

Dopo una breve discussione fra gli Dei, Caius propone ad Asterix e Obelix l'undicesima prova: trascorrere la notte nella Pianura dei Trapassati, un luogo così spaventoso da aver ucciso dal terrore chiunque abbia provato a passarvi la notte. Quindi i due galli tentano di riposare, ma vengono disturbati dai fantasmi di alcuni legionari morti nella pianura: Asterix, per nulla spaventato ma, al contrario, adirato dopo ore e ore di fatiche senza riposo, li scaccia via urlando, facendoli fuggire impauriti. Al risveglio si ritrovano a Roma, davanti al Palazzo di Cesare, dove vengono mandati ad affrontare l'ultima fatica: combattere nel Colosseo, insieme a tutti i loro compagni del villaggio. Combattono contro gladiatori, orsi, leoni, elefanti, pantere, tigri, con cui si uniranno formando una specie di circo. Vinti anche loro, Cesare si arrende e affida il suo destino e quello di Roma al gruppo di Galli. Le ultime immagini della storia ci mostrano l'ormai ex dittatore romano intento ad innaffiare il suo orto (ne sembra comunque felice, poiché libero dagli assilli del potere) mentre sua moglie Cleopatra gli prepara il pranzo; Caius ha scelto, come ricompensa personale per i suoi servigi, di vivere insieme alle sacerdotesse dell'Isola del Piacere; i due eroi sono invece, secondo consuetudine, a banchettare nel proprio villaggio, dove festeggiano la vittoria.

DistribuzioneModifica

Data di uscitaModifica

Le date di uscita internazionali sono state:

Edizione italianaModifica

La versione italiana del film fu trasmessa nel pomeriggio del giorno di Santo Stefano del 1983 su Italia 1, nel programma Bim bum bam.[1] Le 12 fatiche di Asterix è quindi l'unico film della serie a non essere stato distribuito nei cinema italiani. Il doppiaggio fu eseguito dalla S.A.S. con un cast completamente rinnovato rispetto ai film precedenti.

NoteModifica

  1. ^ Radiocorriere TV (Torino, Rai), nº 52, 25-31 dicembre 1983, p. 47.

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