Lindsay Wagner

attrice statunitense

Lindsay Jean Wagner (Los Angeles, 22 giugno 1949) è un'attrice, modella e scrittrice statunitense, vincitrice di un Emmy Award nel 1976 per il ruolo di Jaime Sommers nella serie televisiva La donna bionica.

Lindsay Wagner nel 2019

BiografiaModifica

Primi anniModifica

Lindsay Wagner è nata in California. A sette anni, i suoi genitori divorziarono e lei si trasferì con sua madre nel quartiere di Eagle Rock, a nord est di Los Angeles, presso Pasadena. In seguito, si trasferì di nuovo con la madre ed il patrigno a Portland, dove frequentò la David Douglas High School e recitò in numerose recite scolastiche.[1] Dopo il diploma, la Wagner trascorse un paio di mesi in Francia per poi iscriversi all'Università dell'Oregon, che frequentò per circa un anno. Si trasferì infine al Mt. Hood Community College a Gresham per sei mesi, prima di abbandonare gli studi, per poi tornare a Los Angeles.[2] In questo periodo, le venne diagnosticata una forma di dislessia, che in seguito riuscì a superare.[3]

Cinema e TelevisioneModifica

 
Lindsay Wagner al San Diego Comic-Con nel 2008

Iniziò lavorando come modella a Los Angeles e fece la comparsa in Playboy After Dark. Dopo un contratto con l'Universal Studios ebbe una piccola parte in Marcus Welby, M.D. e nei film Two People e Esami per la vita.

La svolta nella carriera della Wagner avvenne quando partecipò ad una decina di episodi della serie tv L'uomo da sei milioni di dollari: interpretò Jaime Sommers, un'ex tennista professionista che, dopo un grave incidente con lancio col paracadute, viene soccorsa dal fidanzato Steve Austin (Lee Majors). Feritasi gravemente, venne operata e divenne "bionica", ma a causa di un rigetto morì. Fu l'ultimo suo ruolo per la Universal: tuttavia, il pubblico amava il personaggio di Jaime che venne fatto rinascere nello spin-off La donna bionica. Jaime divenne così un agente della U.S. Government Agency, l'O.S.I., ed a causa dell'amnesia provocatale dell'incidente, senza più alcuna memoria della sua storia d'amore con Steve Austin. La serie durò 3 stagioni e la Wagner si aggiudicò un Emmy Award come Miglior attrice protagonista nel 1976.

Nel 1987 scrisse il primo di una serie di libri, iniziando quindi anche l'attività di scrittrice.

Nel 2019 partecipa al videogioco “Death Stranding” scelta dal creatore Hideo Kojima.

Vita privataModifica

Il 18 gennaio 1976, dopo la messa in onda dei primi sei episodi de La donna bionica, Lindsay Wagner fu coinvolta in un incidente d'auto con il suo allora fidanzato, l'attore Michael Brandon, nel quale perse il controllo della macchina e colpì un albero. La Wagner, che si trovava sul sedile del passeggero, riportò alcuni tagli al viso e sul cuoio capelluto, oltre a lasciarle una piccola cicatrice permanente sul labbro superiore destro.

È stata sposata quattro volte: tra il 1971 e il 1973, con il produttore di dischi Allan Rider. Nel periodo 1976–1979, con l'attore Michael Brandon. Nel 1981, si sposò con Henry Kingi, uno stuntman incontrato sul set de La donna bionica. Wagner ebbe due figli da Kingi; Dorian (n. 1982), e Alex (n. 1986). Nel 1990 sposò il produttore televisivo Lawrence Mortorff, divorziando dopo un paio d'anni.

FilmografiaModifica

CinemaModifica

TelevisioneModifica

VideogiochiModifica

Premi e riconoscimentiModifica

Doppiatrici italianeModifica

Nelle versioni in italiano dei suoi film, Lindsay Wagner è stata doppiata da:

LibriModifica

  • High Road to Health: A Vegetarian Cookbook di Lindsay Wagner e Ariane Spade (1994) ISBN 067187277X
  • Lindsay Wagner's New Beauty: The Acupressure Facelift di Lindsay Wagner e Robert M. Klein (1987) ISBN 0135368065
  • 30-Day Natural Face Lift Program di Lindsay Wagner e Robert M. Klein (1988) ISBN 0861887794

NoteModifica

  1. ^ Elisa Williams, "Bionic Woman' star to speak in Vancouver on domestic violence, in The Columbian, 1º febbraio 2010. URL consultato l'11 giugno 2018.
  2. ^ Peggy Herz, Tv Talk 2: Exploring Tv Territory, Scholastic; First edition, 1976.
  3. ^ USAToday.com, in Lindsay Wagner defeats dyslexia, 1º maggio 2002. URL consultato il 31 agosto 2018.

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Controllo di autoritàVIAF (EN42039206 · ISNI (EN0000 0001 0891 9458 · LCCN (ENn86066851 · GND (DE172732085 · BNF (FRcb14024730z (data) · BNE (ESXX1266145 (data) · NDL (ENJA00621622 · WorldCat Identities (ENlccn-n86066851