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MOSE

sistema di barriere elettromeccanico
Nota disambigua.svg Disambiguazione – Se stai cercando altri significati, vedi Mose.

Coordinate: 45°25′54.48″N 12°24′30.85″E / 45.4318°N 12.40857°E45.4318; 12.40857

MOSE
(MOdulo Sperimentale Elettromeccanico)
05 bocca di lido.jpg
L'area della bocca di porto di Lido e dei cantieri per la costruzione del MOSE nel 2012
StatoItalia Italia
RegioneVeneto Veneto
ProvinciaVenezia Venezia
FiumeLaguna di Venezia
Usodifesa idrica
ProprietarioMagistrato alle acque
GestoreConsorzio Venezia Nuova
Inizio lavori2003
Inaugurazioneprevista per il 2021[1]
Tipodiga mobile con paratie a gravità
Superficie del bacinocirca 550 km² ha
Altezza20 m
Lunghezza1 600 m
Spessore3,6 / 4,5 m
Schema di funzionamento del MOSE

Il MO.S.E. (MOdulo Sperimentale Elettromeccanico[2][3]) è un progetto o opera di ingegneria civile, ambientale e idraulica (o anche geoingegneria), in fase di realizzazione, finalizzato alla difesa della città di Venezia e della sua laguna dai pericoli associati al fenomeno delle acque alte; è costituito principalmente da 3 dighe a scomparsa poste alle 3 bocche di porto lagunari,[4] realizzate tramite schiere di paratoie cave autosommergibili incernierate al fondale su un lato, che azionate tramite variazione della propria galleggiabilità (attraverso l'immissione/espulsione di aria/acqua), saranno utilizzate allo scopo di isolare temporaneamente la laguna di Venezia dal mare Adriatico all'approssimarsi di eventi di alta marea selezionati.

Tale progetto rientra nell'ambito più generale di altri interventi già svolti o da svolgere, come il rinforzo dei litorali, il rialzo di rive e pavimentazioni e la riqualificazione della laguna. È stato progettato per proteggere Venezia e la laguna da maree fino a 3 metri e attualmente la sua entrata in funzione è prevista per maree superiori a 110 cm.[5]

L'esecuzione dei lavori è affidata al Consorzio Venezia Nuova[6] che opera per conto del Ministero delle infrastrutture e dei trasporti - Magistrato alle acque di Venezia.[7] La realizzazione dell'opera è stata avviata nel 2003 contemporaneamente alle tre bocche di porto lagunari e ha raggiunto un avanzamento pari a oltre l'85%.[8]

Il 4 giugno 2014, nell'ambito di un'inchiesta anticorruzione da parte della magistratura italiana, sono scattati 35 arresti e 100 indagati eccellenti tra politici di primo piano e funzionari pubblici, per reati contestati quali creazione di fondi neri, tangenti e false fatturazioni.

A seguito delle vicende giudiziarie verificatesi tra il 2013 e il 2014, che hanno visto coinvolti parte degli organi dirigenziali del Consorzio Venezia Nuova e delle sue imprese, lo Stato è intervenuto al fine di assicurare il proseguimento dei lavori e la conclusione dell'opera: a dicembre 2014 l'ANAC (Autorità nazionale anticorruzione) propose la straordinaria gestione del consorzio, cui seguì la nomina di tre amministratori straordinari.

Origine del nomeModifica

Inizialmente l'intero sistema di difesa dalle acque alte era chiamato comunemente "progettone" mentre l'acronimo MOSE (MOdulo Sperimentale Elettromeccanico) si riferiva al solo prototipo di una paratoia in scala reale, utilizzato tra il 1988 e il 1996 per eseguire una serie di prove.[9][senza fonte] Poi la sigla Mo.s.e. è passata comunemente a definire l'intero sistema di difesa dalle acque alte. È evidente nel nome il riferimento all'episodio biblico del passaggio del mar Rosso, in cui Mosè divise le acque del mar Rosso assicurando un passaggio "all'asciutto" al popolo ebraico in fuga dall'Egitto.[senza fonte]

DescrizioneModifica

StoriaModifica

 
Immagine storica dell'alluvione di Venezia del 1966.

A seguito dell'alluvione del 4 novembre 1966, durante la quale Venezia, Chioggia e gli altri centri abitati lagunari furono sommersi da una marea di 194 cm, la prima Legge speciale per Venezia (Legge n. 171/1973)[10] dichiarò il problema della salvaguardia della città "di preminente interesse nazionale",[11] dando inizio a un lungo iter legislativo e tecnico per garantire a Venezia e alla laguna un efficace sistema di difesa dal mare.

A questo scopo, lo Stato attraverso il Ministero dei Lavori Pubblici indisse nel 1975 un appalto concorso ma la procedura si concluse senza la scelta di un progetto da realizzare fra quelli presentati, in quanto nessuna ipotesi d'intervento risultava essere adeguata all'insieme delle problematiche in campo: il Ministero dispose pertanto l'acquisizione degli elaborati presentati al concorso, che vennero affidati a un gruppo di esperti al fine di elaborare un progetto per la conservazione dell'equilibrio idraulico della laguna e la difesa di Venezia dalle acque alte, il "Progettone” del 1981.[senza fonte]

Qualche anno dopo, un'altra Legge Speciale (798/1984) sottolineò la necessità di affrontare in maniera unitaria gli interventi di salvaguardia, istituendo il Comitato di indirizzo, coordinamento e controllo di questi interventi (il cosiddetto "Comitatone") e ne affidò la progettazione e l'esecuzione ad un unico soggetto, il Consorzio Venezia Nuova, al quale venne riconosciuta la competenza necessaria a gestire il complesso delle attività di salvaguardia.[senza fonte]

Il Magistrato alle Acque - Consorzio Venezia Nuova presentarono un sistema di interventi per la salvaguardia di Venezia (Progetto REA - Riequilibrio e Ambiente) che prevedeva opere mobili alle bocche di porto per la regolazione della marea in laguna. In questo ambito dal 1988 al 1992 furono eseguite sperimentazioni sul prototipo di una paratoia (MOdulo Sperimentale Elettromeccanico, da cui il nome MOSE); nel 1989, la stesura del progetto preliminare di massima delle opere mobili, ultimato nel 1992, in seguito approvato dal Consiglio Superiore dei Lavori Pubblici, sottoposto a procedura di valutazione di impatto ambientale e a ulteriori approfondimenti richiesti dal Comitatone.[senza fonte]

Nel 2002 venne presentato il progetto definitivo, il Comitatone del 3 aprile 2003 diede il via alla sua realizzazione e nello stesso anno vennero aperti i cantieri alle tre bocche di porto di Lido, Malamocco e Chioggia.[senza fonte]

MOSE e salvaguardiaModifica

 
Immagine da satellite della laguna di Venezia e localizzazione delle tre bocche di porto di Lido, Malamocco e Chioggia dove è in corso la realizzazione del MOSE.

Il MOSE non è un'opera isolata, ma rientra nel Piano Generale di Interventi per la salvaguardia di Venezia e della laguna, nel quadro della Legge Speciale per Venezia[12] definita a seguito dell'alluvione del 4 novembre 1966. Alla salvaguardia di Venezia e della laguna concorrono lo Stato italiano, che opera per la difesa dei centri urbani dalle acque alte, per la protezione dei territori costieri dalle mareggiate e per il riequilibrio ambientale dell'ecosistema, la Regione del Veneto per il disinquinamento e le Amministrazioni Comunali (Venezia, Chioggia, ecc.[non chiaro]) per lo sviluppo socio-economico e per il restauro del patrimonio architettonico ed edilizio.

Il complesso delle attività è diretto, coordinato e controllato dal cosiddetto Comitatone,[13] presieduto dal Presidente del Consiglio dei Ministri e in cui sono presenti gli enti e le istituzioni preposte a livello nazionale e locale. Gli interventi realizzati dello Stato hanno riguardato il ripristino di habitat caratteristici quali barene e bassi fondali (oltre 1 500 ettari ricostruiti e protetti), la messa in sicurezza di discariche e canali dell'area industriale di Porto Marghera (5 siti inquinati e 45 km di rive e sponde impermeabilizzate) e la difesa dalle mareggiate (46 km di spiagge rinforzate e naturalizzate): essi rappresentano il più imponente programma di difesa, recupero e riqualificazione dell'ambiente che lo Stato italiano abbia mai attuato; in questo quadro il MOSE per la difesa dalle acque alte insieme agli interventi di difesa degli abitati lagunari, che hanno riguardato più di 100 km di rive e sponde, rappresenta l'ultimo e il più importante tassello per la salvaguardia del territorio lagunare.[senza fonte]

ObiettiviModifica

Lo scopo del progetto MOSE è proteggere la laguna, le sue città, gli abitanti e l'inestimabile patrimonio storico, artistico e ambientale da tutte le acque alte, compresi gli eventi estremi. Le acque alte sono diventate sempre più frequenti e intense a causa dell'effetto combinato di subsidenza (abbassamento del livello del suolo) e l'eustatismo (innalzamento del livello del mare), dovuti a fenomeni naturali e antropici.[14] Oggi le città lagunari sono mediamente di 23 cm più basse sull'acqua rispetto dagli inizi del Novecento e ogni anno decine di allagamenti causano pesantissimi disagi ai cittadini, degrado alle strutture urbane e architettoniche e all'ecosistema.[15][16][17]

Inoltre è sempre presente il rischio per l'intero territorio lagunare di un evento estremo e catastrofico come quello del 4 novembre 1966, quando una marea eccezionale di 194 cm sommerse Venezia, Chioggia e gli altri centri abitati. In futuro il fenomeno delle acque alte potrebbe aggravarsi per il previsto aumento del livello del mare come effetto dei cambiamenti climatici. In questo quadro il MOSE, insieme agli interventi di rinforzo del cordone litoraneo, è stato progettato per proteggere da maree fino a tre metri, e sarà quindi in grado di assicurare un'efficace protezione della laguna anche se si dovessero verificare le ipotesi più pessimistiche, come una crescita del mare fino a 60 cm (le recenti stime dell'IPCC - Intergovernmental Panel on Climate Change - prevedono un innalzamento del mare nei prossimi 100 anni compreso tra 18 e 59 cm).[senza fonte]

Grazie alla flessibilità di gestione, il MOSE può essere messo in funzione in modi diversi per far fronte alle caratteristiche e all'entità dell'evento di marea: dato che le paratoie sono indipendenti l'una dall'altra e possono agire separatamente, si può prevedere la chiusura contemporanea di tutte e tre le bocche di porto in caso di evento eccezionale, oppure la chiusura differenziata delle bocche di porto in base ai venti, alla pressione e all'entità di marea prevista, o anche chiusure solo parziali di ciascuna bocca.[senza fonte]

Acque alte eccezionali hanno colpito la città nel corso degli ultimi due secoli: alluvione del novembre 1966 (194 cm), 2019 (187 cm), 1979 (166 cm), 1986 e 2018 (158 cm), 2008 (156 cm), 2019 (154 cm), 1951 (151 cm), 2019 (150 cm), 2012 (149 cm), 1936 e 2002 (147 cm), 1960 e 2009 (145 cm), 1968, 2000, 2009, 2010 e 2019 (144 cm), 1992 (142 cm), 1979 (140 cm). Tutti i precedenti valori sono stati registrati alla stazione di Punta della Salute (Venezia) e sono riferiti allo zero idrografico del 1897.[17] Dal 1966, anno della grande alluvione, al 2010 le acque alte oltre i 110 cm sono state 191, mentre nel periodo compreso tra il 1926 e il 1965 erano state 21.[18]

Frequenza decennale delle maree >=110 cm
 

FunzionamentoModifica

 
Movimento delle paratoie. In condizioni normali di marea, le paratoie sono completamente invisibili e giacciono sui fondali, piene d'acqua; quando è prevista un'alta marea, vengono svuotate dall'acqua con l'immissione di aria compressa e si sollevano fino ad emergere, creando una barriera che divide temporaneamente il mare dalla laguna.

Il MOSE è costituito da schiere di paratoie mobili, poste alle tre bocche di porto, che hanno il compito di separare temporaneamente la laguna dal mare in caso di alta marea, per un totale di 78 paratoie divise in 4 schiere: alla bocca di porto di Lido, quella più ampia, due schiere di paratoie, rispettivamente di 21 e 20 elementi, collegate da un'isola artificiale[19]; una schiera di 19 paratoie alla bocca di porto di Malamocco; una schiera di 18 alla bocca di porto di Chioggia. Le paratoie sono costituite da strutture scatolari metalliche (larghezza 20 metri per tutte le schiere, lunghezza variabile da 18,5 a 29 metri e spessore da 3,6 a 5 metri) connesse ai cassoni di alloggiamento in calcestruzzo[20] attraverso cerniere che vincolano le paratoie ai cassoni e ne consentono il movimento (2 punti di vincolo/rotazione per ogni singola paratoia, attraverso cui passano i condotti di immissione aria[21]).

Il progetto delle barriere e delle 78 paratoie fu ideato da Alberto Scotti,[22][23] amministratore unico della società Technital di Verona.[24]

In condizioni normali di marea, le paratoie sono adagiate nei loro alloggiamenti, piene d'acqua; quando è prevista un'alta marea, le paratoie vengono svuotate dall'acqua mediante l'immissione di aria compressa e in questo modo si sollevano, ruotando sull'asse delle cerniere, fino a emergere bloccando in questo modo la marea entrante in laguna. Quando la marea cala, le paratoie vengono di nuovo riempite d'acqua e rientrano nella loro sede. Il tempo di chiusura delle bocche di porto è in media tra le 4 e le 5 ore, compresi i tempi di sollevamento delle paratoie (30 minuti circa) e di abbassamento (15 minuti circa).[25][senza fonte] Per assicurare la navigazione e non interrompere l'attività del Porto di Venezia anche quando le barriere mobili saranno in funzione, alla bocca di porto di Malamocco viene realizzata una conca di navigazione per il passaggio delle grandi navi; alle bocche di Lido e a Chioggia saranno invece in funzione conche di navigazione più piccole per il ricovero e il transito dei mezzi di soccorso, pescherecci e imbarcazioni da diporto.[senza fonte]

È stato deciso che le paratoie entrino in funzione per maree superiori a 110 cm,[26][senza fonte] quota concordata dagli enti competenti come ottimale rispetto all'attuale livello del mare, ma le paratoie potranno essere messe in funzione per qualsiasi livello di marea. Inoltre il MOSE, in base ai venti, alla pressione atmosferica e all'entità di marea, potrà far fronte alle acque alte in modi diversi: con la chiusura contemporanea delle tre bocche di porto in caso di maree eccezionali, oppure con la chiusura di una bocca per volta o con chiusure parziali di ciascuna bocca, dato che le paratoie sono indipendenti l'una dall'altra, per maree medio-alte.

RealizzazioneModifica

La realizzazione del MOSE è stata autorizzata dal "Comitatone” del 3 aprile 2003 e nello stesso anno sono stati aperti i cantieri.[27][28] I lavori sono iniziati contemporaneamente e proseguiti in parallelo alle tre bocche di porto di Lido, Malamocco e Chioggia; sono in fase avanzata le parti strutturali (fondazioni, spalle delle barriere mobili, cassoni di alloggiamento), le opere connesse (scogliere, porti rifugio, conche di navigazione), le parti per il funzionamento del sistema (edifici tecnici, impianti).

A fine 2014, l'avanzamento complessivo dei lavori è pari a oltre l'85%.[29][senza fonte]

Oltre ai cantieri alle bocche di porto, si sta anche procedendo alla costruzione delle principali componenti del MOSE: le cerniere (che vincolano le paratoie alla propria sede e ne permettono il movimento) e le paratoie (affidamento in gara); inoltre sono in corso gli interventi di ristrutturazione degli edifici e degli spazi dell'area dell'Arsenale dove saranno localizzate le attività di manutenzione del MOSE e di gestione del sistema.

In questi anni i lavoratori sono stati 1 000 all'anno nei cantieri alle bocche di porto, oltre ad altri 3 000 all'anno nell'indotto.[senza fonte]

I cantieri alle bocche di porto lagunariModifica

 
Chiatta utilizzata per il montaggio delle paratie.

Gli interventi alle bocche di porto per la realizzazione del MOSE implicano un'organizzazione logistica complessa dei cantieri, che sono stati organizzati in un contesto ambientale molto delicato; i cantieri sono stati allestiti su spazi acquei provvisori, in modo da limitare l'occupazione delle aree adiacenti alle bocche di porto e da interferire il meno possibile con le attività che si svolgono nel territorio; la movimentazione dei materiali (per esempio per il rifornimento dei cantieri) e dei macchinari avviene via mare per non gravare sul sistema viario del litorale. Fin dall'apertura dei cantieri, tutti gli interventi sono stati eseguiti senza interrompere la transitabilità dei canali delle bocche di porto.

Di seguito è riportata la descrizione dei lavori eseguiti per ciascuna bocca di porto.

Bocca di porto di LidoModifica

 
La bocca di porto di Lido. In primo piano, il bacino lato mare del porto rifugio riallagato dopo il varo e il posizionamento dei cassoni che ospiteranno le paratoie per la schiera di Lido Treporti; al centro, la nuova isola che servirà da struttura intermedia tra le due schiere di paratoie previste per questo varco.

Alla bocca di Lido sono previste due schiere di paratoie mobili, la barriera nord di Lido-Treporti con 21 paratoie e la barriera sud di Lido-San Nicolò con 20 paratoie.[senza fonte]

A nord della bocca (lato Cavallino-Treporti) è stato previsto un porto rifugio (costituito da due bacini in comunicazione attraverso una conca di navigazione), che consentirà il ricovero e il transito delle piccole imbarcazioni e dei mezzi di soccorso quando le paratoie saranno alzate. Il bacino lato mare è stato temporaneamente messo all'asciutto e impermeabilizzato per essere usato come area di cantiere per la costruzione dei cassoni di alloggiamento delle paratoie per questa barriera (7 cassoni di alloggiamento e 2 cassoni per le connessioni di spalla); ultimata la costruzione dei cassoni, l'area è stata riempita d'acqua per consentire l'uscita in galleggiamento dei cassoni, già tutti posizionati nel fondale, ed è ora tornata ad essere uno specchio d'acqua, che fungerà da bacino lato mare del nuovo porto rifugio. Tra il 2013 e il 2014 si è proceduto all'installazione di tutte le paratoie e ai test di sollevamento dell'intera schiera.[senza fonte]

A sud della bocca (lato San Nicolò) è completato il posizionamento sul fondale dei 7 cassoni di alloggiamento e dei 2 cassoni per le connessioni di spalla della barriera sud, cassoni che sono stati costruiti nel cantiere alla bocca di porto di Malamocco.[senza fonte]

Al centro della bocca di porto è stata realizzata una nuova isola che serve da struttura intermedia fra le due schiere di paratoie mobili; l'isola ospiterà gli edifici e gli impianti (la realizzazione è in corso) per il funzionamento delle paratoie.

All'esterno della bocca è ultimata la scogliera curvilinea lunga 1 km.[senza fonte]

Bocca di porto di MalamoccoModifica

 
La bocca di porto di Malamocco con i lavori in corso.

Alla bocca di porto di Malamocco è stato allestito un cantiere provvisorio dove sono stati costruiti i cassoni di alloggiamento delle paratoie sia per la schiere di Malamocco che di Lido San Nicolò (7 cassoni di alloggiamento e 2 cassoni di spalla per ogni barriera); con la realizzazione del MOSE, la bocca di porto di Malamocco risulta la più profonda per l'accesso alla laguna (-14 metri), e vi sono infatti collocate le paratoie più lunghe dell'intera opera (29,5 metri).[30]

Nel 2014 sono stati posati tutti i cassoni della barriera, ed è iniziata la fase di test della lì costruita conca di navigazione,[31] realizzata al costo di circa 800 milioni[32] per consentire il transito delle grandi navi anche quando le paratoie saranno alzate (esclusivamente verso Porto Marghera, tramite il canale dei Petroli), onde contenere le limitazioni di navigazione create dall'alzata dello sbarramento in tali temporanee circostanze, che si stimano realizzabili circa 2 volte l'anno.[32]

All'esterno della bocca è ultimata la scogliera curvilinea lunga 1 280 m, che smorza le correnti di marea e delimita un bacino di acque calme a protezione della conca di navigazione[30].

La conca, che da progetto prevedeva l'accesso di imbarcazioni lunghe fino a 280 metri, larghe fino a 39, e con pescaggio fino a 12,[30] ha rivelato in seguito difficoltà a consentire ciò,[33][34] con un collaudo massimo ad ottobre 2019 realizzato a 216 metri di lunghezza e 26,6 metri di larghezza;[35] a prescindere da tali questioni, vertici dell'Autorità di sistema portuale vi rilevano comunque una sostanziale inadeguatezza dimensionale, dovuta al generale ingrandimento delle navi avvenuto negli ultimi decenni.[36][37]

In ogni caso, per proseguire i collaudi ed essere operativa, la conca necessita la sostituzione della porta esterna - resa inutilizzabile da una mareggiata nel febbraio 2015 - con previsione di realizzazione in circa 24 mesi (lavori iniziati a fine dicembre 2018).[38][39][40]

Bocca di porto di ChioggiaModifica

 
La bocca di porto di Chioggia, in primo piano la nuova scogliera.

È stato realizzato un porto rifugio con una doppia conca di navigazione che garantirà il transito a un numero molto elevato di pescherecci quando le paratoie saranno in funzione. Il bacino lato mare è stato temporaneamente messo all'asciutto e usato come area provvisoria di cantiere per la costruzione dei cassoni di alloggiamento delle 18 paratoie di questa barriera.

Nel 2014 sono stati posati tutti i cassoni di alloggiamento delle paratoie. All'esterno della bocca di porto è ultimata la scogliera curvilinea lunga circa 500 m.[senza fonte]

CerniereModifica

 
Vista in sezione di una paratoia:1. paratoia - 2. cerniera - 3. alloggiamento - 4. zavorra (acqua) - 5. zavorra (calcestruzzo) - 6. gallerie per gli impianti e per l'accesso - 7. palancolato di contenimento dello scavo - 8. pali di consolidamento del terreno.

Le cerniere servono a vincolare le paratoie ai cassoni di alloggiamento, ne consentono il movimento e assicurano la connessione tra paratoie e gli impianti per il funzionamento del sistema. Sono fabbricate in acciaio e sono costituite da un elemento maschio (altezza 3 m, peso 10 tonnellate[senza fonte]) vincolato alla paratoia, un elemento femmina (altezza 1,5 m, peso 25 tonnellate[senza fonte]) vincolato al cassone di alloggiamento e dal gruppo di aggancio che unisce il maschio e la femmina. Verranno realizzate complessivamente 156 cerniere (due per ciascuna paratoia) oltre agli elementi di riserva e la loro produzione e installazione è attualmente in corso.[senza fonte]

Il MOSE in ArsenaleModifica

All'Arsenale di Venezia, luogo simbolo della potenza commerciale e militare della Serenissima, saranno localizzate le attività per il controllo e la manutenzione del MOSE e per la gestione del sistema lagunare: sono già stati restaurati numerosi edifici storici, per decenni in stato di degrado e abbandono, e si sta attualmente procedendo alla riorganizzazione funzionale dell'area per ospitare le nuove funzioni previste. Gli interventi di restauro hanno consentito di salvaguardare un patrimonio di straordinario valore storico e architettonico e hanno premesso il recupero e il riuso di edifici; inoltre, l'insediamento di nuove funzioni permetterà la rinascita dell'Arsenale, dopo decenni di abbandono, e la sua riconversione in luogo di innovazione e produzione, con importanti risvolti economici per la città e il territorio.

 
L'area dell'Arsenale in cui si svolgeranno le attività di manutenzione del MOSE e di gestione del sistema lagunare; a lato, edifici storici dell'Arsenale prima e dopo il restauro e alcuni interventi di infrastrutturazione dell'area per accogliere le funzioni previste.

All'Arsenale è attiva la sala di controllo del MOSE, dove si assumeranno le decisioni per il funzionamento delle paratoie e da dove verrà emesso l'ordine di chiudere le bocche di porto in caso di acqua alta, che verrà poi eseguito in ciascuna delle tre bocche di porto. Il Centro, operativo dal 2011, svolge attività di raccolta dei dati sulle previsioni meteo-marine, elaborazione delle previsioni di acqua alta e simulazione del comportamento delle paratoie (come, quando e per quanto tempo entrerebbero in funzione).[senza fonte]

Avanzamento dei lavori e prossime tappeModifica

Tra giugno e settembre 2012 è stato ultimato il posizionamento dei cassoni di alloggiamento delle paratoie della barriera di Lido nord; tra marzo e maggio del 2013, le prime paratoie sono arrivate a Marghera, sono state assemblate agli elementi maschi delle cerniere, predisposte per essere installate e messe in funzione per la prima volta il 12 ottobre.[senza fonte] A novembre 2013 è iniziato il varo dei cassoni di alloggiamento per la barriera sud della bocca di Lido, costruiti alla bocca di Malamocco, ultimato nell'aprile 2014.[senza fonte] Nel mese di giugno 2014, è diventata operativa la conca di navigazione di Malamocco[41] per le navi dirette a Porto Marghera ed è iniziata l'installazione dei cassoni di alloggiamento delle barriere di Chioggia e Malamocco, ultimate a ottobre dello stesso anno.[senza fonte] Entro la fine del 2014 avrebbe dovuto essere ultimata la barriera di Lido Nord con l'installazione delle altre paratoie, ma nell'aprile 2015 non risultavano ancora installate.[42] Nell'aprile 2015 il Corriere del Veneto ha rivelato che i lavori erano rimasti fermi per gli 8 mesi precedenti[43] Secondo La Nuova di Venezia, l'operatività del MOSE era stata prevista per il 30 giugno 2018, poi slittata a dicembre 2018. Inoltre non è chiaro a chi competerebbe la responsabilità di decidere quando azionare le paratoie.[44]

Il 30 gennaio 2019 è stata posata l'ultima delle 78 paratoie del MOSE.[45] A novembre 2019 lo stato di avanzamento lavori è del 94% e la consegna è prevista per fine 2021.[1]

CostiModifica

Nel corso degli anni, il costo stimato per il completamento dell'opera è aumentato progressivamente.

Nel 1989 i costi preventivati erano pari a 3 200 miliardi di lire.[46] Nel 2001 il costo stimato sale a 3 700 miliardi di lire. Nel 2003 sale a circa 7 000 miliardi di lire.[47] Va considerato che il cantiere è stato aperto nel 2003, quindi gli aumenti precedenti sono da riferirsi a rettifiche in fase progettuale.

Nel 2002 sono stati stanziati i primi finanziamenti: il Comitato interministeriale ha stanziato, per la realizzazione del progetto, 450 milioni di euro.[48]

Nel 2013 la somma messa a disposizione è salita a 4 987 milioni di euro per la realizzazione dell'opera.[49]

Al 2014 il finanziamento risultava aumentato a 5 267 milioni (di cui 401 milioni con la Legge di stabilità 2014) ed è stato stimato un residuo di 226 milioni di euro per il completamento dell'opera. Alla data l'opera risulta completata al 90% per una spesa corrispondente di 5 493 milioni di euro.[48]

Il babyMose a ChioggiaModifica

 
L'installazione della paratoia di Santa Maria. Le due paratoie (Vigo e Santa Maria) sono uguali, lunghe 18 m, larghe 3.3 e con spessore di 80 cm; in caso di marea, vengono sollevate in 8 minuti attraverso l'azione dei motori oleodinamici che movimentano il sistema.

Il cosiddetto "babyMose" è il sistema per la difesa dell'abitato di Chioggia dalle acque alte fino a 130 cm.[senza fonte]

 
Il babyMose ha tenuto all'asciutto il centro di Chioggia durante l'acqua alta di ottobre 2012.
 
La paratoia di Vigo sollevata.

Ultimato di recente e oggi operativo, consiste in due paratoie mobili poste alle estremità del canal Vena – il canale che attraversa longitudinalmente la città – che vengono sollevate in pochi minuti e proteggono il centro di Chioggia dalle acque alte più frequenti.

Insieme al rialzo delle rive e delle aree di bordo del centro urbano, completato ormai da tempo, il babyMose è in grado di difendere dalle maree fino a 130 cm: per le acque alte di livello superiore bisogna aspettare l'entrata in funzione del Mose vero e proprio, che bloccherà l'entrata della marea in laguna attraverso la chiusura delle bocche di porto.

Anche il babyMose, così come gli altri interventi di salvaguardia e riqualificazione urbana attuati a Chioggia negli ultimi anni, è stato realizzato dal Magistrato alle Acque di Venezia attraverso il Consorzio Venezia Nuova, insieme all'amministrazione comunale.

ControversieModifica

Le principali critiche dirette al MOSE da parte di ambientalisti, alcune forze politiche e dall'associazione di salvaguardia dei beni culturali, artistici e naturali Italia Nostra,[50] riguardano i costi di realizzazione, gestione e manutenzione dell'opera sostenuti dallo Stato italiano, ritenuti molto più elevati rispetto ad altri sistemi con cui altri paesi (Paesi Bassi e Regno Unito) hanno affrontato problemi simili; i costi di gestione post-costruzione costringerebbero inoltre Comune, Provincia e Regione a spese di manutenzione cospicue. Infine, dato che il consorzio che ha l'incarico di costruire il MOSE è responsabile del suo funzionamento solo per i primi 3 anni dopo la realizzazione, qualsiasi guasto posteriore ai 3 anni dalla fine dei lavori sarebbe addebitato agli enti locali.

Le critiche riguardano anche l'impatto ambientale negativo dell'opera alle bocche di porto, interessate da una complessa attività di livellamento (in quanto le dighe richiedono che il fondale sia perfettamente piano) e rafforzamento dei fondali lagunari per accogliere le paratoie (che dovrebbero essere ancorate al suolo attraverso migliaia di piloni di calcestruzzo armato che dovrebbero affondare diversi metri sottoterra), ma anche sull'equilibrio idrogeologico e sul delicato ecosistema lagunare. Una critica sul fronte ecologista è stata mossa nei confronti del mancato ricambio delle acque della laguna con afflusso di nutrienti marini proprio in occasione delle alte maree; in realtà l'impatto ambientale in tal senso è in qualche modo minimizzato solo nel caso di alte maree eccezionali superiori ai 110 cm.

Il fronte NO MOSE mette anche in rilievo quelle che potrebbero essere alcune criticità strutturali dell'opera e la sua inefficacia a fronteggiare il previsto aumento del livello del mare.[51]

Nel febbraio 2017 l'ex Magistrato alle Acque Gian Mario Paolucci pubblicò un articolo sulla Nuova Venezia, evidenziando il rischio di un'eccessiva velocità di corrosione dell'impianto dovuta l'utilizzo di acciaio non inossidabile, e quindi un possibile cedimento strutturale nel breve termine. In risposta a questi avvertimenti, il Consorzio Venezia Nuova affermò che la colorazione graduale delle paratoie fosse dovuta al deposito naturale di sabbia e microorganismi, per il quale è prevista comunque una sua rimozione.[52][53]

RicorsiModifica

Nel corso degli anni sono stati presentati nove ricorsi. Otto sono stati rigettati dal TAR e dal Consiglio di Stato; nel novembre del 2008 è stato rigettato anche il nono ricorso – presentato dal Comune di Venezia e WWF - con il quale si contestava il parere favorevole della Commissione di Salvaguardia di Venezia all'avvio dei lavori nel cantiere di Pellestrina, alla bocca di porto di Malamocco, dove saranno fabbricati parte dei cassoni destinati ad accogliere le paratoie del MOSE con lavorazioni che, secondo il Comune, andrebbero a danneggiare un sito di particolare interesse naturalistico.

Sulla questione dei danni ambientali provocati dalle opere in corso, le associazioni ambientaliste hanno anche richiesto e ottenuto un intervento dell'Unione europea, in quanto le attività cantieristiche vanno a interessare siti protetti dalla Rete Natura 2000 e dalla direttiva europea sugli uccelli. A seguito dell'esposto del 5 marzo 2004 della parlamentare veneziana Luana Zanella, il 19 dicembre 2005 la commissione europea ha inviato all'Italia una lettera di messa in mora per avviare la procedura di infrazione per «inquinamento dell'habitat» lagunare, dato che la direzione generale della Commissione europea Ambiente ha ritenuto che, «non avendo identificato né adottato – in riferimento agli impatti sull'area "IBA 064-Laguna di Venezia" conseguenti alla realizzazione del progetto MOSE – misure idonee a prevenire l'inquinamento e il deterioramento degli habitat, nonché le perturbazioni dannose agli uccelli aventi conseguenze significative alla luce degli obiettivi dell'articolo 4 della Direttiva 79/409/CEE, la Repubblica italiana sia venuta meno agli obblighi derivanti dall'articolo 4, paragrafo 4, della Direttiva 79/409/CEE del Consiglio del 2 aprile 1979 sulla conservazione degli uccelli selvatici».[54]

La commissione europea all'ambiente, specificando che la sua iniziativa non intende fermare i lavori di realizzazione del MOSE, ha chiesto al governo italiano di produrre nuove informazioni relative all'impatto ambientale dei cantieri e alle opere di mitigazione ambientale. Il Magistrato alle Acque e il Consorzio Venezia Nuova hanno ribadito la provvisorietà dei cantieri e il completo ripristino dei siti utilizzati a conclusione dei lavori. Nel dicembre 2008 il Magistrato alle Acque di Venezia ha inviato a istituzioni dell'Unione Europea a Bruxelles le risposte sugli ultimi adempimenti richiesti (in particolare il monitoraggio sull'impatto delle opere e dei cantieri). Il 14 aprile 2009 la Commissione Europea Ambiente, preso atto degli interventi di mitigazione e riqualificazione ambientale adottati dal governo italiano, ha archiviato la procedura d'infrazione ambientale intentata all'Italia; questa decisione ha consentito di sbloccare un finanziamento di 1 miliardo e 500 milioni di euro deliberato dalla Banca Europea degli Investimenti (BEI) a favore del MOSE.[55]

Proposte alternativeModifica

Nel corso degli anni sono state presentate diverse proposte alternative alla costruzione del MOSE. Alcune raccomandano sistemi tecnologici piuttosto differenti, altre suggeriscono tecnologie che permetterebbero di migliorare l'efficienza del sistema a paratoie mobili.[senza fonte]

Una proposta alternativa è stata avanzata dal professore Gambolati dell'Università di Padova e consisterebbe nel sollevare Venezia mediante iniezione di acqua nel sottosuolo.[56]

Inchieste giudiziarieModifica

Indagine per frode fiscale (2013)Modifica

Il 28 febbraio 2013 la Guardia di Finanza di Venezia arresta Piergiorgio Baita e altri amministratori della società Ing. E. Mantovani spa per presunta frode fiscale relativa ad un sistema di creazione di false fatturazioni.[57] Successivamente, a maggio 2013 la Guardia di Finanza ha acquisito documentazione relativa alla fatturazione di grosse pietre (utilizzate come protezione delle bocche di porto) acquistate in Croazia tramite una società canadese, la quale le avrebbe poi rivendute alla Mantovani spa a prezzo maggiorato.[58] Dopo appena due mesi sono state arrestate altre 14 persone a seguito della scoperta di presunti fondi neri aperti in Austria.[59]

Indagine per presunte tangenti e finanziamenti illeciti (2014)Modifica

Il 4 giugno 2014 un blitz delle Fiamme Gialle ha portato all'arresto di 35 persone tra imprenditori, manager, amministratori e politici coinvolti in un circolo di tangenti nell'ambito dei finanziamenti al progetto MOSE. I capi d'imputazione sono reati di natura finanziaria quali corruzione, concussione e finanziamento illecito.[60] Tra gli arrestati figurano Renato Chisso, Assessore regionale alle Infrastrutture dal 2000 (PdL) accusato di corruzione per aver ricevuto uno stipendio fisso da 200-250 000 euro l'anno, lo stesso sindaco di Venezia Giorgio Orsoni, accusato di finanziamento illecito di 450-550 000 euro per la sua campagna elettorale da Sindaco nel 2010 (PD, sebbene il partito abbia preso le distanze dichiarando che Orsoni non sia iscritto[61]) e l'ex vicecomandante nazionale della Guardia di Finanza Emilio Spaziante, accusato di aver fornito dietro compenso ad altri indagati «informazioni riservate sulle indagini in corso e su alcune verifiche fiscali operate dalle Fiamme gialle sulle attività del Consorzio Nuova Venezia, sfruttando le sue conoscenze e il suo potere all'interno del corpo incassando 500 mila euro dal Consorzio».[senza fonte]

La procura di Venezia ha formulato anche una richiesta di arresto per l'ex Presidente della Regione Veneto Giancarlo Galan (FI/PdL), accusato di corruzione per avere ricevuto oltre 1 milione di euro di stipendio annuale anche una volta terminato l'incarico di Presidente di Regione dal Consorzio di Mazzacurati, lavori milionari per la ristrutturazione della sua villa di Cinto Eugano sempre da Baita oltre che ingenti somme di denaro, come per Chisso, trasferiti sempre dal capo della Maltauro Baitain conti a suoi prestanome nel Sud-est asiatico e San Marino, come confermato dalla sua ex segretaria particolare Minutillo. Secondo la ricostruzione processuale, il consorzio Venezia Nuova avrebbe raccolto circa 10 milioni di euro in 4 anni con un sistema di false fatturazioni, poi girati come tangenti ai politici per favorire e velocizzare la realizzazione dell'opera.[62]

Nel corso dell'inchiesta sono stati arrestati anche il tesoriere e consigliere regionale del PD veneto Giampiero Marchese e l'europarlamentare PdL Lia Sartori, ex vicepresidente della Giunta e presidente del Consiglio regionale del Veneto, accusati di finanziamento illecito per ottenere contributi per le loro campagne elettorali. Coinvolti, senza essere indagati, per essere stati i procacciatori dei finanziamenti dal Consorzio Venezia Nuova per politici locali e a loro volta foraggiati, l'ex Presidente della Provincia di Venezia ed ex Responsabile PD Enti Locali e Organizzazione nelle Segreterie nazionali Bersani ed Epifani, il deputato Davide Zoggia, l'ex Presidente della Provincia di Belluno e consigliere regionale Pd Sergio Reolon, i quali in quanto ricandidati rispettivamente a Presidente della Provincia di Venezia e a Presidente della Provincia di Belluno nel 2009 avrebbero ricevuto rispettivamente 65 mila e 10 mila euro dal Consorzio, e il deputato veneziano Pd Michele Mognato.[senza fonte]

Per Orsoni, i 3 insieme a Marchese lo imposero a prendere il finanziamento dal Presidente del Consorzio Mazzacurati e dall'imprenditore Maltauro per la sua campagna a Sindaco della Laguna nel 2010). Il 4 luglio, viene arrestato anche l'ex deputato PdL e consigliere politico dell'ex Ministro dell'Economia dei Governi Berlusconi Giulio Tremonti accusato di aver incassato una tangente di 500 mila euro dal Consorzio per far sbloccare al CIPE i finanziamenti necessari per il MOSE (tangente che poi Milanese avrebbe rigirato proprio all'ex Ministro Tremonti, non indagato). Indagato anche l'ex Ministro dell'Ambiente e delle Infrastrutture e dei Trasporti nei Governi Berlusconi Altero Matteoli che sarebbe entrato nel gioco di dazioni di denaro, in cambio di favori, costruito da Mazzacurati, concessionario del ministero delle Infrastrutture per la realizzazione dell'opera, accusato di aver condizionato l'assegnazione dei lavori con la creazione di fondi neri da destinare al finanziamento illecito.[senza fonte]

Dalle carte inoltre emergerebbe anche il coinvolgimento dell'ex Presidente del Consiglio dei Ministri Enrico Letta (PD) che avrebbe ricevuto 150 mila euro dal Consorzio per la candidatura a Segretario del Pd nelle primarie 2007 tramite la Fondazione Vedrò, dell'ex Sottosegretario alla Presidenza del Consiglio dei Ministri in tutti i Governi Berlusconi Gianni Letta che avrebbe chiesto al Consorzio di affidare appalti a persone da lui indicate come l'ex Ministro dei trasporti, sempre di un governo Berlusconi, Pietro Lunardi per 500 mila euro, dell'ex Ministro della Pubblica Amministrazione del Governo Berlusconi IV e candidato Sindaco del centrodestra a Venezia nel 2010 Renato Brunetta, che avrebbe ricevuto da Baita 50 mila euro per la campagna amministrativa a Sindaco, come per il competitor Orsoni, per accattivarsi entrambi e dell'ex Sindaco di Venezia Massimo Cacciari, ferreo oppositore del MOSE, che chiese a Mazzacurati 300 mila euro per la sponsorizzazione del Venezia Calcio. Gli interessati hanno smentito il loro coinvolgimento nell'inchiesta dando mandato ai loro avvocati di tutelare la loro onorabilità. Tra gli arrestati numerosi imprenditori con appalti nel MOSE, collaboratori e segretari personali dei politici coinvolti, funzionari regionali, magistrati delle acque che avrebbero dovuto sorvegliare sugli appalti venendo invece stipendiati annualmente con 400 mila euro dal Consorzio e persino un magistrato della Corte dei Conti per avere, anch'egli «compiuto atti contrari ai suoi doveri» ricevendo dal Consorzio tra i 400 e i 500 000 euro (che poi sarebbero divenuti 600 000) l'anno per venire meno al suo ruolo di controllore.[senza fonte]

Il giorno successivo, il 5 giugno, Orsoni viene sospeso dalla carica di sindaco dal prefetto Domenico Cuttaia, mentre Chisso rassegna le proprie dimissioni da assessore regionale con un telegramma.[63] Il 13 giugno 2014, dopo aver patteggiato 4 mesi (respinto dal GIP per la gravita delle contestazioni) e la revoca degli arresti domiciliari, Orsoni si dimette da sindaco di Venezia dopo essere stato sfiduciato sia dal PD nazionale che dai suoi consiglieri di maggioranza.[64] Il 10 luglio la Giunta per le Autorizzazioni della Camera dà il primo via libera all'arresto del deputato di FI Galan, ex Governatore del Veneto.[senza fonte]

Amministrazione Straordinaria del Consorzio Venezia Nuova (2014)Modifica

A dicembre 2014 l'Autorità Nazionale Anticorruzione (ANAC), che opera per garantire trasparenza e correttezza nell'esecuzione delle opere pubbliche, ha proposto di adottare le misure per la straordinaria gestione del Consorzio Venezia Nuova. Il Prefetto di Roma, autorità competente, ha dunque proceduto alla nomina di tre Amministratori Straordinari, al fine di assicurare il proseguimento dei lavori e la conclusione dell'opera.[senza fonte]

L'amministrazione Straordinaria del Consorzio sta attuando il proprio compito di garanzia della corretta ultimazione del MOSE per arrivare alla conclusione del sistema di difesa entro la data prevista del 2018.[senza fonte]

NoteModifica

  1. ^ a b A che punto è il MOSE a Venezia?, il Post, 13 novembre 2019. URL consultato il 16 novembre 2019 (archiviato il 13 novembre 2019).
  2. ^ Il Mose di Venezia, il rendering dell'infrastruttura: come opererà per regolare l’ingresso delle maree, Corriere della Sera, 13 novembre 2019. URL consultato il 21 novembre 2019 (archiviato il 21 novembre 2019).
  3. ^ A che punto è il MOSE a Venezia?, il Post, 13 novembre 2019. URL consultato il 21 novembre 2019 (archiviato il 14 novembre 2019).
  4. ^ Le cosiddette "bocche di porto" della laguna di Venezia sono i varchi naturali che collegano la laguna con il mare aperto, attraverso i quali si attua la navigazione e il flusso - riflusso delle maree, site nei pressi di Lido, Malamocco e Chioggia.
  5. ^ Il livello di 110 cm è misurato rispetto al mareografo di riferimento posto a Venezia davanti a Punta della Salute. Riferimenti altimetrici, Città di Venezia. URL consultato il 21 novembre 2019 (archiviato il 25 ottobre 2019).
  6. ^ Il Consorzio Venezia Nuova realizza gli interventi di salvaguardia di Venezia e della laguna di competenza dello Stato per conto del Ministero delle Infrastrutture e dei TrasportiMagistrato alle Acque di Venezia, secondo quanto previsto dalla Legislazione speciale per Venezia (Legge 798 del 1984). Costituito da un gruppo di imprese di costruzione nazionali e locali, per assolvere il proprio compito, si è dotato di una struttura in grado di pianificare organizzare e gestire gli interventi nel loro complesso e nelle diverse fasi di attuazione.
  7. ^ Il Magistrato alle Acque è l'erede di uno storico ufficio della Serenissima istituito nel 1501. Oggi è un organo locale del Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti, che ha responsabilità diretta e primaria in tema di salvaguardia, sicurezza e tutela idraulica di un ampio territorio che comprende, in particolare, la laguna di Venezia.
  8. ^ Per lo stato di avanzamento dei lavori del Mose, con informazioni e immagini aggiornate dei cantieri alle bocche di porto, si rimanda al sito www.mosevenezia.eu, su mosevenezia.eu (archiviato l'11 gennaio 2019). dedicato agli interventi di salvaguardia di competenza dello Stato italiano.
  9. ^ Si è trattato di un laboratorio sperimentale collocato in laguna, costituito da una paratoia in scala 1:1, inserita in una struttura che ospitava il laboratorio formata da quattro alte torri e due container con sale comando, uffici e servizi. Questa struttura sperimentale non comparirà assolutamente nell'opera di difesa.
  10. ^ Per le prime proposte di stanziamenti, affacciate da Mario Ferrari-Aggradi, v. Peter Nichols, Speed promised for Venice Bill, in The Times, nº 58322, 11 novembre 1971, p. 5.
  11. ^ Legge n. 171/1973, che indica obiettivi e criteri degli interventi da attuare in laguna e definisce i soggetti istituzionali e le relative competenze: lo Stato per la salvaguardia fisica e il riequilibrio ambientale del bacino lagunare; la Regione per il disinquinamento delle acque; i Comuni di Venezia e Chioggia per lo sviluppo economico e sociale, il restauro e il risanamento conservativo delle strutture urbane.
  12. ^ La Legislazione Speciale per Venezia è costituita dalla legge n. 171/73, che dichiara la salvaguardia di Venezia e della sua laguna problema di preminente interesse nazionale, a cui seguono la legge n. 798/84 e la n. 139/92: un sistema normativo che definisce gli obiettivi generali degli interventi, le procedure più opportune per realizzarli e le competenze dei diversi soggetti attuatori.
  13. ^ È il Comitato interministeriale cui sono stati affidati l'indirizzo, il coordinamento e il controllo dell'attuazione degli interventi per la salvaguardia di Venezia e della laguna, istituito dalla legge 798/84.
  14. ^ Perché l' acqua alta è sempre più alta, in Corriere della sera, 1º dicembre 1996. URL consultato il 29 gennaio 2008 (archiviato dall'url originale il 4 agosto 2009).
  15. ^ Distribuzione decennale delle alte maree (>110 cm) dal 1872, su comune.venezia.it. URL consultato il 31 gennaio 2008 (archiviato dall'url originale il 6 febbraio 2015).
  16. ^ Acqua alta, Comune di Venezia, 26 novenbre 2009. URL consultato il 16 novembre 2019 (archiviato dall'url originale il 19 giugno 2016).
    «Nell'ultimo secolo la Laguna e la sua funzionalità sono state profondamente modificate dall'azione umana, che ha contribuito, indirettamente, all'accentuazione del fenomeno.».
  17. ^ a b Parametri meteomarini e loro statistiche, Città di Venezia. URL consultato il 16 novembre 2019 (archiviato dall'url originale il 21 marzo 2008).
  18. ^ Distribuzione decennale delle alte maree >= +110 cm, Città di Venezia. URL consultato il 16 novembre 2019 (archiviato dall'url originale il 6 febbraio 2015).
  19. ^ L'isola al centro della bocca di Lido, che raccorda le due schiere di paratoie, ospiterà gli edifici tecnici con gli impianti per il funzionamento del sistema.
  20. ^ Mauro Ferrarini, Caratteristiche fornitura materiale, su ingegneri.cc, 14 settembre 2011. URL consultato il 20 ottobre 2011 (archiviato dall'url originale il 27 marzo 2014).
  21. ^ MOSE Venezia | Assemblaggio cerniere – Febbraio 2017
    mosevenezia.eu/my-product/assemblaggio-cerniere-febbraio-2017/
  22. ^ Il padre delle dighe estromesso dai lavori, La Nuova Venezia, 11 novembre 2014 (archiviato il 16 novembre 2019).
  23. ^ Venezia affonda… e con lei il nord-est dell'italia (podcast), Radio 1 (archiviato il 16 novembre 2019).
  24. ^ Alberto Scotti, su Technital.it (archiviato il 16 novembre 2019).
  25. ^ Legislatura 17 Atto di Sindacato Ispettivo n° 1-00596, Senato della Repubblica, 21 giugno 2016. URL consultato il 22 novembre 2019 (archiviato il 22 novembre 2019).
  26. ^ Sistema Mose - Edilizia statale, Ministero delle infrastrutture e dei trasporti, 24 ottobre 2016. URL consultato il 21 novembre 2019.
    «Attualmente, il livello di marea previsto per l'entrata in funzione delle paratoie è 110 cm (rispetto al mareografo di riferimento posto a Venezia, Punta della Salute). Si tratta di una accordo preso dalle Istituzioni competenti, in base alla quota cui si è deciso di rialzare le rive delle parti più basse dei centri lagunari. Tale livello non rappresenta, dunque, un limite funzionale del sistema di difesa e può essere rivisto e abbassato qualora ritenuto necessario.».
  27. ^ Jacopo Giliberto, Venezia, l'acqua alta e il Mose quasi finito. Perché le dighe non sono state usate, in Il Sole 24 ORE, 13 novembre 2019. URL consultato il 16 novembre 2019 (archiviato il 13 novembre 2019).
  28. ^ Jacopo Giliberto, L'alternativa, maxidighe olandesi, Il Sole 24 ORE, 7 giugno 2014. URL consultato il 21 novembre 2019 (archiviato il 22 novembre 2019).
  29. ^ Il Mose a 11 anni dall'inizio dei lavori, Il Sole 24 ORE, 4 giugno 2014. URL consultato il 22 novembre 2019 (archiviato il 22 novembre 2019).
    «lo stato di avanzamento dei lavori è pari all'87% e, ad ottobre, serviva ancora un miliardo di euro circa per la realizzazione completa. L'obiettivo, ricordato anche in quell'occasione, è di concludere l'opera entro il 2016».
  30. ^ a b c Bocca di porto di Malomocco, su mosevenezia.eu. URL consultato il 19 novembre 2019 (archiviato il 20 febbraio 2016).
  31. ^ Conca di navigazione alla bocca di Malamocco, su mosevenezia.eu, 8 giugno 2014. URL consultato il 19 novembre 2019.
  32. ^ a b Visita Tecnica MOSE e stato dell'opera, su collegioingegnerivenezia.it, 14 dicembre 2018. URL consultato il 19 novembre 2019.
    «(...) la possibilità di utilizzo della conca, legata alla concomitanza di una mareggiata con l’arrivo di una nave, al momento stimata al massimo in un paio di eventi l’anno, è estremamente bassa (...) costo di circa 800 milioni.».
  33. ^ Altro danno per il Mose: riparare la conca di Malamocco costa milioni, su veneziatoday.it, 6 settembre 2015. URL consultato il 19 novembre 2019 (archiviato il 15 settembre 2015).
    «(...) Una struttura lunga 380 metri e larga 50, che però non sarebbe sufficiente per garantire la rotta alle imbarcazioni più grandi, anche per la vicinanza della scogliera di protezione».
  34. ^ Interrogazione al ministero sulla conca del Mose, VeneziaToday, 21 gennaio 2017. URL consultato il 19 novembre 2019 (archiviato il 23 novembre 2019).
    «(...) dovrebbe essere sufficiente per il transito in sicurezza di navi lunghe 280 metri, a quanto pare in realtà ha presentato "delle criticità nei transiti" (...) la nave di massime dimensioni transitata attraverso la conca aveva una lunghezza di 217 metri (...) non risulta sicuro il passaggio di navi di dimensioni maggiori o con condizioni meteorologiche non ottimali».
  35. ^ Gianni Favarato, Le prove per il Mose a Malamocco rischiano di azzerare i traffici portuali, su nuovavenezia.gelocal.it, 20 ottobre 2019. URL consultato il 19 novembre 2019.
    «(...) collaudata per navi lunghe al massimo 216 metri e larghe 26,6».
  36. ^ Rassegna de Il Giornale della Protezione Civile, su ilgiornaledellaprotezionecivile.it, 14 novembre 2018. URL consultato il 19 novembre 2019.
    «(...) NUOVA VENEZIA 13/11/2018 Una banchina per alti fondali La seconda vita della conca Alberto Vitucci (...) è studiata per farci entrare le navi da 280 metri. Ma oggi le navi che ci interessano sono da 300 metri».
  37. ^ Porto di Venezia, Pino Musolino sul MOSE, su adriaeco.eu, 1º aprile 2019. URL consultato il 19 novembre 2019.
    «(...) la conca di navigazione alla bocca di porto di Malamocco, realizzata per consentire teoricamente la funzionalità del Porto durante il periodo di alzata delle paratie, non presenta specifiche tecniche e profili di sicurezza sufficienti a garantire l'operatività del porto, non solo per via delle ridotte dimensioni ma anche per via del disassamento dell'opera stessa».
  38. ^ Consorzio Venezia Nuova, Avviso di selezione per titoli e colloquio per il ruolo di Direttore dei lavori ed eventuali servizi specialistici di supporto, ai sensi del D.M. 49/18, delle attività relative a forniture/lavori/servizi per la realizzazione delle porte lato mare e lato laguna di ingresso/uscita della conca di navigazione sita in adiacenza della bocca di porto di Malamocco, nella laguna di Venezia. (PDF), su mosevenezia.eu, 14 giugno 2019. URL consultato il 19 novembre 2019.
  39. ^ Assoporti, Estratto Rassegna Stampa Assoporti (PDF), su assoporti.it, 15 giugno 2019. URL consultato il 19 novembre 2019.
    «15/06/2019 Corriere del Veneto Pagina 11 A.Zo. "Cerniere, conca, paratoie 80 milioni per riparare danni ed errori del Mose" (...) nel 2015 una mareggiata aveva danneggiato la porta lato mare, che da allora è fuori uso. (...) realizzarne una nuova al prezzo di 30 milioni di euro (...) per opere che dureranno 18 mesi.».
  40. ^ Assoporti, Estratto Rassegna Stampa Assoporti (PDF), su assoporti.it, 30 giugno 2019. URL consultato il 19 novembre 2019.
    «30/06/2019 Il Gazzettino Pagina 37 RAFFAELLA VITTADELLO "Conca da rifare, cercasi direttore" (...) Conca di navigazione di Malamocco da rifare, a quattro anni dalla mareggiata che l'ha danneggiata».
  41. ^ Bocca di Malamocco - 19 giugno 2014 - varo e affondamento primo cassone di spalla, Consorzio Venezia Nuova, 19 giugno 2014. URL consultato il 22 novembre 2019 (archiviato il 22 novembre 2019).
  42. ^ Il Mose entrerà in funzione tra due anni, Il Mattino - Padova, 6 marzo 2019. URL consultato il 16 novembre 2019 (archiviato dall'url originale il 7 marzo 2019).
  43. ^ Mose fermo per mesi, operai a casa
  44. ^ Mose, ora è giallo sul termine dei lavori - Cronaca - La Nuova di Venezia, su La Nuova di Venezia, 7 novembre 2015. URL consultato il 27 aprile 2016 (archiviato l'11 luglio 2019).
  45. ^ Alberto Zorzi, Venezia. Mose, è stata posata l'ultima paratoia. In primavera via ai test, in Corriere del Veneto, 30 gennaio 2019.
  46. ^ Giovanni Cerruti, Venezia, il Mose degli scandali al battesimo dell'acqua alta, su La Stampa, 27 giugno 2019 (archiviato il 16 novembre 2019).
  47. ^ Il MOSE: dalle acque nulla di biblico, solo guai, su www.misteriditalia.com (defunto), Misteri d'Italia s.r.l., 2007. URL consultato il 10 ottobre 2016 (archiviato dall'url originale il 6 luglio 2007).
  48. ^ a b Mose: storia, costi, ritardi, su Panorama, 5 giugno 2014. URL consultato il 5 giugno 2014 (archiviato dall'url originale il 6 giugno 2014).
  49. ^ Infrastrutture: Mit, nessun allarme su Mose. Stanziati 5 miliardi, su it.notizie.yahoo.com, 10 settembre 2013. URL consultato il 4 ottobre 2013 (archiviato dall'url originale il 4 ottobre 2013).
  50. ^ Il Mose e le soluzioni alternative Archiviato il 6 giugno 2014 in Internet Archive. dal sito di Italia Nostra
  51. ^ Erminia Della Frattina, Mose, l'eterno incompiuto che costa molto e serve a poco - L'opera faraonica che divide Venezia (da 20 anni) (PDF), il Fatto Quotidiano, 5 maggio 2011, p. 8. URL consultato il 16 novembre 2019 (archiviato il 26 novembre 2018).
  52. ^ Il Mose non funzionerà, la perizia: rischio ruggine, pericolo cedimento strutturale, La Voce di Venezia, 8 febbraio 2017. URL consultato il 16 novembre 2019 (archiviato il 2 giugno 2019).
  53. ^ "Niente ruggine sulle paratoie del Mose". Lo garantisce il Consorzio Venezia Nuova, veneziatoday.it, 21 novembre 2014. URL consultato il 16 novembre 2019 (archiviato l'8 gennaio 2018).
  54. ^ Deliberazione della Giunta n. 2371 del 27 luglio 2006 (PDF), Regione Veneto, 27 luglio 2006. URL consultato il 6 settembre 2007.
  55. ^ Mose, la Ue sblocca i fondi per Venezia. URL consultato il 12 gennaio 2013 (archiviato dall'url originale l'11 gennaio 2013).
  56. ^ Alzare Venezia con iniezioni di acqua marina in profondità - Corriere della Sera
  57. ^ Frode fiscale: arrestato Baita, numero uno della ditta che sta costruendo il Mose, Il Gazzettino, 1º marzo 2013. URL consultato il 16 novembre 2019 (archiviato dall'url originale il 2 marzo 2013).
    «Oltre all'ad della Mantovani, in manette altre tre persone fra cui l'ex segretaria di Galan. 20 indagati e 45 perquisizioni».
  58. ^ Gianluca Amadori, Mantovani, le pietre per il Mose dalla Croazia al Canada per gonfiare i prezzi, in Il Gazzettino, 13 maggio 2013 (archiviato dall'url originale il 14 luglio 2014).
  59. ^ Giampaolo Bonzio, Mose, fatture gonfiate per acquisti in Croazia: fondi neri scoperti in Austria, in Il Gazzettino, 13 luglio 2013 (archiviato il 16 febbraio 2019).
  60. ^ Mose, inchiesta sugli appalti: arrestato il sindaco di Venezia. Chiesta custodia cautelare per Galan, la Repubblica, 4 giugno 2014. URL consultato il 17 novembre 2019 (archiviato il 13 aprile 2019).
  61. ^ Il Pd prende le distanze da Orsoni: «Non è iscritto al nostro partito», Il Gazzettino, 5 giugno 2014. URL consultato il 17 novembre 2019 (archiviato il 7 febbraio 2019).
  62. ^   MOSE, Minutillo: «10 milioni di tangenti in 4 anni», su Youtube, Rete Veneta, 10 novembre 2016 (archiviato il 15 agosto 2019).
  63. ^ Legge Severino, il prefetto sospende Orsoni dalla carica di sindaco, Chisso si dimette con un telegramma, Il Gazzettino, 5 giugno 2014. URL consultato il 17 novembre 2019 (archiviato il 25 febbraio 2019).
  64. ^ Scandalo Mose, Orsoni si dimette da sindaco di Venezia, la Repubblica, 13 giugno 2014. URL consultato il 17 novembre 2019 (archiviato il 4 marzo 2016).

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