Patrizia Santoro

personaggio immaginario
Patrizia Santoro
UniversoGomorra - La serie
Lingua orig.Napoletano
Autore
1ª app. inProfumo di iena
Ultima app. inEpisodio 12
Interpretata daCristiana Dell'Anna
SessoFemmina
Professionecriminale

Patrizia Santoro è un personaggio della serie televisiva Gomorra, interpretato da Cristiana Dell'Anna.

BiografiaModifica

Nipote di Malammore (membro del clan Savastano e fedelissimo del boss don Pietro), è tutrice dei tre fratelli minori, Alessio, Silvana e Maria, crescendoli come se fossero suoi figli e tenendoli lontani dal degrado e dalla malavita del quartiere. Lavora come capocommessa nel negozio di moda dove si servono tutte le donne più in vista di Secondigliano.

Seconda StagioneModifica

Su offerta dello zio, l'insospettabile Patrizia, una semplice commessa in una boutique, accetta di diventare la tramite e l'informatrice personale di don Pietro Savastano, tornato a Napoli per riconquistare il comando sulla criminalità organizzata di Scampia e Secondigliano, perduto dopo i tradimenti dei suoi ex sottoposti. La ragazza ha come clienti alcuni dei nuovi boss della malavita locale: Gabriele detto Principe e l'amico detto Mulatto, Annalisa Scianel Magliocca e la nuora Marinella.

I due non vanno d'accordo, e la ragazza è costretta ad sopportare le frustrazioni di don Pietro. Patrizia verrà poi a sapere che Ciro Di Marzio ha intenzione di garantire la pace coi Savastano a patto di incontrarsi col figlio di Pietro, Genny: la ragazza sarà il tramite con cui Pietro farà recapitare una pistola a Genny. Quando don Pietro viene informato che Genny non ha ucciso Ciro di Marzio, va su tutte le furie, sfogandosi nuovamente su di lei. Patrizia e don Pietro partono insieme per incontrare Genny a Roma. Patrizia è presente quando Malammore torna ferito da o'Track e il boss rinnega la figura di suo figlio rompendo la tregua concordata con i boss uniti di Scampia-Secondigliano. Patrizia è sempre più esausta ed umiliata e prende le distanze dal boss, ma Don Pietro interpreta come tradimento e Malammore la minaccia. La ragazza è testimone dei successivi avvenimenti della guerra di mafia: l'esecuzione di Principe, di Nano e di Mulatto, tutti delitti di cui il boss è considerato estraneo. L'Immortale in seguito scopre le vere responsabilità e dichiara guerra ai Savastano. Per liberare Marinella dalla criminalità organizzata, Patrizia chiede ed ottiene da don Pietro un piano per far uccidere il boss suo compagno, spingendo i ragazzi del Vicolo a compiere materialmente il delitto. Viene però ucciso un innocente al suo posto, e gli equilibri si sovvertono: Marinella diventa collaboratore di giustizia, i ragazzi del Vicolo passano al clan Savastano e Scianel viene arrestata dalla polizia.

Genny, tornato a Napoli dopo un lungo periodo, concorda un incontro chiarificatore con suo padre, Patrizia accompagnerà entrambi al luogo. Durante tragitto Patrizia si accorge di essere pedinata e va di proposito in un locale sperduto, riesce ad avvertire di essere stata scoperta ed intercettata, poi si lascia catturare da Ciro per permettere la fuga ai Savastano. Ricattata, Patrizia rivela la posizione del nascondiglio di don Pietro, ma il boss è già fuggito; preda di rimorsi e sensi di colpa, Ciro le risparmia la vita, e la "lascia" a Malammore. I fratelli la accusano di averli fatti entrare nel mondo della criminalità organizzata e rompono i rapporti con lei, ormai diventata confidente ed amore del boss Pietro.

Terza StagioneModifica

Patrizia è scettica sulle voci riguardo alla morte di don Pietro Savastano e chiede conferma a Malammore. Su richiesta di Scianel e col benestare di Gennaro Savastano, Patrizia cerca ed incontra Marinella, nascosta sotto falso nome a Latina, per corrompere la sua testimonianza nell'imminente processo a Scianel. Al processo, Marinella ritira la sua testimonianza e Scianel viene rilasciata: Patrizia paga la somma pattuita.

Patrizia è ormai legata al boss Scianel ed è il suo tramite con Genny Savastano, il nuovo capomafia di Scampia e Secondigliano. Patrizia offre l'indipendenza di Scianel in cambio di un tributo e di un patto di non aggressione reciproca.

Dopo l'aggressione a Genny Savastano, Scianel, sempre rappresentata da Patrizia, rinnova la collaborazione col boss e con i suoi nuovi fedelissimi tra cui l'Immortale Ciro Di Marzio, tornato a Napoli dopo un anno all'estero, nella nuova faida di camorra tra il "legittimo" boss di Scampia-Secondigliano Gennaro, e lo scissionista don Avitabile sostenuto dalla camorra di Napoli centro. Patrizia è incaricata di gestire il denaro del clan per il contrabbando d'armi.

Dopo il sequestro del piccolo Pietro Savastano da parte di Avitabile, Gennaro invita Patrizia a trattare con i confederati (boss di Napoli centro), veri mandanti del rapimento, che pretendono un riscatto milionario; è Patrizia a consegnare personalmente la somma. In segreto, Patrizia e Scianel brindano insieme al loro nuovo potere nella criminalità organizzata di Scampia. Entrambe partecipano ad un incontro con Avitabile ed i "Confederati" in cui viene ordinata la morte di don Gennaro, usando come esca la restituzione del figlio rapito. Patrizia informa Genny dello scambio, e contemporaneamente informa Scianel che quest'ultimo vuole incontrarla per proporle di entrare in affari con lui. Patrizia viene inviata da un boss confederato per portare Azzurra e il piccolo Pietro nel luogo dello scambio, dove don Genny dovrebbe essere ucciso, ma il tiratore assoldato dai "Confederati" viene anticipato ed ucciso proprio da Patrizia. Dopo che i Confederati convocano Scianel ad un meeting le rivelano di non voler essere dalla sua parte, anzi, uccidono il suo guardaspalle e lasciano la stanza dopo l'arrivo di Patrizia che avrà il compito di ucciderla. Infatti Scianel viene uccisa da Patrizia, non prima di aver confessato il suo ruolo nella morte del figlio Lelluccio.

Quarta StagioneModifica

Arriva al massimo grado del comando della piazza di spaccio di Secondigliano, con il benestare di Genny, che decide di cambiare vita per una promessa precedentemente fatta alla moglie. Resta tuttavia una subalterna a costui, poiché parte degli introiti derivanti dai guadagni delle sue piazze li deve ad egli per la costruzione di un secondo polo aeroportuale di Napoli. Un anno dopo è ancora la boss di Secondigliano, ma dopo il sequestro di un carico di droga che avrebbe dovuto rifornire tutte le piazze di spaccio dell'Alleanza stipulata da Genny prima del suo ritiro, il suo ruolo è in bilico. Viene insidiata su piu fronti, ma trova il più grande ostacolo nella famiglia dei Levante, infastiditi sia dalla sua posizione come donna al comando, sia dal suo legame con Michelangelo (Mickey), secondo figlio del boss Gerlando Levante, che diventerà suo marito. Soltanto Grazia, unica figlia femmina della famiglia, ne è favorevole.

Dopo il matrimonio, i rapporti con la famiglia dei Levante sembrano diventare migliori, per poi sfociare in una vera e propria guerra quando, attraverso Sangueblù, Patrizia viene a sapere che proprio i familiari di Michelangelo sono gli autori del sequestro del carico su denuncia anonima, con l'intento di far saltare l'Alleanza e prendersi Secondigliano. La donna risponde con un agguato contro di loro insieme alla complicità del marito, e a Sangueblù, ormai ex boss di Forcella dopo che O'Diplomato si è preso la sua piazza, e rifugiatosi a Secondigliano dopo avergli ucciso il fratello. I tre falliscono, sia Gerlando che i suoi figli riescono a salvarsi la pelle.

La risposta dei Levante non si fa attendere e piazzano delle potenti cariche di esplosivo nel deposito in cui la boss avrebbe dovuto ricevere un nuovo carico di droga. Un'improvvisa retata della polizia, evita la morte alla donna che però viene arrestata con tutti i suoi uomini. Michelangelo è l'autore della denuncia. Per lui l'arresto della moglie era l'unico modo per salvarla dal padre e i fratelli. Patrizia non accetta l'iniziativa presa dal marito, ne tantomeno il suo invito a parlare dinanzi alla magistratura per potersi difendere dai suoi familiari.

Anche in carcere infatti si salva da un agguato disposto dai Levante ed è allora che si decide a incontrare il magistrato, Walter Ruggieri.

La notizia di questo incontro, di fronte all'ipotesi di tradimento di Patrizia, mette in agitazione i Levante e anche Gennaro Savastano, tornato intanto alla sua vecchia vita e le cui sicurezze sulla fedeltà di Patrizia vengono fortemente minate dalla moglie Azzurra. Il sospetto che Patrizia, dopo l'arresto, possa aver rivelato i segreti delle piazze di camorra al magistrato Walter Ruggieri, segna la sua definitiva condanna a morte e quella del marito. E sarà proprio Genny a uccidere la donna nel luogo dove egli avrebbe voluto costruire il secondo polo aeroportuale di Napoli.

Poco prima di sparare alla sodale di sempre, in un drammatico colloquio Genny chiede a Patrizia la prova della sua fedeltà e anticipa il tragico epilogo. Un attimo prima che un colpo di pistola freddi Mickey nell'aereo privato che avrebbe dovuto portare la coppia al sicuro, Genny dice a Patrizia di aver preso un granchio fidandosi di lui. Poi le spara a distanza ravvicinata due colpi a bruciapelo e dopo la finisce con un terzo colpo. In seguito il corteo di macchine porterà lontano dalla scena Gennaro, mentre il corpo di Patrizia viene trascinato via.

La morte di Patrizia, apre dunque la scena al grande ritorno di Genny e all'alleanza con il ferocissimo e misterioso boss O' Maestrale.

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