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Società Sportiva Dilettantistica Pomezia Calcio

(Reindirizzamento da Pomezia Calcio)
SSD Pomezia Calcio
Calcio Football pictogram.svg
Dragoni, Rossoblù
Segni distintivi
Uniformi di gara
Manica sinistra
Maglietta
Maglietta
Manica destra
Pantaloncini
Calzettoni
Casa
Manica sinistra
Maglietta
Maglietta
Manica destra
Pantaloncini
Calzettoni
Trasferta
Colori sociali Rosso e Blu.svg Rosso, blu
Inno 'Ora siamo Noi'
Massimo Moi (2006)
Dati societari
Città Pomezia
Nazione Italia Italia
Confederazione UEFA
Federazione Flag of Italy.svg FIGC
Campionato Eccellenza Laziale
Fondazione 1957
Scioglimento2012
Rifondazione2014
Proprietario Italia Alessio Bizzaglia
Presidente Italia Nazareno Cerusico
Allenatore Italia Andrea Bussi
Stadio Stadio "Comunale" di Pomezia
(2500 posti)
Sito web www.pomeziacalcio.com
Palmarès
Titoli nazionali 0
Si invita a seguire il modello di voce

La Società Sportiva Dilettantistica Pomezia Calcio, detto comunemente Pomezia Calcio o Pomezia, è una società calcistica di Pomezia, militante nell'attuale Eccellenza Laziale.

È nata nel 1957 dall'unione tra l'A.S. Pomezia (nata nel 1949) e la Virtus Pomezia (nata nel 1956).

Conta una presenza tra i professionisti, nella stagione 2010-2011, e ben nove stagioni passate in Serie D: una nell'anno 1982-1983, sette negli anni che vanno dal 1988-1989 al 1994-1995 e una nella stagione 2009-2010.

Dopo la retrocessione giudiziaria nel 2011 per irregolarità nell'iscrizione precedente in Lega Pro, in estate arriva pure il fallimento (il primo nella storia della società), che porta il Pomezia a ripartire dalla Seconda Categoria. Al termine della stagione 2011-2012 viene addirittura retrocesso da questa categoria, e la società si scioglie definitivamente dopo 55 anni di vita.[1]

Nell'estate del 2014 l'A.S.D. Sporting Real Pomezia D.A., squadra pometina fondata nel 2010 e militante in Eccellenza Laziale, annuncia il cambio di denominazione in A.S.D. Pomezia Calcio e il cambio dello stemma, intendendo riprendere con i tradizionali colori rossoblù la tradizione sportiva dello storico Pomezia Calcio.[2]

Indice

StoriaModifica

I primi anniModifica

La nascita della prima squadra di calcio a Pomezia si ha con la fondazione dell'Associazione Sportiva Pomezia nel 1949 e l'iscrizione al torneo Gabetto, creato in ricordo dell'esemplare giocatore del Torino che morì nella tragedia di Superga. Con l'anno successivo e con l'iscrizione a un campionato federale, la III Divisione Romana, il Pomezia incomincia la sua storia calcistica giocando inizialmente le sue partite in quello che è conosciuto oggi come il campo dei preti, ma già nel 1950 viene inaugurato un nuovo campo di gioco, dove ora sorge il Comunale. In quegli anni il Pomezia diede vita a diverse fusioni prima con la Virtus Pomezia (che dà vita al sodalizio attuale) e successivamente con il Divino Amore, per riuscire a creare una squadra competitiva. La prima promozione risale al 1968 con il passaggio alla 2ª Divisione Laziale (equivalente dell'attuale 1ª Categoria) e qualche anno dopo in Promozione, dove la squadra si afferma nei primi anni settanta. Quello a cavallo tra gli anni sessanta e settanta è anche il periodo in cui giocano a Pomezia calciatori che verranno ricordati come alcuni tra i migliori di sempre, come il difensore Arcangelo Faeti e il centravanti Pietro Paolo Brighenti.

Le prime stagioni in DModifica

Sono anni difficili quelli della fine degli anni settanta, l'Italia è nel pieno degli anni di piombo e il calcio a Pomezia affronta il periodo peggiore della sua storia, retrocedendo di nuovo in 1ª Categoria dopo 9 stagioni consecutive in Promozione. Negli anni ottanta però, la squadra, che già da qualche anno si chiama Virtus Pomezia, in seguito ad altre 2 fusioni, incomincia la sua ripresa tornando in Promozione nel 1980. Il Pomezia si affaccia per la prima volta in Interregionale con la storica ed entusiastica promozione del 1982, che vede i dragoni arrivare primi davanti al Tivoli Calcio e festeggiare così la prima promozione nel massimo campionato dilettantistico. Purtroppo il Pomezia retrocede subito arrivando ultima nel girone G, e torna nuovamente in Promozione. Dopo qualche anno di stagioni concluse a metà classifica, viene nuovamente promossa in D nel 1988, con alla guida mister Sparacca, grazie a un secondo posto in Promozione laziale (alle spalle della Viterbese e dopo un duro testa a testa per la seconda piazza con il Ladispoli) e raggiunge quella che poi diventerà il CND restandoci ben 7 anni consecutivi. Nel primo anno riesce a salvarsi arrivando all'8º posto, mentre la stagione successiva raggiunge quello che era il miglior risultato fino ad allora, cioè un buon 5º posto raggiunto nel 1989-1990. Seguono un 10º e un 7º posto, ma nel 1992 torna Sparacca (che aveva lasciato nel 1990) e riesce a eguagliare il 5º posto di qualche anno prima. Questo è l'apice che raggiunge la società pometina, portando grande entusiasmo agli sportivi della città. In seguito a questo risultato, la compagine rossoblù non riesce a ripetersi e raggiunge un mediocre 13º posto. La stagione successiva, i rossoblù non riescono a evitare una retrocessione che sembrava scritta dall'inizio della stagione, e chiudendo al 16º posto, a 3 punti dalla salvezza, retrocedono nella da poco nata categoria dell'Eccellenza.

Il nuovo millennio e la discesa in PromozioneModifica

Il Pomezia torna, dopo 7 anni consecutivi in D, in un campionato regionale, e la società tenta l'immediata risalita sfiorando la promozione sia con il 3º posto del 1995-1996, sia con il 2º posto dell'anno successivo, in cui perde la possibilità di tornare in Serie D con la sconfitta nel doppio spareggio con il Rieti, che si conclude con il risultato complessivo di 1-0 per i sabini, che ottengono un successo di misura in casa dopo aver pareggiato per 0-0 a Pomezia. Purtroppo le cose cominciano a girare per il verso sbagliato, e ad alcuni campionati di basso livello (escluso un altro buon 3º posto), farà eco la discesa in Promozione nel 2001 che allontana il Pomezia dai vertici del calcio dilettantistico.

L'era Di MarioModifica

L'EccellenzaModifica

Con il cambio di proprietà che passa a Raffaele Di Mario, noto imprenditore della zona, inizialmente affiancato dal presidente precedente Franco Mancini, il Pomezia vince il campionato di Promozione nel 2005 dopo un duro testa a testa con Gaeta e Vis Artena. Il patron inizia a gettare le prime basi per una nuova organizzazione societaria. Nel primo anno di Eccellenza la squadra si salva dai play-out solo a poche giornate dalla fine, terminando a quota 46 punti. La stagione successiva, i rossoblù sembrano aver trovato l'assetto giusto e, anche grazie a un girone di ritorno chiuso senza sconfitte, giocano un campionato di vertice: la promozione però non arriva e la squadra finisce al 3º posto, grazie soprattutto alle 22 reti del bomber pometino Corrado Zanchi, tornato a Pomezia in estate dopo avervi già giocato nelle giovanili, e venendo ribattezzato dai tifosi "The King". La stagione 2007-08 comincia con l'obiettivo di giocare costantemente per le prime posizioni della classifica, e la dirigenza per riuscirci punta sull'allenatore Scarfini: arriva il 6º posto, con Scarfini esonerato a qualche giornata dalla fine per far posto all'ex calciatore della Roma Odoacre Cherico (a sua volta non confermato a fine stagione). Nei primi tre anni di Eccellenza quindi, la squadra non riesce a trovare l'assetto giusto per la promozione, nonostante le ingenti spese del patron per rafforzare la squadra.

Il biennio LanzaModifica

 
Il Pomezia di Mister Lanza.

Con l'arrivo di Carlo Lanza come allenatore nel 2008 (fortemente voluto dal DS Tanzi), il Pomezia cambia marcia. Il mister porta in dote un gioco veloce e divertente che si basa principalmente sul suo modulo preferito e mai abbandonato nei due anni rossoblù: il 4-3-3. In estate parte l'idolo della piazza Zanchi, dopo 31 gol in 2 stagioni, ma arrivano alla corte dell'allenatore siciliano giocatori semi-sconosciuti, ma che presto saranno osannati dal pubblico che ne apprezzerà le capacità tecniche e che diventeranno presto i pilastri di una squadra che crescerà soprattutto grazie alle loro prodezze. Nel primo anno targato Lanza il Pomezia vince la fase regionale della Coppa Italia Dilettanti, grazie a una vittoria sul Fidene per 1-0, firmata dal bomber rossoblù Laurent Amassoka e guadagna l'accesso alle fasi nazionali. Il suo cammino verrà interrotto solo dal Casarano (poi vincitore) in semifinale, dove i dragoni vengono sconfitti 2-0 in salento e impattano 1-1 in casa. In campionato la squadra dà subito dimostrazione di poter aspirare alla vittoria finale e riesce a inanellare una serie di 16 risultati utili consecutivi, tra cui la vittoria nel sentito derby con l'Aprilia per 2-1 grazie a un gol allo scadere di Amassoka. Nel girone di ritorno la squadra, dopo la sconfitta con il Fidene, mette insieme un'altra grande catena di 8 vittorie di fila, compreso il derby di ritorno ad Aprilia per 2-0. Seguono altri ottimi risultati, interrotti bruscamente dalla sconfitta a Latina a 3 giornate dal termine. Nonostante questo però, i rossoblù mantengono i nervi saldi e festeggiano la promozione nell'ultima partita di campionato contro il Santa Marinella, vinta per 4-1, in un Comunale gremito con quasi 2 000 spettatori, guadagnando il 1º posto e la promozione in Serie D. Finita la sbornia per la promozione nel massimo campionato dilettantistico, l'estate inizia con un colpo durissimo: l'attaccante camerunese Laurent Amassoka, dopo 2 stagioni e ben 48 gol, lascia il Pomezia e approda allo Zagarolo; per i tifosi pometini è un colpo molto duro, in quanto a lasciare non è solo l'idolo incontrastato della tifoseria, ma anche uno dei bomber più forti e prolifici di sempre. Ciò nonostante, la stagione 2009-2010, risulterà la svolta del calcio pometino: la squadra non parte benissimo e inizialmente punta alla salvezza, arrivando a gennaio 10º in classifica; nel mercato invernale acquista dal Morolo l'attaccante Loreto Macciocca, che si rivelerà decisivo con 12 gol in campionato e sarà il vero trascinatore della squadra in futuro. A fine anno, dopo una grande rimonta culminata con la rincorsa alla capolista Fondi nelle ultime giornate, arriva uno storico 3º posto alle spalle proprio del Fondi e del Gaeta, che vale la conquista dei play-off per il ripescaggio in Lega Pro Seconda Divisione. In questi play-off, il Pomezia supera il Sanluri e il Selargius rispettivamente per 2-2 (passa per miglior piazzamento) e 3-0 e accede ai triangolari con 2 squadre di altri gironi: si tratta di Union Quinto e Castel Rigone. La prima partita dei rossoblù viene giocata in veneto, e vedrà i laziali soccombere alla squadra di Quinto di Treviso per 5-2. Nella seconda e ultima sfida, il Pomezia, in virtù del risultato tra Castel Rigone e Union Quinto (2-1) deve vincere con gli umbri di almeno 5 gol: incredibilmente, i rossoblù firmano un 7-2 che rimarrà per sempre nella memoria degli sportivi pometini e che li porta addirittura in semifinale! Autore di una tripletta quel giorno è Andrea Marano.[3] In semifinale il Pomezia pesca il blasonato Matera, vincitore della Coppa Italia di serie D; nella partita di andata, al Comunale, circa 1500 pometini assistono a una prestigiosa vittoria per 1-0, con gol di Salvatore Novembrino. Qualche giorno dopo la città pontina si prepara per un evento calcistico quasi storico e una cinquantina di appassionati tifosi segue la squadra in trasferta in Basilicata: il campo però sorride alla squadra lucana, che vince 3-0 (in seguito i Materani saranno vincitori dei play-off).[4] Grazie al fallimento di alcuni club di Lega Pro, i rossoblù decidono però di presentare ugualmente la domanda di ripescaggio, che verrà accolta dagli organi competenti: il Pomezia si ritrova quindi, meritatamente in Seconda Divisione.

La stagione tra i professionistiModifica

 Lo stesso argomento in dettaglio: Pomezia Calcio 2010-2011.
 
Il marchio della Lega Pro.

Nonostante la sua stupenda annata, Lanza viene esonerato a fine stagione per divergenze con la società. A sostituirlo arriva Massimiliano Farris. A luglio 2010, per la prima volta nella sua storia, il Pomezia viene inserito nel tabellone della Coppa Italia 2010-2011, dove verrà eliminato al primo turno dal Lumezzane.

Il 4 agosto 2010 viene ufficializzato lo storico ripescaggio in 2ª Divisione, che porta il Pomezia per la prima volta tra i professionisti. Il Pomezia viene inserito nel girone C, dove trova squadre di prestigio come Avellino, Catanzaro e Brindisi, ma anche altre squadre laziali, quali Isola Liri, Fondi e Latina (anche quest'ultima ha tratto beneficio dal ripescaggio). Dal punto di vista di mercato, la dirigenza riesce a trattenere pezzi pregiati molto richiesti, come il centrocampista Andrea Costantini (per i tifosi "il principe"), il terzino Francesco Colantoni e gli attaccanti Andrea Marano e Loreto Macciocca. In entrata, grazie ad acquisti mirati come il portiere Scarzanella, il difensore De Martis, il terzino iraniano Lolli, i centrocampisti Coppola (ex Lazio) e l'attaccante Morbidelli, riesce a rinforzare la già competitiva rosa a disposizione di mister Farris. Il capitano per la storica stagione che si prospetta diventa il terzino sinistro nonché beniamino dei tifosi, Francesco Colantoni. Lo sponsor tecnico che disegna i completini del Pomezia per il suo primo campionato professionistico è Adidas.

Dato che la città pontina in estate non dispone ancora di uno Stadio Comunale a norma per la Lega Pro, il Pomezia gioca fino ai primi di novembre allo Stadio Flaminio di Roma, per poi fare ritorno a Pomezia nella sfida casalinga contro l'Aversa Normanna, del 7 novembre. La squadra inizia il campionato con l'obiettivo della salvezza, ma sorprendendo tutti, gioca un campionato di vertice. L'esordio nella nuova serie vede i rossoblù pareggiare 1-1 contro il Trapani, che poi si rivelerà una delle avversarie più dure per la rincorsa alla Prima Divisione. La prima vittoria tra i professionisti invece arriva alla 2ª giornata per 2-1 sul campo del Milazzo. Segue un periodo altalenante, ma dal mese di ottobre in poi la squadra trova continuità e dà il via a una serie di risultati utili che la porteranno presto nelle zone alte della classifica. La squadra di Farris può contare su una difesa solidissima (tra le migliori di tutta la Seconda Divisione) e sui gol del bomber Macciocca, che sigillano vittorie importanti come quella con il Brindisi o la Vigor Lamezia; queste componenti saranno decisive per il prosieguo del campionato, che vedrà il Pomezia arrivare a Natale addirittura in 2ª posizione. A gennaio la squadra riparte forte: sul mercato acquista dal Sudtirol l'ex Sampdoria Francesco Virdis, e alla ripresa del campionato conquista un pareggio a Trapani; quindi, forte delle penalizzazioni della capolista Latina e dello stesso Trapani, consolida la 2ª posizione. Seguono però dei risultati non buoni e i rossoblù collezionano nelle seguenti 4 partite soltanto 2 punti, ritrovandosi in 4ª posizione e perdendo il podio della classifica che occupavano ormai da novembre. Segue un altro periodo estremamente difficile, dove la squadra (ormai uscita anche dal giro play-off) né riesce a ottenere la prima vittoria del 2011, né riesce a fermare le voci di una situazione economica difficile, e di un imminente fallimento. Finalmente, a fine marzo, il Pomezia torna alla vittoria battendo per 3-0 la Vigor Lamezia, poi, nella settimana successiva, va a giocarsi una fetta di play-off ad Aversa, dove vince a sorpresa per 5-2. I rossoblù si riportano quindi in corsa per un posto tra le prime 5, nonostante un altro scandalo investa la compagine pometina: la lega apre infatti un'inchiesta sulla base di una presunta documentazione falsa, presentata dai dirigenti del Pomezia nel giorno dell'iscrizione al campionato. Per la società di via Varrone la sentenza è dura: 16 punti di penalizzazione, quindi sogno play-off sfumato. Nello stesso giorno viene arrestato il patron rossoblù Raffaele Di Mario (per il fallimento di diverse aziende da lui possedute), e quindi il Pomezia, fortemente indebitato anch'esso (si parla di una cifra attorno agli 800.000 €), viene messo in vendita, nella speranza di trovare un compratore che la salvi dal fallimento (che poi non viene trovato). La squadra comunque continua il suo campionato collezionando una vittoria a Fondi 3-1 e due pareggi 0-0 nelle successive tre partite, perdendo le ultime due contro Catanzaro e Melfi.

Il 4 maggio 2011 la nuova sentenza della Commissione Disciplinare aggrava la pena inflitta al Pomezia, che viene retrocesso all'ultima posizione (e quindi alla serie inferiore): il 27 maggio il Pomezia presenta il ricorso per la retrocessione all'ultimo posto, che viene comunque rigettato dal TNAS[5], e si rinuncia a nuovi ricorsi. Il Pomezia dunque viene retrocesso d'ufficio in Serie D, tra le proteste dei tifosi, la maggior parte dei quali ritiene che, nonostante il Pomezia fosse fortemente indebitata e sull'orlo della crisi, la federazione abbia aperto l'inchiesta sulla documentazione falsa, condannando il Pomezia all'ultimo posto, solo per tentare di salvare il Catanzaro, società ben più potente e prestigiosa, dalla retrocessione fra i dilettanti. A Luglio il Pomezia, viene escluso anche dalla Serie D per motivi finanziari dalla CoViSoD, contro la quale poi il Pomezia non annuncia ricorso[6].

Ad agosto il patron Raffele Di Mario lascia la presidenza in mano a Hamdi Gamoudi, con la squadra che ripartirà dal campionato regionale di Seconda Categoria.

Il fallimento e la definitiva scomparsaModifica

Nonostante il nome prestigioso, l'annata dei rossoblù in Seconda Categoria si rivela disastrosa: il Pomezia riesce a vincere solo due partite in tutto l'anno, terminando il campionato in ultima posizione e retrocedendo con due giornate di anticipo in Terza Categoria. A influire sulle prestazioni negative della squadra pometina, sono state anche, probabilmente, le troppe voci su un possibile acquisto di un titolo sportivo: già da inizio anno infatti, in molti avevano capito che sarebbe stato più semplice acquisire un titolo di categoria superiore piuttosto che puntare a un'improbabile risalita per tornare ai vertici del calcio laziale. Fra le tanti voci, le più insistenti dalle parti di Pomezia sono state quelle di una possibile fusione con il Monterotondo Lupa (società partecipante alla Serie D 2011-2012), formazione di proprietà del Presidente Pochesci, che disputava le sue partite proprio al Comunale, o quella di un'acquisizione del marchio "Pomezia Calcio" da parte dell'ASD Sporting Real Pomezia, squadra di Eccellenza, divenuta dopo il fallimento dei rossoblù la principale società del territorio. Per i tifosi pometini però, la possibilità di rivedere una squadra con il nome e i colori del Pomezia in un campionato di prestigio, diventa una vana speranza: infatti a fine stagione, dopo il trasloco da Pomezia del Monterotondo e il fallimento della trattativa per una possibile collaborazione con il Real Pomezia. Quest'ultima diventa dunque la prima squadra della città, e il Pomezia Calcio SRL decide così di ritirarsi dal campionato di Terza Categoria, mettendo così la parola fine (anche se i tifosi sperano solo temporaneamente) all'attività di 55 anni dello storico club pontino.

2014/2015: rinasce il Pomezia CalcioModifica

Nella stagione 2014/2015 il nome Pomezia Calcio torna nel maggior palcoscenico dilettantistico regionale, l'Eccellenza laziale.

Lo Sporting Real Pomezia, infatti, assume il nome e i colori del vecchio Pomezia Calcio, provando a porsi come punto di riferimento per i vecchi tifosi e appassionati, nonostante il titolo sportivo e il marchio del vecchio Pomezia stazionino ancora nei tribunali fallimentari.

Il nuovo Pomezia mette a disposizione del tecnico Francesco Punzi, ex Rieti, una rosa di discreto valore per l'Eccellenza: oltre a Mauro Ciccarelli, ex bomber del San Michele in Promozione, sono arrivati tra le file rossoblù Stefano Iannotti e Fabrizio Romondini. La stagione si conclude con un nono posto.

La nuova stagione inizia con profondi mutamenti sia a livello societario sia tecnico. A Federico Coculo e Alessandro Spina si uniscono nuovi imprenditori e la presidenza viene offerta a Cerusico. La panchina viene affidata all'ex Persia, campione in carica nella categoria Juniores con la Vigor Perconti. Nel mercato estivo il Pomezia mette sotto contratto l'attaccante Ciro Di Fiandra e l'ex Civitavecchia Palermo (già protagonista ai tempi di mister Lanza). Da Aprilia arriva Tommaso Gamboni. Il Pomezia inizia con due sconfitte (in casa con l'Audace e in trasferta sul terreno del M.S.Giovanni Campano). Nella terza di campionato vittoria convincente in casa contro il Racing Club con risultato all'inglese.

La stagione 2017-2018, sotto la guida del patron Alessio Bizzaglia, il Pomezia Calcio conclude la stagione con un secondo posto nel girone B di Eccellenza laziale approdano ai play-off per la Serie D.

CronistoriaModifica

Cronistoria del Pomezia Calcio
  • 1949 - Nascita dell'Associazione Sportiva Pomezia, che partecipa al Torneo Gabetto
  • 1950 - L'A.S. Pomezia partecipa per la prima volta ad un campionato federale FIGC, la Seconda Divisione Divisione Romana.
  • 1954-55 - in Seconda Divisione Romana.
  • 1955-56 - in Seconda Divisione Romana.
  • 1956-57 - Nel torneo C.S.I.. Fusione tra A.S. Pomezia e Virtus Pomezia, con cambio di denominazione in Virtus Pomezia
  • 1957-58 - in Seconda Divisione Romana. Fusione tra Virtus Pomezia e Divino Amore.
  • 1958-59 - in Seconda Divisione Romana.
  • 1959-60 - in Seconda Categoria Laziale.
  • 1960-61 - 2º in Seconda Categoria Laziale.
  • 1963-64 - in Seconda Categoria Laziale.
  • 1964-65 - in Seconda Categoria Laziale.
  • 1965-66 - 4º in Seconda Categoria Laziale.
  • 1967-68 - 1º in Seconda Categoria Laziale. Promosso in Promozione Laziale.
  • 1968-69 - 8º in Promozione Laziale.
  • 1969-70 - 9º in Promozione Laziale.
  • 1970-71 - 13º in Promozione Laziale.
  • 1971-72 - 8º in Promozione Laziale.
  • 1972-73 - 9º in Promozione Laziale.
  • 1973-74 - 3º in Promozione Laziale.
  • 1974-75 - 7º in Promozione Laziale.
  • 1975-76 - 3º in Promozione Laziale.
  • 1976-77 - 14º in Promozione Laziale. Retrocesso in Prima Categoria Laziale
  • 1977-78 - 11º in Prima Categoria Laziale. Fusione tra Virtus Pomezia e Torvaianica.
  • 1978-79 - 15º in Prima Categoria Laziale. Retrocesso in II Categoria Laziale.
  • 1979-80 - 4º in Seconda Categoria Laziale. Fusione tra Virtus Pomezia e Golagomma Pomezia.
  • 1980-81 - 15º in Promozione Lazio. Fusione tra Virtus Pomezia e S.S. Pomezia. Assume la nuova denominazione Unione Sportiva Pomezia Calcio.
  • 1981-82 - 1º in Promozione Lazio. Promosso in Interregionale
  • 1982-83 - 16º in Interregionale. Retrocesso in Promozione Laziale
  • 1983-84 - 11º in Promozione Lazio.
  • 1984-85 - 14º in Promozione Lazio.
  • 1985-86 - 10º in Promozione Lazio.
  • 1986-87 - 10º in Promozione Lazio.
  • 1987-88 - 2º in Promozione Laziale. Promosso in Interregionale.
  • 1988-89 - 8º in Interregionale.
  • 1989-90 - 5º in Interregionale.
  • 1990-91 - 10º in Interregionale.
  • 1991-92 - 7º in Interregionale.
  • 1992-93 - 5º in CND
  • 1993-94 - 13º in CND
  • 1994-95 - 16º in CND. Retrocesso in Eccellenza Laziale
  • 1995-96 - 3º in Eccellenza Lazio.
  • 1996-97 - 2º in Eccellenza Laziale - dopo spareggio play off con il Rieti (0-0 e 0-1)
  • 1997-98 - 12º in Eccellenza Lazio.
  • 1998-99 - 9º in Eccellenza Lazio.
  • 1999-00 - 3º in Eccellenza Lazio.
  • 2000-01 - 16º in Eccellenza Lazio. Retrocesso in Promozione Laziale
  • 2001-02 - 7º in Promozione Lazio.
  • 2002-03 - 8º in Promozione Lazio.
  • 2003-04 - 2º in Promozione Lazio.
  • 2004-05 - 1º in Promozione Lazio. Promosso in Eccellenza Lazio
  • 2005-06 - 10º in Eccellenza Lazio, cambia denominazione in Pomezia Calcio s.r.l.
  • 2006-07 - 3º in Eccellenza Lazio.
  • 2007-08 - 6º in Eccellenza Lazio.
  • 2008-09 - 1º in Eccellenza Lazio. Promosso in Serie D. Vincitore Coppa Italia Dilettanti
  • 2009-10 - 3º in Serie D. Eliminato dai play-off in semifinale. Ripescato in Lega Pro Seconda Divisione.
  • 2010-11 - 7º in Lega Pro Seconda Divisione - Ultimo posto a tavolino e retrocessione in Serie D d'ufficio per aver presentato in sede di ripescaggio dei documenti falsi. Fallimento: riparte dalla Seconda Categoria.
  • 2011-12 - 16º in Seconda Categoria Lazio. Retrocesso in Terza Categoria non si iscrive al successivo campionato e si scioglie dopo 55 anni di storia.
  • 2014 - Il Real Pomezia riprende la tradizione sportiva della storica società cambiando denominazione in A.S.D. Pomezia Calcio. Ammessa al campionato di Eccellenza.
  • 2014-2015 - 9° in Eccellenza Lazio. Al termine della stagione assume la denominazione Società Sportiva Dilettantistica Pomezia Calcio Selva dei Pini, grazie alla fusione con la società Selva dei Pini Pomezia 2010.
  • 2015-16 - 13º nel girone B dell'Eccellenza Lazio.
  • 2016-17 - 8º nel girone B dell'Eccellenza Lazio. A fine campionato assume la denominazione S.S.D. Pomezia Calcio.
  • 2017-18 - 2º nel girone B dell'Eccellenza Lazio. Qualificata ai play-off nazionali.
  • 2018-19 - 2º nel girone B dell'Eccellenza Lazio. Qualificata ai play-off nazionali.

Colori e simboloModifica

ColoriModifica

I colori del Pomezia sono il rosso e il blu. Questi colori sono quelli ufficiali dello stemma cittadino e del comune: riprendono simbolicamente il rosso della terra su cui sorge la città e il blu del mare sul quale si affaccia.

Simboli ufficialiModifica

StemmaModifica

Il simbolo del Pomezia Calcio è la dea romana Pomona, simbolo della città. La dea è presente anche sullo scudetto del Pomezia.

MascotteModifica

La mascotte ufficiale del Pomezia Calcio è il dragone "Pommy".

 
Il saluto di Pommy prima di una partita

InnoModifica

L'inno del Pomezia è stato composto nel 2006 da Massimo Moi: il brano si intitola "Ora siamo noi".

Negli anni 80 fu inciso il primo inno ufficiale dell'U.S. Pomezia da Ugo Casadei dal titolo "Forza Pomezia".

StadioModifica

Il Pomezia gioca le partite casalinghe allo stadio Comunale di Pomezia.

L'impianto presenta le seguenti caratteristiche:

  • grandezza : 106 m x 65m
  • Fondo: Erba sintetica
  • Copertura campo: Tribune laterali scoperte, tribuna centrale coperta
 
Lo stadio comunale di Pomezia

Allenatori e PresidentiModifica

Gli allenatori del Pomezia
  • 1950-51: G. Pillinini
  • 1954-55: Lopez
  • 1957-58: Patrizi
  • 1958-59: Patrizi
  • 1963-65: M. Celori
  • 1967-68: Centomini
  • 1968-69: Dell'Oglio, poi Mazzoni
  • 1969-70: Mazzone, poi De Vita
  • 1970-71: De Vita
  • 1971-72: Piacentini
  • 1972-73: Centomini
  • 1973-74: Abbatini
  • 1974-75: Abbatini, poi Ginocchi
  • 1975-76: Marazzi
  • 1976-77: Silvestri, poi Giovannardi
  • 1977-78: Piccolo
  • 1978-79: Errera
  • 1979-80: Leonori
  • 1980-81: Marazzi, poi Prodosmo, poi Ginocchi
  • 1981-82: Kristovich
  • 1982-84: Giacobbo, poi Prodosmo
  • 1985-86: Ferrante, poi Carrubba, poi Ginocchi
  • 1986-87: Mattioli
  • 1987-90: L. Sparacca
  • 1990-91: Berardi, poi Conte
  • 1991-92: Priori
  • 1992-95: L. Sparacca
  • 1995-97: Priori
  • 1997-00: P. Mazza
  • 2000-01: Alvardi, poi Proietti, poi Pagliarini, poi Conte
  • 2001-02: Berardi
  • 2002-03: M. Marcelletti, poi Aiello
  • 2003-04: Aiello, poi Pozzi
  • 2004-05: F. Del Grosso
  • 2005-06: F. Del Grosso, poi F. Quadraccia
  • 2006-07: P. Nucci, poi M. Bencivenga, poi M. Castagnari
  • 2007-08: D. Scarfini, poi O. Chierico
  • 2008-10: C. Lanza
  • 2010-11: M. Farris
  • 2011-12: V. Guerra
  • 2014-2016 :F. Punzi
  • 2016-: Cristiano Gagliarducci
I presidenti del Pomezia
  • 1950-56: Di Giorgio
  • 1956-67: C. Caponetti
  • 1967-79: Navisse
  • 1979-89: M. Auriemma
  • 1989-98: ?
  • 1998-00: C. Tanzi
  • 2000-06: F. Mancini
  • 2006-09: G. Santodonato (Patron R. Di Mario)
  • 2009-11: M. Schiavon (Patron R. Di Mario)
  • 2011-12: H. Gamoudi (Patron R. Di Mario)
  • 2014-: F. Coculo e Alessio Bizzaglia

PalmarèsModifica

Competizioni regionaliModifica

2008-2009 (girone A)
2008-2009
1981-1982 (girone B), 2004-2005 (girone C)
1967-1968

Altri piazzamentiModifica

Secondo posto: 1996-1997 (girone B), 2017-2018 (girone B), 2018-2019 (girone B)
Terzo posto: 1995-1996 (girone B), 1999-2000 (girone B), 2006-2007 (girone A)
Secondo posto: 1987-1988 (girone A), 2003-2004 (girone C)
Terzo posto: 1973-1974 (girone B), 1975-1976 (girone B)
Semifinalista: 2008-2009

StatisticheModifica

Campionati NazionaliModifica

Stagioni sportive disputate dal Pomezia Calcio a partire dall'esordio a livello nazionale in Interregionale nel 1982:

Partecipazione ai campionatiModifica

Livello Categoria Partecipazioni Debutto Ultima stagione Totale
Lega Pro Seconda Divisione 1 2010-2011 1
Campionato Interregionale 5 1982-1983 1991-1992 9
Campionato Nazionale Dilettanti 3 1992-1993 1994-1995
Serie D 1 2009-2010

Campionati RegionaliModifica

Stagioni sportive disputate dal Pomezia Calcio a partire dall'esordio a livello regionale in Seconda Categoria nel 1958, ordinate in base al livello regionale:

Livello Categoria Partecipazioni Debutto Ultima stagione Totale
I Promozione 16 1968-1969 1981-1982 30
Eccellenza 14 1995-1996 2017-2018
II Seconda Categoria 9 1959-1960 1967-1968 15
Prima Categoria 2 1977-1978 1978-1979
Promozione 4 2001-2002 2004-2005
III Seconda Divisione 1 1958-1959 2
Seconda Categoria 1 1979-1980
IV Seconda Categoria 1 2011-2012 1

TifoseriaModifica

PubblicoModifica

Solitamente, al termine di ogni stagione la media spettatori del Pomezia si aggira intorno alle 600-700 persone. Soprattutto nei momenti d'oro della squadra però, come nel biennio Lanza o nella stagione tra i professionisti, il numero delle persone che hanno affollato il Comunale è stato notevolmente superiore, creando ottime cornici specialmente nei match decisivi e in quelli di fine stagione: infatti nelle ultime stagioni diverse partite di grande caratura hanno fatto superare ampiamente quota 1000 presenti, toccando spesso anche i 1500. Addirittura, però, a Pomezia qualcuno parla di partite, nel passato, che hanno fatto raggiungere le 2000 unità. Attualmente, il Pomezia, nonostante giochi in una categoria che poco le compete, viene considerata da quasi tutti i cittadini "la prima squadra della città", e quindi ha mantenuto un buon numero di tifosi, sebbene l'affluenza di tifosi al Comunale si sia comprensibilmente abbassata. La squadra rossoblù, oltre a essere molto seguita in città, può vantare un "club" di tifosi a Santa Palomba.

Tifoseria organizzataModifica

I primi timidi tentativi di portare a Pomezia il tifo organizzato ci furono negli anni ottanta, dove il gruppo maggiore fu la "Brigata rossoblù", sciolto in poco tempo. Intorno alla figura di due storici tifosi, Rudy Costanzelli e il mitico "Sezzese" sorse il gruppo "Commandos", anche questo sciolto dopo tre anni di attività. Negli anni 90, nonostante i buoni risultati del Pomezia e il numeroso pubblico, al Comunale di Via Varrone non si vide tifo organizzato. Nel nuovo millennio il primo vero e proprio gruppo Ultras fu la "Base 167", gruppo abbastanza numeroso che agì al servizio della squadra nei primi anni 2000, dimostrando un grande attaccamento ai colori rossoblù, per questo fu molto apprezzato e rispettato dal resto della tifoseria. Purtroppo finì per sciogliersi intorno al 2004. Un nuovo e sporadico tentativo di creare un gruppo ci fu nel 2009, con la squadra impegnata sia in Campionato (dove risulterà vittoriosa) sia in Coppa Italia Dilettanti: il gruppo in questione prese il nome di "Ultras Pomezia 09", ma la scarsissima organizzazione e alcuni contrasti avuti con l'ambiente esterno portarono i componenti del gruppo a sciogliersi in pochi mesi. La città rimase senza tifo organizzato fino al 2010 quando nasce il gruppo dei Boys 1957 che porta avanti l'attività di tifo per circa quattro anni per sciogliersi definitivamente nel 2015.

Amicizie e rivalitàModifica

La tifoseria del Pomezia non ha gemellaggi ufficiali, nonostante in passato ci sia stata una sentita amicizia con i tifosi della Virtus Casarano. Un tempo, il gruppo Ultras Pomezia 09, era gemellato con gli Utras della Cisco Roma, la "Bad Side". Sciolto il gruppo pometino, finirono anche i rapporti con i tifosi della squadra romana. Dal punto di vista delle rivalità, è molto sentito, sportivamente parlando, il derby con i "cugini" dell'Aprilia, squadra che nella stagione 2010-11 ha vinto il girone G della Serie D. Altre partite molto calde sono quelle con l'Anziolavinio e con il Latina. Si tratta comunque di rivalità sanamente sportive, e che non hanno quasi mai confluito in episodi di violenza, a parte qualche incidente di poca importanza.

CuriositàModifica

  • Il Pomezia è salito agli onori della cronaca nazionale nel 1997, per via dello scandalo scoppiato al termine della partita play - off per la promozione in Serie D, Rieti - Pomezia: la gara, anche se sospesa negli ultimi minuti per la 5ª espulsione del Pomezia (che era così rimasto con 6 giocatori, con il punteggio a sfavore per 1 - 0), fu inserita nella colonna Totogol come se fosse finita regolarmente[7]. Successivamente furono fatte indagini dalla magistratura per la denuncia fatta dall'arbitro di gara Marrazzo, che affermava di aver ricevuto pressioni dal presidente della LND, Elio Giulivi, affinché stilasse un secondo referto sulla partita che aveva diretto, Rieti - Pomezia, poiché l'otto nel Totogol pagava 300 milioni. Dopo oltre un anno, il capo procuratore federale, Carlo Porceddu, deferisce Elio Giulivi, l'ex commissario della CAN (D'Elia), il suo vice (Ramicone), il commissario di campo di Rieti - Pomezia (Belfiori) e un collaboratore del comitato regionale laziale. Si dimette invece il segretario della lega dilettanti, Mauro Grimaldi[8].
  • In occasione della partita del 12 dicembre 2010 a Catanzaro (finita col punteggio di 2-0 per i rossoblù), i giocatori locali rimasero, per forma di protesta contro la loro società, per tutto il primo minuto nella loro metà campo seduti a terra. I giocatori del Pomezia diedero il loro sostegno e la loro solidarietà ai colleghi rimanendo anch'essi nella propria metà campo, in fase di palleggio. La protesta del Catanzaro era dovuta al mancato pagamento degli stipendi che andava avanti ormai da mesi, e a cui era dovuto l'abbandono della squadra in estate di quasi tutti i calciatori, lasciando in rosa quasi esclusivamente giovani della Primavera e della Beretti, insieme a qualche professionista che aveva preso la decisione di restare. Per questo la storica società calabrese, non solo era sull'orlo del fallimento, ma anche all'ultimo posto in classifica con 2 punti (più 1 di penalizzazione) e una prospettiva di ulteriore penalità. Da notare che i locali gradirono molto la solidarietà degli avversari laziali, e molti giornali e televisioni parlarono dell'accaduto. Addirittura il capitano del Catanzaro, Francesco Corapi, intervenne su Sky Sport 24 per parlare della protesta della sua squadra e approfittò per ringraziare i calciatori del Pomezia.
  • Da vari anni c'è un libro dedicato interamente alla storia del calcio pometino, Amarcord di Walter De Bardi, l'unico in cui sono scritte le cronache delle varie stagioni del Pomezia.
  • Il Pomezia compare nell'edizione del gioco manageriale di calcio Football Manager 2011.

NoteModifica

  1. ^ Daniele Mosconi, Scompare il Pomezia, TuttoLegaPro, 28. URL consultato il 3 luglio 2014.
  2. ^ Fabrizio Consalvi, Pomezia: Ritorno al Futuro, nuovo nome e Punzi in panchina, Fuoriareaweb, 1. URL consultato il 3 luglio 2014 (archiviato dall'url originale il 14 luglio 2014).
  3. ^ Castel Rigone, una chiusura col tonfo, La Nazione. URL consultato il 14 giugno 2010.
  4. ^ Il Matera accede alla finale play-off, TRM. URL consultato il 21 giugno 2010.
  5. ^ Tnas, no al Pomezia: Catanzaro resta tra i Prof | Altre notizie | Calciomercato.com
  6. ^ Decise le ammissioni per la stagione 2011/2012, Lnd.it, 28 luglio 2011. URL consultato il 28 luglio 2011.
  7. ^ Rieti-Pomezia del '97 era nulla ma finì 1 - 0., in Repubblica, 13 novembre 1998. URL consultato il 29 ottobre 2009.
  8. ^ Stefano Mattei, Bufera nei dilettanti., in Rai, 12 novembre 1998. URL consultato il 29 ottobre 2009.

Voci correlateModifica

Collegamenti esterniModifica