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Il premio Marco Luchetta è un riconoscimento giornalistico internazionale istituito nel 2004.

Le originiModifica

Il 28 gennaio 1994 in un cortile di Mostar Est, nella zona musulmana, una troupe della sede Rai di Trieste che stava realizzando uno speciale per il TG1[1] veniva colpita da una granata croata. Muoiono il giornalista Marco Luchetta, il tecnico Alessandro Ota ed il cameraman Dario D'Angelo. Nemmeno due mesi più tardi, il 20 marzo 1994, l'operatore triestino Miran Hrovatin viene assassinato assieme alla giornalista Ilaria Alpi a Mogadiscio.[2]

Per ricordare i quattro nasce a Trieste un comitato spontaneo di parenti, amici e colleghi che, in collaborazione con l'ospedale infantile Burlo Garofolo, progetta la realizzazione di un centro di prima accoglienza per bambini vittime della guerra in Jugoslavia ed i loro familiari. Entro la fine dell'anno il comitato si organizza nella Fondazione Marco Luchetta, Alessandro Ota, Dario D'Angelo e Miran Hrovatin per i bambini vittime della guerra, riconosciuta come ente morale il 19 settembre 1997.[3] Nella primavera del 1998 viene inaugurato un primo centro di accoglienza in via Velussi, a Trieste, in un edificio di proprietà della Provincia di Trieste, cui segue nel 2005 un secondo centro in via Rossetti.[4] Tra le centinaia di bambini e genitori provenienti da zone di guerra assistiti dalla fondazione c'è Zlatko, il bambino che Luchetta e colleghi stavano filmando nel cortile, salvato dallo schermo costituito dai corpi degli italiani[5]

Il premioModifica

Nel 2004, a dieci anni dalla morte dei quattro inviati, la Fondazione istituisce in collaborazione con la RAI, sotto l'alto patronato della Presidenza della Repubblica e con il patrocinio del Ministero delle Comunicazioni, il premio giornalistico internazionale Marco Luchetta.

Il premio intende essere un omaggio al modo di svolgere la professione giornalistica e agli ideali che la Fondazione e i colleghi RAI ritengono abbiano animato il lavoro dei quattro inviati: i valori della solidarietà tra i popoli, il rispetto delle diversità etniche e politiche, la convivenza pacifica e la soluzione dei conflitti attraverso il dialogo nonché, soprattutto, l'opera di sensibilizzazione in favore e a tutela dei bambini vittime di ogni forma di violenza.

Le cinque sezioni principali del premio includono:

  • Premio Marco Luchetta riservato ai giornalisti della televisione europea;
  • Premio Marco Luchetta riservato ai giornalisti della carta stampata nazionale;
  • Premio Alessandro Ota riservato ai telecineoperatori e ai reportage;
  • Premio Dario D'Angelo riservato ai giornalisti della carta stampata europei, non italiani;
  • Premio Miran Hrovatin riservato ai fotoreporter per la migliore fotografia;

A cui si aggiungono:

  • Premio speciale conferito a personalitá distintesi nella diffusione degli ideali della Fondazione;
  • Premio Testimoni della Storia (dal 2012) per giornalisti che hanno trattato fatti o personaggi storici;

La quarta edizione del premio giornalistico Marco Luchetta si è conclusa a Trieste sabato 21 luglio 2007, con la consegna in piazza Unità d'Italia dei riconoscimenti giornalistici nel corso del galà televisivo di Raiuno “I Nostri Angeli” condotto da Franco Di Mare e Eleonora Daniele.

La sesta edizione è stata trasmessa sabato 18 luglio 2009 da Raiuno, nel corso della trasmissione "I Nostri Angeli" condotta da Lamberto Sposini con la partecipazione di Massimo Ranieri, Michele Zarrillo e Sebastiano Somma.

La premiazione dei vincitori della settima edizione (2010) è avvenuta in piazza Unità d'Italia a Trieste mercoledì 21 luglio, nel corso della serata I Nostri Angeli, con la conduzione di Lamberto Sposini e la partecipazione di Massimo Ranieri.

Nell'edizione 2011 l'assegnazione del "Premio Marco Luchetta riservato ai giornalisti della carta stampata nazionale" a Giusi Fasano viene contestata attraverso una lettera , secondo la quale l'articolo di Fasano[6] ricalca in gran parte un articolo del Daily Mail[7] che si ispira a sua volta al reportage del giornalista Julian Ryall, pubblicato precedentemente sul Daily Telegraph.[8] La giuria risponde affermando che essa «non ha mai inteso riconoscere una qualche primogenitura nell'articolo di Giusi Fasano, ma semmai la capacità di restituire, anche ai lettori italiani, un caso che ha fatto parlare proprio perché emblematico delle terribili conseguenze di una catastrofe naturale»[9]

Albo d'oroModifica

Ed. Anno Premio Luchetta TV Premio Luchetta Stampa Premio Ota Premio D'Angelo Premio Hrovatin Premio Speciale Premio Storia
I 2004[10] Pino Scaccia (Tv7) Claudio Rubino (Primo Piano) Azra Nuhefendic (Il Piccolo) Pep Bonet (Agenzia Grazia Neri Corriere della Sera )
II 2005[11] Giuseppe Bonavolontà (TG3 Primo Piano)- Gabriella Simoni (Studio Aperto) Francesca Paci (La Stampa) Massimo Pinzauti (TG2 Dossier) Monica Garcia Prieto (El Mundo) Jim Hollander (Agenzia ANSA)
III 2006[12] Isabella Schiavone (Tv7) Paolo Rumiz (La Repubblica) Marino Macchi (TGR EstOvest) Jon Ashworth (The Times) Robert Knoth (Agenzia Contrasto)
IV 2007[13][14] Sabina Fedeli (Terra!) Barbara Schiavulli (L'Espresso) Silvio Giulietti (TG2) - Fulvio Gorani (TG2 Dossier) Michael Howard (The Guardian) Yannis Kontos (Agenzia Grazia Neri) Ettore Mo
V 2008[15] Valerio Cataldi (TG2 Dossier) Stefano Liberti (Ilaria -mensile della Cooperazione italiana) Vincenzo Bonanni (TG2 Dossier) - Marco Gobbini (TG2 Dossier) Clare Dwyer-Hogg (The Observer) Riccardo Venturi (Agenzia Contrasto) Vittorio Zucconi
VI 2009[16][17] Nico Piro (TG3 Agenda del mondo) Attilio Bolzoni (La Repubblica) Gaetano Nicois (Password, il mondo in casa) Catherine Philp (The Times) Jerome Delay (AP Internazionale) Piero Angela
VII 2010[18] Alfredo Macchi (Mediaset) Viviana Mazza (Corriere della Sera) Roberto Carulli (Rai Sport) Nina Lakhani (The Independent) Armando Dadi (freelance) Dorothée Ollieric (France 2)
VIII 2011[19] Pierre Monegier (France 2) Giusi Fasano (Corriere della Sera) Dominique Marotel (France 2) Arne Perras (Sueddeutsche Zeitung) Monika Bulaj (freelance) Margherita Hack
IX 2012[20] Fergal Keane (BBC BBC1, BBC World News, BBC News Giancarlo Oliani (Gazzetta di Mantova) Elio Colavolpe (Agenzia Emblema TG3 Agenda del Mondo) Josè Miguel Calatayud (freelance) Alessandro Grassani (Agenzia LUZphoto Alternatives Internationales) Ernesto Caffo Gianni Minà
X 2013[21] Ian Pannel (BBC NEWS E WTV NEWS) Marzio G. Mian (Io Donna Corriere della Sera Jean Sébastien Desbordes (France 2) Richard Lloyd Parry (The Times) Marco Gualazzini (L'Espresso) Francesco Tullio Altan Giovanni Floris
XI 2014[22] Flavia Paone (RAI 3 TG3) Lucia Capuzzi (Avvenire) Lucia Goracci (RAI 3 DOC 3) Harriet Sherwood (The Guardian Weekend Magazine) Niclas Hammarström (Aftonbladet) Simone Cristicchi Lilli Gruber
XII 2015[23] Jonathan Rugman (Channel 4) Elena Molinari (Avvenire) Pablo Trincia (LA7 AnnoUno) Emilie Blachère (Paris Match) JM Lopez (El Pais Semanal) Giovanna Botteri (RAI) Ferruccio de Bortoli
XIII 2016[24] Fergal Keane (BBC News) Pietro del Re (La Repubblica) Floriana Bulfon, Cristina Mastrandrea (L'Espresso) Katrin Bennhold (New York Times) Gjorgji Lichovski (European Pressphoto Agency), (Huffington Post) Giulio Regeni Ezio Mauro
XIV 2017[25] Lyse Doucet (BBC News) Laura Silvia Battaglia (Left Magazine) Valerio Cataldi (RAI TG2 Dossier) Tom Parry (Daily Mirror) Gjorgji Lichovski (European Pressphoto Agency), (Huffington Post) "Mediterranean Hope" (Comunità di Sant'Egidio, FCEI, Tavola valdese) Corrado Formigli
XV 2018[26] Andrea Oskari Rossini (RAI TGR Est Ovest) Carmelo Riccotti La Rocca, Martina Chessari (La Sicilia) Marco Fubini, Nadia Toffa (Italia 1 Le Iene) Stephanie Hegarty, Vladimir Hernandez (BBC World Service) Mohammed Badra (The Guardian) Vittorio Zucconi
XVI 2019[27] Orla Guerin (BBC News) Daniele Bellocchio (L'Espresso) Diego Bianchi (Zoro) (LA7 Propagandalive) Margaux Benn (Le Figaro) Alessio Romenzi (L'Espresso) Riccardo Iacona

NoteModifica

  1. ^ per proporre i bambini vittime della guerra balcanica quali candidati al premio Nobel per la pace, vedi Stefania Di Lellis, Il Nobel a quei bambini? Una bassa speculazione, Repubblica, 5 febbraio 1994. URL consultato il 28 giugno 2010.
  2. ^ Claudio Pavone, Storia d'Italia nel secolo ventesimo: Elementi strutturali, Ministero per i beni e le attività culturali, 2006, p. 243, ISBN 978-88-7125-277-3.
  3. ^ / Archivio Documenti Fondazione \ Archiviato il 6 settembre 2010 in Internet Archive.
  4. ^ | Fondazione Luchetta Ota D'Angelo Hrovatin | Archiviato il 2 giugno 2010 in Internet Archive.
  5. ^ M.Andolfatto,2008, pp.97-98.
  6. ^ Giusi Fasano, La classe dei trenta bambini che aspettano ancora i genitori, Corriere, 19 marzo 2011. URL consultato il 26 giugno 2011 (archiviato dall'url originale il 26 marzo 2011).
  7. ^ (EN) Daily Mail Reporter, Sitting silent in their classroom, the 30 children whose parents have not come to collect them after tsunami swept away their town, Daily Mail, 18 marzo 2011. URL consultato il 27 giugno 2011.
  8. ^ (EN) Julian Ryall, Japan earthquake: the children who have lost their parents, The Telegraph, 16 marzo 2011. URL consultato il 26 giugno 2011.
  9. ^ Luigi Mascheroni, Toh, anche la Bbc fabbrica un po’ di fango, il Giornale, 26 giugno 2011. URL consultato il 26 giugno 2011.
  10. ^ Trieste ricorda i giornalisti caduti, Repubblica, 31 luglio 2008. URL consultato il 28 giugno 2010.
  11. ^ Premio Luchetta, ecco i vincitori, Corriere della Sera, 24 luglio 2005. URL consultato il 28 giugno 2010 (archiviato dall'url originale l'11 agosto 2012).
  12. ^ Maria Volpe, TELE RACCOMANDO, Corriere della Sera, 25 luglio 2006. URL consultato il 28 giugno 2010 (archiviato dall'url originale il 23 ottobre 2015).
  13. ^ Il Luchetta a Fedeli e Schiavulli, Repubblica, 14 luglio 2007. URL consultato il 28 giugno 2010 (archiviato dall'url originale il 30 maggio 2008).
  14. ^ Premio alla carriera all'inviato Ettore Mo, Repubblica, 26 luglio 2007. URL consultato il 28 giugno 2010 (archiviato dall'url originale il 31 ottobre 2015).
  15. ^ Vittorio Zucconi vince il Luchetta, Repubblica, 5 luglio 2008. URL consultato il 28 giugno 2010.
  16. ^ Bolzoni vince il Luchetta 2009, Repubblica, 2 luglio 2009. URL consultato il 28 giugno 2010.
  17. ^ CCIAA di Trieste, I finalisti del Premio giornalistico Marco Luchetta 2009, su ts.camcom.it, 2009. URL consultato il 28 giugno 2010.
  18. ^ Vincitori del premio giornalistico internazionale Marco Luchetta 2010, su premioluchetta.it, 13 luglio 2010. URL consultato il 23 settembre 2010.
  19. ^ I vincitori dell'ottava edizione del premio Lucchetta (2011)
  20. ^ I vincitori della nona edizione del premio Lucchetta (2012)
  21. ^ I vincitori della decima edizione del premio Lucchetta (2013)
  22. ^ I vincitori dell'undicesima edizione del premio Lucchetta (2014)
  23. ^ I vincitori della dodicesima edizione del premio Lucchetta (2015)
  24. ^ I vincitori della tredicesima edizione del premio Lucchetta (2016)
  25. ^ I vincitori della quattordicesima edizione del premio Lucchetta (2017)
  26. ^ I vincitori della quindicesima edizione del premio Lucchetta (2018)
  27. ^ I vincitori della sedicesima edizione del premio Lucchetta (2019)

BibliografiaModifica

AA.VV., Giornata della Memoria dei giornalisti uccisi da mafie e terrorismo (PDF)[collegamento interrotto], Unione Nazionale Cronisti Italiani, 3 maggio 2008. URL consultato il 28 giugno 2010.

Voci correlateModifica

Collegamenti esterniModifica