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Provincia di Trieste

provincia italiana
Provincia di Trieste
provincia di circoscrizione statale
Provincia di Trieste – Stemma Provincia di Trieste – Bandiera
Provincia di Trieste – Veduta
Palazzo Galatti, sede della provincia
Localizzazione
StatoItalia Italia
RegioneFriuli-Venezia-Giulia-Stemma.svg Friuli-Venezia Giulia
Amministrazione
CapoluogoTrieste
Data di istituzione1922
ricostituita nel 1954
Data di soppressione2017
Territorio
Coordinate
del capoluogo
45°38′10″N 13°48′15″E / 45.636111°N 13.804167°E45.636111; 13.804167 (Provincia di Trieste)Coordinate: 45°38′10″N 13°48′15″E / 45.636111°N 13.804167°E45.636111; 13.804167 (Provincia di Trieste)
Superficie212,51 km²
Abitanti234 457[1] (30-9-2017)
Densità1 103,28 ab./km²
Comuni6 comuni
Province confinantiGorizia, Litorale-Carso (SLO)
Altre informazioni
LingueItaliano, sloveno
Cod. postale34121-34151 (Trieste), 34010-34011, 34015-34016, 34018 (provincia)
Prefisso040
Fuso orarioUTC+1
ISO 3166-2IT-TS
Codice ISTAT032
TargaTS
Cartografia
Provincia di Trieste – Localizzazione
Provincia di Trieste – Mappa
Sito istituzionale

La provincia di Trieste (Tržaška pokrajina in sloveno), è una provincia italiana del Friuli-Venezia Giulia, la meno estesa delle province italiane (appena 212 km², meno di certi Comuni italiani) a causa della perdita dei territori del Carso, ceduti alla Jugoslavia dopo la fine del secondo conflitto mondiale. Proprio per questo è anche la provincia italiana con meno comuni (6) è anche la quarta per densità abitativa[2]: tale densità però non è pari a quella dei Comuni Italiani più affollati, per cui non si avrebbe una città eccessivamente popolosa né densa di abitanti se si accorpassero tutti insieme i 6 Comuni.

Come ente locale è stata soppressa nel 2017 e sostituita dalla UTI Giuliana, che peraltro ne ricalca i confini e ne eredita alcune strutture. Rimane invece inalterata come circoscrizione periferica delle amministrazioni statali.

Indice

Geografia fisicaModifica

 
Una delle risorgive del Timavo

Il territorio provinciale è quasi interamente compreso nel comprensorio del Carso. Fino al 1947 la provincia era suddivisa in 30 comuni su una superficie di 1 278 km². Nel 1938 la popolazione residente era di 351 595 abitanti con una densità di 76 ab./km²[3]. Solo i 212 km² citati sopra sono rimasti all'Italia.

Il territorio provinciale è compreso in una stretta (5–10 km) striscia di terra lunga circa 30 km, che si estende tra il mare e l'altopiano del Carso (a circa 400 metri sul livello del mare) da nord-ovest (provincia di Gorizia, Monfalcone, golfo di Panzano) a sud-est (Trieste), confinando a est con la Slovenia (litorale) e ad ovest con il golfo di Trieste (nel mare Adriatico). La sua peculiarità, viste le dimensioni, è l'assoluta centralità logistica della città rispetto agli altri comuni, nei fatti una sorta di quartieri in parte conglobati nel tessuto urbano. Tra Trieste e Muggia si trova la baia di Muggia.

Vari sono gli esempi di carsismo: doline, grotte (la più nota delle quali è la Grotta Gigante accessibile al pubblico) e campi solcati. Vi è la quasi assenza di acqua di superficie, se si esclude il fiume Timavo, qualche altro corso d'acqua minore nella parte meridionale della provincia e qualche modesto stagno.

Riguardo alla tutela ambientale, troviamo la Riserva naturale marina di Miramare (presso il Castello di Miramare), e, sempre sulla costa la riserva naturale delle Falesie di Duino, mentre nell'entroterra sono situate le riserve naturali del Monte Lanaro, del Monte Orsario e della Val Rosandra.

ComuniModifica

 Lo stesso argomento in dettaglio: Armoriale dei comuni della provincia di Trieste.

La provincia comprende 6 comuni:

Comune Abitanti Superficie (km²) Stemma
Duino-Aurisina 8.455 45,17  
Monrupino 885 12,68  
Muggia 13.111 13,66  
San Dorligo della Valle 5.756 24,51  
Sgonico 2.055 31,31  
Trieste 204.195 84,49  
Provincia di Trieste 234.457 211,82  

StoriaModifica

 
Mappa dell'Italia, in rosso la vecchia provincia di Trieste (1922-1945).
 
Divisione amministrativa dell'Istria e del Quarnaro dal 1924 al 1947 con segnate la provincia di Trieste (colore verde), la provincia di Gorizia (blu), la provincia di Pola (giallo) e la provincia di Fiume (rosso)
 
Modifiche al confine orientale italiano dal 1920 al 1975.

     Il Litorale austriaco, poi ribattezzato Venezia Giulia, che fu assegnato all'Italia nel 1920 con il trattato di Rapallo (con ritocchi del suo confine nel 1924 dopo il trattato di Roma) e che fu poi ceduto alla Jugoslavia nel 1947 con i trattati di Parigi

     Aree annesse all'Italia nel 1920 e rimaste italiane anche dopo il 1947

     Aree annesse all'Italia nel 1920, passate al Territorio Libero di Trieste nel 1947 con i trattati di Parigi e assegnate definitivamente all'Italia nel 1975 con il trattato di Osimo

     Aree annesse all'Italia nel 1920, passate al Territorio Libero di Trieste nel 1947 con i trattati di Parigi e assegnate definitivamente alla Jugoslavia nel 1975 con il trattato di Osimo

Il territorio, già parte del litorale austriaco, venne annesso all'Italia con il trattato di Rapallo del novembre 1920. La provincia di Trieste venne istituita con regio decreto n. 1353 del 17 ottobre 1922, che creò la prefettura di Trieste ponendo fine al peculiare assetto amministrativo giuliano che, tramite il Commissariato generale civile della Venezia Giulia, aveva di fatto prolungato la struttura istituzionale asburgica del litorale, nella quale il capoluogo regionale godeva di una gestione separata, indipendente da alcuna autorità provinciale.

La nuova provincia comprendeva anche la bassa valle dell'Isonzo con i suoi affluenti, fin quasi a Gradisca, oltre all'entroterra carsico triestino. Dopo varie razionalizzazioni amministrative che soppressero numerosi municipi, la provincia finì per comprendere 30 comuni.

Durante la seconda guerra mondiale e in seguito all'armistizio di Cassibile, la provincia fu occupata dalla Germania nazionalsocialista e inserita nella Zona d'operazioni del Litorale adriatico (OZAK) pur mantenendo la sua identità. il 23 ottobre 1944 il gauleiter Friedrich Rainer nominò Bruno Coceani capo della Provincia di Trieste con generalità di poteri sul suo territorio. La zona di operazioni prefigurava una forma di annessione del territorio al Terzo Reich che non avvenne. Ad esempio, le squadre sportive del territorio continuarono a partecipare ai tornei italiani, come la Triestina nel campionato dell'Alta Italia.

 
Gonfalone della provincia

Nel 1945 i tedeschi furono espulsi dalla provincia dai comunisti jugoslavi, i quali procedettero all'incorporazione della provincia nella Repubblica Socialista Federale di Jugoslavia: l'annessione venne proclamata il 5 maggio, dichiarando che la Venezia Giulia sarebbe stata da quel momento la settima repubblica federativa slava[4]. La reazione degli Alleati fu tuttavia pronta, tanto che Tito fu costretto il 9 giugno ad un compromesso portante la divisione della vecchia provincia in due settori, uno jugoslavo, dove la dissoluzione delle vecchie amministrazioni fu praticamente totale, ed uno in consegna dell'AMGOT dove le vecchie magistrature furono mantenute seppur sostituite ai loro vertici da ufficiali alleati.

Nel 1947, con il trattato di Parigi, la provincia fu suddivisa in tre parti:

Ai sensi della L.R. 26/2014 e successive modifiche la Provincia di Trieste è stata messa in liquidazione dal 1 gennaio 2017 ed è stata definitivamente cancellata il 30 settembre 2017. Le funzioni della Provincia sono in corso di trasferimento alla UTI Giuliana, alla Regione e ai Comuni.

Suddivisione amministrativa storicaModifica

CircondariModifica

All'atto dell'istituzione, la provincia era suddivisa in 2 circondari, a loro volta suddivisi in 5 mandamenti e 46 comuni[5]:

Elenco dei comuni fino al 1947Modifica

Nel 1947, a seguito del trattato di pace di Parigi, rimasero all'Italia 9 comuni su 30, altri 6[6] entrarono nella zona A del Territorio Libero di Trieste (TLT), mentre i restanti 15 furono ceduti alla Jugoslavia[7]. Tutti i comuni rimasti italiani, avendo perso il loro precedente capoluogo, nel 1947 furono riaggregati alla provincia di Gorizia, di cui avevano fatto parte fino al 1923[8]. I 6 comuni della zona A del TLT ritornarono all'Italia nel 1954 e formarono la nuova piccola provincia di Trieste.

N. Nome italiano Nome sloveno Codice catastale Stato attuale Comune attuale Eventi accaduti durante il periodo di appartenenza all'Italia
- Alber di Sesana Avber A148   Slovenia Sesana Già Auber prima del fascismo
Comune soppresso e annesso a Tomadio nel 1927[9].
- Auremo di Sopra Gornje Vreme A498   Slovenia Divaccia Comune soppresso e annesso a Cave Auremiane nel 1927[10].
- Aurisina Nabrežina A500   Italia Duino-Aurisina Già Nabresina prima del fascismo
Comune soppresso e annesso a Duino-Aurisina nel 1928.
1 Bucuie Bukovje B244   Slovenia Postumia
- Caccia Kačja vas B318   Slovenia Postumia Già frazione di Montenero d'Idria sotto l'Austria
Comune soppresso e annesso a Postumia nel 1925[11].
- Capriva del Carso Kopriva B713   Slovenia Sesana Già Capriva prima del fascismo
Comune soppresso e annesso a Duttogliano nel 1927[12].
2 Cave Auremiane Vremski Britof C391   Slovenia Divaccia Già Britova prima del fascismo.
3 Corgnale Lokev D002   Slovenia Sesana
4 Cossana Košane D090   Slovenia Piuca
5 Crenovizza Hrenovice D153   Slovenia Postumia
6 Doberdò del Lago Doberdob D312   Italia Doberdò del Lago Già Doberdò prima del fascismo
Comune della Provincia di Trieste dal 1923 al 1947.
7 Duino Devin D383   Italia Duino-Aurisina Ridenominato Duino-Aurisina nel 1928.
8 Duttogliano Dutovlje D389   Slovenia Sesana
- Famie Famlje D485   Slovenia Divaccia Già Famlie prima del fascismo
Comune soppresso e annesso a Cave Auremiane nel 1927[10].
9 Fogliano di Monfalcone D645   Italia Fogliano Redipuglia Già Fogliano prima del fascismo
Ridenominato Fogliano Redipuglia nel 1939
Comune della Provincia di Trieste dal 1923 al 1947.
10 Grado Gradez E125   Italia Grado Comune della Provincia di Trieste dal 1923 al 1947.
- Lase Laže E460   Slovenia Divaccia Comune soppresso e annesso a Senosecchia nel 1926[13].
- Manchinie Mavhinje E849   Italia Duino-Aurisina Già Malchinie prima del fascismo
Comune soppresso e annesso a Duino-Aurisina nel 1928.
11 Monfalcone Tržič F356   Italia Monfalcone Comune della Provincia di Trieste dal 1923 al 1947.
12 Muggia Milje F795   Italia
  Slovenia
Muggia
Capodistria
.
13 Nacla San Maurizio Naklo F834   Slovenia Divaccia Ridenominato Divaccia San Canziano nel 1928
Ridenominato Divaccia Grotte del Timavo nel 1940.
14 Postumia Postojna G941   Slovenia Postumia Ridenominato Postumia Grotte nel 1935[14].
- Poverio Povir G946   Slovenia Sesana Già Povir prima del fascismo
Comune soppresso e annesso a Sesana nel 1927[15].
15 Rupingrande Repno H237   Italia
  Slovenia
Monrupino
Sesana
Già Repno prima del fascismo
Ridenominato Monrupino nel 1932.
- Roditti Rodik H482   Slovenia Divaccia Già Rodic prima del fascismo
Comune soppresso e annesso a Nacla San Maurizio nel 1926.
16 Ronchi di Monfalcone Ronke H531   Italia Ronchi dei Legionari Già Ronchi prima del fascismo
Ridenominato Ronchi dei Legionari nel 1925
Comune della Provincia di Trieste dal 1923 al 1947.
17 San Canzian d'Isonzo H78   Italia San Canzian d'Isonzo Già San Canziano prima del fascismo
Comune della Provincia di Trieste dal 1923 al 1947.
18 San Dorligo della Valle Dolina D324   Italia
  Slovenia
San Dorligo della Valle
Erpelle-Cosina
Già Dolina prima del fascismo.
19 San Giacomo in Colle Štiak H871   Slovenia Sesana
Comeno
20 San Michele di Postumia Smihel Nad Nanosom I044   Slovenia Postumia
- San Pelagio Šempolaj I078   Italia Duino-Aurisina Comune soppresso e annesso a Duino-Aurisina nel 1928.
21 San Pietro del Carso Pivka I100   Slovenia Piuca .
22 San Pier d'Isonzo I082   Italia San Pier d'Isonzo Già San Pietro dell'Isonzo prima del fascismo
Comune della Provincia di Trieste dal 1923 al 1947.
- Scoppo Skopo I547   Slovenia Sesana Comune soppresso e annesso a Duttogliano nel 1927[12].
- Senadole Senadole I746   Slovenia Divaccia Comune soppresso e annesso a Senosecchia nel 1926[13].
23 Senosecchia Senožeče I616   Slovenia Divaccia
24 Sesana Sežana I674   Slovenia Sesana
25 Sgonico Zgonik I715   Italia Sgonico
- Slivia Slivno I770   Italia Duino-Aurisina Già Slivno prima del fascismo
Comune soppresso e annesso a Duino-Aurisina nel 1928.
26 Staranzano I939   Italia Staranzano Comune della Provincia di Trieste dal 1923 al 1947.
- Storie Štorje I961   Slovenia Sesana Comune soppresso e annesso a Sesana nel 1927[15].
27 Tomadio Tomaj L198   Slovenia Sesana Già Tomai prima del fascismo.
28 Trieste Trst L424   Italia
  Slovenia
Trieste
Sesana
.
29 Turriaco L474   Italia Turriaco Comune della Provincia di Trieste dal 1923 al 1947.
- Villabassa di Senosecchia Dolenja Vas L915   Slovenia Divaccia Già Bassano prima del fascismo
Comune soppresso e annesso a Senosecchia nel 1926[13].
30 Villa Slavina Slavina M024   Slovenia Postumia Già Slavina prima del fascismo.

SocietàModifica

Evoluzione demograficaModifica

Abitanti censiti; in verde la popolazione residente entro i vecchi confini provinciali

 

Alla fine del 2006 si contavano 237.049 abitanti, di cui 13.436 stranieri (5,7%). Nello stesso anno i nati vivi sono stati 1.792 (7,6‰), i morti 3.372 (14,2‰), con un decremento di 1580 (-6,7%), valore tra i più bassi d'Italia. Le famiglie contano in media 1,9 componenti, mentre la nuzialità nel 2005 era di 4,0 matrimoni ogni mille abitanti, dei quali il 20.7% si è svolto con rito religioso.

EconomiaModifica

L'economia provinciale si basa sul terziario (assicurazioni, commercio, turismo), mentre rimangono di notevole importanza le industrie, concentrate nel capoluogo; in crescita l'agricoltura con prodotti di qualità come l'olio d.o.p. Tergeste e i vini del Carso.
Di fondamentale importanza le attività portuali.

Uso della lingua slovenaModifica

 Lo stesso argomento in dettaglio: Lingua slovena in Italia.
Carta d'identità bilingue rilasciata dal comune di Trieste
Targhe all'ingresso di un edificio che ospita la scuola elementare con lingua di insegnamento slovena e la scuola elementare con lingua d'insegnamento italiana.

L'uso della lingua slovena nei rapporti con l'amministrazione pubblica è regolato dalla legge 482/99 e dalla legge 38/01.

Tutti i giovani residenti nella Provincia di Trieste hanno la possibilità di frequentare scuole con lingua di insegnamento slovena. Il programma di insegnamento in queste scuole è analogo a quello previsto per le scuole italiane e le ore dedicate all'insegnamento della lingua e letteratura italiana sono le stesse dedicate all'insegnamento della lingua e letteratura slovena.

Ripartizione linguistica della popolazione
nella Provincia di Trieste nel 1971[16]
madrelingua italiana (275.597)
  
91,8%
madrelingua slovena (24.706)
  
8,2%


TurismoModifica

 
Il castello di Duino
 
Il Presidente della Repubblica Francesco Cossiga in visita alla foiba di Basovizza
 
Vista sulle falesie dal Sentiero Rilke

Il turismo nella provincia è principalmente a carattere storico-culturale nel comune di Trieste, mentre gli altri comuni sviluppano le attrattive naturali come la Grotta Gigante, nel comune di Sgonico, o in quello di Duino-Aurisina le risorgive del Timavo, senza dimenticare lo storico castello di Duino; importante il turismo balneare (Sistiana, Grignano).

Monumenti e luoghi d'interesseModifica

 Lo stesso argomento in dettaglio: Trieste.

Infrastrutture e trasportiModifica

FerrovieModifica

La provincia è attraversata dalle linee nazionali Tarvisio - Trieste e Venezia - Trieste che collegano la zona con il resto d'Italia ed internazionali con la Slovenia. La stazione più importante, dotata di diversi collegamenti è quella di Trieste Centrale, alcuni treni metropolitani per Monfalcone (M40) fermano a Sistiana-Visogliano, Bivio d'Aurisina, Miramare. Le linee per la Slovenia partono da Villa Opicina. La città è collegata dalla seconda metà del 1800 con Vienna tramite la Ferrovia Meridionale e la Ferrovia Transalpina, ma sulle linee, nel tratto urbano, non circolano più treni internazionali.

StradeModifica

La provincia è un nodo fondamentale nei collegamenti stradali e ferroviari fra il Nord Italia e l'Est Europa. Sul suo territorio sono presenti importanti valichi confinari con la Slovenia.

Autostrade e raccordi:

Strade statali

Strade provinciali

 Lo stesso argomento in dettaglio: Strade provinciali della provincia di Trieste.

Trasporto pubblicoModifica

I trasporti pubblici nella provincia sono gestiti dalla Trieste Trasporti. Sono 56 le linee gestite dalla società, che oltre a consentire gli spostamenti nel centro della città collegano i borghi della provincia con il capoluogo; tra queste c'è anche una caratteristica linea tranviaria a funicolare, la tranvia Trieste-Opicina. Vi sono anche 4 linee serali, operanti però solo nel capoluogo, ed 11 linee notturne.

Trasporto marittimoModifica

Il porto di Trieste è uno dei maggiori del Mediterraneo sia per traffico petrolifero (grazie alla presenza di un oleodotto che collega la città con Ingolstadt, in Baviera) sia per traffico container. Il traffico passeggeri, dopo qualche decennio di assenza, grazie alla entrata della vicina Slovenia nell'Unione europea, sta tornando a svilupparsi nuovamente.

Sono presenti nella provincia anche una serie di porticcioli (Muggia, Sistiana, Duino, Grignano, Barcola) collegati con il centro della città da linee annuali e stagionali gestite dalla Trieste Trasporti.

SportModifica

AmministrazioniModifica

 
Mappa della provincia con i nomi dei comuni

La provincia di Trieste è la più piccola d'Italia per numero di comuni ed estensione, a causa della cessione di territori alla Jugoslavia dopo l'ultima guerra mondiale.

Nel territorio provinciale si trovava la Comunità montana del Carso, abolita da diversi anni, che comprendeva i comuni di Duino-Aurisina, Sgonico, Monrupino e San Dorligo della Valle.

Il comune di Sgonico ha organizzato assieme al comune sloveno di Comeno l'istituzione del Distretto transfrontaliero del Carso nell'ambito del progetto Interreg IIIA dell'Unione europea. Ne fanno parte i comuni di Duino-Aurisina, Monrupino, Trieste e San Dorligo della Valle. Aderiscono all'iniziativa comunitaria Savogna d'Isonzo e Doberdò del Lago nella provincia di Gorizia e i comuni sloveni di Sesana, Divaccia, Erpelle-Cosina e Merna-Castagnevizza. Grazie a questa iniziativa anche la provincia di Trieste ha potuto ritrovare comunicazione con parte dei territori perduti nel conflitto mondiale, favorendo il rilancio commerciale del porto di Trieste, della provincia stessa e dell'intero distretto transfrontaliero.

NoteModifica

  1. ^ Dato Istat - Popolazione residente al 30 settembre 2017, ultimo giorno di operatività dell'ente.
  2. ^ in quarta posizione dopo Napoli, Milano e Monza-Brianza
  3. ^ Annuario Generale 1938-XVI, Consociazione Turistica Italiana, Milano 1938 pag. 843
  4. ^ MisterKappa: tariffe e note storico-postali
  5. ^ http://augusto.digitpa.gov.it/gazzette/index/download/id/1923099_PNC
  6. ^ 4 dei quali (Monrupino, Muggia, San Dorligo della Valle e Trieste) subirono perdite territoriali.
  7. ^ Attualmente sono articolati su 4 comuni sloveni per via di successive aggregazioni
  8. ^ La sistemazione interna avvenne con decreto legge n° 1430 del 28 novembre 1947.
  9. ^ Regio Decreto 8 settembre 1927, n°1795
  10. ^ a b Regio Decreto 14 aprile 1927, n°714
  11. ^ Regio decreto 7 agosto 1925, n. 1504, in materia di "Unione dei comuni di Postumia e di Caccia nell'unico comune di Postumia"
  12. ^ a b Regio Decreto 7 luglio 1927, n°1296
  13. ^ a b c Regio Decreto 14 ottobre 1926, n°1950
  14. ^ Regio Decreto 27 dicembre 1934, n°2296
  15. ^ a b Regio Decreto 8 maggio 1927, n°770
  16. ^ Pavel Stranj, La comunità sommersa, Založba tržaškega tiska, Trst 1992

Voci correlateModifica

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