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Liliana Segre

reduce dell'olocausto e senatrice a vita italiana

BiografiaModifica

 
Liliana Segre con il padre Alberto

Nata a Milano in una famiglia ebrea, visse con suo padre, Alberto Segre,[1] e i nonni paterni, Giuseppe Segre (affetto da una grave forma della malattia di Parkinson) e Olga Loevvy.[2] La madre, Lucia Foligno, morì quando Liliana non aveva neanche compiuto un anno. Di famiglia laica, Liliana ebbe la consapevolezza del suo essere ebrea attraverso il dramma delle leggi razziali fasciste del 1938, in seguito alle quali viene espulsa dalla scuola.

Dopo l'intensificazione della persecuzione degli ebrei italiani, suo padre la nascose presso degli amici, utilizzando documenti falsi. Il 10 dicembre 1943 provò, assieme al padre e due cugini, a fuggire a Lugano, in Svizzera: i quattro furono però respinti dalle autorità del paese elvetico. Il giorno dopo, venne arrestata a Selvetta di Viggiù, in provincia di Varese, all'età di tredici anni. Dopo sei giorni in carcere a Varese, fu trasferita a Como e poi a Milano, dove fu detenuta per quaranta giorni.

Il 30 gennaio 1944 venne deportata dal Binario 21 della stazione di Milano Centrale al campo di concentramento di Auschwitz-Birkenau, che raggiunse sette giorni dopo. Fu subito separata dal padre, che non rivide mai più e che sarebbe morto il successivo 27 aprile. Il 18 maggio 1944 anche i suoi nonni paterni furono arrestati a Inverigo (CO), e furono deportati dopo qualche settimana ad Auschwitz, dove furono uccisi al loro arrivo, il 30 giugno.[2]

Alla selezione, ricevette il numero di matricola 75190, che le venne tatuato sull'avambraccio. Fu impiegata nel lavoro forzato presso la fabbrica di munizioni Union, che apparteneva alla Siemens, lavoro che svolse per circa un anno. Durante la sua prigionia subì altre tre selezioni. Alla fine di gennaio del 1945, dopo l'evacuazione del campo, affrontò la marcia della morte verso la Germania.

Venne liberata dall'Armata Rossa il primo maggio 1945 dal campo di Malchow, un sottocampo del campo di concentramento di Ravensbrück. Dei 776 bambini italiani di età inferiore ai 14 anni che furono deportati ad Auschwitz, Liliana fu tra i venticinque sopravvissuti.[3]

Dopo lo sterminio nazista, visse con i nonni materni, di origini marchigiane, unici superstiti della sua famiglia. Nel 1948 conobbe Alfredo Belli Paci, cattolico, anch'egli reduce dai campi di concentramento nazisti per essersi rifiutato di aderire alla Repubblica Sociale. I due si sposarono nel 1951 ed ebbero tre figli.[4][5]

La testimonianza della prigioniaModifica

 
Liliana Segre a 13 anni nel 1943, pochi mesi prima dell'arresto
 
Pietra d'inciampo a Alberto Segre in Corso Magenta 55 a Milano - 19 gennaio 2017[6]

Per molto tempo, non ha mai voluto parlare pubblicamente della sua esperienza nei campi di concentramento. Come per molti bambini dell'Olocausto, il ritorno a casa e a una vita "normale" fu tutt'altro che semplice. Anche Liliana Segre ricorda di non aver trovato in quegli anni orecchie disposte ad ascoltarla:

«Era molto difficile per i miei parenti convivere con un animale ferito come ero io: una ragazzina reduce dall’inferno, dalla quale si pretendeva docilità e rassegnazione. Imparai ben presto a tenere per me i miei ricordi tragici e la mia profonda tristezza. Nessuno mi capiva, ero io che dovevo adeguarmi ad un mondo che voleva dimenticare gli eventi dolorosi appena passati, che voleva ricominciare, avido di divertimenti e spensieratezza.[7]»

Nel 1997 è fra i testimoni del film-documentario Memoria, presentato al Festival internazionale del cinema di Berlino. Nel 2004 è, con Goti Herskovits Bauer e Giuliana Fiorentino Tedeschi, una delle tre donne ex-deportate intervistate da Daniela Padoan nel volume Come una rana d'inverno. Conversazioni con tre donne sopravvissute ad Auschwitz (Bompiani, Milano). Nel 2005 la sua vicenda è ripercorsa con maggiori dettagli in un libro-intervista di Emanuela Zuccalà: Sopravvissuta ad Auschwitz. Liliana Segre fra le ultime testimoni della Shoah (Milano: Paoline Editoriale Libri).

Nel 2009 la sua voce è inclusa nel progetto di raccolta dei "racconti di chi è sopravvissuto", una ricerca condotta tra il 1995 e il 2008 da Marcello Pezzetti per conto del Centro di documentazione ebraica contemporanea, che ha portato alla raccolta delle testimonianze di quasi tutti i sopravvissuti italiani dai campi di concentramento in quegli anni ancora in vita.[8] Nello stesso anno, partecipa al film/documentario Binario 21 di Moni Ovadia, diretto da Felice Cappa, che si ispira al poema del poeta di origine russa Itzhak Katzenelson Il canto del popolo ebraico massacrato.

Il 27 novembre 2008 l'Università di Trieste le ha conferito la laurea honoris causa in Giurisprudenza.[9] Il 15 dicembre 2010 l'Università degli Studi di Verona le ha conferito la laurea honoris causa in Scienze pedagogiche.

Nel 2018 riceve il Premio Passaggi, assegnato da Passaggi Festival a personalità che si sono distinte per l'attività di saggistica o per la loro figura morale

Attività politicaModifica

 
Il decreto di nomina firmato dal Presidente della Repubblica Sergio Mattarella

Il 19 gennaio 2018, anno in cui ricade l'80º anniversario delle leggi razziali fasciste, il presidente della Repubblica Sergio Mattarella, in base all'articolo 59 della Costituzione, ha nominato Liliana Segre senatrice a vita "per avere illustrato la Patria con altissimi meriti nel campo sociale".[10] È la quarta donna a ricoprire tale carica, dopo Camilla Ravera (1982), Rita Levi-Montalcini (2001) ed Elena Cattaneo (2013).

Il 5 giugno 2018, durante la discussione per l'approvazione della fiducia al nuovo governo guidato dal professor Giuseppe Conte, è intervenuta per la prima volta in Senato ricordando le leggi razziali e il suo ricordo di deportata, generando il plauso di tutto il Senato.[11] Ha inoltre dichiarato la sua ferma intenzione di opporsi a qualunque legge discriminatoria contro i popoli nomadi e le minoranze e di astenersi dal dare la fiducia al nuovo governo.

La senatrice ha inoltre sostenuto di opporsi con fermezza all'abolizione del tema di ambito storico nell'esame di Maturità.[12]

OpereModifica

  • Autori vari, Voci dalla Shoah. Testimonianze per non dimenticare, La Nuova Italia, 1996, ISBN 88-221-1762-X.
  • con Daniela Palumbo, Fino a quando la mia stella brillerà, prefazione di Ferruccio De Bortoli, Piemme, 2015, ISBN 88-566-3949-1.
  • con Enrico Mentana, La memoria rende liberi, Milano, Rizzoli, 2015, ISBN 978-88-17-07568-8.
  • Scolpitelo nel vostro cuore. Dal Binario 21 ad Auschwitz e ritorno: un viaggio nella memoria, Segrate, Piemme, 2018, ISBN 978-88-566-6754-7.
  • Il mare nero dell'indifferenza, People, 2019.

Opere teatraliModifica

 Lo stesso argomento in dettaglio: Come un ermellino nel fango.
  • Come un ermellino nel fango.[13] Un progetto teatrale nato nel 2012 basato su testi di Liliana Segre e Tadeusz Borowski che si propone di commemorare i milioni di vittime dei campi di concentramento e di sterminio assassinate dai nazisti.[14] L'opera individua tre diverse fasi della Shoah: «le persecuzioni razziali fino alla deportazione attraverso l'esperienza di Liliana Segre bambina, a Milano, nell'indifferenza di quasi tutti; la soluzione finale, nelle parole di Tadeusz Borowski che descrive l'arrivo di un "trasporto" ad Auschwitz dove i prigionieri hanno il "compito" di scaricare i vagoni; e dopo la liberazione dei Campi l'impossibilità di ritrovare una normalità e rientrare in una società che non è in grado di accogliere chi ha subito il "male assoluto": di nuovo soli davanti ad una cortina di indifferenza».[15] L'opera è stata riproposta più volte negli anni nei teatri di Milano, in occasione della giornata della memoria.[16][17]

OnorificenzeModifica

  Commendatore Ordine al merito della Repubblica italiana
«Di iniziativa del Presidente della Repubblica Carlo Azeglio Ciampi»
— 29 novembre 2004[18]
  Medaglia d'oro della riconoscenza della Provincia di Milano
— 2005
  Laurea Honoris Causa in Giurisprudenza (2008)
— Università degli studi di Trieste
  Laurea Honoris Causa in Scienze Pedagogiche (2010)
— Università degli studi di Verona
  Senatrice a vita
«Per aver illustrato la Patria con altissimi meriti nel campo sociale.[19]»
— 2018

NoteModifica

  1. ^ Segre, Alberto, Cdec Digital Library. URL consultato il 10 dicembre 2018 (archiviato il 12 giugno 2018).
  2. ^ a b Liliana Picciotto, 2001
  3. ^ Bruno Maida, 2013, pp. 254 e 267
  4. ^ Alessia Rastelli, «Mi capì vedendo il tatuaggio», in Corriere della Sera, 13 agosto 2012. URL consultato il 19 gennaio 2018 (archiviato il 5 febbraio 2016).
  5. ^ Liliana Segre senatrice a vita, grande emozione a Pesaro / FOTO, il Resto del Carlino, 19 gennaio 2018. URL consultato il 19 gennaio 2018 (archiviato il 19 gennaio 2018).
    «Cittadina onoraria, trascorre in città molta parte delle sue vacanze e qui ha incontrato il marito».
  6. ^ Collocata la prima Pietra d'inciampo a Milano in memoria dei deportati, su video.corriere.it. URL consultato il 13 marzo 2019.
  7. ^ Liliana Segre, "Un’infanzia perduta", in Voci dalla Shoah testimonianze per non dimenticare, Firenze: La Nuova Italia Editrice, 1996, p. 63.
  8. ^ Marcello Pezzetti, 2009
  9. ^ Trieste: laurea "honoris causa" in Giurisprudenza a Liliana Segre, su ANED (archiviato dall'url originale il 25 dicembre 2008).
  10. ^ Il Presidente Mattarella ha nominato Senatrice a vita la dottoressa Liliana Segre, su Presidenza della Repubblica, 19 gennaio 2018. URL consultato il 19 gennaio 2018 (archiviato il 19 gennaio 2018).
  11. ^ Governo, il primo intervento in aula di Liliana Segre: "Aiutiamo gli italiani a essere vigili". Acclamazione unanime, in Il Fatto Quotidiano, 5 giugno 2018. URL consultato il 5 giugno 2018 (archiviato il 13 giugno 2018).
  12. ^ Liliana Segre: «Mi fa paura un esame di Maturità senza tema di storia», su Video: ultime notizie - Corriere TV. URL consultato il 15 ottobre 2018.
  13. ^ Al Teatro della Creta "Come un ermellino nel fango", su milano.repubblica.it. URL consultato il 30 dicembre 2018.
  14. ^ Giornata della Memoria "Come un ermellino nel fango", testi di Liliana Segre e Tadeusz Borowski, su mediagallery.comune.milano.it. URL consultato il 30 dicembre 2018.
  15. ^ Come un ermellino nel fango, su donneteatrodiritti.blogspot.com. URL consultato il 30 dicembre 2018.
  16. ^ Le voci della Shoah - Come un ermellino nel fango - Il 29 e 30 gennaio [2013] al Teatro Oscar uno spettacolo per ricordare e far pensare (PDF), su milanopolicroma.it. URL consultato il 30 dicembre 2018.
  17. ^ Nel giorno della memoria [2014] presentano: Come un ermellino nel fango (PDF), su forumtools.biz. URL consultato il 30 dicembre 2018.
  18. ^ Segre Sig.ra Liliana, su Presidenza della Repubblica. URL consultato il 2 luglio 2014.
  19. ^ Liliana Segre senatrice a vita, Adnkronos, 19 gennaio 2018. URL consultato il 1º luglio 2018 (archiviato il 19 gennaio 2018).

BibliografiaModifica

  • Stefania Consenti, Il futuro della memoria. Conversazioni con Nedo Fiano, Liliana Segre e Piero Terracina, testimoni della Shoah, Edizioni Paoline, 2011.
  • Sara Fantini, Notizie dalla Shoah. La stampa italiana nel 1945, prefazione di Liliana Segre, Bologna, Edizioni Pendragon, 2005, ISBN 88-8342-403-4.
  • Silvana Greco, La spirale del misconoscimento e la lotta per il riconoscimento di Liliana Segre, testimone della Shoah, in Lombardia judaica. I secoli aurei di Mantova e un caso emblematico della Shoah milanese, a cura di Giulio Busi ed Ermanno Finzi, Firenze, Giuntina, 2017 ISBN 978-88-8057-722-5
  • Bruno Maida, La Shoah dei bambini, Torino, Einaudi, 2013.
  • Daniela Padoan, Come una rana d'inverno. Conversazioni con tre donne sopravvissute ad Auschwitz: Liliana Segre, Goti Bauer, Giuliana Tedeschi, Milano, Bompiani, 2004, ISBN 88-452-0117-1.
  • Marcello Pezzetti, Il libro della Shoah italiana, Torino, Einaudi, 2009.
  • Liliana Picciotto, Il libro della memoria, Milano, Mursia, 2001.
  • Emanuela Zuccalà, Sopravvissuta ad Auschwitz. Liliana Segre fra le ultime testimoni della Shoah, Milano, Paoline Editoriale Libri, 2005, ISBN 978-88-315-2769-9.

FilmografiaModifica

Voci correlateModifica

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