Saudia

compagnia aerea di bandiera saudita
Saudia
Logo
HZ-AK19 Boeing 777-368 ER Saudia - Saudi Arabian Airlines (14542563339).jpg
StatoArabia Saudita Arabia Saudita
Fondazionesettembre 1945 a Riad
Sede principaleGedda
GruppoGoverno dell'Arabia Saudita
Controllateflyadeal
SettoreTrasporto
Prodotticompagnia aerea
Slogan«Welcome to your world
Sito webwww.saudia.com/
Compagnia aerea di bandiera
Codice IATASV
Codice ICAOSVA
Indicativo di chiamataSAUDIA
Hub
Frequent flyerAl-Fursan
AlleanzaSkyTeam
Flotta158 (nel 2021)
Destinazioni132 (nel 2021)
Voci di compagnie aeree presenti su Wikipedia

Saudia, cui nome completo è Saudi Arabian Airlines (in arabo: الخطوط الجوية العربية السعودية), è la compagnia aerea di bandiera dell'Arabia Saudita, con sede a Gedda.[1] Opera voli di linea nazionali e internazionali per oltre 70 destinazioni nel Medio Oriente, in Africa, Asia, Europa e Nord America. I voli charter nazionali ed internazionali sono gestite, per lo più durante il Ramadan e la stagione Hajj. La principale base operativa della compagnia l'Aeroporto Internazionale King Abdulaziz (JED). Altri grandi hub sono gli Aeroporti di Riad e Dammam. Il nuovo aeroporto di Dammam è stato aperto per uso commerciale il 28 novembre 1999. L'Aeroporto di Dhahran in uso fino ad allora, è tornata ad essere utilizzato come una base militare. Saudi Arabian Airlines è membro della Arab Air Carriers Organization.[2] La compagnia è la terza più grande della Penisola Arabica dopo Emirates e Qatar Airways. Dal 29 maggio 2012 fa parte di SkyTeam.[3]

StoriaModifica

Dalla nascita agli anni '90Modifica

 
Un Boeing 707 nel 1969.

L'aviazione civile compinciò a svilupparsi in Arabia Saudita dopo che il presidente degli Stati Uniti Franklin Delano Roosevelt aveva regalato un Douglas DC-3 al re Abdul Aziz Ibn Saud nel 1945.

La Saudi Arabian Airlines venne fondata nel settembre del 1946, sotto il controllo del Ministero della Difesa.

Fin dall'inizio, l'aeroporto di Gedda, molto vicino al centro della città, servì come base principale della compagnia di bandiera. Tra le prime operazioni della compagnia aerea vi fu un volo speciale da Lydda in Palestina (successivamente nota come Lod in Israele), per portare i pellegrini Hajj a Gedda. La compagnia aerea utilizzò cinque velivoli per avviare le operazioni di linea sulla rotta Gedda-Riyad-Dhahran Hofuf nel marzo 1947, seguito dal suo primo servizio internazionale tra Gedda e il Cairo in quello stesso mese. Servizi verso Damasco e Beirut furono lanciati nel 1948. Nel 1947, Saudia ricevette il primo di cinque Bristol 170; con questi aerei la compagnia poteva trasportare sia merci che passeggeri.

 
Un Lockheed L-1011 nel 1987.

La compagnia crebbe costantemente nel corso degli anni '50 e vennero inaugurati voli verso Istanbul, Karachi, Amman, Kuwait City, Asmara e Port Sudan. Nel 1959, fu inaugurato il primo centro di manutenzione della compagnia aerea a Gedda. Durante questo decennio l'importante collegamento tra Gedda e Riyad venne costantemente migliorato.

Nel 1962, la compagnia aerea ricevette due Boeing 720, diventando una delle prime compagnie aeree del Medio Oriente a volare con aerei a reazione, dopo Cyprus Airways e Middle East Airlines che furono le prime con dei de Havilland Comet. Il 19 febbraio 1963, la compagnia aerea divenne una società indipendente. Successivamente vennero acquistati dei Douglas DC-1 e la compagnia aerea si iscrisse all'AACO, l'Arab Air Carriers Organization. Furono avviati voli verso Sharjah, Teheran, Khartum, Bombay, Tripoli, Tunisi, Rabat, Ginevra, Francoforte e Londra.

 
Un Boeing 747SP nel 1989.

Nel 1970 venne introdotta una nuova livrea. Il nome del vettore fu cambiata in Saudia nell'aprile 1972. Furono acquistati Boeing 737 e 747 e vennero avviati anche i primi voli cargo tra l'Arabia Saudita e l'Europa, mentre venivano acquistati dei Lockheed L-1011 e dei Fairchild FH-27. Lo Special Flight Services (SFS) venne istituito come una unità speciale, e operava voli speciali per la famiglia reale e agenzie governative. Inoltre vennero introdotti voli verso Roma, Parigi, Mascate, Kano, e Stoccolma, mentre il 3 febbraio 1979 fu istituito il servizio tra Dhahran e New York in collaborazione con la Pan Am.

 
Un Boeing 737-200 nel 1995.

Negli anni '80 la compagnia introdusse nuovi servizi come Arabia Catering e iniziò a volare verso Atene, Bangkok, Dacca, Mogadiscio, Nairobi, Madrid, Singapore, Manila, Delhi, Islamabad, Seul, Baghdad, Amsterdam, Colombo, Nizza, Lahore, Bruxelles, Dakar, Kuala Lumpur e Taipei. Per offrire un miglior servizio ai passeggeri venne inaugurata la Classe Horizon. Basi per il servizio Cargo vennero costruite a Bruxelles e Taipei. Furono aggiunti alla flotta anche degli Airbus A300 e dei Fokker F28. Nel 1989, la compagnia introdusse voli per Addis Abeba e Larnaca. Il 1º luglio 1982, venne avviato il primo servizio non-stop da Jeddah a New York City con il Boeing 747SP. Questa rotta venne seguita dalla Riad-New York.

Negli anni '90, furono introdotti voli verso Orlando, Chennai, Asmara, Washington DC, Johannesburg, Alessandria, Milano, Malaga (stagionale), e Sanaa. La flotta venne ampliata con dei Boeing 777, McDonnell Douglas MD-90 e McDonnell-Douglas MD-11 e furono introdotte nuove uniformi femminili disegnate da Adnan Akbar. Il nome Saudia venne sostituito da "Saudi Arabian Airlines".

Gli anni 2000Modifica

L'8 ottobre 2000, il principe Sultan bin Abdulaziz Al Saud, ministro saudita della difesa e dell'aviazione, firmò un contratto per condurre studi per la privatizzazione della Saudi Arabian Airlines. In preparazione a ciò, la compagnia venne ristrutturata per consentire alle unità non essenziali, tra cui il catering, i servizi di assistenza a terra e la manutenzione, nonché la Prince Sultan Aviation Academy di Gedda, di essere trasformate in unità commerciali e centri di profitto. Nell'aprile 2005, il governo saudita indicò che la compagnia aerea avrebbe potuto anche perdere il monopolio sui servizi nazionali.[4]

Nel 2006, Saudia avviò il processo di scissione in una Strategic Business Unit (SBU); l'unità di ristorazione è stata la prima ad essere privatizzata.[5] Nell'agosto 2007, il Consiglio dei ministri dell'Arabia Saudita ha approvato la conversione di unità strategiche in società. Si prevedeva che i servizi di terra, i servizi tecnici, le merci aviotrasportate e la Prince Sultan Aviation Academy, divisione medica, nonché l'unità di ristorazione, sarebbero diventate filiali di una holding.[6]

La compagnia aerea è tornata al suo nome abbreviato in inglese Saudia (utilizzato dal 1972 al 1996) da Saudi Arabian Airlines (nome storico in uso fino al 1971 e reintrodotto nel 1997) il 29 maggio 2012; il nome è stato cambiato per celebrare l'ingresso della compagnia nell'alleanza aerea SkyTeam quel giorno, e faceva parte di una più ampia iniziativa di rebranding.[7]

Saudia ha ricevuto 64 nuovi jet entro la fine del 2012 (6 da Boeing e 58 da Airbus). Altri 8 Boeing 787-9 hanno iniziato ad entrare a far parte della flotta nel 2015.[8]

Nell'aprile 2016, Saudia ha annunciato la creazione di una sussidiaria a basso costo, Flyadeal. La compagnia aerea è stata lanciata nell'ambito della strategia di trasformazione SV2020 del gruppo Saudia, che intende trasformare le unità del gruppo in organizzazioni di livello mondiale entro il 2020. Flyadeal serve destinazioni nazionali e regionali, ha iniziato i voli a metà del 2017.[9]

ServiziModifica

La rivista di bordo di Saudia si chiama Ahlan Wasahlan (أهلاً وسهلاً "Hello and Welcome"). A bordo non vengono servite bevande alcoliche o carne di maiale in conformità con le leggi islamiche.[10] I suoi Airbus A330-300 e Boeing 777-300ER selezionati sono dotati di Wi-Fi e portabilità della rete mobile a bordo, con dei costi che vanno a seconda della quantità di dati scaricata. La maggior parte degli aerei offre anche aree di preghiera specializzate e una preghiera registrata viene riprodotta prima del decollo.[11]

DestinazioniModifica

Accordi commercialiModifica

AL 2021 Saudia ha accordi di codeshare con le seguenti compagnie:

AlleanzeModifica

Il 29 maggio 2012 Saudia è entrata a far parte di SkyTeam[24].

FlottaModifica

 
Un Boeing 777-300ER.
 
Un Boeing 787-9.
 
Un Boeing 747-8F.

Flotta attualeModifica

A giugno 2021 la flotta di Saudia è così composta:[25]

Aereo In flotta Ordini Passeggeri Note
J Y Totale
Airbus A320-200 46 12 132 144 La maggior parte in leasing.
Airbus A320neo 30 TBA [26]
Airbus A321-200 15 20 145 165
Airbus A321neo 5 TBA [26]
Airbus A321LR 15
Airbus A321XLR 15
Airbus A330-300 32 30 300 330 La maggior parte in leasing.
Boeing 747-400 3 16 449 465 Operati da Air Atlanta Icelandic.
Boeing 777-300ER 35 30 383 413
Boeing 787-9 13 24 274 298
Boeing 787-10 5 5 24 333 357
Saudia Cargo
Boeing 747-400F 2 Cargo Operati da Air Atlanta Icelandic.
Boeing 747-400(BDSF) 2
Boeing 747-8F [27]
Boeing 777F 4 [28]
Totale 158 70

Flotta storicaModifica

 
Un Convair CV-340 nel 1959.
 
Un Lockheed TriStar nel 1985.
 
Un Airbus A300-600R nel 2010.

Saudia operava in precedenza con i seguenti aeromobili:[25]

Aereo Esemplari Inserimento Dismissione Note
Airbus A300B2 2 2005 2006
Airbus A300B4 13 1980 2009
Airbus A300-600 22 1984 2012
Airbus A310-300 1 2010 2013
Airbus A319-100 5 2015 2018
Airbus A340-300 4 1999 2014
Boeing 707 sconosciuto
Boeing 737-200 25 1972 2007
Boeing 737-300 1 1997 1998
Boeing 747-100 22 1981 2011
Boeing 747-200 34 1977 2014
Boeing 747-300 19 1985 2014
Boeing 747SP 1 1982 1992
Boeing 757-200 10 2008 2011
Boeing 767-200 1 2004 2004
Boeing 767-200ER 5 2003 2012
Boeing 767-300ER 6 2012 2015
Boeing 777-200ER 23 1997 2019
Douglas DC-8-30 6 1979 1982
Douglas DC-8-40 3 1977 1978
Douglas DC-8-50 8 1969 1985
Douglas DC-8-60 20 1977 1998
Embraer 170 15 2005 2016
Fokker F28 2 1980 1986
Lockheed L-1011 TriStar 26 1977 1998
McDonnell Douglas DC-10 1 2001 2001
Douglas DC-9-10 3 1967 1972
McDonnell Douglas MD-11 6 1997 2014
McDonnell Douglas MD-90 29 1998 2014

Flotta specialeModifica

Governo dell'Arabia SauditaModifica

 
Un Boeing 747-400 operato per il governo.

Saudia opera con i seguenti aerei per conto del governo dell'Arabia Saudita[29]:

Aereo Esemplari Note
Airbus A340-200 1 [30]
Boeing 747-300 1 [31]
Boeing 747-400 1 [32]
Boeing 757-200 1 Usato come flying hospital.[33]
Boeing 777-300ER 1 [34]

Saudi Royal FlightModifica

 
L'Airbus A340-200 della Saudi Royal Flight, l'unico non in livrea Saudia.

Inoltre, la divisione Saudia Royal Flight gestisce aeromobili per la famiglia reale con il codice di volo e la combinazione di colori della Saudia (ad eccezione di un singolo aereo, un A340)[35]:

Aereo Esemplari Note
Airbus A318-100 1 [36]
Airbus A340-200 1 [37]

IncidentiModifica

  • Il 24 giugno 1967, un Douglas C-47, marche HZ-AAM, precipitò mentre era in rotta verso Gedda. Le vittime furono 16.[38]
  • L'8 luglio 1968, un Convair CV-340, marche HZ-AAZ, si schiantò dopo aver interrotto l'avvicinamento per la terza volta in condizioni di scarsa visibilità a causa di una tempesta di sabbia. Non ci furono sopravvissuti tra gli 11 a bordo.[39]
  • Il 19 agosto 1980, il volo Saudia 163, un Lockheed L-1011 Tristar, prese fuoco poco dopo la partenza dall'aeroporto internazionale di Riad, in rotta verso la destinazione finale. L'incendio divampato a bordo causò la morte di tutti gli occupanti del velivolo, 301 fra passeggeri ed equipaggio. Rimane tuttora, al 2020, uno tra i dieci incidenti con più vittime nella storia dell'aviazione.[40]
  • Il 22 dicembre 1980, il volo Saudia 162, un Lockheed L-1011 TriStar, subì una decompressione esplosiva mentre saliva attraverso i 29 000 piedi (8 800 m) su acque internazionali vicino allo Stato del Qatar. L'aereo era partito da Dhahran, in Arabia Saudita, ed era diretto a Karachi, in Pakistan. Venne iniziata una discesa di emergenza ed effettuato un atterraggio all'aeroporto internazionale di Doha in Qatar. Due passeggeri rimasero uccisi quando vennero espulsi dall'aereo attraverso un foro nel pavimento della cabina.[41]
  • Il 17 marzo 1985, un Boeing 737-200, venne dirottato da un uomo armato di una granata. Quando il dirottatore si rifiutò di arrendersi ai funzionari della sicurezza dell'Arabia Saudita, l'aereo venne preso d'assalto.[42]
  • Il 12 novembre 1996, nella collisione aerea di Charkhi Dadri, il volo Saudi Arabian Airlines 763, un Boeing 747 in rotta da Delhi, India, a Dhahran, Arabia Saudita, e il volo Kazakhstan Airlines 1907, un Ilyushin Il-76 in rotta da Şımkent, Kazakistan, a Delhi, si scontrarono sopra il villaggio di Charkhi Dadri, a circa 100 km a ovest di Delhi. Nell'incidente persero la vita tutte le 349 persone a bordo di entrambi gli aerei, rendendo questa la peggior collisione in volo mai avvenuta e il peggior incidente aereo in India.[43]
  • Il 21 maggio 2018, il volo Saudia 3818, un Airbus A330-200, effettuò un atterraggio con il carrello anteriore non esteso all'aeroporto internazionale di Jeddah-King Abdulaziz in Arabia Saudita.[44]

NoteModifica

  1. ^ (EN) Saudia outlines 2017 fleet delivery plan | Airframes content from ATWOnline, su web.archive.org, 21 gennaio 2017. URL consultato il 19 gennaio 2021 (archiviato dall'url originale il 21 gennaio 2017).
  2. ^ (EN) AACO | Member Airlines, su AACO: Arab Air Carriers Organization - الإتحاد العربي للنقل الجوي. URL consultato il 19 gennaio 2021.
  3. ^ (EN) Best Frequent Flyer Program | SkyTeam, su www.skyteam.com. URL consultato il 19 gennaio 2021.
  4. ^ (EN) Embraer wins $400m Saudi jet deal, 28 marzo 2006. URL consultato il 19 gennaio 2021.
  5. ^ (EN) Saudi Air Lauches Privatization With Catering Unit, su news.airwise.com.
  6. ^ (EN) domain-b.com : Saudi cabinet okays Saudi Arabian Airlines privatisation, su www.domain-b.com. URL consultato il 19 gennaio 2021.
  7. ^ (EN) Arabian Aerospace - Saudia plays the name game, joins the alliance and gets privatisation rolling, su www.arabianaerospace.aero. URL consultato il 19 gennaio 2021.
  8. ^ (EN) La nostra flotta, su www.saudia.com. URL consultato il 19 gennaio 2021.
  9. ^ (EN) Flyadeal’s launch puts Saudia at higher altitude, su Arab News, 19 aprile 2016. URL consultato il 19 gennaio 2021.
  10. ^ (EN) Shawn, Major Airlines that Don't Serve Alcohol, su ShawnVoyage, 7 aprile 2014. URL consultato il 19 gennaio 2021.
  11. ^ (EN) Onboard Wi-Fi, su www.saudia.com. URL consultato il 19 gennaio 2021.
  12. ^ Aeroflot and Saudia Announce Codeshare Agreement, su aeroflot.ru.
  13. ^ (EN) Saudia / Air Europa expands codeshare routes in Dec 2019, su Routesonline. URL consultato il 17 aprile 2021.
  14. ^ (EN) Saudia expands Air France codeshare from Jan 2020, su Routesonline. URL consultato il 17 aprile 2021.
  15. ^ (EN) Saudia expands Alitalia codeshare network from mid-Feb 2020, su Routesonline. URL consultato il 17 aprile 2021.
  16. ^ (EN) China Southern / Saudia begins codeshare partnership from April 2017, su Routesonline. URL consultato il 17 aprile 2021.
  17. ^ (EN) Saudia / CSA Czech Airlines begins codeshare partnership from late-Dec 2018, su Routesonline. URL consultato il 17 aprile 2021.
  18. ^ (EN) Saudia expands Etihad codeshare from late-Oct 2019, su Routesonline. URL consultato il 17 aprile 2021.
  19. ^ (EN) Saudia expands Garuda Indonesia codeshare to Australia from Sep 2018, su Routesonline. URL consultato il 17 aprile 2021.
  20. ^ SAUDI ARABIAN AIRLINES (SAUDIA) and ‘CHINA SOUTHERN AIRLINES’ SIGN NEW CODESHARE AGREEMENT, su saudia.com.
  21. ^ (EN) Korean Air / Saudia resumes codeshare service from March 2018, su Routesonline. URL consultato il 17 aprile 2021.
  22. ^ (EN) Saudia / Oman Air Begins Codeshare Service from June 2016, su Routesonline. URL consultato il 17 aprile 2021.
  23. ^ (EN) Royal Air Maroc / Saudia Commences Codeshare Partnership from late-April 2016, su Routesonline. URL consultato il 17 aprile 2021.
  24. ^ Our story, su static.skyteam.com.
  25. ^ a b (EN) Saudia Fleet Details and History, su www.planespotters.net.
  26. ^ a b (EN) Saudi Arabian Airlines to boost A320neo Family fleet up to 100, su Airbus. URL consultato il 19 gennaio 2021.
  27. ^ Marche HZ-AI3 e HZ-AI4.
  28. ^ Marche HZ-AK71, HZ-AK72, HZ-AK73 e HZ-AK74.
  29. ^ (EN) Saudi Arabian Government Fleet Details and History, su www.planespotters.net. URL consultato il 19 gennaio 2021.
  30. ^ Marche HZ-HMS2.
  31. ^ Marche HZ-HM1A.
  32. ^ Marche HZ-HM1.
  33. ^ Marche HZ-HMED.
  34. ^ Marche HZ-MF9.
  35. ^ (EN) Saudi Royal Flight Fleet Details and History, su www.planespotters.net. URL consultato il 19 gennaio 2021.
  36. ^ Marche HZ-AS99.
  37. ^ Marche HZ-124.
  38. ^ (EN) Harro Ranter, ASN Aircraft accident Douglas C-47 (DC-3) HZ-AAM Khalif Nseir, su aviation-safety.net. URL consultato il 19 gennaio 2021.
  39. ^ (EN) Harro Ranter, ASN Aircraft accident Convair CV-340-68 HZ-AAZ Dhahran International Airport (DHA), su aviation-safety.net. URL consultato il 19 gennaio 2021.
  40. ^ (EN) Harro Ranter, ASN Aircraft accident Lockheed L-1011 TriStar 200 HZ-AHK Riyadh International Airport (RUH), su aviation-safety.net. URL consultato il 19 gennaio 2021.
  41. ^ (EN) Harro Ranter, ASN Aircraft accident Lockheed L-1011 TriStar 200 HZ-AHJ Qatar, su aviation-safety.net. URL consultato il 19 gennaio 2021.
  42. ^ (EN) Harro Ranter, ASN Aircraft accident Boeing 737-268 registration unknown Dhahran International Airport (DHA), su aviation-safety.net. URL consultato il 19 gennaio 2021.
  43. ^ (EN) Harro Ranter, ASN Aircraft accident Boeing 747-168B HZ-AIH Charki Dadri, su aviation-safety.net. URL consultato il 19 gennaio 2021.
  44. ^ (EN) Harro Ranter, ASN Aircraft accident Airbus A330-243 TC-OCH Jeddah-King Abdulaziz International Airport (JED), su aviation-safety.net. URL consultato il 19 gennaio 2021.

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