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Ferrero International S.A.
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StatoItalia Italia
Fondazione1946 a Alba
Fondata daPietro Ferrero
Sede principaleAlba
FilialiPozzuolo Martesana (MI), Sant'Angelo dei Lombardi (AV), Balvano (PZ), Villers-Écalles (FRA), Arlon (BEL), Cork (IRL), Belsk (POL), Stadtallendorf (DEU), Somerset (USA), Caguas (PRI), Quito (ECU), Poços de Caldas (BRA), Buenos Aires (ARG), Lightgow (AUS)
Persone chiave
SettoreAlimentare
Prodottidolci
Fatturato10,7 miliardi di (2018)
Utile netto736,4 milioni di (2018)
Dipendenti35.146 (2018)
Slogan«Le buone idee conquistano il mondo»
Sito web

La Ferrero è una multinazionale italiana specializzata in prodotti dolciari, fondata da Pietro Ferrero nel 1946 ad Alba. La filiale italiana ha sede ad Alba. Altri stabilimenti italiani sono a Pozzuolo Martesana (MI), Balvano (PZ), Sant'Angelo dei Lombardi (AV).

La holding Ferrero International SA ha sede legale, domicilio fiscale e amministrativo sin dal 1973 a Findel di Sandweiler in Lussemburgo.[1][2][3][4] La cassaforte del gruppo, Fedesa, ha invece sede a Montecarlo.[5][6]

Nel maggio 2009 il Reputation Institute, dopo aver realizzato un'indagine in 32 Paesi intervistando più di 60.000 persone, ha affermato che Ferrero è il marchio più affidabile e con la migliore reputazione al mondo secondo i consumatori, seguito dall'azienda svedese IKEA e dalla statunitense Johnson & Johnson.[7][8] Il turnover (bilancio generale di gruppo) 2018 di Ferrero International ha riportato un fatturato pari a 10,7 miliardi; l'utile netto è stato di 736,4 milioni.[9][10]

Indice

Struttura e controlloModifica

Il gruppo è strutturato attraverso una serie di società e subholding internazionali (in totale 94 con 25 stabilimenti produttivi, secondo dati 2018)[11] che fanno tutte riferimento a Ferrero International SA, holding generale del gruppo, con sede in Lussemburgo. La filiale italiana Ferrero S.p.a. di Alba è controllata da Ferrero International.[12] Fino al 1986 Ferrero International risultava controllata di fatto dalla fiduciaria olandese Bridport Investment BV all'incirca per l'80% del capitale e da Michele Ferrero (cittadino italiano residente in Belgio) in persona per il rimanente.[13] Secondo dati del 1987, il 43% di Ferrero International risultava controllato da Intercandy NV, finanziaria con sede in Curacao, nelle Antille Olandesi, controllata al 100% dalla famiglia Ferrero.[14][15] Secondo dati del 2010, Ferrero International faceva indirettamente riferimento alla famiglia Ferrero per il 91% del capitale (Michele Ferrero per il 90,7% delle quote, Maria Franca Fissolo per lo 0,1%, Pietro Ferrero per lo 0,1%, Giovanni Ferrero per lo 0,1%).

StoriaModifica

Gli iniziModifica

Nel 1942 Pietro Ferrero apre un laboratorio per i dolci ad Alba, in via Rattazzi cominciando a inventare golosità. L'idea di sfruttare le nocciole, largamente disponibili in loco e dal costo contenuto per quegli anni (in piena seconda guerra mondiale), è una necessità e una geniale idea, tanto geniale quanto per certi versi ossessiva: lo stesso Pietro Ferrero provava e riprovava impasti e creme, svegliando anche in piena notte la moglie per chiedere un parere su quello che stesse facendo.

Nel 1946 Pietro inventa una crema a base di nocciole e la chiama Pasta Gianduja e poi Giandujot, associandola al famoso cioccolatino torinese. Si trattava di un impasto di crema confezionato in carta stagnola che si poteva facilmente trasportare per essere tagliato e spalmato sul pane. Ne produsse una piccola quantità da vendere ai negozianti di Alba, riscuotendo un enorme e inatteso successo del consumatore.

 
Primo laboratorio della Ferrero ad Alba

Il prodotto era apprezzato ed economico: la richiesta era talmente alta che una produzione artigianale non era più possibile. In quello stesso anno nasce l'azienda Ferrero, la quale dovette subito incrementare il livello di produzione ed assumere nuovi lavoratori. La conduzione è familiare e Giovanni Ferrero, il fratello minore di Pietro, si assume l'onere di organizzare la vendita dei prodotti. Invece di affidare la distribuzione ad altri, l'azienda crea una propria rete di distribuzione diretta: dalla fabbrica al rivenditore.

Nel settembre del 1948 un'alluvione allaga lo stabilimento che rimane isolato. I dipendenti in prima persona collaboreranno al ripristino della normalità e alla ripresa della produzione. Il 2 marzo del 1949 avviene il primo lutto in azienda: muore Pietro Ferrero.

Nel 1950 entra ufficialmente in azienda Giovanni che diventa socio della Società in nome collettivo P. Ferrero & C. di Cillario Piera vedova Ferrero e Ferrero Michele. Nel 1956 la Ferrero apre il primo stabilimento estero, a Stadtallendorf, a 150 km da Francoforte in Germania con 5 dipendenti che presto diverranno 60. Il prodotto principale è la "Creamalba" e successivamente vi sarà prodotto il cioccolatino "Mon cherì".

Nel 1952 la famiglia Ferrero acquista il castello di Cravanzana e ne fa una colonia estiva per i figli dei dipendenti della fabbrica dolciaria. Poi, nel 1955, trasforma il castello nella sede dell’Istituto professionale per l’Agricoltura dell’Alta Langa “G. Ferrero”.[16]

Nell'ottobre del 1957 muore Giovanni Ferrero e di conseguenza la responsabilità del gruppo passa a Michele Ferrero, il nipote. La vedova, Ottavia Amerio, per qualche tempo ancora rimane socia in azienda. Intanto l'azienda si espande e nel 1960 apre il secondo stabilimento italiano a Pozzuolo Martesana, in provincia di Milano. L'anno prima invece, l'azienda rileva una vecchia fabbrica tessile del comune francese di Villers-Écalles.

Nasce la NutellaModifica

Il 20 aprile 1964 la crema di nocciole Supercrema, che era stata introdotta sul mercato nel 1951, cambia formula, densità e nome. Nasce ufficialmente la Nutella.[17] Tale prodotto accresce il successo dell'industria dolciaria al di fuori dei confini nazionali, giungendo dapprima in Europa e poi in tutto il mondo. Nello stesso anno il centro direzionale viene posto a Pino Torinese. In seguito aprono altri stabilimenti e sedi commerciali nei Paesi Bassi, Belgio, Svizzera, Danimarca e Regno Unito. Nel 1968 viene inaugurata la linea di prodotto Kinder Cioccolato.[18] L'anno seguente la Ferrero si espande oltre oceano aprendo un ufficio di rappresentanza a New York. A seguire apriranno sedi produttive in Austria, Irlanda, Porto Rico ed Ecuador. La produzione è ormai mondiale.

Sulla reale formula (ufficialmente segreta) del prodotto, che di fatto ha trasformato una impresa dolciaria italiana di media grandezza in una multinazionale di livello mondiale del settore alimentare, si sono susseguite nel corso degli anni diverse ipotesi e teorie, nessuna della quali però poteva essere comprovata; nel giugno 2015 l’organizzazione tedesca Verbraucherzentrale Hamburg (la quale si occupa di consumi e informazione alimentare) ha pubblicato sulla propria pagina Facebook una rappresentazione (seppur approssimativa) del presunto contenuto di un vasetto di Nutella basandosi sulle informazioni nutrizionali e sull’elenco degli ingredienti riportati in etichetta, mettendo in risalto la quantità elevata di zucchero vicina al 50% e di olio di palma superiore al 20%.[19]

Il quinquennio 1971-1976 rappresenta il periodo d'oro di Carosello e Ferrero è una delle principali aziende che utilizzano i primi spazi pubblicitari in TV. Per pubblicizzare Nutella viene scelta una serie d'animazione con disegni dei fratelli Toni e Nino Pagot: Il gigante Amico. Nel 1976 l'azienda firma un accordo con la C.P.C. per la diffusione in Italia della Knorr.[senza fonte] Nel 1983 nasce la "Fondazione Ferrero" dall'idea di Michele Ferrero e sua moglie Maria Franca Fissolo. Lo scopo è quello di raccogliere e mantenere saldi legami tra l'azienda, i suoi dipendenti e chi ha lasciato l'azienda raggiungendo l'età della pensione. La fondazione si propone come ente culturale e sociale. Nel 1991 la fondazione viene riconosciuta come persona giuridica (ovvero, al tempo, Ente Morale).

EspansioneModifica

Nel 1987 inizia l'attività produttiva dei nuovi stabilimenti di Balvano, in Basilicata, e di Sant'Angelo dei Lombardi, in Irpinia. Seguiranno nel tempo l'apertura di sedi commerciali estere nell'Est dell'Europa: Polonia, Cecoslovacchia, Ungheria. In Polonia viene inaugurato un nuovo stabilimento produttivo a Belsk Duży.[20] Nel novembre 1994 un'alluvione inonda Alba e nuovamente lo stabilimento piemontese si trova in difficoltà, ma queste sono subito superate anche grazie all'intervento degli stessi dipendenti che in quel momento si trovavano in fabbrica e non solo.

 
Alcuni prodotti della Ferrero esposti sugli scaffali di un supermercato nel 2009

Gli investimenti danno i loro frutti: nel 1996 il fatturato globale dell'azienda raggiunge i 7.500 miliardi di lire e i dipendenti superano 14.000 unità e nello stesso anno, in occasione del cinquantesimo anniversario della nascita della Ferrero, l'azienda pubblica un libro autocelebrativo in cui viene ripercorsa la storia e l'evoluzione del prestigioso marchio piemontese.

Dal 6 giugno 1997 alla guida dell'azienda subentrano ufficialmente i figli Pietro e Giovanni Ferrero che diventano Chief executive officer.[21] Approda quindi al comando la "terza generazione imprenditoriale" dei Ferrero.

La crescita economica dell'azienda non si ferma: se nel 2000 il fatturato tocca quota 4 miliardi di euro (con più di 16.000 dipendenti), nel 2006 cresce a 5,6 miliardi di euro ed i lavoratori giungono a 19.600 unità. Le società operative sono 36 e gli stabilimenti di produzione 15, l'ultimo dei quali a Brantford (Canada). Nel 2006 il Gruppo Ferrero dà vita al progetto di CSR Kinder+Sport, uno dei pilastri della propria Responsabilità Sociale d'impresa[22], con l’obiettivo di promuovere la pratica sportiva tra le giovani generazioni a livello globale. Nel 2007 la Ferrero registra un fatturato consolidato di circa 6 miliardi di euro impiegando 20.400 dipendenti.

 
Lo stabilimento Ferrero di Stadtallendorf in Germania.

Il 18 aprile 2011 Pietro Ferrero, amministratore delegato in carica e figlio di Michele Ferrero, muore d'infarto in Sudafrica all'età di 47 anni.[23] Alla guida dell'azienda rimane il fratello Giovanni, che da tempo condivideva il comando del gruppo con il fratello Pietro.

Nel 2014 l'azienda, in collaborazione con PepsiCo, distribuisce in Italia le patatine Lay's. Quell'anno il fatturato consolidato del gruppo è di circa 8,4 miliardi di euro, in crescita del 3,9% rispetto all'anno precedente con risultati brillanti in Asia, Russia, Usa, Canada, Brasile, Messico e Turchia, mentre l'utile prima delle imposte si assesta a 907 milioni di euro (+14%). Nel mondo sono occupati oltre 21.900 dipendenti, con 74 società consolidate e con 38 compagnie operative per la vendita e 20 stabilimenti per la produzione di cui 3 ulteriori operanti nell'ambito delle Imprese Sociali. Otto di questi stabilimenti sono distribuiti in Europa e i rimanenti sette rispettivamente in Argentina, Australia, Brasile, Ecuador, Porto Rico, Canada e Stati Uniti. I prodotti Ferrero sono presenti direttamente o tramite distributori autorizzati in oltre 160 Paesi.[24]

I progressi finanziari vengono confermati dalla classifica degli uomini più ricchi d'Italia secondo Forbes, pubblicata nel 2014: in essa Michele Ferrero e famiglia risultano essere al 1º posto in Italia ed al 30º nel mondo.[25]

Dopo una lunga malattia, Michele Ferrero muore nel pomeriggio del 14 febbraio 2015 a Montecarlo all'età di 89 anni. Qualche mese dopo viene chiusa la storica direzione commerciale di Pino Torinese e i dipendenti trasferiti ad Alba.

Acquisizioni in Europa e USAModifica

Nel giugno 2015 Ferrero compra l'azienda inglese Thorntons e da quella data ne produce i prodotti.[26][27] Nel marzo 2017 l'annuncio che Lapo Civiletti diventerà il nuovo CEO esterno alla famiglia dal 1º settembre 2017. Giovanni Ferrero, CEO attuale, sarà Executive Chairman concentrandosi sulle scelte strategiche.[28] Sempre nel marzo 2017 la Ferrero acquisisce per 107 milioni di euro Fannie May, società Usa del cioccolato premium.[29] Pochi mesi più tardi, in ottobre, una seconda acquisizione negli Usa, la Ferrara Candy, terza società statunitense nel settore delle caramelle e delle gomme da masticare. La strategia è di entrare con forza nel mercato d'oltre Atlantico dove la società fa appena il 6% dei ricavi.[30]

Il 16 gennaio 2018 Ferrero rileva le attività dolciarie di Nestlé negli Stati Uniti per 2.8 miliardi di dollari, acquisendo la titolarità sul mercato americano dei marchi Crunch, Butterfinger, BabyRuth, 100Grand, Raisinets, Wonka ed altri, ed i relativi stabilimenti di produzione situati a Bloomington, Franklin Park ed Itasca, in Illinois.[31] Nel luglio 2019, attraverso la holding belga Cth, acquisisce per 300 milioni di dollari dal colosso americano Campbell's i biscotti danesi Kelsen con 400 dipendenti e i marchi Kjeldsen e Royal Dansk.[32]

ProduzioneModifica

Quando l'azienda assunse il livello di industria diversificò il suo business con altri prodotti oltre a quelli a base di cioccolato: prodotti da forno (brioche e merendine), caramelle e bevande. Nel 2019, grazie ad una partnership con Unilever, è stata immessa sul mercato la linea di gelati Kinder.[33]

Alcune di queste sono:

MarchiModifica

NoteModifica

  1. ^ Copia archiviata, su ferrero.it. URL consultato il 14 dicembre 2008 (archiviato dall'url originale il 10 maggio 2006).
  2. ^ Ferrero. Osservatorio sull'industria alimentare: Ferrero & Nutella
  3. ^ Ferrero International: Luxembourg
  4. ^ Ferrero confirme son ancrage au Luxembourg, su paperjam.lu, 20-02-2017.
  5. ^ FERRERO VOLTA PAGINA, 11-11-2011, su ricerca.repubblica.it.
  6. ^ IL SEGRETO DELLA NUTELLA (PDF), su fiscoequo.it. URL consultato il 6 luglio 2018 (archiviato dall'url originale il 6 luglio 2018).
  7. ^ La nutella meglio di Ikea: è Ferrero il marchio più affidabile del mondo - LASTAMPA.it Archiviato l'11 maggio 2009 in Internet Archive.
  8. ^ (EN) Forbes.com - World's Most Reputable Companies: The Rankings
  9. ^ Ferrero, nel 2018 fatturato in crescita, su adnkronos.com, 20-02-2019.
  10. ^ Ferrero International: l'utile 2018 sale del 35% a 736,4 milioni, su borsaitaliana.it, 22-02-2019. URL consultato il 23 febbraio 2019 (archiviato dall'url originale il 23 febbraio 2019).
  11. ^ Gruppo Ferrero nel mondo: il fatturato cresce del 2,1% e arriva a 10,7 miliardi di €, su lastampa.it, 20-02-2019.
  12. ^ Axel Kurrle, Controlling und Effizienz: Die Messung der Effizienz des Controlling in der Industrie auf der Grundlage einer empirischen Einzelanalyse, su books.google.it, 1995.
  13. ^ Nel bilancio Buitoni riapparso attivo, su ricerca.repubblica.it.
  14. ^ La dinastia della Nutella che rifiuta la finanza, su ricerca.repubblica.it, 20-03-1987.
  15. ^ Intercandy NV, su transnationale.org.
  16. ^ Tarulla A., Cravanzana: momenti di storia, Associazione per gli Studi su Cravanzana, s.l.t.n.d. (ma 1984), p.71
  17. ^ Dalla pubblicità tradizionale al corporate storytelling : il caso di Nutella, su profili.eu, 17-01-2017.
  18. ^ La storia Kinder, su kinder.it, 21-11-2018.
  19. ^ [ilfattoalimentare.it/nutella-ingredienti-olio-di-palma.html Nutella: il segreto degli ingredienti svelato dal sito tedesco Verbraucherzentrale Hamburg, 50% di zucchero e oltre il 20% di olio di palma], 26-06-2015.
  20. ^ Ferrero Polska festeggia 10 anni (PDF), su fondazioneferrero.it (archiviato dall'url originale l'11 maggio 2006).
  21. ^ Comunicato interno di Ferrero Spa.
  22. ^ https://www.ferrerocsr.com/
  23. ^ La Stampa - Un infarto stronca Pietro Ferrero
  24. ^ Gruppo Ferrero nel mondo: fatturato di 8,4 miliardi di euro
  25. ^ Michele Ferrero & Family
  26. ^ (EN) Sarah Butler e Sean Farrell, Thorntons bought by Ferrero for £112m, in The Guardian, 22 giugno 2015. URL consultato il 30 marzo 2017.
  27. ^ Ferrero Agrees to Acquire UK's Thorntons, 23 giugno 2015. URL consultato il 30 marzo 2017 (archiviato dall'url originale il 20 febbraio 2016).
  28. ^ http://www.ilsole24ore.com/art/impresa-e-territori/2017-03-30/nuova-governance-ferrero-executive-chairman-giovanni-civiletti-ceo-084740_PRV.shtml?uuid=AEJLsBw
  29. ^ Ferrero compra il produttore Usa di cioccolato Fannie May per 107 milioni, su ilfattoquotidiano.it, 16 marzo 2017. URL consultato il 30 ottobre 2017.
  30. ^ Affari&Finanza di Repubblica, 30ottobre 2017.
  31. ^ Ferrero compra i dolci Nestlè negli Stati Uniti per 2.8 miliardi di dollari, su ilsole24ore.com, 16-01-1018.
  32. ^ Ferrero si mangia i biscotti della danese Kelsen, su ansa.it, 12 luglio 2019. URL consultato il 15 luglio 2019.
  33. ^ Accordo Unilever-Ferrero, in arrivo il Kinder gelato, su newsmondo.it, 14-02-2019.
  34. ^ Ferrero acquisirà anche il business degli snack alla frutta Kellogg's, insieme ai coni gelato e le crostate Keebler's

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