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Nanotyrannus lancensis

specie di animale della famiglia Tyrannosauridae
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Nanotyrannus
CMNH Nanotyrannus Skull.jpg
Cranio di N. lancensis
Stato di conservazione
Fossile
Classificazione scientifica
Dominio Eukaryota
Regno Animalia
Phylum Chordata
Classe Sauropsida
Superordine Dinosauria
Sottordine Theropoda
Superfamiglia † Tyrannosauroidea
Famiglia † Tyrannosauridae
Sottofamiglia † Tyrannosaurinae
Genere Nanotyrannus
Bakker, Currie & Williams, 1988
Specie N. lancensis
Bakker, Currie & Williams, 1988
Nomenclatura binomiale
† Nanotyrannus lancensis
Bakker, Currie & Williams, 1988 (originariamente Gorgosaurus)
Sinonimi

Nanotyrannus (il cui nome significa "tiranno nano" o "piccolo tiranno") è un potenziale dubbio genere estinto di dinosauro teropode tirannosauride, vissuto nel Cretaceo superiore circa 70 - 65 milioni di anni fa, in quello che oggi è il Nord America. Conosciuto solo per due esemplari (forse tre), è considerato spesso come un sinonimo junior del contemporaneo Tyrannosaurus, anche se nuove scoperte lo porterebbero ad essere catalogato come una specie a parte, sebbene tale dibattito sia ben lungi dall'essere risolto.[1]

DescrizioneModifica

 
Dimensioni di Nanotyrannus/esemplare "Jane" (in blu) rispetto ad altri esemplari di Tyrannosaurus, in confronto ad un uomo. Ogni segmento della griglia rappresenta un metro quadro.

A lungo, il Nanotyrannus era conosciuto per un singolo cranio lungo circa 1,20 metro, dalla forma simile a quello del ben noto Tyrannosaurus, ma dalla forma più allungata e compressa verticalmente, dotato di un maggior numero di denti rispetto a a Tyrannosaurus. Sulla base dello scheletro dell'esemplare "Jane", l'animale doveva raggiungere una lunghezza di circa 6,50 metri (21,3 ft), con un'altezza di 2 metri (8 ft), per un peso di circa 680 kg (1.500 libbre). Le lunghe gambe e i grandi piedi dell'animale indicavano che l'animale era un grande velocista capace di raggiungere una velocità in corsa di 20-30 miglia all'ora, facendone uno degli animali più veloci del suo ecosistema.[2] Solo la mascella inferiore conteneva ben 17 denti seghettati.[3] Indipendentemente dal fatto che gli esemplari in questioni siano una nuova specie o esemplari giovani di Tyrannosaurus, i paleontologi pensano che gli animali in vita fossero coperti da uno strato più o meno esteso di piume o protopiume.[4] Bakker ha portato avanti la teoria che il Nanotyrannus cacciasse in branchi. Denti da diversi Nanotyrannus sono stati trovati nelle ossa di dinosauri erbivori.[5]

Differenza da TyrannosaurusModifica

 
Scheletro montato dell'esemplare "Jane", al Burpee Museum of Natural

Tra le principali differenze che i paleontologi a favore della teoria di Bakker sulla quale il Nanotyrannus rappresenterebbe una specie a parte da Tyrannosaurus, vi sono il numero dei denti. Il Nanotyrannus possedeva molti più denti nelle sue fauci, contando ben 14-15 denti per ciascun lato della mascella superiore e 16 denti in ciascun lato della mascella inferiore. Dal canto suo il Tyrannosaurus disponeva di ben 11-12 su ogni lato della mascella superiore e 11-14 in quella inferiore. Le implicazioni esatte di questa differenza nel numero di denti è molto controverso. In uno studio del 1999 sui modelli di crescita dei tirannosauridi, il paleontologo Carr ha dimostrato che, in Gorgosaurus libratus, il numero di denti diminuiva con la crescita dell'animale e ha usato tali dati per sostenere l'ipotesi che il Nanotyrannus fosse solo un esemplare giovane di T. rex.[6] Tuttavia tale ipotesi fu smentita e screditata da un'accurata ricerca sui modelli di crescita di Tarbosaurus bataar (animale maggiormente imparentato con Tyrannosaurus), esponendo che durante la crescita questi animali non perdevano i denti, affermando anche i livelli e i modelli di crescita di Tyrannosaurus e Gorgosaurus sono molto diversi in quanto fanno parte di due diverse sottofamiglie.[7] La prova di tale teoria arrivò nel 2006 con il ritrovamento del cranio di un giovane Tarbosaurus che contava lo stesso numero di denti di un adulto, dando un'ulteriore prova che il Nanotyrannus fosse un genere a se stante.[8] Ulteriore prova della distinzione di Nanotyrannus da Tyrannosaurus, suggerita da Larson oltre che alla diversa costituzione del cranio, sono le zampe anteriori che in Nanotyrannus sono ben più lunghe (in relazioni al corpo), presentando anche falangi più grandi e una forcula più estesa.[9]

 
Crani di Tyrannosaurus e Nanotyrannus, a confronto
 
Replica del cranio di "Jane", in evidenza il forame sull'osso quadratogiugale, al Burpee Museum of Natural History

Un'altra differenza citato da coloro che sostengono la validità di N. lancensis come specie, è la presenza di piccoli forami, o buchi, nell'osso quadratogiugale, un osso nell'angolo posteriore del cranio. Sia il cranio olotipo sia l'esemplare "Jane" presentano questa caratteristica, facendo supporre che non si tratti di una deformità ma di una caratteristica distintiva, non presente nei tirannosauridi adulti. Gli oppositori alla teoria di Bakker, affermano che si tratterebbe di un fenomeno presente solo nei giovani esemplari di Tyrannosaurus e affini ma tali fori non sono stati ritrovati in esemplari giovani di animali affini come Tarbosaurus.[7] Tuttavia, ciò mette in dubbio anche la validità stessa di Nanotyrannus, poiché tali fori indicherebbero un'incompleta sutura delle ossa, rivelando che si tratti di un esemplare giovane di T. rex.[10][11]

Un'ulteriore prova, scoperta più di recente, arriva dai modelli 3D delle cavità del cervello del cranio olotipo di Nanotyrannus e quello di Tyrannosaurus, che mostrano che la posizione dei vasi sanguigni e i nervi ottici sono posti in una differente posizione, ad ulteriore prova che i due animali siano de generi separati.[12]

Storia della scopertaModifica

 
Scheletro dell'esemplare "Jane" con annessa la ricostruzione della testa dell'animale in vita

Rappresentato solo da un piccolo teschio (numero di catalogo CMN 7541), il genere è stato scoperto da Charles W. Gilmore nel 1942 e descritto nel 1946 come una specie di Gorgosaurus chiamata appunto G. lancensis[13]. Nel 1988, la specie è stata ridescritta da Robert T. Bakker e colleghi. Ricerche iniziali indicavano che le ossa del cranio erano fuse e ciò stava a rappresentare una specie adulta. Alla luce di ciò, Bakker e colleghi assegnarono il teschio ad un nuovo genere, che chiamarono Nanotyrannus per le sue dimensioni apparentemente piccole[14] Comunque, lavori successivi hanno sollevato dubbi su ciò, e alcuni paleontologi non considerano più la specie come un genere valido - siccome il fossile è contemporaneo a quello del Tyrannosaurus rex, molti paleontologi credono che sia una forma giovane di Tyrannosaurus.[6]

Nel 2001 è stato scoperto un tirannosauro giovane più completo ("Jane", numero di catalogo BMRP 2002.4.1), appartenente alla stessa specie del Nanotyrannus originale. Nel 2005, una conferenza sui tirannosauri si è concentrata sulla validità della specie Nanotyrannus supportata dalla scoperta di "Jane", conservata nel Burpee Museum of Natural History. Molti paleontologi, come Phil Currie e Donald M. Henderson, hanno visto la scoperta di Jane come una conferma che il Nanotyrannus è un T. rex giovane o una specie fortemente correlata[15][16]. Peter Larson, d'altra parte, ha continuato a sostenere il Nanotyrannus come genere a sé stante.[17] Nel 2015, il professor Phil Manning e il Dr. Charlotte Brassie dell'Università di Manchester hanno condotto un approfondito studio sull'esemplare "Jane", con l'ausilio di uno scanner LIDAR e l'utilizzo dati e modelli al computer, hanno stimato che la massa corporea di "Jane" si aggirava tra i 600 kg e i 900 kg, di gran lunga inferiore al peso che ci si aspetterebbe da un giovane Tyrannosaurus.[12] Tuttavia lo stesso anno, Assistant Professor di Holly Woodward Ballard dell'Oklahoma State University, condusse no studio sull'istologia delle ossa dell'esemplare "Jane". Prendendo come modello la sezione del femore di "Jane" e contando gli anelli che presentava Ballard ha dimostrato che Jane aveva solo 11 anni quando morì, suggerendo che l'animale era ancora in fase di crescita alla sua morte.[12]

 
Scheletro montato dell'esemplare "Jane", al Burpee Museum of Natural

L'attuale studio scientifico su Jane, portato avanti da Bakker, Larson, e Currie, potrà aiutare a determinare se Nanotyrannus è una specie a sé, se rappresenta una forma giovane di T. rex, o se è una nuova specie identificata precedentemente come Tirannosauro[18].

Alla fine del 2011, venne pubblicata la notizia di una favolosa scoperta avvenuta nel 2006: il ritrovamento di uno scheletro quasi completo di Nanotyrannus insieme ad un ceratopside.[19] Il campione è stato studiato da Robert Bakker e Pete Larson, che hanno subito identificato il ceratopside come un Triceratops. L'esemplare di Nanotyrannus, soprannominato "Bloody Mary", presentava delle braccia molto lunghe di quasi 3 piedi di lunghezza, in contrasto con le braccia corte del Tyrannosaurus, anche se tale affermazione è ancora da verificare in quanto il campione "Bloody Mary" è sprovvisto di mani.[12]

Il fatto che l'esemplare "Bloody Mary", fisicamente più piccola, sia stato ritrovato accanto a un Triceratops notevolmente più grande, fa supporre che il Nanotyrannus cacciasse in branco. L'ipotesi di Robert Bakker sulle abitudini gregarie dei Nanotyrannus sarebbe provata dal ritrovamento di ben 30 denti dei predatori all'interno della carcassa del Triceratops, suggerendo che l'erbivoro sia riuscito a ucciderne uno, per poi essere sopraffatto dal resto del branco.[12]

NoteModifica

  1. ^ M Mortimer, Tyrannosauroidea, su The Theropod Database, 2004. URL consultato il 21 agosto 2007 (archiviato dall'url originale il 29 settembre 2013).
  2. ^ http://www.edmontonsun.com/2016/01/27/nanotyrannus-the-cheetah-of-the-dinosaur-world-was-even-more-terrifying-than-the-great-t-rex-u-of-a-research
  3. ^ NIU teams up with Burpee Museum to bring world's top dinosaur hunters to Rockford, Northern Illinois University, 7 settembre 2007. URL consultato il 9 settembre 2007 (archiviato dall'url originale il 5 agosto 2012).
  4. ^ Keim, B. (2012). "Giant Feathered Tyrannosaur Found in China." Wired, April 4, 2012. Accessed online August 8, 2013, https://www.wired.com/wiredscience/2012/04/yutyrannus-huali-feathers/
  5. ^ Nordquist, Karen (2004). Karen's Komments Archiviato il 25 marzo 2007 in Internet Archive.. Earth Science Club of Northern Illinois. Last accessed 2007-03-11.
  6. ^ a b T.D. Carr, Craniofacial ontogeny in Tyrannosauridae (Dinosauria, Coelurosauria), in Journal of Vertebrate Paleontology, vol. 19, 1999, pp. 497–520, DOI:10.1080/02724634.1999.10011161.
  7. ^ a b T. Tsuihiji, M. Watabe, K. Tsogtbaatar, T. Tsubamoto, R. Barsbold, S. Suzuki, A.H. Lee, R.C. Ridgely, Y. Kawahara e L.M. Witmer, Cranial osteology of a juvenile specimen of Tarbosaurus bataar from the Nemegt Formation (Upper Cretaceous) of Bugin Tsav, Mongolia, in Journal of Vertebrate Paleontology, vol. 31, nº 3, 2011, pp. 497–517, DOI:10.1080/02724634.2011.557116.
  8. ^ Takanobu Tsuihiji, Mahito Watabe, Khishigjav Tsogtbaatar, Takehisa Tsubamoto, Rinchen Barsbold, Shigeru Suzuki, Andrew H. Lee, Ryan C. Ridgely, Yasuhiro Kawahara e Lawrence M. Witmer, Cranial Osteology of a Juvenile Specimen of Tarbosaurus bataar (Theropoda, Tyrannosauridae) from the Nemegt Formation (Upper Cretaceous) of Bugin Tsav, Mongolia, in Journal of Vertebrate Paleontology, vol. 31, nº 3, 1º maggio 2011, pp. 497–517, DOI:10.1080/02724634.2011.557116.
  9. ^ Larson P (2013), "The validity of Nanotyrannus Lancensis (Theropoda, Lancian - Upper Maastrichtian of North America", Society of Vertebrate Paleontology: 73rd annual meeting, Abstracts with Programs, p. 159.
  10. ^ C Yun, Evidence points out that "Nanotyrannus" is a juvenile Tyrannosaurus rex"., in PeerJ PrePrints, vol. 3, 2015, p. e1052, DOI:10.7287/peerj.preprints.852v1.
  11. ^ A Bailleu, J Scannella, J. Horner e D. Evans, Fusion Patterns in the Skulls of Modern Archosaurs Reveal That Sutures Are Ambiguous Maturity Indicators for the Dinosauria, in PLOS ONE, 2016, DOI:10.1371/journal.pone.0147687.
  12. ^ a b c d e "Dino Death Match" (2015) Part of Jurassic Week. National Geographic Channel (UK). 13/06/2015
  13. ^ Gilmore (1946). "A new carnivorous dinosaur from the Lance Formation of Montana." Smithsonian Miscellaneous Collections, 106: 1–19.
  14. ^ Bakker, Williams, and Currie (1988). "Nanotyrannus, a new genus of pygmy tyrannosaur, from the latest Cretaceous of Montana." Hunteria, 1: 1–30.
  15. ^ Currie, Henderson, Horner and Williams (2005). "On tyrannosaur teeth, tooth positions and the taxonomic status of Nanotyrannus lancensis." In "The origin, systematics, and paleobiology of Tyrannosauridae”, a symposium hosted jointly by Burpee Museum of Natural History and Northern Illinois University.
  16. ^ Henderson (2005). "Nano No More: The death of the pygmy tyrant." In "The origin, systematics, and paleobiology of Tyrannosauridae”, a symposium hosted jointly by Burpee Museum of Natural History and Northern Illinois University.
  17. ^ Larson (2005). "A case for Nanotyrannus." In "The origin, systematics, and paleobiology of Tyrannosauridae”, a symposium hosted jointly by Burpee Museum of Natural History and Northern Illinois University.
  18. ^ M Mortimer, Tyrannosauroidea, su The Theropod Database, 2004. URL consultato il 21 agosto 2007 (archiviato dall'url originale il 20 dicembre 2007).
  19. ^ Switek B, "Montana's "Dueling Dinosaurs", blogs.smithsonianmag.com, 10-11-2011.

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