Apri il menu principale
Roller Monza
Hockey su pista Roller hockey pictogram.svg
Segni distintivi
Uniformi di gara
Manica sinistra
Manica sinistra
Maglietta
Maglietta
Manica destra
Manica destra
Pantaloncini
Calzettoni
Casa
Manica sinistra
Maglietta
Manica destra
Pantaloncini
Calzettoni
Trasferta
Colori sociali 600px Bianco e Azzurro (Bordato).png Bianco e Azzurro
Dati societari
Città Monza
Paese Italia Italia
Confederazione WSE
Federazione FISR
Fondazione 1980
Scioglimento 1996
Impianto PalaSesto di Sesto San Giovanni
(3100 posti)
Palmarès
ScudettoScudettoScudettoScudetto Coppa Italia Coppa delle CoppeCoppa delle CoppeCoppa delle Coppe
Scudetti 4
Trofei nazionali 1 Coppe Italia
Trofei internazionali 3 Coppe delle Coppe

Il Sodalizio Hockeystico Roller Monza era una squadra di hockey su pista di Monza (all'epoca in provincia di Milano) nata il 7 luglio 1980 e dichiarata fallita dal tribunale nel 1997. I colori sociali erano il bianco e l'azzurro. Soci fondatori un gruppo di appassionati fuoriusciti dall'Hockey Club Monza vincitore di sette titoli italiani.

Indice

StoriaModifica

L'inizioModifica

Il primo campionato fu giocato in serie C, poiché la dirigenza rilevò i diritti di partecipazione a questa divisione dall'Hockey Milano. Primo campo di gioco fu la palestra di via Ardigò a Monza, situata all'interno di un complesso scolastico della città, un luogo mitico per l'hockey monzese, anche se piccolo e non molto adatto a questa disciplina, dove già giocava l'altra compagine cittadina, l'Hockey Club Monza. Punto di ritrovo per i tifosi il bar Sempione di Monza, situato nell'omonima via a due passi dal centro della città. Vennero ingaggiati alcuni veterani dell'hockey monzese, tra i quali possiamo ricordare Scurati, Arbizzoni, Campana e anche un giocatore straniero, Gonzales. A guardia della porta fu messo Dalceri, grande portiere che a lungo difese i colori del Lodi. Per questa stagione inoltre si decise di dare gli incassi in beneficenza. Furono conseguite clamorose affermazioni e in alcuni incontri il Roller segnò anche più di venti reti. E fu subito primo posto e promozione in serie B. Da ricordare la partita contro l'Hockey Sarzana in cui l'arbitro, dopo essere stato colpito dalla pallina a un ginocchio, riuscì coraggiosamente a portare a termine l'incontro.

Per l'anno successivo, con la squadra trasferita a Brugherio in un palazzetto con una pista molto più grande e molti più posti per il pubblico, la rosa dei giocatori fu quasi totalmente rinnovata e fu allestita una formazione che avrebbe potuto giocare anche nella massima serie. Il quintetto base era formato ancora da Dalceri in porta, in difesa Facchini e Righi, entrambi con una grande carriera in serie A, in attacco Campolongo, giovane promessa lodigiana e Virgilio, campione portoghese con trascorsi in Italia anche nell'Hockey Club Monza. Di conseguenza, ci fu l'approdo alla A con un ruolo di marcia impressionante, anche se, nella penultima partita contro la U.S. Triestina Hockey, i monzesi conseguirono una vittoria talmente risicata, che da più parti si pronosticò, vista la stanchezza della squadra, l'impossibilità di raggiungere il traguardo finale. Infatti, alla vigilia di questo incontro, tutti si aspettavano l'ennesima goleada, ma il Roller si ritrovò costretto a fare melina nei minuti finali, per difendere il vantaggio di una sola rete. L'ultima partita, molto combattuta, si giocò in Emilia contro l'Amatori Modena, formazione solida dai gloriosi trascorsi (fu due volte campione d'Italia) e decisa a non fare sconti a nessuno. Alcune centinaia di tifosi seguirono la trasferta e al termine dell'incontro ci fu una festosa invasione di campo per festeggiare vittoria e promozione. Profetico fu uno striscione con la scritta "andremo in A" esposto da alcuni tifosi fin dalle prime giornate di campionato. Da ricordare le vittorie contro il Circolo Pattinatori Grosseto (partita giocata di fronte a circa mille spettatori) e nei derby contro l'Hockey Seregno.

La prima volta in serie AModifica

La prima stagione nel massimo campionato fu caratterizzata da molte difficoltà. Infatti non venne creata una formazione in grado di ben figurare e la squadra dovette lottare fino alla fine per non retrocedere. Il motivo principale di questa situazione è da ricercarsi nel fatto che non venne ingaggiato un centro di spessore dopo il clamoroso passaggio di Righi all'Hockey Club Monza. Il sostituto, Brandolin proveniente dalla Goriziana Hockey, purtroppo non mantenne le promesse e ciò fu causa di molti problemi soprattutto a livello di impostazione di gioco. Ci furono parecchie brutte sconfitte, a Novara, a Giovinazzo, in casa contro l'Hockey Club Monza, ma anche qualche partita persa non per demerito, ma più che altro per inesperienza, come quella tra le mura casalinghe contro l'Amatori Vercelli. Tuttavia vi furono anche match straordinari, ad esempio quando i ragazzi del mitico e appassionatissimo presidente Piero Ferlinghetti riuscirono, al termine di un incontro incredibile in una memorabile serata, a sconfiggere i campioni d'Italia di Reggio Emilia tra l'entusiasmo dei tifosi. Altra partita di questa stagione impossibile da dimenticare, fu quella con l'Hockey Pordenone, quando il Roller, sotto di quattro reti all'inizio del secondo tempo, riuscì, dopo una rimonta fantastica, ad aggiudicarsi l'incontro.

Negli anni successivi la squadra venne costantemente migliorata mettendo sotto contratto anche dei buoni giocatori come Meroni e il famoso, anche se alla fine della carriera, Pep Giralt. Tuttavia il problema del centro si trascinò per parecchio tempo e non venne mai risolto in maniera adeguata. Addirittura venne ingaggiato Calloni, ex attaccante dell'Hockey Club Monza e ormai non più in fase ascendente a livello di prestazioni, che venne reinventato come centro. A nulla servirono le perplessità espresse negli ambienti hockeystici cittadini riguardo a questa decisione. Il risultato di queste discutibili scelte tecniche fu che non venne mai fatto quel salto di qualità necessario per competere con l'Amatori Vercelli, l'Hockey Novara e soprattutto con l'Hockey Club Monza. I biancorossi, forti di uno sponsor munifico, le Pompe Vergani di Merate, grazie al quale fu costruito il nuovo palazzetto per l'hockey di Biassono, dove la squadra si trasferì lasciando la piccola e vecchia pista di via Ardigò, furono in quegli anni sempre ai vertici sfiorando ripetutamente lo scudetto e, soprattutto, risultando sempre vincitori nei derby. Questa situazione contribuì non poco a creare un senso di sconforto tra i tifosi biancoazzurri. Famoso era infatti il coro «mai, mai, non vincerete mai!» intonato dai biancorossi sugli spalti al termine di tutti i derby in campionato, in coppa e in amichevole.

I successiModifica

Dopo alcuni anni in cui i risultati furono piuttosto altalenanti e in cui ci fu anche una retrocessione, seguita però da un immediato ritorno nella divisione superiore, ci fu il salto di qualità. Infatti, col decisivo sostegno di sponsor importanti (un esempio per tutti i Supermercati Brianzoli, e infatti la squadra prese il nome di SB Roller Monza) che fecero in modo di rendere la squadra monzese per alcuni anni una vera potenza hockeistica, vennero ingaggiati campioni della nazionale italiana e argentina. Grazie a loro iniziò un periodo di successi coinciso con la conquista di tre titoli italiani, una Coppa Italia e tre Coppe delle Coppe.

La prima finale fu giocata contro l'Hockey Novara. L'impresa apparve subito impossibile sia per la fama degli avversari vincitori non di qualche scudetto, ma di qualche decina di scudetti, sia per l'inesperienza del Roller e forse anche per un senso di appagamento per essere arrivati fino a questo insperato traguardo. Di conseguenza la squadra novarese si aggiudicò la serie abbastanza facilmente con tre vittorie consecutive, ma tra i monzesi fu tanta la soddisfazione per essere arrivati fino ad un passo dal massimo obiettivo. Inoltre cominciò ad esserci la consapevolezza che la squadra ci fosse e fosse anche forte e che grazie al nuovo corso iniziato con i nuovi sponsor bastasse poco per realizzare il sogno di diventare campioni d'Italia. Cosa che puntualmente si realizzò poco tempo dopo.

Il primo campionato fu conquistato proprio contro l'Hockey Club Monza al termine di quattro combattutissimi incontri. Inizialmente ben pochi ritenevano possibile l'impresa, non tanto per la caratura tecnica dei biancoazzurri, che non avevano nulla da invidiare sotto questo punto di vista ai cugini, ma per la tradizione assolutamente negativa nei derby che aveva perseguitato il Roller fin dal suo primo anno in serie A. Infatti, questa "maledizione dei derby" era diventata talmente opprimente che, anche se i biancoazzurri sulla carta spesso erano più forti dei biancorossi, si riteneva talmente arduo conseguire la vittoria, che poi puntualmente sul campo la squadra non rendeva mai in proporzione al proprio valore andando sempre incontro a sonore sconfitte o a qualche risicato e rocambolesco pareggio. Ulteriore dimostrazione di questa disgraziata situazione la finale di andata di Coppa Italia persa malamente proprio contro i cugini poco tempo prima con uno strascico di polemiche, poiché la finale di ritorno non fu giocata per motivi disciplinari. Infatti, per aver schierato in panchina in un incontro di campionato un atleta delle giovanili con una squalifica da scontare nel torneo di appartenenza e non certo nella massima serie, il Roller ebbe partita persa, punti di penalizzazione e, non si sa il perché di questa assurda decisione, l'estromissione dalla finale di ritorno di Coppa Italia che venne definitivamente assegnata all'Hockey Club Monza. A nulla servirono le proteste e i reclami posti in essere dai biancoazzurri. Ma le cose erano destinate a cambiare in modo decisivo e inaspettato. E infatti dopo due vittorie consecutive della squadra di Ferlinghetti (la prima ottenuta tra l'altro in trasferta a Biassono), e una dei biancorossi tra le mura amiche nel terzo match, l'ultima e decisiva partita, giocata a Brugherio in un palazzetto gremito in modo incredibile, con tanto di diretta televisiva su un importante canale nazionale, vide la vittoria del Roller che fece suo l'incontro a suon di gol. Inutile la rimonta finale dei cugini che non riuscirono più a raddrizzare la situazione. Da questo momento i ragazzi di Ferlinghetti, mai vincitori nelle stracittadine e quasi sempre sconfitti anche in maniera imbarazzante, e infatti tutti si ricordano, tra l'altro, la sconfitta contro l'Hockey Monza 83, squadra militante in serie B e composta non certo da giocatori professionisti, ma da dilettanti in un torneo estivo giocato nella pista all'aperto di via Boccaccio (antico tempio dell'hockey monzese dove in passato, quando i campionati si giocavano in primavera-estate, i cugini biancorossi erano stati protagonisti di memorabili imprese vincendo più volte lo scudetto), e un incontro di campionato quando il Roller, in vantaggio di parecchi gol, si fece incredibilmente raggiungere a 3 secondi dalla fine, risultarono sempre vittoriosi in tutti i successivi derby. Questa nuova situazione ebbe una conseguenza immediata. I biancoazzurri divennero, dopo aver vissuto per anni all'ombra dei cugini biancorossi, la prima squadra cittadina. Infatti, purtroppo, l'Hockey Club Monza iniziò un lento ma progressivo ridimensionamento che lo portò prima alla retrocessione nei campionati minori, in seguito al passaggio all'hockey in-line senza però ottenere risultati significativi e infine a un doloroso e definitivo scioglimento al termine della stagione 2003-04. In questo modo furono disgraziatamente cancellati circa 70 anni (questa società fu fondata nel 1933) di storia hockeystica monzese e italiana. Ciò fu causa anche della sparizione degli infuocati derby che per molti anni appassionarono il pubblico monzese.

L'anno successivo fu la volta del secondo scudetto conquistato ai danni dell'Hockey Novara. Anche in questa occasione ci furono quattro combattutissimi incontri al termine dei quali la squadra monzese riuscì a laurearsi ancora una volta Campione d'Italia. Purtroppo questo campionato fu funestato dal terribile infortunio occorso a Mario Aguero, campione argentino e fortissimo attaccante biancoazzurro. Durante l'incontro con l'Amatori Lodi il 27 gennaio del 1990, a Brugherio, il giocatore monzese fu colpito al volto da un difensore giallorosso con una forte bastonata che gli procurò un grave danno alla vista. La vicenda si concluse non solo a livello di giustizia sportiva, ma se ne occupò anche la giustizia ordinaria in sede civile e penale[1]. L'annata seguente tuttavia non finì come ci si aspettava e chi pronosticò un'altra facile affermazione biancazzurra, dovette ben presto ricredersi. Infatti, a due passi da Monza, in quel di Seregno, fu messa insieme una squadra che per un paio d'anni fu capace di risvegliare quella rivalità tipica dei passati derby monzesi. E l'Hockey Seregno quindi, per un certo tempo, si trasformò da squadra che si trovava spesso in zona retrocessione (quando poi non retrocedeva veramente), a squadra protagonista del campionato. La finale si disputò per la terza volta consecutiva in quattro incontri ma questa volta, a differenza delle precedenti, la buona sorte si dimenticò del Roller che perse malamente la serie e dovette scucire dalle maglie il tricolore che deteneva da due anni. Ma questa inaspettata delusione doveva essere ben presto vendicata. Nella stagione seguente la squadra biancazzurra dopo l'ennesimo torneo da protagonista raggiunse per la quinta volta consecutiva la finale e sconfisse i biancorossi seregnesi rifacendosi della cocente sconfitta dell'anno precedente[2]. Tuttavia i problemi erano dietro l'angolo. Infatti gli sponsor più importanti annunciarono l'intenzione di ritirarsi dal finanziamento della società che si ritrovò subito con gravi problemi di natura economica, che portarono in breve ad un ridimensionamento degli obiettivi. Conseguenza immediata fu non solo la fine dei trionfi in campionato, ma anche il mancato raggiungimento della finale che era stata una costante nei tornei antecedenti. Verso la metà degli anni novanta la squadra dette segnali di ripresa raggiungendo ancora per due anni consecutivi l'ultimo atto del torneo.

La crisi e lo scioglimentoModifica

Malauguratamente, dopo una serie di vicissitudini negative (fra le quali la scomparsa del presidente Piero Angelo Ferlinghetti il 15 dicembre 1995[3]), il Roller Monza entrò in una crisi che divenne sempre più profonda fino allo scioglimento, che coincise con la conquista del quarto e ultimo titolo di campione d'Italia del 1996 ai danni dell'Hockey Novara. Purtroppo anche quest'ultima vittoria fu conseguita lontano da Monza, al Palasesto di Sesto San Giovanni (quando non era ancora stato trasformato in Palazzo del Ghiaccio), a causa della cronica mancanza di una struttura idonea in quella che era stata fino a quel momento la capitale italiana dell'hockey su pista[4].

Fra i giocatori che hanno indossato la casacca biancazzurra ricordiamo Mario Aguero, Paez, Mauro Cinquini, Franco Girardelli "Cirio", Giuseppe "Pino" Marzella, Alessandro Cupisti, Virgilio, i gemelli Alberto e Alessandro Michielon, Facchini, Oliviero Dalceri e tanti altri che hanno contribuito a rendere memorabile e appassionante il cammino di questa società hockeystica.

CronistoriaModifica

Cronistoria del Roller Monza
Finalista in Coppa Italia.
Finalista in Coppa Italia.
  Vince la Coppa delle Coppe (1º titolo)

  Vince la Coppa Italia (1º titolo)
Eliminato al primo turno della Coppa dei Campioni.
Finalista in Supercoppa d'Europa.
Finalista in Coppa dei Campioni.
  Vince la Coppa delle Coppe (2º titolo)
Eliminato ai quarti di finale della Coppa dei Campioni.
Finalista in Supercoppa d'Europa.
Finalista in Coppa Italia.
Eliminato ai quarti di finale della Coppa CERS.
Finalista in Coppa Italia.
  Vince la Coppa delle Coppe (3º titolo)
Finalista in Supercoppa d'Europa.
  • 1996 – Al termine della stagione 1995-1996 cessa l'attività sportiva[5].

Colori e simboliModifica

StruttureModifica

PalmarèsModifica

StatisticheModifica

Partecipazioni ai campionatiModifica

Livello Categoria Partecipazioni Debutto Ultima stagione Totale
Serie A 1 1982-1983 13
Serie A1 12 1983-1984 1995-1996
Serie B 1 1981-1982 2
Serie A2 1 1986-1987
Serie C 1 1980-1981 1

Partecipazioni alle coppe europeeModifica

Competizione Partecipazioni Debutto Ultima stagione Miglior risultato
Coppa dei Campioni 3 1989-1990 1992-1993 Finalista
nel 1990-1991
Coppa delle Coppe 3 1988-1989 1995-1996 Campione
nel 1988-1989, nel 1991-1992 e nel 1994-1955
Coppa CERS 1 1993-1994 Quarti di finale
nel 1993-1994
Supercoppa d'Europa 3 1989-1990 1995-1996 Finalista
nel 1989-1990, nel 1992-1993 e nel 1995-1996

NoteModifica

  1. ^ Bastonata nell'occhio, risarcito con 600 milioni, su archiviostorico.corriere.it. URL consultato il 21 gennaio 2013 (archiviato dall'url originale il 1º gennaio 2016).
  2. ^ 3º scudetto per la ESSEBI' ROLLER, su archiviostorico.corriere.it. URL consultato il 21 gennaio 2013.
  3. ^ HOCKEY: È MORTO PIERO ANGELO FERLINGHETTI, su adnkronos.com. URL consultato il 21 gennaio 2013.
  4. ^ Hockey, campioni senza valore, su archiviostorico.corriere.it. URL consultato il 21 gennaio 2013 (archiviato dall'url originale in data pre 1/1/2016).
  5. ^ Il lungo tramonto dell'hockey: in A1 una sola squadra lombarda., su archive.li.

BibliografiaModifica

  • Paolo Virdi, 50 minuti di gloria. Gli anni moderni dell'hockey pista. Volume 1, Lodi, Lodinotizie, 2012, ISBN 978-88-908803-0-8.

Voci correlateModifica

Collegamenti esterniModifica

  Portale Sport: accedi alle voci di Wikipedia che trattano di sport