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Antonino Cuffaro

politico italiano
Antonino Cuffaro
Antonino Cuffaro.jpg

Presidente del Partito dei Comunisti Italiani
Durata mandato 2007 –
2013
Predecessore Armando Cossutta
Successore Manuela Palermi

Sottosegretario di Stato del Ministero dell'università e della ricerca scientifica e tecnologica
Durata mandato 21 ottobre 1998 –
11 giugno 2001
Presidente Massimo D'Alema
Giuliano Amato
Predecessore Luciano Guerzoni

Senatore della Repubblica Italiana
Legislature XII
Gruppo
parlamentare
PRC
Circoscrizione Lazio
Collegio 21 (Marino - Colleferro - Frascati)
Incarichi parlamentari
  • Sottosegretario di Stato per l'Università e per la Ricerca Scientifica
  • 3ª Commissione permanente (Affari esteri)
  • 7ª Commissione permanente (Istruzione pubblica, beni culturali):
  • Giunta per gli affari delle Comunità Europee:
Sito istituzionale

Deputato della Repubblica Italiana
Legislature VII, VIII, IX
Gruppo
parlamentare
Partito Comunista Italiano
Collegio Trieste
Incarichi parlamentari
  • Componente della 8ª Commissione (Istruzione e Belle Arti)
  • Componente della 10ª Commissione (Trasporti)
  • Componente della 12ª Commissione (Industria e Commercio)
Sito istituzionale

Dati generali
Partito politico PdCI
Titolo di studio Laurea in Ingegneria
Professione politico, ingegnere, insegnante

Antonino Cuffaro (Sambuca di Sicilia, 21 aprile 1932Trieste, 20 luglio 2019) è stato un politico italiano.

BiografiaModifica

È figlio di Domenico, tra i fondatori del Partito Comunista d'Italia,[senza fonte] guida del movimento dei contadini e dei minatori siciliani e dirigente CGIL in provincia di Agrigento, dove più volte è stato minacciato dalla mafia.

Antonino, dopo aver conseguito la laurea in Ingegneria, si trasferisce in Friuli-Venezia Giulia dove ha vissuto ad Aquileia con la moglie fino alla morte. Assume una cattedra di ingegneria presso l'Istituto Tecnico "Alessandro Volta" di Trieste, impegnandosi anche in attività professionali di consulenza in campo ingegneristico.

In quel periodo si iscrive nel Partito Comunista Italiano e nel 1962 diviene consigliere comunale a Trieste fino al 1972, quindi diverrà consigliere regionale del Friuli-Venezia Giulia (1967-1976). In quegli anni è segretario della Federazione autonoma di Trieste e poi segretario regionale del Friuli-Venezia Giulia. Nel 1969 entra nel comitato centrale comunista dove vi resterà fino al 1991, anno di scioglimento del PCI.

Elezione alla CameraModifica

Tra il 1976 e il 1987 è membro della Camera dei deputati per tre legislature[1][2][3] e negli stessi anni (1979-1988) è responsabile per la Ricerca Scientifica e Tecnologica nella Direzione Nazionale del PCI, ruolo che gli permetterà di organizzare la I Conferenza Nazionale sulla Scienza promossa da un partito politico. Dal 31 maggio 1977 al 19 giugno 1979 partecipa ai lavori della commissione speciale della Camera per la ricostruzione delle zone del Friuli Venezia Giulia e della regione Veneto colpite dal terremoto del 1976.[4]

Si oppone alla svolta della Bolognina e contribuisce dal 1991 alla nascita di Rifondazione Comunista. Nel 1993 Cuffaro viene candidato alla segreteria del PRC in opposizione alla candidatura, risultata poi vincente, di Fausto Bertinotti.

Elezione al Senato e nascita del PdCIModifica

Nel 1994 è eletto senatore e diventa coordinatore della segreteria nazionale di Rifondazione Comunista fino al 1996. Non rieletto nel 1996, nel 1998 è tra i comunisti che vorrebbero salvare il primo governo Prodi e aderisce così al Partito dei Comunisti Italiani.

Sottosegretario per la Ricerca ScientificaModifica

Viene nominato Sottosegretario alla ricerca scientifica nel Governo D'Alema I e II, incarico che manterrà anche con il successivo Governo Amato II durante il quale saranno notevolmente ampliate le sue deleghe.

Durante l'incarico di governo Antonino Cuffaro promuove con decisione il coordinamento, la programmazione e la valutazione della ricerca scientifica nazionale contribuendo a far innalzare la percentuale di PIL destinata al finanziamento della attività di ricerca universitaria. Con lui viene varato il primo programma nazionale della ricerca e sono avviati importanti provvedimenti per la ricerca di base e industriale nonché per il reclutamento, dopo 18 anni di blocco, di numerosi ricercatori tramite concorso e il ritorno in Italia di scienziati che avevano dovuto emigrare all'estero. Resta sottosegretario fino al giugno 2001.

Elezione a Presidente del PdCIModifica

È stato altresì, sino all'aprile 2007, Segretario del Comitato Regionale del P.d.C.I. del Friuli-Venezia Giulia oltre che responsabile nazionale del dipartimento università e ricerca scientifica.

In occasione del IV Congresso Nazionale, nel 2007 è eletto all'unanimità Presidente del P.d.C.I. in sostituzione di Armando Cossutta. Resta presidente del partito fino a luglio 2013.

NoteModifica

  1. ^ Antonino Cuffaro, su Camera.it - VII legislatura, Parlamento italiano.
  2. ^ Antonino Cuffaro, su Camera.it - VIII legislatura, Parlamento italiano.
  3. ^ Antonino Cuffaro, su Camera.it - IX legislatura, Parlamento italiano.
  4. ^ legislatureprecedenti.camera.it, Camera dei Deputati, http://legislature.camera.it/frameset.asp?content=%2Faltre_sezionism%2F9964%2F9974%2Fdocumentotesto.asp%3F. URL consultato il 30 agosto 2018.

Voci correlateModifica

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