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Chiesa di Sant'Eufemia (Verona)

edificio religioso di Verona
Chiesa di Sant'Eufemia
Santa Eufemia, VR.JPG
La facciata
StatoItalia Italia
RegioneVeneto
LocalitàVerona
ReligioneCristiana cattolica di rito romano
Diocesi Verona
Consacrazione1331
Stile architettonicogotico, rinascimentale, barocco
Inizio costruzione1275
CompletamentoXIV secolo

Coordinate: 45°26′35.4″N 10°59′36.52″E / 45.443167°N 10.993478°E45.443167; 10.993478

La chiesa di Sant'Eufemia è una chiesa di Verona. Sorge a cavallo di un antico cardine romano dove probabilmente esisteva già attorno al V o VI secolo d.C. una chiesa, ed è oggi il risultato di una serie di interventi iniziati nel XIII secolo e protrattisi fino al 1945, anno in cui furono inseriti i rosoni in sostituzione delle finestre originarie danneggiate dall'esplosione del vicino Ponte della Vittoria. I lavori di ampliamento del complesso originario iniziarono nel 1262 ad opera degli eremitani di Sant'Agostino, che avevano preso pianta stabile nell'edificio ecclesiastico, situato al tempo nel Quartiere dei Capitani della città scaligera.

DescrizioneModifica

La facciata monocuspidata della chiesa ha un aspetto medioevale nella cubatura e nell'utilizzo del laterizio, ma presenta già elementi applicati successivamente: due bifore rinascimentali, oggi tamponate, delle quali quella destra è interrotta dal monumento sepolcrale cinquecentesco di scuola sanmicheliana della famiglia Lavagnoli, mentre sotto quella di sinistra è presente una pregevole arca del 1279 originariamente realizzata per la famiglia Cavalcani e successivamente riutilizzata dalla famiglia Banda. Sul fianco destro, la tomba in stile rinascimentale della famiglia Verità, realizzata nel 1566 e, come le altre due, originariamente situata all'interno della chiesa. Tutti e tre i monumenti funebri furono trasportati all'esterno durante la ristrutturazione iniziata nel 1739 che interessò soprattutto l'interno dell'edificio. Il portale, in stile tardo gotico, è una notevole scultura tricromatica realizzata nel 1476, ed è ornato da tre statue sempre tardo quattrocentesche, di cui quella sulla chiave di volta rappresenta Sant'Eufemia. Al di sopra di quest'ultima è presente il novecentesco rosone che illumina l'interno della chiesa. Il campanile, sempre in cotto, termina con una pinna acuta, e vi si aprono delle trifore.

La chiesa si presenta internamente con un'unica navata con soffitto con volte a botte ribassata che ha sostituito nella ristrutturazione settecentesca l'originario soffitto a capriata, ancora presente sotto di essa. Vi sono in totale quattordici altari laterali, perfettamente allineati e anch'essi frutto della sistemazione interna avvenuta nel XVIII secolo. L'altare maggiore è diviso dal resto della chiesa da una volta a crociera, con un grande arco e delle porte laterali. Negli altari ci sono opere, tra gli altri, di Brusasorzi e Gianbettino Cignaroli.

La cappella Spolverini Dal Verme fondata poco dopo il 1390[1] come ricorda Maria Teresa Cuppini: «Il 24 settembre 1390 Nicolò da Ferrara è testimone al contratto tra il monastero e Taddeo Spolverini Dal Verme» è dedicata agli Angeli. In origine venne offerta all'Arcangelo Raffaele e al Santo Omobono, come ricordano i cicli di affresco.

Nella cappella sono conservati opere pittoriche che risalgono a due distinti periodi XIV e XVI sec. Essi si articolano su vari registri: nel primo in basso si riconoscono le fasi del periodo tardo-trecentesco, mentre nei successivi si identificano interventi riconducibili al 1508 ad opera di Giovan Francesco Caroto e dedicati all'Arcangelo Raffaele e alle storie di Tobiolo .

Sulla destra sono conservati affreschi dedicati a san Dionigi che sostiene la propria testa con la mano e a San Raffaele (XIV sec.). In alto nel sottarco tra la cappella e la chiesa un'immagine di San Ludovico di Tolosa.

Sulla parasta che separa l'abside dalla campata della cappella, sono dell'inizio del sec. XV il bassorilievo con lo stemma che ricorda il matrimonio tra Jacopo Dal Verme e Cia degli Ubaldini[2].

Nell'abside sinistro è presente la grande pala d'altare con la Madonna fra san Giuliano e santa Giuliana (1547), realizzata da Dionisio Battaglia.[3][4][5]

Sulla parete di sinistra è rappresentata la Madonna con il bambino, essa è in una posizione inconsueta per la cultura veronese, cioè in piedi e circondata da due santi o cavalieri (forse Pietro e Lucchino Dal Verme).

Nelle vicinanze si distingue un frammento commemorativo di tre santi: san Rocco, san Sebastiano e san Lorenzo (XIV sec.).

Nei successivi registri l'intervento del Caroto descrive l'osservanza all'Arcangelo Raffaele, quale tutore di Tobiolo. Nel registro in alto Tobiolo si accomiata dal padre, nel successivo, eviscera un pesce (cuore, cervello e fiele), su suggerimento dell'Arcangelo con il fine di ricavarne dei medicamenti; nell'ultimo ritorna dal padre con la giovane moglie e cura l'adorato genitore con i medicamenti ricavati dal pesce, dalla cecità.

La pala d'altare, dedicata ai tre Arcangeli (Michele, Raffaele, Gabriele), è una copia dell'originale eseguita dal Caroto ed ora conservata nel Museo Civico di Castelvecchio; mentre le due Sante laterali sono Santa Lucia e Santa Apollonia.

L'intervento del Caroto si estende nella volta della cappella dove rimane una sontuosa ornamentazione e al centro dei quattro spicchi si collocano quattro tondi con i busti degli evangelisti.

La pavimentazione della cappella è composta da lapidi sepolcrali delle famiglie nobili locali, collocate in questo angolo storico a seguito di un l'intervento di ammodernamento nel '900 della chiesa stessa.

Fu il mausoleo della famiglia Dal Verme.[6]

Il grande campanile ospita sei campane in scala musicale di Fa3 fuse nel 1886 dalla ditta Cavadini Vr. Un tempo esisteva una rinomata squadra locale che le suonava secondo la tecnica dei concerti di Campane alla veronese. Questi bronzi sostituiscono i 4 precedenti, di epoca barocca.

NoteModifica

  1. ^ Andrea Brugnoli e GM Varanini, Magna Verona vale : studi in onore di Pierpaolo Brugnoli, Verona, 2008, p. 93.
  2. ^ Alberto Maria Sartori-Paolo Milli-Matteo Padovani-Nicola Patria, Sant'Eufemia arte e architettura tra fede e storia, Verona, 2016.
  3. ^ Storia pittorica della Italia dal Risorgimento delle belle arti ..., Volume 1, su books.google.it. URL consultato il 22 maggio 2019.
  4. ^ Chiesa di Sant'Eufemia Verona, su parrocchiasanteufemia.it. URL consultato il 22 maggio 2019.
  5. ^ Veneto: (esclusa Venezia), su books.google.it. URL consultato il 22 maggio 2019.
  6. ^ Sant'Eufemia, scrigno dell'arte veronese.

BibliografiaModifica

  • Giorgio Borelli (a cura di), Chiese e monasteri di Verona, Verona, Edizioni B.P.V., 1981, ISBN non esistente.

Voci correlateModifica

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