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Personaggi di Percy Jackson e gli dei dell'Olimpo

lista di un progetto Wikimedia
(Reindirizzamento da Grover Underwood)
Rick Riordan, l'autore della serie

Di seguito sono elencati i personaggi presenti nelle saghe di Percy Jackson e gli dei dell'Olimpo, di Eroi dell'Olimpo e Le sfide di Apollo, ideate e scritte da Rick Riordan e strettamente interconnesse fra di loro.

Indice

MezzosangueModifica

Sono i figli e le figlie di divinità con uomini e donne mortali o i loro discendenti, nel moderno 2000 americano. Vivono con i propri genitori mortali, ma vengono perseguitati dai mostri e, durante l'estate, frequentano il Campo Mezzosangue nella East Coast degli Stati Uniti (nel caso siano greci) o il Campo Giove (nel caso siano romani) per allenarsi e prepararsi ai futuri scontri. Alcuni semidei restano al campo anche per tutto l'anno, perché non hanno una famiglia oppure perché il mondo reale è troppo pericoloso per loro, proprio a causa dei mostri.

Figli/discendenti di Poseidone/NettunoModifica

Percy JacksonModifica

Percy Jackson è il figlio nato da una relazione tra Sally Jackson ed il dio del mare Poseidone, il quale venne meno al giuramento fatto con i fratelli (Zeus e Ade). Soffre di dislessia, di deficit dell'attenzione e di iperattività; il suo migliore amico è il satiro Grover Underwood anche da prima di scoprire la sua vera identità. Essendo figlio di Poseidone il suo elemento di riferimento è l'acqua: riesce infatti a controllarla, a respirarci dentro, a resistere alla pressione e a rimanere asciutto sotto di essa, a guarire dalle ferite standovi a contatto e a comunicare telepaticamente con le creature legate a Poseidone o all‘acqua (pesci, cavalli, ninfe...). Controllando l'umidità nell'aria, ha la capacità minore di creare piccoli uragani e tempeste. Percy è un ragazzo dolce e gentile, un po' insicuro, coraggioso e comprensivo, ma anche molto testardo, tenace, determinato e competitivo. Alla fine del quinto libro inizia una relazione con Annabeth, di cui si capisce fosse già innamorato nel terzo libro, quando la dea dell'amore Afrodite gli parla. Dimostra di essere molto altruista e legato ad Annabeth nel quinto libro, quando rifiuta la proposta di immortalità di Zeus sia per restare con lei, sia per esaudire il desiderio di Luke. Nella seconda serie perde la memoria per colpa di Era, dalla quale viene portato al Campo Giove. Prima di entrare nel campo, però, perde la benedizione greca dello Stige. Nel secondo libro si imbarca con i semidei romani Frank e Hazel per liberare Thanatos in una missione verso l'Alaska. Insieme al dio Terminus sconfigge il gigante Polibote all'arrivo al Campo Giove e viene nominato pretore. Nel terzo sconfigge i giganti Efialte e Oto insieme a Jason e al dio Bacco, per poi cadere con Annabeth nel Tartaro. Viene descritto come un ragazzo alto e muscoloso, ma smilzo, dai capelli neri, e gli occhi di una particolare tonalità di verde, come il mare; molto spesso sfoggia un sorriso ironico e un po' irritante, da piantagrane, secondo Piper. Essendo il figlio di Poseidone, Percy emana una forte aura di potere; tuttavia, malgrado i suoi poteri eccezionali, resta un eroe leale e buono. È uno dei sette semidei predestinati.

PericlimenoModifica

Periclimeno, un Argonauta, era nipote di Poseidone e ricevette dal dio il potere della metamorfosi, abilità che si è trasmessa anche a tutti i suoi discendenti.

TeseoModifica

Il celebre assassino del Minotauro, fa la sua comparsa sotto forma di spirito nel quarto libro della prima serie.

CrisaoreModifica

Figlio di Poseidone e Medusa e fratello di Pegaso. Il suo nome significa "Spada d'Oro" perché è stato il primo a brandire un'arma di questo materiale e perché ogni cosa che indossa è fatta d'oro; indossa una maschera a forma di testa di Gorgone e fa la sua comparsa nel terzo libro della seconda serie. È alla guida di un gruppo di uomini-delfino che subirono questa metamorfosi per opera di Dioniso, dio per il quale nutrono una enorme paura. Venne concepito insieme a Pegaso quando Medusa era ancora una donna mortale e nacquero solo quando Perseo la decapitò. È uno spadaccino eccezionale, più abile perfino di Percy.

FineaModifica

Malvagio profeta dell'antichità al quale Zeus tolse la vista per aver abusato del suo dono rivelando dei segreti “scomodi" sugli dei; viene riportato in vita da Gea e fa la sua comparsa nel secondo libro della seconda serie durante il quale viene distrutto dal sangue della Gorgone Steno grazie ad uno stratagemma di Percy.

ScironeModifica

Fa la sua comparsa nel quarto libro della seconda serie, quando viene resuscitato da Gea e successivamente eliminato di nuovo da Hazel (che lo inganna con la Foschia) e Jason. È un ladro-bandito e ha una mira formidabile con le pistole che porta sempre in mano. Per portare a termine i suoi colpi "fa squadra" con una gigantesca e mostruosa tartaruga.

Figli/discendenti di Zeus/GioveModifica

Talia GraceModifica

Talia Grace
UniversoPercy Jackson
AutoreRick Riordan
1ª app. inPercy Jackson e gli dei dell'Olimpo: il mare dei mostri
SpecieSemidea
SessoFemmina
Abilità
  • Controllo dei fulmini
  • Immortalità (come Cacciatrice di Artemide)
  • Abilità nel combattimento
  • Abilità nel tiro con l'arco
Affiliazione
  • Campo Mezzosangue

Nata negli anni Novanta da una relazione tra Zeus (che così venne meno al patto con i fratelli Poseidone ed Ade) e Beryl Grace, una star televisiva con cui si incontrò negli anni Ottanta. Nacque il 22 dicembre del 1987, sette anni prima del fratellino Jason. Essendo figlia di uno dei Tre Pezzi Grossi, viene braccata dai mostri fin dall'infanzia. A causa della natura abusiva, sbandata e fragile della madre, Talia pensò di scappare di casa fin da piccola, ma restò per proteggere Jason. Quando il fratellino scomparve misteriosamente (in realtà mandato dalla madre a Lupa per ordine di Era), Talia scappò di casa all’età di dieci anni; in seguito incontrò i semidei Luke e Annabeth, con i quali strinse amicizia e iniziò a viaggiare per il Paese, fino a quando vennero trovati da Grover, satiro custode che aveva il compito di portarli al Campo Mezzosangue. Talia possiede un'Egida, una copia dello scudo di Zeus con la faccia di Medusa impressa sopra, regalatole da Atena.[1] Durante il viaggio, lei, Grover, Luke e Annabeth finirono per incontrare le Cacciatrici d'Artemide e Zoe, riconoscendo in Talia un carattere simile al suo, la invitò ad unirsi a loro. Lei però rifiutò per non lasciare Luke, creando così tra le due un sentimento di astio, data la loro differente visione dell'uomo e dell'amore. I quattro arrivarono inoltre troppo tardi al Campo Mezzosangue a causa di un Ciclope e Talia si sacrificò, a soli dodici anni, per salvare gli altri. Zeus la trasformò in un pino, che diventò il confine del Campo, e la sua aura lo proteggerà in futuro dai mostri. Il pino però viene avvelenato da Luke nel secondo libro, Il Mare di mostri, con il veleno di un pitone del Tartaro e per salvarlo Percy, Annabeth e Clarisse partono alla ricerca del Vello d'oro; trovatolo, lo pongono sul pino, ed esso funziona così bene da resuscitare anche la stessa Talia. In questo modo la profezia che riguarda uno dei figli dei Tre Pezzi Grossi ha la possibilità di riferirsi anche a lei, non soltanto a Percy. Talia ha un rapporto speciale con Percy, perché essendo tutti e due figli di due Pezzi Grossi si capiscono di più e, per tutto il terzo libro, i due sono inseparabili amici, anche se hanno entrambi un carattere forte che spesso li porta a litigi e discussioni. Secondo Annabeth e Chirone si somigliano molto nella personalità, ma Talia è molto più sicura di sé rispetto a Percy. Sempre nel terzo libro, Talia partecipa alla ricerca di Artemide (e di Annabeth) e diventa la nuova luogotenente delle Cacciatrici, dopo la morte di Zoe, con cui alla fine si era riappacificata. In questo modo evita di essere la ragazza della profezia, non arrivando mai a compiere sedici anni. Talia non vuole unirsi alle Cacciatrici fino a che non ritrova Luke e si rende conto di cosa sia diventato. In quanto figlia di Zeus è in grado di manipolare l'elettricità con le mani o le armi che impugna e di evocare dei fulmini dal cielo. Riesce a sconfiggere Luke, nonostante questi venga ritenuto il più bravo spadaccino degli ultimi trecento anni. Adora i cheeseburger e soffre di vertigini (cosa che lascia piuttosto stupito Percy); fisicamente ha uno stile punk, capelli neri, corti e appuntiti e occhi blu elettrico. Ne L'eroe perduto, partecipa alla ricerca di Percy; inoltre si riunisce con Jason, dopo aver salvato lui, Piper e Leo da Licaone.Conosce Apollo e ne Le sfide di apollo, la profezia oscura, lo aiuta a combattere Commodo.

Jason GraceModifica

Nato da una relazione tra una mortale, Beryl Grace, e il dio Zeus sotto le sembianze romane di Giove, che così venne meno due volte al patto con i fratelli Poseidone ed Ade. Fratello minore di Talia, compare per la prima volta nel primo libro della seconda serie, in cui viene spedito da Era al Campo Mezzosangue. Jason è un ragazzo gentile e combattivo, ma molto insicuro rispetto alla sorella Talia, insicurezza che nasconde sempre perché, essendo figlio di Giove e pretore della Dodicesima Legione, non deve mostrare alcuna debolezza. È uno dei sette semidei predestinati, ed è molto potente. Come la sorella, può controllare i fulmini e le tempeste, ma a differenza di Talia ha un dominio molto più sviluppato nel controllo dell'aria, che gli consente di volare (anche se si ipotizza che Talia non abbia mai controllato di possedere quest'ultima abilità in quanto soffre di vertigini). Nei combattimenti ad armi usa una moneta d'oro che se lanciata in aria si trasforma in una spada se esce testa, viceversa se esce croce diventa una lancia, ma che purtroppo si rompe nel primo libro della seconda saga. Successivamente usa un gladius regalatogli da Era. Viene descritto come un ragazzo atletico con i capelli biondi e gli occhi azzurro ghiaccio. Nonostante sia grande amico di Percy, spesso i due hanno attriti o disagi fra loro, in quanto entrambi semidei molto potenti e abituati ad essere al comando. Nella terza saga si scopre che ha rotto con Piper e ha inizato il college; inoltre, nel tempo libero, fa progetti per costruire nuovi templi per dei minori al Campo Mezzosangue. Durante una spedizione con Piper nel Labirinto per capire cosa stia causando la rovina della California, ascolta una Profezia che predice la morte sua o di Piper. Ciononostante aiuta Apollo, Meg e Piper nel combattimento contro Caligola, restando ucciso nella battaglia per salvare i suoi amici.

UlisseModifica

Discendente di Zeus ed Ermes. Viene nominato nel secondo libro della prima serie e nel quarto libro della seconda.

Figli/discendenti di Demetra/CerereModifica

Katie GardnerModifica

Capo della Casa di Demetra al Campo Mezzosangue. È una ragazza talvolta dolce e buona, che ha una faida con i fratelli Stoll dopo che essi hanno attaccato coniglietti pasquali sul tetto della sua casa. Katie arriva anche ad ipotizzare che i due potevano essere le spie di Luke al campo poiché membri della sua stessa casa ed anche suoi fratelli.

Miranda GardinerModifica

Capo della Casa di Demetra successiva alla precedente. Compare nel primo libro della seconda serie. Sparisce nel primo libro della terza serie.

Margaret "Meg" McCaffreyModifica

Meg McCaffrey
UniversoPercy Jackson
AutoreRick Riordan
1ª app. inL'Oracolo Nascosto
SpecieSemidea
Abilità
  • Controllo delle piante
  • Grande spadaccina

Figlia di Demetra molto potente che fa la sua comparsa nel primo libro della terza serie (Le Sfide di Apollo), della quale è co-protagonista. Ha grandissimi poteri: può controllare le piante e farle crescere più velocemente, teletrasportarsi grazie alla presenza e al contatto di qualche vegetale e della terra, evocare spiriti e creature della natura (karpoi, satiri ecc.). È un'ottima spadaccina. Nel terzo libro è artefice della resurrezione delle meliadi, sette potentissime driadi nate al tempo dell'uccisione di Urano da parte di Crono. Suo padre era un esperto botanico ma, dopo la sua morte, venne cresciuta da Nerone che la crebbe alternando momenti di affetto nei suoi confronti con terrori e violenze (definendo questa personalità "La Bestia" per la quale Meg nutre grande paura)

Billie NgModifica

Figlia di Demetra che appare la prima volta nel primo libro della terza serie.

Figli/discendenti di Ares/MarteModifica

Clarisse La Rue
UniversoPercy Jackson e gli dei dell'Olimpo
Lingua orig.Inglese
AutoreRick Riordan
EditoreHyperion Books
1ª app.2005 – 2009
1ª app. inThe Lightning Thief
Ultima app. inThe Last Olympian
Editore it.Arnoldo Mondadori Editore
app. it.2010
app. it. inIl ladro di fulmini
Interpretata daLeven Rambin
Voce italianaVeronica Puccio
SpecieSemidea
SessoFemmina
Luogo di nascitaNew York
AbilitàAbile nel Combattimento

Membri della cabina di Ares (fratellastri paterni)

Phobos (fratellastro immortale)

Deimos (fratellasto immortale)
AffiliazioneCampo Mezzosangue

Clarisse La RueModifica

Ragazza robusta, tosta, corpulenta, forte, coraggiosa, scontrosa e bellicosa. Detesta Percy, che però riesce a sconfiggerla e a tenerle testa nella Caccia alla bandiera distruggendo la sua arma preferita, una lancia elettrica, e scappando alla sua abituale tortura ai nuovi arrivati, ovvero la messa in piega nei gabinetti delle ragazze. Ciò nonostante riesce ad atterrare più volte Percy. Nel secondo libro viene incaricata da Tantalo di trovare il Vello d'oro e viene aiutata dal padre Ares, che le concede una nave ed un equipaggio di sudisti zombie per affrontare il viaggio. In seguito Clarisse salva Annabeth, Percy e Tyson messi alle strette da un'Idra. La nave però viene affondata dal mostro Cariddi, che Clarisse era intenzionata ad affrontare a dispetto della proposta di Percy (passare davanti a Scilla): la nave naufraga e porta Clarisse nell'isola di Polifemo, dove viene catturata dal Ciclope, che decide inizialmente di mangiarla ma che poi, dopo aver scoperto che Grover, prigioniero anch'esso, è un satiro e un maschio mentre lei è una femmina, decide di sposarla e mangiare Grover. Entrambi vengono tratti in salvo da Annabeth e Percy e riescono a fuggire con il Vello d'Oro. Tornati al campo, Clarisse si prende la gloria di aver salvato la situazione, ma riconosce l'aiuto prezioso datole dagli altri sebbene sottolineando a Percy che i due non sono amici. Nel terzo libro parte per una missione segreta che le procura una nuova cicatrice sul mento e, una volta tornata, Percy ammette che dev'essere molto provata, poiché non tenta neanche di ucciderlo o malmenarlo o anche solamente offenderlo. In seguito stringe una certa amicizia con Annabeth, che porta le due a lavorare sul progetto del Labirinto, sebbene Clarisse sia eccessivamente scioccata dall'ultima volta che vi è entrata. Clarisse svela anche un lato più dolce e premuroso di sé con Chris Rodriguez, il ragazzo pazzo tirato fuori dal Labirinto che lei stessa aveva salvato. Abbastanza triste e sconvolta, arriva a chiedere a Percy di non salvare o farsi aiutare da Dedalo e di ucciderlo solamente, poiché per lei troppo crudele, avendo inventato il Labirinto. Quando la battaglia termina, Dioniso decide di renderla felice e ridona a Chris la sanità mentale e i due iniziano una relazione. Nel quinto libro comincia una faida con la casa di Apollo ed il suo rappresentante (la faida nasce quando le due case trovano una base di Luke e un carro e la casa di Apollo lo reclama, anche se l'assalto era stato guidato dalla casa di Ares), sebbene il precedente Capo cabina fosse il suo compagno di spade, che per un'incomprensione porta Clarisse a rifiutarsi di scendere in battaglia. La profezia diceva che un figlio di Ares avrebbe potuto uccidere un Dragone, così Crono, informato dalla spia di questa scelta, schiera proprio un dragone in battaglia. A cambiare le sorti è la spia stessa, Silena, profondamente infelice e piena di sensi di colpa per la morte del proprio ragazzo e per il tradimento; ella indossa l'armatura della sua migliore amica e guida la casa di Ares al posto di Clarisse. La ragazza, con il fidanzato, arriva giusto in tempo per passare gli ultimi istanti con la sua migliore amica. In seguito uccide il Dragone senza indossare l'armatura e sbraita di voler uccidere Crono per vendicare l'amica. Clarisse riceve la benedizione di Ares ed è l'unica figlia femmina ad averla mai avuta, il che la rende invulnerabile. Successivamente viene ghiacciata dai giganti Iperborei e poi sciolta alla fine della guerra. Clarisse, sebbene sia molto sicura di sé, ha paura di suo padre e della delusione che potrebbe arrecargli, anche perché suo padre non la ritiene abbastanza forte come i suoi fratelli maschi. Percy l'aiuta a superare questa paura, combattendo insieme contro Phobos e Deimos ne "Il libro segreto: la biga rubata". Escludendo Chris, lei era molto dolce anche con Silena, che lei stessa definisce un'eroina e non sopporta venga definita in altro modo. Si guadagna il rispetto di suo padre e viene descritta da Percy come una ragazza molto coraggiosa. Il rapporto con Percy varia dall'essere nemici, ad un certo rispetto, all'essere amici come ammesso dallo stesso Percy, nonostante i due decidano di tacere la propria amicizia. Ha i capelli castani e sottili e gli occhi grigi-color ruggine. Nella terza serie viene menzionato che è andata all'università.

Edward Teach /BarbaneraModifica

Un pirata trasformato insieme ad alcuni suoi uomini in porcellino d'India da Circe; viene salvato da Annabeth Chase. La sua nave, però, la Vendetta della Regina Anna, viene rubata da Percy e da Annabeth per raggiungere l'isola di Polifemo e per poi salvare Grover dall'isola di quest'ultimo e recuperare il Vello d'Oro.

EuristeoModifica

Una volta morto, il padre gli offrì l'immortalità e lui la accettò. Lavora al ranch di Gerione insieme al cane Ortro. Non sopporta il gigante a tre teste e quando questo viene aggredito e poi ucciso da Percy non cerca di salvarlo, ma anzi, una volta morto il mostro, si mostra felice e continua a gestire il ranch, promettendo di trattare meglio gli animali.

Mark e Sherman YangModifica

Citati nel racconto inedito "Il libro segreto: la biga rubata". È reso noto da Percy che non sono molto amati e che sono in assoluto i figli di Ares peggiori della sua casa. I due probabilmente non sono neanche eccessivamente amati da Clarisse ed il sentimento non deve essere corrisposto, visto che quando Clarisse dice che due suoi fratellastri le hanno sottratto il carro affidatole dal padre, Percy pensa istintivamente ai due e non a Phobos e Deimos, i reali responsabili.

Frank ZhangModifica

Frank Zhang
UniversoPercy Jackson
AutoreRick Riordan
1ª app. inEroi dell'Olimpo: il figlio di Nettuno
SpecieSemidio
Abilità
  • Abilità nel combattimento
  • Trasformazione in animali
  • Bravo stratega
AffiliazioneCampo Giove

Appare nella seconda serie, appartiene al Campo Giove. Ragazzo cino-canadese, è figlio di Marte, ma da parte di madre è discendente di un argonauta, Periclimeno, nipote di Poseidone con il potere di trasformarsi in ogni animale voglia, potere che Frank ha ereditato. Di corporatura grassoccia e dall'aspetto infantile, è uno dei sette semidei della profezia, ed essendo discendente sia di Poseidone che di Marte è molto potente, tanto che su di lui grava una maledizione: la sua vita finirà quando un pezzo di legno si sarà bruciato completamente. Frank porta sempre con sé il pezzo di legno finché non lo affida ad Hazel, di cui è innamorato, ma lo farà bruciare di sua volontà per sciogliere le catene che intrappolavano Thanatos. Inoltre è un abile stratega e un ottimo arciere. Per un certo tempo, durante il secondo libro della seconda serie (in cui appare per la prima volta) riceve dal padre una lancia la cui punta è un dente di drago che, conficcato per terra, crea un guerriero zombie, da lui chiamato “il Grigio“. Quest'arma può essere usata tre volte, dopodiché la lancia sparisce. Ha i capelli cortissimi e neri e gli occhi castani, a mandorla. È uno dei Sette semidei della profezia.

OtreraModifica

Regina delle Amazzoni nell'antichità, viene riportata in vita da Gea e successivamente uccisa in duello da Hylla.

Ellis WakefieldModifica

Figlio di Ares che fa la sua prima comparsa nel primo libro della terza serie.

Figli/discendenti di Atena/MinervaModifica

Annabeth ChaseModifica

Nata da una relazione intellettuale tra la dea Atena e il signor Frederick Chase, professore di storia militare, che la trova in una culla davanti alla sua porta di casa. Durante l'infanzia ebbe un brutto rapporto con il padre e scappò di casa. Dopo aver incontrato ed aver vagato per gli Stati Uniti insieme a Talia e Luke, raggiunse il Campo Mezzosangue grazie a Grover. Parteciperà a molte imprese e sarà a capo dell'impresa all'interno del Labirinto di Dedalo. È molto intelligente e con il tempo aumenterà anche la sua saggezza. Come armi utilizza un coltello, donatole da Luke, ed un cappello che le permette di diventare invisibile, regalatole dalla madre Atena per il suo undicesimo compleanno. Nel primo libro partecipa alla ricerca della folgore di Zeus e nel secondo al ritrovamento di Grover e del Vello d'Oro. Nel terzo viene rapita dalla manticora e, ingannata da Luke, viene costretta a reggere il cielo fino a che non sarà sostituita da Artemide mentre nel quarto guida la missione nel Labirinto e nel quinto, insieme a Percy, guida la battaglia finale. Ha i capelli ricci, biondi, e gli occhi grigi e tempestosi. Nel terzo libro della seconda serie scopre delle insospettabili capacità nella tessitura che le consentiranno di ingannare Aracne. Ha un cugino, Magnus Chase, protagonista della serie Magnus Chase e gli dei di Asgard.

Malcolm PaceModifica

Viene nominato nel quarto e nel quinto libro; è il "vice" di Annabeth nella gestione della casa di Atena. È presente anche nel primo libro della terza serie.

George WashingtonModifica

Il primo Presidente degli Stati Uniti d'America. Viene solamente citato da Annabeth Chase come figlio di sua madre, la dea della saggezza Atena.

DedaloModifica

Uno dei più grandi inventori della storia. Nell'antichità aiutò Teseo a sconfiggere il Minotauro e per questo fu imprigionato dal Re di Creta nel Labirinto da lui stesso creato. Riuscì a fuggire insieme al figlio Icaro, che però rimase ucciso durante la fuga. Vagherà braccato da Minosse, fino a quanto quest'ultimo non sarà ucciso dalle figlie del Re Cocalo che volevano proteggere Dedalo. Da quel giorno vaga all'interno del Labirinto, che continua a svilupparsi all'infinito. Si macchiò però dell'uccisione del nipote Perdice, in quanto invidioso del suo giovane genio. All'interno del Labirinto si nasconde dalla morte, per paura della pena che potrebbe infliggergli il giudice dei morti, cioè il suo nemico Minosse. Riesce a sopravvivere creando degli automi e trasferendovi la propria anima. Il suo quinto automa, Quintus, viene ingaggiato da Chirone come maestro d'armi nel Campo. Alla fine del quarto libro, una volta morto, Ade lo condanna a costruire cavalcavia e rampe d'uscita nelle Praterie degli Asfodeli per l'eternità, così da rendere il traffico più scorrevole.

Auguste BartholdiModifica

Percy dice a Clarisse che lo scultore francese aveva ideato la Statua della Libertà prendendo come modello la madre, ovvero Atena.

IcaroModifica

Figlio di Dedalo e quindi discendente di Atena. Viene nominato da Nico Di Angelo nel quarto libro della prima serie.

Figli/discendenti di ApolloModifica

Lee FletcherModifica

Compare nel quarto libro. È il capo della casa di Apollo e partecipa alla battaglia del Labirinto, dove perde la vita durante i combattimenti, rimanendo schiacciato sotto il bastone di un gigante alleato col nemico. Precedentemente era compagno di duello di Clarisse.

Michael YewModifica

Compare nel quinto libro. Dopo la morte di Lee è il nuovo capo della casa di Apollo. Aveva intrapreso una faida con Clarisse La Rue e spesso insieme alla sua casa costringeva la casa di Ares, tramite la magia, a parlare per giorni interi in rima. Michael era un buon amico di Percy ed era con lui durante la battaglia di New York. Dopo l'esplosione del ponte di Williamsburg Michael scompare e Percy non riesce a trovare nient'altro che il suo arco. Viene comunque definito morto.

Will SolaceModifica

Will Solace
UniversoPercy Jackson
AutoreRick Riordan
1ª app. inPercy Jackson e gli dei dell'Olimpo: lo scontro finale
SpecieSemidio
AffiliazioneCampo Mezzosangue

Il successore di Michael, come viene rivelato nel primo libro della seconda serie. Durante la battaglia di New York si occupa di guarire tutti i feriti, tra cui anche Annabeth, che era stata pugnalata da Ethan. È un ragazzo dolce, sebbene spesso insicuro, che dal padre ha ereditato una spiccata capacità nel curare le persone. Durante la battaglia tra i campi greco e romano mostrerà di poter produrre un fischio sonico. Nel finale della seconda serie inizia una relazione con Nico DiAngelo, nonostante i loro caratteri estremamente opposti.

Austin LakeModifica

Membro della casa di Apollo, che esegue gli ordini di Michael per far saltare il ponte. Nel primo libro della seconda serie si viene a sapere che è molto bravo con la musica.

Kayla KnowlesModifica

Membro della casa di Apollo, che esegue gli ordini di Michael per far saltare il ponte. È una ragazza dolce, brava con l'arco. Nel primo libro della seconda serie si viene a sapere che ha due padri: Apollo e Darren Knowles.

William ShakespeareModifica

Annabeth dice a Percy che Shakespeare era un figlio di Apollo e in alcune sue opere si è ispirato a personaggi della mitologia greca. Lui è anche uno dei giudici degli Inferi, insieme a Minosse e Thomas Jefferson.

I BeatlesModifica

Anche loro erano figli di Apollo, dio della musica.

OttavianoModifica

Ottaviano
UniversoPercy Jackson
AutoreRick Riordan
1ª app. inEroi dell'Olimpo: il figlio di Nettuno
Ultima app. inEroi dell'Olimpo: il sangue dell'Olimpo
SpecieSemidio
Abilità
  • Augure (capacità di prevedere il futuro)
Affiliazione
  • Campo Giove

Discendente romano di Apollo, possiede il dono della profezia. Compare per la prima volta nel secondo libro della seconda serie, ed è l'augure del Campo Giove; per prevedere il futuro "legge" l'imbottitura di vari peluche da lui sventrati. Fisicamente è alto, magrissimo e con i capelli biondi, simile a uno spaventapasseri. Mira a diventare Pretore e, pur non essendo particolarmente abile fisicamente come Reyna, ha grandissime capacità oratorie, con le quali porta sempre la situazione a suo vantaggio. Dimostra spesso una personalità ambiziosa e occasionalmente crudele, come quando ricatta Hazel per obbligarla a votarlo alle elezioni del nuovo Pretore. Quando Leo, posseduto dagli Eidolon, fa fuoco su Nuova Roma, utilizza l'occasione per dichiarare guerra contro i Greci e si rifiuterà più volte di ascoltare Reyna o gli altri Greci venuti in pace per spiegare la verità dei fatti. Arriverà a farsi dichiarare Pontifex e, pur di raggiungere i suoi intenti, assolderà i peggiori criminali di Nuova Roma e un esercito di mostri, in realtà al servizio di Gea, con l'intento di distruggere i Greci affinché negli dei esista solo la personalità romana, senza voler aspettare l'arrivo dell'Athena Parthenos che potrà guarire le loro personalità. Nonostante l'evidenza dei fatti emersi dopo che l'esercito di mostri da lui assoldato si rivolta contro i Romani, tenta di vendicarsi per essere stato abbandonato dalla Legione, dal padre e da tutti quelli che credeva suoi adepti usando una catapulta per distruggere Gea, incurante del rischio di uccidere anche Jason, Piper e Leo, anzi, desiderando di riuscire a uccidere il primo. Tuttavia finisce erroremente per impigliarsi nella catapulta e, nonostante gli avvertimenti di Will e Nico, finisce per essere scagliato contro Gea, contribuendo involontariamente alla sua sconfitta.

Halcyon GreenModifica

Nato con il dono della preveggenza, viene incontrato per la prima volta nel racconto inedito "Eroi dell'Olimpo: il libro segreto: il diario di Luke Castellan", un racconto di Luke e Talia, ancora molto giovani, che sono guidati dalla capra Amaltea all'interno della sua villa. Venne maledetto dal padre per aver svelato il futuro di una mortale e averla salvata. La sua maledizione consiste nell'indossare abiti di pelle di Pitone (abiti dell'Oracolo), per ricordargli che lui in realtà non è l'Oracolo originale e si trova esiliato nella sua casa d'infanzia con delle Leucrotte a fargli da guardia per evitare che scappi. Siccome il potere dei Leucrota è quello di imitare le voci umane, un'altra parte della maledizione è che queste creature sono direttamente collegate ai suoi pensieri: quindi, i Leucrota possono attirare con l'inganno i semidei nella villa per poi ucciderli, fungendo da lezione per insegnargli che ciò che dice porta ad una condanna mortale. Si scoprirà essere una persona di buon cuore, dal momento che si sacrificherà per aiutare Luke e Talia a scappare dalla villa. Lui è anche il proprietario del coltello che sarà dato ad Annabeth da Luke dopo che saranno usciti dalla villa. Predirrà il futuro tradimento di Luke.

NeroneModifica

Discendente di Apollo, questo perfido e crudele imperatore romano è riuscito a sopravvivere fino alla storia contemporanea e fa la sua comparsa come capo della Società dei Triumviri nel primo libro della terza serie (all'inizio della quale Apollo viene reso mortale).

Figli/discendenti di Efesto/VulcanoModifica

Charles BeckendorfModifica

Un enorme quindicenne afroamericano. Bello, muscoloso, molto dolce e simpatico. In genere lo chiamano solamente con il cognome, Beckendorf. È esperto nel costruire esplosivi e si dice che riesca a costruire cose meravigliose anche solo con un pezzo di ferro. Capo della casa di Efesto e fidanzato di Silena Beauregard, all'inizio del quinto libro partecipa insieme a Percy ad una missione segreta: distruggere la nave di Luke. Il piano funziona, ma rimanendo sulla nave per far esplodere le bombe, si sacrifica e muore.

Elena BeckendorfModifica

Citata una sola volta nel primo libro. Ha la corporatura ed il carattere uguali al fratello Charles.

Jake MasonModifica

Capo della casa di Efesto, successore di Charles Beckendorf. Cede il suo posto a Leo Valdez. Riprende il posto di Leo, quando tutti lo credevano morto, ma poi ritornerà al Campo Mezzosangue.

Nyssa BarreraModifica

Compare nel primo libro della seconda serie. Ha capelli scuri e braccia muscolose.

Leo ValdezModifica

Leo Valdez
UniversoPercy Jackson
AutoreRick Riordan
1ª app. inEroi dell'Olimpo: l'eroe perduto
SpecieSemidio
Abilità
  • Controllo del fuoco
  • Esperto costruttore
AffiliazioneCampo Mezzosangue

È uno dei sette della profezia, compare nel primo libro della seconda serie. Alla fine del libro diventa il capo della casa. Ha il dono del fuoco, che può creare, muovere e modificare a suo piacimento. Progetta e diventa il comandante della Argo II. Ha gli occhi color nocciola e i capelli, mossi, castani, la carnagione scura ed è "smilzo" secondo le ninfe, ed è considerato un ragazzo dai tratti elfici secondo il resto dell'equipaggio. Ha origini latino-americane. Nel primo libro della seconda serie, stabilirà una grande amicizia con il drago meccanico Festus, in seguito polena della nave Argo II, costruita da lui stesso. Buona parte del suo linguaggio è composto da sarcasmo e battute; è il migliore amico di Jason Grace e di Piper McLean. Nel quarto libro della seconda serie, verrà catapultato sull'isola di Ogigia, dove vive la bella Calipso (già apparsa nella prima serie, nel quarto libro). Nel periodo in cui resterà ad Ogigia si innamorerà di Calipso, promettendole che sarebbe tornato a salvarla. Durante la battaglia finale contro Gea, dopo la sconfitta dei giganti, assiste alla resurrezione della Madre Terra, affrontandola con l'aiuto di Festus (dopo aver ricostruito il suo corpo); alla fine, con l'aiuto di Piper e Jason, riuscirà a distruggere Gea (vendicando definitivamente sua madre) scagliandosi contro di lei con Festus come una cometa infuocata anche grazie al contributo di Ottaviano, sparatosi involontariamente dalla sua catapulta nel tentativo di uccidere sia Jason che Gea, aiuto congiunto che permetterà di distruggere Gea per sempre. Leo riuscirà a salvarsi dall'impatto grazie alla cura del dottore di Esculapio e, ritornato nel pieno delle forze, grazie all'astrolabio appartenuto ad Ulisse e all'aiuto di Festus, riesce a ritrovare Ogigia e a ricongiungersi con Calipso, riuscendo a liberarla dall'isola e partendo con lei per ritornare al Campo Mezzosangue.

Shane e ChristopherModifica

Figli di Efesto che vengono nominati nel primo libro della seconda serie.

HarleyModifica

Figlio di Efesto che non ha più di otto anni.

Thomas FaynorModifica

Figlio di Efesto che possedeva, come Leo, il dono della pirocinesi. Nel 1666 provocò il Grande incendio di Londra, distruggendo gran parte della città.

ArchimedeModifica

Il più famoso figlio di Efesto mai esistito. Viene citato nel terzo libro della seconda serie.

Figli/discendenti di Afrodite/VenereModifica

Silena BeauregardModifica

Una ragazza bellissima come la madre, con lunghi capelli neri e grandi occhi blu. Presente fin dal primo libro, è molto abile nel cavalcare i pegasi ed è a capo della casa di Afrodite. È fidanzata con Beckendorf e viene sconvolta dalla morte del suo ragazzo. Durante la battaglia di Manhattan si scopre che è proprio Silena la spia che informava l'esercito di Crono, poiché lei stessa ammette di essere stata legata o comunque interessata a Luke Castellan e di averlo inizialmente assecondato. Sentendosi in colpa si sacrifica nella battaglia contro le forze di Crono e muore da eroina, dopo aver guidato la casa di Ares al posto dell'amica Clarisse. Mentre varca va la soglia per i campi Elisi (la morte) cita il nome del suo ragazzo, con cui si ricongiungerá nell'aldilà. Era la migliore amica di Clarisse La Rue ed è stata la seconda mezzosangue devota a Crono a cambiare lato nella battaglia, sebbene fosse l'unica ad aver aderito per motivi differenti della vendetta personale.

LacyModifica

Compare nel primo libro della seconda saga. È una ragazzina bionda con i codini e l'apparecchio. Riappare, ricoprendo un ruolo marginale, anche nel terzo libro della serie The Kane Chronicles.

MitchellModifica

Compare nel primo libro della seconda serie.

Drew TanakaModifica

Compare nel primo libro della seconda serie e diventa Capo cabina successivamente a Silena Beauregard. È una ragazza snob, prepotente ed egocentrica, che pensa solo al proprio aspetto. Prende in giro Piper fin dal suo arrivo al Campo Mezzosangue e cerca inutilmente di conquistare Jason. Successivamente Piper la sfida e vince, diventando così la nuova Capo cabina. Possiede il dono della lingua ammaliatrice, anche se non forte come quello di Piper. Riappare brevemente, insieme alla compagna di cabina Lacy, anche nel terzo libro della serie The Kane Chronicles.

Piper McLeanModifica

Piper McLean
UniversoPercy Jackson
AutoreRick Riordan
1ª app. inEroi dell'Olimpo: l'eroe perduto
SpecieSemidea
Abilità
  • Lingua ammaliatrice
  • Esperta nel combattimento

Uno dei personaggi principali della seconda serie, è la capogruppo successiva a Drew. Ha il dono della lingua ammaliatrice ma il suo potere è molto più grande: in quanto figlia dell'ultima figlia di Urano, Afrodite, è capace di magie del tutto incomprensibili, irrazionali e impossibili per chiunque altro. Possiede un coltello chiamato "Katoptris" (che in greco significa specchio), in passato appartenuto a Elena di Troia, capace di mostrare sporadiche visioni del futuro. È fidanzata con Jason ed è la migliore amica di Leo. Figlia del mortale Tristan McLean, attore di Hollywood e quindi padre assente. Piper ha occhi caleidoscopici che cambiano colore in base alla luce, variando dal blu, al verde, al marrone scuro, al marrone chiaro. Ha capelli castani tagliati asimmetricamente da lei stessa. Nonostante sia dotata di una naturale bellezza fisica, fa di tutto per nasconderlo trascurando il proprio aspetto. Essendo per metà cherokee viene spesso bullizzata da numerose compagne di classe. Nella terza serie suo padre perde tutto a causa della Società del Triumvirato, pertanto deve trasferirsi in Oklahoma; inoltre rompe con jason. Accompagna Apollo e Meg nel combattimento con Caligola, nel quale Jason resta ucciso. In seguito uccide la strega Medea, trafiggendola con il proprio pugnale.

Valentina DiazModifica

Figlia di Afrodite che fa la sua comparsa nel primo libro della terza serie.

Giulio CesareModifica

Essendo Enea un suo antenato, è un discendente di Venere.

Figli/discendenti di Ermes/MercurioModifica

Luke CastellanModifica

Ragazzo diciannovenne (ventitreenne al momento della morte) biondo e molto attraente, sebbene abbia una cicatrice che gli deturpi il volto. È nato da una relazione tra il dio Ermes e May Castellan, una donna che vive a Westport, in Connecticut. La cicatrice sotto l'occhio sinistro gli è stata provocata da un drago. All'età di nove anni fugge di casa, spaventato dalla madre che a volte viene posseduta dall'Oracolo di Delfi e vede stralci del tragico futuro del figlio. Conosce quindi Talia e poi Annabeth, con le quali forma una nuova famiglia. I tre vengono trovati da Grover, che li porta al Campo. Qui Luke diventa il capo della Casa di Ermes, ma viene sobillato da Crono e diventa la sua spia all'interno del campo, in cambio della promessa che avrebbe distrutto l'Olimpo, vendicato Talia (di cui era innamorato) e che avrebbe ucciso suo padre, che odiava per non averlo mai sostenuto nei momenti in cui l'Oracolo "prendeva possesso" di sua madre May. Ruba la folgore di Zeus e l'elmo di Ade per far ricadere la colpa su Poseidone e scatenare una guerra; tenta di uccidere Percy e, avendo fallito, lascia il Campo, scomparendo per un anno intero. Nel secondo libro avvelena il pino di Talia, mentre organizza un esercito di mostri e mezzosangue ribelli, che raduna sulla nave da crociera Principessa Andromeda; tenta di far resuscitare il re dei Titani, fino a cedergli il suo corpo che, dopo essere stato reso invulnerabile dalle acque dello Stige, viene posseduto da Crono. Durante la battaglia finale, però, mentre il suo corpo controllato da Crono tenta di uccidere Annabeth, riesce a tornare in sé e si accoltella nell'unico punto in cui era rimasto vulnerabile. Alla fine è noto che Luke Castellan è stato il vero Eroe della profezia. Luke è il figlio prediletto di Ermes. È stato l'ultimo dei mezzosangue devoti a Crono a tradirlo e ad unirsi agli dei.

Travis e Connor StollModifica

Non sono fratelli gemelli ma sono quasi identici. Sono entrambi alti e magri, con una zazzera di capelli castani sempre davanti agli occhi. Hanno i lineamenti elfici tipici di tutti i figli di Ermes: sopracciglia inarcate e sorriso sarcastico. Dopo il tradimento di Luke diventano i capi della Casa di Ermes. Entrambi, particolarmente Travis, hanno una faida con Katie Gardner, arrivando ad attaccare coniglietti pasquali sul tetto della casa della ragazza. Katie ipotizza che uno dei due sia la spia di Luke, poiché fratelli. Secondo loro invece la spia doveva essere qualcuno che conosceva Luke da molto e che si fidava di lui, accusando quindi silenziosamente Annabeth. Sono abili nei furti e vengono spesso mostrati mentre tentano di rubare qualcosa, così come durante la guerra hanno approfittato per derubare molti negozi. Il loro cognome è un chiaro riferimento al verbo inglese "to steal" (rubare), poiché al passato esso si pronuncia come il loro cognome. Ambedue gli Stoll, sebbene questa volta maggiormente Connor, hanno una faida anche con la cacciatrice Phoebe, che i due hanno avvelenato su commissione di Afrodite e con lo scopo di vendicarsi dopo che quest'ultima aveva conficcato più di una freccia nell'elmo di Connor, per impedirle di partire.

Chris RodriguezModifica

Semidio che si allea con Luke nella guerra. Inizialmente svolge un ruolo a noi sconosciuto sulla Nave Principessa Andromeda, popolata da mostri e creature al servizio di Crono. Viene poi inviato come perlustratore del Labirinto, insieme ad una certa Mary, che continuerà in seguito a popolare i suoi incubi insieme al figlio di Poseidone (Anteo). Il fantasma di Minosse porta il ragazzo sull'orlo della pazzia. Viene successivamente salvato da Clarisse, che lo riporta al Campo sebbene sia del tutto privo di senno. Dopo mesi passati nella follia con Clarisse a prendersi cura di lui, Dioniso lo cura riportandolo ad essere il ragazzo di sempre. Quindi Chris si allea con gli dei e stringe un rapporto amoroso con Clarisse La Rue. Durante la guerra tenta continuamente di far desistere la sua ragazza dall'idea di non scendere in battaglia e combatte successivamente accanto a lei per tutto il tempo, consolandola dopo la morte di Silena. È descritto come un grosso ragazzo ispanico dai capelli castani. Non è dato sapere se Chris o Clarisse fossero già innamorati prima della guerra, o se si fossero confessati, ma è comunque evidente che si conoscessero e fossero amici, poiché Clarisse è infinitamente dolce con lui e lo definisce spesso un eroe. È stato il primo dei mezzosangue devoti a Crono a cambiare lato nella battaglia, ma l'unico a sopravvivere.

Cecil MarkowitzModifica

Figlio di Ermes che fa la sua prima comparsa nell'ultimo libro della seconda serie.

Julia FeingoldModifica

Figlia di Ermes che appare la prima volta nel primo libro della terza serie.

Alice MiyazawaModifica

Figlia di Ermes che fa la sua comparsa nel primo libro della terza saga.

Harriet TubmanModifica

Per costruire la Ferrovia Sotterranea, si servì dell'aiuto dei mortali.

GusModifica

Frequentava il campo nel 1988. Era figlio di Ermes ed era riuscito a rubare un paio di dadi di peluche dalla Honda Civic di Crisaore, ora conservati nella soffitta della Casa Grande.

Figli/discendenti di Dioniso/BaccoModifica

CastoreModifica

Fratello gemello di Polluce. Viene nominato fin dal primo libro, ma il suo nome si conosce solo nel quarto dove, durante la battaglia del Labirinto, rimane ucciso. La sua morte sconvolge suo padre, fino a voler rendere la gente intorno a lui più felice possibile. In questo modo il dio decide di aiutare Clarisse, concedendo una seconda opportunità a Chris, e depone in favore di Grover.

PolluceModifica

Fratello gemello di Castore. Viene nominato fin dal primo libro, ma il suo nome si conosce solo nel quarto. Partecipa alla battaglia del Labirinto ed allo scontro finale di New York. Dioniso, spaventato all'idea di perdere il secondo figlio così come il primo, entra nella mente di Percy per convincerlo a proteggere il figlio. Alla fine Percy, dopo aver trovato Polluce ferito lievemente dopo la battaglia, gli chiede come favore personale di non tornare più a combattere e Polluce, anche se comprende che c'è qualcosa sotto, dato che i due non erano esattamente amici, acconsente.

DakotaModifica

Figlio della controparte romana di Dioniso, Bacco; è uno dei due Centurioni della Quinta Coorte e ricopre anche il ruolo di Senatore nella nuova Roma. Ha una dipendenza dalla bibita energetica “Super Fresh“.

Figli/discendenti di Ade/PlutoneModifica

Bianca Di AngeloModifica

Bianca Di Angelo
UniversoPercy Jackson
AutoreRick Riordan
1ª app. inPercy Jackson e gli dei dell'Olimpo: la maledizione del Titano
Ultima app. inPercy Jackson e gli dei dell'Olimpo: lo scontro finale
SpecieSemidea
Abilità
  • Eccellenza nel tiro con l'arco
  • Immortalità (come Cacciatrice di Artemide)
  • Controllo dei morti
Affiliazione
  • Artemide

Nata prima della Seconda Guerra Mondiale da una relazione tra Ade e Maria Di Angelo, una donna di origini italiane, e sorella di Nico. Insieme al fratello passa molti anni nell'Hotel Lotus di Las Vegas. Questo perché, dopo la loro nascita, una profezia aveva annunciato che uno dei figli dei Tre pezzi grossi (Ade, Poseidone e Zeus) avrebbe portato l'Olimpo alla fine o al successo. Successivamente viene portata insieme al fratello in una scuola militare, dove viene salvata da Percy dalle grinfie di una manticora. Dopo aver incontrato la dea Artemide, le giura fedeltà e diventa una Cacciatrice. Si aggrega a Percy, Talia, Zoe e Grover alla ricerca della dea Artemide. Utilizza i suoi poteri di figlia di Ade una sola volta, riuscendo a uccidere uno degli scheletri-zombie indistruttibili al servizio di Atlante. Nella discarica degli dei, ruba un oggetto per il fratello, scatenando l'ira di un mostro metallico, Talo, che attacca il gruppo. Nel neutralizzare il mostro rimane uccisa. Ricompare come spirito quando viene invocata dal fratello Nico e discolpa Percy dall'averla lasciata morire. Nella seconda serie Nico torna negli Inferi per riportarla in vita, sfruttando l'assenza di Thanatos, ma non riesce a trovarla perché lei ha scelto di reincarnarsi.

Nico Di AngeloModifica

Nico Di Angelo
UniversoPercy Jackson
AutoreRick Riordan
1ª app. inPercy Jackson e gli dei dell'Olimpo: la maledizione del Titano
SpecieSemidio
Abilità
  • Abile nel combattimento con la spada
  • Capacità di viaggiare nell'ombra
  • Controllo dei morti
Affiliazione
  • Ade
  • Campo Mezzosangue
  • Campo Giove

Nacque negli anni Trenta, prima dello scoppio della Seconda Guerra Mondiale, da una relazione tra Ade e Maria Di Angelo, una donna di origini italiane. Insieme alla sorella maggiore Bianca passò molti anni nell'Hotel Lotus di Las Vegas. Questo perché, dopo la loro nascita, una profezia aveva annunciato che uno dei figli dei Tre pezzi grossi avrebbe portato l'Olimpo alla fine o al successo. Successivamente viene portato insieme alla sorella in una scuola militare, dove viene salvato da Percy dalle grinfie di una manticora. Quando la sorella decide di diventare una Cacciatrice si sente abbandonato e non è d'accordo con questa decisione. Dopo la morte di Bianca incolpa Percy, che si era impegnato ad accudire la sorella, e fa di tutto per resuscitarla. Una volta invocato il suo spirito, la sorella discolpa Percy, quindi da quel momento in poi i due diventano buoni amici. Nell'ultimo libro, Nico propone a Percy di bagnarsi nel fiume Stige per diventare invulnerabile. Nico però non dice a Percy che prima lo avrebbe condotto da suo padre, che voleva imprigionarlo, per ottenere da lui delle notizie sulla madre. Pentendosi, Nico libera Percy e lo aiuta a diventare invulnerabile, poi rimane nel Regno dei Morti per convincere il padre a prendere parte alla guerra contro i Titani. Si presenta poi a New York con al seguito un vero e proprio esercito di morti, dopo aver convinto Ade, Persefone e Demetra a seguirlo. Infine ottiene un suo posto al Campo, dove costruisce una casa per i figli di Ade. È senza dubbio uno dei semidei più potenti della saga, ma i suoi poteri, se usati troppo, lo stancano terribilmente. Essendo figlio di Ade possiede una vasta gamma di poteri legati alla morte e al controllo dei defunti; inoltre, può teletrasportarsi ovunque viaggiando nell'ombra. Ha i capelli neri e mossi, gli occhi scuri con aloni neri intorno ad essi e veste sempre con un giubbotto da aviatore. Nel quarto libro della seconda serie Nico è costretto da Cupido, per ottenere lo scettro di Diocleziano che sta cercando, ad ammettere di fronte a Jason di avere avuto una cotta per Percy; Jason decide di mantenere il segreto e cerca di aiutare Nico ad accettare sé stesso e propri sentimenti. Alla fine dell'ultimo libro Nico rivela ad Annabeth e Percy di aver avuto una cotta per lui ma che non è il suo tipo e che è felice della loro storia. Successivamente inizierà una relazione con Will Solace, figlio di Apollo.

Hazel LevesqueModifica

Hazel Levesque
UniversoPercy Jackson
AutoreRick Riordan
1ª app. inEroi dell'Olimpo: il figlio di Nettuno
SpecieSemidea
Abilità
  • Controllo delle ricchezze della terra
  • Abilità nel combattimento con la spada
  • Controllo della foschia
Affiliazione
  • Ecate
  • Plutone
  • Campo Giove

Sorella di Nico Di Angelo da parte romana, figlia di Plutone. Sua madre Marie era dotata del dono della magia (pur non essendo a conoscenza dei suoi stessi poteri) e le inflisse una maledizione quando nacque, chiedendo a Plutone (da lei evocato) tutte le ricchezze della terra. Durante la crescita, Hazel crebbe bullizzata e maltrattata dai suoi compagni e spesso dalla madre che accusava lei e Plutone di tutti i suoi problemi. Quando Marie venne posseduta da Gea, che obbligò Hazel a sfruttare il suo potere per risvegliare lei stessa e il gigante Alcione, la ragazza si sacrifica con la madre nel 1942, causando il crollo di una grotta e rinviando il risveglio di Alcione e Gea. Anni dopo Nico la riporta in vita e l'accompagna al Campo Giove. Il potere di Hazel le permette di percepire, controllare e attrarre a sé le ricchezze della terra inconsciamente, stando ferma in un punto per troppo tempo, ma anche volontariamente. Nico le diede una seconda occasione, riportandola in vita, dandole la possibilità di riscattarsi per le azioni della sua vita passata. Nonostante le angherie che spesso subisce (soprattutto nella sua prima vita) mantiene un carattere buono, dolce e altruista. È una dei sette semidei della profezia, ed è molto potente. Ha la pelle color cioccolato, i capelli castani e ricci e gli occhi ambrati. Nel quarto libro della seconda serie impara a manipolare la Foschia, in parte grazie al talento innato ereditato dalla madre.

Figli/discendenti di NemesiModifica

Ethan NakamuraModifica

È un semidio che, una volta cresciuto, viene portano al Campo Mezzosangue ed alloggia nella casa di Ermes in quanto non riconosciuto da nessun dio. Arrabbiato per questo fatto aderisce all'esercito di Crono ed il suo giuramento di fedeltà al re dei Titani permetterà la resurrezione di Crono nel corpo di Luke. Ethan indossa una benda sull'occhio sinistro perché lo ha perso, offrendolo a sua madre in cambio di una promessa: un giorno sarebbe stato lui a decidere il rispetto per gli dei minori. Comincia ad essere successivamente spaventato da Crono e partecipa alle trattative di pace assieme al Titano Prometeo, riuscendo però solamente a far arrabbiare Talia. Durante la battaglia pugnala Annabeth, che si era frapposta tra lui e Percy, cercando di colpire quest'ultimo in quello che comprende essere in seguito il suo tallone di Achille. Da quel momento Ethan è a conoscenza del punto debole di Percy e quando Crono lo intima di colpirlo, nella battaglia nella sala dei Troni, combatte invece contro Crono. Viene ucciso da quest'ultimo, che apre il pavimento sotto i suoi piedi lasciandolo precipitare nel vuoto. In seguito Luke, in punto di morte, chiede che ciò che è accaduto ad Ethan a tutti gli altri non accada mai più. Così Percy chiede che tutti gli dei riconoscano i loro figli e che anche i minori abbiano una casa. Ethan è stato l'ago della bilancia ed il penultimo dei mezzosangue devoti a Crono a tradirlo ed unirsi agli dei. Viene citato nel terzo libro della seconda serie.

Damien WhiteModifica

Figlio di Nemesi che fa la sua comparsa nel primo libro della terza serie.

Figli/discendenti di IpnoModifica

ClovisModifica

Compare nel primo e nell'ultimo libro della seconda serie. Ha i capelli biondi e le braccia mingherline, anche se in sovrappeso, come se non avesse mai alzato niente di più pesante di un cuscino. È il capo della casa di Ipno. Inoltre ha un ruolo relativamente importante nel primo libro della seconda serie perché spiega dettagliatamente a Annabeth e Jason la differenza tra divinità greche e romane.

Figli/discendenti di IrideModifica

ButchModifica

È il capo cabina. È molto robusto e ha i capelli rasati. Ha anche un tatuaggio a forma di arcobaleno su un braccio. Secondo Annabeth è capace di spaccare rocce a mani nude. Fa la sua prima comparsa nel primo libro della seconda saga.

Figli/discendenti di EcateModifica

Lou EllenModifica

È il capogruppo di questa casa al Campo Mezzosangue. Prima dell'attacco del Campo Giove sul campo Mezzosangue, aiuta Cecil (figlio di Ermes), Will Solace e Nico Di Angelo a sabotare le macchine da guerra in possesso dell'augure romano Ottaviano.

Alabaster C. TorringtonModifica

Compare nel racconto "Il figlio della magia" tratto da "Eroi dell'Olimpo: il libro segreto". Era il leader dei figli di Ecate al'interno delle armate di Crono, poiché estremamente potente, ed è l'unico sopravvissuto tra di loro. Viene condannato all'esilio e a non poter mai più fare ritorno al Campo Mezzosangue. Scoprirà l'origine dell'incantesimo che permette ai mostri di rintracciare i semidei e sarà il primo a scoprire i piani di Gea, ma non potrà avvertire gli altri semidei per colpa della maledizione.

JosephineModifica

Compare nel secondo libro della terza serie, e abita nella Waystation con Emitrea e la loro figlia, Georgina. Ha un'ottima abilità nella metallurgia e nel forgiare armi, procurandosi così la simpatia di Leo.

Figli/discendenti di EbeModifica

William H. SewardModifica

Era un governatore di New York. La sua statua al Madison Square Park è in realtà un automa, come la maggior parte delle statue della città.

Paolo MontesModifica

Figlio della dea della giovinezza che fa la sua apparizione nel primo libro della terza serie. È brasiliano ma, pur capendo perfettamente l'inglese, parla solo portoghese.

Figli/discendenti di BellonaModifica

Reyna Avila Ramírez-ArellanoModifica

Pretore del Campo Giove e sorella minore di Hylla, fa la sua comparsa nel secondo libro della seconda serie. Insieme alla sorella incontra Percy e Annabeth sull'isola della maga Circe, per la quale lavorava, nel secondo libro della prima serie. Nel quinto libro della seconda serie porta l'Atena Parthenos al Campo Mezzosangue con Nico di Angelo e il coach Hedge ed uccide il gigante Orione. È dotata di una grande abilità con la spada; da piccola uccise il padre (diventato una sorta di spettro) accidentalmente, dopo che questo, diventato violento, ha fatto del male a sua sorella.

Hylla Ramírez-ArellanoModifica

Regina delle Amazzoni, ha lunghi capelli neri, occhi scuri e un fisico snello e magro; indossa una tuta di pelle e degli stivali neri ed una cintura di maglie d'oro, simbolo del suo titolo. È la sorella maggiore di Reyna. Incontra Percy Jackson per la prima volta, insieme alla sorella minore, sull'isola della maga Circe, per la quale lavorava.

Figli/discendenti di GianoModifica

Michael VarusModifica

Pretore del Campo Giove appartenente alla Quinta Coorte negli anni Ottanta, fa la sua comparsa a Itaca sotto forma di spirito nell'ultimo libro della seconda serie.

Figli/discendenti di Tiche/FortunaModifica

Chiara BenvenutiModifica

Semidea italiana, figlia della dea della fortuna che fa la sua comparsa nel primo libro della terza serie.

Figli/discendenti di NikeModifica

Holly e Laurel VictorModifica

Figlie gemelle di Nike che sono costantemente in competizione fra di loro. Fanno la loro apparizione nel primo libro della terza serie.

Figli/discendenti di Asclepio/EsculapioModifica

VitellioModifica

Un Lare del Campo Giove che è discendente del dio della medicina.

Altri semideiModifica

Harry HoudiniModifica

Era riuscito a sfuggire dagli Inferi, come Orfeo ed Ercole.

Alfred HitchcockModifica

Viene nominato nel quinto libro.

Amelia EarhartModifica

Viene nominata nel secondo libro.

DivinitàModifica

Nel XXI secolo le divinità greche e romane si sono spostate negli Stati Uniti d'America, luogo di maggior evoluzione della cultura occidentale.

Spesso hanno anche storie d'amore con i mortali. A seguito però della Seconda guerra mondiale, dove si fronteggiarono i figli di Zeus e Poseidone da una parte e i figli di Ade dall'altra, i tre hanno giurato sullo Stige di non avere più relazioni con donne mortali. Il patto viene sciolto alla fine del quinto libro della prima serie.

ZeusModifica

Dio del cielo, dell'aria, dei fulmini e re degli dei, insieme ai fratelli viene spesso chiamato come uno dei Tre Pezzi Grossi. Risiede sull'Olimpo, accessibile raggiungendo il seicentesimo piano dell'Empire State Building di New York. Ha la barba nera e grigia e veste un gessato blu. Il suo simbolo di potere è la Folgore, la prima arma forgiata dai Ciclopi per preparare i tre figli di Crono a combattere e sconfiggere il padre. Negli anni Ottanta ruppe il giuramento fatto con i fratelli e con una mortale diede alla luce una figlia, Talia, che però, a soli dodici anni, venne maledetta e braccata dagli emissari di Ade, i quali, sul procinto di ucciderla nei pressi del Campo Mezzosangue, portarono Zeus a decidere di trasformarla in un pino per salvarla. È la versione greca di Giove.

EraModifica

Dea del matrimonio e regina degli dei, compare per la prima volta nel terzo libro della prima serie durante il Consiglio degli dei. In quell'occasione i suoi capelli sono color argento, mentre nel quarto libro sono castani e intrecciati con dei nastri d'oro; indossa sempre un abito iridescente e, anche se all'apparenza sembra molto gentile e premurosa, può essere molto fredda, superficiale e crudele. La sua personalità romana è Giunone e, quando si manifesta sotto questa forma, ha l'aspetto di una donna dal volto solenne e severo con indosso una pelle di capra, simbolo dei soldati romani, e in mano uno scettro culminante con un fiore di loto. Era stessa ammette nel primo libro della seconda serie che invidia gli altri dei che hanno figli semidei, ma essendo la dea del matrimonio non è nella sua natura essere infedele. Nella seconda serie attua un piano per sconfiggere Gea, alle spalle del marito, cancellando la memoria a Percy Jackson e a Jason Grace, portando il primo nel Campo Giove e l'altro nel Campo Mezzosangue affinché facciano collaborare i due campi. In passato è stata la tata di Leo Valdez per prepararlo a combattere la Madre Terra.

PoseidoneModifica

Dio del mare, dei terremoti e dei cavalli, insieme a Zeus e Ade, fa parte dei cosiddetti Tre Pezzi Grossi, gli dei più antichi e potenti, figli di Crono. Ha la pelle molto abbronzata, capelli e barba nera e occhi verde mare; indossa sempre una camicia hawaiana, un paio di bermuda e dei sandali. Risiede in un immenso palazzo nell'Oceano Atlantico e la sua arma, forgiata per lui dai Telchini, è il tridente. Anche lui viola il patto con i fratelli e da una storia d'amore con Sally Jackson dà alla luce un semidio, Percy Jackson. È sposato con la ninfa Anfitrite, dalla quale ha avuto come figlio Tritone. È la versione greca di Nettuno.

DemetraModifica

Dea delle piante e dell'agricoltura, compare nel terzo libro della prima serie al Consiglio degli dei. Ha dei capelli neri intrecciati con dell'erba secca e degli occhi castani; ha sempre un'espressione severa ed è fissata con i cereali e l'agricoltura. Nel quinto libro, mentre gli altri dei tentano di sconfiggere Tifone, si rifugia negli Inferi dalla figlia Persefone e prende parte nella guerra solo durante la battaglia di New York, trasformando un'intera colonna di giganti Lestrigoni in un campo di grano. È la versione greca di Cerere.

AresModifica

Dio della guerra, è figlio di Zeus ed Era. Ha capelli neri a spazzola e le sue armi sono una spada ed uno scudo che si trasforma in un giubbotto anti proiettili. È molto forte, ma poco intelligente; indossa un lungo cappotto nero e va in giro in motocicletta. È la forma greca di Marte e quando si presenta con queste sembianze ha un volto rozzo e pieno di cicatrici e corti capelli neri; indossa una mimetica militare e un paio di occhiali che, come nella sua forma greca, nascondono degli occhi di fiamme. La sua personalità romana è molto più intellingente e disciplinata di quella greca, tant'è che si considera il dio del potere militare usato per una giusta causa: ama distruggere i propri nemici ma non combatte senza una valida ragione.

AtenaModifica

Dea della saggezza, della sapienza e delle arti utili, è figlia di Zeus. Ha dei capelli biondi e degli intensi occhi grigi, caratteristica comune a molti dei suoi figli. Negli anni Novanta ebbe una relazione, puramente intellettuale, con Frederick Chase, dalla quale nacque Annabeth Chase. È la versione greca di Minerva. Nonostante abbia diversi figli dalla sua personalità greca, nati da unioni solamente affettive e mentali, è una dea vergine, come Artemide ed Estia.

ApolloModifica

Dio delle arti, della medicina, del sole e della profezia, è figlio di Zeus e Leto e fratello gemello di Artemide. Compare nel terzo libro della prima serie, nel quale aiuta le Cacciatrici di Artemide, Percy e alcuni suoi amici a raggiungere il Campo Mezzosangue. Ha un aspetto giovane, capelli biondi e un sorriso molto luminoso e brillante; va in giro con una Maserati Spider (in realtà il carro del Sole) ed ha un comportamento molto spregiudicato. Dopo diversi mesi dalla sconfitta di Gea, Zeus, incolpando il figlio della maggior parte dell'accaduto, lo priva pressoché totalmente dei suoi poteri e lo rende umano, scagliando giù dall'Olimpo. La sua nuova identità è quella di un ragazzino riccio e bianco di sedici anni di nome Lester Papadopoulos.

ArtemideModifica

Dea della caccia, dei boschi e della luna, sorella gemella di Apollo, compare nel terzo libro. Gira per il mondo accompagnata dalle sue protette, dette le Cacciatrici, alle quali dona l'immortalità in cambio di totale fedeltà e della rinuncia alla compagnia degli uomini. Nel terzo libro abbandona le sue protette per andare alla ricerca di un mostro che lei solo può trovare e affrontare, ma viene catturata da Atlante e costretta a reggere il peso del cielo a suo posto. L'aspetto che assume più frequentemente è quello di una ragazzina di circa dodici anni dai capelli ramati e dagli occhi color della luna. È la forma greca di Diana.

EfestoModifica

Dio del fuoco, della tecnologia, dell'ingegneria e della metallurgia, è figlio di Zeus ed Era e marito di Afrodite. Compare nel terzo libro al Consiglio degli dei e ha l'aspetto di un uomo grosso e tozzo con una gamba stretta in un apparecchio di metallo, la testa un po' deforme, il volto pieno di lividi e una barba bruna e scomposta. Nel quarto libro aiuta Percy ed Annabeth a trovare il laboratorio di Dedalo e rivela a Percy il modo di orientarsi nel Labirinto. È la versione greca di Vulcano.

ErmesModifica

Dio delle strade, dei viaggiatori, dei mercanti, dei ladri e messaggero degli dei, compare nel secondo libro. Indossa dei pantaloncini da corsa di nylon e una maglietta della Maratona di New York; è magro ed atletico, ha sopracciglia arcuate e un sorriso scaltro. Il suo simbolo di potere è il caduceo, uno strumento che all'occasione si trasforma in un cellulare. I serpenti del suo caduceo si chiamano George e Martha. È stato l'inventore di Internet. È la forma greca di Mercurio.

AfroditeModifica

Dea dell'amore e della bellezza, è la dea più antica dell'Olimpo, in quanto figlia "indiretta" di Urano. Compare nel terzo libro ed è la moglie di Efesto, anche se ha una relazione extraconiugale con Ares, dal quale ha avuto i figli Deimos e Phobos. È la versione greca di Venere, anche se non entra in conflitto con questa sua personalità quando ha inizio la guerra tra semidei greci e romani, nel terzo libro della seconda serie, in quanto non è mai cambiata di molto da un'epoca a un'altra.

DionisoModifica

Dio del vino e della natura, era un semplice semidio, ma venne premiato e promosso a dio dal padre Zeus per aver inventato il vino. Ha l'aspetto di un ometto grassoccio con capelli ricci e neri; solitamente indossa una camicia hawaiana tigrata o leopardata. Punito dal padre in epoche più recenti per aver tentato di insidiare una ninfa dei boschi a lui cara, diventa il direttore del Campo Mezzosangue per cento anni ed è costretto a non bere più vino: per questo svolge il suo ruolo con molta riluttanza e beve solo Diet Coke. Alla fine dello scontro con l'esercito di Crono/Luke, la pena gli viene abbassata a cinquanta anni. È la versione greca di Bacco e nel mondo mortale, quando ha queste sembianze, ha l'aspetto di un uomo leggermente in sovrappeso di circa trent'anni con indosso un cappello ornato di tralci di vite, una maglietta viola a maniche corte e pantaloncini color cachi. Al contrario della sua personalità greca, che beve solamente Diet Coke, lui predilige la Diet Pepsi.

AdeModifica

Dio degli Inferi e dei morti, insieme ai fratelli viene spesso chiamato come uno dei Tre Pezzi Grossi. Risiede negli Inferi ed è sposato con Persefone, figlia di Zeus e Demetra. Indossa una corona d'oro intrecciato e una lunga veste nera nella quale sono intrappolate diverse anime di dannati. Non esce mai dagli Inferi, se non durante il solstizio d'inverno, per recarsi sull'Olimpo e partecipare al Consiglio degli dei. Come arma originale possiede l'elmo dell'oscurità, creato dai Ciclopi, anche se in battaglia utilizza una spada; essa viene creata in segreto ne "Il libro segreto: la spada di Ade" per volere di Persefone. Sempre nello stesso libro, Nico afferma che solitamente il padre, in battaglia, utilizzava il timone del terrore. È la versione greca di Plutone. Quando si manifesta come Plutone ha un volto spigoloso e molto pallido, corti capelli neri e abiti nei quali, come quando ha l'aspetto di Ade, sono intrappolate delle anime in eterna sofferenza; sull'anulare porta un anello con un grosso opale bianco che rappresenta il suo matrimonio con Persefone.

PersefoneModifica

Dea della primavera e regina degli Inferi, è moglie di Ade e figlia di Demetra. Ritorna nel mondo mortale per visitare la madre durante la primavera e l'estate. Appare per la prima volta ne "Il libro segreto: la spada di Ade". È la forma greca di Proserpina.

EstiaModifica

Dea della casa e del focolare domestico. È sorella di Demetra e di Era ed è una dea vergine, come Artemide e Atena. Possedeva un trono nel Consiglio degli dei ma lo cedette a Dioniso quando divenne un dio per evitare una guerra fra divinità. Compare per la prima volta nel primo libro, ma Percy non riconosce la sua vera identità. Si manifesta solo nel quinto libro, dove si presenta come "l'ultima dea", con le sembianze di una semplice bambina di otto anni dai capelli castano chiaro ma dagli occhi rossi e infuocati simili a quelli di Ares. È la versione greca di Vesta.

Divinità minoriModifica

GianoModifica

Dio romano delle soglie e delle scelte. Possiede due facce opposte l'una all'altra su un'unica testa e compare, vestito come un portiere di New York, nel Labirinto di Dedalo nel quarto libro della prima serie, dove si apprende inoltre che ha aderito all'esercito dei Titani.

MorfeoModifica

Dio dei sogni e del sonno. Compare nel quinto libro della prima serie, dove si racconta che ha aderito all'esercito di Crono e addormenta tutti i mortali di New York durante l'invasione. Indossa un lungo mantello nero, non proietta la propria ombra, tremola come un miraggio mentre si muove ed il suo volto muta in continuazione, facendo venire sonno a chiunque lo guardi.

EcateModifica

Figlia dei Titani Perse e Asteria (e in realtà Titanide lei stessa), è la dea degli incroci, della magia e della Foschia; come tale ha il compito di conservare il velo fra il mondo degli dei e quello dei mortali. Nella prima serie lei e le sue ancelle, le Empuse, sono alleate di Crono fino alla sua sconfitta, quando la dea si pacifica con l'Olimpo: nonostante ciò le Empuse, nella seconda serie, combatteranno per Gea. Ecate fa la sua prima comparsa nel quarto libro della seconda serie, accompagnata da una donnola e da un labrador nero (nell'antichità la prima era una maga di nome Gale e il secondo una regina di Troia: Ecuba) sotto le sembianze di una giovane donna molto pallida dai capelli biondi e dagli occhi nerissimi vestita di un lungo abito nero senza maniche; si manifesta ad Hazel rivelandole un modo per attraversare gli Appennini e dicendole che sua madre possedeva, come lei, il dono della vera magia, e che senza il suo aiuto lei non avrebbe mai evocato Plutone permettendo la sua nascita. Al contrario di molti dei, veniva venerata come Ecate sia da Romani sia da Greci.

EoloModifica

Signore dei Venti; si presenta come un uomo di circa sessant'anni con una folta chioma di capelli bianchi, ma porta una smisurata quantità trucco. È alleato degli Olimpi anche se nel primo libro della seconda serie disubbidisce a Zeus, Efesto e Afrodite tentando di uccidere i loro figli per ordine di Gea. È diventato completamente folle nel corso dei secoli perché costretto a sovraintendere a tutti gli spiriti dei venti e a districarsi tra le richieste meteorologiche e climatiche degli dei. Il suo vago titolo di "Signore dei Venti" non è mai stato precisato da Zeus e quindi, benché sia immortale e controlli ogni altro essere legato all'aria, non sa se considerarsi uno spirito della natura o un dio.

IrideModifica

Dea dell'arcobaleno e messaggera degli dei; è una grande amica di Chirone. Ha le sembianze di una donna di mezz'età dai lunghi capelli neri, gli occhi "iridescenti" e la carnagione olivastra; nonostante sia una dea greca, è appassionata di taoismo e buddismo e fa rispondere alla gran parte dei suoi messaggi alla sua assistente Fiocco, una ninfa del cielo. È anche la fondatrice di un'azienda che promuove il consumo di alimenti biologici e di stili di vita ecosostenibili.

PanModifica

Dio della natura. È stato dato per morto da più di duemila anni, ma i satiri sono sempre stati alla sua costante ricerca. Quando nel quarto libro viene trovato da Grover, si dissolve in una nebbiolina e cessa di esistere, in quanto gran parte di ciò che rappresentava è svanito a causa degli esseri umani. È un dio minore dall'aspetto di un vecchio satiro dagli occhi azzurri, dai capelli ricci e bianchi, dalla barba appuntita e dalle enormi corna marroni e ricurve.

Phobos e DeimosModifica

Dei della paura e del terrore, figli di Ares e Afrodite, compaiono ne "Il libro segreto: la biga rubata". Sono crudeli e malvagi ma sono pessimi combattenti. Indossano entrambi un'armatura nero-pece.

TerminusModifica

Dio romano dei confini, compare per la prima volta nel secondo libro della seconda serie. Ha l'aspetto di una statua di marmo senza braccia e gambe dal busto muscoloso e dai capelli ricci. Fa la guardia alla nuova Roma del Campo Giove e aiuta Percy a sconfiggere il gigante Polibote.

BellonaModifica

Dea romana della guerra, viene citata per la prima volta nel secondo libro della seconda serie come madre di Reyna e Hylla.

NemesiModifica

Dea della vendetta, viene citata più volte nel corso del quarto e del quinto libro della prima serie; fa la sua comparsa nel terzo libro della seconda serie dove dona a Leo un biscotto della fortuna che lo aiuterà nella sua missione a costo di un terribile sacrificio che si rivela essere la perdita di Percy e Annabeth che precipitano nel Tartaro. Quando Leo e Hazel la incontrano, ha l'aspetto di una donna magrissima con capelli neri e ricci vestita con un giubbotto di pelle rosso sangue e pantaloni neri da motociclista; arrotolata alla cintura porta una frusta. Al contrario di moltissimi dei, non ha una personalità solo romana e una solo greca perché, come dice lei stessa, la vendetta è universale e sia i Greci sia i Romani la vedono allo stesso modo.

EbeModifica

Dea della giovinezza e moglie divina di Ercole; è figlia di Zeus ed Era ma, nonostante questo, è una dea minore.

PomonaModifica

Dea romana dell'abbondanza, viene citata nell'ultimo libro della prima serie; viene spesso confusa con Demetra, cosa che la fa molto arrabbiare.

ErcoleModifica

Versione romana di Eracle, è diventato un dio dopo la morte grazie al padre Zeus e ne ha sposato la figlia Ebe. È un dio minore e fa la guardia allo stretto di Gibilterra/colonne d'Ercole da una piccola isola invisibile ai mortali.

TiberinoModifica

Dio del fiume Tevere, fa la sua comparsa a Roma insieme alla moglie Rea Silvia nel terzo libro della seconda serie. Ha l'aspetto di un uomo di circa trent'anni ed è vestito, come la moglie, in stile anni Cinquanta; ha un carattere molto gentile, educato e cordiale.

TrittolemoModifica

Dio greco dell'agricoltura; deve i suoi poteri a Demetra, la quale lo ricompensò per averla ospitata e aiutata, quando era un principe mortale, mentre era in cerca della figlia Persefone, rapita negli Inferi da Ade. Viene incontrato da Frank, Hazel e Nico a Venezia nel quarto libro della seconda serie.

CupidoModifica

Dio dell'amore, fa la sua comparsa vicino Spalato, in Croazia, nel quarto libro della seconda serie. Non rivela il proprio aspetto finché non costringe Nico di Angelo ad ammettere di aver avuto una cotta per Percy. Ha le sembianze di un giovane dal volto bello ma severo con ali candide, occhi rossi e capelli ricci e neri. È la versione romana di Eros.

NikeModifica

Dea della vittoria e della velocità, fa la sua comparsa nella città greca di Olimpia nel quinto libro della seconda serie. Si manifesta come un'imponente donna con un'alta acconciatura di trecce scure cinta da una corona d'alloro dorata e con un paio di gigantesche ali d'oro massiccio; indossa una scintillante veste senza maniche e utilizza come arma una lancia dorata. Al contrario, quando si presenta come Vittoria ha corti capelli castani e delle ali bianche, indossa un'armatura romana sopra una veste color porpora e impugna una lancia sulla cui asta campeggia l'insegna romana SPQR.

NikaiModifica

Serve della dea della vittoria che hanno le sue stesse sembianze e che si originano dalle penne dorate delle sue ali; quattro di loro compaiono nell'ultimo libro della seconda serie. Sono repliche della dea a grandezza d'uomo, sono armate di una lancia dorata e hanno il capo cinto da una corona d'alloro di bronzo celeste.

EsculapioModifica

Dio della guarigione, fa la sua comparsa nel quinto libro della seconda serie. Ha le sembianze di un uomo dal sorriso caldo e gentile, con capelli corti e brizzolati e la barba ben curata.

OrcoModifica

Dio infernale dei giuramenti infranti e del castigo eterno, viene nominato dal suo discendente Bryce Lawrence nell'ultimo libro della seconda serie.

SpesModifica

Dea della speranza, viene nominata nel terzo libro della seconda serie. Il Giorno della Speranza, festa a lei dedicata, è il 1º agosto. È la forma romana di Elpis.

TicheModifica

Dea della fortuna, viene nominata nel secondo libro della seconda serie. La sua forma romana è Fortuna, e il giorno a lei sacro, dedicatole dai Romani, è il 24 giugno.

IgeaModifica

Dea dell'igiene e della salute, viene nominata nel quinto e ultimo libro della seconda serie.

CloacinaModifica

Dea protettrice della Cloaca Maxima, la parte più antica e importante del sistema fognario di Roma. È una divinità di origine etrusca e viene nominata da Apollo nei primi due libri della terza serie.

BritomartiModifica

Dea greca delle reti da caccia e da pesca, compare per la prima volta nel secondo libro della terza serie. I suoi animali sacri sono i grifoni. Inizialmente era una dea cretese ma, quando il resto del suo pantheon scomparve, si unì ad Artemide e alle sue Cacciatrici.

StigeModifica

Dea dell'odio e dell'omonimo fiume Stige, è la figlia maggiore del Titano Oceano e la più potente delle ninfe d'acqua. Apollo, in forma mortale, ne ha una visione nel secondo libro della serie a lui dedicata.

DelfinoModifica

Dio dei delfini; fa la sua breve comparsa nell'ultimo libro della prima serie mentre si allontana dal consiglio di guerra di Poseidone. Ha l'aspetto di un comune delfino.

MelinoeModifica

Dea dei fantasmi; come tale, sovrintende i morti che camminano senza pace sulla terra. Fa la sua comparsa ne "Il libro segreto: la spada di Ade". Ha l'aspetto di una donna la cui metà destra è di un bianco pallido e gessoso al contrario della metà sinistra che è nero pece e indurita come una mummia. È uno dei servitori di Ade, benché nella prima serie si allei con i Titani, e ogni notte sorge dagli Inferi per terrorizzare i mortali; abita in una caverna che usa come passaggio privato per il mondo mortale.

CimopoleaModifica

Dea greca delle tempeste marine e delle mareggiate più violente, fa la sua comparsa nel quinto libro della seconda serie. Si presenta a Percy e Jason nell'antico palazzo sottomarino di suo padre Poseidone (nel mar Egeo) con le sembianze di una donna alta sei metri dalla pelle bianca e luminescente e dai capelli simili a tentacoli di medusa; indossa un fluente abito verde stretto in vita da una cintura di conchiglie e utilizza come arma un enorme disco di metallo verde levigato. Aiuta Jason a uccidere il gigante Polibote poiché resasi conto che, se avesse accettato l'offerta di Gea, non sarebbe diventata altro che un momentaneo strumento nelle mani dei giganti e che dopo la loro vittoria non ci sarebbe più stato nessuno che la avrebbe temuta e rispettata. Nell'antichità venne data in moglie da Poseidone al centimano Briareo come "ricompensa" per aver sostenuto gli dei nella prima guerra contro Crono.

PotinaModifica

Dea romana dei bambini e protettrice di ciò che bevevano, viene citata all'inizio del secondo libro della terza serie (entra in contatto con i suoi protagonisti non molto prima degli eventi in esso narrati).

CarmanorModifica

Dio minore della mietitura di origine cretese. È citato nel secondo libro della terza serie.

EubuleoModifica

Dio dei mandriani e figlio di Demetra e Carmanor, viene citato nel secondo libro della terza serie.

CommodoModifica

Imperatore romano, divenne una divinità minore grazie all'adorazione dei romani nell'antica Roma. Dopo la sua uccisione da parte di Apollo e la sua successiva rinascita come divinità, si unì alla società del triumvirato. Commodo è un uomo megalomane e narcisista, che ha il compito di distruggere l'oracolo di Trofonio a Indianapolis.

CaligolaModifica

Come per gli altri due imperatori, anche Caligola è riuscito a diventare una divinità grazie all'adorazione dei romani. Dopo la sua uccisione, Caligola rinacque come divinità minore e creò la Società del Triumvirato insieme a Commodo e a Nerone, di cui Caligola è zio. Caligola tiene prigioniero uno degli oracoli e, a differenza degli altri due imperatori, ha un progetto ambizioso: vuole diventare il nuovo dio del sole usando l'essenza di Apollo e del titano Helios. Compare nel terzo libro della terza serie.

Divinità minori figlie di NyxModifica

Le ParcheModifica

Supreme dee del destino. Sono tre: Cloto, che fila il filo della vita; Lachesi, che ne determina la lunghezza; Atropo, che taglia il filo della vita con le sue forbici d'oro e argento. Hanno l'aspetto di tre vecchiette decrepite e ossute dai volti pallidi e raggrinziti e dai capelli argentati. Percy e Grover le incontrano a New York nel primo libro della prima serie mentre sono intente a sferruzzare due grossi calzini dietro una bancarella della frutta; quando Atropo taglia un filo Percy e Grover temono che sia il filo della vita di Percy, ma in realtà, come Percy capirà nell'ultimo libro della serie quando le rincontra sull'Olimpo, è quello di Luke: le Parche gli avevano voluto mostrare la vita che sarebbe stata il prezzo per riportare le cose al loro equilibrio.

GerasModifica

Dio della vecchiaia, ha l'aspetto di un vecchio avvizzito. È la forma greca di Senectus, e fa la sua comparsa al fianco della madre Nyx nel quarto libro della seconda serie.

ErisModifica

Dea della discordia, fa la sua comparsa al fianco della madre nel quarto libro della seconda serie.

ThanatosModifica

Dio della morte e “luogotenente" di Ade, ha il compito di controllare il confine tra il mondo dei vivi e quello dei morti e di catturare e imprigionare le anime che riescono a scappare dagli Inferi. Fa la sua comparsa nel secondo libro della seconda serie quando viene liberato da Frank, Hazel e Percy dalla prigionia del gigante Alcione. Ha l'aspetto di un angelo dalla carnagione scura, fisico snello e muscoloso, occhi dorati, lunghi capelli neri e due grandi ali nere. È la versione greca di Letus.

IpnoModifica

Dio del sonno. Il suo simbolo è un ramo di pioppo delle Praterie degli Asfodeli immerso nel fiume Lete. La sua forma romana è Somnus e, sotto queste sembianze, era solito uccidere le persone che non stavano sveglie durante il lavoro.

EmeraModifica

Dea greca del giorno, viene nominata nel quarto libro della seconda serie dalla madre Nyx, che si ritiene più potente di lei.

AkhlysModifica

Dea della disperazione e dei veleni, si presenta a Percy e Annabeth nel quarto libro della seconda serie: è una sorta di incarnazione della tristezza, della sofferenza, della bruttezza e della miseria più totale; controlla la Foschia della Morte, un velo magico infernale che Percy e Annabeth usano per celarsi ai moltissimi mostri presenti nel Tartaro.

Divinità minori del ventoModifica

ZefiroModifica

Personificazione del vento dell'Ovest, fa la sua comparsa nel quarto libro della seconda serie. È la versione greca di Favonio ed è legato alla primavera. Quando si manifesta nella sua forma romana, ha capelli neri e ricci e delle ali color ruggine; al contrario di Borea, non serve Eolo, bensì Cupido, dio dell'amore. Essendo un dio minore, avverte pochissimo gli effetti della guerra tra semidei nelle sue personalità.

NotoModifica

Personificazione del vento del Sud, fa la sua comparsa nel quarto libro della seconda saga. È la versione greca di Austro ed è legato all'estate. Quando ha il sopravvento la parte greca, è spietato e facile all'ira e ha l'aspetto di un vecchio dalla pelle bronzea con indosso un chitone fiammeggiante e con la testa incoronata da una ghirlanda d'orzo appassito. Se invece si manifesta come Austro, indossa una toga color sabbia e ha degli ispidi capelli bianchi cinti da una corona di vapore e la barba fatta di nubi temporalesche. È un acerrimo nemico di Borea.

BoreaModifica

Personificazione del vento del Nord, fa la sua comparsa nel primo libro della seconda serie. È la versione greca di Aquilone ed è legato all'inverno. Nella sua forma greca è un uomo ben piantato, con un completo bianco, ali viola scuro, barba ispida e capelli lunghi incrostati di ghiaccioli; al contrario di tutti gli altri dei, abitando nel Québec, parla francese. È l'unico dio del vento ad aver avuto figli da donne mortali. Quando ha le sembianze di Aquilone, invece, è più alto e magro, non porta la barba e indossa un gladio e una toga bordata di porpora. Si allea con Gea e con i giganti per la caduta degli dei dell'Olimpo.

ChioneModifica

Dea della neve e figlia di Borea, si allea con i giganti e con Gea contro gli Olimpi; fa la sua prima comparsa nel primo libro della seconda serie e riappare nel quarto. Ha l'aspetto di una bellissima ragazza dalla carnagione bianca, dai capelli neri e dagli occhi marrone scuro.

Zete e CalaideModifica

Semidei resi immortali dal padre Borea nell'antichità, sono piuttosto stupidi e hanno ali di piume viola e capelli bianchi. Fanno la loro comparsa nel primo libro della seconda serie e riappaiono nel quarto insieme alla sorella Chione.

SpiritiModifica

ManieModifica

Spiriti greci della follia; nel quinto e ultimo libro della seconda serie Beryl Grace, madre di Jason, fa la sua comparsa a Itaca sotto forma proprio di una mania. Il padre di Reyna e Hylla, dopo essere impazzito per anni a causa di un forte stress post traumatico dovuto alla guerra da lui combattuta, diventò una mania, per poi venire ucciso da Reyna stessa.

MakhaiModifica

Spiriti della battaglia e del combattimento, fanno la loro comparsa nel quinto libro della seconda serie quando Piper li libera da una statua di Ares a Sparta per poterli poi utilizzare per creare la "medicina del dottore", una pozione creata da Esculapio che fa resuscitare i morti.

NosoiModifica

Spiriti delle pestilenze e delle malattie che fanno la loro prima apparizione nel primo libro della terza serie. Furono liberati nel mondo dal vaso di Pandora. L'acqua è in grado di diluire il loro potere.

PalikoiModifica

Spiriti (o divinità) dei geyser e delle sorgenti termali che fanno la loro apparizione nel primo libro della terza saga. La metà inferiore del loro corpo è composta da vapore acqueo mentre dalla vita in su hanno sembianze umane, pur essendo grandi il doppio: le loro braccia muscolose sono color fango, i loro occhi sono bianchi e i loro capelli sembrano fatti di schiuma. Hanno un carattere molto volubile.

PeteModifica

Un palikos che fa la sua comparsa nel primo libro della terza serie.

PaulieModifica

Un palikos che fa la sua apparizione nel primo libro della terza saga.

Spiriti dei fiumiModifica

East RiverModifica

Spirito dell'omonimo fiume di New York, fa la sua comparsa nell'ultimo libro della prima serie; si presenta a Percy come una creatura dagli occhi verdi scintillanti simile a una foca di colore nero lucido.

HudsonModifica

Spirito del fiume omonimo di New York, fa la sua comparsa insieme allo spirito dell'East River nell'ultimo libro della prima serie; si presenta come un umanoide dal volto chiazzato di alghe, dagli occhi azzurri e dai vestiti fatti da stracci e rifiuti.

AchelooModifica

Spirito fluviale dalle sembianze di un toro azzurro dalla testa umana che fa la sua comparsa nel terzo libro della seconda serie.

Spiriti del ventoModifica

Anemoi thuellaiModifica

Spiriti del vento e delle tempeste che fanno la loro prima comparsa all'inizio del primo libro della seconda serie; la loro padrona, prima che venisse uccisa per opera di Piper, era la maga Medea. Possono assumere diverse forme, a seconda di quanto sono distruttivi: a volte si presentano come dei giovani spettrali con le ali e con occhi scintillanti di elettricità, altre volte come degli stalloni fatti di vapore. Sono la forma greca dei venti. Quando sono nella loro forma umanoide possono scagliare dei potentissimi fulmini dalle mani. Questi esseri possono assumere l'aspetto di cavalli perché talvolta gli dei del vento viaggiano nel mondo mortale sotto forma equina e, così come i cavalli più veloci del mondo sono spesso loro discendenti, anche i venti sono loro figli. I venti del Nord, figli di Borea, sono scuri e freddi, come Tempesta, mentre quelli del Sud, figli di Noto, sono in parte caldi e sabbiosi, in parte freschi e tempestosi.

TempestaModifica

Uno spirito della tempesta dalla forma di cavallo che talvolta acconsente a farsi cavalcare da Jason; è presente nel primo e nel terzo libro della seconda serie.

ArpieModifica

Spiriti del vento che provocano raffiche violente; hanno un aspetto a metà fra delle donne e delle galline.

EllaModifica

Un'arpia molto speciale in grado di imparare perfettamente a memoria tutto ciò che legge. Fa la sua comparsa nel secondo libro della seconda serie. Gioca un ruolo fondamentale visto che conosce i Libri Sibillini a memoria. Nel secondo libro della seconda serie incontra il ciclope Tyson, con il quale si fidanza.

NuggetsModifica

Un'arpia amica di Mellie che viene nominata nel primo e nel quinto libro della seconda serie.

Spiriti dei mortiModifica

LariModifica

Spiriti romani degli antenati che vegliano sulla casa e sulla famiglia. Ce ne sono molti al Campo Giove e si manifestano come "fantasmi" fatti di luce violacea.

LemuriModifica

Spiriti romani molto arrabbiati che vagano per le città italiane e che sono molto numerosi a Venezia in particolare.

EidolonModifica

Spiriti che hanno la capacità di possedere sia esseri viventi sia macchine. Hazel li conobbe, quando era morta, nelle Praterie degli Asfodeli; fanno la loro prima comparsa nel terzo libro della seconda serie. Percy, nel quarto libro, ne nota uno nel Tartaro che si presenta come un pennacchio di fumo nero.

GhoulModifica

Spiriti dei morti che possiedono un corpo in avanzato stato di disfacimento, simile a quello di uno zombie, con la carne grigia, rade e untuose ciocche di capelli sulla testa e putride ferite sulla pelle; fanno la loro comparsa nel quinto libro della seconda serie. Si nutrono di carne umana e sono molto forti, veloci e intelligenti. Jason accenna di aver avuto a che fare con alcuni esemplari di queste creature in una missione per il Campo Giove a San Bernardino, in California. Tuttavia essi non fanno parte della mitologia greca, bensì del folclore arabo.

Satiri/FauniModifica

La differenza sostanziale fra satiri e fauni è che i primi fanno parte della mitologia greca, i secondi di quella romana. I satiri vengono impiegati dal Campo Mezzosangue nella ricerca dei semidei mentre i fauni vagano per il Campo Giove cercando di elemosinare dei soldi. Entrambi, principalmente i satiri, sono in grado di creare dei legami empatici con degli esseri umani.

Grover UnderwoodModifica

Satiro e miglior amico di Percy. È il fidanzato di Juniper. Nel secondo libro della prima serie stabilisce con Percy un legame empatico. Diventa il messaggero incaricato di annunciare la morte di Pan e, pertanto, la responsabilità dei satiri di proteggere le selve. Nella prima serie è l'incaricato di proteggere Percy quando non sapeva ancora di essere un semidio. Nella seconda serie compare poco, aiutando il Campo Mezzosangue nella ricerca di Percy e, successivamente, scorta Rachel nel trattare con il Campo Giove per evitare la guerra. Nella terza serie viene richiamato da Meg per guidare lei e Apollo ad attraversare il Labirinto.

MaroneModifica

Membro del Consiglio dei Satiri Anziani, fa la sua comparsa nel quarto libro della prima saga.

SilenoModifica

Membro del Consiglio dei Satiri Anziani, fa la sua comparsa, insieme a Marone e Leneo, nel quarto libro della prima serie.

LeneoModifica

Membro del Consiglio dei Satiri Anziani, fa anche lui la sua prima comparsa nel quarto libro della prima serie e riappare nel libro successivo dove viene ucciso nella battaglia di New York e si reincarna in un lauro.

Gleeson HedgeModifica

Un satiro di mezz'età che appare nel primo libro della seconda saga e protegge Leo, Piper e Jason. Ha un carattere molto impulsivo e attaccabrighe ed è marito della ninfa del vento Mellie, dalla quale si scopre, nel quarto libro, sta per avere un figlio, il quale nascerà poche ore prima il risveglio di Gea.

DonModifica

Un fauno del Campo Giove che cerca sempre di elemosinare dei denarii; fa la sua comparsa nel secondo libro della seconda serie.

MillardModifica

Satiro che fa la sua comparsa nel primo libro della terza serie. Muore nello stesso libro.

HerbertModifica

Satiro che appare nel primo libro della terza saga. Muore, come Millard, nello stesso libro.

WoodrowModifica

Un satiro che tiene lezioni di musica al Campo Mezzosangue. Fa la sua comparsa nel primo libro della terza serie.

NinfeModifica

CalipsoModifica

Figlia di Atlante, venne imprigionata dagli dei sull'isola di Ogigia, dove precipita Percy nel quarto libro della prima serie. È molto bella, ha gli occhi a mandorla e lunghi capelli color caramello. Si innamora di Percy, per colpa della sua condanna inflittale dalle Parche, ma lo lascia partire da Ogigia su una zattera magica per tornare al Campo Mezzosangue, lasciandogli in dono una trinta di luna da piantare a New York. Nella seconda serie, quando Leo arriva su Ogigia per colpa di Chione, dopo una iniziale fase di reciproca antipatia, si innamorano e il figlio di Efesto, mentre si allontana dall'isola su una zattera, giura sullo Stige che un giorno tornerà a prenderla: ci riuscirà alla fine dell'ultimo libro della stessa serie. Nel primo libro della terza serie fa ritorno con lei al Campo Mezzosangue.

EcoModifica

Ninfa della natura, nell'antichità venne maledetta da Era, per il suo vizio di spettegolare in continuazione, che la costrinse, da quel momento in poi, a ripetere solo e sempre ciò che veniva detto dagli altri. Ritorna dal mondo dei morti, insieme al suo amato Narciso, nel terzo libro della seconda serie. Il suo volto si può vedere ma poco dopo lo si dimentica; i colori delle sue vesti cambiano in continuazione, mimetizzandola quasi perfettamente con l'ambiente circostante. Aiuta Leo e Hazel a recuperare lo specchio di Narciso, ma decide di restare con il giovane per cercare di salvarlo (seppur inutilmente) dalla sua maledizione.

NereidiModifica

Sono le ninfe del mare e, come dice il nome stesso, sono figlie del dio Nereo. Abitando nel regno di Poseidone, servono alla sua corte.

AnfitriteModifica

Moglie divina di Poseidone, fa la sua breve comparsa nell'ultimo libro della prima saga. È una donna bellissima, indossa un'armatura verde, ha capelli neri sciolti e un paio di strani cornetti sulla testa, come chele di granchio. Al contrario delle mogli dei fratelli di Poseidone, Era e Persefone, non è mai stata vendicativa nei confronti delle donne mortali con le quali il marito ha avuto delle relazioni amorose.

DriadiModifica

Sono le ninfe dei boschi e ognuna di loro è collegata ad una pianta, che rappresenta la loro insostituibile fonte di vita, dalla quale non possono più di tanto allontanarsi. Al Campo Mezzosangue svolgono, insieme ai satiri e a Chirone, il ruolo di istruttori nelle varie discipline di allenamento.

JuniperModifica

La fidanzata di Grover, è una ninfa degli alberi che vive al Campo Mezzosangue in un ginepro vicino al "pugno di Zeus". È graziosa e di dimensioni minute, con il volto dai lineamenti elfici che caratterizza gli spiriti della natura, e ha capelli sottili e ambrati.

NaiadiModifica

Sono le ninfe dei bacini d'acqua dolce, come laghi e fiumi, e dimorano in essi.

AgnoModifica

Una delle nove ninfe che accudirono Zeus e sua madre Rea quando era appena nato; successivamente si trasferì a Roma nei pressi della casa di un semidio figlio di Giove, in un ninfeo. Fa la sua comparsa nel terzo libro della seconda serie.

EsperidiModifica

Sono le ninfe del tramonto e risiedono nel Giardino delle Esperidi (che da loro prende il nome) dove si trova il melo sul quale crescono gli aurei pomi dell'immortalità, il dono di nozze di Zeus a Era, custoditi dal drago Ladone. Questo posto viene anche detto "Monte della Disperazione" in quanto è il luogo dove Atlante è costretto a sorreggere il peso del Cielo e in cui, all'inizio dei tempi, Gea diede alla luce i Titani. Il Giardino delle Esperidi si trova in corrispondenza del Monte Tamalpais, a San Francisco, nello medesimo luogo in cui, nel terzo libro della prima serie, viene ricostruito dalle sue rovine il monte Otri, la roccaforte dei Titani opposta al monte Olimpo.

Zoe NightshadeModifica

Figlia di Atlante e Pleione, era una delle cinque Esperidi prima di diventare Cacciatrice di Artemide e sua Lungotenente. Prima di diventare una Cacciatrice, era innamorata di Ercole, che la tradì. Ha un carattere apparentemente altezzoso e snob, ma anche buono; tuttavia tende a mascherare i suoi veri sentimenti a causa delle delusioni passate. Accetta di partecipare all'impresa affidatole dall'Oracolo per cercare Artemide, accompagnata da Talia, Grover, Bianca e Percy. In seguito affronta suo padre, il Titano Atlante, e, già avvelenata dal drago del Giardino delle Esperidi, resta uccisa nel combattimento contro di lui. Per onorarla Artemide la trasforma in una nuova costellazione, la Cacciatrice.

AuraiModifica

Sono le ninfe del vento, in particolare delle brezze delicate.

MellieModifica

Fa la sua prima comparsa nel palazzo di Eolo nel primo libro della seconda serie. È minuta e aggraziata, con lineamenti vagamente elfici tipici degli spiriti della natura; ha occhi marroni scintillanti e capelli castani che ondeggiano nell'aria nonostante non ci sia vento. Essendo uno spirito dell'aria, fluttua in essa senza mai poggiare i piedi per terra. Dopo aver aiutato Jason, Piper, Leo e Hedge a scappare da Eolo, si sposa con il satiro dal quale ha un figlio.

NebulaeModifica

Sono le ninfe del cielo.

FioccoModifica

Assistente della dea Iride nel suo negozio di prodotti biologici, fa la sua comparsa nel secondo libro della seconda serie. Ha l'aspetto di una ragazza bassa e muscolosa ma ha capelli bianchi e crespi.

MenadiModifica

Fanno la loro comparsa in "Eroi dell'Olimpo: Il libro segreto" nel racconto inedito "Leo Valdez e la caccia a Buford". I nomi di alcune di quelle presenti in questonlibro sono Babette, Buffy, Muffy, Bambi, Candy e Trixie. Si presentano come delle bellissime ragazze con tuniche di seta porpora e rosse. I loro capelli sono intrecciati con piccole vipere. Portano dei Tirsi, bastoni magici con una grossa pigna all'estremità su cui spesso strisciano dei serpenti vivi. Hanno occhi iniettati di sangue, denti e unghi capaci di allungarsi fino a diventare zanne e artigli affilatissimi. Sono eccezionalmente forti e resistenti, soprattutto al fuoco, per via della loro frenesia. Chiunque le uccida viene maledetto da Dioniso. Odiano la parola e il concetto di "lavoro", amando al contrario quello di "festa". Si considerano menadi "minorenni" perché non ancora diplomate in enologia. Stando a Chirone, pur essendo le sue seguaci, Dioniso le disprezza quasi quanto disprezza i semidei.

CiclopiModifica

Sono degli esseri con un occhio solo nati solitamente dall'unione di un dio (nel maggior parte dei casi di Poseidone) e di una ninfa. Sono molto alti, forti e abili nella lavorazione dei metalli, capacità legata in parte alla loro immunità al fuoco e al calore; hanno la singolare e inquietante dote di saper imitare perfettamente le voci delle persone.

TysonModifica

Fratellastro di Percy e figlio di Poseidone. Ha l'aspetto di un ragazzo di qualche anno più grande di Percy, ma in realtà è un ciclope molto giovane. Costruisce uno scudo-orologio per Percy che lo aiuta a vincere la gara delle bighe alla fine del secondo libro. Gli stanno molto simpatiche Annabeth e Rachel, mentre inizialmente non sopporta Grover, ma poi i due diventano molto amici. Nell'ultimo libro della prima saga, aiuta Percy e il Campo Mezzosangue nella battaglia contro i Titani e viene nominato capo delle guardie dell'Olimpo. Viene descritto come un ragazzone robusto con i capelli castani corti nella prima saga e quasi stile rasta nella seconda. Il suo unico occhio è castano. Nella seconda serie, si innamora dell'arpia Ella.

PolifemoModifica

Il ciclope figlio di Poseidone anticamente accecato da Ulisse. Attualmente risiede su di un'isola nel Mare dei Mostri dove fa la sua comparsa nel secondo libro della prima serie quando Percy, Annabeth, Grover e Tyson sono alla ricerca del Vello d'oro. Viene ingannato da Percy, Annabeth, Clarisse, Tyson e Grover, che riescono a rubargli il Vello. In seguito ferisce gravemente Annabeth (che si spacciava per Nessuno), e viene risparmiato da Percy; cerca ugualmente di uccidere i protagonisti e, alla fine, si convince erroremente di aver ucciso Nessuno.

Mamma CinghiaModifica

Madre di Marmitta e Pistone; fa la sua prima comparsa a Detroit nel primo libro della seconda serie. È più alta e corpulenta dei due figli, ha capelli unti e neri, un occhio rosso e bocca e naso grossi e schiacciati. Appartiene alla tribù dei ciclopi iperborei del Nord. Ricompare successivamente nel secondo libro fra le schiere dell'esercito di Polibote.

MarmittaModifica

Fratello di Pistone; ama sentir urlare i propri prigionieri e indossa una sorta di perizoma in metallo.

PistoneModifica

Fratello di Marmitta, indossa un'ispida toga in fibra di verto. Viene distrutto insieme alla madre e al fratello da Leo.

MortaliModifica

Sally JacksonModifica

Madre di Percy Jackson e amante di Poseidone. Lavora in un negozio di dolciumi e riesce a vedere attraverso la Foschia. Ha sposato Gabe Ugliano, uomo rude, manesco e crudele, per coprire l'odore da semidio di Percy e quindi evitare che i mostri lo potessero rintracciare. Gabe verrà pietrificato dalla stessa Sally con la testa di Medusa. Successivamente Sally si fidanzerà con un professore di Percy, Paul, che le chiederà anche di sposarlo. Sally è rimasta orfana da piccola e, cresciuta da uno zio poco interessato a lei, ha sempre sognato di diventare una scrittrice. Rimane incinta di una bambina dal nuovo compagno Paul. Nonostante la vita difficile che ha avuto, ha un carattere buono, generoso e gentile verso il prossimo, soprattutto nei confronti di Percy.

Gabe UglianoModifica

Primo marito di Sally Jackson e patrigno di Percy Jackson. Direttore di un negozio di elettrodomestici, è un uomo meschino, ubriaco e manesco, dedito al poker. Spesso ruba il denaro a Percy e pare persino metta le mani addosso alla moglie; quest'ultima lo ha sposato per il suo odore terribile, con il quale ha coperto per anni l'odore di semidio di Percy per proteggerlo dai mostri. Alla fine del primo libro ne viene denunciata la scomparsa, ma in realtà è stato pietrificato dalla moglie con la testa di Medusa e venduto.

Rachel Elizabeth DareModifica

Figlia di un importante imprenditore. Percy la incontra nel terzo libro ed è un personaggio fondamentale nel quarto. Infatti, pur essendo una mortale, riesce a vedere attraverso la Foschia ed aiuta Percy a trovare il laboratorio di Dedalo all'interno del Labirinto. Nel quinto libro interrompe la sua vacanza estiva ai Caraibi per aiutare Percy nello scontro che si svolge a New York. Terminata la battaglia, Rachel va al Campo Mezzosangue con il pegaso di Percy, Blackjack, e lì scopre che il suo corpo può accogliere lo spirito di Delfi, diventando così il nuovo Oracolo. Compare inoltre nel primo e nell'ultimo libro della seconda serie e nel primo della terza. È un'artista di grande talento, ma viene obbligata a frequentare un'Accademia per Signore dal padre, con il quale aveva stretto un accordo per accorrere dagli amici durante la battaglia di New York.

Paul StockfisModifica

Insegnante di inglese e fidanzato di Sally Jackson nel quarto libro conosce Sally, la chiede in sposa e trova una scuola per Percy. Nel quinto libro partecipa parzialmente alla battaglia di Manhattan. Percy va molto d'accordo con lui.

Maria Di AngeloModifica

Madre di Nico e Bianca di Angelo. Era una mortale italiana (ma viveva a Washington D.C.), vissuta introno al 1900, che aveva la capacità di vedere attraverso la Foschia. Rifiutò la proposta di Ade di andare con i figli negli Inferi, in modo che il dio potesse proteggerli dall'ira di Zeus, causata dalla Grande Profezia. Mentre erano in un hotel, Zeus fece crollare l'edificio e lei morì, mentre Ade riuscì a proteggere Bianca e Nico. Maria fu una delle poche persone che riuscì a vedere Ade oltre l'apparenza oscura del dio ed era convinta che gli altri dei si sarebbero comportati in modo differente con lui se solo l'avessero visto come lo vedeva lei. Ade era davvero innamorato di Maria, tanto da prometterle un castello negli Inferi se avesse accettato di andare lì con i figli; la sua morte gli causò così tanto dolore che arrivò addirittura a maledire l'Oracolo, accusandolo della morte di Maria.

IsabelModifica

Ex compagna di Piper, Jason e Leo alla Scuola della Natura; si trucca in maniera esagerata e, con un gruppo di amiche, bullizza e insulta Piper (probabilmente perché invidiosa di lei) soprattutto riguardante l'origine della sua famiglia e il fatto che non abbia mai conosciuto sua madre.

Nancy BobofitModifica

Frequentava la Yancy Academy, una vecchia scuola di Percy. Cleptomane con i capelli rossi, prende spesso di mira Grover.

Thomas JeffersonModifica

Terzo presidente degli Stati Uniti, è un giudice degli Inferi, insieme a Minosse e a William Shakespeare.

Tristan McLeanModifica

Padre di Piper, viene rapito dal gigante Encelado e successivamente liberato dalla figlia e dai suoi amici nel primo libro della seconda serie. È un attore di grande successo e bellissimo aspetto, ma con una profonda e occulta tristezza interiore. Spesso racconta a Piper racconti cherokee da parte di suo nonno Tom, morto quando Piper era piccola. Ha un crollo mentale dopo la scoperta che i miti greci e romani sono reali, pertanto Piper le cancellerà la memoria. Nella terza serie perde tutto a causa della Società del Triumvirato.

Marie LevesqueModifica

Madre di Hazel, è dotata del potere della magia, del quale lei stessa non ne è a conoscenza. Pensa sempre di non possedere quello che si merita, pertanto, dopo aver richiamato a sé Plutone per sbaglio, gli chiede tutte le ricchezze della terra, incurante degli avvertimenti del dio. Alla nascita di Hazel, dopo la manifestazione della sua maledizione, inizia a venir additata come strega; anche la figlia viene malvista dalla comunità, e Marie comincia a diventare intrattabile e schietta, convinta che la colpa sia di Hazel e di Plutone. Viene posseduta da Gea, che sfrutta i poteri di Hazel per risvegliare lei e il gigante Alcione, ma Hazel, dopo una riconciliazione con la madre, riesce a riseppellire il gigante, pur uccidendo lei stessa e Marie. Una volta morta, Marie rischia i Campi della Pena, ma Hazel sacrifica il suo posto nei Campi Elisi per permetterle di andare nei Campi Asfodeli.

Emily ZhangModifica

Madre di Frank, muore in guerra in Afghanistan prima che il figlio venga condotto al Campo Giove. Aveva la capacità (poi trasmessa al figlio) di trasformarsi in qualunque animale volesse. Viene spesso descritta come una "guerriera nata".

Esperanza ValdezModifica

Madre di Leo, viene uccisa da Gea quando il figlio di Efesto era solo un bambino.

Beryl GraceModifica

Madre di Talia e Jason,era una celebre attrice negli anni Novanta che, tuttavia, gestiva male la celebrità, a tal punto da finire spesso sui giornali scandalistici. Per due volte Zeus ha una relazione con lei, nelle sue diverse forme greca e romana; dalla prima nasce Talia, dalla seconda Jason. Per placare l'ira di Giunone, lascia Jason ai Lupi di Nuova Roma, cosa che causerà una rottura tra lei e Talia, la quale scapperà di casa pochi anni dopo e non la rivedrà più fino alla sua morte avvenuta in un incidente d'auto. Appare come mania a Itaca nell'ultimo libro della seconda serie, cercando di ammaliare Jason.

Naomi SolaceModifica

Madre di Will Solace. È una cantante country e ha conosciuto Apollo ad Austin. Secondo Apollo è molto simile al figlio.

Darren KnowlesModifica

Padre di Kayla Knowles. È un coach canadese di tiro con l'arco.

Latricia LakeModifica

Madre di Austin Lake. È una professoressa di teoria musicale a Oberlin. Durante le sue lezioni è solita giocherellare con la sua collana di conchiglie.

Signor NicoliModifica

Professore d'inglese alla Yancy Academy, vecchia scuola di Percy.

Signorina KerrModifica

È la professoressa di matematica alla Yancy Academy che sostituisce la professoressa Dodds.

EddieModifica

Custode del condominio dove vive Sally Jackson. Spesso gioca a poker con Gabe Ugliano.

Entità PrimordialiModifica

GeaModifica

Dea e incarnazione della Terra, è la principale nemica della seconda serie. È responsabile della morte della madre di Leo Valdez. Viene distrutta da Leo nel quinto libro della seconda serie con l'aiuto del potere della lingua ammaliatrice di Piper e del controllo dei venti di Jason.

UranoModifica

Dio e incarnazione del Cielo, è stato il primo compagno di Gea, dalla cui unione sono nati i Titani. Venne ucciso da Crono con la sua stessa falce mentre i fratelli Iperione, Crio, Ceo e Giapeto lo tenevano fermo.

TartaroModifica

Dio e incarnazione dell'Abisso, è un essere dalla malvagità senza fine ed è stato il secondo marito di Gea, dalla cui unione sono nati i giganti; è così chiamata anche la regione sottostante gli Inferi, dove si riformano i mostri distrutti, proprio perché lì ogni cosa è parte del dio Tartaro. Disprezza i Titani, ritenendoli esseri inferiori, tant'è che fa la sua apparizione nei pressi delle Porte della Morte dopo aver distrutto proprio due di loro, Crio e Iperione, perché il Titano del Sud lo aveva involontariamente insultato; in questa circostanza si manifesta come un immenso e orrendo guerriero dalla carnagione color porpora la cui faccia è una spirale di oscurità che ruota verso il centro. Sacrificatisi per consentire a Percy e Annabeth di tornare nel mondo mortale, ucciderà anche il Titano Giapeto (Bob) e il gigante Damaseno, probabilmente destinando le loro anime a un'eternità di tortura, senza possibilità di rigenerazione.

NyxModifica

Dea e incarnazione della Notte, si presenta a Percy e Annabeth nel quarto libro della seconda serie. È una sagoma vorticosa di fumo e cenere alta più di dodici metri con enormi ali nere e occhi scintillanti come stelle; è alla guida di un gigantesco carro di ferro dello Stige trainato da possenti cavalli vampiro (Ombra e Tenebra) completamente neri eccetto le zanne d'argento. È la madre di moltissimi demoni e divinità minori legati al male e all'oscurità, fra i quali: Eris, Ipno, Geras, Thanatos e molti altri ancora.

PontoModifica

Dio e incarnazione del Mare, è il progenitore di moltissime divinità e mostri marini presenti in entrambe le saghe.

CaosModifica

L'entità primordiale dalla quale ha avuto origine ogni cosa.

TitaniModifica

Sono figli di Gea e di Urano e saranno i principali antagonisti della prima serie. Al nome di "Titani" rispondono anche alcuni figli dei Titani della prima generazione, tra i quali Atlante e Prometeo.

CronoModifica

Titano del tempo, re dei Titani e padre dei più antichi dei e dee dell'Olimpo. Alla fine della prima guerra tra dei e Titani viene sconfitto, fatto a pezzi e imprigionato nel Tartaro. Nella seconda guerra si impossessa di Luke Castellan e tenta di distruggere l'Olimpo ma viene fermato da Percy che premette alla coscienza di Luke di prendere il sopravvento abbastanza a lungo per suicidarsi insieme al Titano. Ceo, nel quarto libro della seconda serie, afferma che è rimasto ancora qualche brandello della sua essenza, ma che nemmeno il Tartaro lo può rimettere insieme. La sua forma romana è Saturno.

ReaModifica

Regina dei Titani e moglie di Crono, è la madre delle sei più antiche divinità dell'Olimpo. Dopo essere rimasta nell'ombra per centinaia di anni (durante una parte dei quali ha aperto un laboratorio di ceramica a Woodstock), si rivela ad Apollo nel primo libro della terza serie. La prima volta in cui appare ad Apollo, in sogno, ha lunghi capelli neri, un viso maturo e nobile e un sorriso amabile, indossa una veste a motivi floreali di diversi colori e un diadema con due assicelle d'oro ricurve unite da pioli d'argento; la seconda volta, invece, i suoi capelli sono intrecciati, porta un abito a fantasia batik sul quale turbinano immagini di fronde e di felci (uno dei suoi simboli), una cintura di macramè alla vita e occhiali dalle lenti colorate e ha braccia e mani ricoperte di tatuaggi all'henné. In entrambe le circostanze, porta appeso al collo il simbolo della pace. Possiede un furgoncino Volkswagen ed è "scortata" da due leoni. Dimostra una certa difficoltà nel collocare in modo esatto gli eventi nel tempo.

OceanoModifica

Titano del mare, è il Titano più antico di tutti e ha l'aspetto di un grande tritone con delle corna taurine; è alla guida di un carro trainato da un astice e al posto di una spada bandisce un serpente. Rimase neutrale nella prima guerra tra Olimpi e Titani, ma si schiera dalla parte di Crono nella seconda ed attacca Poseidone. Il dio del mare lascia che Oceano distrugga il suo palazzo per potersi unire agli altri dei nella Battaglia di New York per dare il colpo di grazia a Tifone: dopo la sconfitta di Crono, Oceano si ritira nelle profondità degli abissi.

IperioneModifica

Titano dell'Est e della luce, indossa un'armatura d'oro e ha degli occhi dorati molto brillanti e luminosi; ha un carattere molto spavaldo e arrogante e viene imprigionato in un gigantesco acero a Central Park nel quinto libro. Percy, Annabeth e Bob-Giapeto lo rincontrano nel Tartaro, nel quarto libro della seconda serie, mentre si sta riformando; la somiglianza fra i due Titani è lampante, tuttavia Percy riesce a convincere Bob che lui può essere un Titano buono e quindi distrugge il gemello dorato. Ciononostante Iperione resuscita e viene posto come guardia delle Porte della Morte insieme a Crio sul versante del Tartaro; viene distrutto da Tartaro insieme a Crio poco prima che i due si affrontassero perché il fratello aveva osato insultarlo. È il padre di Elio e Selene, i primi dei del sole e della luna, sostituiti successivamente da Apollo e Artemide per opera dei Romani.

CrioModifica

Titano del Sud e delle costellazioni, possiede un elmo con delle corna di ariete e un'armatura nera tempestata di puntini d'argento. È cupo, tenebroso e pessimista, infatti è convinto che gli tocchino sempre i compiti più noiosi e inutili. Viene sconfitto da Jason Grace nello stesso periodo della battaglia di New York. Viene rincontrato da Percy, Annabeth e Giapeto alle Porte della Morte mentre sta facendo loro la guardia insieme a Iperione; viene annientato con il fratello da Tartaro in persona dopo che lo ha insultato dandogli del "fetido abisso".

CeoModifica

Titano del Nord, fa la sua comparsa nei pressi delle Porte della Morte nel quarto libro della seconda serie. È alto più o meno come Giapeto e indossa un'elaborata armatura di ferro dello Stige adornata da un diamante incastonato al centro del pettorale, un elmo a forma di testa d'orso e una grossa spada la cui lama emana un freddo glaciale; ha un volto bello ma pieno di cicatrici di guerra e occhi e capelli color ghiaccio. È il padre della Titanide Leto, madre di Apollo e Artemide, che dal nonno hanno preso rispettivamente il sorriso e gli occhi.

GiapetoModifica

Titano dell'Ovest soprannominato “il Perforatore“, fa la sua comparsa ne "Il libro segreto: la spada di Ade". È alto circa tre metri, ha una barba incolta, dei capelli lungi, grigi e ispidi e degli occhi d‘argento. Cade nel fiume Lete in seguito alla battaglia con Percy e perde la memoria. Percy gli fa credere di essere suo alleato e di chiamarsi Bob; nel quarto libro della seconda serie Annabeth e Percy lo rincontrano nel Tartaro, venendo a sapere che, dopo averlo lasciato negli Inferi, Ade lo aveva "ingaggiato" come inserviente. Viene ucciso da Tartaro insieme a Damaseno in quanto lo avevano sfidato per salvare Percy e Annabeth e permettere loro di tornare nel mondo mortale. Giapeto stesso ammette di essere stato più felice quando non ricordava di essere un Titano, ma semplicemente Bob. Questo perché aveva avuto, nelle occasioni di quel periodo, dei veri amici e persone a cui voler bene, escludendo il tempo trascorso al servizio di Ade.

AtlanteModifica

Figlio di Giapeto e generale dell'esercito dei Titani, è costretto a sostenere il peso del cielo fino a quando Luke non lo libera all'inizio del terzo libro, anche se viene imprigionato di nuovo con uno stratagemma da Artemide e da Percy verso la fine dello stesso libro.

PrometeoModifica

Titano della preveggenza e figlio di Giapeto, compare nel quinto libro con l'aspetto di un uomo molto alto dai lunghi capelli neri legati in una coda e dal volto ricoperto da graffi; rimasto neutrale nella prima guerra tra Olimpi e Titani, si schiera dalla parte di Crono nella seconda guerra e tenta di convincere Percy ad arrendersi. Dopo la sconfitta di Crono si da' alla macchia e invia a Zeus una lettera di scuse dicendogli che tutto ciò che ha fatto era per cercare di ridurre al minimo le vittime e così via.

HeliosModifica

Titano del sole, figlio di Iperione, compare la prima volta nel terzo libro della saga "Le Sfide di Apollo".

GigantiModifica

Figli di Gea e Tartaro, sono i principali antagonisti della seconda serie. Sono altissimi e molto forti e non possono essere distrutti né da dei, né da semidei, ma solo dalla collaborazione di entrambi; ogni gigante è stato generato da Gea affinché diventasse l'opposto di ognuno dei principali dei dell‘Olimpo e prendesse il suo posto dopo averlo distrutto.

PorfirioModifica

Nemesi di Zeus/Giove, re dei giganti. È più alto e muscoloso di Encelado, ha la pelle e gli occhi bianchi come il marmo, capelli verdi intrecciati con diversi tipi di arma e zampe squamose come quelle di un drago; indossa un'armatura di bronzo e in battaglia usa una lancia. Viene fatto risorgere da Gea utilizzando la forza vitale di Era nel primo libro della seconda serie.

PoliboteModifica

Nemesi di Poseidone/Nettuno. È alto più di dieci metri, ha capelli verdi simili ad alghe nei quali si annidano serpenti e basilischi e gambe ricoperte di squame. Indossa un'armatura blu-verde e impugna un tridente e una rete da gladiatore. Come gran parte dei suoi fratelli, il suo corpo emana una specie di campo gravitazionale, inoltre il suo tocco può trasformare l'acqua in veleno. Viene sconfitto per la prima volta da Percy e dal dio Terminus nel secondo libro della seconda saga. Dopo essere tornato dal Tartaro nel quarto libro della seconda serie, viene sconfitto definitivamente da Jason e dalla dea Cimopolea nell’ultimo libro della seconda serie.

AlcioneModifica

Nemesi di Ade/Plutone. È più alto e possente del fratello Polibote ed è stato il primo gigante a essere stato creato. Ha la pelle d'oro, le squame delle gambe rosse, il cuore di diamante, il sangue di petrolio, i denti d'argento e i capelli rossi e intrecciati con pietre preziose; indossa un'armatura di maglia di platino e come arma utilizza un gigantesco scettro di ferro. Finché si trova nella terra in cui è nato è indistruttibile, ma se si sposta al di fuori di essa può essere facilmente annientato. È stato resuscitato in Alaska negli anni Quaranta da Hazel, la quale ne posticipa la rinascita totale fino agli anni Ottanta e lo distrugge definitivamente nel secondo libro della seconda serie.

EnceladoModifica

Nemesi di Atena/Minerva. È alto quasi dieci metri, è molto muscoloso, ha la pelle color bronzo, un volto rozzo, denti a sciabola, capelli intrecciati con ossa umane e gambe ricoperte da squame verdi; indossa un'armatura decorata con motivi di fiamme e usa come arma una grande lancia. È molto intelligente ed è in grado di sputare fuoco. Viene sconfitto da Jason e dal padre Giove nel primo libro della seconda serie.

Efialte e OtoModifica

Sono due giganti gemelli. Sono alti meno dei loro fratelli, circa tre metri e mezzo, e insieme formano l'anti-Dioniso/Bacco. La loro unica differenza fisica è il colore dei capelli: Efialte li ha viola e adornati da monete d'oro e d'argento mentre quelli di Oto sono verdi e intrecciati con petardi. Al posto dei piedi hanno la parte anteriore di due serpenti. Efialte è il più intelligente dei due gemelli; Oto è invece più stupido e dimostra atteggiamenti "femminili" mostrando una smisurata passione per il balletto e indossando una tiara di brillanti. Verranno entrambi sconfitti da Jason e Percy nel terzo libro della seconda serie con l'aiuto di Bacco. Ricompaiono nel quinto libro, quando vengono distrutti da Percy e Poseidone sull'Acropoli di Atene.

DamasenoModifica

Nemesi di Ares/Marte. È alto circa sei metri e ha una carnagione rosso ciliegia; il suo volto è ricoperto di ustioni e cicatrici e la sua barba e i suoi capelli color ruggine sono intrecciati con erba, foglie e fiori. Non possiede armi e indossa una maglietta di pelli di pecora a pois di cuoio verdi. Essendo l'opposto del dio della guerra, è di indole molto pacifica e ama pascolare il proprio gregge e raccogliere le erbe selvatiche. Per non aver combattuto gli dei, è stato imprigionato dai genitori in una palude del Tartaro dalla quale non può scappare per fargli capire quanto la vita che ha scelto sia patetica. Viene ucciso da Tartaro insieme a Giapeto in quanto lo avevano sfidato per salvare Percy e Annabeth e permettere loro di tornare nel mondo mortale attraverso le Porte della Morte.

ClizioModifica

Nemesi di Ecate, dea della magia. Ha una carnagione molto scura, occhi freddi e scintillanti, gambe da rettile con squame color cenere e lunghe trecce che sembrano fatte di fumo; indossa un'armatura di ferro dello Stige ed impugna una grossa spada dello stesso metallo. Il suo corpo emana una sorta di anti-Foschia, un magico fumo scuro che spegne il fuoco e reagisce a contatto con la vera Foschia e che Clizio usa per possedere i corpi di altri esseri viventi e farli parlare a suo posto. Viene messo da Gea a guardia del versante terreno delle Porte della Morte insieme alla maga Pasifae. Viene sconfitto principalmente da Hazel, anche se aiutata da tutti gli altri eroi, insieme a Ecate, che gli dà il colpo di grazia dandogli fuoco con le sue torce.

ThoonModifica

Nemesi delle tre Parche, fa la sua comparsa nel quinto e ultimo libro della seconda saga. È più piccolo rispetto ai suoi fratelli e ha capelli grigio topo, il volto rugoso e gli occhi lattiginosi di un vecchio; le scaglie delle sue zampe da drago sono bianche, indossa una semplice tunica di iuta stracciata e usa come arma una gigantesca mannaia. Viene ucciso dalle Parche alla fine dello stesso libro.

OrioneModifica

Nemesi di Apollo e Artemide, fa la sua comparsa nel quinto libro della seconda serie. Ha un volto molto bello ma sfigurato per via del fatto che gli erano stati tolti gli occhi e in seguito Efesto ne aveva costruiti un paio meccanici. Ha un arco con varie leve e carrucole e frecce dei tipi più disparati degli stessi colori dei serpenti corallo. Possiede l'abilità di camminare sull'acqua. Viene ucciso da Reyna con l'aiuto sia di Atena che di Bellona nel quinto libro della seconda serie.

IppolitoModifica

Nemesi di Ermes/Mercurio, fa la sua comparsa nel quinto libro della seconda serie. È alto circa nove metri e ha capelli neri tirati indietro con il gel e una carnagione arancione; indossa un'enorme tuta di velours e catene d'oro al collo.

MimasModifica

Nemesi di Efesto/Vulcano, fa la sua comparsa nel quinto libro della seconda serie. È alto meno di otto metri, ha capelli neri intrecciati con fili e circuiti di rame e la pelle e le zampe da drago nere; indossa un'armatura color carbone e impugna come arma un'enorme mazza. Viene ucciso da Piper e Annabeth nello stesso libro con l'aiuto indiretto di Deimos, il dio del panico.

PeriboiaModifica

Figlia di Porfirio e principessa dei giganti, fa la sua comparsa nel quinto libro della seconda serie. Viene uccisa da Piper con l'aiuto della madre Afrodite.

Altri figli di GeaModifica

NereoModifica

Figlio di Ponto e di Gea, fa la sua comparsa a San Francisco nel terzo libro della prima serie. Viene soprannominato "il Vecchio del Mare", infatti è una antica divinità marina che si presenta con l'aspetto di un vecchio grasso vestito da senzatetto con una lunga barba ingiallita. Ha il dono della preveggenza e della metamorfosi. Gli eroi spesso si recano da lui per porgergli una domanda riguardante il futuro e lui accetta di rispondere solo se l'eroe riesce a catturarlo, nonostante cambi forma più volte nel tentativo di liberarsi.

BriareoModifica

Gigante centimano, figlio di Urano e Gea, fa la sua prima comparsa ad Alcatraz, dove è tenuto prigioniero da Campe, nel quarto libro della prima serie. Percy e gli altri lo liberano e lo portano con sé nel Labirinto, ma non molto tempo dopo decide di andarsene per la paura e lo spavento subiti. Ritorna durante la "battaglia del Labirinto" al Campo Mezzosangue, riuscendo a uccidere la sua odiata guardia carceraria. Percy lo vede in lontananza dal palazzo di Poseidone nel libro successivo mentre sta combattendo contro una gigantesca aragosta.

AnteoModifica

Gigante minore nato dall'unione di Gea e Poseidone, fa la sua comparsa nel Labirinto nel quarto libro della prima saga dove viene sconfitto da Percy. Ha una pelle rosso scuro solcata di onde blu tatuate ed è alto più di quattro metri. È indistruttibile finché si trova a contatto con il terreno perché, ogni volta che viene ferito, la terra, cioè sua madre Gea, lo guarisce.

CetoModifica

Dea delle creature e dei mostri marini, figlia di Ponto e Gea. Viene esiliata ad Atlanta dagli dei dell'Olimpo per aver sostenuto insieme al fratello Forco la fazione dei Titani. Ha l'aspetto di una giovane sulla ventina con occhiali spessi, capelli neri e crespi e apparecchio sui denti.

ForcoModifica

Dio dei pericoli in mare, fratello di Ceto, è un'antichissima divinità marina padre di centinaia di mostri tra cui le Gorgoni. È esiliato all'acquario di Atlanta insieme alla sorella dove tiene una vasta gamma di pericolose creature marine, come telchini e serpenti di mare.

AigaiosModifica

Dio delle tempeste marine; viene citato da Tyson nel terzo libro della prima saga dicendo a Percy che lui è uno degli antichi spiriti marini, oltre ad Oceano, che proteggono la nave di Luke "Principessa Andromeda" dalla furia di Poseidone.

GegeneesModifica

Mostri nati dalla terra alti circa due metri che hanno sei braccia ciascuno e indossano un semplice perizoma di pelle; fanno la loro prima comparsa nel primo libro della seconda serie sul monte Diablo, dove Encelado tiene prigioniero il padre di Piper. Nell'antichità abitavano sul monte dell'Orso, in Grecia, e vennero combattuti da Giasone, per il quale nutrono ancora un forte odio. Vengono chiamati anche Figli della Terra.

KarpoiModifica

Spiriti dei cereali e dei frutti che fanno la loro comparsa nel secondo libro della seconda serie. Hanno le dimensioni di neonati grassocci, possiedono ali secche e fragilii, capelli bianchi, occhi verdi senza pupille e canini appuntiti. Sono solitamente molto aggressivi e, se arrabbiati, possono essere micidiali. Vengono nominati Frumento, Orzo, Sorgo, Miglio e Avena, ma ce ne sono molti altri. Nel primo libro della terza saga, Meg McCaffrey (figlia di Demetra) evoca un karpos di nome Pesca, in quanto originatosi proprio da una grande quantità di questo tipo di frutta.

Numina montanumModifica

Dei della montagna; fanno la loro comparsa all'inizio del quarto libro della seconda serie sugli Appennini mentre stanno cercando di impedire alla Argo II di valicarli. Hanno la carnagione scura come il basalto e indossano delle semplici tuniche bianche; sono alti sei metri e portano i capelli incolti e una lunga barba bianca. Sono la forma romana degli Ourea.

GeminiModifica

Creature per metà umane e per metà serpente: fanno la loro comparsa ad Atene nel quinto libro della seconda saga. Stando alle parole del loro re, essi sono rettili intolleranti al lattosio.

CecropeModifica

Primo ed eterno re di Atene. Questo geminus fa la sua comparsa nell'ultimo libro della seconda serie. Fu colui che fece da giudice nella disputa tra Atena e Poseidone e scelse la dea della saggezza come patrona della città. Si presenta ai semidei della Argo II impugnando un bastone terminante con un gioiello verde in una mano e un vassoio con una cloche d'argento nell'altra: al suo interno si scopre esserci un ciambellone. Ha occhi neri imperscrutabili.

Personaggi mitologiciModifica

CirceModifica

Figlia di Elio, è una maga immortale che trasforma tutti gli uomini che approdano sulla sua isola in porcellini d'India. Percy e Annabeth la incontrano nel Mare dei Mostri nel secondo libro della prima serie. Cerca di trasformare Percy in un porcellino d'India per sempre e tenere Annabeth con sé, ma viene sconfitta dalla ragazza.

TantaloModifica

Prigioniero degli Inferi numero 0001 che diventa direttore delle attività del Campo Mezzosangue nel secondo libro della prima serie. Ha un carattere folle e sadico. È finito nei Campi della Pena poiché uccise suo figlio per servirne la carne agli dei. Sembra avercela in particolare con Percy e Tyson; dopo che Chirone torna come direttore, viene rimandato a scontare la sua pena eterna.

SisifoModifica

Condannato a far rotolare un masso per l'eternità per aver imbrogliato e incatenato Thanatos, la Morte stessa; Percy, Talia e Nico lo incontrano nei Campi della Pena (Inferi) ne "Il libro segreto: la spada di Ade" mentre sono alla ricerca della spada di Ade.

AchilleModifica

Figlio di Teti, fa la sua comparsa sotto forma di spirito nell'ultimo libro della prima serie quando, sulle rive dello Stige, tenta di convincere Percy a non rendersi indistruttibile.

MedeaModifica

Risorge nel primo libro della seconda serie e sarà uno dei principali antagonisti. Ha lunghi capelli neri e unghie smaltate di rosso. Ha un centro commerciale, dove vende pozioni magiche, veleni, armi, attrezzature magiche e abbigliamento per uomini e donne. Possiede una lingua ammaliatrice superiore anche a quella di Piper. È in parte responsabile del risveglio di Gea. Riappare nel terzo libro della terza serie, dove si allea con l'imperatore Caligola e tenta di trasformarlo in un nuovo dio del sole sfruttando i poteri residui del Titano Helios e di Apollo. Piper la uccide con il proprio pugnale.

MidaModifica

Risorge nel primo libro della seconda serie. Tutto quello che tocca si trasforma in oro e l'unico modo per ritornare normali è stare sotto l'acqua corrente per un po' di tempo. Ha due figli: Litierse, spadaccino molto abile soprannominato "Mietitore di uomini" e Zoe, che ha trasformato in una statua d'oro. Quando Jason, Leo e Piper capitano in casa sua, cerca di trasformarli in oro ma viene sconfitto da Jason che fa tornare in sé le persone da lui trasformate in oro.

PasifaeModifica

Maga immortale che compare nel quarto libro della seconda serie. È figlia di Elio, sorella di Circe e moglie di Minosse, antico re di Creta. Viene posta da Gea, insieme al gigante Clizio, a guardia delle Porte della Morte sul loro versante nel mondo mortale; prima di essere sconfitta dalla magia di Hazel, riesce a ricreare il Labirinto una volta appartenuto a Dedalo: nonostante fosse collegato alla forza vitale del figlio di Atena, fu Pasifae a infondere in esso una propria vita magica.

MinosseModifica

Figlio di Zeus e giudice degli Inferi, era il più acerrimo nemico di Dedalo, padre di Arianna e marito di Pasifae; non avendo offerto i giusti tributi agli dei, sua moglie venne maledetta e costretta a concepire un figlio con il toro preferito di Minosse, dando così vita al Minotauro. È presente nel quarto libro della prima serie. Quando si presenta, seppure come fantasma, in forma visibile, ha l'aspetto di un uomo alto, vestito di bianco, con una sottile corona d'oro sulla testa. Cerca di sfruttare Nico, accecato dal desiderio di riportare in vita Bianca, fingendo di aiutarlo a resuscitare la sorella quando, in realtà, vuoel lui stesso tornare in vita. Muore definitivamente durante lo scontro con Luke nel Labirinto.

AriannaModifica

Principessa di Creta e figlia di Minosse e Pasifae; era profondamente innamorata di Teseo ma quando lui la abbandonò su un'isola deserta e Dioniso la trovò, si affidò alle cure del dio e ne divenne la sposa immortale. Fa la sua comparsa sull'Olimpo nel terzo libro della prima serie mentre balla felicemente con il marito. Quando era ancora mortale, come Rachel e la madre di Percy, possedeva la capacità di vedere attraverso la Foschia, abilità che usò per guidare Teseo nel Labirinto.

LicaoneModifica

Antico e immortale sovrano dell'Arcadia, fa la sua comparsa nel primo libro della seconda serie. Nella sua forma umana, ha un fisico muscoloso, capelli neri e ispidi, occhi rossi e malvagi e denti molto appuntiti; indossa delle pellice sbrindellate di diversi animali. Venne trasformato da Zeus nel primo licantropo quando lo invitò a un banchetto nel suo palazzo e, per verificare che fosse veramente il dio del cielo, gli offrì per cena della carne umana: Zeus si offese profondamente perciò uccise tutti i suoi cinquanta figli e trasformò Licaone nel re dei lupi. Non può essere ferito da armi d'acciaio, bronzo celeste o oro imperiale, ma solo d'argento.

Rea SilviaModifica

Madre di Romolo e Remo, resa immortale dal dio Tiberino che ne ha fatto la sua compagna, compare a Roma nel terzo libro della seconda serie; come il marito, ha un look in stile anni Cinquanta, tanto che Annabeth la scambia per Audrey Hepburne.

AntinooModifica

Re dei Proci, fa la sua comparsa nel quinto libro della seconda serie.

EurimacoModifica

Uno dei Proci che fa la sua apparizione nell'ultimo libro della seconda saga.

IrosModifica

Vecchio mendicante e messaggero dei Proci per il quale viene scambiato Jason, occultato e travestito magicamente, nel quinto libro della seconda serie.

AgamedeModifica

Figlio di re Ergino e fratellastro di Trofonio, che lo decapitò per evitare di essere scoperto dopo aver fatto razzia nella camera di re Irieo. Appare nel secondo libro della terza serie come uno spettro arancione che fluttua a mezz'aria e dal cui collo reciso continua a grondare sangue spettrale.

EmiteaModifica

Creature mitologicheModifica

BlackjackModifica

Pegaso di colore nero (nonostante venga presentato all'inizio come una giumenta) che in principio apparteneva a Luke Castellan. Nel secondo libro viene liberato da Percy e, in seguito, risiederà nel Campo Mezzosangue e diventerà amico di Percy, facendogli spesso da cavalcatura.

Signora O'LearyModifica

L'unico segugio infernale buono esistente. Fu addestrata da Dedalo e dopo la sua morte venne affidata a Percy (durante le assenze di Percy se ne prendeva cura Beckendorf). Compare per la prima volta nel quarto libro. Aiuta Percy anche nell'Ultima Battaglia. Essendo una creatura degli Inferi può viaggiare attraverso l'ombra come Nico, ma questo le costa molte energie; salva Chirone dalle macerie di un palazzo per ordine di Percy durante la battaglia di New York.

ScipioneModifica

Pegaso appartenuto a Reyna; accompagna la padrona nel viaggio verso la Grecia, restando sfinito e ferito mortalmente. Reyna, per porre fine alle sue sofferenze, è costretta a ucciderlo.

OfiotauroModifica

Un essere metà mucca metà serpente che fa la sua comparsa nel terzo libro della prima serie e che viene soprannominato "Bessie" da Percy, che inizialmente pensava fosse femmina, ma poi Grover scopre che si tratta di un maschio. Una profezia, annunciata migliaia di anni fa dalle Parche, afferma che chiunque ucciderà l'Ofiotauro e ne brucerà le viscere otterrà il potere di distruggere gli dei dell'Olimpo. Bessie viene salvato dalla rete di un peschereccio da Percy e, a differenza di molti mostri, è molto docile e mansueto. È stato l'oggetto della cerca di Artemide, la quale voleva impedire che fosse catturato dall'Esercito di Crono. Viene poi salvato e portato al sicuro sull'Olimpo dove viene messo in un acquario costruito da Efesto e Poseidone.

ArionModifica

L'immortale cavallo più veloce del mondo, figlio di Poseidone e Demetra. Fa la sua comparsa nel secondo libro della seconda serie, anche se si mostra per la prima volta ad Hazel negli anni Quaranta. Ha un manto color miele e la criniera nera, si nutre d'oro, ha un linguaggio (mentale) molto rude e un carattere scorbutico.

LupaModifica

Dea e Madre di tutti i Lupi, è l'immortale animale sacro di Roma che allattò Romolo e Remo. È una sorta di "controparte" di Chirone per quanto riguarda l'addestramento dei mezzosangue: lei prepara i semidei romani, lui quelli greci. È una gigantesca belva dalla pelliccia rosso mattone e, benché non parli usando la voce, utilizza un metodo di comunicazione altrettanto efficace usando orecchie, labbra, baffi e occhi. Fa la sua comparsa in un sogno di Jason nel primo libro della seconda serie. Nel secondo libro tenta di rallentare, insieme al suo branco di lupi grigi, l'avanzata dell'armata di mostri guidata da Polibote contro il Campo Giove.

PegasoModifica

Il primo ed immortale signore dei cavalli, fa la sua comparsa nel quinto libro della seconda serie. Il suo manto è di un marrone caldo, screziato di rosso e oro attorno al muso. Le ali sono di più colori: oro, bianco, marrone e ruggine. La sua forza vitale collega tutti i pegasi, per cui se lui viene ferito, tutti i cavalli alati sentono il suo dolore.

IppocampiModifica

Esseri che sono cavalli nella parte superiore e pesci in quella inferiore.

Cinghiale di ErimantoModifica

Un enorme cinghiale alto quasi dieci metri che fa la sua comparsa nel terzo libro della prima serie.

IppogalliModifica

Creature molto rare, allevate nel ranch di Gerione, sono cavalli nella parte anteriore e galli in quella posteriore. Depongono le uova solo una volta all'anno. Fanno la loro comparsa nel quarto libro della prima serie.

AmalteaModifica

Capra magica sacra a Zeus che fa la sua apparizione in "Eroi dell'Olimpo: il libro segreto" ne "Il diario di Luke Castellan". Le sue corna sono ritorte, il suo pelo grigio e arruffato, occhi color ambra e un collare bronzeo al collo.

CentauriModifica

I centauri sono esseri con la parte anteriore umana e quella posteriore da cavallo. Esistono due specie diverse di centauri: una è mite, mansueta e dall'intelligenza umana, mentre l'altra è rozza e animalesca e si distingue dall'altra, nell'aspetto esteriore, dalla presenza di corna taurine sulla testa. La prima volta in cui degli esemplari di quest'ultima specie fanno la loro comparsa è nel secondo libro della seconda serie, dove ne compaiono un gran numero nell'armata di Polibote da lui guidata contro il Campo Giove.

ChironeModifica

Figlio di Crono, è il direttore delle attività del Campo Mezzosangue. Durante la prima media di Percy si era spacciato per il suo professore di latino. Gli piace molto la musica di Dean Martin. Per mascherare la sua natura va in giro su di una sedia a rotelle, dove riesce magicamente ad incastrare la sua parte equina. Dopo l'avvelenamento del pino di Talia viene cacciato dal Campo, ma verrà reintegrato alla fine del secondo libro.

IttiocentauriModifica

Gli ittiocentauri sono creature marine molto simili a centauri e si differiscono da loro per il fatto che hanno una diversa carnagione (nella parte umana) e il loro corpo, invece che con la parte posteriore di un cavallo, termina con una lunga coda di pesce con una pinna caudale color arcobaleno; sulla testa hanno un paio di chele di aragosta a mo' di corna.

AphrosModifica

Un insegnante nel campo di addestramento sottomarino per sirene e tritoni dal nome impronunciabile, è un ittiocentauro blu molto grosso, alto e muscoloso e sulla schiena porta una gigantesca spada; nonostante il suo aspetto rude e minaccioso, insegna poesia, musica, psicologia, economia domestica e altre materie del genere.

BythosModifica

Fratello di Aphros, è magro e di colore verde, porta la barba castana incolta e i lunghi capelli tenuti all'indietro da una bandana; come il fratello, addesta tritoni e sirene nel loro campo sottomarino e, nonostante incuta molto meno timore di Aphros, è lui ad insegnare combattimento.

MostriModifica

I mostri sono proprio quelli della mitologia greca. Benché vengano sconfitti, non muoiono mai (dopo anni vengono rigenerati nelle profondità primordiali del Tartaro) e a distanza di tempo tornano a cacciare i semidei.

ArgoModifica

Capo della sicurezza del Campo Mezzosangue, ha l'aspetto di un comune ragazzo biondo solo che ha moltissimi occhi sparsi per tutto il corpo.

Le GraieModifica

Tre orribili donne soprannominate "le Sorelle Grigie" con un solo dente e un solo occhio che condividono a turno. Fanno la loro comparsa a New York nel secondo libro della prima serie e si chiamano Vespa, Rabbia e Tempesta. Sono molto sagge e bisticciano spesso fra di loro; guidano il Cocchio della Dannazione che si presenta come un taxi fatto di fumo.

MedusaModifica

Una Gorgone il cui sguardo trasforma in pietra ogni forma di vita la guardi negli occhi; ha dei serpenti al posto dei capelli. È la titolare del negozio Da zia Em, l'emporio dei nanetti da giardino finché non viene uccisa da Percy nel primo libro della prima serie.

StenoModifica

Una delle Gorgoni, ha zampe da gallina, zanne agli angoli della bocca, occhi rossi, una corporatura un po' grassottella, ali da pipistrello e delle vipere verdi come capelli. Era stata dimenticata e distrutta, ma Gea riesce a riportarla in vita dopo millenni insieme ad Euriale nel secondo libro della seconda serie.

EurialeModifica

Un'altra delle tre Gorgoni, è perfettamente identica alla sorella Steno, tranne per il fatto che i suoi capelli sono dei serpenti corallo. Appare nel secondo libro della seconda saga.

MinotauroModifica

Metà uomo, metà toro, compare nel primo e nel quinto libro ed entrambe le volte viene sconfitto da Percy. Venne concepito dalla regina di Creta Pasifae perché fu maledetta e costretta a innamorarsi del toro preferito dal marito Minosse.

EchidnaModifica

Un mostro il cui corpo di donna termina con una coda di serpente al posto delle gambe; è la moglie di Tifone e fa la sua comparsa nel primo libro della prima serie.

ChimeraModifica

Un mostro con la testa di leone, il corpo di capra e un serpente velenoso al posto della coda; fa la sua comparsa insieme alla madre Echidna nel primo libro della prima serie.

CerberoModifica

Il cane a tre teste che sorveglia la porta dell'Ade; fa la sua comparsa nel primo libro della prima serie ma riappare più volte anche in altri libri.

ProcusteModifica

Gigante e titolare del negozio Da Crusty, la reggia del materasso ad acqua. Uccide i malcapitati che gli capitano a tiro quando provano i suoi materassi: se sono troppo corti li "stira" a morte, se sono troppo lunghi taglia le parti del corpo che sporgono dal materasso. Viene sconfitto da Percy che, con un inganno, lo decapita.

Uccelli del lago StinfaloModifica

Volatili grossi come piccioni con penne e becco di bronzo che si nutrono di carne umana; sacri al dio Ares, attaccano durante la corsa con le bighe del secondo libro della prima serie.

IdraModifica

Un mostro che sputa veleno con nove teste a forma di serpente e lunghi artigli; fa la sua comparsa nel secondo libro della prima serie.

Agrio e OricoModifica

Due fratelli metà umani metà orsi che fanno la loro comparsa nel secondo libro della prima serie. Nell'antichità la dea Afrodite ordinò ad una giovane fanciulla di innamorarsi, ma ella, per salvarsi, chiese aiuto alla dea Artemide. La dea la protesse, facendola diventare una Cacciatrice. Ma Afrodite si vendicò di Artemide facendo innamorare la fanciulla di un orso; la dea Artemide, rimasta disgustata, abbandonò la ragazza al suo destino ed ella partorì i due gemelli.

Mr ThornModifica

Una manticora che si infiltra come vicepreside nella scuola di Bianca e Nico Di Angelo; viene sconfitto da Dioniso su preghiera di Percy nel terzo libro della prima serie. Nella sua vera forma ha l'aspetto di un gigantesco leone con il volto umano e una coda coriacea da scorpione che scaglia degli aculei velenosi.

LadoneModifica

Drago con cento teste che fa la guardia al giardino delle Esperidi; è il responsabile della morte di Zoe Nightshade.

DraceneModifica

Donne con due code di serpente al posto delle gambe. Provengono dalla Scizia.

Scrofa di CrommioneModifica

Un enorme maiale rosa con gigantesche ali da fenicottero che viene sguinzagliato a New York dall'esercito di Crono contro i semidei del Campo Mezzosangue nell'ultimo libro della prima serie.

TelchiniModifica

Mostri primordiali abili nella metallurgia; nell'antichità forgiarono il tridente di Poseidone e la falce di Crono. Somigliano a delle foche marine con il muso di cane e fanno la loro comparsa nel quarto libro della prima serie.

IperboreiModifica

Giganti provenienti dal nord e di colore blu. Possono congelare le persone.

GerioneModifica

Gestore del ranch tre G. Ha tre toraci e tre cuori, una sola testa, due braccia che spuntano dai corpi esterni e quattro ascelle. Viene distrutto da Percy nel quarto libro della prima serie. Percy lo vede una seconda volta mentre si trova nel Tartaro, nel quarto libro della seconda serie.

OrtroModifica

Cane a due teste appartenente ad Euristeo, fa la sua comparsa nel quarto libro della prima serie. Ha l'aspetto di un comune levriero dal manto marrone solo che è bicefalo.

CampeModifica

Custode nel Tartaro dei giganti centimani, fra cui Briareo. Ha dei serpenti al posto dei capelli e la parte inferiore di drago. Nel punto di congiunzione dei due corpi spuntano teste di animali. Combatte con due scimitarre velenose e parla in una lingua antichissima, che Tyson riesce, essendo un ciclope, a comprendere. Viene sconfitta e distrutta da Briareo, il gigante centimano, durante la “battaglia del Labirinto" nel Campo Mezzosangue.

TifoneModifica

Il gigante della tempesta, padre di tutti i mostri e marito di Echidna, viene considerato da Ermes come il peggior nemico degli Olimpi. Viene sconfitto dagli dei (in particolare da Poseidone), incatenato dai ciclopi e imprigionato nel Tartaro alla fine della prima serie; la sua distruzione, alla fine dell'ultimo libro della prima serie, libera un'immane quantità di spiriti del vento, suscitando l'ira di Eolo che, non potendo prendersela con gli dei, s'infuria con i semidei.

Segugi infernaliModifica

Mostri dalla forma di enormi mastini neri dagli occhi infuocati. Essendo creature degli Inferi, possono viaggiare nell'ombra, anche se questo costa loro un notevole dispendio di energia.

Leone NemeoModifica

Mostro dalla pelle invulnerabile. Compare nel primo libro della prima serie, quando Percy guarda fuori dal finestrino dell'autobus ma non lo riconosce. Fa la sua vera comparsa nel terzo libro quando viene sconfitto da Percy e dalle Cacciatrici.

Scilla e CariddiModifica

Due gigantesche e mostruose creature che fanno la guardia al Mare dei Mostri.

SireneModifica

Mostri marini che fanno la loro comparsa nel secondo libro della prima serie; hanno l'aspetto di grossi avvoltoi con delle facce umane che cambiano in continuazione.

GrifoniModifica

Mostri volanti con le zampe inferiori e le ali di un'aquila e le zampe anteriori di un leone presenti nel secondo libro della seconda serie. Le loro uova sono fatte d'oro massiccio.

AracneModifica

Signora dei ragni e peggiore nemica di Atena e dei suoi figli, venne trasformata in un enorme ragno dalla dea della saggezza per la sua superbia. Fa la sua comparsa nel terzo libro della seconda serie dove sprofonda nel Tartaro per mano di Annabeth e Percy quando recuperano l'Athena Partenos. Nonostante la caduta, come Percy e Annabeth, riesce a sopravvivere, ma viene subito distrutta da Percy con un colpo di spada.

CatoblepaModifica

Mostri provenienti dall'Africa che sono stati inavvertitamente "importati" nell'antichità a Venezia; sono simili a mucche e fanno la loro comparsa nel quarto libro della seconda serie.

CercopiModifica

Passalo e Acmone, due nani simili a scimpanzé che fanno la loro comparsa a Bologna nel quarto libro della seconda saga. Sono molto dispettosi e amano rubare oggetti luccicanti per ammassarli nel loro tesoro.

CinocefaliModifica

Un rozzo e mostruoso popolo di esseri dal corpo umano e dalla testa da cane, fanno la loro comparsa nel quinto libro della seconda serie.

PitoneModifica

Un serpente gigantesco e immortale che fa la sua apparizione a Delo nel primo libro della terza saga. È il peggior nemico di Apollo.

LeucrotteModifica

Creature mostruose che hanno un corpo leonino dal manto color ruggine, occhi rossi, zoccoli di cavallo al posto zampe e una coda da bue. La testa è la via di mezzo di quella di un lupo e un cavallo, il muso è allungato e le labbra sono nere e simili a quelle umane. Al posto delle zanne hanno massicce placche ossee a forma di U. Sono in grado di imitare perfettamente la voce umana; Talia e Luke ne incontrano tre nella casa di Halcyon Green ne "Il diario di Luke Castellan" prima che i due incontrino Annabeth, quando ancora non avevano raggiunto il Campo Mezzosangue.

CacoModifica

Un gigante figlio di Efesto che Percy e Annabeth incontrano in "Eroi dell'Olimpo: il libro segreto" a New York. Alto circa tre metri, è in grado di sputare fuoco ed è riuscito a rubare momentaneamente il bastone di Ermes, il caduceo. Ha lunghi capelli ricci e rossi, lentiggini, pelle chiara, naso all'insù e due grandi occhi.

LamiaModifica

Malvagia regina del passato figlia di Ecate che fa la sua comparsa in "Eroi dell'Olimpo: il libro segreto".

BlemmiModifica

Mostri dalla forma umanoide, ma senza testa dato che il volto è posto al centro del torace. Sono estremamente educati e alquanto stupidi. Compaiono nel secondo libro della terza serie.

pandaiModifica

I pandai sono degli umanoidi provenienti dall India.Hanno orecchie gigantesche,otto dita a mani e piedi e la faccia ricoperta da peluria che si scurisce con l età.Compaiono nel terzo libro della terza serie Dove servono l imperatore Caligola

DemoniModifica

I demoni sono spiriti immortali simili, più o meno, a degli dei minori: alcuni hanno un aspetto mostruoso, altri delle sembianze più umane.

CaronteModifica

Demone traghettatore dell'Ade, nel mondo mortale ha l'aspetto di un uomo di carnagione scura con capelli biondi ossigenati e un costoso abito di seta indosso, negli Inferi quello di uno scheletro con un mantello nero.

Le EmpuseModifica

Demoni femminili simili a vampiri; sono le ancelle di Ecate, dea della magia. Sono state create con la magia oscura fondendo spettri, animali e bronzo, tant'è che hanno una gamba da asino e una di metallo, capelli infuocati, artigli e zanne affilate. Hanno la capacità di cambiare aspetto e sono abili nel manipolare la Foschia e nell'usare la lingua ammaliatrice; sono persino in grado di percepire le proiezioni dei semidei mentre sognano, come avviene nel quarto libro della prima serie, quando Kelli riesce a vedere e a strappare Percy dal suo sogno, durante il quale si era proiettato sulla nave Andromeda e nel palazzo del monte Otri. Sono presenti a partire dal quarto libro della prima serie.

KelliModifica

Un'Empusa di mille anni, una fra le più anziane e potenti; fa la sua comparsa nel quarto libro della prima serie, dove assiste Luke (cercando spesso di sedurlo inutilmente). Travestita da cheerleader cerca di attaccare Percy e Racheal nella loro nuova scuola, in seguito nuovamente di uccidere il semidio, ma viene uccisa da Annabeth. Nella seconda saga Percy e Annabeth la incontrano nel Tartaro, dove sta cercando un modo per tornare in vita; tuttavia, è nuovamente sconfitta dai due semidei.

SerefoneModifica

Una delle cinque Empuse che Percy e Annabeth incontrano nel Tartaro; viene uccisa da Kelli perché tenta di toglierle il comando.

Le FurieModifica

Spiriti della vendetta; sono serve di Ade e si occupano delle torture dei Campi della Pena. Nel primo libro della prima serie vanno, per conto del loro padrone, alla ricerca del suo elmo dell'oscurità, rubato da Luke Castellan. I loro nomi sono Alecto, Tisifone e Megera. Possono assumere diverse forme ma di solito si mostrano come delle orribili vecchie con ali di pipistrello e lunghi artigli armate di fruste infuocate. Una di loro, Alecto, assunse le sembianze di una mortale per infiltrarsi nella scuola di Percy come insegnante di matematica e tenerlo sotto osservazione; venne inoltre mandata da Ade nell'Hotel Lotus, sotto l'aspetto di un avvocato, per liberare Bianca e Nico di Angelo.

Le KeresModifica

Spiriti dei campi di battaglia, delle malattie e delle pestilenze; si nutrono di morti violente e fanno la loro comparsa negli Inferi ne "Il libro segreto: la spada di Ade". Hanno l'aspetto in parte di donne umanoidi e in parte di pipistrelli, infatti sono ricoperte da una pelliccia grigia e hanno zanne affilate, occhi sporgenti, braccia raggrinzite, ali di pelle e artigli taglienti al posto delle mani.

Le AraiModifica

Spiriti delle maledizioni; sono figlie di Nyx e assomigliano moltissimo alle Furie. Fanno la loro comparsa nel Tartaro nel quarto libro della seconda serie. Sono molto pericolose e ogni volta che se ne uccide una, il suo assassino subisce una maledizione. Hanno l'aspetto di vecchie avvizzite, vestite con uno stracciato abito di seta nero, con ali da pipistrello, artigli di bronzo e occhi rossi.

OggettiModifica

Alcuni importanti oggetti che avranno un ruolo importante nelle imprese di Percy e dei suoi amici.

Vortice (Anaklusmos)Modifica

È la spada di Percy. È mimetizzata in una penna, ma una volta tolto il cappuccio diventa un'arma di circa novanta centimetri, che se viene persa riappare in tasca. Il suo nome in greco antico significa "corrente improvvisa". È stata donata da Zoe, figlia di Atlante e successivamente Cacciatrice di Artemide, a Ercole. Nel quarto libro della seconda serie, Annabeth scopre che il tappo della penna, se posato sul pomo della spada, la riporta alla forma di penna per poter scrivere.

ViperaModifica

Spada di Luke in parte di acciaio e in parte di bronzo celeste che si rivela successivamente essere la falce di Crono.

Cappello degli Yankees di AnnabethModifica

Un capello che rende invisibili, dono di sua madre Atena. Perde il suo potere nel terzo libro della seconda serie dopo la lite con la madre nelle sembianze di Minerva, potere che riacquista nel secondo racconto crossover fra le serie di Percy Jackson e dei fratelli Kane quando Annabeth aiuta Sadie a sconfiggere il dio Serapide.

Flauto di PanModifica

Usato da Grover. Se suonato può fare magie legate alle piante e alla natura, ma Grover è un pessimo suonatore.

Scudo di TysonModifica

Che dopo averlo creato lo regalerà a Percy. È un orologio da polso che se premuto crea uno scudo magico. Viene usato da Percy per salvare Tyson da Campe.

Pelle di NemeoModifica

Una pelle resistentissima, antiproiettile e leggerissima. La indosserà Percy, che poi nel terzo libro la userà come sacrificio per suo padre per fare in modo che Grover e Bessie (Ofiotauro) raggiungano il Campo Mezzosangue.

Vello d'oroModifica

Pelle magica di un ariete custodita sull'isola di Polifemo. Viene cercata e trovata per guarire il pino del Campo e fa resuscitare Talia.

Fischietto della Signora O'LearyModifica

Viene usato nel quarto libro della prima serie. È fatto di ghiaccio dello Stige e serve a richiamare il segugio infernale di nome Signora O'Leary, ma può essere usato una volta sola. Inoltre, come Vortice, non si può perdere a meno che non se ne abbia il desiderio.

Vaso di PandoraModifica

Un contenitore magico al cui interno si trovavano tutti i mali dell'umanità e, secondo Prometeo, la prima Empusa; viene dato a Percy dal Titano della preveggenza nell'ultimo libro della prima serie dicendogli di aprirlo, facendone fuoriuscire lo spirito della speranza, se avesse deciso di arrendersi. Percy, per non cadere in tentazione, decide di donarlo a sua volta alla dea Estia.

Filo di AriannaModifica

Usato dall'esercito di mosti di Crono per orientarsi nel labirinto. Sarà preso dagli eroi quando uccideranno Campe nel quarto libro.

KatoptrisModifica

Pugnale appartenuto ad Elena di Troia ed ora a Piper McLean; il suo nome "specchio" è dovuto all'unico utilizzo che ne faceva essa, che appunto lo utilizzava come specchio. Il tipo di lama di questo pugnale si chiama "parazonio": aveva una funzione soprattutto cerimoniale e veniva portato dagli alti ufficiali dell'esercito greco. Questo pugnale in particolare era uno dei regali di nozze di Menelao per la moglie Elena. Nel terzo libro della seconda serie si scopre che Katoptris ha il potere di visualizzare accadimenti presenti e futuri.

CornucopiaModifica

Un oggetto magico ricavato dal corno del dio fluviale Acheloo che può creare dal nulla ogni sorta di cibo o bevanda.

Libri SibilliniModifica

Raccolta di profezie in rima scritte in greco; il re Tarquinio il Superbo li comprò dalla profetessa Sibilla ed era solito consultarli nei momenti di grave pericolo.

Sfere di ArchimedeModifica

Sofisticati globi magici di metallo progettati anticamente dal grande inventore greco che erano in grado di fare pressoché ogni cosa. Hazel, Frank e Leo ne trovano diverse a Roma ma il figlio di Efesto riesce a salvarne solo una, che installerà sulla Argo II per potenziarla, insieme a una copia del libro perduto di Archimede "Sulla Costruzione delle Sfere".

Scettro di DioclezianoModifica

Bastone d'avorio sormontato da una sfera scura di marmo levigato incastonata sul dorso di tre aquile d'oro. È un oggetto magico molto potente che ha il potere di evocare gli spiriti delle legioni romane purché in vita fossero pagani; le legioni dei morti possono essere evocate soltanto da un figlio degli Inferi ma solo un ufficiale di Roma può guidarle. Viene distrutto accidentalmente nel quinto libro della seconda serie da Nico Di Angelo ma, stando alle parole di Ade, egli non deve sentirsi in colpa per questo perché, per essere un cimelio così antico, è già di per sé sorprendente che sia stato possibile utilizzarlo ben due volte.

Freccia di DodonaModifica

Manufatto magico parlante realizzato con il legno delle querce del bosco sacro a Rea. È presente nel primo libro della terza serie e la sua voce può essere udita soltanto da Apollo, reso mortale dal padre Zeus.

Armi divineModifica

Folgore di ZeusModifica

È il simbolo di potere del re degli dei e ha un potere immenso. È un cilindro di bronzo celeste coronato alle due estremità di potentissimi esplosivi. Viene rubata da Luke nel primo libro ma ritrovata da Percy che la restituisce al suo proprietario prima che scateni una guerra tra divinità.

Tridente di PoseidoneModifica

È il simbolo di potere del dio del mare ed è una potentissima arma di bronzo celeste costruita per lui dai Ciclopi.

Spada di AdeModifica

Appartenente al dio degli Inferi, è una lama di ferro nero dello Stige decorata con incisioni d'argento nella cui elsa è incastonata una delle chiavi d'oro di Ade, la quale dà all'arma il potere di far risorgere i morti o i prigionieri del Tartaro, oppure quello di uccidere qualunque creatura vivente con un semplice tocco.

Elmo dell'oscuritàModifica

È il simbolo di potere di Ade costruito per lui dai Ciclopi. È un elaborato elmo da guerra di bronzo celeste che ha la capacità di rendere chiunque lo indossi impossibile da vedere, sentire o toccare: può essere usato per trasformarsi in un'ombra o passare attraverso gli oggetti; esso inoltre può irradiare una paura così intensa da portare gli uomini che ne sono esposti alla pazzia o addirittura alla morte. Viene rubato da Luke nel primo libro e viene riconsegnato al suo proprietario da una Furia grazie a Percy.

Falce di CronoModifica

È l'arma con la quale il re dei Titani distrusse suo padre Urano e che venne usata da i suoi stessi figli (Zeus, Poseidone e Ade) per il medesimo scopo; la sua lama è per metà di acciaio e per metà di bronzo celeste, rendendola capace di ferire e uccidere sia esseri umani sia mostri. È stata forgiata dai Telchini. Prima che Crono prendesse possesso del corpo di Luke, aveva concesso al figlio di Ermes la sua arma sotto forma di una spada, da lui soprannominata "Vipera".

CaduceoModifica

Bastone con due ali e due serpenti attorcigliati lungo l'asta, è l'arma del dio Ermes; i due serpenti, che possono prendere vita, si chiamano George e Martha e spesso litigano fra di loro.

TirsoModifica

Un'asta ricoperta di tralci di vite culminante con una pigna; è l'arma del dio romano Bacco e viene da lui usata per dare il colpo di grazia a Efialte e Oto nel terzo libro della seconda serie. Anche le Menadi, seguaci del dio, possiedono armi del genere.

NoteModifica

  1. ^ Stando però a quanto rivelato nel diario di Luke Castellan, Talia ottenne l'egida nella casa di Halcyon Green, poco tempo prima di incontrare Annabeth.

Voci correlateModifica