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Uno dei Lamassu dal palazzo di Khorsabad del Louvre (713-707 a.C. ca.) Visione laterale.
Lamassu dal palazzo di Khorsabad, Louvre (713-707 a.C. ca.) Visione frontale.

Il lamassu (cuneiforme: ūíÄ≠ūíÜó, AN.KAL; in sumerico: dlamma; in accadico: lamassu), o Shńďdu, √® una divinit√† relativa a diverse civilt√† mesopotamiche (assira in particolare).

Erano considerati spiriti benefici e protettivi e per questo venivano posti all'ingresso dei palazzi. Di questa figura mitica esistono varie rappresentazioni: per lo pi√Ļ era raffigurato come un mostro alato dal corpo di toro o leone e testa umana. Questo per identificare in esso la forza di un toro o di un leone, le ali di un angelo e la saggezza dell'uomo.

I lamassu sono inoltre caratterizzati dalla presenza di cinque zampe, in modo da rendere da due punti di osservazione diversi una visione compiuta[1]: di imponenza statica se osservati frontalmente, oppure di dinamismo se visti lateralmente.

Due lamassu, oggi conservati al Museo del Louvre di Parigi, risalgono all'VIII secolo a.C.: furono scolpiti e posti all'esterno del Palazzo di Sargon II, a Dur-Sharrukin, oggi Khorsabad, con la funzione di sorvegliare, oltre che ornare, il palazzo reale.

Il volto della creatura, probabilmente, è un omaggio al sovrano a cui era dedicato il palazzo, ovvero Sargon II, guardia di Khorsabad.

Lamassu, Porta di tutte le Nazioni, 490-480 a.C. ca., Persepoli, Iran.
Lamassu di Nimrud prima del 2015.

Il 26 febbraio 2015 jihadisti dell'ISIS assaltano il museo di Mosul, distruggendo anche un Lamassu proveniente dal Palazzo di Assurnasirpal, nel sito archeologico di Nimrud, in Iraq; quest'ultimo, in cui ne erano altri, raso al suolo il 5 marzo dello stesso anno.

NoteModifica

  1. ^ G. Dorfles, M. Ragazzi, M. G. Recanati, Arte e artisti 1, Atlas, p. 27.

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