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Mario Adinolfi

giornalista, politico e giocatore di poker italiano
Mario Adinolfi
Mario Adinolfi.jpg

Deputato della Repubblica Italiana
Durata mandato 13 giugno 2012 –
14 marzo 2013
Legislature XVI (dal 13/06/2012)
Gruppo
parlamentare
Partito Democratico
Circoscrizione XV (Lazio 1)
Incarichi parlamentari
  • Membro della XIV Commissione Permanente - Politiche dell'Unione Europea
Sito istituzionale

Dati generali
Partito politico Democrazia Cristiana (fino al 1994)
Partito Popolare Italiano (1994-2001)
Democrazia Diretta (2001-2006)
Partito Democratico (2007-2013)
Il Popolo della Famiglia (dal 2016)
Titolo di studio laurea in Storia
Professione giornalista

Mario Adinolfi (Roma, 15 agosto 1971) è un giornalista, politico, giocatore di poker e blogger italiano.

Biografia

Figlio dell'attore e dirigente statale[1] Ugo Adinolfi[2] e di un'immigrata australiana di nome Louis, giunta in italia in Italia all'età di 21 anni,[3] si laureò presso la facoltà di Lettere presso l'Università La Sapienza di Roma.

Alla fine degli anni ottanta, firmò articoli e servizi per i quotidiani cattolici, Avvenire, Europa, Il Popolo, La Discussione, e per la Radio Vaticana. Nel 1997 superò l'esame per l'iscrizione all'albo dei giornalisti, ottenendo il premio Ilaria Alpi per il miglior esame sostenuto.

Dal 1996 al 2001 lavorò presso la Rai al TG1. È autore e conduttore di programmi radiofonici e televisivi per l'emittente pubblica, Settimo giorno, e, dal 2004, per varie emittenti private ː Contro Adinolfi, 70in2 con Daniele Capezzone, Polifemo, Domani è Tardi, il Tornasole, Morning Show.

Nel 2001 venne nominato responsabile della comunicazione dell'Istituto per il Commercio Estero (ICE).

Dal 2005 al 2010 condusse Contro Adinolfi, un programma di interviste in onda su Nessuno Tv e su Radio Città Futura.[4][5]

Dal 2007 al 2008 diresse su MTV Italia il programma Pugni in Tasca dove ha affrontato temi riguardanti la mafia, la precarietà, le ingiustizie sociali, le discriminazioni e i disagi familiari dei giovani.

Dal febbraio 2015 tiene una rubrica settimanale intitolata Il mormorio di un vento leggero dai microfoni di Radio Maria.[6]

Vita privata

Si è sposato all'età di 20 anni con Elena Banzi, con la quale ha una figlia, Livia. Divorziò dieci anni dopo[7][8][9] Nel luglio 2013 sposò Silvia Pardolesi presso il Cosmopolitan Hotel di Las Vegas, in Nevada. [10] Dalla nuova moglie ebbe 2 figlie[11].

Carriera politica

Politicamente ha militato prima nella Democrazia Cristiana e poi, con l'avvento del bipolarismo, nell'area centrista del centrosinistra. Nel 1993 divenne il più giovane membro dell'Assemblea costituente del Partito Popolare Italiano. Nel 1994 è eletto presidente nazionale dei Giovani popolari, poi diventò membro dell'esecutivo nazionale del PPI. Nel 2001 fondò il movimento "Democrazia Diretta", con il simbolo della chiocciola di Internet con cui si candida a sindaco di Roma, nelle elezioni amministrative del 13 maggio 2001 ottenendo 1.587 voti (0,1% dei consensi) appoggiando al secondo turno l'elezione a primo cittadino di Walter Veltroni.

Il partito Democrazia Diretta partecipò in autonomia alla campagna elettorale del 2003 e nel 2005 fece parte della lista civica regionale che sosteneva Piero Marrazzo.[5]

Sulla testata Europa, tenne una rubrica quotidiana. Nel 2006 fondò l'associazione per il Partito Democratico "Generazione U", animata da alcuni blogger under 40 di centrosinistra.

Scrisse saggi e romanzi sui temi generazionali e sul ruolo del web nell'emancipazione dei nati negli anni settanta e ottanta, tra cui, Email-lettera dalla generazione invisibile (Halley editrice, 1999), Mundial (Halley editrice, 2004) e La ricerca della costante (AlibertiCastelvecchi, 2010).

Il 18 luglio del 2007 si è candidato alla guida del Partito Democratico, con la lista "Generazione U",[12] presentando la sua candidatura alle elezioni primarie con una dichiarazione pubblicata su La Stampa.[13] Ottenne solo 5 906 voti, pari al 0,17% dei consensi, ma entrò di diritto nell'assemblea costituente del partito, che lo elesse tra i cento componenti della commissione che ne scriveva lo statuto. È stato membro della direzione nazionale del PD, e vicedirettore di RED TV, dove condusse il programma di interviste Finimondo, prima di fondare e diventare nel 2010 direttore di The Week, settimanale specializzato sul gioco del poker e avente come target i giovani.[14]

Alle elezioni politiche del 2008 si è candidato alla Camera con il Partito Democratico nella circoscrizione Lazio 1, al numero 18 della lista, risultando primo dei non eletti. Il 25 giugno 2009 si è candidato alla segreteria nazionale del PD, presentando una mozione congressuale pubblicata sul quotidiano Europa.[15] Decise poi di confluire a sostegno di Dario Franceschini. Il 13 giugno 2012 diventò deputato subentrando a Pietro Tidei, dimissionario in quanto eletto sindaco di Civitavecchia.

Nel luglio 2011 ha manifestato su Twitter il suo essere a favore della pregiudiziale di costituzionalità sollevata in Parlamento contro la proposta di legge di introdurre l'omofobia come aggravante per i crimini d'odio, commentando ironicamente di voler aggiungere inoltre una norma contro la "ciccionofobia"[16].

Il 28 settembre 2011 lasciò il Partito Democratico in dissenso con il segretario Pier Luigi Bersani[17].

Nell'ottobre 2012 si candidò alle primarie del centrosinistra indette per eleggere il candidato Sindaco di Roma, ma l'11 dicembre 2012 ritirò la candidatura decidendo di appoggiare Paolo Gentiloni.[18]

Appoggiò Matteo Renzi nella candidatura alle elezioni primarie per la premiership del centrosinistra.[19] Alla vigilia delle elezioni politiche del febbraio 2013, decise di sostenere, "in continuità con le battaglie svolte insieme nel PD, le idee di Pietro Ichino e l'agenda Monti"[20] e alle elezioni politiche 2013 votò Scelta Civica di Mario Monti alla Camera e M5S al Senato.[21]

Nel 2017 dichiarò che si sarebbe candidato a sindaco di Ventotene, ponendo come primo punto del suo programma la costruzione di una "nuova Europa cristiana"[22][23] ma successivamente non si presentò con nessuna lista.[24][25]

Voglio la mamma e La Croce

Nel marzo 2014 Adinolfi autopubblica con il servizio youcanprint.it il libro, Voglio la mamma, in cui contesta quelli che egli definisce i "falsi miti di progresso" ː aborto, eutanasia, matrimonio omosessuale, surrogazione di maternità, invitando la sinistra a stare dalla parte dei più deboli: il bambino non ancora nato, l'anziano e il malato grave, il neonato che vuole la mamma.

Il 21 ottobre 2014 fondò il quotidiano La Croce, di cui è direttore responsabile, pubblicato sul web e distribuito in edicola dal 13 gennaio 2015 al 16 maggio 2015. L'edizione cartacea non ebbe successo e viene ritirata dalle vendite dopo solo quattro mesi e tre giorni. Restò, su abbonamento, l'edizione online che tuttavia, nel 2016, iniziò a perdere la regolarità di uscita quotidiana.[26]

Poker

Mario Adinolfi
Nazione  Italia
World Poker Tour
Tavoli finali2
ITM2
European Poker Tour
ITM2

È stato il primo italiano ad arrivare al tavolo finale del World Poker Tour, piazzandosi al sesto posto nel maggio 2009 al Casinò di Venezia. Nel marzo 2011 ha centrato un altro tavolo finale WPT, chiudendo al quarto posto la tappa di Vienna.

Dal 2009 è anche autore del "Mario Adinolfi Italian blog", nel quale racconta la sua vita di giocatore professionista di poker, nella squadra di Full Tilt. Nel giugno 2012 ha riferito alla trasmissione radio La Zanzara di aver guadagnato, negli ultimi tre anni, circa 250 000 € grazie alle vincite conseguite nelle competizioni di poker.

Posizioni politiche e personali

Mario Adinolfi si dichiarò fortemente europeista [27] ribadendo che i suoi punti di riferimento sono Tony Blair, che Adinolfi ha definito come: "il più grande leader che il Partito Laburista abbia avuto", e Bill Clinton.

Si è detto favorevole alla riforma pensionistica Fornero per l'innalzamento dell'età pensionabile: "La Fornero è stata una salvezza per l’Italia, le sue lacrime erano vere, perché la coperta è corta e a farne veramente le spese sono i 29 milioni di giovani che sono già esodati, mentre 21 milioni di italiani campano succhiando la zizza dello Stato: i dipendenti pubblici e i pensionati".[28][29] Ma non ha mai accennato al fatto che tali finanziamenti avrebbero potuto essere presi da una seria lotta all'evasione fiscale, alla corruzione, ai patrimoni di mafie e camorre, o all'introduzione di un'equa tassa sulle transazioni finanziarie.

Adinolfi si disse contrario alla surrogazione di maternità,[30] alle adozioni gay, alla stepchild adoption[31] e a ogni forma di unione omosessuale, sebbene in varie occasioni antecedenti al 2013, anno della sua uscita dal Partito Democratico, aveva aperto alle unioni civili [32]. Mario Adinolfi espresse anche posizioni contrarie sulla legalizzazione di tutte le droghe[33] e nei confronti dell'eutanasia.[34]

Ha dichiarato che "Gli animali non vanno in paradiso, non hanno anima" e "Gli occhi del vitellino non mi commuovono, preferisco la scaloppina cucinata bene".[35][36][37] L'affermazione che gli animali non abbiano l'anima contrasta con le dichiarazioni di papi come Giovanni Paolo II[38] e Francesco,[39][40] eppure tale visione compatibile con una visione, limitata e tradizionalista Cristiana, che vede negli animali uno strumento per soddisfare le esigenze dell'uomo.[41]

Il Popolo della Famiglia

L'11 marzo 2016 insieme a Gianfranco Amato e Nicola Di Matteo fondarono Il Popolo della Famiglia (PdF), partito ispirato ai valori cristiani, nato dalla necessità di dare una rappresentanza politica a tutte le persone che parteciparono ai Family Day in Piazza San Giovanni il 20 giugno 2015 e al Circo Massimo il 30 gennaio 2016.[42] Adinolfi venne nominato Presidente del nuovo partito, Amato ne divenne segretario mentre Di Matteo, coordinatore.

Adinolfi si candidò a sindaco alle elezioni amministrative di Roma, ottenendo lo 0,6% dei consensi.[43]

Nel giugno del 2017, alle elezioni amministrative, Il Popolo della Famiglia ottenne un risultato marginale in quasi tutti i 16 comuni nel quale si è presentato piazzandosi quasi ovunque all'ultimo posto fra le forze politiche candidate.[44][45]

Il PdF partecipa alle elezioni politiche del 2018, ottenendo tuttavia solo lo 0,67% dei voti alla Camera e lo 0,70% dei voti al Senato, senza ottenere nessun seggio.

Il movimento politico Popolo della Famiglia [46] partecipò alle elezioni regionali in Piemonte del 2019 [47][48] con il candidato Valter Boero [49] alla carica di Presidente della Giunta regionale del Piemonte [50], Dai risultati del voti ottenne, sia per il candidato presidente lo 0,73%, pari a 15.923 voti di preferenze, che per i candidati nelle liste con lo 0,64%, pari a 12.250 voti, ma non vengono eletti né il candidato presidente, né alcun seggio[51].

Alle concomitanti elezioni per il rinnovo del Parlamento Europeo il Popolo della Famiglia presentò una lista comune con Alternativa Popolare, che ottienne complessivamente 114 531 voti corrispondenti allo 0,43%[52], ben al di sotto della soglia di sbarramento del 4% necessaria per avere eletti.

Polemiche e controversie

Terra dei fuochi

Il 5 ottobre del 2013 è stato al centro di polemiche per un suo tweet inerente agli abitanti del territorio campano Terra dei fuochi: "Si sono fatti devastare tacendo dalla camorra che ha interrato per anni rifiuti tossici, ora fanno le manifestazioni. Che popolo di merda".[53][54][55][56]

Alessandro Sallusti

Adinolfi è stato oggetto di critiche da parte del giornalista Alessandro Sallusti nel corso di una puntata del programma televisivo Agorà, trasmessa su Rai Tre nel dicembre 2010. In tale occasione Sallusti, che riteneva che Adinolfi avesse sottovalutato l'episodio di un agente della Guardia di Finanza aggredito durante una manifestazione studentesca, gli aveva "augurato" di essere picchiato lui per vedere se avrebbe sottovalutato anche in tal caso un episodio di violenza. L'8 gennaio 2011, dopo un'aggressione subita da un gruppo di ragazzi, ha ricordato che Sallusti, in quella occasione, gli aveva augurato di essere picchiato.[57][58]

Truffa dei Parioli e manifesti abusivi

Il nome di Mario Adinolfi, accanto all'importo di 338 878,23 euro versati e 363 341,20 euro incassati, compare nella lista, resa nota il 19 aprile 2011, dei 1 600 clienti romani di Gianfranco Lande, il cosiddetto "Madoff dei Parioli", ma Adinolfi smentì: "La mia posizione è stata usata per coprire qualcun altro, versai solo cinquanta milioni di lire a metà degli Anni Novanta e ne ritirai settanta nel 2000 quando sentii puzza di bruciato".[59][60][61]

Durante la corsa alle elezioni amministrative del 2016 per la città di Roma, Adinolfi è stato al centro dell'attenzione mediatica a causa di alcune centinaia di manifesti elettorali abusivi appesi in tutta la capitale aventi come soggetto il logo del suo partito (Il Popolo della Famiglia), una sua foto e la dicitura: "Adinolfi sindaco".[62][63][64]

Sottomissione della donna

Nel gennaio 2015 in un'intervista alla trasmissione radiofonica La Zanzara dichiarò che nel matrimonio la donna deve essere sottomessa al marito, chiarendo tuttavia che "sottomessa non significa che non c'è la parità, sono due cose diverse". Secondo Adinolfi infatti, che dichiarò in realtà di avere preso spunto dalla giornalista Costanza Miriano, la sottomissione della donna deve essere intesa nel senso di pietra fondante della famiglia, cioè di ruolo centrale e perno di essa. Ciò sempre a rinsaldare i concetti di "falsi" miti di progresso che vedrebbero la donna emancipata anche dal suo ruolo primario di madre e appunto centro della famiglia.[65] Questa filosofia chiaramente manca di rispetto nei confronti della donna, avvicinandosi all'inciviltà di alcuni dogmi della religione e all'estremismo islamico.

Uso del preservativo e malattie veneree

Adinolfi ha più volte ribadito la sua contrarietà all'utilizzo del profilattico e ha dichiarato che tale oggetto non abbia alcuna capacità di limitare il contagio delle malattie veneree come l'HIV: "È solo propaganda. La soluzione è la sessualità responsabile. In Africa muoiono perché non c’è una sessualità responsabile, non perché non usano il condom".[65][66]

Accuse di omofobia

Sulla sua pagina di Facebook ha scritto di Alfonso Signorini rivolgendogli il termine "frocetto", scatenando polemiche da parte degli esponenti del movimento LGBT italiano.[67] Commentando poi l'intervista dell'ex presidente della regione Lazio Piero Marrazzo fatta da Concita De Gregorio per la Repubblica, in cui si disse che "i transessuali sono donne all'ennesima potenza". [68] Adinolfi scrisse su Facebook che le persone transessuali non sono donne all'ennesima potenza bensì, moderni ircocervi, uomini con finte tette di silicone che fanno solo tristezza", [69] ignorando di fatto la condizione psicologica di un individuo con un corpo maschile/femminile, ma che si sente donna/uomo.

Adinolfi ha attaccato il film di animazione Kung Fu Panda 3 prima dell'uscita nei cinema in quanto, secondo lui incentiverebbe il "genderismo" dato che il protagonista "Ha due papà: così si fa il lavaggio del cervello gender ai bambini".[70] Sebbene i due padri non abbiano alcun tipo di relazione affettiva tra loro, tale affermazione ha portato a vietare la visione del film in una scuola materna con la motivazione di "propaganda gender".[71] La polemica ha anche coinvolto Fabio Volo, doppiatore italiano del panda Po, che ha telefonato allo stesso Adinolfi facendogli notare che anche Gesù ebbe due padri, Dio e San Giuseppe, ottenendo come risposta "questo parallelo lo eviterei proprio, entri in un territorio di oggettiva blasfemia". [72]

Mario Adinolfi il 23 giugno 2016 decise di lasciare la piattaforma di facebook a causa delle molte segnalazioni fatte da utenti che hanno portato al blocco, ma non al ban, del suo account, e per molto tempo.[73] Le segnalazioni scaturirono dopo la strage di Orlando del 12 giugno 2016, che causò 49 morti della comunità LGBT, quando molti utenti fecero notare, su internet, l'incoerenza tra un tweet nel quale Mario Adinolfi si rammaricava per la strage e condannava l'atto di violenza, rispetto a un post che lo stesso Adinolfi, mesi prima, aveva pubblicato su facebook, sul suo profilo, in cui invitava a "prendere i fucili" nei confronti della legge Cirinnà, legge riguardanti le unioni civili in Italia.[74] Mario Adinolfi, per il suo abbandono da facebook, diede anche la colpa a un forte forma di stalking che avrebbe subito da persone non identificate, a causa delle sua attività sui social network e non solo.[75] Tale decisione però durò poco più di un mese perché il 28 luglio 2016 riprese la pubblicazione sulla sua pagina Facebook con un post in cui annunciava la creazione del "Popolo della Famiglia TV".[76][77]

Il 23 luglio 2016 Adinolfi fu al centro dell'attenzione mediatica a causa di un tweet riguardante la prostituzione e gli omosessuali: "Avrei voluto essere il ribelle di una società bigotta, ma in una società di troie e rottinculo l'unica ribellione possibile è essere bigotti".[78][79][80]

Teoria del complotto sull'ideologia gender

Adinolfi assieme al partito da lui fondato, Il Popolo della Famiglia, sostenne l'esistenza di una teoria del complotto sull'ideologia del gender, [81] secondo la quale vi sarebbe un processo di manipolazione culturale da parte delle lobby LGBT [82]. Dimenticandosi che in Italia vi sono diversi politici e industriali in continuo conflitto di interessi e che, attraverso i loro giornali, manipolano giornalmente l'informazione a loro uso e consumo.

La teoria secondo la quale le lobby LGBT manipolano l'informazione è fortemente contrastata e considerata del tutto inattendibile, poiché riprende false credenze diffuse già a metà degli anni '90 negli ambienti dell'Opus Dei, al fine di ostacolare la diffusione di idee differenti dalla posizione cattolica romana [83][84].

Eutanasia e il caso dj Fabo

Il 27 febbraio 2017 Mario Adinolfi, dopo la morte (per eutanasia) di dj Fabo, ha postato sulla sua pagina facebook la seguente dichiarazione:[85][86][87]

«Dj Fabo è morto. Ora la nostra domanda è semplice: speculando su questa tragedia, che legge volete? Volete il sistema svizzero, che sopprime un disabile a listino prezzi? Iniezione di pentobarbital, pratiche e funerale, 18 000 euro tutto incluso. Volete sfruttare l'onda emotiva per ottenere questa vergogna? Hitler almeno i disabili li eliminava gratis. No signori, voi non volete davvero dare allo Stato la possibilità di costruire un sistema in cui ci sia una finta "scelta" tra curare i sofferenti con centinaia di migliaia di euro all'anno o finirli con una iniezione di pentobarbital il cui principio attivo costa 13 euro. Non la volete la legge sull' eutanasia che hanno Belgio, Paesi Bassi e Lussemburgo che nel 2001 hanno soppresso 60 persone e nel 2016 oltre 15 000 e non erano 15 000 Dj Fabo. Non fatevi fregare. Non volete l'inferno»

Tale post ha portato alla sospensione del suo account facebook per un mese dal social network.[88][89]

Per la frase "Hitler almeno i disabili li eliminava gratis" vinse il premio "peggio del 2017" del settimanale L'Espresso.[90]

Caso Harvey Weinstein

 Lo stesso argomento in dettaglio: Caso Harvey Weinstein.

Il 18 ottobre 2017, a seguito dell’intervista di Asia Argento relativa agli abusi da lei subiti dal produttore americano Harvey Weinstein rilasciata alla giornalista Bianca Berlinguer e andata in onda sul programma televisivo Carta bianca[91] di Rai 3, Adinolfi viene bloccato da Facebook per aver scritto, subito dopo la trasmissione, un post dove paragonava l’attrice ad una prostituta.[92]

«La sensazione complessiva è che la Argento abbia cercato di trasformare un suo clamoroso errore giovanile in un’occasione positiva di immagine. Aver subito le attenzioni sessuali del potentissimo produttore Harvey Weinstein controvoglia, senza reagire e senza denunciare, è senza dubbio un errore. Ora, la Argento qualifica l’episodio come “stupro” e in tutta evidenza stupro non è: ci sono infinite foto della ragazza molto sorridente accanto al presunto stupratore, finché era potente… Quando un maschio prepotente usa un elemento del suo potere, solitamente il denaro, per ottenere i favori sessuali di una donna che li mette a disposizione per un proprio vantaggio, quella non è violenza sessuale. Quello è uno schifo, sono d’accordo. Il maschio è un porco, sono d’accordo. Ma quella si chiama prostituzione»

Il Post venne poi cancellato da Facebook per violazione degli standard della comunità.

Opere

  • Guida ragionata ai programmi politici del Polo e dell'Ulivo. Elezioni politiche 21 aprile 1996, Roma, Banzi, 1996.
  • Email. Lettera dalla generazione invisibile, Roma, La locomotiva, 1999, ISBN 88-87484-01-5.
  • Email. Lettera dalla generazione invisibile, Matelica, Halley, 2004, ISBN 88-7589-061-7.
  • Mundial o della perdita dell'innocenza, Matelica, Halley, 2004, ISBN 88-7589-062-5.
  • Il Conclave. Storia, regole e protagonisti dell'elezione più misteriosa del mondo, Matelica, Halley, 2005, ISBN 88-7589-071-4.
  • Guida alle elezioni del 9 e 10 aprile 2006. I programmi elettorali integrali, come si vota, i protagonisti, gli scenari politici, 2006, ISBN 978-88-87484-02-1.
  • Generazione U. Storia e idee di un blogger che vuole cambiare l'Italia, Matelica, Halley, 2007, ISBN 978-88-89920-15-2.
  • La ricerca della costante. [Il primo romanzo italiano sul poker], Roma, Castelvecchi, 2010, ISBN 978-88-6431-000-8.
  • Voglio la mamma. Da sinistra, contro i falsi miti di progresso, Tricase, Youcanprint, 2014, ISBN 978-88-911-3157-7.
  • Voglio la mamma 2015. Contro i falsi miti di progresso nella notte in cui tutte le vacche sono nere, Tricase, Youcanprint, 2015, ISBN 978-88-911-6582-4.
  • O capiamo o moriamo, Tricase, Youcanprint, 2017, ISBN 978-88-926-8492-8.
  • Storia del terrorismo in Italia. L'oblio delle vittime, il potere dei carnefici, Youcanprint, 2018, ISBN 978-88-278-2511-2.

Musica

  • Australia Downunder, 2007[93]

Televisione

  • Contro Adinolfi, 2005-2010
  • Pugni in tasca, 2007-2008
  • Finimondo, 2009
  • Pomeriggio 5 (opinionista), 2011[94]

Note

  1. ^ Mario Adinolfi, O capiamo o moriamo, Tricase, Youcanprint, 2017, p. 66, ISBN 978-88-926-8511-6.
  2. ^ Grave lutto per Mario Adinolfi, è morto il papà Ugo, in Today.it, 26 aprile 2016.
  3. ^ Mario Adinolfi, Generazione U. Storia e idee di un blogger che vuole cambiare l'Italia, HALLEY Editrice, 2007, ISBN 978-88-89920-15-2. URL consultato il 3 gennaio 2018.
  4. ^ NESSUNO TV, su www.storiaradiotv.it. URL consultato il 30 dicembre 2016.
  5. ^ a b Girodivite.it, Girodivite: Intervista a Mario Adinolfi, su www.girodivite.it. URL consultato il 30 dicembre 2016.
  6. ^ Mario Adinolfi e i gay - Linkiesta.it
  7. ^ - Intervista a Mario Adinolfi
  8. ^ - Mario Adinolfi "Generazione U"
  9. ^ Mario Adinolfi, nuovo guru degli ultra cattolici, Repubblica, 12 novembre 2014.
  10. ^ Repubblica.it - Mario Adinolfi si sposa: Scene da un matrimonio a Las Vegas
  11. ^ "È nata la mia terza figlia, il governo mi deve un terreno e un valvassino: vorrei Toninelli a zapparmi la terra", in L’Huffington Post, 31 ottobre 2018. URL consultato il 31 ottobre 2018.
  12. ^ Pd, parte la corsa degli under 40 Adinolfi si candida, "iMille" con Walter - Politica - Repubblica.it, su www.repubblica.it. URL consultato il 30 dicembre 2016.
  13. ^ Pd: la sfida di Adinolfi, l'anti-Veltroni Archiviato il 29 agosto 2007 in Internet Archive., La Stampa
  14. ^ The Week, settimanale per massimo quarantenni, su Il Post, 23 novembre 2010. URL consultato il 30 dicembre 2016.
  15. ^ "Mario Adinolfi in corsa per la segreteria del PD" Archiviato il 4 luglio 2009 in Internet Archive., Europa
  16. ^ marioadinolfi, marioadinolfi: incostituzionale l'aggravante..., Twitter, 26 luglio 2011. URL consultato il 9 marzo 2013.
  17. ^ Caro Bersani riconsegno la tessera
  18. ^ il blog di Mario Adinolfi |  Per Roma appoggio Paolo Gentiloni | Il Cannocchiale blog
  19. ^ Primarie, Adinolfi per Renzi: "Voto decisivo", in ForlìToday. URL consultato il 3 maggio 2017.
  20. ^ Primarie, chi sta con chi, in l'Espresso, 19 novembre 2012. URL consultato il 3 maggio 2017.
  21. ^ Mario Adinolfi si sposa: Scene da un matrimonio a Las Vegas - Repubblica.it, in La Repubblica, 13 giugno 2013. URL consultato l'8 gennaio 2018.
  22. ^ Adinolfi: "Mi candido a sindaco di Ventotene per un'Europa cristiana", in ilGiornale.it. URL consultato il 3 maggio 2017.
  23. ^ Mario Adinolfi: "Da Ventotene per una nuova Europa", in Informazioni condivise, 19 aprile 2017. URL consultato il 3 maggio 2017.
  24. ^ Elezioni a Ventotene, spunta a sorpresa una terza lista ma Adinolfi si ritira | temporeale quotidiano, in temporeale quotidiano, 14 maggio 2017. URL consultato il 14 maggio 2017.
  25. ^ http://www.latinaquotidiano.it/elezioni-ventotene-santomauro-ci-riprova-e-sfida-sanzo-ecco-liste-e-candidati-consiglieri/, su www.latinaquotidiano.it. URL consultato il 14 maggio 2017.
  26. ^ Chiude La Croce di Mario Adinolfi (l'edizione cartacea). Lui assicura: "La nostra voce sarà più forte", ma su twitter è ironia, in L'Huffington Post, 18 maggio 2015..
  27. ^   La7 Attualità, Salvini vs Adinolfi: "dove ce li ha messi i paletti l'Europa?", 21 febbraio 2014. URL consultato il 30 marzo 2017. Ospitato su youtube.
  28. ^ La7 Attualità, Adinolfi: 'Giusta la Fornero, statali e pensionati succhiano dalla zizza dello Stato', 18 novembre 2014. URL consultato l'8 gennaio 2018.
  29. ^ Mario Adinolfi a "L'Aria che tira": "Pensionati e dipendenti pubblici campano succhiando dalla zizza dello Stato", in L’Huffington Post, 18 novembre 2014. URL consultato l'8 gennaio 2018.
  30. ^ News Sanremo, Adinolfi: "Carlo via la divisa arcobaleno e niente promozione di utero in affitto" - IntelligoNews - quotidiano indipendente di informazione, su www.intelligonews.it. URL consultato il 16 gennaio 2017.
  31. ^ Sì Cassazione stepchild, Adinolfi: “Strada ideologica. Unico freno? Partito politico per i cattolici” - IntelligoNews - quotidiano indipendente di informazione, su www.intelligonews.it. URL consultato il 16 gennaio 2017.
  32. ^ Nella trasmissione Klaus Condicio disse: "Vorrei il matrimonio gay senza istituti separati".
  33. ^ "George Michael è ingrassato per colpa della cannabis", su L'Huffington Post. URL consultato il 16 gennaio 2017.
  34. ^ Il programma del Popolo della Famiglia di Mario Adinolfi: c'è “X” come xenofilia e “Y” come Y chromosome - IntelligoNews - quotidiano indipendente di informazione, su www.intelligonews.it. URL consultato il 16 gennaio 2017.
  35. ^ Mario Adinolfi: "Gli animali non vanno in paradiso, non hanno anima", in ilGiornale.it. URL consultato il 6 aprile 2017.
  36. ^ Adinolfi: "Renzi? Era più conservatore di me. Gli occhioni di un vitellino? Non mi inteneriscono. Mi commuove la scaloppina al limone", su Il Fatto Quotidiano, 4 aprile 2017. URL consultato il 6 aprile 2017.
  37. ^ ANIMALI SENZ'ANIMA/ Mario Adinolfi: “non vanno in paradiso'. Rabbia social: “neppure tu ci andrai', in Il Sussidiario.net. URL consultato il 6 aprile 2017.
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