Michael Moorcock

scrittore britannico

Michael John Moorcock (Londra, 18 dicembre 1939) è uno scrittore britannico di fantascienza e di fantasy.

Michael Moorcock

BiografiaModifica

Nel 1956, all'età di sedici anni, Moorcock lavorò come redattore per la fanzine Tarzan Adventures, collaborando successivamente con la Sexton Blake Library. Dopo i suoi esordi letterari nei primi anni Sessanta divenne curatore della controversa rivista di fantascienza inglese New Worlds, prima dal maggio 1964 fino al marzo 1971 e quindi nuovamente dal 1976 al 1996. Moorcock incoraggiò lo sviluppo del filone New Wave nel Regno Unito e indirettamente negli Stati Uniti. La sua edizione a puntate di Jack Barron e l'eternità (Bug Jack Barron) di Norman Spinrad fu tristemente famosa perché portò un membro del parlamento appartenente al partito conservatore a condannare in aula il finanziamento della rivista da parte dell'Arts Council.

In questo periodo scrisse occasionalmente sotto lo pseudonimo di "James Colvin", un nome d'arte condiviso con altri critici di New Worlds; in seguito la rivista pubblicò un falso necrologio di Colvin e il romanzo di Moorcock Breakfast in the Ruins incluse un'introduzione che menzionava la precedente morte di Moorcock. Da allora Moorcock ha creato numerosi personaggi con le iniziali "J.C." e non è interamente una coincidenza che siano anche le iniziali di Gesù Cristo (Jesus Christ in inglese), il soggetto del suo romanzo del 1967 I.N.R.I. (Behold the Man).

 
Michael Moorcock a Lucca Comics and Games 2009

Nel 1997 Moorcock è stato uno degli ospiti d'onore alla Worldcon di San Antonio e Ospite d'Onore alla World Fantasy Convention di Corpus Christi, Texas (2000), dove ricevette un "Howie" World Fantasy Award alla carriera. Nel 2002 entrò a far parte della Science Fiction Hall of Fame.

Negli anni novanta Moorcock si trasferì in Texas, negli Stati Uniti, in modo da studiare la società americana a beneficio delle sue opere urban fantasy in lavorazione. Nel 2004, annunciò di essere intenzionato a tornare in Europa, probabilmente stabilendosi in Francia e Spagna.

Carriera di scrittoreModifica

La produzione di Moorcock è assai articolata, avendo questi battuto generi e registri molto variegati in più di sessant'anni di carriera.

I primi racconti brevi dell'autore risalgono ai tardi anni Cinquanta e sono modellati sulla narrativa pulp statunitense, che aveva accompagnato la fanciullezza di Moorcock; alcune di queste opere costituivano fanfiction basate su personaggi preesistenti di Edgar Rice Burroughs, Leigh Brackett e Robert E. Howard, altre rappresentavano produzioni totalmente originali, e fra queste ultime si distinse il breve ciclo planetary romance dedicato a Sojan (1957-1958). Dopo alcuni anni di esercizio lo scrittore raggiunse la notorietà pubblicando sulla rivista «Science Fantasy» un ciclo di sei racconti brevi e quattro novelle dedicato all'imperatore Elric di Melniboné (1961-1964): una produzione sword & sorcery in cui Moorcock rivisitò con taglio più surreale e intellettuale il modello di Howard, rovesciando al contempo in chiave nichilista i cliché high fantasy codificati pochi anni prima da John Tolkien. All'epopea di Elric, raccolta in volume fra '65 e '67, fecero seguito la trilogia di Michael Kane, il guerriero di Marte (1965), un omaggio alla saga di Barsoom di Burroughs; due romanzi spionistici (1966) poi revisionati nella duologia di Jerry Cornell (1970-1980); e diversi romanzi fantascientifici autoconclusivi dalla matrice distopica, utopica o postapocalittica; in questi testi l'autore concepì gradualmente il disegno di interconnettere tutte le sue opere in una macro-narrazione unitaria, ambientata in un unico multiverso e incentrata sul leitmotiv narratologico del "Campione Eterno".

Al volgere del decennio Moorcock realizzò il suo ambizioso progetto dando alle stampe una tetralogia di fantasy di Terra morente dedicata al duca Dorian Hawkmoon (1967-1969), una duologia incentrata sul Campione Eterno John Daker (1970) e una trilogia con protagonista il principe Corum Jhaelen Irsei (1971), cui si aggiunsero due nuovi romanzi della saga di Elric (1971-1972): presi nel loro complesso questi testi costituirono una saga coesa nel quadro più vasto del Multiverso Moorcockiano, conclusa a metà decennio con una seconda trilogia di Corum (1973-1974), una seconda trilogia di Hawkmoon (1973-1976) e un ulteriore romanzo di Elric (1976). In parallelo a questo macro-ciclo fantasy, Moorcock lavorò anche a una vasta saga fantascientifica dedicata a Jerry Cornelius (1968-), un avventuroso viaggiatore spaziotemporale le cui vicende intrecciano satira sociopolitica ed esperienze psichedeliche; alle avventure di Cornelius si affiancò la più breve serie di Karl Golgauer (1967-1972), il cui primo romanzo, I.N.R.I. (Behold the Man), valse a Moorcock il Premio Nebula 1967.

Accanto a questi romanzi classicamente fantasy e fantascientifici, Moorcock maturò un interesse per la letteratura di età edoardiana da cui scaturì una serie di opere retrofuturistiche, atte a integrare fra loro tramite cross-over gli altri filoni della sua opera: la trilogia The Nomad of Time (1971-1983) dedicata al capitano Oswald Constable, primo esempio noto di steampunk; la trilogia di romanzi romantici dei Dancers at the End of Time (1972-1976); la raccolta di racconti comici intitolata Leggende alla fine del tempo (1976-1981). Questa stagione vide l'autore cimentarsi anche con la narrativa aulica priva di elementi avventurosi, prima con il romanzo surreale ed esistenzialista Il fiume dell'eternità (1977) e poi con il romanzo cortigiano in stile barocco La saga di Gloriana (1978), che gli valse il Premio John W. Campbell nel 1978 e il World Fantasy Award nel 1979.

Durante gli anni Ottanta Moorcock ampliò la saga del Campione Eterno con una duologia di fantasy storico incentrata sulla famiglia Von Bek (1981-1986), poi integrata con il resto del ciclo tramite un terzo romanzo di John Daker (1986), mentre i due nuovi romanzi di Elric (1989-1991) furono ricollegati alla saga di Jerry Cornelius e a Gloriana. Contestualmente l'autore produsse anche le sue prime opere mimetiche: la tetralogia del Colonnello Maxim "Pyat" Pyatnitski, Between the Wars (1981-2006), è una biografia fittizia del protagonista che ripercorre tutta la storia del Novecento con enfasi sul periodo nazifascista; The Brothel in Rosenstrasse (1982) è un romanzo erotico afferente alla saga dei Von Bek; Madre Londra (1988) è uno studio sulla storia moderna della capitale britannica, affine stilisticamente alla saga di Golgauer.

A metà degli anni Novanta Moorcock diede all'epopea del Campione Eterno un gran finale con la trilogia del Second Ether (1995-1996), un esempio seminale di new weird, e curò con le case editrici Orion Publishing Group e White Wolf Publishing una sistematizzazione parziale dei suoi cicli fantasy e fantascientifici, intitolata "Tale of the Eternal Champion". Negli anni Duemila l'autore ampliò la "sequenza londinese" iniziata in Madre Londra con il romanzo King of the City (2000) e l'antologia London Bone (2001), e la riallacciò al ciclo del Campione Eterno con la trilogia urban fantasy delle Moonbeam Roads (2001-2005), un cross-over fra la saga di Elric e quella dei Von Bek.

Conclusa nel 2006 la tetralogia del Colonnello Pyat, Moorcock ha composto nuovi episodi della serie di Jerry Cornelius, incluso un cross-over con il franchise di Doctor Who nel 2010, e ha organizzato nell'antologia The Metetemporal Detective (2007) il ciclo di racconti brevi imperniato su Sir Seaton Begg & Monsieur Zenith; fra 2013 e 2016 ha curato per i tipi di Victor Gollancz Ltd. una riedizione integrale della propria opera (eccettuato il ciclo Between the Wars) e ha pubblicato sempre per Gollancz il romanzo autobiografico The Whispering Swarm (2015). Questa edizione segue fedelmente le revisioni testuali stabiliti da Moorcock nel corso dei decenni, che a seconda dei casi consistono in semplici correzioni di refusi, in cambiamenti onomastici (ad esempio, nel racconto The Pleasure Garden of Felipe Sagittarius il protagonista era originaraimente "Minos Aquilinas", ma divenne "Minos von Bek" nell'edizione Orion/White Wolf e "Sam Begg" in quella Gollancz), in ampliamenti testuali (ad esempio, l'aggiunta di numerosi nuovi capitoli a The Steel Tsar nelle edizioni omnibus), e in ristrutturazioni complete (ad esempio Behold the Man fu originariamente pubblicato come romanzo breve su New Worlds ed espanso per la ripubblicazione in volume nel 1969).

Concetto di Campione EternoModifica

Pressoché tutte le opere fantastiche di Moorcock si svolgono in unico Multiverso: un agglomerato di galassie, universi, dimensioni e linee temporali parallele le une alle altre. Sul piano cosmologico ogni spazio e tempo di tale Multiverso è pervaso da una lotta interminabile fra Legge e Caos, due princìpi ontologici che rappresentano, rispettivamente, la completa stasi e l'anarchia amorfa; dato che la prevalenza netta di Legge o Caos annienterebbe il Multiverso stesso, una terza forza detta Equilibrio Cosmico si adopera per imporre certi limiti alle altre due e assicurare il perpetuarsi della vita. La Legge, il Caos e l'Equilibrio sono forze attive ma apparentemente non senzienti, pertanto si manifestano tramite figure divine o semidivine o investendo di poteri sovrumani delle creature mortali.

Il Campione Eterno (Eternal Champion) è per l'appunto un paladino scelto dall'Equilibrio Cosmico per mantenere sotto controllo la Legge e il Caos, e ogni linea temporale e dimensione del Multiverso viene protetta da un proprio Campione, che si configura, pertanto, come manifestazione individuale di una sorta di archetipo platonico: tutti i Campioni, infatti, sono versati nelle arti militari, imbracciano una manifestazione dell'arma magica senziente chiamata Spada Nera (che in sé e per sé è affiliata al Caos) e molto spesso sono assistiti dalle manifestazioni di due archetipi ancillari, il Compagno Eterno e la Consorte Eterna (le Campionesse donne e i Consorti uomini sono alquanto rari); inoltre tutti loro sono destinati a vivere vite di conflitto e dolore, talvolta acuite dal tentativo di sfuggire alla volontà dell'Equilibrio Cosmico, talaltra addolcite da lunghi periodi di pace. Normalmente le diverse incarnazioni del Campione non interagiscono tra di loro, ma possono riunirsi in piccoli gruppi per affrontare assieme eventi catastrofici, come la fine di un ciclo di cicli di progressione del Multiverso o un'invasione da parte di soggetti ostili provenienti da un Multiverso completamente separato; in questi casi i Campioni possono unire le proprie forze fino a raggiungere una potenza divina, ma mettono in pericolo la propria salute mentale e il tessuto fisico del Multiverso circostante.

Tutti i romanzi fantasy e fantascientifici di Moorcock e alcune delle sue opere mimetiche hanno per protagonista il Campione Eterno di una data istanza del Multiverso, la cui comune identità è evidenziata da una serie di simbologie ricorrenti: ad esempio molti Campioni e Compagni portano le iniziai "J.C.", altri appartengono alla dinastia umana dei von Bek, altri ancora interagiscono con il popolo extraterrestre degli Eldren o con una delle sue branche minori (in particolare i Melnibonéani e i Vadagh).

Incarnazioni del Campione EternoModifica

La lista seguente elenca in ordine alfabetico tutti i Campioni Eterni cui Moorcock ha dedicato almeno un'opera (racconti brevi, romanzi autoconclusivi, saghe di più volumi) e tutti i Campioni minori che vengono citati da altri personaggi o rivestono ruoli di supporto.

  • Alan Powys: compare in The Winds of Limbo, appare anche in Programma finale (The Final Programme) come Mr. Powys rampollo di una ricca famiglia mineraria gallese ucciso da Jerry Cornelius; menzionato come Powys ne Il campione eterno (The Eternal Champion) nel capitolo 11 nel sogno di Erekosë, ne I guerrieri d'argento (The Phoenix in Obsidian o The Silver Warriors) nei sogni di Erekosë, ne A Cure for Cancer Pyat pensa che Jerry Cornelius sia Alan Powys, ne The Condition of Muzak e ne The Delhi Division racconto contenuto in The Lives and Times of Jerry Cornelius.
  • Alerik: menzionato ne I guerrieri d'argento (The Phoenix in Obsidian o The Silver Warriors) nei sogni di Erekosë.
  • Alivale: menzionato ne Il drago nella spada (The Dragon in the Sword).
  • Artos: menzionato ne Il campione eterno (The Eternal Champion) nel primo capitolo, ne I guerrieri d'argento (The Phoenix in Obsidian o The Silver Warriors) nei sogni di Erekosë e ne Il drago nella spada (The Dragon in the Sword).
  • Asquiol: compare in The Sundered Worlds (aka The Blood Red Game), menzionato nel terzo capitolo de The Peking Junction racconto contenuto in The Lives and Times of Jerry Cornelius; menzionato ne The Quest for Tanelorn ricordato da Dorian Hawkmoon e visto come una statua in Tanelorn, ne Il campione eterno (The Eternal Champion) nel primo capitolo e nel capitolo 11, ne I guerrieri d'argento (The Phoenix in Obsidian o The Silver Warriors) nei sogni di Erekosë, ne The Champion of Garathorm ricordato da Dorian Hawkmoon nella grotta delle Montagne Bulgar nel passaggio da Dorian a Ilian, ne La Regina delle Spade (The Queen of the Swords) e ne Il drago nella spada (The Dragon in the Sword).
  • Aubec di Malador: menzionato in Elric: The Sleeping Sorceress e Elric in the Dream Realms.
  • Brian: menzionato ne Il campione eterno (The Eternal Champion) nel primo capitolo e ne I guerrieri d'argento (The Phoenix in Obsidian o The Silver Warriors) nei sogni di Erekosë.
  • Clen di Clen-Gar: compare in The Swords of Heaven, the Flowers of Hell ed è menzionato ne Il drago nella spada (The Dragon in the Sword).
  • Clovis Marca (più tardi cambiato in Clovis Becker): compare in The Twilight Man; menzionato nella versione ampliata de Il campione eterno (The Eternal Champion) in uno dei sogni di Erekosë, menzionato ne I guerrieri d'argento (The Phoenix in Obsidian o The Silver Warriors) nei sogni di Erekosë, ne The Condition of Muzak e menzionato de The Peking Junction racconto contenuto in The Lives and Times of Jerry Cornelius.
  • Jerry Cornell (conosciuto anche come Jeremiah Cornell): compare in The Chinese Agent ed in The Russian Intelligence; menzionato ne I guerrieri d'argento (The Phoenix in Obsidian o The Silver Warriors) nei sogni di Erekosë ed in The Condition of Muzak.
  • Corum Jhaelen Irsei (anagramma di "Jeremiah Cornelius", chiamato anche Corum Llaw Ereint): protagonista del Ciclo di Corum; compare o viene menzionato in diversi altri scritti dell'autore.[1]
  • Dorian Hawkmoon: protagonista del ciclo de La grande Storia della Runa Magica; compare o viene menzionato in diversi altri scritti dell'autore.[2]
  • Elric di Melniboné: protagonista di diversi cicli ed opere di Moorcock, di cui è il personaggio più conosciuto e famoso.[3]
  • Erekosë (prima identità assunta da John Daker): protagonista de Ciclo de Il Campione Eterno; compare o viene menzionato in diversi altri scritti dell'autore.[4]
  • Flamadin (quarta identità assunta da John Daker): compare ne Il drago nella spada (The Dragon in the Sword); menzionato ne The Quest for Tanelorn come una statua in Tanelorn con il nome di Valadek.
  • Franik: menzionato ne Il drago nella spada (The Dragon in the Sword).
  • Ghardas Valabasian: menzionato ne Il drago nella spada (The Dragon in the Sword).
  • Goldberg: menzionato ne Il drago nella spada (The Dragon in the Sword).
  • Ilanth: menzionato ne Il campione eterno (The Eternal Champion) nel primo capitolo e ne I guerrieri d'argento (The Phoenix in Obsidian o The Silver Warriors) nei sogni di Erekosë.
  • Ilian: compare in The Champion of Garathorm; menzionato ne The Quest for Tanelorn citato da Jhary, ne Sui mari del Fato (The Sailor on the Seas of Fate) e ne Il drago nella spada (The Dragon in the Sword).
  • Jerry Cornelius: protagonista nella Serie di Jerry Cornelius; compare anche in The Metatemporal Detective come Jerry Silverstein, in The Coming of the Terraphiles ed in diverse altre storie dell'autore.[5]
  • Jherek Carnelian: protagonista dei racconti An Alien Heat, The Hollow Lands e The End of All Songs contenuti in The Dancers at the End of Time; viene menzionato in diversi altri scritti dell'autore.[6]
  • John Daker: unica incarnazione del Campione Eterno che ricorda le sue vite precedenti; compare ne Il campione eterno (The Eternal Champion), ne Il drago nella spada (The Dragon in the Sword) e ne The White Wolf's Son; menzionato in Sui mari del Fato (The Sailor on the Seas of Fate), ne I guerrieri d'argento (The Phoenix in Obsidian o The Silver Warriors), in The Champion of Garathorm nei sogni di Dorian Hakmoon, ne The Quest for Tanelorn come una statua in Tanelorn, ne Gli dei perduti (The King of the Swords) citato da Erekosë, ne The Condition of Muzak e ne La torre che svaniva (The Vanishing Tower o The Sleeping Sorceress).[7]
  • Karl Glogauer: protagonista di I.N.R.I. (Behold the Man) che risulta essere il vero uomo dietro la figura di Gesù Cristo; compare o viene menzionato in diverse altre storie dell'autore.[8]
  • Klan: menzionato ne I guerrieri d'argento (The Phoenix in Obsidian o The Silver Warriors) nei sogni di Erekosë.
  • Konrad Arflane: compare nel racconto The Ice Schooner ed in The Swords of Heaven, the Flowers of Hell; menzionato con il nome di Arflane ne Il campione eterno (The Eternal Champion) nei sogni di Erekosë del capitolo 11, menzionato ne I guerrieri d'argento (The Phoenix in Obsidian o The Silver Warriors) nei sogni di Erekosë, ne The Champion of Garathorm ricordato da Dorian Hawkmoon nella grotta delle Montagne Bulgar nel passaggio da Dorian a Ilian, ne The Quest for Tanelorn come una statua in Tanelorn e ne The Condition of Muzak.
  • Mejink-La-Kos: menzionato ne I guerrieri d'argento (The Phoenix in Obsidian o The Silver Warriors) nei sogni di Erekosë.
  • Michael Kane: protagonista della Serie di Michael Kane, il guerriero di Marte; menzionato ne Il campione eterno (The Eternal Champion) nei sogni di Erekosë del capitolo 11 con il nome di Kane e menzionato ne Il Toro e la Lancia (The Bull and the Spear).
  • M'v Okom Sebpt O'Riley: compare nella graphic novel Elric: The Balance Lost; viene menzionato ne Il drago nella spada (The Dragon in the Sword).
  • Oshbek-Uy: menzionato ne I guerrieri d'argento (The Phoenix in Obsidian o The Silver Warriors) nei sogni di Erekosë.
  • Oswald Bastable: protagonista del Ciclo A Nomad of the Time Streams; compare e viene menzionato in diverse opere dell'autore.[9]
  • Pournachas: menzionato ne I guerrieri d'argento (The Phoenix in Obsidian o The Silver Warriors) nei sogni di Erekosë.
  • Pyat (alias Maxim Arturovitch Pyatnitski): compare o viene menzionato in diverse opere dell'autore.[10]
  • Roland (od Orlando): campione di Carlo Magno, compare in Tempestosa (Stormbringer); menzionato ne Il campione eterno (The Eternal Champion) nel primo capitolo, ne I guerrieri d'argento (The Phoenix in Obsidian o The Silver Warriors) come incarnazione ricordata quando Urlik raccoglie la Spada Nera, citato ance ne La fortezza della perla (The Fortress of the Pearl), ne Jerusalem Commands ed in The War Amongst The Angels.
  • Ryan: compare nel racconto The Black Corridor; menzionato ne The Condition of Muzak, citato ne Il campione eterno (The Eternal Champion) nei sogni di Erekosë del capitolo 11 e ne I guerrieri d'argento (The Phoenix in Obsidian o The Silver Warriors) nei sogni di Erekosë.
  • Shaleen: menzionato ne Il campione eterno (The Eternal Champion) nel primo capitolo e ne I guerrieri d'argento (The Phoenix in Obsidian o The Silver Warriors) nei sogni di Erekosë.
  • Sojan: protagonista del racconto Sojan the Swordsman dell'antologia Elric at the End of Time; viene menzionato ne I guerrieri d'argento (The Phoenix in Obsidian o The Silver Warriors) nei sogni di Erekosë.
  • Graf Ulrich von Bek: capostipite della famiglia von Bek e protagonista del primo romanzo in ordine cronologico della loro saga, Il mastino della guerra; i suoi discendenti diretti Ulrich von Bek, conte di Sassonia, e Ulric von Bek appaiono rispettivamente ne Il drago nella spada e nella trilogia delle Moonbeam Roads.[11]
  • Ulisse/Odisseo: menzionato ne Il campione eterno (The Eternal Champion) nel primo capitolo e ne I guerrieri d'argento (The Phoenix in Obsidian o The Silver Warriors) nei sogni di Erekosë.
  • Umpata: menzionato ne Il campione eterno (The Eternal Champion) nel primo capitolo e ne I guerrieri d'argento (The Phoenix in Obsidian o The Silver Warriors) nei sogni di Erekosë.
  • Urlik Skarsol: appare in diversi libri della Serie di Elric di Melniboné; viene citato e menzionato in diverse altre opere di Moorcock.[12]
  • Scar-Faced Brooder: appare in The Time Dweller, una delle prime incarnazioni del Campione ambientata negli ultimi anni della Terra; menzionato ne Il campione eterno (The Eternal Champion).

Incarnazioni del Compagno EternoModifica

La lista seguente enumera i Compagni Eterni dei principali Campioni:

  • Alnac Kreb per Elric nel romanzo La fortezza della perla.
  • Maldiluna per Elric a partire dal racconto "Mentre gli dèi ridono".
  • Oladahn per Dorian Hawkmoon.
  • Jhary-a-Conel per Corum Jhaelen Irsei e talvolta per Dorian Hawkmoon. Ne La fortezza della perla Elric ne incontra brevissimamente una controparte di nome Jaspar Colinadous.
  • Jagged of Canaria per Jherek Carnelian.
  • Gurni Gurnisson per il Graf Ulrich von Bek.
  • Ulrich von Bek per John Daker (nelle vesti di Flamadin) ne Il drago della spada.

Incarnazioni della Consorte EternaModifica

La lista seguente enumera le Consorti Eterne dei principali Campioni. Si noti che alcuni Campioni e Consorti hanno legami di sangue e indulgono quindi in relazioni incestuose, come Elric e Cymoril (cugini di primo grado) o Catherine e Jerry (fratello e sorella).

  • Cymoril per Elric fino al racconto "La Città Sognante".
  • Zarozinia per Elric a partire dal racconto "Re nelle tenebre".
  • Eloarde per Aubec di Malador.
  • Yisselda per Dorian Hawkmoon.
  • Catherine Cornelius per Jerry Cornelius.
  • Ermizhad per John Daker nelle vesti di Erekosë.
  • Rhalina per Corum Jhaelen Irsei nella prima trilogia.
  • Medhbh per Corum Jhaelen Irsei nella seconda trilogia.
  • Mrs. Amelia Underwood per Jherek Carnelian.
  • Sabrina per il Graf Ulrich Von Bek.
  • Oona von Bek per Ulric von Bek.

Va rimarcato che Ulrich von Bek, il Compagno di John Daker, vive una relazione amorosa con Alissarda, comprimaria di Yisselda; ciò lo rende un unicum fra i Compagni.

Rapporti con gli altri autoriModifica

Opinioni su altri scrittoriModifica

Moorcock è un fervente ammiratore dell'opera dello scrittore e illustratore Mervyn Peake, quasi quanto è un fervente detrattore di quelle di J. R. R. Tolkien e C. S. Lewis. Durante l'adolescenza incontrò sia Tolkien sia Lewis, e dichiara di averli apprezzati personalmente, anche se non li ammira sul piano artistico.

Alcuni critici hanno accusato Moorcock di condannare Tolkien perché non scrive come Peake, il che sarebbe come condannare le mele per non essere arance. Moorcock non è noto per aver comparato entrambi gli scrittori in questo modo, piuttosto critica lavori come Il Signore degli Anelli per la loro visione stereotipata, oleografica e irrealistica in stile Inghilterra felice, con il suo famoso paragone della trilogia di Tolkien a Winnie-the-Pooh nel suo saggio Epic Pooh[13]. Egli cita come esempio di un autore di fantasy che non fa letteratura di evasione e tratta temi significativi Fritz Leiber, uno dei pionieri dello stile "Sword and sorcery". Queste visioni possono essere trovata nel suo studio del Fantasy epico, Wizardry & Wild Romance.

Allo stesso modo, Moorcock ha criticato scrittori che ritiene abbiano nascosto scopi politici. Tra i suoi obiettivi vi sono Robert Heinlein e H. P. Lovecraft, entrambi attaccati in un saggio del 1978. In quest'opera (causticamente intitolata "Starship Stormtroopers"), compara Fanteria dello spazio (Starship Troopers) di Heinlein al Mein Kampf di Hitler, definendolo xenofobo e sciovinista. Allo stesso modo, attaccò Lovecraft per aver espresso opinioni antisemite, misogine ed estremamente razziste, che inserì nei suoi racconti.

Condivisione di universi narrativi con altri autoriModifica

Moorcock ha permesso ad alcuni altri scrittori di creare storie nel suo universo narrativo di Jerry Cornelius: tra gli altri vi sono Brian Aldiss, M. John Harrison, Norman Spinrad e James Sallis. In un'intervista pubblicata su The Internet Review of Science Fiction, Moorcock spiega la ragione della condivisione del suo personaggio:

«Io pubblicai narrativa popolare e Jerry era sempre destinato ad essere una sorta di sfera di cristallo attraverso la quale gli altri potevano vedere le loro visioni: le storie erano studiate per funzionare in questo modo; un ponte per le immersioni, per usare un'altra analogia, dal quale tuffarsi dentro il fiume ed esserne trasportati [...]. Tutto questo ha teso ad usare Jerry nel modo in cui io intendevo usarlo: come un modo di vedere la vita moderna e qualche volta come un modo di commentarla. Jerry, come disse Harrison, era tanto un metodo quanto un personaggio e io sono stato contento che altri abbiamo preso ad usare quel metodo.»

([14])

Moorcock è anche un amico e fan dello scrittore di fumetti Alan Moore, e permise a Moore l'uso di parecchi dei suoi personaggi registrati in La Lega degli Straordinari Gentlemen (The League of Extraordinary Gentlemen) di Moore. Moore per ricambiare la gentilezza lo invita a scrivere due numeri del suo Tom Strong. Ha avuto anche una querelle verbale con l'altro grande scrittore inglese di fumetti Grant Morrison reo di aver creato Gideon Stargrave ispirandosi a Jerry Cornelius senza però avvertirlo.

Nel 2000 Moorcock scrisse una bozza di 50.000 parole per un videogioco, che fu poi migliorato e sviluppato da Storm Constantine, concludendosi nel romanzo Silverheart. La storia è ambientata a Karadur-Shriltasi, una città nel cuore del Multiverso.

OpereModifica

Elric di MelnibonéModifica

La saga di Elric è stata composta anacronicamente, pertanto l'elenco non segue l'ordine di composizione, bensì l'ordine cronologico diegetico stabilito nella prima edizione integrale in sei volumi, edita da DAW Books (1977-1978). Fra gli anni Ottanta e Novanta Moorcock incastonò entro questa sequenza due romanzi midquel, rendendo la serie un'ottologia.

  1. 1972 - Elric di Melniboné (Elric of Melnibone)
  2. 1989 - La fortezza della perla (The Fortress of the Pearl)
  3. 1976 - Sui mari del Fato (The Sailor on the Seas of Fate)
  4. 1977 - Il fato del lupo bianco (The Weird of the White Wolf). Fix-up dei racconti:
    1. 1964 - "Il sogno del conte Aubec" ("The Dream of Earl Aubec" o "Master of Chaos")
    2. 1961 - "La Città Sognante" ("The Dreaming City")
    3. 1961 - "Mentre gli dèi ridono" ("When the Gods Laugh")
    4. 1967 - "La cittadella che cantava" ("The Singing Citadel")
  5. 1971 - La torre che svaniva (The Vanishing Tower o The Sleeping Sorceress)
  6. 1991 - La vendetta della rosa (The Revenge of the Rose)
  7. 1977 - La maledizione della spada nera (The Bane of the Black Sword). Fix-up dei racconti:
    1. 1962 - "Il ladro di anime" ("The Stealer of Souls")
    2. 1962 - "Re nelle tenebre" ("Kings in Darkness")
    3. 1962 - "I portatori di fiamma" ("The Flame Bringers" o "The Caravan of Forgotten Dreams")
    4. 1962 - "Per la salvezza di Tanelorn" ("To Rescue Tanelorn")
  8. 1965 - Tempestosa (Stormbringer). Fix-up delle novelle:
    1. 1963 - "Il ritorno del dio morto" ("Dead God's Homecoming")
    2. 1963 - "I fratelli della spada nera" ("Black Sword's Brothers")
    3. 1964 - "Lo scudo del gigante malinconico" ("Sad Giant's Shield")
    4. 1964 - "La fine del principe dannato" ("Doomed Lord's Passing")

Prima di ricevere una sistemazione definitiva nell'edizione DAW, i dieci testi brevi editi fra 1961 e 1967 erano già stati raccolti nel trittico The Stealer of Souls (1963), Stormbringer (1965, edizione con tagli) e The Singing Citadel (1970); inoltre nel romanzo Sui mari del Fato è confluita una versione revisionata del racconto "The Jade Man's Eyes" (1973).

L'edizione DAW fu in seguito integrata dall'antologia di contenuti miscellanei Elric at the End of Time (1984), in cui erano presenti i racconti "Elric alla fine del tempo" ("Elric at the End of Time", 1981), di per sé appartenente al ciclo della Fine del tempo, e "The Last Enchantement" (1962), originariamente concepito come conclusione della serie in alternativa a Tempestosa. Nella ristampa per i tipi di Victor Gollancz Ltd. (2014-2015) "Il sogno del conte Aubec" viene collocato in apertura a Elric di Melniboné come prologo e sostituito entro Il fato del lupo bianco dal racconto "A Portrait in Ivory" (2007), che si colloca fra "La città sognante" e "Mentre gli dèi ridono". Similmente fra "I portatori di fiamma" e "Per la salvezza di Tanelorn" viene inserita una revisione di "The Last Enchantement".

L'esalogia originale nell'edizione DAW fu originariamente pubblicata in Italiano da Editrice Nord in Fantacollana 25 e 30 (1978-1979), Grandi Opere Nord 26 (1995) e Narrativa Nord 98 (1997), mentre La fortezza della perla e La vendetta della rosa furono tradotti in Grandi Opere Nord 106 e 116 (1998); in seguito Fanucci Editore ha riproposto il ciclo, con l'eccezione de La vendetta della rosa, in Tascabili Immaginario Extra 3, 4, 23 e 41 (2006-2008); Mondadori ha poi ristampato l'esalogia in Oscar Draghi 44 (2019). Restano del tutto inediti "A Portrait in Ivory" e "The Last Enchantement".

Dorian HawkmoonModifica

La Grande Storia della Runa MagicaModifica

  1. 1967 - Il Gioiello della Morte (The Jewel in the Skull), Fantapocket 22, Longanesi, 1978 e TEAdue 99, TEA, 1992 (ISBN 978-88-7819-255-3)
  2. 1968 - L'Amuleto del Dio Pazzo (Sorcerer's Amulet o The Mad God's Amulet), Fantapocket 25, Longanesi, 1978 e TEAdue 120, TEA, 1992 (ISBN 978-88-7819-314-7)
  3. 1968 - La Spada dell'Aurora (The Sword of the Dawn), Fantapocket n. 31, Longanesi, 1978 e TEAdue 130, TEA, 1993 (ISBN 978-88-7819-364-2)
  4. 1969 - Il segreto del Talismano (The Runestaff), Fantapocket 32, Longanesi, 1978. Ristampato come La runa magica in TEAdue 175, TEA, 1993 (ISBN 978-88-7819-442-7)

Chronicles of Castle BrassModifica

Inedito in Italiano.

  1. 1973 - Count Brass
  2. 1973 - The Champion of Garathorm
  3. 1975 - The Quest for Tanelorn

CorumModifica

Le Spade di CorumModifica

  1. 1971 - Il Signore del Caos (The Knight of the Swords), Delta - Collana di Fantascienza e Fantasia Eroica 2, Sugar Editore, 1973.
  2. 1971 - La Regina delle Spade (The Queen of the Swords), Delta - Collana di Fantascienza e Fantasia Eroica 7, Sugar Editore, 1974.
  3. 1971 - Gli dei perduti (The King of the Swords), Delta - Collana di Fantascienza e Fantasia Eroica 11, Sugar Editore, 1974.

Le Cronache di CorumModifica

Edite in Italiano nel volume omnibus Le Cronache di Corum, Oscar Fantasy 12, Mondadori, 1990. (ISBN 978-88-04-34059-1)

  1. 1973 - Il Toro e la Lancia (The Bull and the Spear)
  2. 1973 - La Quercia e l'Ariete (The Oak and the Ram)
  3. 1974 - La Spada e lo Stallone (The Sword and the Stallion)

Il Campione EternoModifica

  1. 1970 - Il campione eterno (The Eternal Champion) nell'omnibus Il campione eterno, Fantascienza Book Club 2, Sevagram, 1985 e Il Libro d'Oro 118, Fanucci Editore, 1999. (ISBN 978-88-347-0697-8).
  2. 1970 - I guerrieri d'argento (The Phoenix in Obsidian o The Silver Warriors) nell'omnibus Il campione eterno, Fantascienza Book Club 2, Sevagram, 1985 e Il Libro d'Oro 118, Fanucci Editore, 1999.
  3. 1978 - The Swords of Heaven, the Flowers of Hell. Romanzo grafico disegnato da Howard Chaykin. Inedito in Italiano.
  4. 1986 - Il drago nella Spada (The Dragon in the Sword), Il Libro d'Oro 119, Fanucci Editore, 1999 (ISBN 978-88-347-0698-5).

Il campione eterno e I guerrieri d'argento sono anche stati stampati individualmente in Fantasy Urania 28 e 31, Mondadori, 1990.

Saga dei Von BekModifica

Solo il primo volume è edito in Italiano.

  1. 1981 - Il mastino della guerra (The War Hound and the World's Pain), Fantacollana n. 52, Editrice Nord, 1985.
  2. 1982 - The Brothel in Rosentrasse
  3. 1986 - The City in the Autumn Stars

Dato che The Brothel in Rosenstrasse è un romanzo mimetico relativamente scollegato dalla sequenza del Campione Eterno, viene spesso trattato come testo autoconclusivo.

Moonbeam RoadsModifica

Crossover fra le saghe dei Von Bek e di Elric di Melniboné. In Italiano è stato pubblicato solo il primo volume, presentato impropriamente come continuazione del ciclo del Campione Eterno. Nella ristampta Gollancz (2015) è trattata non come serie autonoma, bensì come un epilogo del ciclo di Elric.

  1. 2001 - La Figlia della ladra di sogni (The Dreamthief's Daughter: A Tale of the Albino o Daugther of Dreams), Il Libro d'Oro 130, Fanucci Editore, 2001.
  2. 2003 - The Skrayling Tree: The Albino in America (o Destiny's Brother)
  3. 2005 - The White Wolf's Son: The Albino Underground (o Son of the Wolf)

Michael Kane il guerriero di MarteModifica

Edito nel volume omnibus Trilogia di Marte in Fantascienza 5, Amernia Editore, 1980. Ripubblicato come Michael Kane il guerriero di Marte in Collana Cosmo 255, Editrice Nord, 1995 (ISBN 978-88-429-0806-7).

  1. 1965 - La fidanzata di Marte (Warriors of Mars o The City of the Beast)
  2. 1965 - L'amico di Marte (Blades of Mars o The Lord of the Spiders)
  3. 1965 - La sposa di Marte (Barbarians of Mars o The Masters of the Pit)

The Nomad of Time (o A Nomad of the Time Streams)Modifica

Inedito in Italiano.

  1. 1971 - The Warlord of the Air
  2. 1974 - The Land Leviathan
  3. 1981 - The Steel Tsar

Serie del Moorcock's Multiverse (o The Roads Between the Worlds)Modifica

Costituisce la sezione fantascientifica della saga dei Von Bek. Inedita in Italiano.

  1. 1965 - The Sundered Worlds (o The Blood Red Game)
  2. 1965 - The Fireclown (o The Winds of Limbo)
  3. 1966 - The Twilight Man (o The Shores of Death)

Alcune edizioni associano a questi romanzi il racconto breve "Flux" (1962).

Travelling to Utopia (o Sailing to Utopia)Modifica

  1. 1966 - Il veliero dei ghiacci (The Ice Schooner), Galassia n. 163, Editrice La tribuna, 1972.
  2. 1969 - Il corridoio nero (The Black Corridor), Galassia n. 172, Editrice La Tribuna, 1972. Scritto con Hilary Bailey.
  3. 1971 - I riti dell'infinito (The Rituals of Infinity o The Wrecks of Time), Omicron Fantascienza n. 5, SIAD Edizioni, 1981.

Serie di Jerry CorneliusModifica

Serie principaleModifica

Sono editi in Italiano solo il primo romanzo e la penultima novella.

  1. 1977 - The Cornelius Quartet. Volume omnibus contenente:
    1. 1968 - Jerry Cornelius: Programma finale (The Final Programme), Galassia 123, Casa Editrice La Tribuna, 1970 e Collezione Immaginario 30, Fanucci Editore, 2006. ISBN 978-88-347-1210-8
    2. 1971 - A Cure for Cancer
    3. 1972 - The English Assassin
    4. 1977 - The Condition of Muzak
  2. 1976 - The Lives and Times of Jerry Cornelius (o Jerry Cornelius: His Life and His Times). Raccolta di racconti.
  3. 1993 - A Cornelius Calendar (ampliato nel 2015). Volume omnibus contenente:
    1. 1976 - The Adventures of Una Persson and Catherine Cornelius in the 20th Century
    2. 1981 - The Entropy Tango
    3. 1980 - The Great Rock 'n' Roll Swindle (o Gold Diggers of '77)
    4. 1984 - The Alchemist's Question
    5. 2002 - "Incendio alla cattedrale. Una storia di Jerry Cornelius" ("Firing the Cathedral") in Le città del domani, Collezione Immaginario Solaria 15, Fanucci Editore, 2004.
    6. 2011 - "Modern Times 2.0"

Serie di Jerry CornellModifica

Una duologia di romanzi spionistici parodici con protagonista l'alter ego eponimo di Cornelius. Inediti in Italiano.

  1. 1970 - The Chinese Agent
  2. 1980 - The Russian Intelligence

Romanzi autoconclusiviModifica

Inediti in Italiano.

  • 1975 - The Distant Suns. Ha per protagonista un alter ego astronauta di Jerry, il "Colonnello Cornelius". Scritto con James Cawthron.
  • 2010 - The Coming of the Terraphiles. Un crossover con il franchise del Doctor Who in cui l'Undicesimo Dottore e Amy Pond incontrano il "Capitano Cornelius".

Karl GolgauerModifica

Golgauer appare come comprimario in alcuni episodi della saga di Cornelius, pertanto le sue avventure individuali ne costituiscono uno spin-off. Solo il primo volume è edito in Italiano.

  1. 1969 - I.N.R.I. (Behold the Man), SAGA 8, MEB, 1976. Ripubblicato come Ecce Homo in «Dio e altre chimere» Nova SF* a. I (XIX) n. 1 (43), Perseo Libri, 1978.
  2. 1972 - Breakfast in the Ruins

Ciclo della Fine del TempoModifica

The Dancers at the End of TimeModifica

Inedito in Italiano.

  1. 1972 - An Alien Heat
  2. 1974 - The Hollow Lands
  3. 1976 - The End of All Songs

Leggende alla fine del TempoModifica

Le novelle dalla prima alla quarta sono stati pubblicate in Leggende alla fine del Tempo, Robot Speciale 7, Armenia Editore, 1978. Il quinto testo è invece presente in Fantasy, Grandi Opere Nord 11, Editrice Nord, 1985.

  1. 1976 - "Rose pallide" ("Pale Roses")
  2. 1976 - "Stelle bianche" ("White Stars")
  3. 1976 - "Ombre antiche" ("Ancient Shadows")
  4. 1977 - "Fuoco costante" ("Constant Fire" o "The Transformation of Miss Mavis Ming" o "A Messiah at the End of Time")
  5. 1981 - "Elric alla fine del tempo" ("Elric at the End of Time")

Between the WarsModifica

Inedito in Italiano.

  1. 1981 - Byzantium Endures
  2. 1984 - The Laughter of Carthage
  3. 1992 - Jerusalem Commands
  4. 2006 - The Vengeance of Rome

Second EtherModifica

Inedito in Italiano.

  1. 1995 - Blood: A Southern Fantasy
  2. 1995 - Fabulous Harbours
  3. 1996 - The War Amongst The Angels

Romanzi fantastici autoconclusiviModifica

  • Il fiume dell'eternità (The Golden Barge, 1977), Galaxis 4, Editrice Scorpio, 1986 e Il Meglio della Fantascienza 4, Edizioni New Scorpio, 1987.
  • La Saga di Gloriana (Gloriana, or the Unfulfill'd Queen, 1978), Biblioteca di Fantasy 7, Mondadori, 1991 e Fantasy Urania 58, Mondadori, 1993.
  • Sojan the Swordsman (1984), fix-up di dodici racconti composti fra 1957 e 1958. Inedito in Italiano.

Sequenza LondineseModifica

Antologie di racconti breviModifica

  • The Deep Fix (1966)
  • The Time Dweller (1969)
  • Moorcock's Book of Martyrs (o Dying for Tomorrow, 1976)
  • My Experiences in the Third World War (1980)
  • The Entropy Tango (1981)
  • The Opium General (1984)
  • Casablanca (1989)
  • Lunching with the Antichrist (1995)
  • Tales from the Texas Woods (1997)
  • Earl Aubec (1999)
  • London Bone (2001)
  • The Metatemporal Detective (2007)
  • The Best of Michael Moorcock (2009)
  • The Sunday Books (2011)

The Best Short Fiction of Michael MoorcockModifica

Una selezione della narrativa breve di Moorcock per i tipi di Victor Gollancz Ltd. Inedita in Italiano.

  1. 2014 - My Experiences in the Third World War and Other Stories
  2. 2014 - The Brothel in Rosenstrasse and Other Stories
  3. 2014 - Breakfast in the Ruins and Other Stories

Interessi musicaliModifica

Moorcock ha anche collaborato con il gruppo rock britannico Hawkwind in molte occasioni: il brano degli Hawkwind "The Black Corridor", ad esempio, include citazioni letterarie dall'omonimo romanzo di Moorcock, e ha anche lavorato con il gruppo sul loro album Warrior on the Edge of Time. Ha anche composto il testo della canzone per "Sonic Attack", una presa giro, in chiave fantascientifica, del programma d'informazione pubblico, che era parte di Space Ritual.

Ha anche collaborato con il precedente uomo di punta degli Hawkwind e poeta, Robert Calvert (che diede l'agghiacciante declamazione di "Sonic Attack"), negli album di Calvert Lucky Leif and the Longships e Hype.

Nel 1975 fu pubblicato l'album The New Worlds Fair di "Michael Moorcock and the Deep Fix", che comprendeva un numero di membri regolari di Hawkwind nei crediti. Una seconda versione dell'album "Roller Coaster Holiday" fu distribuita nel 2004. ("The Deep Fix" era il titolo della storia di un'oscura collezione di racconti di "James Colvin" pubblicata negli anni '60).

Moorcock scrisse i testi delle canzoni per tre brani dell'album del gruppo statunitense Blue Öyster Cult, "Black Blade", che fa riferimento alla spada Stormbringer nei libri di Elric, "Veteran Of The Psychic Wars", che mostra le emozioni di Elric in un momento critico della sua storia (questa storia si può anche riferire a "Warriors at the Edge of Time", che rappresenta fortemente i romanzi di Moorcock su John Daker; ad un certo punto del suo romanzo "The Dragon in the Sword" si definiscono "veterans of a thousand psychic wars"), e "The Great Sun Jester", a proposito del suo amico, il poeta Bill Butler, che morì per un'overdose di droga. Moorcock si è anche esibito dal vivo con i BÖC (nel 1987 ad Atlanta, GA, Dragon Con Convention) e con gli Hawkwind.

In Italia, famosi per l'interesse che da sempre mostrano verso i romanzi di Moorcock (al punto tale da ispirarsi ad essi per la composizione di molti loro album) sono i metallers italiani Domine.

RiconoscimentiModifica

Michael Moorcock ha ricevuto molti riconoscimenti nella sua carriera.[15] Moorcock nel 2002 è stato introdotto nel Science Fiction e Fantasy Hall of Fame.[16] Ha anche ricevuto premi alla carriera alla World Fantasy Convention nel 2000, all'Utopiales International Festival nel 2004, dalla Horror Writers Association nel 2005 (Bram Stoker Award), e dalla Science Fiction e Fantasy Writers of America nel 2008 (nominato 25ª Gran Maestro).[15][17]

I riconoscimenti di Moorcock comprendono:

NoteModifica

  1. ^ Corum Jhaelen Irsei - Wikiverse, su www.multiverse.org. URL consultato il 23 luglio 2019.
  2. ^ Dorian Hawkmoon - Wikiverse, su www.multiverse.org. URL consultato il 23 luglio 2019.
  3. ^ Elric of Melniboné (character) - Wikiverse, su www.multiverse.org. URL consultato il 23 luglio 2019.
  4. ^ Erekosë - Wikiverse, su www.multiverse.org. URL consultato il 23 luglio 2019.
  5. ^ Jerry Cornelius - Wikiverse, su www.multiverse.org. URL consultato il 23 luglio 2019.
  6. ^ Jherek Carnelian - Wikiverse, su www.multiverse.org. URL consultato il 23 luglio 2019.
  7. ^ John Daker - Wikiverse, su www.multiverse.org. URL consultato il 23 luglio 2019.
  8. ^ Karl Glogauer - Wikiverse, su www.multiverse.org. URL consultato il 23 luglio 2019.
  9. ^ Oswald Bastable - Wikiverse, su www.multiverse.org. URL consultato il 23 luglio 2019.
  10. ^ Colonel Maxim Arturovitch Pyatnitski - Wikiverse, su www.multiverse.org. URL consultato il 23 luglio 2019.
  11. ^ Ulrich von Bek - Wikiverse, su www.multiverse.org. URL consultato il 23 luglio 2019.
  12. ^ Urlik Skarsol - Wikiverse, su www.multiverse.org. URL consultato il 23 luglio 2019.
  13. ^ (EN) Il saggio Epic Pooh
  14. ^ (EN) http://www.irosf.com/q/zine/article/10115 Archiviato il 22 novembre 2005 in Internet Archive.
  15. ^ a b c d The Locus Index to SF Awards: Index of Literary Nominees, su web.archive.org, 16 ottobre 2012. URL consultato il 28 luglio 2019 (archiviato dall'url originale il 16 ottobre 2012).
  16. ^ Science Fiction and Fantasy Hall of Fame, su www.midamericon.org. URL consultato il 28 luglio 2019.
  17. ^ a b Grand Master, su web.archive.org, 1º luglio 2011. URL consultato il 28 luglio 2019 (archiviato dall'url originale il 1º luglio 2011).
  18. ^ (EN) 1972 Award Winners & Nominees, su Worlds Without End. URL consultato il 28 luglio 2019.
  19. ^ (EN) 1973 Award Winners & Nominees, su Worlds Without End. URL consultato il 28 luglio 2019.
  20. ^ (EN) 1975 Award Winners & Nominees, su Worlds Without End. URL consultato il 28 luglio 2019.
  21. ^ (EN) 1976 Award Winners & Nominees, su Worlds Without End. URL consultato il 28 luglio 2019.
  22. ^ (EN) Alison Flood, Michael Moorcock announces new novel mixing fantasy and autobiography, in The Guardian, 18 febbraio 2015. URL consultato il 28 luglio 2019.
  23. ^ a b (EN) 1979 Award Winners & Nominees, su Worlds Without End. URL consultato il 28 luglio 2019.
  24. ^ World Fantasy Awards -- Complete Listing, su web.archive.org, 1º dicembre 2010. URL consultato il 28 luglio 2019 (archiviato dall'url originale il 1º dicembre 2010).
  25. ^ Horror Writers Association - Lifetime Achievement Award, su web.archive.org, 9 maggio 2013. URL consultato il 28 luglio 2019 (archiviato dall'url originale il 9 maggio 2013).

Voci correlateModifica

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Collegamenti esterniModifica

Non narrativaModifica

IntervisteModifica

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