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Palazzi di Grosseto

1leftarrow blue.svgVoce principale: Grosseto.

La città di Grosseto è ricca di palazzi di interesse storico e architettonico, nel centro storico propriamente detto, nell'area urbana al di fuori delle mura e nelle varie frazioni.

Palazzo Aldobrandeschi
Il Palazzo del Monte dei Paschi
Palazzo Tognetti

Centro storicoModifica

All'interno delle mura di Grosseto si segnalano i seguenti palazzi:

  • Palazzo Aldobrandeschi, noto anche come Palazzo della Provincia, si trova in piazza Dante ed è stato costruito a partire dal 5 aprile 1900, dopo la demolizione del precedente Palazzo Pretorio, avvenuta nell'autunno dell'anno precedente. Il progetto è stato realizzato dall'architetto Lorenzo Porciatti, con alcune modifiche effettuate a lavori in corso da Guglielmo Calderini. L'edificio, in stile neogotico che richiama gli elementi stilistici del medioevo senese, è stato inaugurato il 31 maggio 1903 e da allora ospita la sede della Provincia di Grosseto.
  • Palazzo Comunale, situato in piazza Duomo, ospita la giunta, il consiglio e gli uffici amministrativi del Comune di Grosseto. L'edificio è stato realizzato a partire dal 1867 su progetto di Giovanni Clive, in uno stile eclettico prevalentemente neorinascimentale. Precedentemente la sede del Comune era ospitata presso il Palazzo Pretorio – poi trasformato nell'attuale Palazzo della Provincia – e qui sorgeva invece l'antica chiesa di San Giovanni decollato, già sconsacrata ed adibita a magazzino prima della sua demolizione.
  • Palazzo Alben, situato in piazza Duomo di fronte alla cattedrale, è stato costruito tra il 1948 e il 1949 sul luogo del medievale Palazzo dei Priori, scioccamente demolito tra il 1937 e il 1938 dal governo fascista che qui voleva realizzare la sede dell'Istituto Nazionale Fascista di Previdenza Sociale. Si presenta come un imponente edificio che richiama ancora il razionalismo fascista con loggiato a piano terra.
  • Palazzo Severi, già Vanni, situato in piazza Dante, fu proprietà della famiglia Vanni sul finire del XIX secolo e fu acquistato dai Severi nel 1927, che vi realizzarono la storica farmacia presente ancora oggi. L'edificio è stato restaurato nell'estate del 2013.
  • Casa Magagnini, palazzetto in stile neogotico che si affaccia sul lato meridionale di piazza Dante, presenta la facciata decorata da un balcone e due bifore.
  • Cassero del Sale, situato in piazza del Sale nei pressi di Porta Vecchia, è stato costruito nel XIII secolo come punto di raccolta e di distribuzione del sale che veniva estratto lungo la costa. La grande quantità di sale immagazzinata a Grosseto era famosa tanto che venne citata dal poeta Cecco Angiolieri in una delle sue rime.[1] L'aspetto attuale è dovuto a numerosi interventi iniziati nel XVI secolo quando vi furono addossate le mura medicee e continuati in età moderna con l'aggiunta di una scala esterna di accesso al primo piano. Nella piazza sono visibili i resti del "nuovo cassero del sale" realizzato dai senesi nel XIV secolo per affiancare quello più antico. Durante il dominio mediceo l'edificio fu distrutto, ma una delle quattro pareti fu però risparmiata per essere inglobata nella nuova cortina muraria.
  • Palazzo Carmignani, situato all'angolo tra piazza del Sale, via Ricasoli e via Mazzini, è stato realizzato nel 1921, frutto di una ristrutturazione di un edificio precedente, su progetto dell'architetto Reggiani, e si presenta a pianta trapezoidale. Si contraddistingue per pregevoli decorazioni in stile liberty e per gli arredi originari che ancora si conservano all'interno della Calzoleria Popolare ospitata al pian terreno dello stabile. La calzoleria, fondata nel 1895, è tornata solamente nel 2011 nella storica sede, poiché per diversi anni lo stabile era stato occupato da altre attività che però avevano mantenuto gli arredi storici ottocenteschi.
  • Palazzo Ariosti, noto anche come Palazzo Vescovile, è situato in Corso Carducci, ed ospita gli uffici e la curia della diocesi di Grosseto. L'edificio si presenta in stile neoclassico e deve il suo aspetto attuale ad una serie di interventi di ristrutturazione, voluti dall'allora vescovo Giovanni Battista Bagalà Blasini, completati nel 1927. Altri interventi sono stati realizzati durante gli anni sessanta dello stesso secolo.
  • Palazzo Battigalli, situato in Corso Carducci, è stato edificato alla fine del XIX secolo, dopo la ristrutturazione totale di un edificio precedente danneggiato in un incendio nel 1746. Si presenta in stile neoclassico. L'edificio ha ospitato per anni, nei fondi a piano terra, lo storico Caffè Battigalli.
  • Palazzo Bossi, situato in Corso Carducci, fu fino al 1896 proprietà dei Bossi, famiglia di commercianti locali, passando poi ai Marchiò che vi aprirono una storica calzoleria ancora oggi ospitata nei fondi al piano terra. L'edificio è stato restaurato nel 2010, quando è stato adibito a sede centrale della Banca della Maremma.
  • Palazzo Cappelli, situato tra Corso Carducci e via Cairoli, fu edificato nel 1903 dopo la demolizione delle casette settecentesche situate sul lato sinistro della chiesa di San Pietro. Si presenta in un pregevole stile neoclassico.
  • Palazzo del Genio Civile, situato lungo Corso Carducci, ospita gli uffici del genio civile, ed è stato inaugurato nel gennaio del 1911. Nel 1929 viene realizzato un primo ampliamento, su progetto dell'ingegner Corrado Costa, che comporta la realizzazione del fronte posteriore, differenziato stilisticamente rispetto alla facciata. Nel 1952 si realizza, su progetto dell'ingegnere Ramella, il quarto piano dell'immobile, arretrato rispetto al filo stradale. L'edificio si presenta in un eclettico stile liberty e pregevolmente decorato.
  • Palazzo del Giappone, situato lungo Corso Carducci, fu realizzato tra la fine del XIX e i primi del XX secolo sulle fondamenta di una precedente struttura settecentesca. Nel corso del XIX secolo ospitava nei suoi fondi la locanda e trattoria Giappone, che continuò l'attività anche nel nuovo palazzo, che fu trasformato in albergo. L'edificio è stato restaurato nel 1986 e ospita attualmente alcune attività commerciali.
  • Palazzo della ex Prefettura, situato in Corso Carducci, ha ospitato la Prefettura tra la fine del XIX e i primi del XX secolo, prima della costruzione del Palazzo del Governo. La struttura ha subito un intervento di restauro nel 2010.
  • Palazzo Ferraris, situato in Corso Carducci, si tratta di un edificio di origine settecentesca, acquistato dai fratelli Ferraris nel 1923 e completamente ristrutturato nel 1925. Nel dopoguerra la facciata è stata restaurata e privata dei balconi.
  • Palazzo Marcucci, situato tra Corso Carducci e via Bertani, fu costruito nel 1894 su progetto dell'ingegnere Giuseppe Luciani. Fu sede del Caffè Greco, noto come ritrovo di anarchici socialisti, che venne bruciato dai fascisti nei primi anni venti. Successivamente, l'intera proprietà passò ai Martinelli, che vi aprirono il Caffè Martinelli, oggi non più esistente.
  • Palazzo Nebbiai, situato lungo Corso Carducci, fu proprietà della famiglia Nebbiai e sede di una ditta di prodotti alimentari fondata nel 1821 e attiva fino agli anni venti del XX secolo. Presenta la facciata a piano terra rivestita in marmo rosa.
  • Palazzo Pallini, imponente edificio che si affaccia su Corso Carducci e sulla piazzetta detta del Montedeipaschi, di fronte Porta Nuova, fu costruito nella prima metà del XVIII e completamente ristrutturato tra la fine dell'XIX e i primi del XX secolo, mentre venivano effettuati i lavori di allargamento del corso. Chiamato precedentemente Palazzo Ferri, verso la fine del XIX secolo vi ebbe sede la Croce d'Oro, poi spostata nel palazzo appositamente costruito in via Mazzini. Passata la proprietà ad Arturo Pallini, l'edificio fu ristrutturato e decorato con motivi liberty.
  • Palazzo Tognetti, situato lungo Corso Carducci, all'angolo con via Cairoli, è stato realizzato per conto dei fratelli Tognetti, proprietari di un'agenzia giornalistica, su progetto dell'ingegnere Giuseppe Luciani nel 1910. Si tratta di uno dei massimi esempi di liberty a Grosseto.
  • Ex palazzo della Banca d'Italia, affacciato sul lato meridionale di piazza Socci e lungo il Corso Carducci, è stato ristrutturato agli inizi del XX secolo per ospitare la sede provinciale della Banca d'Italia, trasferita fuori delle mura alla fine degli anni settanta in un complesso più moderno e funzionale.
  • Palazzo Moschini, situato in piazza Socci, è un edificio di origini medievali, restaurato in epoca rinascimentale e ristrutturato completamente nel corso del XIX secolo per ospitare l'Ufficio Postale Centrale. Attualmente, è sede dell'Archivio di Stato.
  • Palazzo del Monte dei Paschi, situato all'angolo tra la piazzetta Montedeipaschi, via Saffi e via Montebello, fu costruito nel 1912 su progetto dell'architetto Mariani di Siena per ospitare la sede centrale grossetana della storica banca senese. Si presenta in stile neogotico.
  • Palazzo della Camera di Commercio, situato tra via Cairoli e piazza San Francesco, è stato costruito nel 1954 a ridosso della chiesa di San Pietro, oscurandone il campanile.
  • Palazzo del Vecchio Tribunale, situato in piazza Baccarini, risale alla metà del XIX secolo ed è stato costruito su un preesistente edificio medievale. Adibito a sede del tribunale di Grosseto fino al 1964, ospita dal 1975 il museo archeologico e d'arte della Maremma ed il museo d'arte sacra della diocesi di Grosseto.[2]
  • Palazzo del Provveditorato Opere Pubbliche, situato in piazza Baccarini, è stato realizzato nel 1926 su progetto dell'ingegnere Corrado Costa e si presenta come una palazzina decorata da motivi liberty.
  • Palazzo Ponticelli, situato in piazza della Palma, è stato costruito nel 1914 ed era l'abitazione del ricco proprietario terriero Guglielmo Ponticelli. Si presenta come un imponente edificio con la caratteristica torretta. Attualmente ospita alcuni uffici istituzionali.
  • Palazzo dell'ex asilo Vittorio Emanuele, edificio che ospitò dal 9 gennaio 1879 la prima scuola materna laica di Grosseto. L'edificio si presenta come diviso in due fabbricati, divisione avvenuta intorno al 1917. Dopo la chiusura dell'asilo, la struttura subì una fase di degrado, fino a quando, nel 1993, il Comune di Grosseto decise di utilizzarlo come sede del museo di storia naturale della Maremma, inaugurato nel 2009.
  • Palazzo Stefanopoli-Porciatti, situato lungo via Ginori, è di origini medievali e fu proprietà nel XVIII secolo della casata greca degli Stephanopolus, italianizzato in Stefanopoli, successivamente imparentati con i Porciatti. L'edificio è stato restaurato tra il 2007 e il 2008.[3]
  • Palazzo del vecchio spedale, situato tra via Ginori e via Saffi, era la sede dello storico ospedale grossetano documentato sin dal XIII secolo. Nel 1787 il complesso fu profondamente ristrutturato ed ampliato ed in questo periodo venne conferita la denominazione di Spedale del Beato San Giovanni Battista, successivamente cambiata in Ospedale della Misericordia. Un'altra importante ristrutturazione fu effettuata nel 1848.[4] Il vecchio ospedale chiuse negli anni sessanta del XX secolo, quando fu trasferito in un'area periferica della città. L'edificio ospitò per diversi anni l'Istituto Commerciale di Grosseto, poi spostato nel 1970 nell'attuale sede in via Sicilia, mentre nel 1979 venne ristrutturata l'ala sud del complesso, tra via Saffi e via Garibaldi, destinata ad ospitare gli uffici dell'anagrafe. Dal 1998 la parte del complesso che si affaccia su via Ginori ospita il Polo Universitario Grossetano.
  • Palazzo Stella d'Italia, situato in via Garibaldi all'altezza di piazza Mensini, è stato realizzato nel 1890 sopra una struttura settecentesca ed ha ospitato l'albergo La Stella d'Italia. Particolarmente modificato nel 1934 ad opera dell'ingegner Ernesto Ganelli, si presenta oggi quasi irriconoscibile, se non fosse per il pregevole balcone che è stato mantenuto.
  • Palazzo Gigli, situato in piazzetta Innocenzo II, di fianco al duomo, è stato dimora dei vescovi di Grosseto nel corso del XVIII secolo. Si presenta pregevolmente decorato in stile eclettico.
  • Albergo Diurno, situato in via Mazzini all'altezza del bastione Garibaldi, è stato realizzato nel 1936 su progetto dell'architetto Zanetari. Dopo essere rimasto per decenni in stato di abbandono, nel 2013 è stato oggetto di restauro.
  • Palazzo delle Scuole Regie, situato in via Mazzini, è stato costruito nel 1888 ad opera di Giuseppe Luciani, e fino al 1923 è stata sede, oltre delle scuole elementari, anche della scuola normale magistrale femminile. Attualmente ospita la scuola elementare Umberto Tombari.
  • Palazzo Mensini, situato in via Mazzini, è stato inaugurato il 21 aprile 1898 come sede del seminario voluto dal vescovo Giovanni Domenico Mensini, ma ben presto finì per adempire ad altre funzioni. Costituisce la storica sede della Biblioteca comunale Chelliana.
  • Palazzo Giomi, situato tra via Manin e via Mazzini, è stato costruito nel 1921 su progetto dell'architetto Manescalchi.
  • Grand Hotel Bastiani, imponente edificio in stile neorinascimentale risalente ai primi anni del XX secolo, è lo storico albergo di Grosseto ed è situato su piazza Gioberti all'angolo tra via Manin e via Mazzini, all'interno delle mura di fronte Porta Corsica.
  • Teatro degli Industri, situato lungo via Mazzini, è lo storico teatro di Grosseto. Risalente al 1819, è stato completamente ricostruito fra il 1888 e il 1892 su progetto dell'architetto Augusto Corbi e sotto la direzione dell'ingegnere Ferdinando Ponticelli. Ulteriori restauri furono effettuati nel 1967, dopo l'alluvione, ad opera dell'architetto Giuliano Bernardini, e fra il 1989 e il 1990, nell'ambito del progetto integrato Regione Toscana-FIO per il restauro dei teatri, sotto la direzione dell'ingegnere Giancarlo Fedeli.[5]
  • Palazzo del vecchio convento, edificio quattrocentesco, originariamente adibito a struttura convenutale non meglio identificata, si trova nei pressi di Porta Vecchia, affacciandosi col prospetto principale su piazza Manescalchi e coi prospetti laterali su via San Martino e su via Saffi.
  • Carcere di Grosseto, situato in via Saffi, si tratta di un imponente edificio realizzato nel 1884.
  • Palazzo Chiarini, ubicato in via dell'Unione, il suo aspetto attuale risale al XVII secolo. L'edificio si articola su tre livelli, con portale d'ingresso ad arco tondo al piano rialzato sovrastato da uno stemma araldico.
  • Palazzo Ciabatti, situato in via Bertani, si tratta di un antico edificio ristrutturato e rialzato nel corso del XX secolo. Vi si trova uno stemma del grifone in pietra, dove si legge l'usurata epigrafe «HORATIUS MARC... DE FANUCCIIS GRO.REST AVRAIT A.D. M.DLXXX» (Orazio Marc..., dei Fanucci di Grosseto, restaurò nell'anno del Signore 1580).
  • Palazzo Littorio, situato in piazza del Popolo, è stato costruito nel 1925 dal governo fascista per ospitare la Casa del Fascio. L'edificio si presenta come un complesso a pianta rettangolare, con al centro la possente torre a sezione quadrata con orologio che si innalza sul centro storico caratterizzato da abitazioni basse. Attualmente ospita la sede della Guardia di Finanza.
  • Villa Mazzoncini, situata all'angolo con piazza San Michele, di fianco al Grand Hotel Bastiani e di fronte al Teatro degli Industri, è stata realizzata negli anni venti del XX secolo.
  • Villino Magrassi, situato in via Vinzaglio, è stato realizzato tra il 1927 e il 1928 su progetto dell'architetto Francesco Pistilli.

Quartiere CentroModifica

 Lo stesso argomento in dettaglio: Centro (Grosseto).
Sobborgo di Porta Nuova
  • Palazzo del Governo, situato su piazza della Vasca, si tratta di un imponente edificio in stile neorinascimentale, realizzato tra il 1919 e il 1927 su progetto degli architetti Vincenzo Fasolo e Vittorio Mariani. Ha ospitato per anni la Questura di Grosseto, poi trasferita nel moderno palazzo costruito nel quartiere Europa ed inaugurato il 19 maggio 2007.
  • Palazzo delle Poste e Telegrafi, situato su piazza della Vasca, è stato realizzato tra il 1929 e il 1932 su progetto dell'architetto Angiolo Mazzoni e si presenta nel tipico stile razionalista del periodo fascista.
  • Complesso polifunzionale Cosimini, situato su piazza della Vasca, si tratta di un edificio di stampo funzionalista realizzato nel 1978 dall'architetto Ludovico Quaroni. Per la sua costruzione fu demolito nel 1970 il neoclassico Palazzo Cosimini.
  • Palazzo della Regia Scuola Normale Magistrale, situato su piazza della Vasca, è stato realizzato tra il 1920 e il 1923 su progetto dell'ingegnere Giuseppe Luciani per ospitare la scuola magistrale, che in epoca più recente è stata trasferita in altra sede, lasciando il palazzo alla scuola media Giovanni Pascoli. Annesso all'edificio vi è il Palazzo del Convitto Don Bosco, che si affaccia su viale Porciatti, oggi sede del liceo linguistico.
  • Villino Panichi, situato su piazza della Vasca, è stato costruito su progetto dell'architetto Lorenzo Porciatti nel 1900. Si presenta come un interessante villino in stile liberty.
  • Villino Pastorelli, situato in via IV Novembre, è stato costruito tra il 1908 e il 1913 su progetto di Lorenzo Porciatti per l'agricoltore e proprietario terriero Giuseppe Millanta. Successivamente passò di proprietà all'avvocato Pastorelli, che qui aprì il suo studio legale, il quale conferì all'edificio la denominazione che porta ancora oggi. Tra il 1942 e il 1943 fu poi proprietà della famiglia Marangoni che lo adattò ad albergo-ristorante con pista da ballo. Nel secondo dopoguerra fu acquistato dalla Banca Nazionale dell'Agricoltura ed in tempi recenti dal Monte dei Paschi di Siena. Si presenta in uno stile neogotico con torri merlate medievaleggianti.
  • Palazzo Bocelli, situato in via IV Novembre, è stato realizzato nel 1913, ed in seguito interrato di 3 metri dopo il riempimento del fossato antistante le mura di Porta Nuova.
  • Palazzo degli Uffici Finanziari, situato in piazza Ferretti, che si apre su via Roma, si presenta come un imponente edificio di architettura contemporanea costruito tra il 1974 e il 1978 per volere della C.C.I.A. di Grosseto, su progetto di Mario Luzzetti.[6]
  • Palazzo del Consorzio Agrario Provinciale, situato lungo via Roma, è stato costruito tra il 1938 e il 1940 su progetto dell'ingegnere Umberto Tombari.
  • Palazzo INAM, oggi ASL, è situato in via Don Minzoni ed è stato realizzato per volere dell'Istituto Nazionale per le Assicurazioni contro le Malattie, tra il 1948 e il 1950. Il progetto era di Umberto Tombari.[7]
  • Palazzina Francini, imponente villa situata lungo viale Matteotti, è stata costruita nel 1931 su progetto dell'ingegnere Ernesto Ganelli. Si presenta in stile eclettico con accezioni particolarmente neorinascimentali.
  • Palazzo della Milizia Fascista, situata tra viale Mameli e viale Matteotti, è stata costruita nel 1940 per volere del partito fascista. Attualmente ospita uno storico albergo cittadino.
  • Palazzina Tempesti, situata lungo viale Mameli, è stata costruita nel 1913 su progetto di Corrado Andreini per l'allora direttore del Monte dei Paschi. Si presenta in stile liberty ed attualmente ospita la sede dell'Acquedotto del Fiora.
  • Palazzina Andreini, o Villino Andreini, situato lungo viale Mameli, è stato realizzato nel 1909 su progetto di Corrado Andreini come sua personale abitazione. L'edificio, in stile liberty, è stato sopraelevato di un piano nel 1926, su progetto di Corrado Costa, quando fu adibito a sede dell'Ispettorato per la Maremma Toscana.
  • Palazzo La Valle, situato lungo viale Mameli, è stato costruito tra il 1921 e il 1923 su progetto dell'ingegnere Ernesto La Valle.
  • Villino Scannerini, già Nieri, è situato lungo viale Mameli, all'angolo con via Trento, ed è stato realizzato nel 1926 su progetto dell'ingegnere Francesco Pistelli. Si presenta in stile neoclassico.
  • Palazzo INAIL, situato lungo viale Mameli, è stato edificato tra il 1947 e il 1948 su progetto dell'architetto Ciarlini dell'Ufficio tecnico del Comune.[8]
  • Palazzo INCIS, situato lungo viale Sonnino, è stato costruito tra il 1929 e il 1931 su progetto dell'ingegnere Pietro Sodi e direzione dei lavori di Giovanni Welby. L'edificio doveva accogliere le famiglie degli impiegati statali.
  • Palazzo della Gioventù Italiana Littoria, situato lungo viale Sonnino, è stato costruito nel 1935 e si presenta in stile razionalista. Sede del Giudice di pace, ospita oggi il corso di laurea in archeologia dell'Università di Siena a Grosseto.
  • Palazzo SEM, costruito tra il 1948 e il 1950 su progetto di Umberto Tombari, è situato all'angolo tra via Crispi e via Bonghi, è stato la sede della Società Elettrica Maremmana. Oggi è sede dell'ENEL.[9]
Sobborgo di Porta Corsica
  • Palazzo del Consorzio Bonifica Grossetano, situato in viale Ximenes, è sede dell'omonimo consorzio di bonifica ed è stato costruito tra il 1935 e il 1937, su progetto di Aldo Moretti.
  • Casa della Madre e del Bambino, situata lungo viale Sonnino, è stata inaugurata il 28 ottobre 1934 come sede dell'Opera Nazionale Maternità ed Infanzia. L'edificio è stato progettato dall'ingegnere Ernesto Ganelli.
  • Palazzo del Seminario Vescovile, situato in via Ferrucci, è stato inaugurato ufficialmente il 14 maggio del 1936. Attualmente ospita il centro di studi teologici, la scuola media paritaria Madonna delle Grazie e i licei paritari classico e scientifico Giovanni Chelli, la caritas diocesana, la casa d'accoglienza Casa Betania, una cappella per le funzioni religiose e la biblioteca Primo Gasbarri.
  • Casa di riposo Francesco Ferrucci, situata in viale Ferrucci, è stata inaugurata nel 1929.
  • Caserma Sottotenente Luigi Canzanelli, edificata in piazza Lamarmora tra il 1938 e il 1941 su progetto di Giovanni Welby, ospita la sede provinciale dell'Arma dei Carabinieri. L'edificio è stato restaurato tra il 2007 e il 2009.
  • Palazzo Lamarmora, costruito nel 2002 su progetto dell'ingegnere Fausto Giunta, è situato in piazza Lamarmora e si presenta come un moderno complesso architettonico con corte interna e porticato sui prospetti principali.
Borgo Tripoli
  • Palazzo Tripoli, costruito nel 1915 su progetto di Lorenzo Porciatti, è uno dei principali edifici di Borgo Tripoli, coevo alla nascita dell'omonimo sobborgo fuori dalle mura cittadine.
  • Palazzo Palandri, situato tra via Tripoli e via Oberdan, è stato sede di uno storico cinema grossetano, il Principe Umberto, inaugurato nel 1927 e noto comunemente con il nome di Pidocchino. Rimangono ancora i prospetti pregevolmente decorati.
  • Teatro Moderno, situato in via Tripoli, è il maggiore teatro della provincia di Grosseto (1000 posti) ed è stato inaugurato nel 1966. Il teatro ospita la stagione teatrale comunale oltre ad altri spettacoli, compresi quelli organizzati da scuole e associazioni teatrali locali.
  • Palazzo dell'albergo San Lorenzo, situato in via Piave, è una storica struttura alberghiera della città, costruita tra il 1938 e il 1939 su progetto di Umberto Tombari.
  • Palazzo di Giustizia, situato in piazza Fabbrini, è stato realizzato tra il 1960 e il 1964 su progetto di Giuseppe Giorgio Gori e Rosario Vernuccio.[10]
Sobborgo di Porta Vecchia
  • Palazzi dei Senesi, situati in via Cesare Battisti, devono il proprio nome al fatto che l'impresa che li costruì era di Siena. Risalgono al 1910.
  • Palazzo della Regia Scuola Industriale, situato in piazza De Maria, è stato costruito nel 1940 sul luogo dove sorgevano le vecchie officine Nesti&Magni, subito fuori Porta Vecchia. L'edificio ospita oggi il liceo di istruzione superiore Luciano Bianciardi.
  • Istituto professionale Luigi Einaudi, situato in via delle Brigate Partigiane, è un valido esempio di architettura contemporanea realizzato nel 1961 ad opera di Giorgio Giuseppe Gori e Rino Vernuccio.

Quartiere BarbanellaModifica

 Lo stesso argomento in dettaglio: Barbanella.
  • Fattoria di Barbanella, nota come Villa Ricasoli, situata in via Giacosa, è un'architettura di origine tardo-cinquecentesca, proprietà dei fratelli Antonio e Ubaldo Andreini nel XVIII secolo e in seguito proprietà del barone Bettino Ricasoli a partire dal 1855, che gli conferì l'aspetto che porta ancora oggi. Primo edificio del quartiere Barbanella, sviluppatosi intorno ad esso solo a partire dagli anni venti del XX secolo, è oggi suddiviso in più unità abitative.
  • Palazzina Favi, uno dei primi villini privati in stile eclettico di Barbanella, risale agli anni venti del XX secolo ed è situato in via Etruria.
  • Poligono del tiro a segno, struttura risalente ai primi del Novecento con area verde un tempo utilizzata come campo di esercitazione di soldati e forze dell'ordine. Una parte di esso è ridotto a ruderi, mentre un'altra è oggi sede del tiro a segno sportivo.
  • Silo del Consorzio Agrario, imponente silo del Consorzio Agrario Provinciale, fornito di attrezzature agricole, nei pressi della ferrovia. Costruito nel 1933, è alto 31,65 metri.

Quartiere GorarellaModifica

 Lo stesso argomento in dettaglio: Gorarella.
  • Fattoria di Gorarella, nota come Fattoria Ricasoli, si trova oltre il ponte delle Quattro Strade e costituisce il primo edificio del moderno quartiere di Gorarella, nato solamente dopo il disegno urbanistico di Luigi Piccinato del 1966. Fu proprietà di Vincenzo Ricasoli a partire dal 1854. Dopo anni di abbandono e degrado, la fattoria fu recuperata da una serie di interventi effettuati tra il 1999 e il 2007 sulla base di un progetto unitario di Giorgio, Roberto ed Antonio Cappelli, con la costruzione, nell'area intorno all'edificio, di una decina di ville mono o bifamiliari. Attualmente la fattoria è suddivisa in più unità abitative.
  • Fattoria di San Giovanni, situata in via Orbetello, nell'omonima località ai margini del quartiere di Gorarella, nacque come chiesa nel XII secolo appartenente all'ordine dei gerosolimitani e passò tra la fine del XIII e i primi del XIV secolo ai guglielmiti che vi annetterono un ospedale. Importante chiesa periferica della Grosseto medievale, cadde in declino nel corso dei secoli per l'aumentare del rischio malaria, data la posizione troppo vicina alle paludi costiere. Nel corso delle bonifiche settecentesche, il complesso fu trasformato in fattoria ed è divenuto di proprietà privata. Attualmente si presenta come un'elegante villa immersa nel verde, intorno alla quale è stato realizzato un comprensorio di villette noto comunemente con il nome di Oliveto.
  • Villa Pizzetti, situata in via Cimabue, è stata inaugurata nel 1936 con il nome di Ospedale sanatoriale Pizzetti.

Quartiere PaceModifica

 Lo stesso argomento in dettaglio: Pace (Grosseto).
  • Caserma dei Vigili del Fuoco, moderna struttura costruita tra il 1994 e il 1999, anno della sua inaugurazione, tra la zona Europa e la Cittadella. La vecchia sede, invece, risalente al 1953 e situata all'inizio di via Senese nelle vicinanze del centro, è stata successivamente trasformata in edificio a scopo residenziale.
  • Ospedale della Misericordia, precedentemente ospitato nel complesso architettonico del centro storico, è stato costruito su via Senese tra il 1964 e il 1974 su progetto di Mario Luzzetti.[11]
  • Palazzo della Procura, situato in via Monterosa, nel quartiere Europa, è un moderno edificio di pregevole architettura contemporanea realizzato nel 1982.
  • Palazzo della Questura, imponente palazzo composto da cinque torri comunicanti, la cui costruzione era iniziata nel 1990. I lavori si erano interrotti nel 1993, lasciando lo scheletro della struttura visibile per dieci anni, finché nel 2003 la costruzione è stata ripresa. L'inaugurazione è avvenuta il 19 maggio 2007 in presenza del ministro Giuliano Amato e di Gianni De Gennaro.
  • Scuola elementare Aristide Gabelli, situata in via Sicilia, si tratta di un edificio scolastico di interesse architettonico, costruito nel 1960 su progetto di Italo Gamberini.

Frazioni e localitàModifica

  • Villa granducale di Alberese, situata su un'altura che domina il borgo di Alberese, nel Parco naturale della Maremma, è stata edificata nel corso del XV secolo come sede dell'Ordine dei cavalieri di Malta. Divenuta successivamente dimora granducale, subì sostanziali lavori di ristrutturazione nel corso del XVIII secolo, che trasformarono l'antico edificio in villa-fattoria, ad opera dei Lorena. Attualmente è sede dell'azienda agricola di Alberese, centro di rappresentanza della Regione Toscana, istituita nel 1999.
 
Il Palazzo di Giustizia e la Porta Grossetana di Istia d'Ombrone
  • Palazzo di Giustizia di Batignano, conosciuto anche come Palazzo Iacometti, si affaccia lungo via dell'Orologio. Di origini trecentesche, ospitava in passato il palazzo del tribunale di Batignano. Il complesso è stato recentemente restaurato.
  • Loggia della Porta Grossetana, caratteristico loggiato duecentesco di Batignano, con colonne circolari di epoca romana recuperate quasi certamente dalla vicina città di Roselle dopo il suo definitivo abbandono.
  • Fattoria della Grancia, situata nell'omonima località oltre il fiume Ombrone a sud-est del capoluogo, sorse in epoca medievale come monastero benedettino dedicato a Santa Maria de' Monti, alle dipendenze della non lontana abbazia di San Rabano. Tra il XIV e il XV secolo iniziò la trasformazione dell'originario complesso monastico in fattoria fortificata ("grangia") che, in epoca rinascimentale, passò alle dipendenze dello spedale di Santa Maria della Scala di Siena. Nel tardo Cinquecento i Medici cedettero il complesso allo spedale della Misericordia di Grosseto, mentre la gestione fu affidata ai francescani. Dopo l'abbandono nella metà del XVIII secolo, nel corso del secolo successivo i baroni Ricasoli di Firenze acquistarono la struttura e la trasformarono nell'attuale fattoria.
  • Palazzo di Giustizia di Istia d'Ombrone, antica sede del podestà, noto anche come Palazzo Pretorio, fu costruito nel corso del XV secolo inglobando nella parete esterna un tratto della cinta muraria, fu modificato più volte nel corso delle epoche successive. Caratteristico è il loggiato sommitale a sei ordini.
  • Palazzo Vescovile di Istia d'Ombrone, noto anche come Palazzo di San Salvatore, si affaccia su piazza della Cisterna e si presenta sotto forma di ruderi duecenteschi con caratteristico impianto romanico. In passato, costituiva la residenza di Istia d'Ombrone dei vescovi.
  • Spedale dei Battenti, situato a Istia tra il vicolo di Piazza e piazza Ombrone, era una struttura fortificata risalente al Duecento, successivamente trasformata e divenuta sede dell'omonimo spedale dalla fine del XV secolo, successivamente dismesso in epoca post-settecentesca.
  • Cassero Senese di Montepescali, edificato in epoca medievale, include anche la torre dell'orologio e costituiva originariamente il convento e la chiesa di Santa Cecilia. Soppresso e trasformato prima in rocca aldobrandesca e poi in cassero dai Senesi, che in seguito lo ristrutturarono adibendolo a Palazzo di Giustizia.
  • Palazzo dei Priori di Montepescali, di origini medievali, era la sede del libero comune di Montepescali; perduta l'autonomia, l'edificio fu venduto ai privati che, nelle epoche successive, hanno effettuato vari interventi di ristrutturazione che ne hanno alterato l'aspetto, pur mantenendo alcuni elementi stilistici del periodo di costruzione.
  • Palazzo Grottanelli, di origini duecentesche, è situato lungo l'omonima via del centro storico di Montepescali. Si articola su tre livelli e presenta sulla facciata uno stemma dello spedale di Santa Maria della Scala di Siena.
  • Palazzo Lazzeretti, di origini medievali, si affaccia su piazza Gramsci a Montepescali. Articolato su due livelli, presenta un porticato al pian terreno ed un loggiato al piano superiore, frutto di un probabile intervento di ristrutturazione di epoca tardorinascimentale.
  • Palazzo Guicciardini Corsi Salviati, di epoca duecentesca, si presenta imponente articolandosi su tre livelli lungo la via Corsi Salviati a Montepescali. Di proprietà della medesima famiglia, è stato recentemente restaurato e riportato agli antichi splendori.

Palazzi scomparsiModifica

  • Palazzo dei Priori, edificio pubblico di origini medievali che si affacciava sul lato occidentale di piazza Dante di fronte al sagrato della cattedrale di San Lorenzo. La sua demolizione avvenne nel 1937 e, nel 1948, fu costruita al suo posto Palazzo Alben.
  • Palazzo Cosimini, edificio in stile neoclassico sede della ditta di attrezzature agricole Cosimini, è stato demolito per permettere la costruzione del Complesso Polifunzionale.
  • Foro Boario, imponente complesso architettonico di grande interesse storico-artistico, è stato realizzato nel 1957 su progetto di Mario Luzzetti. Da anni in stato di abbandono, è stato scioccamente demolito il 2 maggio 2012 per lasciare spazio ad una nuova area residenziale e di servizi.

NoteModifica

  1. ^ «ch'i' tante volte sia manganeggiato/quant'ha Grosseto granella di sale» (Cecco Angiolieri, Rima XCII, 5-6).
  2. ^ Mariagrazia Celuzza, Museo archeologico e d'arta della Maremma – Museo d'arte sacra della diocesi di Grosseto. Guida, Nuova Immagine Editrice, Siena, 2007, pp. 31-33.
  3. ^ Marcella Parisi, Palazzo Stefanopoli-Porciatti. Un edificio patrizio a Grosseto, Edizioni Effigi, Arcidosso.
  4. ^ Oreste Cignozzi, L'Ospedale di Grosseto dalle sue origini (1251) ad oggi, Siena, 1925.
  5. ^ Mario Innocenti, Il teatro a Grosseto dal Salone delle Commedie al Teatro comunale degli Industri, Grosseto, 1998.
  6. ^ Barbara Catalani, Marco del Francia, Giovanni Tombari, Itinerari di architettura contemporanea. Grosseto e Provincia, Pisa, ETS, 2011, p. 99.
  7. ^ Catalani, Del Francia, Tombari, op. cit., p. 81.
  8. ^ Catalani, Del Francia, Tombari, op. cit., pp. 79-80.
  9. ^ Catalani, Del Francia, Tombari, op. cit., p. 82.
  10. ^ Catalani, Del Francia, Tombari, op. cit., p. 88.
  11. ^ Catalani, Del Francia, Tombari, op. cit., pp. 94-95.

BibliografiaModifica

 Lo stesso argomento in dettaglio: Bibliografia su Grosseto.
  • Autori vari, Architetture Grosseto, voll. 1-17, ETS, Pisa, 2007-2013.
  • Autori vari, Grosseto fuori Porta Nuova. Lo sviluppo di Grosseto a nord delle mura dalla metà dell'Ottocento al secondo dopoguerra, Editrice Innocenti, Grosseto, 2009.
  • Barbara Catalani, Marco Del Francia, Giovanni Tombari, Itinerari di architettura contemporanea. Grosseto e Provincia, ETS, Pisa, 2011.
  • Carlo Citter, L'edilizia storica di tre castelli medievali. Batignano, Istia d'Ombrone, Montepescali, I Portici, Grosseto, 1996.
  • G.S.E., Grosseto. Guida essenziale della città e del suo territorio comunale, Grosseto, 2009.
  • Sara Goi, Mario Innocenti, Emanuele Turbanti, Il Pidocchino e gli altri cinema di Grosseto... dal 1906 al 2006. Briciole di storia, Editrice Innocenti, Grosseto, 2009.
  • Mario Innocenti, Istia e il suo territorio: briciole di storia, Grosseto, Editrice Innocenti, 2007.
  • Elena Innocenti, Mario Innocenti, Grosseto: Briciole di storia, Grosseto, 1993.
  • Vanessa Mazzini, Immagine e arredo urbano a Grosseto. L'asse della città da Piazza Fratelli Rosselli a Piazza De Maria, Grosseto, 1996.
  • Aldo Mazzolai, Guida della Maremma. Percorsi tra arte e natura, Le Lettere, Firenze, 1997.
  • Marcella Parisi, Grosseto dentro e fuori porta. L'emozione e il pensiero, Edizioni Effigi, Arcidosso, 2001.
  • Marcella Parisi, Palazzo Stefanopoli-Porciatti. Un edificio patrizio a Grosseto, Edizioni Effigi, Arcidosso.
  • Gaetano Prisco, Grosseto da corte a città, voll. I-II, Ufficio Studi, Grosseto, 1994.

Voci correlateModifica