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Il servizio di sanità militare indica l'organizzazione sanitaria delle forze armate italiane. Al servizio sovrintende l'Ispettorato generale della sanità militare.

Scudetto ASA.png

Indice

Cenni storiciModifica

NascitaModifica

Il primo servizio sanitario fu organizzato nel Piemonte nel 1644 grazie anche a Carlo Emanuele II. Qui la cura degli ammalati dei reggimenti vennero suddivise fra chirurghi e medici, operazione terminata il 1666.
Nei primi anni del XVIII secolo furono istituiti prima gli "ospedali volanti", organizzati con direttore, un commissario, due medici, due praticanti, due chirurghi, sei fra infermieri e barbieri, sei confessori, un capo-speciario, un cuoco con due assistenti, ed in seguito, nel 1746 furono costituiti i cosiddetti "ospedali reali" con la creazione della figura di un colonnello sovrintendente.

Nel 1833 nel regno di Sardegna venne riconosciuto tramite decreto regio del re Carlo Alberto del 4 giugno il Riordinamento del personale e del servizio militare in tempo di pace dell'Armata di terra, che riguardava anche il servizio sanitario, da quella data anche i medici ebbero un uniforme. Nel 1845 prende il nome di Corpo di sanità militare. Nel 16 settembre 1848 fu istituita la prima Compagnia infermieri militari.

Durante la 1ª Guerra MondialeModifica

Nel luglio 1915 si potevano contare 24 mila posti letto al fronte e altri 100 mila posti letto nelle retrovie. Nel 1916 vi erano 8 mila medici militari al fronte e 6 mila nelle zone interne, che diventarono l'anno dopo con i medici di complemento 17 mila. Furono istituiti 447 ospedali da campo, 46 da 200 letti, 167 da 100 letti e 234 con 50 posti letto, 27 ospedali di tappa, 38 sezioni di disinfestazione e 59 treni ospedale ognuno dei quali con 360 posti barella. [1]

 
Un'ambulanza italiana al fronte durante la prima guerra mondiale
Struttura Operativa
  • Sezione di Sanità Reggimentale (Capitano Medico-Chirurgo), divisa in:
    • 2 Reparti di Sanità (Tenenti Medico-Chirurgo), ognuno diviso in:
      • 3 Squadre di Sanità (Sergenti o Caporali Aiutanti di Sanità)

Ogni Sezione di Sanità Reggimentale, per un totale di 69 militari, contava:

  • 1 Capitano Medico-Chirurgo
  • 2 Tenenti Medici Chirurghi
  • 4 Aspiranti Ufficiali Medici-Chirurghi
  • 2 Cappellani Militari
  • 6 Sergenti Aiutanti di Sanità
  • 6 Caporali Aiutanti di Sanità
  • 48 Militi (Infermieri, Portaferiti, Barellieri)
Struttura Logistica
  • Ospedali Militari d'Armata
    • Ospedali Militari Divisionali
    • Ospedali Territoriali della C.R.I.
      • Ospedali da Campo
        • Ospedaletti da Campo
          • Posti di Medicazione
 
Militari del servizio sanità alla fine degli anni '30

Dal 1919 al 1945Modifica

Nel 1940 assume la denominazione di Servizio di sanità militare.

Dal dopoguerraModifica

Nel 1968 nasce l'Accademia di sanità militare interforze, soppressa nel 1997. Nel 1981 il Servizio di sanità militare prende la denominazione di Corpo di sanità militare.

Nel 2007 è stato implementato l'assetto territoriale interforze degli organismi sanitari militari, insieme alla nascita dell'Ufficio generale della sanità militare, alle dirette dipendenze del capo di stato maggiore della difesa, retto oggi dal tenente generale medico Federico Marmo. Nel febbraio 2012 l'ufficio assume gran parte delle funzioni della soppressa direzione generale.

Nel gennaio 2019 viene soppressa la figura dell'Aiutante di sanità che viene sostituita con quella di Operatore logistico della sanità, cui viene affiancata quella di Operatore socio-sanitario [2].

Il Consiglio superiore di sanità militareModifica

 
Elmetto M33 degli anni '60

Il Consiglio superiore di sanità militare venne creato nel 1833 con il compito di sorvegliare l'attività del Servizio sanitario sia dell'Esercito, sia della Marina. Cambierà denominazione molte volte:

Organi interforzeModifica

Corpi di sanità nelle forze armateModifica

Esercito ItalianoModifica

Nato nel 1833 sotto il Regno di Sardegna, nel 1998 ha inglobato anche il disciolto Corpo di veterinaria dell'Esercito Italiano, istituito nel 1861, con cui peraltro aveva già avuto vita in comune nel passato. Dipende dal corpo anche il Policlinico militare Celio.

Marina MilitareModifica

Il Corpo è uno dei sette corpi in cui è suddivisa la Marina Militare Italiana, erede delle tradizioni del servizio sanitario della Regia Marina. Nato nel 1861, oltre a una rete di ospedali militari, disponeva fino al termine della seconda guerra mondiale anche di navi ospedale. Oggi restano l'ospedale militare di Taranto e le Infermerie Presidiarie dislocate sul territorio.

Aeronautica Militare ItalianaModifica

Il Servizio Sanitario Aeronautico venne istituito nel 1925 con ufficiali medici del Regio Esercito e della Regia Marina. Il Corpo fu organicamente costituito nel 1938. Durante la seconda guerra mondiale svolse un'intensa attività di aeroevacuazione. Negli anni si è specializzato nel volo sanitario e nella Medicina aerospaziale. È posto alle dirette dipendenze del Capo di Stato Maggiore dell'Aeronautica Militare.

Arma dei carabinieriModifica

La Direzione di Sanità dell'Arma dei Carabinieri fu costituita nel 1970. Solo quando è divenuta forza armata autonoma nel 2000, si è però dotata di propri ufficiali medici, farmacisti ed odontoiatri, con l'istituzione del Servizio Sanitario.

Forze di polizia a ordinamento militareModifica

  • Servizio sanitario del Corpo della Guardia di finanza - Un Servizio Sanitario è dislocato presso ogni Comando Regionale delle fiamme gialle.

I corpi sanitari ausiliariModifica

Il Corpo militare e le infermiere volontarie della Croce Rossa italianaModifica

 
Compagnia del Corpo di Sanità e veterinaria dell'Esercito, in parata, 2 giugno 2007

Il Corpo militare volontario della Croce Rossa Italiana è entrato ufficialmente nel novero dei corpi armati dello Stato con la concessione della Bandiera di guerra avvenuta con legge 25 giugno 1985 n. 342. In virtù delle convenzioni di Diritto internazionale umanitario ed in forza delle leggi vigenti in Italia, il Corpo militare può essere impiegato sia in tempo di pace che in tempo di guerra.

In tempo di guerra o comunque in caso di conflitto armato il Corpo militare della CRI:

  • provvede allo sgombero ed alla cura dei feriti e dei malati;
  • svolge i compiti di carattere sanitario ed assistenziale connessi con l'attività di difesa civile;
  • gestisce le incombenze connesse con la ricerca e l'assistenza dei prigionieri di guerra, degli internati e dei dispersi, dei profughi, dei deportati e dei rifugiati.

In tempo di pace il Corpo militare della CRI è tenuto ad attendere, secondo le direttive e sotto la vigilanza del Ministero della difesa, alla preparazione del personale, dei materiali, dei mezzi e delle strutture di pertinenza, al fine di assicurare costantemente l'efficienza dei relativi servizi in qualsiasi circostanza (artt. 10 e 11 del DPR n. 613/1980).

Il Corpo speciale ausiliario dell'Esercito Italiano del Sovrano militare ordine di MaltaModifica

Il Corpo militare dell'Associazione dei cavalieri italiani dell'ordine di Malta (ACISMOM) speciale ausiliario dell'Esercito italiano nasce il 20 marzo 1876 con la prima convenzione per la “cooperazione” con il servizio sanitario dell'Esercito con l'obiettivo di provvedere all'assistenza sanitaria e spirituale dei malati e feriti in guerra.

Il Corpo è entrato ufficialmente nel novero dei corpi armati dello Stato con la concessione della Bandiera di guerra avvenuta per mano del presidente della Repubblica Carlo Azeglio Ciampi con legge 2 agosto 1999 n. 27. Dalla fine della 2ª guerra mondiale il Corpo militare si dedica essenzialmente all'assistenza delle popolazioni colpite da catastrofi naturali e pubbliche calamità, sia in Italia che in nord Africa. Dal 1991 il Corpo militare dello SMOM partecipa alle operazioni umanitarie e di assistenza nei territori della ex Jugoslavia e, a partire dal 2004, alcuni ufficiali medici del Corpo militare sono integrati nelle strutture sanitarie al seguito delle forze armate italiane presenti nei Balcani.

Gradi e figureModifica

GradiModifica

 Lo stesso argomento in dettaglio: Distintivi di grado e di qualifica italiani.

I gradi nella Sanità militare si dividono in sette ruoli. Al grado degli Ufficiali medici solitamente viene aggiunto il suffisso Medico ("Med."):

  • Ruoli ufficiali:
    • ufficiali generali: medici, farmacisti, veterinari, odontoiatri, psicologi, biologi.
    • ufficiali superiori: medici, farmacisti, veterinari, odontoiatri, psicologi, biologi.
    • ufficiali inferiori: medici, farmacisti, veterinari, odontoiatri, psicologi, biologi.
  • Ruoli sottufficiali e truppa:
    • sottufficiali marescialli: infermieri, tecnici delle varie scienze infermieristiche, di radiologia ed igienisti dentali.
    • sottufficiali sergenti: OTA
    • truppa dei volontari in servizio permanente: Oss, operatori Logistici Sanitari, inservienti, autisti, logisti
    • truppa dei volontari in ferma prefissata: Oss, operatori logistici sanitari, inservienti, autisti, logisti
Gradi degli Ufficiali Medici
 
Corpo sanitario (EI)
 
Corpo sanitario militare marittimo (MM)
 
Corpo sanitario aeronautico (AM)
Ufficiali generali   Tenente generale   Ammiraglio ispettore capo   Generale ispettore capo
  Maggior generale   Ammiraglio ispettore   Generale ispettore
  Brigadier generale   Contrammiraglio   Brigadier generale
Ufficiali superiori   Colonnello   Capitano di vascello   Colonnello
  Tenente colonnello   Capitano di fregata   Tenente colonnello
  Maggiore   Capitano di corvetta   Maggiore
Ufficiali inferiori  Capitano   Tenente di vascello   Capitano
  Tenente   Sottotenente di vascello   Tenente
  Sottotenente   Guardiamarina   Sottotenente
Allievi Ufficiali   Aspirante guardiamarina[4]

Nell'Arma dei Carabinieri gli appartenenti al Corpo sanitario hanno gli stessi gradi del resto del personale.

FigureModifica

Campagne di guerraModifica

Missioni di paceModifica

Disciplina NATO sulle operazioni sanitarie all'esteroModifica

Le operazioni all'estero seguono una disciplina NATO quanto alla disposizione logistica e alle procedure sul campo per la fornitura di servizi sanitari militari d'emergenza.[5]

Role 1Modifica

Il Role 1 prevede le attività sanitarie d'emergenza per la raccolta dei militari feriti e traumatizzati, con funzioni di pronto soccorso e stabilizzazione dei pazienti prima o durante l'evacuazione a strutture sanitarie di livello superiore.

È sempre di competenza nazionale ed è solitamente organizzata a livello di battaglione, o unità equivalente.

Logisticamente dev'essere predisposto perché sia raggiungibile entro un'ora al massimo (golden hour) dal momento del ferimento o dalla lesione. Punti di soccorso a questo livello possono essere attrezzati con ambulanze da adibire a punti di primo soccorso e recupero feriti, dislocate in prossimità delle unità in operazione.

Role 2Modifica

Solitamente dislocato a livello di brigata, il Role 2, oltre a procedere a triage e primo soccorso nelle situazioni più critiche, raccoglie e tratta i soldati evacuati dalle unità Role 1. E', partendo dalla zona di combattimento, la prima postazione sanitaria dotata di sale operatorie in grado di stabilizzare chirurgicamente il paziente.

Le direttive NATO impongono che il paziente debba ricevere, qualora necessario, un intervento chirurgico a non più di 6 ore dall'insorgenza dell'evento lesivo: i punti di assistenza Role 2 vengono dunque dislocati di conseguenza, a livello di teatro.

Può essere di competenza nazionale o multinazionale, ed è responsabile anche della logistica e del rifornimento dei presidi sanitari Role 1 di sua competenza.

Nominalmente, si richiede che dispongano delle seguenti caratteristiche:

  • adeguate capacità di diagnostica per immagini;
  • almeno una sala operatoria con uno o più team chirurgici;
  • una capacità di ricovero di 30 letti;
  • un nucleo di igiene con capacità di disinfezione e disinfestazione.

Role 3Modifica

È la massima configurazione, in termini di capacità sanitarie, che si possa esprimere in un teatro operativo.

Si tratta di un punto di ricovero che generalmente è di carattere multinazionale, ricevendo personale e materiali da diverse nazioni umanitariamente coinvolte.

Agendo da punto di raccolta per gli interventi dei Role 2, nel Role 3 si accumulano un maggior numero di posti letto, diverse sale operatorie comprensive di diversi team chirurgici ciascuna, e svariati medici specialisti (ortopedici, pediatri, oculisti, ginecologi, otorinolaringoiatri, gastroenterologi, ecc.) militari o civili.

Compito essenziale di questo punto di soccorso è il primo smistamento di farmaci e generi di prima necessità per i punti sanitari dipendenti, nella propria area di competenza.

Role 4Modifica

Il Role 4 è, per l'Italia, il Policlinico militare Celio, o un centro ospedaliero di alta specializzazione nazionale, militare o civile.

I pazienti, rimossi dal teatro operativo nei tempi più adatti per una loro stabilizzazione, vi giungono per mezzo di un processo strategico di evacuazione aeromedica (MEDEVAC), operato dal Gruppo di Proiezione Sanitaria e dal Gruppo di Biocontenimento del Corpo Sanitario Aeronautico, basato a Pratica di Mare[6].

Scuole e struttureModifica

NoteModifica

  1. ^ L'organizzazione sanitaria militare
  2. ^ infodifesa.it
  3. ^ Ispettorato Generale della Sanità Militare - Difesa.it
  4. ^ Riservato agli Allievi dell'Accademia Navale
  5. ^ Farah: partnership tra l'Esercito Italiano e l'esercito afgano Archiviato il 19 ottobre 2011 in Internet Archive., da esercito.difesa.it, Rivista Militare, 2/2011
  6. ^ Evacuazione Aeromedica Strategica: l'esperienza USA[collegamento interrotto], Giornale di Medicina Militare, 2/2009
  7. ^ Organizzazione del Servizio sanitario militare (PDF), su forzearmate.org. URL consultato il 16 aprile 2011 (archiviato dall'url originale il 24 dicembre 2012).

BibliografiaModifica

  • Filippo Petroselli, Ospedale da campo. Memorie di un medico cattolico dalla guerra di Libia a Caporetto, Rubbettino, 2017
  • Domenico De Napoli, La sanità militare in Italia durante la prima guerra mondiale, Apes, 1989
  • Giorgio Cosmacini, Guerra e medicina. Dall'antichità a oggi, Laterza, 2011
  • Il cannone tuona continuamente… Studenti e docenti dell’Università di Parma alla Castrense: vita militare e sanitaria nella Grande Guerra, a cura di Valentina Bocchi e Andrea Di Betta, Fermoeditore, Parma, 2016

Voci correlateModifica

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