Tarvisio

comune italiano
Tarvisio
comune
Tarvisio – Stemma Tarvisio – Bandiera
Tarvisio – Veduta
La Pieve decanale dei Santi Pietro e Paolo
Localizzazione
StatoItalia Italia
RegioneFriuli-Venezia-Giulia-Stemma.svg Friuli-Venezia Giulia
ProvinciaNon presente
Amministrazione
SindacoRenzo Zanette (centro-destra) dal 12-6-2017
Territorio
Coordinate46°30′N 13°34′E / 46.5°N 13.566667°E46.5; 13.566667 (Tarvisio)Coordinate: 46°30′N 13°34′E / 46.5°N 13.566667°E46.5; 13.566667 (Tarvisio)
Altitudine754 m s.l.m.
Superficie208,36 km²
Abitanti4 133[2] (30-04-2020)
Densità19,84 ab./km²
FrazioniCamporosso, Cave del Predil, Coccau, Colazzo, Fusine in Valromana, Fusine Laghi, Monte Lussari, Rutte Grande, Rutte Piccolo, Sant'Antonio[1]
Comuni confinantiArnoldstein (AT-2), Chiusaforte, Hohenthurn (AT-2), Kranjska Gora (SLO), Malborghetto-Valbruna, Plezzo (Bovec, SLO)
Altre informazioni
Lingueitaliano, friulano, tedesco, sloveno
Cod. postale33018
Prefisso0428
Fuso orarioUTC+1
Codice ISTAT030117
Cod. catastaleL057
TargaUD
Cl. sismicazona 3 (sismicità bassa)
Cl. climaticazona F, 3 959 GG[3]
Nome abitantitarvisiani
Patronosanti Pietro e Paolo
Giorno festivo29 giugno
Cartografia
Mappa di localizzazione: Italia
Tarvisio
Tarvisio
Tarvisio – Mappa
Posizione del comune di Tarvisio nella ex provincia di Udine
Sito istituzionale

Tarvisio (Tarvis in friulano[4] e in tedesco[5], Trbiž in sloveno[6]) è un comune italiano di 4 133 abitanti[2] in Friuli-Venezia Giulia, il comune più orientale della ex-provincia di Udine.

È l'unico comune che era ed è rimasto di confine con la Slovenia a cavallo della seconda guerra mondiale.

Costituisce la sede della UTI del Canal del Ferro - Val Canale, di cui fa parte con i comuni di Chiusaforte, Dogna, Malborghetto Valbruna, Moggio Udinese, Pontebba, Resia e Resiutta.

Geografia fisicaModifica

TerritorioModifica

Il territorio del comune sorge nell'estremo nord-est del Friuli-Venezia Giulia, in Val Canale, a 754 metri m s.l.m., circondato dall'omonima foresta, in una zona di confine tra Italia, Austria e Slovenia (sul Monte Forno vi è la triplice frontiera), con la catena delle Caravanche Occidentali a nord-est (Monte Forno), le Alpi Giulie a sud (Monte Santo di Lussari), e al confine con il Canal del Ferro ad ovest (Alpi Carniche); nel territorio ricade anche parte della Catena Jôf Fuârt-Montasio e il gruppo del Mangart con i laghi di Fusine e il Lago del Predil, due massicci principali delle Alpi Giulie, che lo separano a sud dalla Val Raccolana e ad ovest dalla Valle del Fella. Geograficamente non appartiene alla regione italiana essendo posta al di là dello spartiacque principale alpino (sella Camporosso), facendo invece parte del bacino idrografico del Danubio e del Mar Nero: infatti il fiume Slizza (Slize in friulano, Gailitz in tedesco, Ziljica in sloveno) che da Cave del Predil attraversa Tarvisio sfocia nel Gail a Arnoldstein.

ClimaModifica

Nonostante sia posta a soli 754 m s.l.m., ha un clima continentale con inverni freddi (temperatura minima assoluta -23 °C nel gennaio 1985) e molto nevosi (causa precipitazioni elevate, media annua di 250 cm di precipitazioni nevose). Per contro le estati sono piuttosto calde (massima assoluta 37 °C nel luglio 1983). Nel territorio comunale è ubicata la stazione meteorologica di Tarvisio, ufficialmente riconosciuta dall'organizzazione meteorologica mondiale, nonché punto di riferimento per lo studio del clima della corrispondente area alpina.

StoriaModifica

Origini del nomeModifica

Dalla popolazione celtica dei Taurisci deriverebbe il toponimo "Tarvisio".

AntichitàModifica

D'origine romana, sembra che la cittadina sorga in una località abitata precedentemente da una popolazione celtica dei Taurisci.

MedioevoModifica

Possesso del Capitolo di Bamberga fin dall'XI secolo, a partire dal XII secolo assunse notevole importanza commerciale e nel 1456 ottenne dal vescovo di Bamberga il privilegio di tenere una fiera annuale, che vi ha luogo tuttora. A partire dal XV secolo vi fiorì l'industria del ferro; nello stesso periodo (1478 e 1492) subì saccheggi da parte dei Turchi.

Età modernaModifica

Fu coinvolta dalle vicende della Guerra di Gradisca (1615-18). Per lungo tempo il confine con i territori veneti della Carnia fu a Pontebba, il centro che precede Tarvisio risalendo il fiume Fella e segna il limite tra la Val Canale ed il Canal del Ferro.

Età contemporaneaModifica

Il centro, ritornato stabilmente all'Austria, fu in epoca napoleonica teatro di battaglie assieme alla vicina Malborghetto-Valbruna tra le truppe austriache e francesi (1797, 1809, 1813). Entrò a far parte del Regno d'Italia nel 1919, dopo la prima guerra mondiale e da allora ha conosciuto un notevole impulso come luogo di frontiera, trovandosi sulla direttrice Venezia-Vienna e in prossimità degli importanti valichi di Coccau, di Fusine e del Predil. A partire dagli anni venti del Novecento il comune di Tarvisio ha ricevuto consistenti flussi migratori, dal Friuli e dal resto d'Italia, che ne hanno radicalmente mutato la composizione etnica.

La resistenza delle guardie alla frontiera l'8 settembre 1943

Pochi sanno che la Resistenza italiana all'invasore tedesco nella seconda guerra mondiale ebbe inizio a Tarvisio, nella notte tra l'8 e il 9 settembre 1943. Nella cittadina infatti si trovava un presidio di 300 uomini della Guardia alla Frontiera, alloggiato nella caserma Italia. A Tarvisio la GaF era a regime ridotto, una presenza meramente simbolica, in quanto il confine era quello con l'alleato, e la caserma aveva ceduto la sua artiglieria pesante per la campagna di Jugoslavia. L'8 settembre, alle 7 di sera, la notizia dell'armistizio trasmessa dalla radio piombò come un fulmine a ciel sereno nel Circolo Ufficiali, suscitando in molti perplessità e sconcerto; infatti già dal 25 luglio era presente a Ugovizza, in Val Canale, un reggimento di Waffen SS, e nella piana di Arnoldstein, appena al di là del confine, erano acquartierate intere divisioni tedesche in assetto di guerra. Tuttavia, nonostante la disparità di forze il comandante del presidio, colonnello Giovanni Jon, come risposta all'intimazione tedesca di cedere le armi (il colonnello Brand aveva mandato un ultimatum, che era stato respinto) preparò la difesa della caserma, che si trovò in breve circondata; nelle condizioni di inferiorità in cui si trovavano, gli italiani non avrebbero potuto resistere per molto. I tedeschi dettero prima l'assalto al centralino, difeso dal plotone fucilieri, e lo rasero al suolo con l'ausilio di un cannone anticarro. Fu in questa circostanza che rimase ferita[7] la centralinista tarvisiana Luigia Picech, prima donna ad essere decorata di Medaglia d'Argento della Resistenza a cui è stata intitolata una via nella frazione di Tarvisio Centrale. La ragazza, incurante del fuoco nemico, continuava a tenere aperto il collegamento telefonico con la caserma e, quando la situazione si fece critica, assistette al contrattacco dei fucilieri, che vennero tutti abbattuti; Luigia allora cercò di impugnare la pistola di un soldato mortole a fianco. Nella caserma Italia, rimasta isolata, si continuò a combattere fino all'ultima cartuccia. Dopo le 9, quando ormai la battaglia durava da oltre 6 ore, il tenente colonnello Jon ordinò il cessate il fuoco, ed un drappo bianco venne innalzato. Il primo fuoco della resistenza italiana era costato 180 feriti e 25 morti, mentre i tedeschi contavano circa 80 caduti. I GaF superstiti, 95, due giorni dopo vennero fatti partire sui carri bestiame verso i lager tedeschi. Lo storico Alfio Caruso rivela come diverse storie inventate siano sorte proprio sulla figura della Picech, in particolare quella di essere rimasta uccisa sotto il fuoco delle SS, quando la stessa cronaca riporta il suo funerale nell’anno 1981.[7]

Monumenti e luoghi d'interesseModifica

 
Fiume Slizza a Riofreddo

Architetture religioseModifica

 Lo stesso argomento in dettaglio: .

AltroModifica

Siti archeologiciModifica

  • Steli funerarie romane nell'abitato di Camporosso

Aree naturaliModifica

SocietàModifica

Evoluzione demograficaModifica

Abitanti censiti[8]

Etnie e minoranze straniereModifica

Fino al 1919 la popolazione della cittadina era a larga maggioranza tedesca e slovena (questo si può notare ancor oggi nei cognomi di molti tarvisiani: Kravina, Ehrlich, Moschitz). Questo perché la zona della Valcanale rientrava a tutti gli effetti nella zona bilingue (tedesco-sloveno) della Carinzia meridionale.

La popolazione oggi è di maggioranza italiana, ma sono sempre presenti le minoranze slovena e tedesca. Assieme a Malborghetto-Valbruna, Tarvisio può vantarsi d'essere uno dei pochi comuni quadrilingui in Europa: vi si parlano infatti italiano, tedesco, sloveno e friulano.

Lingue e dialettiModifica

Analogamente ai vicini Malborghetto Valbruna e Pontebba, anche Tarvisio è un comune quadrilingue in cui, oltre all'italiano, vengono parlati anche il friulano[9], lo sloveno e il tedesco[10]. Ai sensi della Deliberazione n. 2680 del 3 agosto 2001 della Giunta della Regione autonoma Friuli-Venezia Giulia, il Comune è inserito nell'ambito territoriale di tutela della lingua friulana ai fini della applicazione della legge 482/99, della legge regionale 15/96 e della legge regionale 29/2007[11]. Nel territorio comunale vige altresì la Legge regionale 20 novembre 2009, n. 20 "Norme di tutela e promozione delle minoranze di lingua tedesca del Friuli Venezia Giulia"[12] e la Legge regionale 23 febbraio 2001, n. 38 - Norme a tutela della minoranza linguistica slovena della regione Friuli Venezia Giulia.

Da un punto di vista storico è il (proto) friulano l'idioma più antico della val Canale, parlato dalle popolazioni neolatine che a seguito della caduta dell'Impero romano d'Occidente abitavano la valle, prima di essere sostituito da altre lingue. Lo sloveno-carinziano venne portato da slavi nel VII secolo o poco dopo, a seguito dell'insediamento slavo delle Alpi orientali[13]. Il tedesco, di tipo bavarese-carinziano, si è diffuso a partire dal basso medioevo, favorito dal dominio dei vescovi di Bamberga prima e degli Asburgo poi[14]. Il friulano di oggi è invece il risultato delle recenti immigrazioni seguite all'annessione al Regno d'Italia dopo la grande guerra e per questo non appartiene a un dialetto preciso, ma riflette i caratteri di diverse varietà[15].

Attualmente nella frazione di Camporosso quasi la metà della popolazione è slovenofona; a Tarvisio, Coccau, Fusine e Rutte vi sono delle piccole minoranze tedescofone. Cave del Predil risulta invece del tutto italofona.[16][17]

Censimenti etnici a Tarvisio[18]
Anno % italiana/friulana % slovena % tedesca
1880 11 21 68
1910 6 13 81
1950 72 18 10
1983 84 7 9

Tradizioni e folcloreModifica

 Lo stesso argomento in dettaglio: Krampus.

Le tradizioni popolari sono influenzate dalla vicina Carinzia e Slovenia, della prima faceva parte durante l'impero asburgico: la festa caratteristica è quella di San Nicolò che viene accompagnato dai Krampus il 5 dicembre in tutte le frazioni del Tarvisiano.

CulturaModifica

IstruzioneModifica

ScuoleModifica

Tarvisio ospita il Liceo per gli Sport invernali "Ingeborg Bachmann".

MuseiModifica

Geografia antropicaModifica

Frazioni e localitàModifica

FrazioniModifica

Lo statuto comunale elenca, oltre al capoluogo, altre quattro frazioni (tra parentesi le denominazioni in tedesco, sloveno e friulano):

LocalitàModifica

Tra le località abbiamo:

Infrastrutture e trasportiModifica

StradeModifica

L'abitato di Tarvisio si trova nelle immediate vicinanze dell'Autostrada Alpe-Adria (A23) la quale è fruibile attraverso due svincoli: Tarvisio Sud e Tarvisio Nord. Tarvisio è anche lo snodo di due principali arterie stradali: la Pontebbana e la SS54.

FerrovieModifica

La stazione ferroviaria di Tarvisio, denominata Tarvisio Boscoverde, è uno scalo internazionale dove s'incontrano il servizio ferroviario italiano, gestito da Rete Ferroviaria Italiana e quello austriaco, gestito dalle ÖBB. L'impianto ferroviario è stazione terminale della nuova ferrovia Pontebbana, che porta a Udine, e della ferrovia Rodolfiana, che porta in Austria.

Prima dell'apertura della nuova linea Pontebbana, avvenuta nel 2000, Tarvisio era servita da due impianti ferroviari: la stazione di Tarvisio Centrale, che svolgeva il ruolo di stazione internazionale di confine, e dalla Stazione di Tarvisio Città. Fino al 1965, da Tarvisio Centrale si diramava la linea internazionale per Lubiana sulla quale si trovava la stazione di Tarvisio Vecchia che fu il primo scalo ferroviario tarvisiano.

Mobilità urbanaModifica

 
Tarvisio Città, ex stazione ferroviaria

I trasporti urbani del comune vengono svolti con autoservizi di linea gestiti dalla società SAF. Alcuni binari dell'ex stazione ferroviaria sono stati sostituiti dalla Ciclovia Alpe Adria.[19]

AmministrazioneModifica

Periodo Primo cittadino Partito Carica Note
1993 1997 Carlo Toniutti Lista civica (Centro-sinistra) Sindaco
1997 2002 Baritussio Franco Coalizione di centro-destra Sindaco
2002 2007 Baritussio Franco Coalizione di centro-destra Sindaco
2007 2012 Renato Carlantoni Alleanza Nazionale-Forza Italia Sindaco
2012 2017 Renato Carlantoni Il Popolo della Libertà (PdL) Sindaco
12 giugno 2017 in carica Renzo Zanette Forza Italia e Lega Nord Sindaco

SportModifica

Nel 2003 ha ospitato la XXI Universiade invernale, ricostruendo per l'occasione il Trampolino Fratelli Nogara, mentre nel 2007 e nel 2009 è stata la sede di tre gare di Coppa del Mondo femminile di sci alpino. Tarvisio ritroverà la Coppa del Mondo femminile anche nel 2011 e nel 2013. A Vancouver, infatti, il congresso della Fis ha approvato il calendario, assegnando a Tarvisio una discesa libera e un supergigante il 5 e 6 marzo 2011, mentre il 23 e 24 febbraio 2013 il calendario delle gare ha previsto discesa libera e supercombinata.

Presso il Trampolino Fratelli Nogara vi sono trampolini scuola con un HS 36 con punto K 31 chiamato Nino De Martis, un HS 25 con punto K 21 dedicato a Gianni Nervi e K8[20]. Vi è la possibilità di utilizzarli sia nel periodo invernale che in quello estivo. Tra le personalità sportive più importanti del luogo, si ricordano gli alpinisti della sezione CAI "Monte Lussari" Nives Meroi in primis, che assieme al marito Romano Benet ha scalato tutti i 14 ottomila senza ossigeno[21]. Secondo il sito del Comune di Tarvisio tra gli impianti sportivi presenti sul territorio: Il Campo Sportivo Comunale sito in Via Dante e il Palazzetto dello Sport.

NoteModifica

  1. ^ Comune di Tarvisio - Sito web.
  2. ^ a b Dato Istat - Popolazione residente al 30 aprile 2020.
  3. ^ Tabella dei gradi/giorno dei Comuni italiani raggruppati per Regione e Provincia (PDF), in Legge 26 agosto 1993, n. 412, allegato A, Agenzia nazionale per le nuove tecnologie, l'energia e lo sviluppo economico sostenibile, 1º marzo 2011, p. 151. URL consultato il 25 aprile 2012 (archiviato dall'url originale il 1º gennaio 2017).
  4. ^ toponomastica ufficiale (DPReg 016/2014), su arlef.it.
  5. ^ AA. VV., Dizionario di toponomastica. Storia e significato dei nomi geografici italiani, Milano, GARZANTI, 1996, p. 645.
  6. ^ Ministero dell'interno, servizi legislazioni minoranze etniche; DPR 12/09/2007 - Comuni slovenofoni del Friuli-Venezia Giulia, Ministero dell'Interno. URL consultato l'8 novembre 2011 (archiviato dall'url originale l'11 novembre 2011).
  7. ^ a b Archivio Storico del Corriere della Sera, RCS. URL consultato il 15 maggio 2013 (archiviato dall'url originale il 21 marzo 2015).
  8. ^ Statistiche I.Stat - ISTAT;  URL consultato in data 28-12-2012.
  9. ^ Lingua e cultura, su arlef.it.
  10. ^ Un caso unico. Pacifica convivenza di tre ceppi linguistici, Consorzio Promozione Turistica del Tarvisiano, di Sella Nevea e di Passo Pramollo. URL consultato il 6 febbraio 2014 (archiviato dall'url originale il 21 febbraio 2014).
  11. ^ Toponomastica: denominazioni ufficiali in lingua friulana., su arlef.it.
  12. ^ LR 20 novembre 2009, n. 20 Norme di tutela e promozione delle minoranze di lingua tedesca del Friuli Venezia Giulia, su lexview-int.regione.fvg.it.
  13. ^ Sloveno. L'idioma dei più antichi colonizzatori della valle, Consorzio Promozione Turistica del Tarvisiano, di Sella Nevea e di Passo Pramollo. URL consultato il 6 febbraio 2014 (archiviato dall'url originale il 21 febbraio 2014).
  14. ^ Tedesco. La lingua ufficiale di un'epoca lunghissima: dal 1006 al 1918, Consorzio Promozione Turistica del Tarvisiano, di Sella Nevea e di Passo Pramollo. URL consultato il 6 febbraio 2014 (archiviato dall'url originale il 21 febbraio 2014).
  15. ^ Friulano. Diverse parlate. Da quelle pontebbana e carnica a quella della Pedemontana., Consorzio Promozione Turistica del Tarvisiano, di Sella Nevea e di Passo Pramollo. URL consultato il 6 febbraio 2014 (archiviato dall'url originale il 21 febbraio 2014).
  16. ^ Ripartizione etnica in Val Canale ( F V G Italia) — Postimage.org, su postimg.cc. URL consultato l'8 dicembre 2019.
  17. ^ Ernst Steinicke, Peter Čede e Igor Jelen, „Klein-Europa“vor dem Verschwinden? Das Kanaltal hundert Jahre bei Italien.
  18. ^ Milan Bufon, Lo spazio con/diviso.
  19. ^ Ciclovia Alpe Adria Radweg, su alpe-adria-radweg.com. URL consultato il 6 giugno 2020.
  20. ^ Scheda Skisprungschanzen.com, su skisprungschanzen.com. URL consultato il 10 giugno 2012.
  21. ^ Nives Meroi e Romano Benet, la prima coppia al mondo ad aver scalato tutti i 14 [[Ottomila]] è italiana, su corriere.it. URL consultato il 1º luglio 2019. Wikilink compreso nell'URL del titolo (aiuto)

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