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Air India

compagnia aerea indiana
Air India
Logo
Air India Boeing 787-8 In Narita International Airport.jpg
Boeing 787-8 (Air India)
StatoIndia India
Fondazioneluglio 1932 a Mumbai
Fondata daJehangir Ratanji Dadabhai Tata
Sede principaleDelhi
Filiali
Persone chiave
  • Pradeep Kharola
    (Presidente del consiglio di amministrazione)[1]
  • Jehangir Tata
    (Fondatore)
SettoreTrasporto
Prodotticompagnia aerea
Fatturato₹222 miliardi (2,7 miliardi di €) (2017)
Utile netto₹57,65 miliardi (702,9 milioni di €) (2017)
Dipendenti20.956 (2016)
Slogan«Air India... Truly Indian (Air India...Veramente indiana)»
Sito web
Compagnia aerea di bandiera
Codice IATAAI
Codice ICAOAIC
Indicativo di chiamataAIRINDIA
Primo volo15 ottobre 1932
Hub
Frequent flyerFlying Returns
AlleanzaStar Alliance
Flotta125 (nel 2019)
Destinazioni94 (nel 2018)
Voci di compagnie aeree presenti su Wikipedia

Air India è la compagnia aerea di bandiera dell'India con sede a Nuova Delhi.[2] Appartiene al gruppo Air India Limited, una società di proprietà del governo indiano. Utilizza una flotta di aeromobili Airbus e Boeing con un totale di 94 destinazioni nazionali ed internazionali. Il principale hub della compagnia si trova presso l'aeroporto internazionale Indira Gandhi di Nuova Delhi, insieme a diverse focus city in tutta l'India. Air India è il più grande vettore internazionale al di fuori dell'India con una quota di mercato del 18,6%.[3] Oltre 60 destinazioni internazionali sono gestite da Air India in tutto il mondo. Inoltre, il vettore è la terza più grande compagnia aerea indiana in termini di passeggeri trasportati nel paese (dopo IndiGo e Jet Airways) con una quota di mercato del 13,5% a luglio 2017.[4] La compagnia è diventata il 27° membro dell'alleanza Star Alliance l'11 luglio 2014.

La compagnia venne fondata da Jehangir Tata con il nome di Tata Airlines nel 1932; Tata stesso pilotò il primo aeromobile della compagnia, un de Havilland Puss Moth, offrendo un servizio di posta aerea da Karachi all'aerodromo Juhu di Mumbai, proseguendo poi verso Chennai. Dopo la seconda guerra mondiale, divenne una public limited company e fu ribattezzata Air India. Il 21 febbraio 1960, ricevette il suo primo Boeing 707 denominato Gauri Shankar e divenne la prima compagnia aerea in tutta l'Asia ad aggiungere un aereo a reazione alla sua flotta.[5] Negli anni 2000 e 2001, sono stati fatti tentativi per privatizzare Air India e dal 2006 in poi, ha la compagnia ha subito perdite dopo la sua fusione con Indian Airlines.

Air India inoltre opera voli verso destinazioni nazionali ed in Asia attraverso le sue sussidiarie Alliance Air e Air India Express. La mascotte della compagnia è il Maharajah (l'imperatore) e il logo è composto da un cigno contenente la ruota del Tempio del Sole di Konarak.

StoriaModifica

Primi anni (1932-1945)Modifica

Come Tata Air ServicesModifica

Air India nacque come Tata Air Services, in seguito ribattezzata Tata Airlines.[6] La compagnia venne fondata da Jehangir Tata, un aviatore indiano e magnate commerciale.[7] Nell'aprile 1932, Tata vinse un contratto per portare posta per la Imperial Airways e il dipartimento di aviazione del Tata Group era composto da due de Havilland Puss Moths.[8][9] I primi voli erano composti da un servizio settimanale di posta aerea tra Karachi e Chennai via Ahmedabad e Mumbai. Nel suo primo anno di attività la compagnia aerea percorse 260.000 chilometri, trasportando un totale di 155 passeggeri e 10,7 tonnellate di posta, realizzando un profitto di ₹60,000 (circa 730€).[10][11]

Come Tata AirlinesModifica

Il primo volo della compagnia si svolse da Mumbai a Trivandrum a bordo di un Miles Merlin a sei posti.[12] Nel 1938, la compagnia aerea venne ribattezzata come Tata Airlines. Nello stesso anno vennero aggiunte destinazioni verso Delhi e Colombo, in Sri Lanka. Durante la seconda guerra mondiale, la compagnia aerea aiutò la RAF con movimenti di truppe, spedizione di rifornimenti, salvataggio di rifugiati e manutenzione aerea.

Post-indipendenza (1947–2000)Modifica

Come Air IndiaModifica

Dopo la seconda guerra mondiale, furono ripristinati tutti i collegamenti aerei e il 29 luglio 1946 la Tata Airlines divenne una public limited company sotto il nome di Air India.[13] In seguito all'indipendenza indiana nel 1947, il 49% della compagnia venne acquistato dal governo indiano. L'8 giugno 1948, un Lockheed Constellation L-749A denominato Malabar Princess decollò da Mumbai diretto a Londra Heathrow segnando il primo volo internazionale della compagnia.[14]

NazionalizzazioneModifica

Nel 1953, il governo indiano acquistò una quota di maggioranza della compagnia tramite l'Air Corporation Act.[15][16] La compagnia venne rinominata Air India International Limited e le rotte domestiche vennero trasferite a Indian Airlines come parte di ristrutturazione della società. Dal 1948 al 1950, la compagnia aerea introdusse nuove destinazioni verso Nairobi in Kenya e verso le principali città europee come Roma, Parigi e Düsseldorf. In seguito alla consegna del primo Lockheed Constellation L-1049 la compagnia inaugurò nuove destinazioni verso Bangkok, Hong Kong, Tokyo e Singapore.

Una flotta moderna

Il 21 febbraio 1960, Air India International introdusse il primo Boeing 707 alla flotta, diventando così la prima compagnia aerea asiatica ad entrare nell'era degli aerei a reazione.[17][18] Il 14 maggio 1960 la compagnia aerea inaugurò una nuova rotta verso New York. L'8 giugno 1962, il nome della compagnia fu ufficialmente cambiato in Air India e l'11 giugno 1962 divenne la prima compagnia aerea al mondo ad avere una flotta interamente composta da aerei a reazione. Nel 1971, la compagnia ricevette il suo primo Boeing 747-200B ed introdusse una nuova livrea, la Palace in the Sky. Nel 1986, Air India aggiunse alla flotta il suo primo Airbus A310-300 e nel 1994 iniziò la prima rotta non-stop tra New York e Delhi a bordo di un Boeing 747-400.

Post-liberalizzazione (dagli anni 2000)Modifica

Negli anni 2000 e 2001 sono stati fatti tentativi per ri-privatizzare Air India. Nel 2000, la compagnia introdusse servizi verso Shanghai, in Cina. Il 23 maggio 2001, il Ministero dell'Aviazione Civile Indiana ha accusato Michael Mascarenhas, l'allora amministratore delegato, di corruzione. Secondo i rapporti del ministero, la compagnia aerea ha perso circa ₹570 milioni (circa 7 milioni di €) a causa di commissioni extra.

Nel maggio del 2004 Air India lancia la sua prima sussidiaria low-cost, Air India Express, collegando l'India con il medio oriente e con il sud-est asiatico.

La fusione con Indian AirlinesModifica

Nel 2007, Air India e Indian Airlines sono state fuse con il nome di Air India Limited e la compagnia aerea ricevette il suo primo Boeing 777. Nello stesso anno la compagnia venne invitata a far parte della Star Alliance.

Le perdite combinate tra Air India e Indian Airlines nel 2006 furono di ₹7,7 miliardi (circa 93 milioni di €) e dopo la fusione, salirono a ₹72 miliardi (circa 877 milioni di €) a marzo 2009. Nel luglio del 2009 la State Bank of India venne nominata per preparare un piano di recupero per la compagnia aerea. La compagnia dovette vendere tre Airbus A300 e un Boeing 747-300M per finanziare il debito recuperando circa 16 milioni di €. A marzo 2011, Air India aveva accumulato un debito di ₹426 miliardi (circa 5 miliardi di €) ed era in perdita di ₹220 miliardi (circa 2,7 miliardi di €) richiedendo ₹429 miliardi (circa 5,2 miliardi di €) dal governo indiano. Un rapporto del Controllore e del Revisore Generale Indiano accusò Air India per la decisione di acquistare 111 nuovi aeromobili e l'inopportuna fusione con Indian Airlines durante una fase di perdita finanziaria. Nell'agosto 2011, l'invito ad aderire a Star Alliance venne sospeso a causa del mancato rispetto degli standard minimi richiesti. A marzo 2012 il governo indiano aggiunse ₹32 miliardi (circa 390 milioni di €) ai fondi della compagnia.

Il 1º marzo 2009, Air India aggiunse l'aeroporto di Francoforte sul Meno come hub internazionale per le connessioni con gli Stati Uniti dall'India. Tuttavia, il 30 ottobre 2010 la compagnia aerea ha chiuso l'hub a causa degli elevati costi operativi. Nel 2010 sono state chiuse le rotte economicamente meno redditizie e la compagnia aerea ha pianificato di aprire un nuovo hub a Dubai. Nel 2012, uno studio commissionato dal Ministero degli affari aziendali indiano raccomandò che Air India venisse parzialmente privatizzata. Nel maggio 2012 la compagnia invitò le banche a raccogliere ₹58 miliardi (circa 707 milioni di €) tramite prestiti commerciali. Nel maggio 2012, la compagnia aerea è stata multata di 70.000€ dal Dipartimento dei Trasporti degli Stati Uniti per non aggiornato il sito web della compagnia circa le eventuali tariffe opzionali per i passeggeri.

Nel 2013, l'allora ministro dell'Aviazione civile Ajit Singh dichiarò che la privatizzazione era la chiave per la sopravvivenza della compagnia aerea. Tuttavia, l'opposizione guidata dal Partito del Popolo Indiano e dal Partito Comunista d'India è andata contro questa iniziativa. Nel 2013, il governo indiano ha pianificato di finanziare la compagnia con ₹300 miliardi (circa 3,6 miliardi di €) che verranno costantemente aggiunti alla compagnia aerea lungo un arco di otto anni. Nel gennaio 2013, Air India riuscì a liquidare una parte delle sue quote in sospeso attraverso i fondi raccolti vendendo e mettendo in leasing i nuovi Boeing 787 Dreamliner acquistati. A marzo 2013, la compagnia aerea ha registrato il primo MOL positivo dopo quasi sei anni e una crescita del 20% dei ricavi netti rispetto alla situazione precedente. Sempre nel 2013, Air India divise le attività di ingegneria e cargo in due filiali separate, Air India Engineering Services Limited (AIESL) e Air India Transport Services Limited (AITSL).

Star AllianceModifica

L'11 luglio 2014 Air India divenne il 27° membro di Star Alliance. Nell'agosto del 2015, la compagnia ha firmato un accordo con Citibank e State Bank of India per raccogliere ₹21,8 miliardi (circa 265 milioni di €) in prestiti commerciali. Per l'esercizio 2014-2015, il fatturato, la perdita operativa e la perdita netta sono stati rispettivamente di ₹198 miliardi (circa 2,4 miliardi di €), ₹2,2 miliardi (circa 26 milioni di €) e ₹5,4 miliardi (circa 65,8 milioni di €) contro all'esercizio 2011-12, che sono stati di ₹147 miliardi (circa 1,7 miliardi di €), ₹5,1 miliardi (62 milioni di €) e ₹7,5 miliardi (91,4 milioni di €). A maggio 2017 Air India risulta la terza più grande compagnia aerea indiana in termini di passeggeri trasportati nel paese (dopo IndiGo e Jet Airways) con una quota di mercato del 13,5%.

PrivatizzazioneModifica

Il 28 giugno 2017, il governo indiano ha annunciato la privatizzazione di Air India. È stato istituito un comitato per avviare il processo.

Identità aziendaleModifica

 
L'Air India Building a Mumbai, sede di Air India.

La sedeModifica

Air India Limited ha sede presso la Indian Airlines House a Nuova Delhi. Air India ha spostato la propria sede dalla Air India Building in Mumbai a Delhi nel 2013. L'ex quartier generale è un complesso di 23 piani ed è stato uno degli obiettivi degli attentati di Mumbai nel 1993.

DestinazioniModifica

A marzo 2018, Air India presenta un totale di 94 destinazioni nazionali ed internazionali. Il principale hub della compagnia si trova presso l'aeroporto internazionale Indira Gandhi di Nuova Delhi e ha un hub secondario presso l'Aeroporto Internazionale Chhatrapati Shivaji di Mumbai.

AlleanzaModifica

A partire dall'11 luglio 2014 Air India è il 27° membro di Star Alliance.

Accordi commercialiModifica

FlottaModifica

 
Un Airbus A320-200 di Air India
 
Un Boeing 747-400 di Air India
 
Un Boeing 777-300ER di Air India

A febbraio 2019 la flotta Air India risulta composta dai seguenti aerei:[20]

Aereo In flotta Ordini Passeggeri Note
F J Y Totali
Airbus A319-100 22 8 114 122
144 144
Airbus A320-200 10 168 168
12 138 150
Airbus A320neo 24 1 12 150 162[21] VT-EXO in livrea "Star Alliance"
Airbus A321-200 20 12 170 182
Boeing 747-400 4 12 26 385 423
Boeing 777-200LR 3 8 35 195 238
Boeing 777-300ER 14 4 35 303 342 VT-ALJ in livrea "Star Alliance"
Boeing 787-8 27 18 238 256 VT-ANU in livrea "Star Alliance"
Totale 125 1

Flotta storicaModifica

 
Un Airbus A310-300 di Air India
 
Un Boeing 747-200 di Air India
 
Un Boeing 707-400 di Air India

Nel corso degli anni Air India ha operato con i seguenti modelli di aeromobili:[22][23]

Aereo Anno introduzione Anno ritiro Sostituzione Note
Airbus A300-100 1994 1994 Airbus A321
Airbus A300-200 1982 2002 Airbus A321
Airbus A310-300 1986 2012 Boeing 747-400
Airbus A330-200 2008 2015 Boeing 787-8 Leased da Air Berlin
Boeing 707-320B 1962 1989 Airbus A320-200
Boeing 707-320C 1964 1990 Airbus A319
Boeing 707–420 1966 2005 Airbus A319
Boeing 737-200 2007 2011 Boeing 767-300
Boeing 747-200 1971 2003 Boeing 747-400
Boeing 747-300 1988 2008 Boeing 777-200ER
Boeing 747-433M 2005 2008 Uno acquistato da Air Canada, è stao venduto nel 2008 alla Dubai Royal Air Wing.[24]
Boeing 757-200 2007 2007 Airbus A321
Boeing 767-300 2006 2008 Boeing 787-8 Leased da Flyglobespan
Boeing 777-200 2006 2010 Boeing 777-300ER Leased da United Airlines
Boeing 777-200ER 2005 2011 Boeing 777-200LR Provenienti da United Airlines
Douglas DC-8-60F 1977 1988 Boeing 707-420
Douglas DC-8-70F 1983 1995 Boeing 707-420
Ilyushin Il-62M 1989 1990 Airbus A310
Lockheed L-1011 TriStar 1995 1996 Airbus A330-200

NoteModifica

  1. ^ PTI, Pradeep Singh Kharola takes over as Air India CMD | Business Line, Thehindubusinessline.com, 11 dicembre 2017. URL consultato il 4 gennaio 2018 (archiviato il 3 marzo 2018).
  2. ^ Flying low; India's flag carrier is in big trouble, in The Economist, 21 luglio 2012. URL consultato il 15 ottobre 2016 (archiviato il 23 giugno 2016).
  3. ^ Air traffic soars 15% in April; Indigo stays on top; Air India marketshare flat at 12.9%, The Financial Express, 19 maggio 2017. URL consultato il 24 ottobre 2017 (archiviato il 6 agosto 2017).
  4. ^ [1][collegamento interrotto]
  5. ^ Air India : The History of The Aircraft Fleet, airwhiners.net. URL consultato il 15 luglio 2016 (archiviato il 24 luglio 2016).
  6. ^ Tata Airlines to Air India: Is the Maharajah set for a home flight?, The Indian Express, 22 giugno 2017. URL consultato il 24 ottobre 2017 (archiviato il 28 luglio 2017).
  7. ^ Airline Companies of the World, in Flight International, 27 aprile 1939. URL consultato il 17 settembre 2011 (archiviato l'8 ottobre 2013).
  8. ^ Pran Nath Seth e Sushma Seth Bhat, An introduction to travel and tourism, Sterling Publishers, 2005, ISBN 978-81-207-2482-2.
  9. ^ Bapu Behari, Astrological Biographies: Seventeen Examples of Predictive Insights, Motilal Banarsidass, 1996, ISBN 978-81-208-1322-9.
  10. ^ Switzerland Schweiz Suisse Svizzera, Air India. URL consultato il 13 settembre 2012 (archiviato dall'url originale l'11 agosto 2012).
  11. ^ Samanth Subramanian, When Air India Was Efficient, Profitable and Growing Fast, in The New York Times, 15 ottobre 2012. URL consultato il 24 marzo 2013 (archiviato il 3 aprile 2013).
  12. ^ Humane Face of IAF: Aid to the Civil Administration (PDF), Medind.nic.in. URL consultato il 1º ottobre 2012 (archiviato il 30 gennaio 2016).
  13. ^ Air India, Indian airline, su Encyclopædia Britannica. URL consultato il 6 marzo 2016 (archiviato il 12 marzo 2016).
  14. ^ Air Transport Inquiry Committee, Report of the Air Transport Inquiry Committee, 1950, University of California, 1950, p. 28.
  15. ^ Tatas history, su economictimes.indiatimes.com. URL consultato il 28 luglio 2017 (archiviato dall'url originale il 29 luglio 2017).
  16. ^ Air India: Air India was at its peak during the JRD Tata times: Jitendra Bhargava, Former ED, Air India - The Economic Times, Economictimes.indiatimes.com, 21 giugno 2017. URL consultato il 24 ottobre 2017 (archiviato il 29 luglio 2017).
  17. ^ Gopa Sabharwal, India Since 1947: The Independent Years, Penguin India, 2007, p. 77, ISBN 978-0-14-310274-8.
  18. ^ Sean Mendis, Air India : The history of the aircraft fleet, su airwhiners.net. URL consultato il 2 aprile 2014 (archiviato il 15 marzo 2014).
  19. ^ Code Share Partners - Air India, su www.airindia.in. URL consultato il 16 febbraio 2019.
  20. ^ (EN) Air India Fleet Details and History, su www.planespotters.net. URL consultato il 16 febbraio 2019.
  21. ^ Air India to opt for business economy class seats in A320 neos, in The Economic Times, 7 marzo 2016. URL consultato il 7 marzo 2016 (archiviato il 10 marzo 2016).
  22. ^ Air India : The History of The Aircraft Fleet - Airwhiners.net, su www.airwhiners.net. URL consultato il 16 febbraio 2019.
  23. ^ (EN) Air India Fleet Details and History, su www.planespotters.net. URL consultato il 16 febbraio 2019.
  24. ^ REGISTRATION DETAILS FOR VT-AIM (AIR INDIA) 747-433, su PlaneLogger. URL consultato il 27 novembre 2018.

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