Andrea Graziani

generale italiano
Andrea Graziani
Andrea Graziani (1864 - 1931).jpg
NascitaBardolino, 15 luglio 1864
MortePrato, febbraio 1931
Cause della mortesconosciute
Dati militari
Paese servitoItalia Italia
Forza armataRegio Esercito
CorpoFanteria
Milizia Volontaria per la Sicurezza Nazionale
Reparto2º Reggimento alpini
3º Battaglione fanteria
6º Reggimento alpini
Anni di servizio1882–1931
GradoGenerale di corpo d'armata
GuerreGuerra d'Eritrea
Prima guerra mondiale
CampagneFronte italiano (1915-1918)
BattaglieBattaglia degli Altipiani
Comandante di11º Reggimento bersaglieri
Brigata Ionio
Brigata Venezia
44ª divisione
33ª divisione
1º raggruppamento alpino
Divisione cecoslovacca
Fonte[1]
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Andrea Graziani (Bardolino, 15 luglio 1864Prato, febbraio 1931) è stato un generale italiano.

BiografiaModifica

Andrea Graziani nacque nel 1864 a Bardolino. Il padre era notaio ed ebbe otto figli. In seguito la numerosa famiglia si trasferì a Valgatara in Valpolicella.[2][3][4]

Sottotenente nel 1882, fu in Eritrea nel 1887 e nel 1904 insegnò alla Scuola di Guerra. Passò successivamente col grado di capitano dal 2º alpini al corpo di S.M. della divisione di Ancona nel 1895. Durante il terremoto di Reggio e Messina (1908) meritò un encomio speciale e la medaglia d'oro di benemerenza per i soccorsi prestati. Colonnello nel 1914 al 11º bersaglieri fu inviato a prestare di nuovo i soccorsi in Marsica dopo il terremoto del 13 gennaio 1915.[1]

Prima guerra mondialeModifica

Dopo l'inizio delle ostilità con l'Austria-Ungheria e un breve incarico presso il 15º bersaglieri, fu promosso a Generale di brigata e comandò prima le brigate Jonio e Venezia in Valsugana e poi la 44ª divisione sul Pasubio durante la Strafexpedition del giugno 1916. Rimase a comando della 44ª divisione nel settore Pasubio-Vallarsa fino a marzo 1917, che gli fece guadagnare la fama di “eroe del Pasubio”. Nella primavera 1917 fu trasferito al comando della 33ª divisione sul Carso dove si guadagnò la terza medaglia d'argento.

Nel frattempo promosso a Tenente generale fu nominato da Cadorna Ispettore generale del movimento di sgombero il 2 novembre 1917 in seguito alla disfatta di Caporetto. Durante la ritirata divenne l'immagine della repressione dei disertori[1][5].

 
L'artigliere Alessandro Ruffini

Il Dizionario Biografico dei Veronesi edito dall'Accademia di Agricoltura, scienze e lettere di Verona, scrive che "Sempre e dovunque si è distinto per la brutalità verso i sottoposti. Fucilazioni, decimazioni, punizioni mortali."

In particolare, fu protagonista dell'esecuzione, il 3 novembre 1917 a Noventa Padovana, dell'artigliere Alessandro Ruffini (29 gennaio 1893-3 novembre 1917), colpevole di averlo salutato militarmente senza prima essersi levato di bocca il sigaro che stava fumando. Ruffini fu prima brutalmente bastonato e successivamente fucilato "per dare un esempio terribile atto a persuadere tutti i duecentomila sbandati che da quel momento vi era una forza superiore alla loro anarchia", come affermò lo stesso Graziani in risposta ad alcune proteste e interrogazioni parlamentari sollevate a seguito della pubblicazione della notizia della fucilazione di Ruffini sul quotidiano Avanti! del 28 luglio 1919.[6][7][8] Nel solo mese di novembre del 1917 ordinò 34 esecuzioni sommarie.[9] Ancora nel novembre 1917 fu nominato a capo del 1º raggruppamento alpino sull'Altopiano di Asiago. L'11 aprile 1918 il ministero della Guerra lo incaricò di costituire un corpo di cecoslovacchi (ex prigionieri austro-ungarici) combattenti in Italia. Con la divisione cecoslovacca occupò il settore del Monte Altissimo di Nago e iniziò la costruzione della strada sul Monte Baldo —«la strada per Praga» la chiamarono— che poi Graziani riuscì a far completare dopo la guerra da un consorzio da lui stesso costituito. Fu collocato a riposo dopo la fine della guerra.

DopoguerraModifica

Nel 1923 aderì al fascismo e divenne Luogotenente Generale della Milizia volontaria per la sicurezza nazionale (Mvsn).

 
Busto di Graziani a Valgatara

Nel 1927 il Regio Esercito lo promosse Generale di corpo d'armata nella riserva.[1] Si appassionò alle opere pubbliche: oltre alla «sua» strada sul Baldo, fu un grande sostenitore della Galleria Adige-Garda tra Mori e Torbole, che sarà terminata però nel 1959, e del Canale Biffis in val d'Adige, iniziato nel 1928 e finito nel 1943. Si schierò con gli agrari nelle grandi opere di bonifica, presiedette il consorzio Utenti acque medio Adige e rimboschì colline e montagne veronesi. Fu sindaco di San Massimo negli anni Venti, comune poi accorpato con Verona nel 1927.[2]

Il 27 febbraio 1931 il generale fu trovato morto sui binari nel tratto Prato-Firenze: la causa della morte non fu mai accertata, anche se le autorità dell'epoca archiviarono il caso come una caduta accidentale dal treno. Fu sepolto il giorno dopo a Valgatara dove risiedeva.[2]

OnorificenzeModifica

  Medaglia d'argento al valor militare
— Altipiano Carsico, 23-27 maggio 1917

NoteModifica

  1. ^ a b c d Nicola Fontana: Il fondo fotografico del Generale Andrea Graziani pp. 174-175
  2. ^ a b c Andrea Graziani, Generale - Aperta Discussione. URL consultato il 31 luglio 2018.
  3. ^ Dario Graziani: Il Fucilatore: vita del Generale Andrea Graziani s.i.p.
  4. ^ Villa Graziani. URL consultato il 10 agosto 2018.
  5. ^ Il generale fucilatore (PDF). URL consultato il 31 luglio 2018.
  6. ^ Aldo Cazzullo, "La guerra dei nostri nonni", Milano, Mondadori, 2014, pp. 39-41
  7. ^ Cesare Alberto Loverre: Al muro! Le fucilazioni del generale Andrea Graziani nel novembre 1917. Cronache di una giustizia esemplare a Padova e Noventa Padovana pp. 8-23
  8. ^ Alessandro Ruffini, l’artigliere fucilato per un sigaro. URL consultato il 16 ottobre 2017.
  9. ^ Enzo Forcella e Alberto Monticone, Plotone di esecuzione: I processi della prima guerra mondiale, Gius.Laterza & Figli Spa, 2008, p. LXXXI, ISBN 978-88-420-5492-4.

BibliografiaModifica

  • Fabio Dal Din: L'ingiustizia militare: esecuzioni sommarie, fucilazioni e punizioni nelle fila (sic) del Regio Esercito durante la Grande Guerra, Gino Rossato, Valdagno 2017 ISBN 978-88-8130-132-4.
  • Nicola Fontana: Il fondo fotografico del Generale Andrea Graziani in: Museo storico italiano della guerra: Annali N. 23 – 2015, Rovereto 2016.
  • Dario Graziani: Il Fucilatore: vita del Generale Andrea Graziani. Francesco Graziani, 2015 (ebook)
  • Cesare Alberto Loverre: Al muro! Le fucilazioni del generale Andrea Graziani nel novembre 1917. Cronache di una giustizia esemplare a Padova e Noventa Padovana, in "Materiali di Storia", n.19, aprile 2001, p. 3-24. (PDF)
  • Paolo Malaguti: Prima dell'alba. Neri Pozza, Vicenza 2017 ISBN 978-88-545-1117-0.
  • G. F. Viviani (a.c.): Dizionario Biografico dei Veronesi. Accademia d'Agricoltura, Verona 2009 ISBN 978-88-86168-21-2.

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