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Daicon III e Daicon IV Opening Animations

film del 1981 diretto da Hiroyuki Yamaga
Daicon III Opening Animation
Titolo originaleDAICON 3
Lingua originalegiapponese
Paese di produzioneGiappone
Anno1981
Durata5:23 minuti
Generefantascienza, azione
RegiaHiroyuki Yamaga
ProduttoreToshio Okada, Yasuhiro Takeda
MusicheKōichi Sugiyama, Yūji Ōno, Bill Conti
Daicon IV Opening Animation
Titolo originaleDAICON 4
Lingua originalegiapponese
Paese di produzioneGiappone
Anno1983
Durata5:49 minuti
Generefantascienza, azione, musicale
RegiaHiroyuki Yamaga
ProduttoreToshio Okada, Yasuhiro Takeda
MusicheKitarō, Electric Light Orchestra

Daicon III Opening Animation e Daicon IV Opening Animation (o, più semplicemente, Daicon III e Daicon IV) sono due cortometraggi anime. Girati su pellicola 8 millimetri rispettivamente nel 1981 e nel 1983 per le omonime convention al Nihon SF Taikai, furono realizzati da un gruppo di animatori indipendenti detto Daicon Film, che poco dopo si sarebbe formalizzato come Gainax, e divennero noti per la loro qualità di produzione insolitamente alta per delle opere amatoriali e per l'inclusione di numerosi riferimenti alle culture otaku e pop occidentale: di questi ultimi soprattutto il Playboy Bunny e la canzone del gruppo rock britannico Electric Light Orchestra Twilight vennero inseriti senza previa autorizzazione.

Hideaki Anno, Hiroyuki Yamaga e Takami Akai crearono in solitaria Daicon III, contraendo dei debiti che sanarono vendendo videocassette e bobine da 8 mm. I profitti che ne derivarono li fecero confluire direttamente alla lavorazione di Daicon IV, per la quale chiamarono come assistenti almeno altre nove persone: in tale sede Anno ed Akai si limitarono alla supervisione alle animazioni, mentre Yamaga alla regia. Nonostante il loro discutibile stato giuridico, nel 2001 la rivista giapponese Animage classificò le due opere, sotto il titolo unificante Daicon, al trentacinquesimo posto della classifica dei "Top 100" migliori anime di tutti i tempi.

TramaModifica

Daicon III Opening AnimationModifica

Un Jet VTOL della Pattuglia Scientifica di Ultraman scende dal cielo verso la Terra, mentre una ragazzina, di ritorno da scuola con il suo randoseru, lo osserva atterrare da dietro un albero. Da esso scendono due membri del corpo speciale che le offrono un bicchiere d'acqua (secondo Okada, simboleggia l'«opportunità», ovvero, per Eng, «fare il miglior uso delle proprie opportunità combattendo contro coloro che cercano di sottrarr[cele]»[1]) , chiedendole di consegnarlo a DAICON. Lei allora saluta e corre via, ma incontra subito "Punk Dragon" che le blocca la strada con un mecha. Questi si ribella al suo padrone e lo fa saltare in aria con un missile; dopodiché ingaggia battaglia contro la bambina, che però riesce ad avere la meglio, mostrando una forza fuori dall'ordinario. Nel frattempo Gomora emerge dal terreno e tenta di prenderla, ma ella, sfruttando un razzo ausiliario nascosto nello zaino, fugge in volo, inseguita dal robot. Continuano la loro battaglia a mezz'aria e un colpo del mecha colpisce la scolaretta, che, priva di sensi, cade e lascia la presa del bicchiere. All'ultimo momento tuttavia ha una visione della Pattuglia Scientifica e riacquista conoscenza. In fretta riprende il recipiente prima che si rompa al suolo. Atterrata in una città completamente deserta, prosegue la sua battaglia con il robot, ferma uno dei suoi missili a mani nude e glielo lancia contro, facendolo esplodere: seppur però ridotto in pezzi, esso riesce a sparare un razzo segnalatore che, esplodendo, produce il simbolo di Ideon, chiamando a raccolta Godzilla, King Ghidorah e Gamera. Questi attaccano la ragazza, la quale cerca rifugio in aria, ma inutilmente, dato che i cieli sono solcati da uno Star Destroyer, un TIE e dalle astronavi marziane del film del 1953 La guerra dei mondi. Ella allora estrae dalla cartella un righello di bambù, che magicamente diventa una spada laser, con la quale taglia a metà un Baltan di Ultraman. Infine lancia un certo numero di piccoli missili dal suo zaino, annientando un Maser Tank della serie Godzilla, la nave da guerra sottomarina Atragon, la corazzata Yamato, l'USS Enterprise, un X-wing e Daimajin. Infine raggiunge un paesaggio desertico, nel quale versa l'acqua su un daikon raggrinzito sepolto nel terreno, che, rinvigorendo, si trasforma nell'astronave Daicon. Inondata di luce, viene condotta a bordo: vestita di un'uniforme navale e con Toshio Okada e Yasuhiro Takeda al posto di comando, parte per i confini lontani dell'universo.[2] Come sottofondo musicale furono utilizzati i brani Prologue (プロローグ?) ed Epilogue -Sunrise- (エピローグ・日の出)?) di Yūji Ōno (tratto dall'album Cosmos del 1981[3])[4] e Runaway di Bill Conti (facente parte della colonna sonora del dodicesimo film su James Bond Solo per i tuoi occhi[5])[6].

Daicon IV Opening AnimationModifica

 
Gli Electric Light Orchestra in un concerto nel 1986

In apertura dell'opera, in circa novanta secondi è riassunto Daicon III Opening Animation, con Noah's Ark[N 1] del compositore nipponico Kitarō come accompagnamento musicale.[7] Dopo di ciò, viene mostrata l'astronave Daicon che si appresta ad affrontare un viaggio interstellare sulle note del brano Prologue degli Electric Light Orchestra, il cui testo («Just on the border of your waking mind/ There lies another time/ Where darkness and light are one/ And as you tread the halls of sanity/ You feel so glad to be, unable to go beyond/ I have a message from another time»[8]) compare in sovrimpressione alla sequenza. Ad esso segue, esattamente come nell'album Time dal quale sono tratti,[9] il singolo Twilight.[10]

La ragazzina ora è adulta e, indossando un costume da Playboy Bunny, affronta una serie di disavventure in giro per il cosmo: combatte contro una moltitudine di mostri fantascientifici (Astron, Jamira, Zarab Seijin, King Joe, Seabonzu, Twin Tail, Gesura, Dada e Saturn)[N 2] ed un RX-78 Gundam, per poi sbaragliare un'orda di Metron Seijin (schivando gli attacchi di Gyango, Red King, Baltan Seijin, Takkong, Pole Seijin, Z-Ton, Mephilus Seijin e Seagoras[N 2]); duella con la spada laser contro Dart Fener, assistito da degli stormtrooper e con sullo sfondo la Morte Nera; sulla cima di una scogliera sconfigge uno xenomorfo con le gambe artificiali, che brandisce il Discovery One, e Dynaman. La Stormbringer appare all'improvviso nel cielo e la ragazza ci salta sopra, cavalcandola come una tavola da surf. Vengono mostrate alcune scene non collegate alla trama principale, come Yoda (indicato come "Yū Ida") che imbastisce una commedia giapponese con vari personaggi del pubblico (tra cui C-3PO e Chewbecca, Dottor Zero,[N 3] e un Pira Seijin[N 2] con sullo stomaco tatuato "Bakuhatsu Tarō"[N 4]).

Ella sta ancora sulla spada demoniaca quando incontra una formazione di Ultra Hawk 1.[N 2] Quindi sbaraglia la Yamato, l'Arcadia di Capitan Harlock ed una SDF-1 in tandem con un esplosivo VF-1 Valkyrie armato con una sciabola a raggi simile a quella di Gundam. Dopo aver affrontato un'ennesima battaglia aerea in una caffetteria otaku, la si vede in un mondo pieno di supereroi americani (come Capitan America, Robin, Batman, Uomo Ragno, Superman e Wonder Woman). Una miriade di velivoli fantastici e personaggi (da Il Signore degli Anelli, Conan il barbaro, Le cronache di Narnia eIl ciclo di Pern, tra gli altri) appaiono in cielo sopra di lei, incluso un incrociatore da battaglia Klingon, la nave del romanzo Base Luna chiama Terra, il Millennium Falcon, Lord Jaxom,[N 5] i Thunderbirds, Kamen Rider, Jumborg Ace, un Verme Re da Nausicaä della Valle del vento, Nausicaä stessa, Lynn Minmay, Mazinga Z, Kool Seijin[N 2] e Cutie Honey. Una volta tornata a terra, la giovane salta giù dallo si divide in sette parti, che volano attraverso il cielo brillando di altrettanti diversi colori. Viene mostrata dopo di ciò una sequenza di famose astronavi che si schiantano l'una contro l'altra (Moguera, Yamato, Mothra, Atragon, White Base[N 6] e Thunderbird 5). Poi, improvvisamente, «quella che potrebbe essere descritta solo come una bomba atomica» secondo il saggista Takashi Murakami[10] esplode su una città non popolata, lasciando dietro di sé una raffica di petali di sakura. I conseguenti sconvolgimenti della Terra danno vita a nuovi mondi, mentre un raggio lanciato dalla Daicon attraversa l'atmosfera, dando vita ad una vegetazione lussureggiante in tutto il pianeta. Il corto si chiude con una panoramica di una folla enorme di personaggi immaginari (tra i quali si riconoscono Anna,[N 7] Apollo Geist, Bandel Seijin,[N 2] Barom-1, Bart, Bert, Big X, Boss Borot,[N 8] un Brutishdog, il capitano Dyce, Char Aznable, Cobra, Cornelius,[N 9] Cyborg 009, Densen Man, Doruge (un kaijū della Toei Company), Doraemon, Gavan, il mostro della laguna nera, Gort, Hikaider, il dottor Jack Griffin, Koichi Zenigata, Kamen Rider V3, Kanegon, Kemur,[N 2] Lamù, Lupin III, Maria da Metropolis, Mutante di Metaluna, i marziani de La guerra dei mondi del 1953, Ming lo spietato, Moon Mask Rider, Q-tarō, Pris, Robby il robot, Robocon, il robot-pistolero de Il mondo dei robot, Robot Santōhei, Jena Plissken, Soran, Space Ace, Go Mifune, Spock, Superman, Super sentai, Susumu Kodai,[N 10] Super Robot 28, Toriton ed uno Xilieno.[N 11][11][12]

ProduzioneModifica

(EN)

«The very first thing that got my friends and [me] together was this convention... At those conventions of course there were tons of sci-fi novel fans, but I wasn't anything like that at all... It's certainly not always the case that people [get into this industry] because they've watched sci-fi works and say "I'm going to do that!"»

(IT)

«La prima cosa che ha riunito i miei amici e [me] è stata questa convention... A quelle convention c'erano ovviamente tantissimi appassionati di romanzi di fantascienza, ma non ero affatto uno di questo genere... Certamente non è sempre il caso che la gente [entri in questo settore] perché ha visto delle opere di fantascienza e si è detta "Farò questo!"»

(Hiroyuki Yamaga[13])

Toshio Okada e Yasuhiro Takeda si incontrarono all'AshinoCon del 1978, in seno ad un incontro sull'arte della narrazione. Entrambi frequentavano l'università (il primo la Osaka Electro-Communication University e il secondo Scienze e Tecnologia nel Kansai) e condividevano una grande insoddisfazione nei confronti della poca attenzione riservata agli anime ed ai tokusatsu.[14] Di conseguenza sfruttarono il ventesimo e ventiduesimo Nihon SF Taikai che si tennero ad Osaka e chiamati DAICON (un nome derivato dalle particelle "dai", pronuncia alternativa della "O" di "Osaka", e "con", abbreviazione di "convention") per proporre dei filmati animati d'apertura.[15] Takeda, che era uno dei principali organizzatori dell'evento,[16] approcciò così Anno, Akai e Yamaga nel 1980, all'epoca studenti all'Università di belle arti della città.[15] Nei piani originari dovevano essere girati su pellicola a 16 millimetri, ma furono invece realizzati su quella ad 8 e la loro produzione finì soltanto la mattina prima del loro debutto.[1] Per ripagare le spese della lavorazione, come anticipato, furono vendute le loro copie video e ciò spinse Lawrence Eng, antropologo coreano-statunitense autore di numerose pubblicazioni sulla cultura otaku, a vederli come il primo esempio di original video animation (OVA) antecedente a Dallos di Mamoru Oshii, edito infatti solo a fine 1983.[1][17]

Daicon IIIModifica

(EN)

«It's hard enough to draw a single Powered Suit with all the lines and complex shapes but here he [Anno] was animating one right in front of us... That settled it - we were doing an anime for the opening film.»

(IT)

«È abbastanza difficile disegnare una singola Powered Suit con tutte le linee e le forme complesse, ma in quel momento [Anno] ne stava animando una proprio di fronte a noi... Ci siamo sistemati - stavamo facendo un anime per il film di apertura.»

(Yasuhiro Takeda[15])
 
Osamu Tezuka non vide Daicon III il giorno della convention, ma gli fu mostrato da Akai e Yamaga più tardi quella sera stessa. A fine proiezione, egli disse: «Beh, c'erano sicuramente molti personaggi nel film... Ce n'erano anche altri che non erano nel film». Akai e Yamaga in seguito si resero conto di aver totalmente omesso le sue creazioni e rimediarono immediatamente con Daicon IV.[18]

Hideaki Anno, Hiroyuki Yamaga e Takami Akai lavorarono da soli a Daicon III.[19] Yasuhiro Takeda spiegò nel suo libro The Notenki Memoirs: Studio Gainax and the Men Who Created Evangelion del 2005 che Anno sapeva come realizzare un anime, ma che non aveva mai lavorato con il rodovetro. Furono indirizzati ad una catena di negozi specializzati proprio per la produzione di opere animate, l'Animepolis Pero, dove scoprirono che il costo dei cel era troppo elevato; quindi ne acquistarono uno solo e lo portarono ad un produttore di vinile a est di Osaka e comprarono un rotolo per 2000 yen.[1][2][20] Tuttavia, dopo aver tagliato e preparato i fogli in vinile, constatarono che le lamine si attaccavano insieme quando la vernice asciutta si staccava.[21] Per mantenere bassi i costi, i tre fecero da soli i fori nei fogli B5 per l'animazione.[21]

La realizzazione venne portata avanti in una stanza vuota della casa di Okada soltanto dai tre, sebbene vi fossero presenti altre persone coinvolte nel business della compagnia, che a volte davano una mano a ritoccare i cel.[22][21] Il tutto non aveva professionalità o una suddivisione dei ruoli precisa; pur tuttavia vennero accreditati Takeda ed Okada alla produzione, Yamaga alla regia, Akai al character design e Anno all'animazione del mecha (che Kazutaka Miyatake dello Studio Nue progettò nei primi anni Ottanta originariamente per un'edizione giapponese del romanzo del 1959 di Robert A. Heinlein Fanteria dello spazio[23]).[24] Le riprese vennero eseguite da una macchina fotografica su un treppiede ed i fotogrammi furono organizzati da quest'ultimo perché non c'era una scheda di temporizzazione.[22]

Daicon IVModifica

Sebbene l'esperienza del gruppo di artisti si sarebbe dovuta concludere con la proiezione di Daicon III, Okada decise di abbandonare gli studi nel 1982 e di aprire un negozio a casa sua chiamato General Products (nome derivato dalla società gestita dai Burattinai di Pierson, specie aliena che compare nel Ciclo dello Spazio conosciuto dello scrittore statunitense Larry Niven) con dei finanziamenti da parte del padre, forte delle grandi vendite del merchandise che riproduceva i personaggi SF.[14] Quindi con l’aiuto di Takeda, amici universitari ed altri conoscenti si specializzò anche in garage kit e materiale legato ai tokusatsu e ai personaggi di Daicon III, promuovendosi attraverso alcuni articoli di giornale scritti di suo pugno.[14] Con i soldi guadagnati da questa attività venne fondata la Daicon Film, piccolo studio di produzione che realizzò, in preparazione al ventitreesimo Nihon SF Takai, i cortometraggi in 8 mm Kaiketsu Notenki (かいけつ のてんき?) (di Takeda), Aikoku Senpai Dainippon (あいこく せんぱい だいにっぽん?) (di Akai) Kaettekita Ultraman (かえってきた うltらまん?) (diretto da Anno nel 1983), parodie delle pellicole con effetti speciali.[25][14] Immessi sul mercato al prezzo di 10000 yen, ne vennero vendute circa tremila copie.[14]

L'impianto di lavorazione di Daicon IV venne approntato in un apposito studio in un edificio chiamato Hosei Kaikan che era di proprietà di un'azienda tessile.[26] Definito da Takeda «letteralmente un negozio di anime», esso venne chiuso alle 21:00, con al suo interno la maggior parte dello staff (circa dodici persone in tutto) a lavorare per tutta la notte senza aria condizionata.[27] Hiroyuki Yamaga ricoprì ancora una volta la parte di regista e Hideaki Anno e Takami Akai quella dei direttori dell'animazione.[19] Toru Saegusa d'altro canto progettò la grafica e Yoshiyuki Sadamoto, Mahiro Maeda, Norifumi Kiyozumi pensarono all'animazione vera e propria. Eventuali sequenze aggiuntive furono realizzate da Ichirō Itano, Toshihiro Hirano, Narumi Kakinouchi (tutti della Artland[14]), Sadami Morikawa e Kazutaka Miyatake.[19] Inizialmente, il corto doveva durare quindici minuti, ma la sua difficile produzione ne impose un considerevole taglio.[1]

DistribuzioneModifica

Numerose riviste specializzate parlarono di Daicon III e questo permise la vendita delle copie su richiesta.[14] Assieme alle versioni in videocassetta e in 8 millimetri, vennero resi disponibili all'acquisto anche degli artwork originali e dei fotogrammi.[28] A causa di problemi di copyright, una pubblicazione ufficiale dei corti si rivelò impossibile: infatti ad esempio, l'uscita di Daicon IV negli Stati Uniti d'America venne bloccata in quanto erano stati negati i diritti d'uso del costume da coniglietta di Playboy e della musica degli Electric Light Orchestra.[29] Tuttavia, un laserdisc intitolato Daicon III e IV Opening Animation fu ufficialmente rilasciato in Giappone come allegato ad un artbook da ¥ 16.000. Tuttora è considerato raro e di grande valore tra i collezionisti, disponibile soltanto a prezzi molto elevati anche superiori ai mille dollari.[29]

Accoglienza ed influenza culturaleModifica

 
Takami Akai (qui nel 2009), si aspettava dei migliori risultati qualitativi riguardo i due corti[30]

Daicon III riscosse un grande successo alla convention: registrò circa 1500 spettatori[31] e lo staff decise di approfittare dell'occasione per progettare numerosi oggetti di merchandising, da vendere per rimborsare le spese di produzione.[15] Tra i «prodotti ufficiali» v'erano delle «minuscole mascotte», uno spazio aperto al pubblico dove poter giocare ad una «videogioco simulatore di Star Trek per PC» (che in realtà era condotto da dei membri dello staff travestiti da personaggi della serie),[32] e delle «Powered Suit di poliestere»,[33] che andarono ben presto esauriti.[14] Inoltre Anno e Yamaga vennero ingaggiati dallo Studio Nue per lavorare ad alcuni episodi di Fortezza superdimensionale Macross (1982).[14] Il suo seguito generò ancora più clamore, venendo accolto con un «entusiasmo non diluito», venendo visto da ben 4000 persone e spingendo gli organizzatori del festival a creare eventi collaterali.[31] Nel 2001, il periodico Animage li classificò al trentacinquesimo posto della classifica dei migliori cento anime di tutti i tempi.[34]

Secondo Dani Cavallaro, saggista statunitense ed autrice de The Art Of Studio Gainax: Experimentation, Style and Innovation at the Leading Edge of Anime del 2008:

(EN)

«Daicon 3 represents an epochal landmark not only in the evolution of the most visionary anime studios of all times but also in the history of animation at large. Indeed, it single-handedly redifined the notion of "convention", paving the way for today's ever-blossoming events of that ilk.»

(IT)

«Daicon 3 rappresenta un punto di riferimento epocale non solo nell'evoluzione di uno degli studi anime più visionari di tutti i tempi, ma anche nella storia dell'animazione in generale. In effetti, ha ridefinito da solo il concetto di "convention", spianando la strada agli eventi in continua fioritura di oggi di quel genere.»

(Dani Cavallaro[32])
 
Un costume da coniglietta di Playboy, molto simile a quello della protagonista di Daicon IV

Di fatto, Okada fu un pioniere nel business di gadget fantascientifici ispirati a prodotti della madrepatria, in quanto «allora, la maggior parte di negozi sci-fi [...] importava le merci da film stranieri».[32] Inoltre Yamaga confessò che «all'epoca, i venditori di giocattoli non si curavano di tenere cose come navi spaziali e robe da anime, film di fantascienza o simili. Ce n'erano alcune economiche per i bambini, ma assolutamente nulla per i fan più sfegatati. Quello che abbiamo fatto è stato costruirli da noi dai prototipi su fino a venderli.»[13] In più, l'ottimo risultato spinse questi a fondare il Wonder Festival, «un qualcosa come un mercato delle pulci per garage kit»; a sua volta, quest'iniziativa fu un trionfo clamoroso e divenne una fiera semestrale tenuta ogni febbraio e agosto nel Makuhari Messe, a Chiba.[32][35]

Per quanto riguarda Daicon IV, esso entrò a far parte della cultura otaku, venendo più volte citato in produzioni mediatiche giapponesi.[36] Cristian Giorgi di Pluschan Magazine scrisse che «segnò indelebilmente gli spettatori otaku, sopraffacendoli e venendo ricordato ancora oggi come un caposaldo del genere nonché l’iniziatore del filone mecha+bishojo.»[14] Il personaggio della coniglietta in effetti comparve in molteplici prodotti anime, a partire da due opere della Gainax, ovvero l'OVA del 1991 Otaku no video e la serie del 2000-2001 FLCL (più precisamente nel quinto episodio, Bura Bure, in cui ad un certo punto Haruko Haruhara, con indosso un costume da coniglio rosso, vola su un basso e urla «Daicon V!» prima di attaccare un robot gigante con una fionda).[37]

In più, i titoli di testa della serie televisiva drammatica del 2005 Densha Otoko (電車男 Densha otoko?) vennero pensati come un omaggio esplicito al corto, con una ragazza è vestita con un costume molto simile al PlayBoy Bunny e Twilight in sottofondo.[36] Furono commissionati allo studio Gonzo (dopo il rifiuto di Gainax), fondato da Shouji Murahama, Mahiro Maeda, Hiroshi Yamaguchi e Shinji Higuchi.[38] A tal proposito, Okada affermò: «È divertente dire che è un omaggio a DAICON IV» anche se «[la fiction TV] non è buona con gli anime».[39] Dal 2008 al 2016, il concorso AMV dell'Otakon si aprì con un video nel quale furono riutilizzate alcune piccole sequenze della pellicola.[40] Infine, il 9 ottobre 2015 venne pubblicato nella Nihon animator mihon'ichi (日本アニメ(ーター)見本市 Nihon animētā mihon'ichi?) Cassette Girl, un original net anime diretto da Hiroyasu Kobayashi, che volle anch'egli citarla inserendo un mecha molto simile a quello di Miyatake ed il vestito da coniglietta che ad un certo punto indossa la protagonista.[41]

Tuttavia, i due Daicon ricevettero anche alcune critiche negative. Già all'interno delle convention vennero bollati infatti come eventi commerciali e Okada fu accusato di pensare alla fantascienza come a un qualcosa di personale (tanto che lo scrittore Yasutaka Tsutsui ironizzò dicendo che sugli eventi organizzate da lui andava lanciata una bomba atomica[42]).[14] Gli stessi autori poi si espressero con toni duri: al FanimeCon del 2007, Yamaga ammise che «[I due corti sono sia] una fonte di orgoglio e qualcosa che vuoi strangolare» e Akai aggiunse di non volere «vederli per molto tempo. Il solo pensiero mi fa venire i brividi lungo la schiena.»[30] Lawrence Eng constatò però come senza di essi, la Gainax non sarebbe mai potuta esistere.[43]

Daicon Film 33Modifica

La Gainax rivelò l'8 gennaio 2014 i dettagli di una nuovo progetto per celebrare il trentatreesimo anniversario della nascita della Daicon Film, chiamato Daicon Film 33. La base fu un «revival di DAICON FILM» e includeva l'uscita di numerosi articoli ispirati ai corti originali degli anni Ottanta.[44] Il sito ufficiale iniziò ad accettare preordini per la prima linea di gadget commemorativi, che includeva magliette, felpe, gonne, cover telefoniche e borse.[45] Una nuova illustrazione della "Daicon Bunny Girl" venne disegnata da Takami Akai, ora visualizzabile anche nella pagina principale del sito ufficiale dello studio d'animazione.[46]

NoteModifica

Esplicative
  1. ^ Tratta dall'album Silver Cloud del 1983.
  2. ^ a b c d e f g Dal franchise di Ultraman.
  3. ^ Da Fantaman, anime e manga degli anni Sessanta.
  4. ^ Letteralmente: "Tarō il blaster".
  5. ^ Dal Ciclo di Pern della scrittrice Anne McCaffrey.
  6. ^ Da Mobile Suit Gundam.
  7. ^ Dalla serie anime Anna dai capelli rossi.
  8. ^ Da Mazinga.
  9. ^ Dal media franchise statunitense de Il pianeta delle scimmie.
  10. ^ Dell'opera di Leiji Matsumoto La corazzata Yamato.
  11. ^ Dalla saga di Godzilla.
Fonti
  1. ^ a b c d e (EN) Lawrence Eng, Daicon III and IV Opening Animations - Trivia, su Cornell Japanese Animation Society. URL consultato il 16 ottobre 2019.
  2. ^ a b Cavallaro, pp. 6-8.
  3. ^ (JA) COSMOS / コスモス(紙), su diskunion.net. URL consultato il 20 ottobre 2019.
  4. ^ (EN) Yuji OHNO, su Anime News Network. URL consultato il 15 ottobre 2019.
  5. ^ (EN) Donald A. Guarisco, Bill Conti - For Your Eyes Only [Original Motion Picture Soundtrack], su AllMusic. URL consultato il 20 ottobre 2019.
  6. ^ (EN) Bill CONTI, su Anime News Network. URL consultato il 15 ottobre 2019.
  7. ^ (EN) Kitaro, su Anime News Network. URL consultato il 15 ottobre 2019.
  8. ^ (EN) Electric Light Orchestra - Prologue, su Genius. URL consultato il 19 ottobre 2019.
  9. ^ (EN) James Chrispell, Electric Light Orchestra - Time, su AllMusic. URL consultato il 15 ottobre 2019.
  10. ^ a b Murakami, pp.9-10.
  11. ^ Murakami, pp.116-117.
  12. ^ Federico Antonio Russo, Daicon IV: un'analisi approfondita, su FAR from Animation, 1º novembre 2016. URL consultato il 15 ottobre 2019.
  13. ^ a b Takeda, p. 8 Traduzione di Dani Cavallaro.
  14. ^ a b c d e f g h i j k Cristian Giorgi, Le (Grandi) Radici della Gainax, su Pluschan Magazine, 17 gennaio 2019. URL consultato il 17 ottobre 2019.
  15. ^ a b c d Cavallaro, p. 3.
  16. ^ Takeda, p. 21.
  17. ^ (EN) Martin Theron, Dallos Sub.DVD - Review, su Anime News Network, 19 marzo 2014. URL consultato il 16 ottobre 2019.
  18. ^ Takeda, p. 54.
  19. ^ a b c (EN) Lawrence Eng, Daicon III and IV Opening Animations - Production Credits, su Cornell Japanese Animation Society. URL consultato il 16 ottobre 2019.
  20. ^ Takeda, p. 50.
  21. ^ a b c Takeda, p. 51.
  22. ^ a b Takeda, p. 52.
  23. ^ (JA) Tetsuo Daitoku, Kenichi Matsuzaki, Kazutaka Miyatake, Shōji Kawamori, Gundam Century, prima, Minori Shobo, 22 settembre 1981, p. 146.
  24. ^ Takeda, pp. 51-52.
  25. ^ Cavallaro, pp. 8-9.
  26. ^ Takeda, p. 80.
  27. ^ Takeda, p. 81.
  28. ^ Takeda, pp. 54.
  29. ^ a b (EN) Lawrence Eng, Daicon III and IV Opening Animations : Laserdisc and other Media, su Cornell Japanese Animation Society. URL consultato il 16 ottobre 2019.
  30. ^ a b (EN) FanimeCon - Day One - Takami Akai e Hiroyuki Yamaga, Fansview. URL consultato il 16 ottobre 2019 (archiviato dall'url originale il 7 luglio 2007).
  31. ^ a b Cavallaro, p. 9.
  32. ^ a b c d Cavallaro, p. 8.
  33. ^ Takeda, p. 57.
  34. ^ (EN) Animage Top-100 Anime Listing, su animenewsnetwork.com. URL consultato il 16 ottobre 2019.
  35. ^ (JA) ワンダーフェスティバル|Wonder Festival, su wf.kaiyodo.net. URL consultato il 17 ottobre 2019.
  36. ^ a b (EN) Lawrence Eng, Daicon III and IV Opening Animations, su Cornell Japanese Animation Society. URL consultato il 16 ottobre 2019.
  37. ^ Dal DVD in lingua inglese FLCL Volume 3 - Episode 5 "Brittle Bullet" distribuito da Synch Point il 22 luglio 2003.
  38. ^ (EN) Former Gonzo Head Shouji Murahama Launches Lambda Film, su Anime News Network. URL consultato il 17 ottobre 2019.
  39. ^ (JA) Toshio Okada, 「OTAKING SPACE PORT」 過去の日記, in 岡田斗司夫公式サイト, 12 luglio 2005. URL consultato il 17 ottobre 2019 (archiviato dall'url originale il 20 luglio 2011).
  40. ^ (EN) FanimeCon - Day One - Takami Akai and Hiroyuki Yamaga, su animemusicvideos.org. URL consultato il 16 ottobre 2019.
  41. ^ (JA) 日本アニメ(ーター)見本市 第35話『カセットガール』メイキング、カラー デジタル部の中核スタッフが来福, su CGWORLD.jp, 12 febbraio 2016. URL consultato il 18 ottobre 2019.
  42. ^ (JA) Yasutaka Tsutsui, エリマキトカゲのサンバ, Shinchosha, 1985.
  43. ^ (EN) Lawrence Eng, Otaku no Dreaming: The Daicon III and IV Video of Lawrence Eng, su Cornell Japanese Animation Society. URL consultato il 16 ottobre 2019.
  44. ^ Roberto Addari, Gainax: aperto il sito Daicon Film 33, su MangaForever, 24 dicembre 2013. URL consultato il 16 ottobre 2019.
  45. ^ (JA) DAICON FILM 33, su FILM DAICON 33. URL consultato il 19 ottobre 2019 (archiviato dall'url originale il 23 ottobre 2014).
  46. ^ (EN) Mikkikazu Komatsu, Gainax's "Daicon Film 33" Project Details Revealed, su Crunchyroll Anime News, 9 gennaio 2014. URL consultato il 16 ottobre 2019.

BibliografiaModifica

Collegamenti esterniModifica

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