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Mondovì
comune
Mondovì – Stemma Mondovì – Bandiera
Mondovì – Veduta
Panorama
Localizzazione
StatoItalia Italia
RegioneRegione-Piemonte-Stemma.svg Piemonte
ProvinciaProvincia di Cuneo-Stemma.png Cuneo
Amministrazione
SindacoPaolo Adriano (coalizione civica Patto Civico per Mondovì) dal 25-06-2017
Territorio
Coordinate44°23′N 7°49′E / 44.383333°N 7.816667°E44.383333; 7.816667 (Mondovì)Coordinate: 44°23′N 7°49′E / 44.383333°N 7.816667°E44.383333; 7.816667 (Mondovì)
Altitudine395 m s.l.m.
Superficie87,05 km²
Abitanti22 426[2] (31-10-2017)
Densità257,62 ab./km²
FrazioniBreolungi, Gratteria, Merlo, Pascomonti, Pogliola, Rifreddo, San Biagio, San Giovanni dei Govoni, San Quintino, Sant'Anna Avagnina
Comuni confinantiBastia Mondovì, Briaglia, Carrù, Cigliè, Magliano Alpi, Margarita, Monastero di Vasco, Morozzo, Niella Tanaro, Pianfei, Rocca de' Baldi, Vicoforte, Villanova Mondovì
Altre informazioni
Cod. postale12084
Prefisso0174
Fuso orarioUTC+1
Codice ISTAT004130
Cod. catastaleF351
TargaCN
Cl. sismicazona 3A (sismicità bassa)
Cl. climaticazona E, 2 640 GG[3]
Nome abitantiMonregalesi (raro Mondoviti)
Patronosan Donato di Arezzo
Giorno festivo30 ottobre - 8 settembre[1]
Cartografia
Mappa di localizzazione: Italia
Mondovì
Mondovì
Mondovì – Mappa
Posizione di Mondovì nella provincia di Cuneo
Sito istituzionale

Mondovì (Ël Mondvì [əlmʊn'dwi] in piemontese; Mons Regalis in Pedemonte o Mons Vici in latino) è un comune italiano di 22.426 abitanti, in provincia di Cuneo, Piemonte.

È la 5ª città della provincia, per numero di abitanti, dopo Cuneo, Alba, Bra e Fossano; la 27° della Regione Piemonte.

Fa parte delle cosiddette "7 sorelle", le 7 città più importanti della provincia, insieme a Cuneo, Alba, Bra, Fossano, Savigliano e Saluzzo.

Il nome deriva dal fatto che il suo nucleo iniziale, chiamato, in epoca moderna, Rione "Mondovì Piazza", venne costruito su un colle vicino al preesistente comune di Vicoforte: dall'abbreviazione di "Mont ëd Vico" ("monte di Vico"), derivò 'Mondovì'.

Indice

Geografia fisicaModifica

TerritorioModifica

È situata tra montagna, collina e pianura: questa è a nord, verso Torino, distante circa 90 km; la parte posta su un colle, a est guarda verso le Langhe; verso sud e ovest guarda verso le Alpi.

Mondovì è a 63 km da Savona e dalla Riviera ligure: la separano le Alpi Marittime dove vi sono alcune stazioni turistiche (Lurisia, Frabosa, Artesina, Prato Nevoso, San Giacomo di Roburent).

È su più livelli: il rione Piazza, posto sulla collina (559 m s.l.m.) denominata del Monte Regale (da cui il nome dei suoi abitanti), è il nucleo originario; i rioni di Breo, Pian della Valle, Carassone, Borgato e Rinchiuso sono collocati in basso, lungo il torrente Ellero (affluente del Tanaro), ebbero il loro massimo sviluppo tra '700 e '800, con la nascita di attività manifatturiere, di fabbriche e con l'arrivo della ferrovia; il rione Altipiano, ultimo nato, è la zona residenziale e moderna.

ClimaModifica

StoriaModifica

Il nome deriva da "Mont ëd Vi", cioè "monte di Vico" ("Vi"): gli abitanti di Vico, infatti, ribellatisi al Vescovo d'Asti, feudatario del territorio, la fondarono, con Monastero e Carassone.

La zona fu abitata dall’uomo fin dall’Età del Bronzo. Rientrante nel territorio dei liguri Bagienni durante l’antichità, fu successivamente occupata dai romani che nel II sec. a.C. costruiscono una grande città nelle sue vicinanze: Augusta Bagiennorum (attuale Bene Vagienna).[4]

Antichi insediamenti romani sono stati rinvenuti in località Breolungi che, in epoca successiva, costituì un importante avamposto bizantino, di fronte all'avanzata dei Longobardi, similmente a Morotia (Morozzo) e al Mons Fortis (Monforte).

Non a caso, per più di 60 anni, il limes tra Longobardi e Bizantini, che mantenevano faticosamente il controllo dell'antica provincia della Liguria, fu costituito dai fiumi Stura e Tanaro: confine che tale rimase, per secoli, a delimitare la Longobardia Occidentale (poi Piemonte) dalla Liguria.

La città fu fondata nel 1198, esattamente come Cuneo (non è un caso), dopo la distruzione della città di Bredolo, probabilmente Breolungi, sede di antica contea carolingia.

I transfughi si unirono in una nuova comunità, libera dal potere feudale.

L'indipendenza della cittadina fu breve, poiché il vescovo di Asti, unitosi al marchese di Ceva, riuscì, nel 1200, a espugnarla e, nel 1231, a distruggerla.

Risorse nel 1232; formando una lega con i comuni di Milano, Cuneo e Savigliano, resistette a un nuovo attacco degli astigiani.

Nel 1260 fu occupata da Carlo I d'Angiò, che aveva esteso i suoi domini in gran parte del Piemonte.

Fu allora che apparve, per la prima volta nella storia, il nome di Piemonte, ad indicare i domini angioini situati ai piedi dei monti, per chi giungeva da Provenza o Lombardia.

Nel 1274 ritornò sotto la sudditanza dei vescovi di Asti.

Nel 1290, dietro pagamento in denaro, ottenne il riconoscimento dell'autonomia comunale.

Gli ampi diritti e privilegi sovrani ottenuti dalla città diedero origine al nome con cui essa fu chiamata per tutto il Medioevo, Mons Regalis, donde il nome odierno dei suoi abitanti, "monregalesi".

Nel 1305 iniziò la 2° dominazione angioina, cui succedettero i Visconti, i marchesi del Monferrato, gli Acaja e, dal 1418, i Savoia.

Da quel giorno Mondovì crebbe fino a divenire, nel '500, la città più popolosa del Piemonte: vi fu pubblicato il primo libro stampato in Piemonte (1472) e fu sede dell'Università piemontese, dal 1560 al 1566.

Una data importante per Mondovì è l'8 giugno 1388, quando papa Urbano VI, con la bolla Salvator Noster, vergata a Perugia, a seguito di una petizione, presentata dal marchese Teodoro II del Monferrato, costituì la diocesi del Monte Regale. Ciò avvenne durante lo Scisma d'Occidente e la promozione di Mondovì a sede vescovile fu, probabilmente, concessa per la fedeltà dimostrata da Mondovì al legittimo papa di Roma, mentre la diocesi madre di Asti era passata all'obbedienza dell'antipapa francese. Tuttavia il vescovo di Asti conservò, per alcuni secoli, il diritto di elezione del vescovo di Mondovì. Comunque il vasto territorio tra Stura, Tanaro, Alpi Liguri e Marittime, già appartenuto all'antica diocesi e contea di Auriate (probabilmente distrutta dai Saraceni), fu scorporato dal Vescovado di Asti e acquisì una propria importante identità. Ovviamente la nuova diocesi era suffraganea dell'arcidiocesi di Milano e il nuovo vescovo ottenne il titolo feudale di conte, ormai soltanto onorifico. La chiesa di San Donato martire, antica parrocchia e pieve del terziere più popoloso, quello di Vico, situata nella parte più alta del Quartiere Piazza, fu eretta a cattedrale. La diocesi giunse alla sua completa estensione geografica tra Stura, Tanaro, Alpi Marittime e Liguri con la bolla di papa Eugenio IV, nel 1440 (Cuneo, con l'antica abbazia benedettina di San Dalmazzo presso il Borgo di Pedona, era già stata aggregata definitivamente a Mondovì 2 anni prima, il 29 novembre 1438, sempre per decisione di papa Eugenio IV) e con la bolla di papa Pio II nel 1461.

Nel 1537 Mondovì fu occupata dai francesi; con alterne vicende rimase nelle loro mani fino al 1559.

Nel 1560 Emanuele Filiberto restaurò il dominio sabaudo sui territori monregalesi.

Un ruolo centrale nella storia di Mondovì spetta alle rivolte contro i duchi sabaudi, note come "le guerre del sale", che si susseguirono tra il 1680 e il 1699. Si trattò di 3 insurrezioni consecutive, ispirate da iniziativa popolare, allo scopo di difendere le antiche autonomie e franchigie comunali, negate dal duca sabaudo, teso a forgiare uno Stato centrale di stampo assolutistico sull'esempio della Francia di Luigi XIV, noto come il "re Sole".

Mondovì si "era data ai Savoia", non era stato conquistata: nell'atto di donazione venivano riconosciuti i suoi "liberi statuti", ora negati dal duca.

Gli iniziali successi furono compromessi dalla nobiltà che, di fronte alla reazione del potere centrale, finì per assoggettarsi alla volontà dei Savoia.

Paesi come Vico, poi Vicoforte dal 1862, Montaldo, Monastero Vasco, Briaglia e le Frabose (dove maggiormente si concentrava la resistenza alle truppe sabaude, messe in difficoltà da un'autentica guerriglia favorita dai luoghi impervi) furono devastati e le popolazioni deportate nelle pianure vercellesi al di là del Po, con divieto di far ritorno alle proprie case. Proprio in seguito a questi eventi, Mondovì che, fino ad allora, era stato uno dei comuni più popolosi, ricchi e vasti del Piemonte (comune esteso tra Alpi Liguri, Brobbio, Pesio, Tanaro), vide il suo territorio smembrato in vari comuni e precipitò in una grave crisi economica, protrattasi nei secoli successivi.

Mondovì fu occupata, nel 1796, dalle truppe di Napoleone Bonaparte. Nei pressi di Mondovì, più precisamente a Cassanio, avvenne anche l'unica battaglia vinta dalle truppe piemontesi, durante la campagna napoleonica del 1796. Venne combattuta tra un gruppo di Dragoni piemontesi sbandati, circa 300, e una compagnia di cavalleria francese, comandata del generale di divisione Henri Stengel. Le truppe sabaude colsero di sorpresa, con alcune cariche di cavalleria, i francesi che, credendo di trovarsi davanti l'intera cavalleria piemontese, si dispersero, subendo gravi perdite; lo stesso Stengel venne ferito gravemente e trasportato nella cappella di San Paolo (localita Bertoni). Morì nell'ospedale di Carassone, 7 giorni dopo, pronunciando le parole "Le roi me connaît", interpretata come una conversione al Cattolicesimo, e venne seppellito nella chiesa di San Giovanni in Lupazzanio, a Carassone. Tuttavia la tomba fu smantellata, durante la successiva ristrutturazione della chiesa, nella prima meta dell'800.

Il Monregalese venne devastato dalla riconquista reazionaria nel 1799, allorché le truppe austro-russe invasero il Piemonte; si combatté casa per casa, porta per porta; tornò a Napoleone, poi entrò a far parte dell'impero francese (dipartimento della Stura), dopo la decisiva battaglia di Marengo (1800); venne infine restituito ai Savoia nel 1814.

Nel periodo della RSI a Mondovì si stabilì il comando della IV divisione panzer tedesca e un manipolo di SS, nella Cittadella, mentre il controllo delle operazioni anti-partigiane venne affidato al tenente dei Cacciatori degli Appennini, Alberto Farina, catturato a Ceva, il 26 aprile 1945 dai partigiani e fucilato, assieme alla fidanzata (ausiliaria RSI) e ad altri fascisti locali, il 30 aprile del 1945, in piazza della Repubblica (Breo).

Nella zona operò anche la V Divisione Alpi "Mondovi" (di cui fece parte Gino Mellano, medaglia d'oro al valor militare).

Città natale di Giovanni Giolitti, Mondovì è tra le città decorate al valor militare per la guerra di liberazione; insignita della Medaglia di Bronzo al Valor Militare, per i sacrifici subiti della sua popolazione e per la sua attività nella Resistenza partigiana durante la Seconda guerra mondiale.

Per ovviare alle difficoltà di collegamento tra la parte alta e quella bassa, nel 1880 venne costruita una funicolare, sulla scia di quelle costruite a Torino verso Superga e il monte dei Cappuccini. Funzionante inizialmente a contrappeso d'acqua, quindi a vapore, infine con motore elettrico, la funicolare fu nel 1976. È stata ricostruita e inaugurata il 16 dicembre 2006.

A partire dai primi anni del '900, la città si è espansa sull'altopiano fronteggiante la collina, al di là dell'Ellero.

Con la localizzazione della nuova stazione ferroviaria sull'altipiano, la città ha visto spostare il proprio baricentro industriale e residenziale verso i nuovi quartieri Altipiano e Ferrone. L'Altipiano conta circa 10.000 abitanti: è il quartiere più popoloso della città.

Nel Piano regolatore 2005 è stata prevista la costruzione di nuovi edifici residenziali (Altipiano "bis") dietro quelli già esistenti, per accogliere circa 3.000 nuovi abitanti.

Recentemente sono stati costruiti il parco commerciale di Mondovicino (2007) e il nuovo ospedale; è in fase di progettazione la costruzione di un 'retroporto' per l'area di Savona.

OnorificenzeModifica

Mondovì è tra le città decorate al valor militare per la guerra di liberazione;, insignita della medaglia di bronzo al valor militare per i sacrifici delle sue popolazioni e per l'attività nella lotta partigiana durante la seconda guerra mondiale[5]:

  Medaglia di bronzo al valor militare

CuriositàModifica

  • I monregalesi vennero scomunicati 3 volte
  • Il ponte della ferrovia venne costruito da prigionieri austriaci
  • Il monumento ai caduti venne inaugurato da Amedeo Duca d'Aosta, eroe dell'Amba Alagi
  • Nel 1959 fu protagonista di diverse puntate di "Campanile sera", storico programma televisivo della Rai; si tenne in piazza Maggiore: il collegamento fu curato da Enzo Tortora, a cui il Comune di Mondovì ha dedicato una via
  • Mondovì è stata sede, assieme a Torino, Collegno e Avigliana, delle Olimpiadi dell'aria 2009: la città è un importante centro di ritrovo di mongolfiere
  • Nella stagione 2016/2017 - assieme a Modena, Trento e Monza - ha 2 squadre di Volley in Serie A (unica città italiana non capoluogo di provincia)

Monumenti e luoghi d'interesseModifica

Rione PiazzaModifica

 
La torre civica sul Belvedere
  • i capolavori pittorici di Andrea Pozzo (Chiesa di San Francesco Saverio, detta "La Missione" 1664 - 1678)
  • le architetture di Francesco Gallo (Cattedrale di San Donato 1743 - 1757)
  • i cicli degli affreschi gotici (Cappella di Santa Croce - XIV secolo)
  • le mura e le torri medioevali (Il Belvedere e la Torre Civica del Belvedere - XIII secolo)
  • le antiche piazze e le scenografiche facciate (la gotica piazza Maggiore XIV - XVI secolo)
  • la Torre Civica del Belvedere, detta anche torre dei Bressani, eretta tra il '200 e il '300, in forme gotiche, poi modificate lungo i secoli; alta 29,10 metri, ha monofore ogivali e merli. Venne usata anche come campanile della ora distrutta chiesa di Sant'Andrea. Come ricorda una lapide, nel 1762 servì a Giovanni Battista Beccaria come punto trigonometrico per la determinazione della lunghezza di un arco meridiano. Notevole è il panorama dalla cima, offrendo una vista a 360º su Langa, pianura, Alpi, borghi circostanti.

Altri edifici sono la chiesa di santa Chiara, la chiesa della Misericordia, il convento di Nostra Donna, la settecentesca sinagoga, il Vescovado, l'antico ospedale di Santa Croce, la manierista Casa Jacod, la Chiesa delle teresiane, il Palazzo dei Bressani, quello del governatore e quello di città, Palazzo Fauzone, la cappella di san Rocco delle Carceri e la porta di Carassone. Da menzionare anche l'antico Teatro della città, situato in Via delle Scuole, ormai chiuso da decenni.

La funicolare, completamente rinnovata nel 2006, unisce il centro storico di Piazza a quello di Breo.

Rione BreoModifica

 
La chiesa dei Santi Pietro e Paolo, in Piazza San Pietro
  • la cappella di San Rocco
  • la cappella della Madonna delle Grazie
  • la chiesa di Sant'Agostino
  • la Chiesa dei santi Pietro e Paolo, (detta anche chiesa del Moro), la cui leggenda vuole che le truppe napoleoniche presero a fucilate il Moro, posto nella torretta al di sopra della chiesa di san Pietro, credendo fosse una vedetta addetta a dare l'allarme.
  • la barocca san Filippo, recentemente ristrutturata
  • la chiesa sconsacrata di santo Stefano, ora adibita a sala mostre
  • la fontana "Goj d'esse a Mondvì" (la gioia di essere a Mondovì)
  • la torre di piazza Gherbiana: la leggenda narra che al suo interno si nasconda una bellissima principessa
  • la piazza San Pietro e casa con affreschi in facciata
  • il palazzo con facciata dipinta in piazza San Pietro

Rione CarassoneModifica

Borgo di antichissima origine che conserva qualche resto di epoca medioevale. Altimetria 408 m.

  • la parrocchiale dei Santi Giovanni ed Evasio (originariamente detta San Giovanni in Lupazzanio) con abside poligonale e campanile cuspidato a monofore e bifore di stile romano gotico. Sulla facciata è presente un affresco del Vinai e alcune statue di Stefano Brilla. L'interno è a 3 navate (quella mediana è assai ampia), ricche di decorazioni a stucco e dorature; 2 affreschi del '600 nella Cappella della Beata Vergine del Rosario; 2 statue lignee di Antonio Roasio: San Luigi e Madonna delle Grazie; una statuetta argentea di Sant'Evasio; organo dei Fratelli Vittino di Centallo (secolo XIX)
  • la chiesa sconsacrata di Sant'Evasio
  • la cappella di Santa Maria delle Vigne, eretta nel '300, adornata da affreschi della fine del '400 (molti dei quali deperiti o rimaneggiati in epoca successiva) attribuiti a Giovanni Mazzucco. Questa chiesa è presente nell'elenco dei monumenti nazionali

Rione BorgatoModifica

Rione AltipianoModifica

Rione FerroneModifica

Foto panorama

La comunità ebraica di MondovìModifica

 Lo stesso argomento in dettaglio: Comunità ebraica di Mondovì e Sinagoga di Mondovì.

Mondovì fu sede, dal '500 fino alla Seconda guerra mondiale, di una piccola ma fiorente[senza fonte] comunità ebraica. A testimonianza della sua storia rimangono l'area del vecchio ghetto, con la sinagoga settecentesca e il cimitero a Mondovì-Breo.

SocietàModifica

Evoluzione demograficaModifica

Abitanti censiti[6]

 

Etnie e minoranze straniereModifica

Secondo i dati Istat al 31 dicembre 2017, i cittadini stranieri residenti a Mondovì sono 2 860[7], così suddivisi per nazionalità, elencando per le presenze più significative[8]:

CulturaModifica

 
Lapide commemorativa della prima stampa in Piemonte a opera di Baldassarre Cordero, nel 1472.
 
Monumento al medico e senatore Giovanni Garelli

Mondovì è stata sede decentrata del Politecnico di Torino dal 1990 con tre facoltà del Politecnico di Torino (II Facoltà di Architettura e I e III di Ingegneria).

MuseiModifica

  • Museo della ceramica vecchia[9], situato all'interno del Palazzo Fauzone di Germagnano
  • Museo Civico della Stampa[10]

CucinaModifica

 
Risole di Mondovì, dolce tipico

Tipiche di Mondovì sono le Risole (dolcetti di pastasfoglia) farcite con marmellata di albicocche, un tempo cucinate a Carnevale, ora reperibili tutto l'anno.

Altro prodotto tipico è un liquore a base di erbe, creato nel 1924, chiamato "Rakikò"[11]

EventiModifica

  • Raduno Internazionale Aerostatico dell'Epifania Raduno internazionale di mongolfiere[senza fonte]
  • Carlevè 'd Mondvì[12] che ricorda l'invasione dei Mori con rievocazioni storiche, l'elezione della Bela Monregaleisa e le tradizionali sfilate dei carri allegorici
  • Tre Rifugi Gara Internazionale Sci Alpinistica[senza fonte]
  • Meeting Internazionale di Nuoto Città di Mondovì[senza fonte]
  • Fiera di Primavera, nel centro storico della città. I settori espositivi sono : autovetture, moto e motori, macchine e attrezzature agricole, edilizia e casa, tempo libero, giardinaggio, artigianato, prodotti agricoli, fiori, piante e giardini, promozione del territorio, animazione per bambini[13]
  • Meeting di Primavera Meeting nazionale di Atletica Leggera presso la pista di atletica sita in zona "Beila". Da alcuni anni si svolge il 2 giugno. In questa manifestazione sono passati campioni come Koura Kaba Fantoni e Andrew Howe Besozzi.[14]
  • Giornata del Naso Rosso - GNR[15] Evento nazionale di raccolta fondi per progetti di clownterapia organizzato dalla Federazione di Volontariato VIP ViviamoInPositivo Italia ONLUS[16], che annovera tra le sue file l'Associazione MondoVIP ONLUS[17], i cui volontari clown di corsia visitano ogni sabato pomeriggio i reparti del nuovo ospedale policlinico S.Croce di Mondovì.
  • Torneo di Calcio dei Rioni - Trofeo Città di Mondovì Patrocinato dalla Città di Mondovì, la Provincia di Cuneo e la Regione Piemonte, si svolge ogni anno dal 1993 nel mese di giugno. Il Torneo dei Rioni è un torneo di calcio a sette in notturna riservato ai residenti del comune di Mondovì. Da alcuni anni si divide in tre distinte categorie: Senior (da 16 anni), Under15 (12-15 anni) e Junior (8-11 anni).[18]
  • Mostra dell'Artigianato Nel mese di agosto, nel centro storico di Piazza[19]
  • Model Air Show Manifestazione internazionale di aeromodelli. Si svolge annualmente, l'ultima domenica di agosto ed è organizzata dal Gruppo Aeromodellistico Monregalese[20]
  • 7 settembre - Festeggiamenti della Madonna del Santuario di Vicoforte[21]
  • Peccati di Gola - Fiera Regionale del Tartufo[22]
  • SCCday - Giornata all'insegna dello sport Pulito[senza fonte]

Infrastrutture e trasportiModifica

StradeModifica

Mondovì è sulla direttrice denominata Strada statale 28 del Colle di Nava; è servita da un'apposita uscita dell'autostrada A6.

Ferrovie e tranvieModifica

Servita da una stazione ferroviaria lungo la linea Torino-Savona, la città era, un tempo, al centro di un importante snodo ferro-tramviario, comprendente la ferrovia Mondovì-Bastia (con la stazione di Mondovì Breo), la ferrovia Cuneo-Mondovì, la tramvia Fossano-Mondovì-Villanova e la tramvia Mondovì-San Michele, che serviva anche il celebre santuario di Vicoforte.

Mobilità urbanaModifica

Da Mondovì Breo parte il percorso della funicolare di Mondovì, che conduce alla parte alta della città, in località Piazza.

Mondovì è servita anche da 5 linee urbane, operate da Bus Company; ha numerosi collegamenti suburbani, operati da Bus Company e da altre aziende di trasporto pubblico.

AmministrazioneModifica

Con i comuni limitrofi di Vicoforte, Villanova Mondovì, Carrù, Magliano Alpi e Monastero di Vasco Mondovì forma un'area urbana di circa 38.538 abitanti.

Periodo Primo cittadino Partito Carica Note
1988 1990 Pier Luigi Gasco DC Sindaco
1990 1994 Michelangelo Giusta PLI Sindaco [23]
1994 1994 Lorenzo De' Luca Di Pietralata Comm. pref.
1994 1997 Riccardo Vaschetti Lega Nord Sindaco [23]
1997 1998 Mario Daniele Comm. pref.
1998 2002 Riccardo Vaschetti Lega Nord Sindaco
2002 2007 Aldo Rabbia centro-destra Sindaco
2007 2012 Stefano Viglione centro-destra Sindaco
2012 2017 Stefano Viglione coalizione civica Sindaco
2017 in carica Paolo Adriano coalizione civica Sindaco

Galleria d'immaginiModifica

Vista di Mondovì Piazza

NoteModifica

  1. ^ festa della Natività di Maria al santuario di Vicoforte
  2. ^ Dato Istat - Popolazione residente al 31 ottobre 2017.
  3. ^ Tabella dei gradi/giorno dei Comuni italiani raggruppati per Regione e Provincia (PDF), in Legge 26 agosto 1993, n. 412, allegato A, Agenzia nazionale per le nuove tecnologie, l'energia e lo sviluppo economico sostenibile, 1º marzo 2011, p. 151. URL consultato il 25 aprile 2012.
  4. ^ Home | Comune di Mondoví, su www.comune.mondovi.cn.it. URL consultato il 9 giugno 2019.
  5. ^ http://www.istitutonastroazzurro.it/istituzionidecoratemedagliaargentovalormilitare.html
  6. ^ Statistiche I.Stat - ISTAT;  URL consultato in data 28-12-2012.
  7. ^ Dato Istat al 31/12/2017, su demo.istat.it. URL consultato il 3 novembre 2018 (archiviato dall'url originale il 6 agosto 2017).
  8. ^ Dati superiori alle 20 unità
  9. ^ Museo della Ceramica Vecchia Mondovì | Strutture | Castelli Aperti - Castelli e dimore storiche in Piemonte, su www.castelliaperti.it. URL consultato il 9 luglio 2016 (archiviato dall'url originale il 21 giugno 2016).
  10. ^ Museo Civico della Stampa di Mondovì | Strutture | Castelli Aperti - Castelli e dimore storiche in Piemonte, su www.castelliaperti.it. URL consultato il 9 luglio 2016 (archiviato dall'url originale il 21 giugno 2016).
  11. ^ Prodotti tipici, su comune.mondovi.cn.it. URL consultato il 10 settembre 2018.
  12. ^ Carnevale di Mondovì (CN) - La storia La corte Le date Le curiosità
  13. ^ http://www.unionemonregalese.it/Territorio/Mondovi/Fiera-di-Primavera-2017-PROGRAMMA-E-MAPPE
  14. ^ [1]
  15. ^ GIORNATA DEL NASO ROSSO - Giornata Nazionale del Naso Rosso
  16. ^ VIP Italia ONLUS - Federazione di Associazioni di Volontariato
  17. ^ MondoVIPlandia Weblines vi augura il benvenuto!
  18. ^ :: Torneo dei RIONI :: Trofeo città di Mondovì ::
  19. ^ http://www.artigianatomondovi.it/
  20. ^ www.gruppoaeromodellisticomonregalese.it
  21. ^ http://ricerca.repubblica.it/repubblica/archivio/repubblica/2007/08/31/vicoforte-la-fera-la-madona-un.html
  22. ^ http://peccatidigolamondovi.it/
  23. ^ a b Dopo la sospensione del consiglio il comune è stato commissariato

Voci correlateModifica

Altri progettiModifica

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