Storia del calcio

Nascita ed evoluzione del gioco del calcio

1leftarrow blue.svgVoce principale: Calcio (sport).

Vi sono notizie di giochi che prevedevano una palla in molte culture attraverso i secoli: i Vichinghi praticavano il Knattleikr, sport di squadra in cui si usava un bastone per colpire il pallone[1]; i Persiani, gli Egizi e gli Assiri avevano nella loro tradizione dei giochi con la palla[2]; quelle utilizzate dagli Eschimesi erano involucri tondeggianti fatti di pelle di foca e riempiti di muschio e pelliccia[2]; gli indigeni hawaiani giocavano con palle costituite da tessuto o foglie[2], i figiani con l'uva[2]; infine gli aborigeni australiani utilizzavano lo scroto dei canguri imbottito di erba e ne ricavavano un pallone.[2]

Una delle prime rappresentazioni artistiche al mondo dedicate al gioco del calcio, il dipinto Sunderland v. Aston Villa di Thomas M. M. Hemy (anche noto come A Corner Kick), 1895.

Se l'origine del calcio è pertanto incerta, attraversa più epoche ed ha radici in tutti i continenti, di seguito se ne percorre una cronologia accurata da un punto di vista storiografico.

Estremo OrienteModifica

Un antico gioco militare con la palla chiamato Cuju[3] (o Tsu'Chu a seconda della traslitterazione, in cinese tradizionale 蹴鞠, IPA: /tsʰûtɕy̌/, con il significato di "calciare la palla"[4]) era noto in Cina già tra il terzo e il secondo millennio avanti Cristo[5], nel corso del mitologico "Impero Giallo" di Huang Di.[6] Si hanno notizie certe di tale sport praticato nel III secolo a.C.[7] come addestramento per le truppe.[5] Il Cuju, che godeva di molta popolarità, consisteva in due squadre da 12/16 calciatori[8] che, rimanendo all'interno di un campo rettangolare[6], dovevano calciare un pallone all'interno di due pali, ovvero canne di bambù, senza l'utilizzo delle braccia.[8] La palla era una sfera rudimentale fatta di pelle o vescica animale[6] e riempita di pelliccia, piume e capelli.[3][8]
Questo gioco è ufficialmente riconosciuto dalla FIFA come il più antico riconducibile al calcio moderno.[9]

 
One Hundred Children in the Long Spring (長春百子圖), dipinto di Su Hanchen (蘇漢臣), dodicesimo secolo, Dinastia Song

Fu per secoli estremamente diffuso a scopo ludico tra la popolazione cinese sia maschile sia femminile[10], divenne sport professionistico nel corso del VII secolo d.C.[11] ed esportato in Corea, Vietnam e Giappone.[10] In quest'ultimo Paese, una variante del Cuju prese il nome di Kemari (in caratteri giapponesi 蹴鞠)[12]: si trattava di tenere in aria con destrezza una palla senza l'aiuto delle mani, una sorta di gioco di palleggio non competitivo senza vincitori e sconfitti.[13] La palla era una pelle di cervo con il pelo all'interno, riempita da chicchi d'orzo per farle prendere la forma, quindi svuotata oppure imbottita di segatura[14] e cucita con crine di cavallo.[11][15]

Antica Grecia e Impero RomanoModifica

 
Bassorilievo su vaso raffigurante un uomo che gioca all'Episkyros, capostipite dei giochi con la palla europei (Museo archeologico nazionale di Atene)

Se è in Cina che venne concepito il concetto di gol, fu nell'antica Grecia che si affermò intorno al IV secolo a.C.[16] quello che è considerabile come il padre europeo del calcio e del rugby[8]: l'Episkyros (in greco antico: ἐπίσκυρος), un gioco violento[8], soprattutto nella sua versione spartana.[17] I giocatori erano 12/14 per squadra[17][18], il campo di gioco delimitato da tre linee: due di fondo e una centrale.[17] Lo scopo consisteva nel riuscire a poggiare la palla (sphaira[19]) sulla linea di fondo del campo avversario.[17] Erano permessi i passaggi sia con le mani che con i piedi[20], ogni giocatore ricopriva un ruolo ben preciso e comunicava con gli altri per meglio organizzare la difesa e l'attacco.[17]
È tra i giochi antichi riconosciuti dalla FIFA come antenati del calcio.[2]

A Roma l'Episkyros fu importato dalle colonie nel corso del II secolo a.C.[21] e si trasformò nell'Harpastum; il suo nome deriva dal termine greco ἁρπάζω (harpázō), con il significato di strappare con forza, afferrare [il pallone].[21]

 
L'harpastum in un affresco romano

La palla (pila[19]) era piccola, riempita di lana o stoppa[21], simile a quella utilizzata nella pallamano moderna.[22] Il gioco rimase molto popolare per circa 800 anni, specialmente tra i gladiatori e i legionari[21]; questi ultimi usavano praticarlo principalmente nei limes[16][21] (le terre di confine) dell'Impero romano, diffondendolo dunque in tutto il Vecchio Continente ed anche in Inghilterra.[16] Vi giocavano tanto i romani quanto i barbari[22] ed il sistema di punteggio era molto semplice: raggiungere la meta dava un punto.[22] Come l'antesignano greco, anche l'Harpastum romano era uno sport violento, che portava a frequenti infortuni.[22]
La FIFA lo annovera tra i precursori del calcio.[2]

MedioevoModifica

Le civiltà precolombianeModifica

Il gioco della palla veniva praticato in America centrale già nel XVII secolo a.C. dagli indigeni[23], ma si diffuse nelle civiltà precolombiane nel corso del periodo definito Classico[24][25]: i Maya, gli Atzechi e gli Inca furono favoriti nello sviluppo del gioco dalla presenza in Amazzonia dell'albero della gomma, materiale primario dei loro palloni rudimentali.[23]

 
Giocatore con la palla su un murale a Teotihuacan

Lo sport, in realtà più simile al basket o alla pallavolo[26], aveva molte varianti: lo scopo di una di esse, che si giocava con i fianchi e i glutei, consisteva nel tirare il pallone nel campo avversario senza che toccasse terra nel proprio[27]; un'altra versione (il Tlachtli, o ōllamaliztli in nahuatl) prevedeva che la palla (ōllama[28]) fosse tirata attraverso un anello di pietra, senza aiutarsi con le mani, in modo da vincere la partita o marcare un punto.[29] I tratti comuni erano la violenza (si poteva optare per il gioco, ancorché cruento, per scongiurare una battaglia vera e propria), gli aspetti rituali (la palla rappresentava il Sole; l'anello invece simboleggiava l'alba, o il tramonto, o ancora l'equinozio[25]) e lo sferisterio, un campo a forma di "I"[25], situato nell'edificio deputato alle cerimonie (a Chichén Itzá era lungo 168 metri).[26]

 
Il Tlachtli giocato dalle civiltà mesoamericane

In Francia e Gran Bretagna gli antenati del calcio e del rugbyModifica

La prima menzione di un gioco con la palla nell'Europa medievale si ha con la Soule (Choule in normanno, Chôle in lingua piccarda[30]) nel 1147[31], praticata nel nord della Francia (Normandia e Piccardia) e in Cornovaglia.[31][32] Questa contesa aveva poche regole: le squadre, formate da un numero potenzialmente illimitato di componenti[32], vedevano contrapporsi villaggi antagonisti, con lo scopo di portare il pallone (detto appunto soule[33]) dapprima dalla propria parte, quindi in una zona designata del paese rivale (come ad esempio la chiesa o la piazza principale).[33]

 
Un incontro di Soule in Bassa Normandia. Immagine pubblicata da L'Illustration nel 1852

Il campo da gioco aveva dunque grandezza variabile e poteva anche includere fossati, ruscelli, boschi e zone paludose.[32] La metà campo poteva essere il confine tra due parrocchie, ma anche il cimitero o il castello del signore locale.[32] La palla era in cuoio o in vescica di maiale, riempita di crusca, fieno, muschio o crine di cavallo; veniva colpita con mani, piedi o bastoni.[32] Si trattava di un gioco molto violento, che non di rado portava a infortuni anche gravi.[32]

Da questo sport francese derivò, quasi identico, il Mob football (letteralmente, "calcio della folla"), disputato per secoli.[34] Una regola di tale gioco vietava espressamente ai componenti delle squadre (queste anche in numero maggiore di due[35]) di commettere omicidio.[36] Come nella Soule, l'obiettivo del Mob football era quello di portare una palla (fatta di pelle di maiale gonfiata[36]) nel villaggio avversario.[36]

 
Illustrazione di un incontro di Mob football in Crowe Street a Londra nel 1721

Sempre in Inghilterra, da disputarsi nel periodo di Carnevale[37], si affermò poi un tipo di calcio chiamato Shrovetide football, simile ai predecessori[38] e riproposto in epoca contemporanea in chiave di rievocazione storica.[37]

C'era anche la versione celtica del calcio medievale, ovvero il gallese Cnapan[39] (o Knappan[40]). Si giocava come il Mob football, ma veniva utilizzata una pallina di legno fatta bollire per ore nel grasso animale per renderla più scivolosa e sfuggente.[39] Le regole non scritte della competizione prevedevano che il gioco, se la foga fosse stata eccessiva, potesse essere fermato al grido: "heddwch!" (ossia "pace").[41]

RinascimentoModifica

 Lo stesso argomento in dettaglio: Calcio storico fiorentino.

Sebbene anche in Italia si praticassero sport con la palla diretti discendenti dell'Harpastum nel periodo del Basso Medioevo[42], tradizionalmente la diffusione del calcio nelle varie Signorie si può datare durante il Rinascimento.[43] Là dove il gioco conobbe popolarità e attecchì meglio fu a Firenze.[44] In particolare, il 17 febbraio 1530, con la città cinta d'assedio dalle truppe imperiali di Carlo V, si improvvisò una celebrazione per il Carnevale[45]: noncuranti dell'esercito nemico alle porte[46], i fiorentini, accompagnati dai musici della Repubblica, presero a disputare una partita di Calcio in costume (detto anche Calcio in livrea[45], in epoca contemporanea Calcio storico fiorentino).[44][45]
Il termine "calcio" trae origine dal latino calx, calcis, ossia calcagno, tallone (una delle parti del piede deputate a colpire, o appunto calciare, la palla).[47]

 
Una fase di gioco di una partita di calcio storico (rievocazione)

Poiché era derivato dall'Episkyros greco e dall'Harpastum romano, si trattava di un gioco violento, un misto fra lotta corpo a corpo[48], pugilato, rugby e calcio.[43]
Il Vocabolario degli Accademici della Crusca dà questa definizione: «È calcio anche nome di gioco, proprio e antico della città di Firenze, a guisa di battaglia ordinata con una palla a vento, somigliante alla sferomachia, passata dai Greci ai Latini e dai Latini a noi.» La "palla a vento" era un pallone di cuoio "gonfio d'aria".[49]
Il campo di gioco era il cosiddetto "sabbione" di Piazza Santa Croce, nel quale in un tempo prestabilito si disputava l'incontro. Tra polvere, sudore e sangue (gli infortuni erano ricorrenti[50]), una squadra formata da 27 giocatori (detti "calcianti") doveva cercare di realizzare una marcatura ("caccia" è la terminologia corretta) in più dei rivali; se, nel tentativo di segnare, il tiro fosse andato sopra la rete, si assegnava "mezza caccia" all'avversario.[51] Era consentito l'uso di tutte le parti del corpo.[51]

Tra il quindicesimo e il sedicesimo secolo[52], un gioco simile al calcio in costume fiorentino si praticava anche a Venezia (senza l'uso delle mani[53]) e Bologna.[52] Una variante era popolare anche a Prato, giocata dal Cinquecento, con il nome di "Palla grossa".[54]

Età modernaModifica

In Inghilterra, riabilitato nel 1617 da Giacomo Stuart, il gioco con la palla ricominciò liberamente ad essere praticato, soprattutto dai giovani frequentanti i college e le università inglesi, dove le classi si sfidavano tra loro. Esse erano sempre composte da dieci alunni ciascuna ed a questi si aggiungeva il maestro, nel ruolo di portiere. Ecco spiegato il motivo del numero di calciatori in campo nel calcio contemporaneo e del ruolo del capitano, evoluzione della figura del maestro.

Qui nacquero le prime regole scritte di un gioco denominato dribbling-game, antenato sia del calcio che del rugby, che vedeva affrontarsi due squadre di 11 o 22 giocatori e prevedeva sia l'uso dei piedi che delle mani. Ma ancora, nel 1820, sussisteva confusione tra un tipo di gioco e l'altro, le cui evidenti differenze originarono, in seguito, una separazione e la nascita della Rugby Union, nel 1846.

Un primo tentativo di unificazione si ebbe con le 14 regole, quando al Trinity College di Cambridge si riunirono giocatori in rappresentanza di diversi istituti per stilare una prima bozza del regolamento del gioco del football.

Il 24 ottobre 1857 venne fondato il primo club di football al mondo, lo Sheffield Football Club, che giocò la sua prima partita al Parkfield House, e nel 1858 furono scritte le Sheffield Rules (Regole di Sheffield).

Calcio contemporaneoModifica

Ma è solo nel 1863, e precisamente il 26 ottobre, che il calcio ha riscontro istituzionale. A Londra, in Great Queen Street presso la Free Mason's Tavern (la taverna dei Framassoni o dei Liberi Muratori), si danno appuntamento i rappresentanti di undici club e associazioni sportive londinesi per creare la prima federazione calcistica nazionale, una struttura unitaria che prenderà il nome di Football Association. Scopo primario è codificare in maniera organica e omogenea il nuovo gioco. Il regolamento che scaturisce dall'incontro mostra però un evidente compromesso con lo sport per eccellenza nel mondo anglosassone che già allora andava sotto il nome di football: il rugby. Il 24 novembre dello stesso anno i membri della Football Association si riuniscono nuovamente e due opposte fazioni si scontrano: da un lato mr. Morley (Segretario dell'associazione), deciso ad eliminare la matrice rugbystica del nuovo gioco, dall'altro mr. Campbell (Presidente del club Blackheat), estremo difensore di quella impostazione. Sono le ragioni del segretario ad imporsi ed il successivo 8 dicembre vengono apportate sostanziali modifiche al regolamento: nessun giocatore infatti potrà correre con la palla tra le mani o caricare l'avversario. Il calcio, come oggi l'intendiamo, ha finalmente intrapreso la sua strada.

La data storica della nascita del gioco del calcio moderno è il 26 ottobre 1863: Padre della Federazione calcistica dell'Inghilterra, la più antica federazione calcistica del mondo, fondata, appunto, il 26 ottobre 1863 e, in genere, padre del calcio moderno viene considerato l'inglese Ebenezer Cobb Morley.

A differenza degli esordi, che quasi non vedevano alcuna distinzione di ruoli tra i giocatori, con il trascorrere degli anni nascono poco a poco "specializzazioni" che porteranno ad una sommaria distinzione tra attaccanti e difensori. È questo il periodo in cui si tende ad equilibrare lo sbilanciamento in avanti delle squadre e il risultato più evidente è l'arretramento di tre attaccanti: i mediani. Ma è con gli inizi del 1870 che lo schieramento in campo assume quell'impostazione ben presto diffusa in tutto il mondo costituita da un portiere, due terzini, tre mediani e cinque attaccanti. Nel 1871, intanto, vengono codificate le dimensioni del pallone, fa la sua comparsa la figura del portiere come unico giocatore al quale fosse consentito toccare la palla con le mani, e nasce la federazione scozzese. Nel 1875 è la volta di quella gallese. Solo tre anni più tardi un arbitro utilizzerà per la prima volta un fischietto per dirigere una gara.

Notevoli e rapidi progressi si ebbero poi anche nei materiali usati per costruire il pallone. Tutti i giochi con la palla infatti fino al XIX secolo furono condizionati dai limiti tecnici della loro oggettistica: l'insicura elasticità delle vesciche di animali, la scarsa sensibilità delle sfere di tela riempite di turaccioli, la difficoltà di reperire sostanze espansive. La rivoluzione merceologica fu compiuta dall'avvento del caucciù, che gli inglesi trapiantarono dalle foreste sudamericane nei loro possedimenti dell'Oceano Indiano. L'invenzione della camera d'aria rese poi possibile un notevole progresso nel controllo e nella mobilità della sfera. Nel 1880 si aggiunge un'altra federazione alle tre già esistenti: quella irlandese. Sei anni dopo, nel 1886, viene fondato l'International Football Association Board (IFAB), organo costituito dalle quattro federazioni britanniche di Inghilterra, Scozia, Irlanda e Galles, con il compito di far rispettare le regole del gioco e se necessario, di apportarvi modifiche. Tale organo è tuttora in vigore ed è l'unico, a livello mondiale, a decidere in tema di regolamento del gioco. Sempre nel 1886 viene ufficialmente riconosciuto il professionismo sportivo: i calciatori sono cioè equiparati alle altre categorie di lavoratori e devono conseguentemente percepire un compenso per l'opera prestata. Una decisione che provoca dure reazioni da parte di alcuni ambienti che, nel 1907, daranno vita ad un'altra associazione.

Nel 1890 le porte sono finalmente dotate di reti, una innovazione importante basata sul brevetto di un cittadino di Liverpool: Mister Broodie. Due anni più tardi fa la sua comparsa il calcio di rigore.

In Gran Bretagna il calcio si era ormai consacrato come fenomeno sportivo e sociale, capace di coinvolgere migliaia di spettatori e affollare gli stadi. Alla finale di F.A. Cup nel 1887 erano presenti 27.000 spettatori, che sarebbero diventati 110.000 quattro anni più tardi. Alla passione degli studenti si aggiunse quella degli imprenditori. Questi ultimi rimasti estranei ai primi passi del nuovo gioco, se ne erano innamorati solo quando esso aveva completato le sue strutture formali. Contribuendo così alla costruzione degli stadi, al finanziamento dei club, alla nascita del primo mecenatismo sportivo al mondo. Al football si erano ormai avvicinati anche i ceti medi e i colletti bianchi delle manifatture e delle banche, meno entusiasta era invece rimasto il mondo delle professioni liberali, mentre quello degli intellettuali appariva abbastanza diviso, famosa al riguardo è l'invettiva del Premio Nobel Kipling contro gli entusiastici sostenitori del nuovo sport: "voi che saziate le vostre piccole anime con gli idioti fangosi del football”. Nonostante ciò il calcio era ormai in grande ascesa in tutto il regno, pronto per varcare i confini nazionali e diffondersi in tutta Europa.

Nel frattempo il gioco si è diffuso un po' ovunque nel mondo in particolare nei paesi che subivano l'influenza dell'allora impero britannico. Nel 1891 nacque la Federazione calcistica della Nuova Zelanda, nel 1892 quella del Sud Africa, nel 1893 quelle di Argentina, Belgio e Cile, nel 1895 quella Svizzera, nel 1898 quella italiana e nel 1900 quella della Germania.

Il primo campionato con partite di andata e ritorno e punteggi per la classifica fu naturalmente in Inghilterra nel 1889, a cui poi seguirono Argentina 1893, Francia 1894, Belgio 1895, Olanda e Svizzera 1897.

La prima partita ufficiale tra nazionali, fuori dai confini inglesi fu disputata tra la nazionale di calcio dell'Austria e la nazionale di calcio dell'Ungheria il 12 ottobre 1902 e vide la vittoria dei primi per 5-0.

La FIFA, acronimo di Fédération Internationale de Football Association, viene fondata, senza gli inglesi, il 21 maggio 1904 per iniziativa di Francia, Svizzera, Paesi Bassi, Belgio, Svezia, Danimarca e Spagna; nel 1905 c'è l'affiliazione degli inglesi.

La definitiva consacrazione del gioco e della sua diffusione avvenne con le Olimpiadi di Londra del 1908. Nel 1914, la FIFA acconsentì a riconoscere il torneo olimpico come un "campionato del mondo per dilettanti", e da allora prese parte attiva nell'organizzazione dell'evento. A questo punto si tenne la prima edizione delle olimpiadi riconosciute dalla FIFA, nel 1920, e ad imporsi fu il Belgio. Invece nelle due edizioni successive (1924 e 1928) il successo arrise all'Uruguay. Nel 1928 la FIFA decretò che si poteva finalmente organizzare una Coppa del Mondo. Poiché l'Uruguay aveva conquistato per due volte il titolo del mondo (anche se per dilettanti), nel 1930 la FIFA lo scelse come paese ospitante della prima edizione per professionisti, in concomitanza con il centenario dell'indipendenza dello stato sudamericano. Anche questa competizione viene vinta dall'Uruguay. Da quel momento la Coppa del Mondo si svolge regolarmente ogni 4 anni. La Coppa Internazionale è stata la prima competizione continentale per squadre nazionali di calcio regolarmente disputata in Europa, la quale metteva di fronte le compagini nazionali dell'Europa centrale (in quegli anni le squadre più forti di tutto il continente). Della coppa, che costituisce un importante precursore del campionato europeo per nazioni, si disputarono sei edizioni, dal 1927 al 1960. Nel 1955 nasce la UEFA Champions League, competizione europea per club a cadenza annuale. Nel 1960 invece nasce la Copa Libertadores, sempre a cadenza annuale, ma riservata a squadre dell'America Latina. Fino al 1995 una regola per le squadre di club UEFA le vincolava a non poter avere più di tre giocatori stranieri e ciò invogliava la costruzione di vivai per creare e far crescere propri talenti. La cosiddetta sentenza Bosman rivoluzionò il calcio europeo liberalizzando il mercato del pallone e introducendo la possibilità di inserire in campo quanti più giocatori europei (comunitari) si voleva, mandando in crisi il concetto di vivaio. Il 1 settembre 2016 debutta a Bari la moviola in campo (VAR), durante l'amichevole Italia-Francia, a seguito di un calcio d'angolo. Il 18 dicembre 2016, nella finale del Campionato del Mondo per Club, il Real Madrid effettua la sua quarta sostituzione (Álvaro Morata per Cristiano Ronaldo): per la prima volta nella storia del calcio viene effettuato un quarto cambio, dopo che ci si era sempre fermati a tre.

Il 3 agosto 2017 avviene il trasferimento più oneroso della storia. Si tratta di Neymar che lascia il Barcellona per unirsi al PSG per 222 milioni di euro.[55]

Il 18 aprile 2021, dopo mesi di colloqui segreti, la stampa francese parla della nascita di una nuova lega europea: la SuperLeague[56] La comunicazione ufficiale della nascita di questa nuova lega arriva alle 00:15 del 19 aprile 2021 (ora italiana) ma dopo solo 48 ore i maggiori club inglesi si chiamano fuori, seguiti a ruota da tutti gli altri.

il cosiddetto flop super lega è spiegato dal fatto che i club scissionisti non si aspettavano una reazione così contraria dei tifosi e dei politici di tutta Europa (decisiva è stata forse la protesta di Boris Johnson, il premier inglese)

gli ideatori di tutto questo, Andrea Agnelli (presidente della Juventus) e Florentino Perez (presidente del Real Madrid) rischiano gravi sanzioni da parte dell UEFA.

Affiliazioni FIFAModifica

Oggi sono affiliate alla FIFA 208 federazioni nazionali raggruppate in 6 Confederazioni continentali: l'AFC per l'Asia, la CAF per l'Africa, la CONCACAF per il Nord e Centro America e Caraibi, il CONMEBOL per il Sud America, l'OFC per l'Oceania e la UEFA per l'Europa.

VariantiModifica

Nel 1933 venne inventato il Calcio a 5, internazionalmente conosciuto come futsal, che differisce dal Calcio (sport) per numero di giocatori (cinque), campo da gioco (spesso in parquet) e particolarità nel Regolamento.

Nel 1992 è stato ufficializzato, invece, il Regolamento del Beach soccer, che si ispira sia al Calcio (sport) che al Calcio a 5 (per numero di giocatori), con la principale differenza che il campo da gioco è costituito interamente da sabbia.

NoteModifica

  1. ^ Knattleikr, lo sport di squadra dei vichinghi, su vitantica.net. URL consultato il 14 maggio 2021.
  2. ^ a b c d e f g (EN) An invention for all eternity, su fifa.com. URL consultato il 13 maggio 2021.
  3. ^ a b Il Cuju, l’antenato cinese del calcio, su m.epochtimes.it. URL consultato il 13 maggio 2021.
  4. ^ (EN) ORIGIN OF FOOTBALL IS CHINESE; THE CUJU, su soccerinteraction.com. URL consultato il 13 maggio 2021.
  5. ^ a b "Tsu Chu", l'antenato del calcio, su swissinfo.ch. URL consultato il 13 maggio 2021.
  6. ^ a b c Massimiliano Volpato, IL CUJU NASCE IN CINA 5000 ANNI FA, SIMILE AL CALCIO DI OGGI, su visiontimes.it. URL consultato il 13 maggio 2021.
  7. ^ (ES) HISTORIA DEL FÚTBOL, su concepto.de. URL consultato il 13 maggio 2021.
  8. ^ a b c d e (EN) James Cunningham, How Was Soccer Created?, su thechamplair.com. URL consultato il 13 maggio 2021.
  9. ^ (EN) History of Football - The Origins, FIFA. URL consultato il 13 maggio 2021 (archiviato dall'url originale il 28 ottobre 2017).
  10. ^ a b (EN) Adam Barr, History of Football: Cuju, su bleacherreport.com. URL consultato il 13 maggio 2021.
  11. ^ a b Allen Guttmann, Lee Austin Thompson, Japanese sports: a history, University of Hawaii Press, 2001, p. 307, ISBN 0-8248-2464-4. URL consultato il 13 maggio 2021.
  12. ^ Richard Witzig, The Global Art of Soccer, CusiBoy Publishing, 2006, p. 5, ISBN 0-9776688-0-0. URL consultato il 13 maggio 2021.
  13. ^ (EN) Kemari (Ancient football game of the Imperial Court), su kunaicho.go.jp. URL consultato il 13 maggio 2021.
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  15. ^ (EN) Kemari, su topendsports.com. URL consultato il 13 maggio 2021.
  16. ^ a b c Federica D'Alfonso, Impero romano contro Britannia: la prima finale del Mondiale di calcio si giocò nel III secolo a. C., su fanpage.it. URL consultato il 13 maggio 2021.
  17. ^ a b c d e (EN) Legend Soccer, su medium.com. URL consultato il 13 maggio 2021.
  18. ^ Episkyros, su calcioalternativo.com. URL consultato il 13 maggio 2021.
  19. ^ a b Francesco G. Giannachi, Episkyros e harpastum: il gioco con la palla nel mondo antico, su treccani.it. URL consultato il maggio 2021.
  20. ^ Il Superball. Non l’hanno mai digerito gli inglesi il pallone friulano: da Sheffield a Bell Ville fino a Belo Horizonte., su robertopani.it. URL consultato il 13 maggio 2021.
  21. ^ a b c d e Giovanni Tafuto, “C’ERA UNA VOLTA IL CALCIO”. L’HARPASTUM, L’ANTICO GIOCO DEL PALLONE IN EPOCA ROMANA, su sportcampania.it. URL consultato il 13 maggio 2021.
  22. ^ a b c d Il gioco dell'Harpastum, antenato del calcio o del rugby?, su roma.com. URL consultato il 13 maggio 2021.
  23. ^ a b (EN) Jeffrey P. Blomster e Víctor E. Salazar Chávez, Origins of the Mesoamerican ballgame: Earliest ballcourt from the highlands found at Etlatongo, Oaxaca, Mexico, in Science Advances, vol. 6, n. 11, 13 marzo 2020, DOI:10.1126/sciadv.aay6964. URL consultato il 14 maggio 2021.
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  25. ^ a b c (EN) Tlachtli Mesoamerican sporting field, su britannica.com. URL consultato il 14 maggio 2021.
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  28. ^ Miriam Campopiano, Gli Aztechi: storia, cultura e religione del loro impero, su lacooltura.com. URL consultato il 14 maggio 2021.
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  33. ^ a b (FR) La soule, plutôt football ou rugby ?, su instrumentsmedievaux.org. URL consultato il 14 maggio 2021.
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  35. ^ (EN) Medieval Mob Football, su healthandfitnesshistory.com. URL consultato il 14 maggio 2021.
  36. ^ a b c (EN) Mob Football, su topendsports.com. URL consultato il 14 maggio 2021.
  37. ^ a b (EN) Ruth Larsen, What is Shrovetide Football?, su derby.ac.uk. URL consultato il 14 maggio 2021.
  38. ^ (EN) Ashbourne Shrovetide Football - the Rules, su news.bbc.co.uk. URL consultato il 14 maggio 2021.
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  40. ^ Arthur Granville Bradley, A Welsh game of The Tudor Period. (Knappan). A rare original article from the Badminton Magazine, 1898, Badminton Magazine, 1898.
  41. ^ La Storia del Calcio, su acparma.it. URL consultato il 14 maggio 2021.
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  45. ^ a b c Agostino Ademollo, Marietta de' Ricci, ovvero Firenze al tempo dell'assedio, Firenze, Stamperia Granducale, 1840.
    In origine "calcio in livrea" era la definizione delle partite effettuate con particolare solennità, con i calcianti rivestiti di abiti del colore della rispettiva squadra, in contrapposizione al «calcio semplice, che era senza treno, e si giuocava sul Prato della Porta di questo nome.» Oggi i due termini sono usati indifferentemente.
  46. ^ Calcio storico fiorentino, su cultura.comune.fi.it. URL consultato il 15 maggio 2021.
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