Apri il menu principale

Roberto Mancini

allenatore di calcio ed ex calciatore italiano
Nota disambigua.svg Disambiguazione – Se stai cercando l'omonimo poliziotto, vedi Roberto Mancini (poliziotto).
Roberto Mancini
Mancini Zenit 2018.jpg
Mancini allo Zenit San Pietroburgo nel 2018
Nazionalità Italia Italia
Altezza 179 cm
Peso 78 kg
Calcio Football pictogram.svg
Ruolo Allenatore (ex centrocampista, attaccante)
Squadra Italia Italia
Ritirato 22 febbraio 2001 - giocatore
Carriera
Giovanili
1977-1981 Bologna
Squadre di club1
1981-1982 Bologna 30 (9)
1982-1997 Sampdoria 424 (132)
1997-2000 Lazio 87 (15)
2001 Leicester City 4 (0)
Nazionale
1982-1986 Italia Italia U-21 26 (9)
1984-1994 Italia Italia 36 (4)
Carriera da allenatore
2000-2001 Lazio Vice
2001-2002 Fiorentina
2002-2004 Lazio
2004-2008 Inter
2009-2013 Manchester City
2013-2014 Galatasaray
2014-2016 Inter
2017-2018 Zenit San Pietroburgo
2018- Italia Italia
Palmarès
Coppa mondiale.svg Mondiali di calcio
Bronzo Italia 1990
Transparent.png Europei di calcio Under-21
Bronzo 1984
Argento 1986
1 I due numeri indicano le presenze e le reti segnate, per le sole partite di campionato.
Il simbolo → indica un trasferimento in prestito.
Statistiche aggiornate al 14 maggio 2018

Roberto Mancini (Jesi, 27 novembre 1964) è un allenatore di calcio ed ex calciatore italiano, di ruolo centrocampista o attaccante, commissario tecnico della nazionale italiana.

Considerato uno dei migliori centrocampisti offensivi nella storia del calcio italiano,[1][2] ha debuttato in Serie A con il Bologna nel 1981, non ancora diciassettenne, per poi diventare negli anni a seguire un simbolo della Sampdoria, di cui è il recordman di presenze e reti, avendovi disputato 566 partite segnando 173 gol;[3] dopo aver militato nel club genovese dal 1982 al 1997, ha militato per un triennio nella Lazio, per poi chiudere la carriera da calciatore con una breve parentesi nel Leicester City.

Tra il 1984 e il 1994 ha fatto parte della nazionale italiana, con cui ha disputato da titolare il campionato d'Europa 1988 e partecipato senza giocare al campionato del mondo 1990; meno brillante rispetto a quanto mostrato nelle squadre di club,[4] in maglia azzurra ha totalizzato 36 presenze e 4 reti. Conta inoltre 26 apparizioni e 9 gol nell'Italia Under-21, con cui ha preso parte agli Europei 1984 e 1986.

Avendo vinto sei volte la Coppa Italia, è il giocatore che ha conquistato più volte questo trofeo, nonché quello col maggior numero di presenze nella competizione (120);[5] il suo palmarès annovera anche due Coppe delle Coppe, due scudetti, due Supercoppe italiane e una Supercoppa UEFA. A livello individuale si è aggiudicato due premi agli Oscar del calcio AIC 1997, risultando miglior calciatore italiano e miglior calciatore assoluto; in precedenza aveva vinto per due volte il Guerin d'oro, al termine delle stagioni 1987-1988 e 1990-1991. Nel 2017 è stato insignito del Golden Foot, venendo annoverato tra le Leggende del calcio.

Ritiratosi dal calcio giocato, ha intrapreso la carriera da allenatore, vincendo numerosi trofei anche da tecnico: quattro Coppe Italia (record condiviso con Massimiliano Allegri e Sven-Göran Eriksson), due Supercoppe italiane, tre campionati italiani, un campionato inglese, una FA Cup, una FA Community Shield e una Coppa di Turchia. Nel 2015 è stato inserito nella Hall of Fame del calcio italiano, nella categoria Allenatore italiano.[6]

BiografiaModifica

Dal matrimonio con Federica Morelli ha avuto tre figli: Filippo (13 ottobre 1990), Andrea (nato a Genova il 13 agosto 1992) e Camilla. Il 26 giugno 2015 Mancini annuncia di aver avviato le pratiche per la separazione e il divorzio dalla moglie.[7] Filippo ha giocato nelle giovanili dell'Inter e con le maglie di Entella e Manchester City (con il padre allenatore) senza mai debuttare. Anche Andrea ha giocato nelle giovanili dell'Inter e nel City e, dopo aver giocato in serie minori, ha chiuso la carriera nel 2017 con i New York Cosmos;[8] l’anno seguente ha superato l'esame finale da direttore sportivo a Coverciano.[9]

Nel 1997, ai tempi della Lazio, Mancini fu raggirato nel crack di una finanziaria di Tarquinia.[10]

Il 26 marzo 2009 viene reso noto l'acquisto da parte di Mancini del 25% della Kifaru, società attiva nella costruzione di barche con sede legale a Firenze. Il 50% dell'impresa è in mano alla famiglia Sarti, mentre il restante è di azionisti minori.[11]

Il 1º dicembre 2014 a Roma viene nominato Goodwill Ambassador di UNICEF Italia e dedica il titolo ai bambini flagellati dal virus dell'AIDS.[12]

L'11 maggio 2016 la Procura di Roma chiede 3 anni e mezzo di reclusione per Mancini, accusato di bancarotta fraudolenta nell'ambito del processo con rito abbreviato del crack della Img Costruzioni.[13][14][15] Poche ore dopo la richiesta del PM Mancini viene assolto perché secondo il GUP "il fatto non sussiste e non costituisce reato".[16]

Caratteristiche tecnicheModifica

GiocatoreModifica

Fantasista,[17] capace di giocare sia come centrocampista offensivo sia come seconda punta, prediligeva effettuare passaggi smarcanti per i compagni piuttosto che concludere a rete,[18][19] ma era abile anche in fase realizzativa,[18][20] al punto da essere impiegato, talvolta, come centravanti:[21] a detta del suo ex allenatore Renzo Ulivieri, Mancini avrebbe potuto affermarsi come erede di Roberto Boninsegna se avesse giocato costantemente da prima punta.[18] Giocatore carismatico[20][22] e dal carattere acceso,[1][23][24] è ritenuto uno dei massimi «specialisti» del dribbling della sua epoca;[25] le notevoli qualità tecniche gli consentivano di dare una svolta improvvisa alle partite,[2][20] nonostante il suo rendimento fosse discontinuo.[22][26]

Secondo un parere di Vujadin Boškov, le doti caratteriali di Mancini lasciavano intravedere, al termine del suo percorso da calciatore, una possibile carriera da allenatore — effettivamente concretizzatasi —,[27] sebbene il tecnico serbo lo ritenesse maggiormente adatto a mansioni dirigenziali.[22]

CarrieraModifica

GiocatoreModifica

ClubModifica

BolognaModifica
 
Un giovane Mancini al Bologna, a fianco dello juventino Galderisi, due tra le maggiori rivelazioni della Serie A 1981-1982.

A soli tredici anni venne segnalato a Marino Perani, all'epoca responsabile del settore giovanile del Bologna, che lo ingaggiò per 700.000 lire dopo un breve provino.[28] Dopo tre anni trascorsi tra i Giovanissimi, a sedici anni Mancini esordì nella squadra Primavera.[28]

Non ancora diciassettenne, il 6 settembre 1981 esordisce in Coppa Italia subentrando a inizio ripresa a Chiorri in Bologna-Reggina terminata 2-2[29], e una settimana più tardi fa il suo esordio in Serie A nella gara Bologna-Cagliari 1-1. Mancini svilupperà lungo la sua carriera un legame particolare con questa manifestazione, aggiudicandosela per 6 volte da giocatore e 4 da allenatore, e divenendo inoltre il calciatore con più presenze (120) nella stessa.[5] Realizza la sua prima rete nella massima serie a Como il 4 ottobre 1981, fissando il risultato di Como-Bologna sul 2-2, al 78º minuto dopo che la sua squadra si era trovata in svantaggio di due reti.[30] Durante il suo primo campionato di Serie A è presente in tutte 30 le gare e mette a segno 9 gol. Il Bologna non riesce, però, ad evitare la sua prima retrocessione in Serie B.

Durante la sua esperienza bolognese contribuisce inoltre a vincere il Campionato Allievi Professionisti,[31] il primo per il Bologna.

SampdoriaModifica
 
Mancini in azione alla Sampdoria nel corso degli anni 1980

Nell'estate 1982 l'allora presidente della Sampdoria Mantovani è talmente determinato a portare Mancini a Genova che paga al Bologna 4 miliardi di lire[32], una cifra notevole per quei tempi, più i cartellini di Galdiolo, Roselli, Brondi e Logozzo. Arrivato alla Sampdoria, Mantovani ne fa il suo pupillo: tanta predilezione viene ripagata da Mancini non soltanto con una serie di soddisfazioni che segnano la storia della società blucerchiata, ma con un affetto che va ben oltre le vicende professionali[28]. Rimane alla Sampdoria fino alla stagione 1996-1997. Sigla la sua prima rete ufficiale con la Sampdoria e la prima rete in carriera in Coppa Italia il 1º settembre 1982 al 63º minuto di Sampdoria-Brescia dopo essere subentrato all'inizio del secondo tempo a Rosi.[33] Fa il suo esordio con la maglia blucerchiata in campionato, partendo tra gli 11 titolari, nella gara Sampdoria-Juventus 1-0 il 12 settembre 1982.[34]

Nella Sampdoria, assieme al compagno Vialli forma la coppia d'attacco che, grazie alla prolificità sotto rete di entrambi, viene subito ribattezzata come i gemelli del gol[32][35]. Il primo trofeo ufficiale di Mancini e della Sampdoria è la Coppa Italia 1984-1985 ottenuta grazie alla doppia vittoria nella finale contro il Milan. Sotto la guida tecnica di Boskov arrivato a Genova nell'estate 1986, vince uno scudetto nel 1990-1991 e 2 Coppe Italia: nel 1987-1988 e nel 1988-1989. A questi trofei si aggiunge una Supercoppa italiana conquistata nel 1991 ai danni della Roma grazie ad una sua rete al 75º minuto. Con Eriksson sulla panchina blucerchiata arriva la quarta Coppa Italia nel 1993-1994.

 
I gemelli del gol della Sampdoria, Gianluca Vialli e Mancini, nell'estate 1991.

Per quanto concerne il versante europeo la Sampdoria di fine anni ottanta e inizio anni novanta è tra le maggiori protagoniste: dopo essere stata sconfitta in finale dal Barcellona nella Coppa delle Coppe 1988-1989 si aggiudica la stessa Coppa nel 1989-1990, quando la Sampdoria ha la meglio in finale sull'Anderlecht per 2 a 0 grazie a una doppietta di Vialli. Nella stagione 1991-1992 Mancini e la Sampdoria disputano la terza finale europea in quattro anni: stavolta però è in palio il massimo trofeo continentale, la Coppa dei Campioni. La Sampdoria viene sconfitta ai supplementari ancora una volta dal Barcellona, che si impone per 1-0 grazie a una rete di Koeman al 112º minuto.[36]

LazioModifica

Giunge a Roma, sponda Lazio, nell'estate 1997. L'arrivo di Mancini, che segue quello dell'allenatore Eriksson e al quale seguono nei due anni successivi quelli degli altri ex doriani Veron, Mihajlović e Lombardo, coincide con l'apertura del ciclo di vittorie nazionali e internazionali della squadra del presidente Cragnotti sul finire degli anni 1990.

Mancini si presenta ai tifosi biancocelesti con la rete del vantaggio in Lazio-Napoli 2-0 del 31 agosto 1997, sua partita d'esordio all'Olimpico. Mette subito la firma anche nel suo primo derby siglando la rete d'apertura in Roma-Lazio 1-3 del 1º novembre 1997. Si esalta nelle sfide stracittadine: in Lazio-Roma 4-1 del 6 gennaio 1998 realizza con un pallonetto da fuori area il terzo gol biancoceleste, mentre in Lazio-Roma 3-3 del 29 novembre 1998 realizza una doppietta, segnando il primo gol con un colpo di tacco, suo marchio di fabbrica.[20] Un altro tacco, ancor più memorabile perché acrobatico, è quello con cui segna a Gianluigi Buffon la seconda rete biancoceleste in Parma-Lazio 1-3 del 16 gennaio 1999.[4] Il 14 maggio 2000, a 35 anni, gioca l'ultima partita con la maglia biancoceleste all'Olimpico.[37]

 
Mancini alla Lazio nel 1998, in contrasto sull'interista Ronaldo.

Nelle tre stagioni romane con la Lazio Mancini vince uno storico scudetto, il secondo del club biancoceleste, nel 1999-2000 (stagione in cui il club capitolino compie 100 anni), l'ultima edizione della Coppa delle Coppe (1999), una Supercoppa UEFA battendo i campioni d'Europa del Manchester Utd (1999), due Coppe Italia nel 1997-1998 e nel 1999-2000 e una Supercoppa italiana nel 1998.

Leicester City e ritiroModifica

Nonostante avesse annunciato il 23 maggio 2000 il ritiro dall'attività agonistica[38][39] assumendo il 19 luglio l'incarico di vice allenatore della Lazio, il 18 gennaio 2001 torna sui suoi passi firmando un contratto semestrale da giocatore con il Leicester City.[40][41] La sua permanenza in Inghilterra dura tuttavia solo un mese, nel corso del quale ha modo di scendere in campo con la maglia dei biancoblù in 4 partite di Premier League e 1 di FA Cup, le ultime della sua carriera di calciatore, senza siglare reti: il 22 febbraio 2001 appende definitivamente gli scarpini al chiodo una volta ricevuta la possibilità di allenare la Fiorentina.[42]

NazionaleModifica

Nazionale Under-21Modifica

Fa il suo esordio non ancora diciottenne nella Italia Under-21 di Azeglio Vicini, il 10 ottobre 1982 in Austria-Italia (1-1). Data la sua giovane età riesce a far parte di due bienni dell'Under-21: il 1982-1984 e il 1984-1986. Quest'ultimo culmina a Valladolid nella finale del campionato d'Europa 1986, con la sconfitta ai tiri di rigore per mano della Spagna il 29 ottobre 1986, giorno dell'ultima partita di Mancini con l'Under-21. È la squadra di cui fanno parte, tra gli altri, Gianluca Vialli, Walter Zenga, Riccardo Ferri, Giuseppe Giannini, Roberto Donadoni, Nicola Berti e Fernando De Napoli, tutti poi chiamati, assieme allo stesso Mancini, a disputare il campionato del mondo 1990 con la nazionale maggiore, sempre agli ordini di Vicini.

Nell'Under-21 totalizza 26 presenze, mettendo a segno 9 reti.

Nazionale maggioreModifica
 
Mancini in Italia-Argentina del 21 dicembre 1989

Il primo approccio di Mancini con la nazionale maggiore avviene durante la gestione di Enzo Bearzot, il quale lo convoca per la prima volta nel 1984, a soli 19 anni, in occasione di una tournée di amichevoli in Nordamerica: qui il debutto arriva il 26 maggio a Toronto, nella vittoria 2-0 contro il Canada, subentrando nella ripresa a Bruno Giordano.[43] Tuttavia nel corso della stessa trasferta oltreoceano, alcune intemperanze disciplinari portano Bearzot ad allontanarlo immediatamente dal giro azzurro, rinunciando a chiamarlo per tutto il resto del suo mandato federale.[44] Una situazione che pare presagire quello che sarà il problematico rapporto del Mancini calciatore con la maglia azzurra, segnato da una scarsa verve in campo, e frizioni con allenatori e media.[44]

Esaurita nel frattempo la sua militanza nell'Under-21, a partire dal 1986 torna stabilmente in nazionale maggiore, anche giovando del sopravvenuto avvicendamento tecnico tra Bearzot e Vicini. Convocato con frequenza, ciò nonostante rischia di saltare l'appuntamento col campionato d'Europa 1988 per via di alcune dichiarazioni lesive verso la classe arbitrale, di cui si rende protagonista in maglia sampdoriana, e in contrasto con le norme di comportamento della Federcalcio; difeso dal commissario tecnico, può rispondere alla chiamata per la fase finale della competizione.[44] Qui segna il suo primo gol in azzurro, contro i padroni di casa della Germania Ovest, festeggiato in maniera liberatoria — e fin troppo provocatoria verso la tribuna stampa — per aver interrotto un lungo periodo senza reti.[45][46]

Non riesce a ripetersi nel prosieguo dell'Europeo, chiuso dagli azzurri in semifinale, e in vista del successivo campionato del mondo 1990 perde progressivamente il posto da titolare a scapito di Giuseppe Giannini, finendo per entrare in rotta con lo stesso Vicini.[44] È comunque tra i convocati per la fase finale di Italia '90, concluso dagli azzurri ancora in semifinale, ma stavolta Mancini non scende mai in campo durante la manifestazione.[44]

Sebbene venga confermato nel gruppo azzurro da Arrigo Sacchi, non risulta particolarmente adatto agli schemi del tecnico romagnolo,[47] il quale, pur stimandolo e impiegandolo talvolta come centravanti per farlo coesistere con Roberto Baggio, di fatto lo considera la riserva del fantasista veneto.[21] Durante le qualificazioni al campionato del mondo 1994 realizza le rimanenti 3 reti in maglia azzurra, non venendo tuttavia convocato per la fase finale della competizione negli Stati Uniti d'America: Sacchi gli preferisce, infatti, Gianfranco Zola.[48]

La sua militanza in nazionale, sottotono rispetto a quanto ottenuto coi club,[4] termina il 23 marzo 1994, quando il giocatore disputa l'ultima delle sue 36 partite, un'amichevole contro la Germania.

AllenatoreModifica

Gli inizi: Lazio e FiorentinaModifica

Appena ritiratosi rimane nei quadri della Lazio e il 19 luglio 2000[49] intraprende la carriera di allenatore come vice di mister Eriksson,[4] vincendo subito la Supercoppa italiana al fianco del tecnico svedese.

Il 26 febbraio 2001, dopo un breve ritorno al calcio giocato con gli inglesi del Leicester City, a 36 anni viene ingaggiato dalla Fiorentina per sostituire in panchina il turco Fatih Terim.[50] Tale incarico suscita polemiche tra gli addetti ai lavori, poiché Mancini non era all'epoca in possesso del patentino di allenatore di prima categoria e, soprattutto, era già stato tesserato per l'annata in corso con la Lazio — a differenza dei calciatori, nei campionati italiani non è permesso a un allenatore cambiare squadra nel corso della medesima stagione —; l'ex giocatore però, in quel caso, era il tecnico in seconda e non il responsabile diretto della formazione biancoceleste, sostenendo pertanto di non stare violando la suddetta norma. Nonostante il parere contrario dell'Assoallenatori, alla fine Mancini ottiene il via libera ad assumere l'incarico nel club viola da parte dell'allora commissario straordinario della Federcalcio Gianni Petrucci.[51][52]

Alla guida della Fiorentina riesce a vincere la Coppa Italia, il suo primo trofeo da allenatore, nella doppia finale contro il Parma allenato da Renzo Ulivieri.

Inizia la stagione 2001-2002 perdendo la Supercoppa italiana contro la Roma. L'11 gennaio 2002, dopo 17 partite e a seguito della sconfitta interna contro il Perugia, si dimette da tecnico della Viola (che poi alla fine retrocederà e fallirà)[53], dopo che alcuni tifosi lo minacciano per scarso impegno.[54][55]

Ritorno alla LazioModifica

Il 1º luglio 2002 torna alla Lazio con un contratto biennale[56][57] ottenendo buoni risultati, sebbene la società fosse colpita da diverse vicissitudini finanziarie che culminarono con le dimissioni dell'allora presidente Sergio Cragnotti e con l'inserimento dello stesso Mancini nel consiglio di amministrazione della società[58]. Arriva al quarto posto in campionato al suo primo anno, centrando così la zona Champions dopo essere stato per un periodo in corsa anche per lo scudetto, e arrivando in semifinale sia in Coppa Italia e ancora in semifinale di Coppa UEFA con un 4-1 rimediato dal Porto guidato da José Mourinho, che alla fine dell'anno vince la competizione.

L'anno dopo (2003-2004) vincerà la Coppa Italia, la seconda da allenatore, contro la Juventus (2-0 all'Olimpico e 2-2 al Delle Alpi). In precedenza la Lazio aveva eliminato il Milan (vittoria per 2-1 a Milano e per 4-0 a Roma), il Parma (2-0 a Roma, 1-1 al Tardini) e il Modena (2-0 a Modena, 1-0 a Roma). In campionato giunge sesto dopo una lunga lotta a tre tra Inter, Parma e Lazio per il quarto posto. Il 7 luglio 2004 lascia il club capitolino per approdare all'Inter[59].

InterModifica

 
Mancini negli anni 2000 durante la sua prima esperienza all'Inter

La prima stagione sulla panchina nerazzurra segna il ritorno alla vittoria per la squadra milanese, che a giugno si aggiudica la Coppa Italia (dopo 23 anni dall'ultima vittoria).[60] In campionato si era classificata terza con ben 18 pareggi,[61] mentre in Champions League aveva raggiunto i quarti di finale. La stagione 2005-06, che si apre con la vittoria della Supercoppa italiana,[62] sarà una replica della precedente con l'eliminazione europea allo stesso turno, la vittoria della coppa nazionale (sempre battendo la Roma in finale) e un altro terzo posto in Serie A. In piena estate, tuttavia, gli sviluppi del processo di "Calciopoli" portano la F.I.G.C. all'assegnazione a tavolino dello scudetto ai nerazzurri.

Nel campionato 2006-07 l'Inter emerge subito come protagonista, conseguendo anche una striscia di 17 vittorie consecutive: la formazione milanese vincerà il torneo con cinque giornate di anticipo e 97 punti in classifica.[63] Anche questa stagione era cominciata con un successo nella Supercoppa, battendo in rimonta la Roma (da 0-3 a 4-3 nei supplementari).[64] Il ciclo vittorioso prosegue nel 2007-08, con la conquista del 16º Scudetto: all'ultima giornata di un torneo che l'ha vista in vantaggio sulla Roma anche di 11 lunghezze, l'Inter vince il tricolore staccando i capitolini di 3 punti.[65]

Il 29 maggio 2008 l'allenatore jesino viene però esonerato dal presidente Moratti: nel comunicato ufficiale, la società indica come motivazione per l'interruzione del rapporto le dichiarazioni rese dal tecnico l'11 marzo precedente dopo l'eliminazione dalla Champions per mano del Liverpool («Non so se tra due mesi sarò ancora qui»).[66][67] Il 30 ottobre 2009, dopo oltre un anno di inattività, vi è la risoluzione consensuale del contratto con la società (valido sino al 2012): Mancini percepisce una liquidazione di 8 milioni di euro.[68][69] Il bilancio della prima esperienza nerazzurra è di 226 partite complessive con 140 vittorie, 60 pareggi e 26 sconfitte.

Manchester CityModifica

 
Mancini, assieme a Nasri e Agüero, festeggia la vittoria del Manchester City nella Premier League 2011-2012.

Il 19 dicembre 2009 firma con il Manchester City per 3,5 milioni di euro a stagione, sostituendo l'esonerato Mark Hughes.[70][71] Pochi giorni dopo la firma, nella partita d'esordio sulla sua nuova panchina, vince per 2-0 contro lo Stoke City, ripetendosi 2 giorni dopo, quando espugna il campo del Wolverhampton con il punteggio di 0-3, grazie alla doppietta di Carlos Tévez e alla rete di Javier Garrido. La squadra, rimasta a lungo in lotta per la quarta posizione finale, viene sconfitta per 1-0 nello scontro diretto contro il Tottenham del 5 maggio 2010 e conclude così al quinto posto, valido per la qualificazione in Europa League.

Nel tentativo di migliorare il piazzamento appena ottenuto, Mancini e il City movimentano il mercato estivo con alcune operazioni coraggiose che suscitano reazioni contrastanti: plauso per gli arrivi di Mario Balotelli (allenato già all'Inter), David Silva e Yaya Touré e il ritorno di Joe Hart, perplessità e dissenso per lo scarso riguardo riservato in particolare a Craig Bellamy, Stephen Ireland e Shay Given, i migliori giocatori della precedente gestione Hughes.[72] Il 14 maggio 2011 conquista la FA Cup vincendo a Wembley 1 a 0 contro lo Stoke City con gol di Yaya Touré, interrompendo un digiuno di titoli che durava da ben 35 anni. Alla fine della stagione la squadra si piazza al terzo posto qualificandosi direttamente alla Champions League per la prima volta nella sua storia.

La stagione successiva vince la Premier League battendo all'ultima giornata il QPR per 3-2, ribaltando nei minuti di recupero il risultato.[73] Il 12 agosto vince il terzo ed ultimo trofeo della sua esperienza inglese, battendo il Chelsea per 3-2 nella finale di Community Shield disputata al Villa Park di Birmingham.[74]

Il 13 maggio 2013, due giorni dopo aver perso la finale di FA Cup contro il Wigan (0-1), viene sollevato dall'incarico di allenatore del Manchester City a causa dei risultati deludenti della stagione 2012-2013.[75][76] Il suo posto viene preso, per le ultime due partite di campionato, dall'assistente Brian Kidd.

GalatasarayModifica

 
Mancini alla guida del Galatasaray nel 2013, a colloquio con Gülselam.

Il 30 settembre seguente viene ingaggiato dal club turco del Galatasaray. Nello staff ci sono Fausto Salsano e Attilio Lombardo come assistenti, Ivan Carminati come preparatore atletico e come team manager Josè Duque con lui già al City. Subentrato ancora una volta a Terim e con la squadra al 9º posto, ottiene un'insperata qualificazione agli ottavi di Champions eliminando la Juventus battendola per 1-0 nell'incontro decisivo a Istanbul con gol di Wesley Sneijder. Negli ottavi incontra un altro rivale storico, José Mourinho, ora allenatore del Chelsea, che pone fine alla sua avventura nella competizione con un secco 2-0 a Stamford Bridge in virtù dell'1-1 maturato in casa dei turchi. Il 6 maggio riesce a conquistare la coppa di Turchia battendo per 1-0 in finale l'Eskişehirspor grazie a una rete di Sneijder.[77]

Nel campionato turco non riesce invece nell'impresa di rimontare il Fenerbahçe, che si laurea campione di Turchia, ma riesce a stare davanti al Beşiktaş conquistando così il 2º posto che comporta la qualificazione diretta in Champions League. L'11 giugno 2014 lascia la squadra turca esercitando la clausola liberatoria.[78]

Ritorno all'InterModifica

Il 14 novembre 2014, durante la sosta del campionato, viene richiamato all'Inter per sostituire l'esonerato Walter Mazzarri.[79][80] Apre la sua seconda esperienza in nerazzurro con un pareggio nel derby[81], seguito dalla qualificazione ai sedicesimi di Europa League nel giorno in cui compie 50 anni.[82] Eliminato dal Napoli nei quarti di Coppa Italia, non raggiunge per la prima volta la finale del torneo sulla panchina interista.[83] Il 15 febbraio 2015, grazie alla vittoria per 4-1 contro l'Atalanta, ottiene la centesima affermazione in campionato alla guida del club.[84] L'Inter, uscita negli ottavi di Europa League[85], chiude il campionato in ottava posizione mancando, per la prima volta sotto la sua gestione, l'accesso alle coppe continentali.[86]

Nel torneo 2015-16 i nerazzurri, malgrado un girone d'andata vissuto in testa alla classifica[87][88], incappano in una crisi agli inizi del 2016 (inclusa anche l'espulsione subita durante il derby perso 3-0) che, oltre a costare l'allontanamento dalle zone di vertice[89], spinge la società a riconsiderare la sua posizione.[90][91] Fallito l'ingresso alla finale di Coppa Italia anche per questa stagione[92], l'Inter chiude il campionato al quarto posto entrando in Europa League.[93] In estate annuncia di voler rimanere sulla panchina della squadra, ma gli attriti con la nuova proprietà lo convincono a dimettersi nel mese di agosto.[94][95]

Zenit San PietroburgoModifica

Dopo essere rimasto senza allenare per una stagione, il 1º giugno 2017 firma con lo Zenit San Pietroburgo.[96] Viene eliminato ai sedicesimi di finale Coppa di Russia dalla Dinamo San Pietroburgo, vittoriosa per 3-2 dopo i tempi supplementari. In Europa League si piazza al primo posto nel proprio girone e batte ai sedicesimi di finale il Celtic, ma viene eliminato agli ottavi dal RB Lipsia. Conclude il campionato al quinto posto. Il 13 maggio 2018 rescinde il contratto di comune accordo con il club russo.[97]

Nazionale italianaModifica

Il 14 maggio 2018 viene nominato commissario tecnico della nazionale italiana, per il quale incarico aveva deciso di rescindere con lo Zenit.[98] La sua nomina a CT pone fine a quello che è stato da molte testate definito come un «periodo di transizione» per la Nazionale, iniziato con la mancata qualificazione al campionato del mondo 2018 e culminato con la rivoluzione in casa FIGC:[99] con Mancini, infatti, prende avvio una fase di rinnovamento della nazionale, con la manifesta volontà dell'allenatore marchigiano di dare maggiore spazio ai giovani, un'istanza per certi versi opposta alle scelte del precedente commissario tecnico, Gian Piero Ventura.[100] All'inizio del suo ciclo Mancini procede a un ricambio generazionale, escludendo giocatori d'esperienza quali Parolo, Candreva e Éder, e dando piena fiducia sul palcoscenico internazionale a giovani che aveveno già debuttato, come Donnarumma, Pellegrini e Chiesa. Nel suo primo anno, il CT fa esordire anche giovani talenti della Serie A quali Barella, Sensi e Kean.[101] Scelta particolare del nuovo CT è quella di includere nel giro della nazionale anche giovani calciatori ancora privi, all'epoca, di minutaggio in Serie A, come Nicolò Zaniolo e Sandro Tonali.[102]

Il 28 maggio 2018 esordisce sulla panchina dell'Italia con una vittoria, battendo 2-1 in amichevole l'Arabia Saudita.[103] Fanno seguito i sofferti scontri amichevoli contro Francia e Paesi Bassi[104][105], che anticipano la prima competizione ufficiale disputata dall'Italia di Mancini, ovvero la prima edizione della Nations League. L'Italia, sorteggiata in Lega A con Portogallo e Polonia, esordisce contro quest'ultima, maturando un pareggio.[106] Nonostante la sconfitta contro il Portogallo all'andata,[107] nelle gare di ritorno l'Italia ottiene prima una vittoria contro la Polonia, quindi un pareggio contro i lusitani, che consente agli azzurri di classificarsi secondi nel proprio girone, evitando la retrocessione in Lega B, pur non prendendo parte però alla fase finale del torneo.[108][109]

Sorteggiata nel gruppo J delle qualificazioni per il campionato d'Europa 2020, l'Italia di Mancini debutta il 23 marzo 2019, contro la Finlandia: la gara termina 2-0, e tra le note salienti figura il gol del diciannovenne Kean,[110] secondo solo a Bruno Nicolè tra i più giovani marcatori nella storia della nazionale maggiore.[111] La successiva vittoria per 6-0 sul Liechtenstein porta gli Azzurri in vetta nel girone di qualificazioni[112], avvicinando l'accesso al torneo già nel mese di settembre.[113] Il 12 ottobre 2019, con la vittoria casalinga per 2-0 sulla Grecia, l'Italia di Mancini strappa la qualificazione matematica ad Euro 2020, da prima classificata del girone, con tre giornate d'anticipo, risultato mai conseguito prima nella storia della nazionale italiana.[114] La successiva vittoria per 5-0 contro il Liechtenstein, la nona consecutiva di una striscia iniziata con la vittoriosa amichevole contro gli Stati Uniti, consente a Mancini di eguagliare il primato di vittorie consecutive registrato nel 1938 da Vittorio Pozzo.[115] Tale record viene poi infranto con la successiva vittoria sulla Bosnia ed Erzegovina.[116]

StatisticheModifica

Presenze e reti nei clubModifica

Stagione Squadra Campionato Coppe nazionali Coppe continentali Altre coppe Totale
Comp Pres Reti Comp Pres Reti Comp Pres Reti Comp Pres Reti Pres Reti
1981-1982   Bologna A 30 9 CI 1 0 - - - - - - 31 9
1982-1983   Sampdoria A 22 4 CI 5 1 - - - - - - 27 5
1983-1984 A 30 8 CI 8 2 - - - - - - 38 10
1984-1985 A 24 3 CI 11 3 - - - - - - 35 6
1985-1986 A 23 6 CI 11 4 CdC 4 2 - - - 38 12
1986-1987 A 26 6 CI 5 0 - - - - - - 31 6
1987-1988 A 30 5 CI 13 3 - - - - - - 43 8
1988-1989 A 29 9 CI 11 5 CdC 8 0 SI 0 0 48 14
1989-1990 A 31 11 CI 3 2 CdC 9 2 SI 1 0 44 15
1990-1991 A 30 12 CI 10 2 CdC 5 2 SU 2 0 47 16
1991-1992 A 29 6 CI 6 2 CC 9 4 SI 1 1 45 13
1992-1993 A 30 15 CI 2 0 - - - - - - 32 15
1993-1994 A 30 12 CI 7 0 - - - - - - 37 12
1994-1995 A 31 9 CI 2 1 CdC 4 2 SI 1 0 38 12
1995-1996 A 26 11 CI 2 1 - - - - - - 28 12
1996-1997 A 33 15 CI 2 0 - - - - - - 35 15
Totale Sampdoria 424 132 98 26 39 12 5 1 566 171
1997-1998   Lazio A 34 5 CI 8 1 CU 10 3 - - - 52 9
1998-1999 A 33 10 CI 6 2 CdC 7 0 SI 1 0 47 12
1999-2000 A 20 0 CI 7 3 UCL 9 0 SU 1 0 37 3
Totale Lazio 87 15 21 6 26 3 2 0 136 24
gen.-feb. 2001   Leicester City PL 4 0 FACup+CdL 1+0 0 - - - - - - 5 0
Totale carriera 545 156 121 32 65 15 7 1 738 204

Cronologia presenze e reti in nazionaleModifica

Cronologia completa delle presenze e delle reti in nazionale ― Italia
Data Città In casa Risultato Ospiti Competizione Reti Note
26-5-1984 Toronto Canada   0 – 2   Italia Amichevole -
30-5-1984 New York Stati Uniti   0 – 0   Italia Amichevole -
8-10-1986 Bologna Italia   2 – 0   Grecia Amichevole -   73’
18-4-1987 Colonia Germania Ovest   0 – 0   Italia Amichevole -
28-5-1987 Oslo Norvegia   0 – 0   Italia Amichevole -
3-6-1987 Stoccolma Svezia   1 – 0   Italia Qual. Euro 1988 -   46’
23-9-1987 Pisa Italia   1 – 0   Jugoslavia Amichevole -   58’
17-10-1987 Berna Svizzera   0 – 0   Italia Qual. Euro 1988 -   82’
5-12-1987 Milano Italia   3 – 0   Portogallo Qual. Euro 1988 -   68’
20-2-1988 Bari Italia   4 – 1   Unione Sovietica Amichevole -
31-3-1988 Spalato Jugoslavia   1 – 1   Italia Amichevole -
27-4-1988 Lussemburgo Lussemburgo   0 – 3   Italia Amichevole -
4-6-1988 Brescia Italia   0 – 1   Galles Amichevole -
10-6-1988 Düsseldorf Germania Ovest   1 – 1   Italia Euro 1988 - 1º turno 1
14-6-1988 Francoforte Italia   1 – 0   Spagna Euro 1988 - 1º turno -   68’
17-6-1988 Colonia Italia   2 – 0   Danimarca Euro 1988 - 1º turno -   67’
22-6-1988 Stoccarda Unione Sovietica   2 – 0   Italia Euro 1988 - Semifinale -   46’
19-10-1988 Pescara Italia   2 – 1   Norvegia Amichevole -
21-12-1989 Cagliari Italia   0 – 0   Argentina Amichevole -
21-2-1990 Rotterdam Paesi Bassi   0 – 0   Italia Amichevole -
26-9-1990 Palermo Italia   1 – 0   Paesi Bassi Amichevole -
3-11-1990 Roma Italia   0 – 0   Unione Sovietica Qual. Euro 1992 -
1-5-1991 Salerno Italia   3 – 1   Ungheria Qual. Euro 1992 -
5-6-1991 Oslo Norvegia   2 – 1   Italia Qual. Euro 1992 -
12-6-1991 Malmö Italia   2 – 0 dts   Danimarca Scania Cup -
16-6-1991 Stoccolma Italia   1 – 1 dts
(3-2 dcr)
  Unione Sovietica Scania Cup -
25-9-1991 Sofia Bulgaria   2 – 1   Italia Amichevole -
12-10-1991 Mosca Unione Sovietica   0 – 0   Italia Qual. Euro 1992 -
4-6-1992 Boston Italia   2 – 0   Irlanda USA Cup -
20-1-1993 Firenze Italia   2 – 0   Messico Amichevole -
24-2-1993 Oporto Portogallo   1 – 3   Italia Qual. Mondiali 1994 -
24-3-1993 Palermo Italia   6 – 1   Malta Qual. Mondiali 1994 2
1-5-1993 Berna Svizzera   1 – 0   Italia Qual. Mondiali 1994 -
22-9-1993 Tallinn Estonia   0 – 3   Italia Qual. Mondiali 1994 1
17-11-1993 Milano Italia   1 – 0   Portogallo Qual. Mondiali 1994 -
23-3-1994 Stoccarda Germania   2 – 1   Italia Amichevole -
Totale Presenze 36 Reti 4

RecordModifica

  • Giocatore col maggior numero di presenze nelle file della Sampdoria (566).[3]
  • Giocatore col maggior numero di gol realizzati con la maglia della Sampdoria (173).[3]
  • Giocatore col maggior numero di presenze in Coppa Italia (120).[5]

Statistiche da allenatoreModifica

ClubModifica

Statistiche aggiornate al 13 maggio 2018. In grassetto le competizioni vinte.

Stagione Squadra Campionato Coppe nazionali Coppe continentali Altre coppe Totale % Vittorie Piazz.
Comp G V N P Comp G V N P Comp G V N P Comp G V N P G V N P %
mar.-giu. 2001   Fiorentina A 14 4 4 6 CI 2 1 1 0 - - - - - - - - - - 16 5 5 6 31,25 Sub., 9º
2001-gen. 2002 A 18 4 3 11 CI 2 0 0 2 CU 6 2 2 2 SI 1 0 0 1 27 6 5 16 22,22 Eson.
Totale Fiorentina 32 8 7 17 4 1 1 2 6 2 2 2 1 0 0 1 43 11 10 22 25,58
2002-2003   Lazio A 34 15 15 4 CI 6 3 1 2 CU 12 6 4 2 - - - - - 52 24 20 8 46,15
2003-2004 A 34 16 8 10 CI 8 6 2 0 UCL 8 3 2 3 - - - - - 50 25 12 13 50,00
Totale Lazio 68 31 23 14 14 9 3 2 20 9 6 5 - - - - 102 49 32 21 48,04
2004-2005   Inter A 38 18 18 2 CI 8 7 1 0 UCL 12 6 4 2 - - - - - 58 31 23 4 53,45
2005-2006 A 38 23 7 8 CI 8 4 4 0 UCL 12 7 3 2 SI 1 1 0 0 59 35 14 10 59,32
2006-2007 A 38 30 7 1 CI 8 6 1 1 UCL 8 3 3 2 SI 1 1 0 0 55 40 11 4 72,73
2007-2008 A 38 25 10 3 CI 7 4 2 1 UCL 8 5 0 3 SI 1 0 0 1 54 34 12 8 62,96
dic. 2009-2010   Manchester City PL 21 11 5 5 FACup+CdL 4+2 2+1 1+0 1+1 - - - - - - - - - - 27 14 6 7 51,85 Sub., 5º
2010-2011 PL 38 21 8 9 FACup+CdL 8+1 6+0 2+0 0+1 UEL 12 7 3 2 - - - - - 59 34 13 12 57,63
2011-2012 PL 38 28 5 5 FACup+CdL 1+5 0+3 0+1 1+1 UCL+UEL 6+4 3+3 1+0 2+1 CS 1 0 0 1 55 37 7 11 67,27
2012-mag. 2013 PL 36 22 9 5 FACup+CdL 6+1 5+0 0+0 1+1 UCL 6 0 3 3 CS 1 1 0 0 50 28 12 10 56,00 Eson.
Totale Manchester City 132 81 27 24 28 17 4 7 28 13 7 8 2 1 0 1 189 113 38 40 59,79
set. 2013-2014   Galatasaray SL 28 16 7 5 TK 11 7 3 1 UCL 7 2 2 3 - - - - - 46 25 12 9 54,35 Sub., 2º
nov. 2014-2015   Inter A 27 10 9 8 CI 2 1 0 1 UEL 6 2 2 2 - - - - - 35 13 11 11 37,14 Sub., 8º
2015-2016 A 38 20 7 11 CI 4 3 0 1 - - - - - - - - - - 42 23 7 12 54,76
Totale Inter 217 126 58 33 37 25 8 4 46 23 12 11 3 2 0 1 303 176 78 49 58,09
2017-2018   Zenit San Pietroburgo PL 30 14 11 5 KR 1 0 0 1 UEL 14 8 2 4 - - - - - 45 22 13 10 48,89
Totale carriera 508 278 133 97 95 59 19 17 121 57 31 33 6 3 0 3 730 398 182 150 54,52

NazionaleModifica

Squadra Naz dal al Record
G V N P GF GS DR Vittorie %
Italia   14 maggio 2018 in corso 18 12 4 2 36 11 +25 66,67

Nazionale nel dettaglioModifica

Statistiche aggiornate al 15 novembre 2019.

Stagione Squadra Competizione Piazzamento Andamento Reti
Giocate Vittorie Pareggi Sconfitte % vittorie GF GS DR
2018   Italia UEFA Nations League 2° nel gruppo 3 4 1 2 1 25,00 2 2 0
2019 Qual. Euro 2020 1° nel gruppo J 9 9 0 0 100,00& 28 3 +25
Dal 2018 al 2020 Amichevoli 5 2 2 1 40,00 6 6 0
Totale Italia 18 12 4 2 66,67 36 11 +25

Panchine da commissario tecnico della nazionale italianaModifica

Cronologia completa delle presenze e delle reti in nazionale ― Italia
Data Città In casa Risultato Ospiti Competizione Reti Note
28-5-2018 San Gallo Italia   2 – 1   Arabia Saudita Amichevole Mario Balotelli
Andrea Belotti
Cap: L. Bonucci
1-6-2018 Nizza Francia   3 – 1   Italia Amichevole Leonardo Bonucci Cap: L. Bonucci
4-6-2018 Torino Italia   1 – 1   Paesi Bassi Amichevole Simone Zaza Cap: L. Insigne
7-9-2018 Bologna Italia   1 – 1   Polonia UEFA Nations League - 1º turno Jorginho (rig.) Cap: G. Chiellini
10-9-2018 Lisbona Portogallo   1 – 0   Italia UEFA Nations League - 1º turno - Cap: C. Immobile
10-10-2018 Genova Italia   1 – 1   Ucraina Amichevole Federico Bernardeschi Cap: G. Chiellini
14-10-2018 Chorzów Polonia   0 – 1   Italia UEFA Nations League - 1º turno Cristiano Biraghi Cap: G. Chiellini
17-11-2018 Milano Italia   0 – 0   Portogallo UEFA Nations League - 1º turno - Cap: G. Chiellini
20-11-2018 Genk Italia   1 – 0   Stati Uniti Amichevole Matteo Politano Cap: L. Bonucci
23-3-2019 Udine Italia   2 – 0   Finlandia Qual. Euro 2020 Nicolò Barella
Moise Kean
Cap: G. Chiellini
26-3-2019 Parma Italia   6 – 0   Liechtenstein Qual. Euro 2020 Stefano Sensi
Marco Verratti
2 Fabio Quagliarella (2 rig.)
Moise Kean
Leonardo Pavoletti
Cap: L. Bonucci
8-6-2019 Atene Grecia   0 – 3   Italia Qual. Euro 2020 Nicolò Barella
Lorenzo Insigne
Leonardo Bonucci
Cap: G. Chiellini
11-6-2019 Torino Italia   2 – 1   Bosnia ed Erzegovina Qual. Euro 2020 Lorenzo Insigne
Marco Verratti
Cap: G. Chiellini
5-9-2019 Erevan Armenia   1 – 3   Italia Qual. Euro 2020 Andrea Belotti
Lorenzo Pellegrini
Autorete
Cap: L. Bonucci
8-9-2019 Tampere Finlandia   1 – 2   Italia Qual. Euro 2020 Ciro Immobile
Jorginho (rig.)
Cap: L. Bonucci
12-10-2019 Roma Italia   2 – 0   Grecia Qual. Euro 2020 Jorginho (rig.)
Federico Bernardeschi
Cap: L. Bonucci
15-10-2019 Vaduz Liechtenstein   0 – 5   Italia Qual. Euro 2020 Federico Bernardeschi
2 Andrea Belotti
Alessio Romagnoli
Stephan El Shaarawy
Cap: M. Verratti
15-11-2019 Zenica Bosnia ed Erzegovina   0 – 3   Italia Qual. Euro 2020 Francesco Acerbi
Lorenzo Insigne
Andrea Belotti
Cap: L. Bonucci
Totale Presenze 18 Reti 36

PalmarèsModifica

GiocatoreModifica

ClubModifica

Competizioni nazionaliModifica
Sampdoria: 1990-1991
Lazio: 1999-2000
Sampdoria: 1984-1985, 1987-1988, 1988-1989, 1993-1994
Lazio: 1997-1998, 1999-2000
Sampdoria: 1991
Lazio: 1998
Competizioni internazionaliModifica
Sampdoria: 1989-1990
Lazio: 1998-1999
Lazio: 1999

NazionaleModifica

Caserta 1989

IndividualeModifica

1987-1988, 1990-1991
Miglior italiano: 1997
Migliore assoluto: 1997

AllenatoreModifica

ClubModifica

Inter: 2005-2006, 2006-2007, 2007-2008
Fiorentina: 2000-2001
Lazio: 2003-2004
Inter: 2004-2005, 2005-2006
Inter: 2005, 2006
Manchester City: 2011-2012
Manchester City: 2010-2011
Manchester City: 2012
Galatasaray: 2013-2014

IndividualeModifica

2003
  • Timone d'Oro: 1
2003
2007-2008
dicembre 2010, ottobre 2011
  • Inserito tra le “Leggende del calcio” del Golden Foot
2017
2019

OnorificenzeModifica

NoteModifica

  1. ^ a b Giorgio Dell'Arti e Massimo Zanaria, Biografia di Roberto Mancini, su cinquantamila.it, 29 dicembre 2014.
  2. ^ a b Rivera vota Totti: "Meglio di Baggio e Del Piero. È il più grande degli ultimi 30 anni", su gazzetta.it, 18 febbraio 2013. URL consultato il 26 agosto 2016.
  3. ^ a b c Giovanni Del Bianco, Sampdoria, un giocatore per ogni decennio, su blog.guerinsportivo.it, 12 agosto 2016. URL consultato il 17 agosto 2016 (archiviato dall'url originale il 17 agosto 2016).
  4. ^ a b c d Monti, p. 752.
  5. ^ a b c Gironi, gare e regolamento della 54ª edizione, in La Gazzetta dello Sport, 12 agosto 2001.
  6. ^ Hall of fame, 10 new entry: con Vialli e Mancini anche Facchetti e Ronaldo, su gazzetta.it, 27 ottobre 2015.
  7. ^ L'annuncio di Roberto Mancini: "Mi separo da mia moglie Federica", su gazzetta.it.
  8. ^ Luigi Garlando, Mancini: "Voglio fare il CT", in La Gazzetta dello Sport, 11 gennaio 2018, p. 2.
  9. ^ Milan, Leonardo supera il corso da DS a Coverciano, su milanlive.it, 4 dicembre 2018.
  10. ^ Andrea Lucchetta, Batistuta firma un autografo. Gli chiedono 50 mila euro, in La Gazzetta dello Sport, 19 dicembre 2012, p. 21.
  11. ^ Da tecnico a imprenditore: Mancini costruirà barche, su lastampa.it (archiviato dall'url originale il 29 marzo 2009).
  12. ^ Roberto Mancini nominato Ambasciatore dell'UNICEF, su unicef.it.
  13. ^ Inter, guai per Mancini: chiesti 3 anni e mezzo per bancarotta fraudolenta, su gazzetta.it. URL consultato l'11 maggio 2016.
  14. ^ Bancarotta, il pm chiede 3 anni e mezzo per Mancini, su sportmediaset.mediaset.it. URL consultato l'11 maggio 2016.
  15. ^ Inter: Roberto Mancini, accusato di bancarotta fraudolenta, rischia 3 anni e mezzo di reclusione, su it.eurosport.com. URL consultato l'11 maggio 2016.
  16. ^ Inter, Mancini assolto per il crac Img. Il pm aveva chiesto 3 anni e mezzo, su gazzetta.it. URL consultato l'11 maggio 2016.
  17. ^ Stefano Zaino, Mancini da brividi: "Che bello lo stadio", in la Repubblica, 1º settembre 1997. URL consultato il 14 marzo 2016.
  18. ^ a b c Ulivieri a CM: 'Ho allenato uno più forte di Baggio, Mancini ha sbagliato tutto', su calciomercato.com, 20 novembre 2015. URL consultato il 26 agosto 2016.
  19. ^ Massimo Mazzitelli, "Felice per Baggio, fan di Totti". Mancini, l'ultimo romantico, in la Repubblica, 22 luglio 1997. URL consultato il 26 agosto 2016.
  20. ^ a b c d Bocchio, Tosco, p. 107.
  21. ^ a b Giancarlo Padovan, Baggio-Mancini, riecco la strana coppia, in Corriere della Sera, 30 aprile 1993, p. 43.
  22. ^ a b c Giancarlo Laurenzi, Mancini contro Vialli, parla «papà» Boskov: «I più grandi che abbia avuto», in La Stampa, 6 dicembre 1999, p. 28.
  23. ^ Simona Marchetti, City, ecco i perché dell'esonero di Roberto Mancini, su gazzetta.it, 14 maggio 2013. URL consultato il 26 agosto 2016.
  24. ^ Francesco Saverio Intorcia, Gianluca Pagliuca: "Mancini litiga. L’istinto non si cambia", su repubblica.it, 2 febbraio 2016. URL consultato il 26 agosto 2016.
  25. ^ Giampiero Timossi e Alessandra Gozzini, Zola, futuro coi giovani e cuore rossoblù: «Sono certo che il mio Cagliari ce la farà», in La Gazzetta dello Sport, 11 aprile 2006.
  26. ^ Gianni Mura, Ritorno al Napoli, in la Repubblica, 8 settembre 1987, p. 31.
  27. ^ Filippo Grimaldi, «Io li conosco, sfonderanno», in La Gazzetta dello Sport, 24 luglio 2004, p. 5.
  28. ^ a b c Carriera, su robertomancini.com.
  29. ^ Panini (1982), p. 276.
  30. ^ Panini (1982), p. 132.
  31. ^ Roberto Mancini, su archiviotimf.blogspot.it, 14 ottobre 2015.
  32. ^ a b Roberto Mancini - Protagonisti, su ansa.it.
  33. ^ Panini (1983), p. 273.
  34. ^ Licia Granello, Anni Mancini, in la Repubblica, 17 aprile 1987.
  35. ^ Una marcatura per due, dai gemelli della Samp è nato un gol siamese, in Corriere della Sera.
  36. ^ UEFA Champions League, su it.uefa.com.
  37. ^ L'addio del Mancio, su www2.raisport.rai.it, 14 maggio 2000. URL consultato il 12 giugno 2017 (archiviato dall'url originale il 5 ottobre 2017).
  38. ^ Allenatore della Lazio?, su www2.raisport.rai.it, 23 maggio 2000. URL consultato il 12 giugno 2017 (archiviato dall'url originale il 5 ottobre 2017).
  39. ^ Mancio vice-Eriksson, su www2.raisport.rai.it, 29 maggio 2000. URL consultato il 12 giugno 2017 (archiviato dall'url originale il 5 ottobre 2017).
  40. ^ Mancini al Leicester, su www2.raisport.rai.it, 18 gennaio 2001. URL consultato il 22 dicembre 2009 (archiviato dall'url originale il 27 marzo 2009).
  41. ^ (EN) Henry Winter, Mancini's move to Leicester will benefit England, su telegraph.co.uk, 18 gennaio 2001.
  42. ^ (EN) Mancini's Foxes fate in balance, su news.bbc.co.uk, 22 febbraio 2001.
  43. ^ Bruno Bernardi, Azzurri, che fatica per battere i canadesi, in La Stampa, 27 maggio 1984, p. 24.
  44. ^ a b c d e Roberto Bordi, I peccati di gioventù di Roberto Mancini con la maglia azzurra, su ilgiornale.it, 15 maggio 2018.
  45. ^ Fabrizio Bocca, Mancini polemico: "Questo gol una liberazione", in la Repubblica, 11 giugno 1988, p. 25, sez. Europei '88.
  46. ^ Bruno Perucca, Italia e Germania, tregua armata, in La Stampa, 11 giugno 1988, p. 19.
  47. ^ Licia Granello, Lentini, l'ultimo acquisto, in la Repubblica, 18 giugno 1991.
  48. ^ Mancini e la nazionale: "Chi ha parlato di rinuncia?", in la Repubblica, 16 aprile 1994.
  49. ^ Il nuovo Mancini, su www2.raisport.rai.it, 18 luglio 2000. URL consultato il 12 giugno 2017 (archiviato dall'url originale il 25 settembre 2017).
  50. ^ Ufficiale, Mancini è il nuovo ct, su tuttomercatoweb.com, 26 febbraio 2001.
  51. ^ Mancini allenatore, Petrucci dà il via libera, in Corriere della Sera.
  52. ^ Mancini alla Fiorentina fino al 2002, in la Repubblica, 8 marzo 2001.
  53. ^ Il lungo calvario della Fiorentina, su repubblica.it, 1º agosto 2002.
  54. ^ Telenovela Fiorentina, Mancini si dimette, su repubblica.it.
  55. ^ Mancini minacciato lascia la panchina, in La Gazzetta dello Sport, 12 gennaio 2002.
  56. ^ Addio Zac, sì di Mancini a Cragnotti, in la Repubblica, 1º maggio 2002.
  57. ^ S.S.Lazio: Roberto Mancini nuovo allenatore per un biennio, su archivio-radiocor.ilsole24ore.com, 9 maggio 2002.
  58. ^ Calcio serie A Roberto Mancini nel CdA [collegamento interrotto], su sport.it.
  59. ^ Facchetti: "Mancini è dell'Inter". Lazio, torna l'incubo del fallimento, su repubblica.it.
  60. ^ L'Inter vince la Coppa Italia, su gazzetta.it, 15 giugno 2005.
  61. ^ Inter e Reggina non si fanno male E Mazzarri festeggia la salvezza, su repubblica.it, 29 maggio 2005.
  62. ^ Colpo grosso in casa Juve Adriano-Veron, è Supercoppa, su repubblica.it, 20 agosto 2005.
  63. ^ Un'altra Inter dei record 18 anni dopo il Trap, su corriere.it, 22 aprile 2007.
  64. ^ Supercoppa all'Inter, che rimonta Roma a due facce, ha meno ricambi, su repubblica.it, 26 agosto 2006.
  65. ^ L'Inter esulta sotto la pioggia Ibra mette la firma sullo scudetto, su repubblica.it, 18 maggio 2008.
  66. ^ Antonino Morici, Mancini: "Inter, me ne vado", su gazzetta.it, 11 marzo 2008.
  67. ^ Moratti: "Sfogo sbagliato" Mancini: "Non lo rifarei", su gazzetta.it, 13 marzo 2008.
  68. ^ Mancini: "Io all'Inter? Sarei obbligato dal contratto...", su gazzetta.it, 20 marzo 2009.
  69. ^ Mancini rompe il contratto con l'Inter: «Pronto per un'esperienza all'estero», su ilsole24ore.com, 30 ottobre 2009.
  70. ^ (EN) Manchester City FC can confirm that it has today terminated the contract of Mark Hughes, su mcfc.co.uk.
  71. ^ Mancini riparte dal Manchester City [collegamento interrotto], su lastampa.it.
  72. ^ Mancini, esonero ben pagato [collegamento interrotto], su lechampions.it, 6 agosto 2010. URL consultato il 12 agosto 2010.
  73. ^ Pazzesco Manchester City:Campione con un gol al 94'!, su gazzetta.it, 14 aprile 2012. URL consultato il 13 maggio 2012..
  74. ^ Il Manchester City trionfa in Community Shield, Mancini alza il primo trofeo stagionale: “Una vittoria meritata”, su goal.com, 12 agosto 2012. URL consultato l'11 maggio 2013.
  75. ^ Club statement, su mcfc.co.uk, 13 maggio 2013. URL consultato il 15 novembre 2014.
  76. ^ Roberto Mancini esonerato dal Manchester City, su sportmediaset.mediaset.it, 13 maggio 2013. URL consultato il 15 novembre 2014.
  77. ^ Turchia, Galatasaray: Sneijder regala la Coppa a Mancini, su gazzetta.it.
  78. ^ Calciomercato Galatasaray, è ufficiale: Mancini lascia il club turco, su corrieredellosport.it, 11 giugno 2014. URL consultato l'11 giugno 2014 (archiviato dall'url originale il 22 luglio 2014).
  79. ^ Mario Pagliara, Inter, Mancini è un affare da 21 milioni. E in bilancio resta anche Mazzarri, su gazzetta.it, 14 novembre 2014.
  80. ^ Andrea Sorrentino, Inter, Mancini-Moratti un incontro tra vecchi amici, su repubblica.it, 14 novembre 2014.
  81. ^ Valerio Clari, Milan-Inter 1-1, gol di Menez e Obi, Mancini parte con un pareggio, su gazzetta.it, 23 novembre 2014.
  82. ^ Cesare Zanotto, Europa League: Inter-Dnipro 2-1, nerazzurri ai sedicesimi e primi nel girone, su sportmediaset.mediaset.it, 27 novembre 2014.
  83. ^ Higuain beffa l'Inter Napoli in semifinale, su raisport.rai.it, 4 febbraio 2015.
  84. ^ Andrea Sorrentino, Guarin trascina l'Inter, sfatato il tabù Atalanta, in la Repubblica, 16 febbraio 2015, p. 38.
  85. ^ Andrea Sorrentino, Mancini carica l'Inter "Impresa possibile", in la Repubblica, 19 marzo 2015, p. 66.
  86. ^ Stefano Scacchi, Inter, vittoria con sofferenza ma Icardi raggiunge Toni, in la Repubblica, 1º giugno 2015, p. 39.
  87. ^ Stefano Scacchi, Doppio Jovetic Inter batte il Carpi con tanti brividi, in la Repubblica, 31 agosto 2015, p. 36.
  88. ^ Maurizio Crosetti, Dilaga l'Inter d'acciaio il risveglio di Icardi lancia la fuga a suon di gol, in la Repubblica, 13 dicembre 2015, p. 58.
  89. ^ Valerio Clari, Inter, ora è allarme rosso. 5 punti in 5 gare, beffe finali "italiane", 11º attacco, su gazzetta.it, 24 gennaio 2016.
  90. ^ Inter e Mancini: qualcosa è cambiato, su gazzetta.it, 9 febbraio 2016.
  91. ^ Andrea Sorrentino, Inter, crisi di nervi e gioco Mancini sempre più solo naufraga il progetto Thohir, in la Repubblica, 16 febbraio 2016, p. 46.
  92. ^ Andrea Sorrentino, Inter, bellissima e amarissima la rimonta impossibile riesce ma ai rigori la Juve è perfetta, in la Repubblica, 3 marzo 2016, p. 46.
  93. ^ Andrea Sorrentino, Festa Sassuolo, l'Inter chiude nel modo peggiore, in la Repubblica, 15 maggio 2016, p. 58.
  94. ^ Inter, Mancini: due anni di flop, senza Champions, senza gioco e senza titoli, su gazzetta.it, 7 agosto 2016.
  95. ^ Roberto Mancini e Inter: risoluzione del contratto e addio (con buonuscita da 3 milioni). Al suo posto De Boer, su ilfattoquotidiano.it, 8 agosto 2016.
  96. ^ Ufficiale, Mancini nuovo allenatore dello Zenit San Pietroburgo, su gazzetta.it, 1º giugno 2017.
  97. ^ (EN) Zenit and Roberto Mancini agree to an early end to the manager's contract, su en.fc-zenit.ru, 13 maggio 2018.
  98. ^ Italia, Mancini ha firmato: è il nuovo Ct della Nazionale, presentazione alle 12, su sport.sky.it, 15 maggio 2018.
  99. ^ Nazionale, un fallimento lungo 10 anni, su urbanpost.it, 15 novembre 2017. URL consultato il 23 marzo 2019.
  100. ^ La ricostruzione di Mancini e Bernardini, su guerinsportivo.it. URL consultato il 23 marzo 2019.
  101. ^ Alessandro Bocci, Italia-Finlandia, Chiesa verso il forfait: c’è Politano, su corriere.it, 20 marzo 2019. URL consultato il 23 marzo 2019.
  102. ^ Mancini e la scoperta Zaniolo: «Mi dicevano che ero matto a convocare sconosciuti», su corrieredellosport.it. URL consultato il 23 marzo 2019.
  103. ^ Valerio Clari, Italia-Arabia Saudita 2-1: Balotelli e Belotti gol, Mancini debutta col sorriso, su gazzetta.it, 28 maggio 2018.
  104. ^ Le pagelle di Francia-Italia 3-1: si salvano Chiesa e Bonucci, male Berardi, su it.eurosport.com, 1º giugno 2018. URL consultato il 23 marzo 2019.
  105. ^ Italia-Olanda 1-1: gol di Zaza, poi rosso a Criscito e pari di Aké, su gazzetta.it. URL consultato il 23 marzo 2019.
  106. ^ Nations League: Italia-Polonia 1-1, su sportmediaset.mediaset.it. URL consultato il 23 marzo 2019.
  107. ^ Max Cristina, Nations League, Portogallo-Italia 1-0: André Silva inguaia gli Azzurri, su sportmediaset.mediaset.it. URL consultato il 23 marzo 2019.
  108. ^ Andrea Ghislandi, Nations League: Polonia-Italia 0-1, Biraghi manda in B i polacchi al 92', su sportmediaset.mediaset.it. URL consultato il 23 marzo 2019.
  109. ^ Italia, sfumano le Final Four: 0-0 col Portogallo, su sport.sky.it. URL consultato il 23 marzo 2019.
  110. ^ Italia-Finlandia 2-0: gol di Barella e Kean, su gazzetta.it. URL consultato il 23 marzo 2019.
  111. ^ Luca Stamerra, Italia, Moise Kean nella storia: è il secondo più giovane di sempre a segnare in Nazionale, su it.eurosport.com, 23 marzo 2019.
  112. ^ Enrico Currò, Quagliarella e il nipotino Kean, per l'Italia il gol è senza età, in la Repubblica, 27 marzo 2019, p. 36.
  113. ^ Andrea Ghislandi, Qualificazioni: Finlandia-Italia 1-2, Azzurri vicinissimi a Euro 2020, su sportmediaset.mediaset.it, 8 settembre 2019.
  114. ^ Sky Sport, Italia-Grecia 2-0, Azzurri qualificati a Euro2020, su sport.sky.it. URL consultato il 12 ottobre 2019.
  115. ^ Enrico Currò, Nove vittorie su nove, in la Repubblica, 16 ottobre 2019, p. 38.
  116. ^ Sky Sport, Bosnia-Italia 0-3, gol di Acerbi, Insigne e Belotti. Mancini-record: 10 vittorie di fila, su sport.sky.it. URL consultato il 15 novembre 2019.
  117. ^ Cavaliere Ordine al Merito della Repubblica Italiana Sig. Roberto Mancini, su quirinale.it, 30 settembre 1991. URL consultato il 6 aprile 2011.

BibliografiaModifica

  • Almanacco illustrato del calcio '83, Modena, Panini, 1982.
  • Almanacco illustrato del calcio '84, Modena, Panini, 1983.
  • Sandro Bocchio e Giovanni Tosco, Dizionario della grande Lazio, Newton Compton Editori, 2000, ISBN 978-88-8289-495-5.
  • Fabio Monti, MANCINI, Roberto, in Enciclopedia dello sport, Istituto dell'Enciclopedia Italiana, 2002.

Altri progettiModifica

Collegamenti esterniModifica

Controllo di autoritàVIAF (EN272483432 · LCCN (ENno2012138246 · WorldCat Identities (ENno2012-138246