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Andúnië
TipoCittà
Creazione
IdeatoreJohn Ronald Reuel Tolkien
Appare inIl Silmarillion, Racconti incompiuti
Caratteristiche immaginarie
PianetaArda
ContinenteNúmenor
RegioneAndustar
RazzeUomini

«[L'Andustar] presentava tre piccole baie rivolte a ovest, incise negli altipiani; qui però le scogliere in molti luoghi non precipitavano nel mare, e ai loro piedi si stendevano spiagge. La più settentrionale [...] era Andúnië»

(J.R.R. Tolkien, Racconti incompiuti, op. cit. pag. 231)

Il porto di Andúnië[1] è una città di Arda, l'universo immaginario fantasy creato dallo scrittore inglese J. R. R. Tolkien. È una città sulla costa nord-occidentale dell'isola di Númenor. La città sorge sulla costa della baia omonima, nella regione di Andustar.

In principio è la città principale dell'isola, ma col tempo viene superata in importanza da Armenelos, dove dimorano i sovrani dell'isola. Per quasi tremila anni della Seconda Era, a partire dalla fondazione del regno di Númenor, è il luogo di approdo delle navi elfiche provenienti da Eressëa, portando talvolta in dono, oro, argento e pietre preziose[2].

Signori di AndúniëModifica

 Lo stesso argomento in dettaglio: Signori di Andúnië.

I Signori di Andúnië, discendenti di Valandil di Andúnië, figlio di Silmariën, sono tra le famiglie nobili più importanti dell'isola. L'ultimo esponente di questa casata è Amandil, che poco prima degli eventi della Caduta di Númenor, compie un disperato tentativo di raggiungere Valinor e ottenere udienza presso Manwë, signore dei Valar.

Eventi storici di Númenor avvenuti in AndúniëModifica

Sotto il regno di Ar-Gimilzôr[3] (3102-3177 della Seconda Era), gli Elendili, detti anche Fedeli, ovvero la fazione minoritaria favorevole ai tradizionali legami con gli Eldar, sono obbligati a lasciare la costa occidentale di Númenor (dove vivono per la gran parte) e trasferirsi, sotto sorveglianza, in quella orientale, nella città di Rómenna.

Molti di costoro, salpano verso la Terra di Mezzo per riparare nel regno del signore elfico Gil-galad e non fanno più ritorno in Númenor.
Sotto il regno di Ar-Gimilzôr, infatti, i rapporti con gli Eldar d'Occidente sono interrotti. Le navi degli Elfi non giungono più da Eressëa[4] e i porti di Andúnië cadono in rovina.

NoteModifica

  1. ^ Il nome in Quenya, significa «verso occidente» o «tramonto», derivando da Andúnë che significa «occidente, ovest».
  2. ^ Come spiegato nei Racconti incompiuti (op. cit., p. 236), i Númenóreani erano abili artigiani, ma i metalli preziosi erano assenti nell'isola e l'unica fonte erano i doni degli Eldar. Gemme, monili d'oro e gioielli erano oggetti molto ricercati in Númenor e tenuti in gran conto per la loro rarità. A partire dal regno di Tar-Ancalimon (2221-2386 della Seconda Era), i Númenóreani, desiderosi di potere e ricchezza, iniziano a occupare stabilmente le coste della Terra di Mezzo, soggiogando e richiedendo tributi a quei popoli del continente orientale che per millenni avevano trattato con rispetto e generosità.
  3. ^ Uno dei primi regnanti númenóreani apertamente ostili verso gli Eldar, a causa della loro immortalità e vicinanza con i Valar.
  4. ^ E non vi giungeranno più neppure sotto il breve regno di Inziladûn - figlio di Ar-Gimilzôr - che, salito al trono prendendo come tradizione un nome elfico, Tar-Palantír (3177-3255 della Seconda Era), cerca di restaurare la devozione verso i Valar, i legami tradizionali con gli Eldar e interrompere le persecuzioni contro i Fedeli.

BibliografiaModifica

  • J.R.R. Tolkien, Racconti Incompiuti, Edizione CDE su licenza Rusconi libri, Milano, 1994.
  • J.R.R. Tolkien, Il Silmarillion, Rusconi Libri, ottava edizione, Milano, 1989.

Voci correlateModifica

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