Maria Amalia d'Asburgo-Lorena

sovrana austriaca
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Maria Amalia d'Asburgo-Lorena
Maria Amalia of Austria by Roslin.jpg
Maria Amalia ritratta da Alexander Roslin, 1774, Galleria Nazionale di Parma
Duchessa di Parma, Piacenza e Guastalla
Stemma
In carica 27 giugno 1768 –
9 ottobre 1802
Predecessore Luisa Elisabetta di Borbone-Francia
Successore annessione francese
Arciduchessa d'Austria
In carica 26 febbraio 1746 –
18 giugno 1806
Predecessore Maria Elisabetta d'Asburgo-Lorena (nello stesso tempo)
Successore Maria Giovanna d'Asburgo-Lorena (nello stesso tempo)
Nome completo Maria Amalia Josepha Johanna Antonia Luisa von Habsburg-Lothringen
Trattamento Sua Altezza Reale e Imperiale
Altri titoli Principessa di Boemia, Principessa d'Ungheria, Principessa di Toscana, Principessa di Croazia, Principessa di Slavonia, Infanta di Spagna
Nascita Vienna, Palazzo di Hofburg, 26 febbraio 1746
Morte Praga, Castello di Praga,
18 giugno 1806 (60 anni)
Luogo di sepoltura Cattedrale di San Vito, Praga
Casa reale Asburgo-Lorena
(per nascita),
Borbone-Parma
(per matrimonio).
Padre Francesco Stefano di Lorena
Madre Maria Teresa d'Austria
Consorte Ferdinando I di Parma
Figli Carolina Maria
Ludovico
Maria Antonia
Maria Carlotta
Maria Anna
Maria Giovanna
Filippo
Maria Antonietta
Maria Luisa
Maria Giuseppina
Maria Elisabetta
Maria Enrichetta
Maria Cristina
Giuseppe
Maria Ludovica
Maria Beatrice
Religione cattolica

Maria Amalia Giuseppa Giovanna Antonia Luisa d'Asburgo-Lorena (Vienna, 26 febbraio 1746Praga, 18 giugno 1806) nata arciduchessa d'Austria, fu duchessa di Parma, Piacenza e Guastalla come moglie di Ferdinando I di Parma.

Era l'ottava figlia dell'imperatrice Maria Teresa d'Austria e dell'imperatore Francesco Stefano di Lorena; per suggellare l'alleanza con i Borbone di Parma venne data in sposa nel 1768 al duca Ferdinando I di Parma, Piacenza e Guastalla. Intelligente e volitiva, riuscì a promuovere numerose riforme ed era molto amata dal popolo, che la chiamava con affetto La Signora. Con il passare degli anni, Ferdinando lasciò le redini del regno a Maria Amalia, la quale governò de facto il Ducato di Parma, Piacenza e Guastalla. Nel 1773, a seguito della nascita dell'erede dei duchi, Maria Amalia entrò a far parte del Consiglio della Corona di Parma e diventò l'unico vero monarca del Ducato di Parma.

Dopo l'esecuzione della sorella Maria Antonietta di Francia, Maria Amalia decise di non essere più sostenitrice del Dispotismo illuminato e si schierò dalla parte dei più accaniti conservatori.

Nel 1796, con l'invasione napoleonica del Ducato di Parma, dovette fuggire a Praga con le figlie maggiori, ma morì prima di vedere la restaurazione dei Borbone di Parma sul trono del Ducato di Parma, Piacenza e Guastalla. Quando Napoleone Bonaparte seppe della sua morte, disse: Maria Amalia è stata a tutti gli effetti l'unico vero uomo della casa d'Asburgo.

BiografiaModifica

 
Maria Amalia d'Austria, ritratto attribuito al Maestro delle arciduchesse, Castello di Schönbrunn, Kinderzimmer
 
Maria Amalia bambina, ritratta da Liotard, 1762

Arciduchessa d'AustriaModifica

L'arciduchessa Maria Amalia era l'ottava e più ribelle figlia dell'imperatore del Sacro Romano Impero Francesco I, duca di Lorena e di Bar (1729/1737), poi Granduca di Toscana (1737/1765), Duca di Parma (1738/1748) e infine imperatore eletto nel 1745, e di Maria Teresa d'Asburgo, regina d'Ungheria e di Boemia, arciduchessa d'Austria.

Crebbe alla corte viennese degli Asburgo-Lorena tra la Hofburg e il castello di Schönbrunn. Durante la sua gioventù era molto apprezzata dal popolo ed era considerata seducente. Aveva un talento per la pittura, possedeva una dolce voce da soprano leggero e scriveva affascinanti poesie.

Nata alla fine della Guerra di successione austriaca, quando il potere di Maria Teresa si era affermato, così come il suo prestigio, e dopo che finalmente il padre Francesco I era stato incoronato imperatore, ella crebbe nell'ombra delle sue sorelle promesse a destini brillanti. L'imperatrice commise tuttavia l'errore di comparare senza sosta Maria Amalia con le figlie maggiori (nate tra il 1738 e il 1743), tra cui Maria Cristina, soprannominata Mimi, la preferita della madre, e Maria Elisabetta, la cui bellezza era celebre, rendendo difficile il rapporto tra l'arciduchessa e la madre.

Maria Amalia trovava antipatiche le sue sorelle più grandi, Maria Cristina, Maria Elisabetta e Maria Anna, perché la prendevano costantemente in giro e la deridevano.

Maria Amalia trovò un conforto affettivo nella presenza delle sue sorelle minori nate tra il 1750 e il 1755 e ciò le impedì di acquisire una vera maturità; in particolare ricevette conforto da sua sorella Maria Carolina.

In più, entrò in età da marito durante la guerra dei Sette Anni. La guerra, riducendo le sue opportunità di trovare un marito, le diede nuove frustrazioni.

Il matrimonioModifica

Maria Amalia perse suo padre il 18 agosto 1765. Egli si spense bruscamente a Innsbruck nel corso delle feste che celebravano il matrimonio del figlio minore Pietro Leopoldo con Maria Luisa di Spagna.

Il Rovesciamento delle Alleanze del 1765 avviò la riconciliazione tra la famiglia reale austriaca e quella francese, tra Asburgo e Borbone. Già nel 1760, il fratello d'Amalia, l'arciduca ereditario Giuseppe, successore di Francesco I, aveva sposato Isabella di Parma, nipote di Luigi XV di Francia e di Filippo V di Spagna. Nel 1768 la sorella minore, l'arciduchessa Maria Carolina, 16 anni, era diventata la moglie di Ferdinando IV, re di Napoli (e di Sicilia), mentre la minore Maria Antonietta, 15 anni, era destinata a diventare la delfina di Francia.

All'età di 20 anni, Maria Amalia voleva sposare il giovane, attraente ed intelligente principe Carlo di Zweibrücken, che frequentava la corte di Vienna e l'aveva chiesta in sposa. Però Maria Teresa ed il suo ministro Von Kaunitz ritenevano entrambi che quest'unione non fosse abbastanza buona per un'arciduchessa. Carlo regnava sul piccolo principato di Zweibrucken e, sebbene avesse prospettive di ereditare sia la Baviera che il Palatinato dai suoi distanti cugini, le sue pretese al riguardo non erano garantite. Inoltre l'Austria progettava di annettersi la Baviera quando l'elettore regnante, Massimiliano III Giuseppe fosse morto, e poiché Carlo avrebbe potuto ereditare il trono bavarese dal suo lontano cugino (dato che sia lui che Carlo Teodoro del Palatinato non avevano eredi legittimi), si ritenne che accettare tale unione sarebbe stato contrario alla ragione di stato austriaca, volta ad annettersi in futuro la Baviera. Inoltre erano già stati predisposti progetti matrimoniali per Maria Amalia. Costei avrebbe dovuto sposare il re di Napoli o il duca di Parma, dopo la morte della sorella Maria Giuseppina, in modo da rafforzare i legami con i Borbone e l'influenza austriaca in Italia. Carlo lasciò così Vienna, covando da quel momento un'ostilità imperitura verso Maria Teresa e l'Austria. Al contrario Maria Cristina, la figlia preferita, poté sposare, unica tra i suoi fratelli, un uomo di sua scelta, anche se di rango inferiore, Alberto di Sassonia-Teschen.

Contro la sua volontà, Maria Amalia venne fidanzata e poi fatta sposare con il duca Ferdinando di Borbone, nipote di Luigi XV da parte della sua figlia primogenita, Elisabetta di Borbone-Francia; era anche nipote di Filippo V di Spagna.

Il matrimonio fu appoggiato anche dal futuro Giuseppe II, la cui amata prima moglie era stata l'attraente sorella del duca Ferdinando, Isabella. Il matrimonio era parte di un complesso accordo matrimoniale-dinastico che portò ad unioni tra altre due sorelle di Amalia, Maria Carolina e Maria Antonietta, andate in sposa rispettivamente al re di Napoli ed al Delfino, tutti membri della dinastia borbonica.

Lo sposo era di cinque anni più giovane di Maria Amalia ed aveva qualche segno di squilibrio mentale.

 
Ferdinando e Maria Amalia nel 1768

Duchessa di Parma, Piacenza e GuastallaModifica

Il matrimonio venne dapprima celebrato per procura, a Vienna, il 27 giugno 1768; Maria Amalia lasciò l'Austria il 1º luglio 1768, accompagnata dal fratello, Giuseppe II, e sposò Ferdinando il 19 luglio nel Palazzo Ducale di Colorno. Ad agosto 1768, nel Teatro Ducale di Parma, per solennizzare le nozze dell'infante Ferdinando con Maria Amalia d'Asburgo-Lorena, il tenore Gaetano Ottani cantò nelle Feste d'Apollo, su musiche di Gluck.[1]

A Parma Maria Amalia cominciò ad interferire con la politica, inizialmente con l'appoggio ed i consigli della madre, l'imperatrice Maria Teresa, che pensava che la figlia dovesse prendere parte attiva alla politica parmense, ma solo per aiutare Ferdinando. D'altronde, ella desiderava che Amalia attraesse il ducato nell'orbita d'influenza austriaca, cosicché si può dire che Amalia non facesse che adempiere alle speranze materne, sebbene usando metodi da lei non approvati.

 
Il Casino dei Boschi, fatto costruire da Maria Amalia dall'architetto Ennemond Alexandre Petitot

Ferdinando I aveva ricevuto un'educazione poco brillante dalla marchesa di Saluzzo e preferiva la compagnia dei contadini rispetto a quella degli intellettuali; Maria Amalia, invece, si circondava di intellettuali e illuministi. Maria Amalia era colta, parlava il tedesco, l'inglese, lo spagnolo, il francese e l'italiano, seppur con qualche difficoltà.

Il ducato riceveva sussidi sia dalla Francia che dalla Spagna, ambedue desiderose di mantenere l'influenza su questo Stato. Sennonché Amalia mirò ad eliminare queste interferenze, in modo da poterle sostituire con una preponderanza austriaca. In ciò ella venne agevolata dal fatto che il marito non desiderava governare, preferendo dedicarsi ai suoi svaghi privati. Data la sua natura dominatrice ed il suo gusto per il potere, la duchessa cominciò ad immischiarsi nelle questioni politiche. Il ministro du Tillot, figura dominante sino a quel momento nel ducato, aveva molti nemici, che iniziarono a guardare ad Amalia, sperando che potesse rovesciarlo, dati i contrasti tra loro insorti.

Dal 1770 a Maria Amalia vennero attribuite ingenti somme di denaro spese per i suoi capricci, in realtà queste somme di denaro venivano spese dalla duchessa perché i ministri incaricati del funzionamento delle industrie rifiutarono più volte di spendere denaro per il buon funzionamento economico del Ducato[2], quindi la duchessa pagava di tasca propria le spese che avrebbero dovuto pagare i ministri[2].

 
Maria Amalia ritratta nel 1769

Dopo due anni dal suo arrivo, Amalia riuscì infine a farlo destituire, sostituendolo con lo spagnolo Jose del Llano, fortemente raccomandato da Carlo III di Spagna. Contrariamente alla credenza popolare, però, nemmeno Ferdinando amava du Tillot, che aveva perso i favori del duca già prima dell'arrivo di Amalia. Una lettera di Luigi XV al nipote, risalente al maggio 1768, attesta tale stato di cose. In essa il nonno consigliava Ferdinando di non disprezzare un uomo che aveva servito così bene i suoi genitori, tanto più che non c'era alcuno con cui sostituirlo. Se non che Parma era uno stato indipendente, ed a questo punto Ferdinando decise infine di ribellarsi a quanto aveva sino a quel momento accettato, ma che non corrispondeva alle sue convinzioni.

 
Il Palazzo Reale di Colorno, dove Maria Amalia abitò dal 1770 al 1776

Nel 1771 egli licenziò del Llano, sostituendolo con ministri di sua scelta; si sospettò che Amalia fosse dietro il licenziamento, senza tuttavia riuscire a provarlo. A questo punto Francia, Austria e Spagna ruppero le relazioni con il ducato (sino a quel momento, Maria Teresa, nonostante l'opposizione del figlio Giuseppe II, aveva convinto le corti reali di Francia e Spagna a continuare nel supporto finanziario e nell'aiuto politico alla corte di Parma)

Le relazioni vennero ripristinate a seguito della nascita dell'erede dei duchi, Ludovico, l'anno successivo. Francia e Spagna si avvantaggiarono di tale riconciliazione per cercare di risolvere quelli che ritenevano essere disordini dentro il ducato. Tuttavia le due potenze non riacquistarono mai più la stessa influenza nei restanti anni di governo di Ferdinando.

 
Maria Amalia ritratta da Domenico Muzzi, 1781

D'altronde, i rapporti tra Amalia e la madre rimasero fortemente distaccati, eccezion fatta per la breve riconciliazione avvenuta nel 1773 a seguito della nascita dell'erede, sebbene in seguito Maria Teresa tentasse ripetutamente di riallacciare i rapporti con sua figlia. Questi sforzi fallirono, in quanto Amalia resistette agli sforzi della madre di controllarla da Vienna. Quando l'arciduchessa Maria Cristina, conosciuta in famiglia come la Maria o Mimì, visitò Parma nel 1774, riferì alla madre che Amalia aveva perso molto della sua bellezza e del suo fascino e che era anche meno allegra e fine:

«Sciatta, ha perduto ogni grazia ed eleganza, è ingrassata e sformata, è aspra, nervosa, dura, non si riconosce più. Vuole tornare a Vienna, non si sente a suo agio nel Ducato, suo marito Ferdinando la disprezza e lei trova rifugio nelle frivolezze; la figlia maggiore di questa irresponsabile coppia, Maria Teresa, è malinconica quanto suo fratello Ludovico è schivo e riservato.»

Però bisogna tener conto che Mimì era nota per la sua lingua tagliente, le sue critiche e la propensione a creare problemi alle sorelle. Sebbene i suoi rapporti con Amalia si fossero ormai logorati, Maria Teresa commissionò a Johann Zoffany un ritratto dei suoi nipoti di Parma.

Nei rapporti con il marito, Amalia, dopo aver dapprima messo da parte Ferdinando ed iniziato a condurre una vita dissoluta che includeva amanti frequentati apertamente, tese in seguito a migliorare i rapporti con lui. D'altronde, nonostante i suoi scandali coniugali e le sue eccentricità, i suoi sudditi in genere l'apprezzarono, dato che si diceva avesse un buon cuore, aiutasse i poveri e fosse coraggiosa.

Maria Amalia rimase in contatto con le sue sorelle Maria Antonietta e Maria Carolina durante la maggior parte della loro vita da spose. Le tre sorelle erano solite scambiarsi ritratti, lettere e doni. Infatti, una delle ultime lettere di Maria Antonietta, durante la sua prigionia, fu scritta ad Amalia ed a lei inviata segretamente. Maria Amalia d'altronde chiamò la sua seconda figlia con il nome di Maria Antonietta. Alla notizia dell'esecuzione della sorella e del marito di lei, Amalia cadde svenuta[3]; la figlia Carolina in seguito scrisse: "Alla notizia della morte della sua amata sorella, della mia zia tanto buona, mia madre in un primo momento rise, poi cominciò a piangere, urlò che chi avesse ucciso sua sorella, una persona buona e sensibile, sarebbe stato arso vivo. Poi la sua faccia impallidiva e il corpo magro di mia madre cadeva a terra, quella fu l'unica volta che vidi perdere il controllo a mia madre!".

Maria Amalia non si riprese mai del tutto dalla morte della sorella Maria Antonietta e da allora portò il lutto per tutta la vita. Nei suoi restanti anni di vita manifestò più volte segni di depressione[3] e questa sua depressione venne trasmessa anche a dei suoi figli, più precisamente a Maria Carolina e Maria Giovanna.

 
Maria Amalia ritratta da Johann Zoffany nelle vesti della dea romana Diana, 1772

La famiglia reale agli arresti domiciliariModifica

Quando in Francia venne ghigliottinata Maria Antonietta d'Austria, sorella di Maria Amalia, la maggior parte dei principati italiani interruppe le relazioni con la Francia. Anche Maria Amalia interruppe i contatti con la Francia e il marito Ferdinando si alleò con i reali di Napoli, Ferdinando I delle Due Sicilie e Maria Carolina d'Asburgo-Lorena, sorella di Maria Amalia.

Dopo la morte di Maria Antonietta, Maria Amalia cominciò a nutrire odio nei confronti dei rivoluzionari e questo odio maturò fino al punto che Maria Amalia abbandonò per sempre le sue idee a sostegno del dispotismo illuminato e smise di parlare il francese, così come fece anche Maria Carolina di Napoli.

Maria Amalia impedì alle figlie Maria Antonia, Maria Carlotta, Maria Giovanna, Maria Cristina e Maria Anna di vestirsi alla maniera francese e smise di far loro studiare il francese.

Nel 1796 Napoleone Bonaparte invase l'Italia e passó in tutti i principati italiani, ma Maria Amalia e il marito Ferdinando si dichiararono neutrali; per tutta risposta il generale francese fece sosta a Parma e mise agli arresti domiciliari Amalia e la sua famiglia. Chiusi nel Palazzo di Colorno, Ferdinando si dedicava agli studi astronomici, mentre Maria Amalia inviava continuamente lettere a Vienna a suo nipote l'imperatore d'Austria, chiedendogli di inviare delle truppe per cacciare l'esercito francese, ma non ricevette risposta; solo sua sorella Maria Carolina cercò di inviare delle truppe, ma invano: infatti a Napoli era stata fondata la Repubblica partenopea e Maria Carolina era stata costretta a fuggire in Austria.

Nel dicembre 1796 Maria Amalia scrisse una lettera alla sorella Maria Cristina:

«Sorella, siamo immersi nel dolore di dover rimanere confinati nell'ala ovest della nostra reggia, i francesi ci permettono solo di scrivere, di cambiarci d'abito e di veder le nostre figlie, loro ci sono accanto sempre, che Dio le benedica, il popolo urla ogni giorno ingiurie a mio marito, a me, dopo tutto quello che ho fatto per guadagnare il loro amore, ventotto anni di regno sono tanti, passano lentamente, specialmente se vissuti in solitudine, se Dio mi consentirà di vivere ancora, dubito che la mia esistenza cambierà, mi sono imposta uno stile di vita monotono, purtroppo non ho via di fuga, sono prigioniera in una gabbia costruita dalla mia stessa persona. Non ho quasi più libertà, sono privata di uscire, di visitare voi e i miei altri fratelli. Sono sfinita, non riesco più a scrivere, Dio mi dia la forza di vedere la mia persona e quella di mio marito dilettissimo libera. La fedele sorella vostra – Amalia[2]. »

Nel 1797 nacque il primo nipote maschio di Maria Amalia, ma a lei e a suo marito non fu permesso di partecipare nemmeno al battesimo del nipote; nel 1800 tornò a Parma Ludovico, figlio di Maria Amalia, che sarebbe dovuto diventare Duca di Parma, Piacenza e Guastalla, ma il Ducato di Parma sarebbe stato annesso presto alla Francia. Napoleone propose quindi ad Amalia e Ferdinando il Regno d'Etruria, ma, su richiesta di Amalia, Ferdinando rifiutò, cedendo il titolo di re d'Etruria a Ludovico, molto più accomodante nei confronti dei giacobini francesi.

Maria Amalia perse suo marito Ferdinando nel 1802 (si sospettò che fosse stato avvelenato) e venne nominata capo del Consiglio di Reggenza a Parma. Ma la reggenza durò solo pochi giorni. Il 22 ottobre 1802 i francesi concessero ad Amalia e alle sue figlie di partecipare al funerale del marito; subito dopo vennero scarcerate ed espulse dallo stato; Amalia partì per Praga e vi arrivò dopo una sosta a Venezia. Arrivata a Praga, si stabilí nel locale castello con le figlie Antonia, Carlotta e Cristina.

I suoi sudditi rimasero straziati dalla notizia che la principessa Amalia, una donna attenta ai bisogni dei più umili, fosse costretta a partire; lasciò il Ducato con venti carrozze al suo seguito e si dice che prima di partire abbia detto: "Lascio il mio piccolo Ducato con la stessa tristezza con cui vi ero entrata anni fa"; vi aveva regnato per 34 anni.

Ultimi anni e morteModifica

 
Maria Amalia ritratta nel 1806, anno della sua morte, da Heinrich Friedrich Füger

Amalia, arrivata a Praga, divenne malaticcia e le figlie erano preoccupate per lei; dal 1804 l'arciduchessa soffri anche di tosse e continui raffreddori. Nella primavera del 1804 morì la figlia Carolina, mentre un anno prima, nel 1803, era morto il figlio Ludovico.

L'ex duchessa di Parma era depressa, minata nel fisico e nello spirito, passava le giornate a lavorare a maglia, a scrivere lettere alle figlie Giovanna, Cristina e Anna, che intanto si erano trasferite a Roma; la sua unica consolazione era la compagnia delle figlie Antonia e Carlotta, le quali capivano lo stato mentale debole della madre e cercavano di passare con lei il maggior tempo possibile.

Nel gennaio 1805 Maria Amalia visitò il comune di Amaliendorf-Aalfang in Austria; il comune, fondato nel 1799, portava lo stesso nome di Maria Amalia, in quanto era intitolato a lei e la popolazione l'accolse con grandi festeggiamenti. Maria Amalia divenne la protettrice del comune, ma quel viaggio contribuì a farne peggiorare la salute.

Nel febbraio 1805 a Maria Amalia si era paralizzato il braccio sinistro[2] perché, oltre che di tosse e continui raffreddori, soffriva di un tumore al seno che, alla fine di settembre, la costrinse a letto[2]. Non riuscì più a camminare e si rifugió sempre più nella religione.

Nel 1806 la principessa fu colpita da un violento raffreddore; le sorelle di Amalia, Maria Elisabetta e Maria Carolina, furono informate che la principessa Amalia era in punto di morte e subito si misero in viaggio per andarla a trovare, ma purtroppo non fecero in tempo. Amalia morì il 18 giugno 1806 all'età di 60 anni, sia per un raffreddore letale sia per il tumore al seno. Fu l'unica figlia di Maria Teresa che morì nel castello di Praga. Il suo corpo venne sepolto nella cripta reale della cattedrale praghese di San Vito, mentre il suo cuore venne portato a Vienna e posto dentro un'urna (al numero 33) nella Cripta Imperiale che custodiva i cuori degli Asburgo defunti.

Matrimonio e figliModifica

 
Ritratto dei principi di Parma; i figli di Maria Amalia: Ludovico, Carolina, Maria Antonia e Maria Carlotta, 1778
 
Famiglia di Don Ferdinando di Borbone-Parma; Maria Amalia con il marito Ferdinando e i figli Carolina e Ludovico, 1774

Maria Amalia era sorella minore dell'imperatore Giuseppe II e sorella maggiore di Leopoldo II, Maria Carolina e della regina francese Maria Antonietta.

Il matrimonio, che avvenne per procura nei primi mesi del 1768, sembrò da subito insostenibile; gli sposi non dormivano mai nello stesso letto e Maria Teresa d'Austria scriveva continuamente ad Amalia per rendere quel rapporto fra coniugi più cordiale.

La stessa sorte di Maria Amalia toccò a Maria Carolina d'Austria, sua sorella più piccola, che si preparava a sposare Ferdinando I delle Due Sicilie, cugino a sua volta di Ferdinando, marito di Amalia.

Il rapporto tra Amalia e Ferdinando era disperato; Amalia esercitava con arroganza il potere e Ferdinando passava tutto il suo tempo tra le montagne. Non si piacquero mai del tutto, ma la nascita di un erede era necessaria per il ducato di Parma; quindi, messi da parte i disappori, i due cercarono di avere almeno numerosa prole.

Lei e suo marito Ferdinando ebbero sedici figli[4]:

Nome Nascita Morte Note
Carolina Maria Teresa Giuseppa Giovanna di Borbone-Parma Palazzo Ducale di Colorno, 22 novembre 1770 Palazzo Reale di Dresda, 1º marzo 1804 Madame Premierè, sposò Massimiliano di Sassonia nel 1792 ed ebbe figli.
figlio abortito Palazzo Ducale di Colorno, 29 dicembre 1771 Morì nel ventre materno.
Ludovico Filiberto Francesco di Borbone-Parma Palazzo Ducale di Colorno, 5 agosto 1773 Palazzo Pitti, Firenze, 27 maggio 1803 Principe di Piacenza e re d'Etruria, sposò sua cugina Maria Luisa di Spagna ed ebbe figli.
Maria Antonia Giuseppa Walburga Anna Luisa Teresa Vicenza Margherita Caterina di Borbone-Parma Palazzo Ducale di Colorno, 28 novembre 1774 Convento di Sant'Agata, Roma, 20 febbraio 1841 Madame Deuxième, divenne orsolina a Parma nel 1802 e a Roma nel 1831.
Maria Carlotta Ferdinanda Teresa Anna Giuseppa Giovanna Luisa Vincenza Rosalia di Borbone-Parma Palazzo del Giardino, Parma, 7 settembre 1777 Convento dei Santi Domenico e Sisto, Roma, 5 aprile 1826 Madame Troisième, divenne orsolina nella Chiesa dei Santi Domenico e Sisto con la sorella Antonia nel 1797.
Maria Anna Teresa Beatrice Antonia Giuseppa di Borbone-Parma Palazzo Ducale di Colorno, 20 gennaio 1779 Convento dei Santi Domenico e Sisto, Roma, 10 novembre 1849 Madame Quatrième, divenne orsolina nella Chiesa dei Santi Domenico e Sisto nel 1806.
Maria Giovanna Teresa Luisa Ernestina Sofia di Borbone-Parma Palazzo Ducale di Colorno, 20 gennaio 1779 Castello di Schönbrunn, Vienna, 19 febbraio 1853 Madame Cinquiéme, gemella della precedente, morì nubile.
Filippo Maria Giuseppe Leopoldo Francesco di Borbone-Parma Palazzo Ducale di Piacenza, 22 maggio 1783 Palazzo Ducale di Colorno, 2 luglio 1786 Principe di Guastalla, morì nell'infanzia di vaiolo.
Maria Antonietta Luisa Teresa di Borbone-Parma Palazzo Ducale di Colorno, 21 ottobre 1784 Palazzo Ducale di Colorno, 22 ottobre 1785 Madame Sixième, morì ad un anno dopo aver sviluppato il vaiolo.
Maria Giuseppina Teresa Elisabetta di Borbone-Parma Palazzo Ducale di Guastalla, 17 ottobre 1785 Palazzo Ducale di Colorno, 20 dicembre 1789 Madame Septième, morì dopo aver sviluppato il vaiolo.
Maria Cristina Teresa Amalia Paola di Borbone-Parma Palazzo Ducale di Piacenza, 20 marzo 1786 Convento di Sant'Agata, Roma, 10 novembre 1857 Madame Huitième, divenne orsolina nel 1810 con le sorelle Carlotta e Antonia.
Maria Elisabetta Teresa Anna Vittoria di Borbone-Parma Palazzo Ducale di Piacenza, 17 aprile 1787 Palazzo del Giardino, Parma, 22 maggio 1793 Madame Neuvième, morì dopo una caduta dalle scale.
Maria Luisa Teresa Isabella Antonietta Caterina di Borbone-Parma Palazzo Ducale di Piacenza, 17 aprile 1787 Palazzo del Giardino, Parma, 22 novembre 1789 Madame Dixième, morì nell'infanzia di pleurite.
Maria Enrichetta Teresa Adelaide Luisa Ferdinanda di Borbone-Parma Palazzo Ducale di Colorno, 10 febbraio 1788 Palazzo Ducale di Colorno, 24 gennaio 1799 Madame Onzième, morì dopo aver contratto il vaiolo.
Giuseppe Ludovico Ferdinando Carlo di Borbone-Parma Palazzo Ducale di Colorno, 13 dicembre 1788 Morì appena nato.
Maria Ludovica Teresa Carlotta di Borbone-Parma Palazzo Ducale di Colorno, 13 dicembre 1788 Morì appena nata.
Maria Beatrice Teresa Amalia di Borbone-Parma Palazzo Ducale di Guastalla, 20 luglio 1789 Morì appena nata.

Inoltre la duchessa Maria Amalia abortì una bambina nel 1778.

Maria Amalia si fece ritrarre con i figli nel Ritratto di Maria Amalia d'Austria con i suoi figli, risalente al 1775.

AscendenzaModifica

Genitori Nonni Bisnonni Trisnonni
Carlo V di Lorena Nicola II di Lorena  
 
Claudia Francesca di Lorena  
Leopoldo di Lorena  
Eleonora Maria Giuseppina d'Austria Ferdinando III d'Asburgo  
 
Eleonora Gonzaga-Nevers  
Francesco I di Lorena  
Filippo I di Borbone-Orléans Luigi XIII di Francia  
 
Anna d'Austria  
Elisabetta Carlotta di Borbone-Orléans  
Elisabetta Carlotta di Baviera Carlo I Luigi del Palatinato  
 
Carlotta d'Assia-Kassel  
Maria Amalia d'Asburgo-Lorena  
Leopoldo I d'Asburgo Ferdinando III d'Asburgo  
 
Maria Anna di Spagna  
Carlo VI d'Asburgo  
Eleonora del Palatinato-Neuburg Filippo Guglielmo del Palatinato  
 
Elisabetta Amalia d'Assia-Darmstadt  
Maria Teresa d'Asburgo  
Luigi Rodolfo di Brunswick-Lüneburg Antonio Ulrico di Brunswick-Wolfenbüttel  
 
Elisabetta Giuliana di Schleswig-Holstein-Sonderburg-Norburg  
Elisabetta Cristina di Brunswick-Wolfenbüttel  
Cristina Luisa di Oettingen-Oettingen Alberto Ernesto I di Oettingen-Oettingen  
 
Cristina Federica di Württemberg  
 

Titoli e trattamentoModifica

  • 26 febbraio 1746 - 18 giugno 1806 Sua Altezza Reale l'arciduchessa Maria Amalia d'Austria, arciduchessa d'Austria, principessa reale d'Ungheria, Boemia, Croazia, Toscana, Slavonia, Slesia e Moravia ecc.
  • 27 giugno 1768 - 9 ottobre 1802 Sua Altezza Reale la duchessa di Parma, Piacenza e Guastalla, infanta di Spagna.
  • 9 ottobre 1802 - 18 giugno 1806 Sua Altezza Reale la duchessa Maria Amalia d'Austria, duchessa vedova di Parma, Piacenza e Guastalla.

OnorificenzeModifica

Onorificenze austriacheModifica

  Dama dell'Ordine di Sant'Elisabetta
  Dama dell'Ordine dell'amore verso il prossimo (Sacro Romano Impero)
— 1767
  Dama dell'Ordine della Croce stellata (Sacro Romano Impero)

Onorificenze straniereModifica

  Dama di Gran Croce del Sacro Ordine Militare Costantiniano di San Giorgio (Regno di Napoli)
  Rosa d'oro (Santa Sede)
— 1784
  Dama Nobile dell'Ordine della regina Maria Luisa (Spagna)

NoteModifica

  1. ^ Carlo Innocenzo Frugoni, Le feste d'Apollo, celebrate sul Teatro di Corte nell'agosto del 1769. Per le auguste seguite nozze tra il reale infante Don Ferdinando e la r. arciduchessa infanta Maria Amalia / tutta la musica è del sig. cavaliere Cristoforo Gluck, Parma, nella Stamperia Reale, 1769.
  2. ^ a b c d e Idelfonso Stanga: Maria Amalia di Borbone duchessa di Parma (1932)
  3. ^ a b Justin C. Vovk: In Destiny's Hands: Five Tragic Rulers, Children of Maria Theresa (2010)
  4. ^ "Maria Amalia ebbe sedici figli della quale ne sopravvissero sette, come riportato dal libro di Idelfonso Stanga"

BibliografiaModifica

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