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La diaspora africana è la migrazione dei popoli africani e dei loro discendenti prevalentemente verso le Americhe, e successivamente in Europa, Medioriente ed altri luoghi in tutto il mondo. Gran parte degli appartenenti alla diaspora africana discendono dalle persone che erano state ridotte in schiavitù durante la tratta atlantica degli schiavi, ed una gran parte di essi vivono in Brasile.

StoriaModifica

 Lo stesso argomento in dettaglio: Migrazioni umane preistoriche.

Basandosi sulla genetica umana, è opinione diffusa che le popolazioni preistoriche africane, che lasciarono il continente negli ultimi centomila anni, siano gli antenati di tutti gli umani non africani. Con la formazione delle prime comunità, specialmente in Egitto e in medioriente, queste migrazioni si ridussero perché l'unico passaggio per uscire dal continente africano via terra era la penisola del Sinai. Con lo sviluppo della civiltà e la scoperta della vela, i neri africani viaggiarono verso il medioriente, l'Europa e l'Asia con diverse occupazioni.[senza fonte] Molti di loro si stabilirono in Europa e Asia ed ovviamente ebbero discendenti dalle popolazioni locali.[senza fonte] Oggi le ricerche sulla genetica umana suggeriscono che il DNA mitocondriale e gli aplotipi del cromosoma Y negli europei e negli asiatici hanno un'ascendenza africana.

Queste prime migrazioni sono minime se confrontate con la tratta atlantica degli schiavi e con quella araba.[1]

Dispersione attraverso la schiavitùModifica

 Lo stesso argomento in dettaglio: Tratta atlantica degli schiavi africani e Schiavismo in Africa.

Gran parte della diaspora africana si è dispersa in Europa, Asia e nelle Americhe durante la tratta atlantica e araba degli schiavi. A partire dal IX secolo gli schiavi africani venivano presi dall'Africa del nord e dell'est e portati in medioriente e Asia. A cominciare dal XV secolo gli africani vennero presi anche dal resto del continente, specialmente dall'Africa occidentale, e condotti prima in Europa e poi nelle Americhe. Sia la tratta atlantica che quella araba finirono nel XIX secolo.[2]

La dispersione attraverso la tratta degli schiavi rappresenta una delle più grandi migrazioni della storia umana. Gli effetti economici sul continente africano furono devastanti. Alcune comunità create dai discendenti degli schiavi neri africani in Europa ed Asia sono sopravvissute fino ad oggi, ma in altri casi la popolazione nera ebbe discendenti dalla popolazione locale, i quali si dispersero a loro volta nella popolazione. Nelle Americhe la confluenza di vari gruppi etnici da molte parti del mondo ha creato un vero e proprio miscuglio di diverse etnie. In America Centrale e America del Sud gran parte della popolazione ha antenati europei, nativi americani ed africani. In Brasile, dove nel 1888 quasi metà della popolazione discendeva dagli schiavi africani, le variazioni somatiche si estendono per una vasta gamma. Negli Stati Uniti, le leggi Jim Crow e quelle che impedivano matrimoni misti diedero inizio alla segregazione razziale e mantennero una distinzione tra gruppi etnici.[1]

Sebbene il commercio degli schiavi venne bandito in molti paesi nella prima metà del XIX secolo, il traffico illegale di schiavi continuò attraverso l'Atlantico fino alla fine del secolo. Una delle testimonianze conservate sull'intercettazione di una nave di schiavi durante questo periodo è un fascicolo dell'Ammiragliato britannico contenente rare fotografie delle condizioni di vita durante la traversata.[3]

Dispersione attraverso la migrazioneModifica

Fin dalla comparsa delle prime attività spagnole nelle Americhe, gli africani erano presenti sia come volontari nel corpo di spedizione che come coloni involontari.[4][5] Juan Garrido fu uno dei conquistadores neri. Attraversò l'Oceano Atlantico come liberto negli anni 1510 e partecipò all'assedio di Tenochtitlán.[6]

L'immigrazione africana è diventata la principale forza della moderna diaspora. È stato stimato che la popolazione corrente di africani immigrati nei soli Stati Uniti è di 600.000 individui.[7] I paesi con più immigrati negli Stati Uniti sono: Nigeria, Ghana, Etiopia, Eritrea, Egitto, Sierra Leone, Somalia e Sudafrica. Altri sono immigrati da: Angola, Capo Verde, Mozambico, Guinea Equatoriale, Kenya e Camerun. Solitamente gli immigrati si concentrano nelle aree urbane, spostandosi poi nelle aree suburbane.

Un significativo numero di africani sono immigrati in molti altri paesi come Regno Unito[8] e Francia.[9][10]

DefinizioniModifica

L'Unione Africana definisce la diaspora africana come un movimento «costituito da persone di origini africane che vivono al di fuori del continente, a prescindere dalla loro nazionalità e cittadinanza, e che desiderano contribuire allo sviluppo di un continente e alla costruzione dell'Unione Africana».[11][12] Il suo atto costitutivo «invita ed incoraggia la piena partecipazione alla diaspora africana come una parte importante del nostro continente, nella costruzione dell'Unione Africana».[11]

Tra il 1500 e il 1900, approssimativamente quattro milioni di neri africani vennero schiavizzati e portati nelle piantagioni nelle isole dell'Oceano Indiano, circa otto milioni vennero portati nei paesi mediterranei, e circa undici milioni sopravvissero al viaggio verso il nuovo mondo.[13] I loro discendenti ora si trovano in tutto il mondo. A causa dei matrimoni misti e all'assimilazione genetica, non è del tutto evidente chi discenda dalla diaspora africana.

Alcuni esempi di popolazioni di continenti diversi dall'Africa che sono visti o vedono loro stessi come neri a causa della discendenza dai neri africani sono:

Stime e distribuzione della popolazioneModifica

Le statistiche provengono da diverse fonti e i paesi usano metodi di valutazione molto diversi per definire un'etnia, o nazionale o genetica degli individui, metodi che vanno dall'osservazione per caratteristiche somatiche, al chiedere direttamente alle persone di scegliere tra alcune opzioni predefinite, a volte con l'opzione "Altra categoria", e a volte a risposta libera, così che differenti popolazioni nazionali tendono a scegliere in diversi modi. Colore della pelle e caratteristiche somatiche non sono considerati attendibili per determinare l'appartenenza generica ad un'etnia in antropologia, così i dati non riflettono realisticamente le attuali popolazioni africane nel mondo.

Continente / Nazione Popolazione nazionale Discendenti dei neri africani (%) [15] Discendenti dei neri africani (n.)
Caraibi 39.148.115 73,20% 22.715.518
  Haiti 8.924.553 97,50% 8.701.439
  Rep. Dominicana 9.507.133 84,00% 7.985.991
  Cuba[16] 11.423.925 10,00% 1.126.894
  Giamaica[17] 2.804.332 97,40% 2.731.419
  Trinidad e Tobago 1.047.366 58,00% 607.472
  Porto Rico 3.958.128 8,00% 316.650*
  Bahamas[18] 307.451 85,00% 209.000
  Barbados 281.968 90,00% 253.771
  Antille Olandesi 225.369 85,00% 191.564
  Saint Lucia 172.884 82,50% 142.629
  Saint Vincent e Grenadine 118.432 85,00% 100.667
  Isole Vergini americane 108.210 79,70% 86.243
  Grenada 90.343 95,00% 81.309
  Antigua e Barbuda 78.000 94,90% 63.000
  Bermuda 66.536 61,20% 40.720
  Saint Kitts e Nevis 39.619 98,00% 38.827
  Isole Cayman 47.862 60,00% 28.717
  Isole Vergini britanniche 24.004 83,00% 19.923
  Turks e Caicos[19] 26.000 34,00% 18.000
Europa 738.856.462,00 0,12% 9.017.583
  Italia[20] 60.448.163 2,70% 1.000.000
  Francia 62.752.136 7,00% 4.000.000
  Regno Unito 60.609.153 3,00% 2.015.400
  Spagna 40.397.842 0,10% 100,000
  Germania[21] 82.000.000 0,60% 500.000
  Paesi Bassi[22] 16.491.461 1,80% 300.000
  Portogallo 10.605.870 2,00% 201.200
  Russia[23] 141.594.000 0,12% 100.000
  Polonia 38.082.000 0,002% 4.500
  Irlanda 4.339.000 1,10% 43.000
Asia ? ?% ?
  Giappone 127.756.815 ?% 10.000 -
  Israele[24] 7.282.000 0,07% 6.000
  India[25] 1.132.446.000 0,003% 30.000
America del Sud/America Centrale 425.664.476 23,90% 101.532.873
  Belize 301.270 31,00% 93.394
  Guatemala 13.002.206 2,00% 260.044
  El Salvador 7.066.403 < 0,01% 0*
  Honduras 7.639.327 2,00% 152.787
  Nicaragua 5.785.846 9,00% 520.726
  Costa Rica 4.195.914 3,00% 125.877
  Panama 3.292.693 14,00% 460.977
  Colombia 45.013.674 21,00% 9.452.872
  Venezuela[26][27] 26.414.815 tra il 10-26,5% 2.641.481 - 6.999.926*
  Guyana 770.794 36,00% 277.486
  Suriname 475.996 47,00% 223.718
  Guyana francese 199.509 66,00% 131.676
  Brasile 190.908.598 6,00% 11.454.515
  Ecuador 13.927.650 3,00% 417.830
  Perù 29.180.899 3,00% 875.427
  Bolivia 9.247.816 1,10% 108.000
  Cile 16.454.143 < 0,10% 0*
  Paraguay 6.831.306 < 0,10% 0*
  Argentina 40.677.348 < 0,10% 0*
  Uruguay 3.477.778 4,00% 139.111
America del Nord 440.244.038 11,80% 39.264.514
  Stati Uniti[28] 298.444.215 12,90% 38.499.304
  Canada[29] 33.098.932 2,70% 783.795
  Messico 108.700.891 <1,00% 103.000
Oceania
  Australia[30] 21.000.000 0,90% (include persone di origine mista) 248.605
Africa subsahariana 865.000.000 99% 856.350.000
Fuori dall'Africa 5.821.000.000 2,90% 168.879.165
Total 6.892.000.000 14,2% 978.664.565

Paesi con maggior popolazione della diaspora africanaModifica

Paese Popolazione Posto
  Stati Uniti 38.499.304 1
  Brasile 11.454.515 2
  Colombia 9.452.872 3
  Haiti 8.701.439 4
  Rep. Dominicana 7.985.991 5
  Francia 4.000.000 6
  Venezuela 2.641.481 - 6.999.926 7
  Giamaica 2.731.419 8
  Regno Unito 2.015.400 9
  Cuba 1.126.894 10
  Italia 1.000.000 11
  Perù 875,427 12
  Canada 783,795 13
  Ecuador 680,000 14

America settentrionaleModifica

 Lo stesso argomento in dettaglio: Afroamericano.

Molte ondate migratorie verso le Americhe, così come gli spostamenti all'interno del continente stesso, hanno portato le persone di discendenza africana in America del Nord. Secondo il Schomburg Center for Research in Black Culture, le prime popolazioni africane arrivarono in Nordamerica nel XVI secolo attraverso il Messico e i Caraibi diretti nelle colonie spagnole della Florida, Texas ed in generale nel sud degli attuali Stati Uniti.[31] Su 12 milioni di persone che vennero portate nelle americhe durante la tratta atlantica degli schiavi,[32] 645.000 sbarcarono nelle colonie britanniche sul continente americano e negli Stati Uniti, 1.840.000 arrivarono in altre colonie britanniche, principalmente nelle Indie Occidentali.[33] Nell'interpretazione della diaspora africana la tratta atlantica degli schiavi è spesso considerata come un elemento fondamentale, ma ci furono altri undici flussi migratori dall'Africa verso l'America settentrionale a partire dal XVI secolo, molti dei quali erano composti da immigranti volontari, sebbene diretti in un territorio ostile ed economicamente basato sullo sfruttamento.[31]

Stati UnitiModifica

Negli anni 1860, africani dell'Africa subsahariana, soprattutto dall'Africa occidentale e da Capo Verde, emigrarono volontariamente per cercare lavoro come balenieri in Massachusetts. Questa migrazione continuò fino alle leggi restrittive che vennero approvate nel 1921 con lo scopo di impedire l'immigrazione di popolazioni non europee, ma in questo periodo i discendenti degli immigrati africani erano in numero maggiore nell'industria baleniera del New England, e di conseguenza marinai, maniscalchi, costruttori navali, ufficiali e armatori afroamericani spostarono le loro attività in California.[34] 1.7 milioni di persone negli Stati Uniti discendono degli immigrati volontari dell'africa subsahariana. Gli immigrati africani rappresentano il 6% di tutti gli immigrati negli Stati Uniti e quasi il 5% della comunità afroamericana dell'intera nazione. Circa il 57% sono immigrati tra il 1990 e il 2000.[35] Gli immigrati nati in Africa costituiscono l'1,6% della popolazione di colore. Gli appartenenti alla diaspora africana degli immigrati sono stati per la maggior parte educati negli Stati Uniti, la metà di loro ha una laurea o una laurea specialistica, rispetto al 23% degli afroamericani nati nel Paese. La più numerosa comunità di afroamericani negli Stati Uniti di trova nello stato di New York, seguito da California, Texas e Maryland.[35] Gli stati con la più alta percentuale di africani sono Washington, seguito da Mississippi e Louisiana. I rifugiati rappresentano una minoranza.

L'U.S. Boreau of the Census categorizza la popolazione in base alla razza su autoidentificazione,[36] e non prevede un'identità multietnica, anche se dal 2000 gli intervistati possono scegliere diverse etnie di appartenenza.

Nel 2000 gli afroamericani erano il 12,1 percento della popolazione totale negli Stati Uniti, e costituiscono la più numerosa minoranza etnica del Paese; sono concentrati nelle aree urbane, soprattutto negli stati del sud.[37]

CanadaModifica

 Lo stesso argomento in dettaglio: Immigrazione in Canada.
 
Una mappa della Underground Railroad.

Gran parte dei primi afro-canadesi emigrarono dagli Stati Uniti, compresi quegli afroamericani che arrivarono come lealisti o fuggitivi lungo la Underground Railroad, una serie di itinerari segreti dai quali gli emigranti neri arrivarono in Nuova Scozia e Ontario.[senza fonte] La schiavitù iniziò ad essere fuori legge nel Nord America Britannico dall'inizio del 1793. Più tardi i flussi migratori verso il Canada arrivavano principalmente dai Caraibi, così oggi il 70% degli afro-canadesi ha origini caraibiche.

Come conseguenza della maggior immigrazione dai Caraibi, il termine afro-canadese, benché a volte utilizzato per riferirsi alla minoranza di neri canadesi aventi una diretta discendenza africana o afroamericana, non è normalmente usato per definire i neri canadesi. I neri dei Caraibi sono solitamente definiti come canadesi delle Indie Occidentali, canadesi caraibici o più raramente afro-caraibici canadesi, ma il termine più usato resta neri canadesi, che include sia le comunità africane che caraibiche del Canada.

America latinaModifica

 Lo stesso argomento in dettaglio: Afro-latinoamericani.

Ad un livello intermedio, sia in America latina che nelle ex piantagioni dell'Oceano Indiano e dei suoi dintorni è difficile stabilire quali siano i discendenti degli schiavi africani perché gran parte della popolazione si è mescolata con gli schiavi originari del posto. In luoghi dove sono stati importati relativamente meno schiavi (come Argentina e Cile) pochi di loro sono considerati neri oggi,[38] mentre al contrario dove sono stati importati molti schiavi (come in Brasile o in Repubblica Dominicana) il numero dei neri è maggiore, ma molti hanno un'ascendenza mista.[39]

EuropaModifica

Per approfondire vedi Afroeuropeo

 
Un soldato nero dell'impero ottomano.

Regno UnitoModifica

2 milioni (senza includere i britannici di etnia mista) sono gli afro-britannici, che si dividono tra africani e afro-caraibici.

FranciaModifica

Si stima che in Francia vivono 3 milioni di discendenti africani, anche se un quarto di essi risiedono nei territori d'oltremare.[40]

ItaliaModifica

Si stima che in Italia vivano circa 800.000[41] cittadini di discendenza africana, la maggior parte provengono dal Nord Africa, altri dall'Africa subsahariana, e una minima parte dai Caraibi.

Paesi BassiModifica

Nei Paesi Bassi circa 300.000 sono originari del Suriname e dei Caraibi olandesi. Gran parte vivono nelle isole di Aruba, Bonaire, Curaçao e Sint Maarten, ma molti afro-olandesi vivono anche nei Paesi Bassi.

RussiaModifica

I primi neri arrivarono in Russia con la tratta degli schiavi dell'Impero Ottomano[42] e i loro discendenti continuano a vivere nelle coste del Mar Nero. Allo zar Pietro il Grande venne consigliato dal suo amico Lefort di importare gli africani in Russia e affidargli i lavori pesanti. Alexander Pushkin era il discendente dello schiavo africano Abram Petrovich Ganniball, protetto di Pietro il Grande, che divenne ingegnere militare in Francia e alla fine generale capo, responsabile per la costruzione di fortificazioni e canali in Russia.[43][44]

Durante gli anni trenta quindici famiglie afroamericane si trasferirono in Unione Sovietica come esperti di agraria.[45] Quando gli stati africani divennero indipendenti negli anni sessanta, l'Unione Sovietica offrì loro la possibilità di studiare in Russia. In quarant'anni 400.000 africani divennero studenti in Unione Sovietica, e molti si stabilirono lì.[42][46]

Si noti che anche qui i non africani all'interno dell'ex Unione Sovietica si riferiscono colloquialmente agli afro-russi come "neri" ("chernye"). Della stessa categoria sono considerati anche rom, georgiani e tartari.[47]

TurchiaModifica

Gli afro-turchi, stimati in 2 milioni di persone di ascendenza africana anche parziale vivono nel litorale tra la provincia di Antalya e Istanbul.[48]

Oceano Pacifico e IndianoModifica

 
Una tipica famiglia tamila, India.

Alcuni panafricanisti considerano anche altri popoli africoidi come parte della diaspora africana, come, tra gli altri, i pigmei asiatici, come nel caso di gruppi della penisola malese (Orang Asli),[49], Nuova Guinea (papuani),[50] andamanesi, alcune popolazioni del subcontinente indiano,[51][52] tra cui i vedda, dravida, tamili e le popolazioni aborigene della Melanesia e Micronesia.[53][54]

Molte di queste teorie sono però considerate dagli etnologi come pseusoscienza e pseudoantropologia ideologicamente motivata dall'africocentrismo irredentista, ed accettate principalmente da alcuni estremisti negli Stati Uniti, i quali non riflettono il pensiero generale della comunità afroamericana.[55] La maggior parte degli antropologi pensano che gli andamanesi ed altri popoli siano parte di una rete di gruppi etnici di proto-australoidi e paleomediterranei presenti in Asia meridionale le cui origini genetiche sono riconducibili ai flussi migratori che culminarono negli aborigeni australiani, piuttosto che alle popolazioni africane (benché indirettamente siano discendenti di alcuni gruppi preistorici che emigrarono dall'Africa, come tutti gli esseri umani).[56][57][58][59]

NoteModifica

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  2. ^ Historical survey > The international slave trade, su Slavery, Encyclopædia Britannica, 2007. URL consultato il 12 dicembre 2008.
  3. ^ Mike Phillips, Migration Histories: Caribbean. Origins, "Moving Here". URL consultato il 12 dicembre 2008.
  4. ^ (EN) J. Benedict Warren, The Conquest of Michoacán, University of Oklahoma Press, 1985, ISBN 0-8061-1858-X.
  5. ^ James Krippner-Martínez, The Politics of Conquest: An Interpretation of the Relación de Michoacán, in The Americas, vol. 47, nº 2, ottobre 1990, pp. 177–198, DOI:10.2307/1007371.
  6. ^ Kwame Anthony Appiah, Henry Louis Gates., Africana: The Encyclopedia of the African and African American Experience, p. 327.
  7. ^ The size and regional distribution of the black population, su mumford1.dyndns.org. URL consultato il 12 dicembre 2008 (archiviato dall'url originale il 12 ottobre 2007).
  8. ^ (PDF) (EN) John Freelove Mensah, Persons Granted British Citizenship United Kingdom, 2006 (PDF), su homeoffice.gov.uk. URL consultato il 12 dicembre 2008 (archiviato dall'url originale il 24 marzo 2009).
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  10. ^ (EN) Nick Tattersall, Africans denounce French DNA immigration bill[collegamento interrotto], Reuters Africa, 5 ottobre 2007. URL consultato il 12 dicembre 2008.
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  12. ^ Afroturismo. Il movimento della diaspora africana, su contenutigratis.net. URL consultato l'8 dicembre 2008.
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  32. ^ Ronald Segal, The Black Diaspora: Five Centuries of the Black Experience Outside Africa, New York, Farrar, Straus and Giroux, 1995, p. 4, ISBN 0-374-11396-3.
    «Si stima che 11.863.000 schiavi vennero portati attraverso l'Atlantico. [Nota originale: Paul E. Lovejoy, "The Impact of the Atlantic Slave Trade on Africa: A Review of the Literature," in Journal of African History 30 (1989), p. 368.] ... È ampiamente concesso che le future revisioni saranno più facilmente verso l'alto che verso il basso.».
  33. ^ Stephen Behrendt, Transatlantic Slave Trade, in Africana: The Encyclopedia of the African and African American Experience, New York, Basic Civitas Books, 1999, ISBN 0-465-00071-1.
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  35. ^ a b (EN) Howard Dodson, Sylvaine A. Diouf, The African-American Migration Experience, Schomburg Center for Research in Black Culture, New York Public Library. URL consultato il 12 dicembre 2008.
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