Linea 1 (metropolitana di Napoli)

linea della metropolitana di Napoli

1leftarrow blue.svgVoce principale: Metropolitana di Napoli.

Linea 1
Logo
Linea 1 metro napoli.jpg
ReteMetropolitana di Napoli
StatoItalia Italia
CittàNapoli
Apertura1993
Ultima estensione2021
GestoreANM
Sito webwww.anm.it
Caratteristiche
Stazioni19
Lunghezza18 km
Distanza media
tra stazioni
1000 m
Tempo di percorrenza33 min
Trazione1500 V CC
Scartamento1 435 mm
Statistiche
Passeggeri giornalieri150 000 (feriali)
60 000 (festivi)
Passeggeri annuali38 056 560
Mappa della linea
pianta

La linea 1 della metropolitana di Napoli[1], gestita dalla società ANM, è la prima linea con caratteristiche proprie di una metropolitana della città di Napoli.

La tratta operativa, che va dal quartiere di Piscinola fino a piazza Garibaldi, ha una frequenza media di una corsa ogni 9 minuti[2] e si sviluppa lungo 18 km[3] per 19 stazioni con un tempo di percorrenza di 33'. La linea, a causa della complessità morfologica del territorio napoletano, ha delle pendenze molto elevate. Anche il percorso è molto complesso: Vi è infatti un tratto in cui la metropolitana fa una curva molto stretta e molto in pendenza, ed un altro tratto in cui passa per lo stesso punto dove era passata prima, ma più in profondità. La maggior parte del tragitto si sviluppa in galleria, tranne il tratto Colli Aminei-Piscinola, che si sviluppa su viadotto e con stazioni sopraelevate. La linea 1 è nota anche come "metropolitana collinare" in quanto serve diverse zone collinari della città, come il Vomero, i Colli Aminei, e la Zona ospedaliera.

Grazie al finanziamento del CIPE approvato il 13 dicembre 2013, nel 2014 sono partiti i lavori per il tratto Garibaldi-Aeroporto Capodichino.[4]

La Linea 1 è nota per aver ricevuto a Londra nel 2009 il premio Most Innovative Approach to Station Development, vincendo fra oltre trecento concorrenti[5], e per le sue stazioni dell'arte, vincitrici di vari premi fra cui quello di Stazione più bella d'Europa per la fermata Toledo.

StoriaModifica

Gli inizi: 1963 - 1971Modifica

Nel 1963 l'Ente Autonomo Volturno (EAV) propone al Comune di Napoli il progetto di una funicolare che collega il Vomero con il Museo; la Commissione Comunale dei Trasporti però discute su eventuali soluzioni oltre la funicolare. Intorno alla metà del decennio si discute sulla progettazione e costruzione di una vera metropolitana e l'EAV, nel gennaio del 1966, presenta un progetto per collegare Piazza Matteotti con Piazza Medaglie d'Oro, estendibile fino alla Zona ospedaliera e ai Colli Aminei. L'anno successivo il comune approva l'idea e dà "carta bianca" all'EAV per la realizzazione. L'Ente nel frattempo nomina una commissione per lo studio di una linea metropolitana. La metropolitana doveva essere lunga circa 4,5 chilometri e contare 12 stazioni (la distanza tra ogni stazione era di 375 metri): dopo un anno e mezzo il comune approva il progetto e nel giorno dell'approvazione l'EAV propone una versione aggiornata del progetto chiedendo anche la concessione per la costruzione e l'esercizio, che viene rifiutata.

Tra il 1968 e il 1971 intervengono anche l'ATM che tenta di trovare un'alternativa alla cremagliera e l'ATAN presenta un progetto di massima. Nel 1970 chiede un finanziamento che gli viene negato a causa del non elaborato progetto comprensoriale dei trasporti e così falliscono le idee del progetto di massima. Dopo un anno si ricevono i finanziamenti per la realizzazione, circa 42 miliardi di lire, con le condizioni per realizzare il collegamento fino alla stazione centrale. Il progetto viene realizzato ma lo Stato blocca i fondi e non verrà mai realizzato.

Gli anni settanta: la metropolitana di NapoliModifica

 
Posa della prima pietra a piazza Medaglie d'Oro il 22 dicembre 1976.

Nel 1972 nasce la Società Metropolitana di Napoli, fondata da operatori cittadini e aventi un capitale di circa 1 200 000 lire, presentano un progetto al ministero ma non viene accettato, dopo due anni si ebbe un nuovo rifinanziamento per la concessione di realizzazione della metropolitana, le competenze in materia passano alle regioni e il capitale della società sale a 10 000 000 di lire e contemporaneamente si associano la società della Metropolitana di Milano altre piccole imprese che contribuiscono alla realizzazione e alla produzione di fondi necessari. Alla vigilia di Natale del '74 avviene l'approvazione del progetto con soluzioni ottimali per la tratta Bovio-Garibaldi.

Nel triennio 1975-1977 viene approvato il progetto di massima alla commissione interministeriale, nel '76 entra per la realizzazione anche il Consorzio Metronapoli che acquisterà la Società Metropolitana di Napoli con il pacchetto azionario. Il comune concede alla società Mn di realizzare il progetto, affidandone la Progettazione e la Direzione dei Lavori alla Metropolitana Milanese SpA per il suo alto know how nel settore, avendo già realizzato la Linea rossa e la Linea Verde della metropolitana di Milano. Il 22 dicembre del medesimo anno viene posta dal sindaco Maurizio Valenzi e dall'assessore ai trasporti Luigi Buccico la prima pietra per la Stazione Medaglie d'Oro. L'anno successivo viene presentato il progetto di massima con allungamento fino alla nascente periferia popolare di Scampia e Piscinola con l'annesso deposito, l'appropriazione di quest'ulteriore modifica viene approvata nel 1978 con l'aiuto della Comunità europea. Le stazioni previste erano quindi: Garibaldi - Forcella - Duomo - Bovio - Carità - Dante - Museo - Materdei - Salvator Rosa - Cilea - Vanvitelli - Medaglie d'Oro - Montedonzelli - Rione Alto - Policlinico - Colli Aminei - Frullone - Chiaiano - Piscinola.

Gli anni ottanta: la realizzazione della prima trattaModifica

 
Convoglio della metropolitana di Napoli nel 1996

Nel 1980 si passa alla cantierizzazione di Piazza Vanvitelli. Alla progettazione della stazione partecipa anche l'architetto Michele Capobianco, cui la MM SpA ha affidato il relativo incarico di collaborazione. Il 23 novembre di quell'anno, con la realizzazione di buona parte della stazione e del tratto sotterraneo, il Terremoto dell'Irpinia colpisce lievemente Napoli e i cantieri vengono riveduti per l'adeguamento delle nuove norme antisismiche operato dalla MM SpA con la collaborazione di geologi e strutturisti napoletani. La Comunità Europea finanzia il 33% della spesa totale.

Nel 1983 per mancanza di fondi si bloccano i lavori e nel 1984 il comune accende i mutui per il proseguimento dell'opera. L'anno successivo la MN stipula il contratto per la realizzazione per il tratto Colli Aminei - Piscinola con fondi stanziati dal Comune, dallo Stato e dalla Comunità, in maggio vengono aperti i cantieri per la realizzazione delle stazioni tra piazza Medaglie d'Oro e Colli Aminei. Tra il 1986 e il 1988 aprono i cantieri Colli Aminei-Piscinola e Vanvitelli-Salvator Rosa.

Gli anni novanta: l'apertura delle prime stazioniModifica

La prima tratta, da Vanvitelli a Colli Aminei, venne attivata il 28 marzo 1993.[6] Caratteristica dell'intera tratta sotterranea, fatta eccezione per quella realizzata con scavo a cielo aperto (da piazza Vanvitelli a piazza Medaglie d'Oro), fu quella delle gallerie a doppia canna, una per senso di marcia. Fra le stazioni Vanvitelli e Medaglie d'Oro, inoltre, fu necessario realizzare il piano binari (ovviamente coperto dalla carreggiata stradale mediante un semplice solaio) immediatamente sotto il ponte di via Mario Fiore, riducendo quindi la luce libera sulla sottostante via S.Gennaro ad Antignano (non possono transitarvi, infatti, i veicoli con altezza superiore a 4,5 m.).

Inizialmente la linea era gestita provvisoriamente dalle Ferrovie dello Stato. Successivamente poi, la gestione sarebbe stata trasferita dal Comune di Napoli ad ATAN, oggi ANM[7].

Il 19 luglio del 1995 seguì il tratto in viadotto Colli Aminei-Piscinola.[8]

Tra il 1996 e il 2000 aprirono i cantieri per le tratte Materdei - Dante e la successiva Dante - Garibaldi. Inoltre, con il piano generale dei trasporti vennero cambiati i progetti originari unendo in un unico anello la metropolitana: la tratta completa diventò quindi Piscinola-Dante-Garibaldi-Aeroporto-Piscinola. Venne eliminata dal progetto la stazione Forcella, in quanto troppo vicina a quella di piazza Garibaldi e quindi di fatto inutile. Con la modifica del tracciato venne invece aggiunta la stazione Municipio.

Dal 2000 al 2010: l'arrivo nel centro della cittàModifica

 
Treno in stazionamento a Dante
 
Inaugurazione della stazione Garibaldi (2 dicembre 2013)

Nel 2001 venne aperta la tratta Vanvitelli-Museo,[9] provvisoriamente esercita a binario unico e servita da un collegamento navetta distinto dal resto della linea. All'inizio era presente una sola fermata intermedia, quella di Cilea. Poco dopo, su questa stessa tratta venne aperta la stazione intermedia di Salvator Rosa.

Il 27 marzo 2002 venne attivato il prolungamento da Museo a Dante[10] con l'esercizio del doppio binario essendo quest'ultima stazione dotata di asta di manovra. Nel 2003 aprì la stazione Materdei, intermedia tra Salvator Rosa e Museo, mentre la stazione Cilea venne rinominata "Quattro Giornate", prendendo quindi il nome dall'omonima piazza sotto il quale è ubicata.

Tra il 2004 e il 2005 la stazione Vanvitelli fu soggetta ad un restyling degli ambienti.

Dal 2005, inoltre, si affiancò la linea Arcobaleno, che pur correndo in un tunnel differente ricalca parte del percorso della linea 1 e condivide con quest'ultima la stazione di Piscinola (la quale è costruita infatti su due livelli).

Tra il 2006 e il 2007 venne inserito nelle stazioni e sui treni anche un nuovo impianto di diffusione sonora, con annunci più frequenti nelle stazioni e sui convogli in italiano ed inglese, dapprima solo nelle principali stazioni, poi esteso a tutta la linea e ai convogli.

La sopraggiunta crisi economica internazionale del 2008 e la revisione della tratta Dante-Garibaldi, che inizialmente prevedeva il taglio diretto da "Carità" (poi spostata più a sud su "Toledo") a "Bovio" (poi "Università") sotto piazza Matteotti impossibilitato dai ritrovamenti archeologici (soprattutto quelli di piazza Municipio che aprono l'idea allo scenario dell'hub tra le due linee metropolitane urbane), fece sì che non ci fossero altri prolungamenti negli ultimi anni del decennio.

Dal 2010 al 2021: l'attraversamento del centro cittadino ed il collegamento con la linea 6Modifica

Il 26 marzo 2011 venne aperta la tratta Dante-Università, inizialmente a binario unico e senza fermate intermedie: tra la stazione Università e quella di Dante era attivo un servizio navetta, in attesa del completamento della successiva stazione di Garibaldi.

Il 12 aprile 2012 venne presentata alle autorità la stazione Toledo, tra Dante e Università, entrata in funzione il successivo 17 settembre.

Il 2 dicembre 2013 venne inaugurata alla presenza delle autorità il prolungamento tra Università e la stazione Garibaldi, aperta al pubblico il successivo 31 dicembre. La sua attivazione permise un importante nodo di scambio con la stazione di Napoli Centrale, con la stazione di Piazza Garibaldi della linea 2 e con la stazione Napoli Garibaldi della Circumvesuviana. Inoltre il servizio tornò ad essere a doppio binario sull'intera tratta, senza più la necessità di cambiare treno e il superamento del servizio navetta. Essendo l'asta di manovra presente soltanto nei pressi della stazione Centro Direzionale, ancora in fase di realizzazione, i passeggeri devono obbligatoriamente scendere a Garibaldi.

Il 23 maggio 2015 venne inaugurata la stazione Municipio (tra Toledo e Università) con l'uscita provvisoria al centro della piazza e la definitiva (servita da un ascensore) su via Medina, che entrò in funzione dal 2 giugno dello stesso anno[11]; della stessa stazione, venne aperta la seconda uscita definitiva su Palazzo San Giacomo il 21 luglio 2017[12] e la terza uscita definitiva su via Depretis (arricchita col monumentale orologio dell'E.A.V. che si collocava lì un tempo) il 21 dicembre 2018[13]. Da quel momento la stazione cambiò il suo nome in Municipio-Porto.

Il 21 luglio 2017 viene abbattuto l'ultimo diaframma del tunnel di collegamento tra la linea 1 e la linea 6, che consentirà alle due linee di interscambiarsi nella stazione di Municpio-Porto.

Il 29 novembre 2019 viene inaugurato alla presenza del Ministro Paola De Micheli il lato nord di piazza Garibaldi che, oltre ad essere attrezzato con 150 alberi, un campo per il calcetto e uno per il basket, chioschi attrezzati, giochi per i bambini e una cavea da 2000 posti per spettacoli, è dotato di un nuovo nodo intermodale sotterraneo che porta i viaggiatori con un sistema di scale mobili e tunnel direttamente ai binari della stazione Centrale, della Linea 1 e della Linea 2 del metrò ma anche alla galleria commerciale[14].

Il 14 gennaio 2020 si è verificato un tamponamento tra tre treni presso il capolinea di Piscinola, in corrispondenza del raccordo per il deposito, con 13 feriti lievi, tra cui due macchinisti in serie condizioni.[15][16] I disagi, durati almeno un mese, dovuti al notevole incremento del traffico nell'area nord di Napoli, nonché alla grande difficoltà nell'impiegare le navette bus sostitutive subito dimostratesi del tutto insufficienti allo scopo, sono stati oggetto di una protesta nel quartiere Chiaiano[17] e sono stati lamentati da Franco Porzio, campione della nazionale di pallanuoto e presidente onorario dell'Acquachiara, che si trova nella zona del Frullone.[18]

Il 28 luglio 2021, dopo venti anni di cantieri, viene annunciato il completamento della stazione Duomo (tra Università e Garibaldi) e la conseguente inaugurazione e apertura al servizio, prevista per il successivo 6 agosto.[19]

Sviluppi futuriModifica

Il 13 dicembre 2013 è stato approvato dal CIPE il finanziamento di 650 milioni di euro per la tratta Garibaldi-Capodichino Aeroporto. Tale tratta conterrà le fermate intermedie di Poggioreale, Tribunale e Centro Direzionale e correrà in parte parallela alla linea Napoli–Nola–Baiano della Circumvesuviana[20]. Il tratto sotterraneo fra Piazza Garibaldi-Capodichino Aeroporto è parzialmente completo, e il 2 agosto 2014 è stato ufficialmente inaugurato il cantiere per la costruzione della fermata Centro Direzionale[21], la cui apertura è prevista nel 2022. Il termine dei lavori per questa tratta è previsto per il 2024.

È in costruzione anche la tratta Piscinola-Di Vittorio con quattro nuove fermate (Miano, Regina Margherita, Secondigliano e Di Vittorio). Questa tratta permetterà alla linea 1 di chiudersi e di formare un anello. I lavori sono in capo alla Regione Campania e realizzati da EAV, tuttavia i lavori sono rimasti fermi per anni a causa di un contenzioso fino a quando successivamente il 22 aprile 2017 la Regione Campania con un nuovo stanziamento di fondi per le opere ha avviato il ripristino dei lavori e la riapertura dei cantieri lungo la linea che saranno completati entro il 2022.[22][23]

Il 22 giugno 2020 sono partiti i lavori dell'ultimo tratto Capodichino-Di Vittorio e il termine è previsto per il 2023[24].

Il 31 marzo 2021 è stata completata la prima galleria di collegamento tra le stazioni di Capodichino Aeroporto e Poggioreale, realizzata con una macchina scavatrice, cosiddetta "talpa" che ha scavato per 1 km a 40 metri di profondità fino a Poggioreale, e successivamente è stata riposizionata a Capodichino per lo scavo della seconda galleria. Il completamento di quest'ultima è previsto per la fine del 2021. [1]

Materiale rotabileModifica

 Lo stesso argomento in dettaglio: Elettromotrici della linea 1 della metropolitana di Napoli.

Le vetture in esercizio: le Metronapoli M1Modifica

I veicoli in esercizio al 2021, prodotti da un consorzio composto da Firema Trasporti (all'epoca Officine Fiore), Ansaldo Trasporti e Sofer-Breda Costruzioni Ferroviarie, sono le elettromotrici Serie M1, progettate negli anni '80, costruite tra il 1991 e il 1992 e in uso dal 1993. Il progetto prende spunto dai treni serie MA 100 della metropolitana di Roma. Il numero di treni a disposizione, con il passare degli anni, si è ridotto sempre di più, fino ad avere 9 vetture in circolazione sulla linea al 2019. Al 2021 i treni in esercizio si sono ridotti ancora di più, anche per conseguenza dell'incidente del 14 gennaio 2020.[25]

I nuovi treni CAFModifica

A causa dei lunghi tempi di attesa (dovuti proprio al fatto che la metropolitana ha un numero di vetture insufficiente rispetto all'estensione della linea, ma anche all'età dei treni, di quasi 30 anni), sono stati destinati 87,6 milioni di euro alla società spagnola CAF per l'acquisto di 10 nuovi convogli. I convogli sono poi diventati 20, con un successivo investimento per un totale di 192 milioni di euro. I primi convogli sono stati consegnati nel 2020.[26]

A ottobre 2019 vengono mostrate dal sindaco le prime immagini dei nuovi convogli INNEO in costruzione presso la CAF di San Sebastián.[2] È stata confermata la costruzione di 19 convogli, lunghi 108 metri e composti da 6 casse, con una capacità di 1200 persone. La prima consegna è avvenuta il 9 marzo 2020[27], durante il primo lockdown causato dall'arrivo in Italia della Pandemia di COVID-19. Questo ha impedito l'avvio dei collaudi necessari per la messa in servizio dei treni, che è avvenuto solamente a luglio 2020. In seguito sono state annunciate, e poi disattese, diverse date per la messa in servizio commerciale.[28]

Il 13 luglio 2021, durante una corsa di prova del primo nuovo treno giunto in città, con a bordo la commissione ministeriale USTIF (l'ente incaricato al collaudo che aveva il compito valutarli prima dell'immissione in linea), l'imperiale del treno ha preso fuoco a causa di un corto circuito, sciogliendo il tetto del convoglio.[29] In seguito all'incidente,alla fine di ottobre 2021 il Ministero ha dato parere favorevole alla ripresa delle prove dei nuovi treni, giudicando l'incendio verificatosi come conseguenza di un generico degrado delle infrastrutture di linea; alla luce degli sviluppi, l'ANM ha fatto sapere che il primo treno dovrebbe entrare in servizio al massimo entro gennaio 2023.

I nuovi treni CAF sono in composizione da sei vetture R-M-M-M-M-R, con le rimorchiate pilota classificate come R.0XX e le motrici intermedie classificate come M.0XX.

Le altre consegne dei nuovi treni sono avvenute nelle seguenti date:

  • 2 treno - 17 giugno 2020 [3]
  • 3 treno - 11 febbraio 2021 [4]
  • 4 treno - 12 marzo 2021 [5]
  • 5 treno - 8 giugno 2021 [6]

FermateModifica

 
Capodichino Aeroporto  
 
Poggioreale  
 
Tribunale  
 
Centro Direzionale  
 
Garibaldi            
 
Duomo
 
Università    
 
Municipio      
 
Toledo    
 
Dante    
 
Museo      
 
Materdei
 
Salvator Rosa  
 
Quattro Giornate  
 
Vanvitelli    
 
Medaglie d'Oro  
 
Montedonzelli  
 
Rione Alto  
 
Policlinico  
 
Colli Aminei  
 
 
Frullone  
 
Chiaiano  
 
Piscinola    

CronologiaModifica

  • Marzo 1993: inaugurata la prima tratta da Vanvitelli a Colli Aminei, che si snoda per 4 km
  • Luglio 1995: inaugurata la tratta da Colli Aminei a Piscinola - 5 km
  • Aprile 2001: inaugurate, nella tratta da Vanvitelli a Dante, le stazioni di Cilea - Quattro Giornate, Salvator Rosa e Museo
  • Marzo 2002: inaugurata la stazione Dante
  • Giugno 2002: inaugurato il corridoio di interscambio tra la linea 1 e la linea 2 (stazioni Museo - Cavour)
  • Dicembre 2002: inaugurate le nuove uscite delle stazioni Salvator Rosa e Rione Alto
  • Luglio 2003: inaugurata la stazione Materdei
  • Marzo 2005: anche la stazione Vanvitelli diviene una Stazione dell'Arte grazie a un intervento di restyling
  • Febbraio 2006: inaugurata la seconda uscita della stazione Montedonzelli
  • Ottobre 2009: inaugurata la seconda uscita della stazione Policlinico
  • Marzo 2011: inaugurata la stazione Università
  • Settembre 2012: inaugurata la stazione Toledo
  • Settembre 2013: inaugurata l'uscita Montecalvario della stazione Toledo
  • Dicembre 2013: inaugurata la stazione Garibaldi
  • Aprile 2015: inaugurato il corridoio di collegamento sotterraneo tra la stazione Garibaldi e la stazione ferroviaria di Napoli Centrale
  • Maggio 2015: inaugurata la stazione Municipio
  • Aprile 2016: inaugurata la seconda uscita della stazione Colli Aminei
  • Luglio 2017: inaugurata l'uscita della stazione Municipio antistante palazzo San Giacomo
  • Dicembre 2018: inaugurata l'uscita della stazione Municipio presso Via Depretis
  • Novembre 2019: inaugurato il lato nord di piazza Garibaldi, con il suo nuovo nodo sotterraneo di interscambio intermodale
  • Agosto 2021: inaugurata la stazione Duomo

Parcheggi di interscambioModifica

Parcheggi d'interscambio sono situati in prossimità delle stazioni:

  • Montedonzelli
  • Policlinico
  • Colli Aminei
  • Frullone-San Rocco
  • Chiaiano-Marianella
  • Piscinola-Scampia

NoteModifica

  1. ^ NAPOLI M1, su www.metropolitanamilanese.it. URL consultato il 22 luglio 2017.
  2. ^ Paola Arrighini, ANM Web Site - Frequenza delle corse, su www.anm.it. URL consultato il 22 luglio 2017.
  3. ^ ANM - Linea 1, su www.anm.it. URL consultato il 22 luglio 2017.
  4. ^ Francesco Nariello, Metropolitana di Napoli, l'obiettivo è un treno ogni quattro minuti, in Edilizia e Territorio - Il Sole 24 Ore. URL consultato il 22 luglio 2017.
  5. ^ La metropolitana di Napoli vince l'Oscar dei trasporti, in Ingegneri.info, 9 aprile 2009. URL consultato il 22 luglio 2017 (archiviato dall'url originale il 17 gennaio 2012).
  6. ^ Metropolitana di Napoli, in I Treni Oggi, n. 137, Salò, Editrice Trasporti su Rotaie, maggio 1993, p. 8, ISSN 0392-4602 (WC · ACNP).
  7. ^ Elettromotrici della linea 1 della metropolitana di Napoli
  8. ^ Metropolitana di Napoli, in I Treni, anno XVI, n. 163, Salò, Editrice Trasporti su Rotaie, settembre 1995, p. 6, ISSN 0392-4602 (WC · ACNP).
  9. ^ Linea Vanvitelli Museo. Navette per i trasferimenti - la Repubblica.it, in Archivio - la Repubblica.it. URL consultato il 22 luglio 2017.
  10. ^ Metropolitana di Napoli, in I Treni, n. 237, Salò, Editrice Trasporti su Rotaie, maggio 2002, p. 6, ISSN 0392-4602 (WC · ACNP).
  11. ^ METRO LINEA 1: MARTEDI 2 GIUGNO APRE AL PUBBLICO LA STAZIONE MUNICIPIO, su www.anm.it.
  12. ^ STAZIONE MUNICIPIO: APERTA TERZA USCITA LATO PALAZZO SAN GIACOMO, su www.anm.it.
  13. ^ Inaugurata l'uscita di via Depretis della stazione Municipio della metropolitana, su napoli.repubblica.it.
  14. ^ Napoli, ecco la nuova piazza Garibaldi - Campania, su Agenzia ANSA, 29 novembre 2019. URL consultato il 7 dicembre 2019.
  15. ^ Napoli, scontro tra treni nella metro 1 tra Colli Aminei e Piscinola: 13 feriti, gravi 2 macchinisti, su Il Messaggero, 14 gennaio 2020. URL consultato il 14 gennaio 2020.
  16. ^ Scontro fra treni sulla Metropolitana di Napoli: ci sono dei feriti, su NapoliToday. URL consultato il 14 gennaio 2020.
  17. ^ Stazioni metro chiuse dopo l’incidente, cittadini in piazza: "Ci hanno abbandonati", su Fanpage. URL consultato il 3 febbraio 2020.
  18. ^ "Tutta la zona del Frullone è diventata irraggiungibile per la popolazione, con enormi disagi per i cittadini e gravissimi, incalcolabili danni per gli imprenditori della zona." L’area Nord di Napoli isolata da un mese: lo sfogo del campione Franco Porzio, su Fanpage. URL consultato il 3 febbraio 2020.
  19. ^ Metro Linea 1 Napoli, stazione Duomo apre ad agosto dopo 20 anni di lavori. Riapre tutto Corso Umberto I, su Fanpage.it, 28 luglio 2021. URL consultato il 28 luglio 2021.
  20. ^ Linea 1: tratta Centro Direzionale-Capodichino-Di Vittorio, su silos.infrastrutturestrategiche.it. URL consultato il 23 luglio 2017.
  21. ^ Redazione Corriere del mezzogiorno, Metrò, apre il cantiere al Centro direzionale, in Corriere del Mezzogiorno, 2 agosto 2014.
  22. ^ Bando (PDF), su regione.campania.it.
  23. ^ Metropolitana, quattro nuove stazioni entro il 2022, su NapoliToday. URL consultato l'11 maggio 2019.
  24. ^ VIDEO Via ai lavori della stazione Capodichino-Di Vittorio, metro di Napoli più vicina all’aeroporto, su dire. URL consultato il 22 giugno 2020.
  25. ^ https://www.ilfattoquotidiano.it/2020/01/14/napoli-scontro-tra-3-treni-della-metropolitana-nella-stazione-di-piscinola-quattro-persone-in-ospedale-tra-cui-il-macchinista/5669169/
  26. ^ Ferrovie.it - Napoli, firmato contratto per nuovi treni Linea 1, in Ferrovie.it. URL consultato il 10 novembre 2017.
  27. ^ Sbarca a Napoli il nuovo treno per la Metropolitana, su ferrovie.it. URL consultato il 15 marzo 2020.
  28. ^ Nuovi treni della metro. Quattro anni di annunci e nessuna inaugurazione, su NapoliToday. URL consultato il 31 agosto 2021.
  29. ^ Treno nuovo della Linea 1 in fiamme: “Una scarica elettrica improvvisa ha fuso il tetto”, su Napoli Fanpage. URL consultato il 31 agosto 2021.

BibliografiaModifica

  • Giovanni Argenziano, Antonio De Risi, Luigi Falcone, Marco Piccoli, La metropolitana di Napoli, in Ingegneria Ferroviaria, anno XLVIII n. 5 (maggio 1993), pp. 208–223.
  • Metropolitana a Napoli, in "I Treni Oggi" n. 138 (giugno 1993), pp. 28–31.

Voci correlateModifica

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