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Mika Salo
Mika Salo Le Mans 2009 cropped.jpg
Nazionalità Finlandia Finlandia
Automobilismo Casco Kubica BMW.svg
Categoria Formula 1, Champ Car, ALMS
Carriera
Carriera in Formula 1
Stagioni 1994-2000, 2002
Scuderie Lotus 1994
Tyrrell 1995-1997
Arrows 1998
BAR 1999
Ferrari 1999
Sauber 2000
Toyota 2002
Miglior risultato finale 10° (1999)
GP disputati 111 (110 partenze)
Podi 2
Punti ottenuti 33
 

Mika Juhani Salo (Helsinki, 30 novembre 1966) è un pilota automobilistico finlandese.

Dopo aver corso per molti anni nelle categorie minori, Salo è approdato in Formula 1 nel 1994 ed è rimasto nella categoria fino al 2002 (ad eccezione del 2001 che lo ha visto impegnato nei test per l'ingresso nel mondiale della Toyota), cogliendo come miglior piazzamento un secondo posto al Gran Premio di Germania 1999, in cui ha ceduto la vittoria al compagno di squadra Eddie Irvine.

Durante la sua carriera ha guidato per Lotus, Tyrrell, Arrows, BAR, Ferrari (in cui ha sostituito per alcune gare l'infortunato Michael Schumacher), Sauber e Toyota.

Abbandonata nel 2003 la categoria ha corso nelle Champ Car e nelle competizioni a ruote coperte.

Indice

CarrieraModifica

Le formule minoriModifica

Salo cominciò a correre nei kart all'età di sei anni, grazie anche alla passione per questo sport del padre Seppo; fu in questi anni che Salo conobbe il futuro campione di Formula 1 ed amico Mika Häkkinen.[1] Nel 1988, grazie alla sponsorizzazione della Retting, industria finlandese,[1] prese parte al campionato di Formula Ford, dove vinse cinque gare e vinse il campionato davanti a Michael Schumacher. I due anni successivi, invece, il pilota li passò nella F3 inglese e nel 1990 giunse secondo in campionato, dietro al connazionale Hakkinen, con cui diede vita a una forte rivalità.[1]

Alla fine del campionato, poi, gli fu revocata la patente per guida in stato di ebbrezza e la superlicenza che la FIA stava per concedergli.[1] Inoltre tutti i suoi sponsor si rifiutarono di continuare a finanziarne la carriera[1] e il finlandese si trasferì in Giappone, dove prese parte al campionato di Formula Nippon, senza ottenere grandi risultati.

Formula 1Modifica

I primi anni in Formula 1Modifica

1994
 Lo stesso argomento in dettaglio: Campionato mondiale di Formula 1 1994.

Nel 1994, Salo ebbe la possibilità di sostituire Irvine, che era stato squalificato per tre Gran Premi, alla Jordan, ma il pilota rifiutò in quanto la scuderia irlandese gli aveva chiesto troppo denaro per correre.[1] Il debutto effettivo avvenne a fine stagione, quando la Lotus lo ingaggiò per sostituire Herbert, passato alla Benetton. Con un contratto valido inizialmente per una sola gara,[2] Salo concluse decimo in Giappone e venne confermato pure per il successivo Gran Premio d'Australia, che non riuscì a concludere. Queste prove, comunque, attirarono l'attenzione della Nokia, che divenne il suo sponsor personale.[1] Terminata la stagione, passò, per il 1995 alla Tyrrell.

1995
 Lo stesso argomento in dettaglio: Campionato mondiale di Formula 1 1995.

Salo iniziò quindi il 1995 con la Tyrrell, con cui aveva un contratto fino al 1996.[3] Già alla prima gara sfiorò la zona punti concludendo settimo, ma per un tratto di gara aveva occupato la terza posizione, perdendola poi a causa di un testacoda dovuto alle forti vibrazioni della sua vettura causate dalla conformazione del circuito.[4] Nel secondo appuntamento mondiale, invece, il finlandese si segnalò per una rissa quasi sfiorata con il giapponese Aguri Suzuki, reo di averne causato il ritiro.[5] Il prosieguo della stagione vide comunque il pilota concludere spesso tra i primi dieci, pur senza mai ottenere punti, almeno fino al Gran Premio d'Italia, in cui ottenne una quinta piazza. Conquistò altri tre punti nelle ultime due gare della stagione, concludendo il campionato al quindicesimo posto.

1996-1997
 Lo stesso argomento in dettaglio: Campionato mondiale di Formula 1 1996 e Campionato mondiale di Formula 1 1997.

Rimasto in Tyrrell anche nel 1996 conquistò tre punti nei primi due Gran Premi e un altro piazzamento a Monaco. Terminò la stagione al tredicesimo posto.

Confermato in Tyrrell ancora una volta, nel 1997, ottenne un unico piazzamento quando arrivò 5° nel GP di Monaco dominato dalla Ferrari di Michael Schumacher, sotto la pioggia, a causa della prematura interruzione della corsa: tale risultato fu dovuto all'effettuazione dell'intero GP, fino alla sospensione, senza effettuare pit stop,[6] il che gli permise di risalire la classifica. Durante l'estate si parlò anche nella carta stampata italiana di un suo probabile passaggio alla Ferrari in sostituzione di Irvine dopo il 1998,[6] che alla fine non si realizzò. Il finlandese concluse quindi la sua stagione con due punti, che risultarono anche gli ultimi conquistati dalla Tyrrell.

1998
 Lo stesso argomento in dettaglio: Campionato mondiale di Formula 1 1998.
 
La Arrows-Yamaha A19 di Mika Salo

Nel 1998 Salo formò, con Pedro Diniz, la coppia della Arrows. La squadra decise di realizzare la vettura interamente da sola con motore e telaio propri, ma i risultati furono deludenti. Gli unici punti conquistati dal finlandese arrivarono, come l'anno precedente, dal Gran Premio di Monaco dove, favorito anche dalla conformazione del circuito che non richiedeva un motore potente,[7] concluse quarto (davanti anche al campione del mondo Jacques Villeneuve).

Il passaggio alla Ferrari e gli ultimi anniModifica

1999
 Lo stesso argomento in dettaglio: Campionato mondiale di Formula 1 1999.
 
Salo durante un test a Monza per la Ferrari nel 1999.

Per il 1999 Salo non aveva un ingaggio in un team di Formula 1, eppure la sua annata fu la migliore all'interno di questo sport.

Chiamato al Gran Premio di San Marino e nelle successive due corse, sotto suggerimento di Villeneuve,[1] alla BAR per sostituire l'infortunato Ricardo Zonta sfiorò per due volte la zona punti concludendo settimo a Imola e ottavo in Spagna. Rientrato il brasiliano, Salo si ritrovò nuovamente senza un volante, ma a causa dell'infortunio occorso a Michael Schumacher durante il Gran Premio di Gran Bretagna venne ingaggiato dalla Ferrari per sostituire il tedesco.

In sei gare, dopo aver debuttato con un 9º posto in Austria, Salo diede mostra di ottime capacità ma rendimento altalenante. Alla seconda gara, in Germania, si qualificò 4° (davanti al compagno Eddie Irvine, 5°) e si portò comodamente al comando del Gran Premio, che avrebbe vinto con facilità ma che cedette a Irvine, in lotta per il Mondiale. In Ungheria arrancò nel gruppo, in Belgio fu sfortunato e sfiorò i punti (7°), a Monza fece meglio di Irvine e fu ancora a podio, terzo. Alla sua ultima gara, al Nürburgring, dovette ritirarsi per guai meccanici.

Lasciò la Ferrari con 10 punti (quasi un terzo di tutti quelli ottenuti in carriera), gli unici due podi in Formula 1, la soddisfazione di avere contribuito al Campionato Costruttori (tornato a Maranello dopo 16 anni) e un contratto che lo legò alla Ferrari in maniera indiretta per gli anni a seguire.

2000
 Lo stesso argomento in dettaglio: Campionato mondiale di Formula 1 2000.

I primi effetti del contratto si ebbero nel 2000, con la partecipazione ad un altro Mondiale di Formula 1 con la Sauber-Ferrari. Al primo Gran Premio Salo concluse sesto, ma fu squalificato per irregolarità della vettura.[8] Ottenne comunque i primi punti poche settimane dopo, ad Imola, con una sesta piazza. Dopo tre gare chiuse fuori dalla zona punti riuscì nuovamente a concludere tra i primi a Monaco, terminando quinto, in Austria e Germania. Salo concluse quindi la stagione all'undicesimo posto con sei punti ottenuti.

2002
 Lo stesso argomento in dettaglio: Campionato mondiale di Formula 1 2002.

Per i due anni successivi si accordò con Toyota per il debutto assoluto del terzo costruttore di automobili nel Mondiale. Il 2001 fu trascorso interamente in collaudi, lontano dai Gran Premi e colmo di problemi tecnici (causa anche una monoposto completamente sbagliata e una seconda non irresistibile). Il 2002 lo rivide al via ma, salvo i due punti (fu sesto al debutto in Australia e alla terza gara, in Brasile) a inizio mondiale, il resto fu un calvario che raramente lo vede competitivo. A Monaco è protagonista di un incidente alla curva Massenet, per via del guasto dell'impianto frenante[9]. In Italia andò bene e avrebbe concluso quarto senza problemi ma al rientro dal pit stop oltrepassò la linea bianca di demarcazione all'uscita box e fu penalizzato con un drive through, terminando la gara ben fuori dalla zona punti. Concluse quindi la stagione diciassettesimo e a fine anno decise di ritirarsi dalla Formula 1 a causa della mancanza di motivazioni e stimoli.[10]

Risultati in carrieraModifica

1994 Scuderia Vettura                                 Punti Pos.
Lotus 109 10 Rit 0
1995 Scuderia Vettura                                   Punti Pos.
Tyrrell 023 7 Rit Rit 10 Rit 7 15 8 Rit Rit 8 5 13 10 12 6 5 5 15º
1996 Scuderia Vettura                                 Punti Pos.
Tyrrell 024 6 5 Rit SQ Rit 5 SQ Rit 10 7 9 Rit 7 Rit 11 Rit 5 13º
1997 Scuderia Vettura                                   Punti Pos.
Tyrrell 025 Rit 13 8 9 5 Rit Rit Rit Rit Rit 13 11 Rit Rit 10 Rit 12 2 17º
1998 Scuderia Vettura                                 Punti Pos.
Arrows A19 Rit Rit Rit 9 Rit 4 Rit 13 Rit Rit 14 Rit Rit Rit 14 Rit 3 13º
1999 Scuderia Vettura                                 Punti Pos.
BAR
Ferrari[11]
01
F399
7 Rit 8 9 2 12 7 3 Rit 10 10º
2000 Scuderia Vettura                                   Punti Pos.
Sauber C19 SQ NP 6 8 7 Rit 5 Rit 10 6 5 10 9 7 Rit 10 8 6 11º
2002 Scuderia Vettura                                   Punti Pos.
Toyota TF102 6 12 6 Rit 9 8 Rit Rit Rit Rit Rit 9 15 7 11 14 8 2 17º
Legenda 1º posto 2º posto 3º posto A punti Senza punti Grassetto=Pole position
Corsivo=Giro più veloce
Solo prove/Terzo pilota Non qualificato Ritirato/Non class. Squalificato Non partito

La carriera extra-F1Modifica

Nel 2003 corse alla 12 Ore di Sebring con l'Audi R8 Sport, il prototipo più vincente del decennio. Con essa avrebbe dovuto correre anche la 24 Ore di Le Mans, ma il suo equipaggio terminò la gara alla prima ora per problemi col carburante. Gareggiò, nel frattempo, in America, nella CART col team PK Racing: terminò terzo a Miami, seconda su quattro corse disputate.

Ricordando il legame con la Ferrari, Salo fu coinvolto (con altri piloti di spicco appena ritiratisi, come Johnny Herbert) nello sviluppo della Maserati MC12, Gran Turismo estrema che segnò il rientro della casa modenese nelle corse. Prima di disputare le ultime quattro gare della stagione nel FIA GT con la Maserati debuttante, vincendone due, debuttò lui stesso nel campionato alla 24 Ore di Spa con la Ferrari 575.

Il 2005 fu quasi sabbatico, con solo due partecipazioni a gare dell'American Le Mans Series (ALMS) con la Maserati MC12, le cui prestazioni furono però limitate e i risultati scarni.

Nel 2006, al contrario, Salo era stato molto impegnato sui due fronti: quello americano dell'ALMS con il team Risi Competizione, con la nuova Ferrari F430 per la classe GT2, e quello europeo del FIA GT con l'AF Corse e la medesima vettura, per la stessa classe.

Il 21 giugno 2012, in occasione del Gran Premio d'Europa a Valencia, viene nominato commissario di gara al posto di Emanuele Pirro.

Vita privataModifica

Mika Salo ha sposato nell'agosto del 1999 la modella giapponese Noriko Endo, conosciuta all'inizio degli anni novanta quando corse alcune gare in Giappone[12]. La coppia ha due figli: Max, nato nell'agosto 2001, e Mai, nata nel 2004. La famiglia Salo risiede a Montecarlo.

NoteModifica

  1. ^ a b c d e f g h Andrea Cremonesi, Salo, sboccia un altro Mika, in Gazzetta dello sport, 03 agosto 1999, p. 8.
  2. ^ Formula 1. Salo sulla Lotus in Giappone, in Corriere della Sera, 30 ottobre 1994, p. 36.
  3. ^ Prost, è no E Coulthard sarà McLaren, in La Stampa, 25 settembre 1995, p. 35.
  4. ^ Cristiano Chiavegato, Il tedesco precede il secondo pilota della Williams, ma entrambi sono esclusi dalla classifica Berger 1— per la squalifica di Schumacher e Coulthard, in La Stampa, 27 marzo 1995, p. 35.
  5. ^ Cristiano Chiavegato, «A Imola ci divertiremo» Jean soddisfatto: «La mia vettura viaggiava come un orologio» Il finlandese Salo bloccato: voleva prendere a pugni Suzuki, in La Stampa, 10 aprile 1995, p. 37.
  6. ^ a b Pino Allievi, Scopriamo Salo, l'anti Irvine, in Gazzetta dello sport, 25 giugno 1997, p. 17.
  7. ^ Gianluca Gasparini, La Arrows in gara con le grandi ma Salo, quarto, non è contento, in Gazzetta dello sport, 25 maggio 2008, p. 32.
  8. ^ Paolo d'Alessio, Bryn Williams, F1 2000, SEP Editrice, 2000, pag.169.
  9. ^ Monaco, 70 edizioni di pathos: storie e personaggi, curva per curva, 23 maggio 2011. URL consultato il 23 maggio 2011.
  10. ^ Andrea Cremonesi, Salo addio F.1, Bar cambia nome, in Gazzetta dello sport, 30 agosto 2002, p. 21.
  11. ^ Con la Ferrari dal GP d'Austria.
  12. ^ (FI) Juha Kärkkäinen, Formula 1 -tähdet – 1990-luvun kuljettajat, Alfamer, 1997, pag. 126. ISBN 952-5089-18-5

BibliografiaModifica

  • Bryn Williams, Colin McMaster, F1 '95. World championship photographic review, Milano, Vallardi&Associati, 1995, ISBN 88-85202-48-4.
  • Paolo D'Alessio, Bryn Williams, F1 2000. Campioni del mondo!, Cernusco sul Naviglio, SEP Editrice, 2000, ISBN 88-87110-22-0.

Altri progettiModifica

Collegamenti esterniModifica

  • Statistiche su Mika Salo, su f1db.com. URL consultato l'8 ottobre 2009 (archiviato dall'url originale il 1º luglio 2009).