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Il risveglio degli elfi è, all'interno dell'universo immaginario fantasy ideato dallo scrittore britannico J. R. R. Tolkien, l'evento per cui gli elfi appena creati da Eru come primi figli di Ilúvatar, fanno la loro prima apparizione in Arda.

Questo accade durante l'età definita anni degli Alberi in un luogo lontano all'estremo est della Terra di Mezzo chiamato Cuiviénen, la laguna del risveglio.

L'attesa dei ValarModifica

Da molto tempo oramai i Valar attendevano l'arrivo dei "figli di Eru Ilúvatar", ed in particolar modo dei suoi primogeniti, gli elfi; essi aveva preparato il mondo intero, il regno di Arda, per esser la loro sede, il luogo in cui poterli far vivere in pace e a lungo.

La prima guerra contro Melkor però aveva lasciato Arda in una situazione molto differente da quanto inizialmente previsto, ma infine i collaboratori di Eru erano riusciti a far del proprio meglio portando a termine il compito loro assegnato seguendo fedelmente le istruzioni del loro signore. Al termine degli anni delle Lampade i Valar si rifugiarono nel continente di Aman con l'intenzione di rimanervi indefinitamente, lasciando in tale maniera l'intera Terra di Mezzo in balia di Melkor il quale si rintanò nella sua fortezza di Utumno.

Tuttavia non tutti i Valar avevano scordato la Terra di Mezzo, in particolare Ulmo, Yavanna e Oromë, che iniziarono ad esortare gli altri a tornare per dare così ai primogeniti di Eru un luogo tranquillo in cui poter nascere e sicuro da Melkor. Questo accadde quando Varda fece il suo maggior lavoro, rendendo tutte le stelle del cielo più luminose e creando inoltre vari gruppi di stelle quali segnali celesti (ad esempio Valacirca, la "falce dei Valar").

Il risveglio dei quendiModifica

 Lo stesso argomento in dettaglio: Cuivienyarna.

Si dice che gli elfi - che subito chiamarono se stessi quendi (cioè "coloro che parlano con voci") - si svegliarono per la prima volta sulle rive del lago di Cuiviénen, a est, quando vennero fatte innalzare nel cielo la costellazione di Orione (Menelvagor) e la stella Sirio (Helluin).

Fu Oromë a scoprirli durante una delle sue perlustrazioni nella Terra di Mezzo quando cercava di portar soccorso alle creature a cui Melkor stava dando la caccia per esser torturate.

I Valar convocano gli elfiModifica

Poi Oromë si diresse lesto a Valinor e qui chiamò i Valar per informarli che gli eldar (nome originale dato agli elfi, ma che poi venne assegnato soltanto a coloro che intrapresero la "lunga marcia") erano nati. I Valar si assunsero così il dovere di proteggerli. Dopo la cattura di Melkor e sua relativa prigionia durata tre intere Ere, i Valar decisero di inviare gli elfi ad Aman per vivere eternamente in pace al loro fianco.

Alcuni di loro, come Ulmo, scelsero invece di rimanere nella Terra di Mezzo, per sviluppare ad accrescere se stessi senza l'intervento provvidenziale dei Valar; ma un tal punto di vista prevalse solo con una minoranza degli elfi. Tre leader, Ingwë, Finwë ed Elwë si diressero ad Aman per ascoltare la proposta dei Valar. Appena tornati raccontarono le meraviglie che avevan veduto (soprattutto la luce degli alberi di Valinor), decisero allora d'intraprendere immediatamente il viaggio.

Coloro che, diffidenti, scelsero di rimanere assunsero il nome di avari ("i riluttanti") e vennero chiamati moriquendi, elfi tenebrosi o scuri; a differenza di coloro che accettarono e che furono poi chiamati calaquendi, gli elfi luminosi. Inizia la cosiddetta lunga marcia degli elfi e po la loro suddivisione in varie etnie sulla base della guida che stavano seguendo.

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