Arcidiocesi di Barcellona

arcidiocesi cattolica romana in Spagna
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Arcidiocesi di Barcellona
Archidioecesis Barcinonensis
Chiesa latina
Cathedral of the Holy Cross and Saint Eulalia edited.jpg
Stemma della diocesi
Provincia ecclesiastica
Provincia ecclesiastica della diocesi
Collocazione geografica
Collocazione geografica della diocesi
Diocesi suffraganee
Sant Feliu de Llobregat, Terrassa
Arcivescovo metropolita cardinale Juan José Omella
Ausiliari Sergi Gordo Rodríguez[1],
Javier Vilanova Pellisa[2]
Arcivescovi emeriti cardinale Lluís Martínez Sistach
Presbiteri 776, di cui 376 secolari e 400 regolari
2.741 battezzati per presbitero
Religiosi 566 uomini, 2.060 donne
Diaconi 43 permanenti
Abitanti 2.670.596
Battezzati 2.127.309 (79,7% del totale)
Superficie 340 km² in Spagna
Parrocchie 215 (26 vicariati)
Erezione IV secolo
Rito romano
Cattedrale Santa Croce e Sant'Eulalia
Santi patroni Santa Maria della Mercede
Indirizzo Carrer del Bisbe 5, 08002 Barcelona, España
Sito web www.arquebisbatbarcelona.cat
Dati dall'Annuario pontificio 2019 (ch · gc)
Chiesa cattolica in Spagna

L'arcidiocesi di Barcellona (in latino: Archidioecesis Barcinonensis) è una sede metropolitana della Chiesa cattolica in Spagna. Nel 2018 contava 2.127.309 battezzati su 2.670.596 abitanti. È retta dall'arcivescovo cardinale Juan José Omella.

La basilica della Sagrada Família.
Il seminario maggiore di Barcellona; lo stesso edificio ospita anche la facoltà di teologia della Catalogna e la facoltà di filosofia dell'università Ramon Llull.
Palazzo arcivescovile di Barcellona.
La basilica di Santa Maria del Mar, costruita tra il 1329 e il 1383.
La basilica di Santa Maria della Mercede, patrona dell'arcidiocesi.
La chiesa dell'antico monastero benedettino femminile di Santa Maria di Junqueras, fondato nel 1214.

TerritorioModifica

L'arcidiocesi comprende 26 comuni[3] nella parte nord-orientale della provincia di Barcellona, una delle quattro province della comunità autonoma della Catalogna. Occupa una striscia di terra con una superficie di 340 km² affacciata sul Mediterraneo.

Sede arcivescovile è la città di Barcellona, dove si trova la cattedrale della Santa Croce e di Sant'Eulalia. Nella capitale catalana si trovano anche otto basiliche minori, di cui la più conosciuta è la Sagrada Família, opera non ancora ultimata, ma consacrata da papa Benedetto XVI nel 2010.

Parrocchie e arcipresbiteratiModifica

Il territorio è suddiviso in 214 parrocchie, raggruppate in 6 zone pastorali e 26 arcipresbiterati:

  • zona pastorale 1: arcipresbiterati della cattedrale, di Ramblas-Poble Sec, di Sant Josep Oriol, della Puríssima Concepció, della Sagrada Familia;
  • zona pastorale 2: arcipresbiterati di Horta, Guinardó, Vall d'Hebron, Vilapicina, Gràcia, Sant Gervasi, Sarrià;
  • zona pastorale 3: arcipresbiterati di Poble Nou, Provençals, Sant Andreu, Trinitat-Roquetes;
  • zona pastorale 4: arcipresbiterati di Sants - La Marina, Torrassa - Collblanc, Hospitalet de Llobregat, Cornellà de Llobregat;
  • zona pastorale 5: arcipresbiterati di Badalona sud, Badalona nord, Gramenet;
  • zona pastorale 6: arcipresbiterati della Cisa e di Mataró.

Provincia ecclesiasticaModifica

La provincia ecclesiastica di Barcellona, istituita nel 2004, comprende le seguenti suffraganee:

StoriaModifica

Il cristianesimo è presente nelle terre di Barcellona già prima della fine delle persecuzioni, benché le testimonianze archeologiche ed epigrafiche siano molto scarse. Tradizioni leggendarie riferiscono del martirio dei santi Severo, Eulalia, Giuliana e Semproniana di dubbia esistenza. Il primo vescovo documentato storicamente è Pretestato, che partecipò al concilio di Sardica in un anno imprecisato fra il 343 ed il 347; a lui succedette san Paciano, celebre scrittore ecclesiastico della seconda metà del IV secolo. Il terzo vescovo di Barcellona fu Lampio, che consacrò sacerdote san Paolino di Nola.

Barcellona faceva parte della provincia romana della Tarraconense e dunque dipendeva, come diocesi, dalla provincia ecclesiastica dell'arcidiocesi di Tarragona.

Verso la metà del V secolo cedette una porzione di territorio a vantaggio dell'erezione della diocesi di Egara. Malgrado i tentativi di unire le due diocesi con il vescovo Ireneo Egarensis, le due sedi rimasero distinte fino all'occupazione araba della regione.

In epoca visigotica si celebrarono a Barcellona due concili della provincia di Tarragona. Il primo si svolse attorno al 540; di questo concilio restano sei canoni, che trattano in particolare questioni liturgiche e di disciplina ecclesiastica. Il secondo concilio, di cui restano quattro canoni, si celebrò nel 599 sotto la presidenza del metropolita Asiatico; prese parte anche il vescovo di Barcellona Ugno, che in passato aveva aderito all'arianesimo, ma che, dopo la sua ritrattazione, era stato riammesso nella comunione cattolica nel concilio di Toledo del 589. Nel concilio del 599 si fa menzione per la prima volta della cattedrale diocesana, la ecclesia sanctae Crucis.

La città di Barcellona fu conquistata dagli Arabi prima del 716, anno in cui fu occupata la francese Narbona. Durante i successivi ottant'anni, non sono più noti vescovi barcellonesi, anche se è certo che il cristianesimo sopravvisse. Nell'801 la città fu conquistata dai Franchi di Ludovico il Pio e divenne uno dei centri più importanti della Marca di Spagna, feudataria del regno franco. La diocesi venne probabilmente restaurata qualche anno dopo; il primo vescovo conosciuto è infatti Ataulfo, menzionato nell'858. In quest'epoca le diocesi spagnole della Marca, compresa Barcellona, entrarono a far parte della provincia ecclesiastica dell'arcidiocesi di Narbona e lo resteranno fino a quando verrà liberata dagli Arabi la città di Tarragona e verrà ristabilita la sua provincia ecclesiastica (inizio del XII secolo).

A partire dalla prima metà del XII secolo Barcellona divenne la capitale del regno d'Aragona, e questo crebbe di molto il prestigio della sede episcopale, i cui vescovi assumeranno sempre più un ruolo politico. Nel 1154 papa Anastasio IV definì i confini della provincia ecclesiastica di Tarragona e di conseguenza stabilì ufficialmente la suffraganeità di Barcellona rispetto a Tarragona.

Il vescovo Bernardo Pelegrí dette inizio nel 1298 alla costruzione della nuova cattedrale gotica, in sostituzione della precedente dedicata alla Santa Croce, che fu nel periodo mussulmano trasformata in moschea, e che già era stata restaurata dal vescovo Guislabert nell'XI secolo. È stata ultimata nel XV secolo ad eccezione della facciata aggiunta nel 1887.

Nel 1593 il vescovo Juan Dimas Loris istituì il seminario diocesano, che fu inaugurato il 13 settembre 1598; chiuso dal 1651 fu riaperto dal vescovo Felipe Aguado Requejo nel 1735.

Durante l'Ottocento e ancora nel 1909, sanguinosi movimenti anticlericali misero a ferro e a fuoco numerosi monasteri e chiese di Barcellona, portando alla distruzione di preziose opere d'arte e di antichi documenti d'archivio; nel 1835 diversi religiosi trovarono la morte.

La guerra civile spagnola colpì duramente la diocesi: morirono di morte cruenta il vescovo Manuel Irurita y Almándoz, 277 sacerdoti, 537 religiosi e 46 religiose. Ridotta alla clandestinità, la Chiesa barcellonese fu per un periodo amministrata dall'oratoriano Josep Maria Torrent, che era stato nominato vicario generale dal vescovo Irurita allo scoppio della guerra.[4]

Nel 1957, facendo seguito al concordato del 1953 che stabiliva di far coincidere i limiti delle diocesi con quelli delle province civili, la diocesi cedette 21 parrocchie all'arcidiocesi di Tarragona e 7 alla diocesi di Vic, ed inoltre ci fu uno scambio di una parrocchia per parte con la diocesi di Gerona.[5]

Il 25 marzo 1964 è stata elevata al rango di arcidiocesi immediatamente soggetta alla Santa Sede con la bolla Laeto animo di papa Paolo VI.

Il 15 giugno 2004 è stata ulteriormente elevata a sede metropolitana con la bolla Ad totius dominici di papa Giovanni Paolo II, assegnandole come chiese suffraganee le nuove diocesi di Terrassa e di Sant Feliu di Llobregat,[6] create con territorio dismembrato dell'arcidiocesi di Barcellona.

Cronotassi dei vescoviModifica

Si omettono i periodi di sede vacante non superiori ai 2 anni o non storicamente accertati.

StatisticheModifica

L'arcidiocesi nel 2018 su una popolazione di 2.670.596 persone contava 2.127.309 battezzati, corrispondenti al 79,7% del totale.

anno popolazione presbiteri diaconi religiosi parrocchie
battezzati totale % numero secolari regolari battezzati per presbitero uomini donne
1950 2.050.000 2.065.000 99,3 1.394 714 680 1.470 1.120 5.350 375
1959 2.250.000 2.301.500 97,8 1.369 816 823 1.372 2.231 7.642 357
1970 3.500.000 3.622.257 96,6 2.093 1.005 1.088 1.672 2.147 6.872 438
1980 4.457.000 4.515.017 98,7 1.901 875 1.026 2.344 1 1.830 6.908 451
1990 3.859.000 4.261.214 90,6 1.761 823 938 2.191 36 1.556 5.547 453
1999 4.303.467 4.678.945 92,0 1.464 745 719 2.939 50 1.181 4.755 455
2000 4.303.467 4.678.945 92,0 1.466 742 724 2.935 50 1.188 4.609 454
2001 4.303.467 4.678.945 92,0 1.455 735 720 2.957 50 1.211 4.630 453
2002 4.303.467 4.678.945 92,0 1.440 742 698 2.988 50 1.198 4.143 453
2003 3.956.616 4.301.346 92,0 1.512 735 777 2.616 55 1.222 3.508 453
2004 3.956.616 4.301.346 92,0 1.410 737 673 2.806 56 1.159 4.085 454
2006 2.302.177 2.606.362 88,3 1.036 489 547 2.222 37 869 3.012 212
2013 2.119.915 2.661.538 79,6 862 414 448 2.459 40 695 2.584 214
2015 2.106.260 2.644.172 79,7 821 398 423 2.565 47 603 2.370 214
2016 2.105.820 2.643.620 79,7 813 389 424 2.590 45 597 2.299 215
2018 2.127.309 2.670.596 79,7 776 376 400 2.741 43 566 2.060 215

NoteModifica

  1. ^ Vescovo titolare di Cene.
  2. ^ Vescovo titolare di Empúries.
  3. ^ Municipios de la archidiócesis de Barcelona, www.conferenciaepiscopal.es
  4. ^ Martí i Bonet, Novum speculum, p. 14.
  5. ^ Decreto Initis inter Sanctam Sedem, AAS 49 (1957), pp. 864-865. La parrocchia di Arenys de Mar ritornò a Gerona nel 1975.
  6. ^ Erezione della Provincia Ecclesiastica di Barcellona.
  7. ^ François De Vriendt, v. Laulfus, Dictionnaire d'Histoire et de Géographie Ecclésiastiques, vol. 30, col. 973.
  8. ^ Un documento dell'878, redatto all'epoca del vescovo Frodoi, menziona nell'ordine i vescovi Ataulfo e Giovanni. Alcune cronotassi invertono l'ordine dei due prelati.
  9. ^ Secondo Flórez e Lambert, l'ultimo documento che menziona questo vescovo è del 951; Gams invece lo pone nel 957.
  10. ^ Contestualmente nominato anche arcivescovo titolare di Beroe.
  11. ^ Nominato arcivescovo titolare, titolo personale, di Monte di Numidia.

BibliografiaModifica

Voci correlateModifica

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